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1000 results for “caleidoscope”

  1. Reviving my Mandarin has its weird parts. Whenever I see a character my brain automatically sounds it out - which is good if I recognise it. If it's one I only _kind of_ know brain's going "brrr? frrrm? mrfp?"*, and my neurons feels like they're going through a caleidoscope 😅

    (*Don't ask me why it's those sounds - neither are even close to Mandarin.)

    #mandarin #LanguageStudies #language

  2. Oh wow. Friedemann Schulz von Thun im Hotel Matze - großartiges, aktuelles 2h [!] Interview über Kommunikation, Stimmigkeit und alles andere auch. Zwei Beispielzitate:

    "Ein erfülltes Leben zeigt sich in der spannungsreichen Vereinigung der Gegensätze."

    "Politik ist selten dazu da, Lösungen hervorzubringen, sondern sie muss Dilemmata bewältigen!"

    #SchulzVonThun #HotelMatze #Kommunikation #Psychologie #4OhrenModell

    youtube.com/watch?v=jPAjmlkXf48

  3. Oh wow. Friedemann Schulz von Thun im Hotel Matze - großartiges, aktuelles 2h [!] Interview über Kommunikation, Stimmigkeit und alles andere auch. Zwei Beispielzitate:

    "Ein erfülltes Leben zeigt sich in der spannungsreichen Vereinigung der Gegensätze."

    "Politik ist selten dazu da, Lösungen hervorzubringen, sondern sie muss Dilemmata bewältigen!"

    youtube.com/watch?v=jPAjmlkXf48

  4. Oh wow. Friedemann Schulz von Thun im Hotel Matze - großartiges, aktuelles 2h [!] Interview über Kommunikation, Stimmigkeit und alles andere auch. Zwei Beispielzitate:

    "Ein erfülltes Leben zeigt sich in der spannungsreichen Vereinigung der Gegensätze."

    "Politik ist selten dazu da, Lösungen hervorzubringen, sondern sie muss Dilemmata bewältigen!"

    #SchulzVonThun #HotelMatze #Kommunikation #Psychologie #4OhrenModell

    youtube.com/watch?v=jPAjmlkXf48

  5. Oh wow. Friedemann Schulz von Thun im Hotel Matze - großartiges, aktuelles 2h [!] Interview über Kommunikation, Stimmigkeit und alles andere auch. Zwei Beispielzitate:

    "Ein erfülltes Leben zeigt sich in der spannungsreichen Vereinigung der Gegensätze."

    "Politik ist selten dazu da, Lösungen hervorzubringen, sondern sie muss Dilemmata bewältigen!"

    #SchulzVonThun #HotelMatze #Kommunikation #Psychologie #4OhrenModell

    youtube.com/watch?v=jPAjmlkXf48

  6. Oh wow. Friedemann Schulz von Thun im Hotel Matze - großartiges, aktuelles 2h [!] Interview über Kommunikation, Stimmigkeit und alles andere auch. Zwei Beispielzitate:

    "Ein erfülltes Leben zeigt sich in der spannungsreichen Vereinigung der Gegensätze."

    "Politik ist selten dazu da, Lösungen hervorzubringen, sondern sie muss Dilemmata bewältigen!"

    #SchulzVonThun #HotelMatze #Kommunikation #Psychologie #4OhrenModell

    youtube.com/watch?v=jPAjmlkXf48

  7. oggi, 3 aprile, in camera verde (roma, via g. miani 20), finissage della mostra di francesca vitale, “il gioco delle caleidoscopie”

    La camera verde, Roma, via G. Miani 20

    #art #arte #CameraVerde #finissage #FrancescaVitale #IlGiocoDelleCaleidoscopie #laCameraVerde #mostra
  8. oggi, 3 aprile, in camera verde (roma, via g. miani 20), finissage della mostra di francesca vitale, “il gioco delle caleidoscopie”

    La camera verde, Roma, via G. Miani 20

    #art #arte #CameraVerde #finissage #FrancescaVitale #IlGiocoDelleCaleidoscopie #laCameraVerde #mostra
  9. due date per la mostra “caleidoscopie”, di francesca vitale, in camera verde

    giovedì 2 aprile dalle 18 alle 20 in Camera Verde (via G. Miani 20): proiezione di Visage Village, con Agnes Varda e Jr (2017).

    venerdì 3 aprile dalle 17:30 alle 20:30 finissage della mostra.

    https://slowforward.net/2026/03/01/5-marzo-roma-la-camera-verde-il-gioco-delle-caleidoscopie-libro-e-mostra-di-francesca-vitale/

    #AgnèsVarda #art #arte #Caleidoscopie #CameraVerde #finissage #FrancescaVitale #laCameraVerde
  10. due date per la mostra “caleidoscopie”, di francesca vitale, in camera verde

    giovedì 2 aprile dalle 18 alle 20 in Camera Verde (via G. Miani 20): proiezione di Visage Village, con Agnes Varda e Jr (2017).

    venerdì 3 aprile dalle 17:30 alle 20:30 finissage della mostra.

    https://slowforward.net/2026/03/01/5-marzo-roma-la-camera-verde-il-gioco-delle-caleidoscopie-libro-e-mostra-di-francesca-vitale/

    #AgnèsVarda #art #arte #Caleidoscopie #CameraVerde #finissage #FrancescaVitale #laCameraVerde
  11. oggi, 6 dicembre, a venezia: “caleidoscopie”, mostra di francesca vitale

    cliccare per ingrandire

    Per me i colori sono degli esseri viventi,
    degli individui molto evoluti che si integrano con noi e con tutto il mondo.
    I colori sono i veri abitanti dello spazio.
    (Yves Klein) 

    L’idea delle caleidoscopie trae origine dai ricordi d’infanzia dell’artista, che da bambina amava osservare il caleidoscopio: questo semplice strumento ottico, attraverso giochi di specchi e frammenti di vetro, restituiva visioni cromatiche e geometriche magiche, casuali e sorprendenti. Da questa esperienza nasce oggi una produzione artistica fatta di “caleidoscopie” istintive e talvolta meditate, in cui trasparenze e cromie essenziali si fondono in composizioni dal minimalismo raffinato.

    L’idea delle caleidoscopie si configura come una ricerca profonda e articolata, che origina non solo dalla memoria infantile dell’artista, ma dalla volontà di trasfigurare il gioco visivo in uno strumento di indagine sul sé e sulla realtà. Il caleidoscopio, nella sua capacità di generare visioni geometriche e cromatiche inattese, diventa metafora di un processo creativo nel quale l’emergere del caso, dell’imprevisto e della magia si intreccia con un controllo selettivo delle trasparenze e delle superfici, sostenuto da un minimalismo meditato.

    Il lavoro dell’artista, oggi, dialoga sia con le proprie radici, dove il visibile e l’invisibile si scambiano ruoli, sia con le possibilità offerte dalla composizione digitale, creando immagini che non appartengono più al solo mondo fotografico, ma nascono dall’assemblaggio di frammenti trovati nel vasto archivio del web. Questa pratica pone il colore al centro di una ricerca sull’equilibrio interiore, suggerendo un uso terapeutico dell’arte, dove ogni opera diventa uno spazio di possibilità emotiva e percettiva, un invito alla contemplazione e alla sospensione dal quotidiano.

    L’esposizione favorisce la pluralità dei punti di vista, invitando lo spettatore a interrogare l’immagine da diverse angolazioni, tutte ugualmente valide e in grado di restituire emozioni differenti senza perdere integrità formale. In questa moltiplicazione di prospettive emerge la forza della caleidoscopia come linguaggio visivo: una realtà densa, trasparente, mai univoca, sempre aperta all’interpretazione personale, come ben sintetizzato dal titolo della mostra “Caleidoscopie – Un viaggio cromatico”, che richiama la natura del viaggio non solo nell’estetica, ma anche nell’intento terapeutico del processo creativo.

    Le prime ricerche artistiche si distinguevano per una maggiore figuratività, inserendo riferimenti animali e vegetali. Progressivamente, l’opera si è astratta e concentrata su monocromatismi ed essenzialità geometriche, sfiorando un rigore quasi ossessivo affinato dalla libertà espressiva del digitale. Ogni opera, in questo sviluppo, si fa luogo sospeso tra ragione e inconscio, in cui trasgressione formale e meditazione convivono restituendo una sensazione di staticità sospesa, un tempo visivo distillato, privo di narrazione obbligata.

    Il vero intento dell’artista risiede nell’offrire allo spettatore uno spazio mentale di riflessione, dove l’immagine diventa specchio mutevole delle proprie emozioni e pensieri. Queste caleidoscopie digitali sono meditazioni sul senso stesso della visione, sulla costruzione dell’identità visiva e sull’instabilità dei significati. La pratica artistica si fa dunque strumento di conoscenza e guarigione, capace di dare forma a stati d’animo, tensioni interiori e processi di crescita, invitando chi osserva ad abbandonarsi al flusso delle geometrie, dei colori e dei silenzi che popolano ogni opera.

    CALEIDOSCOPIE – Un viaggio cromatico
    esposizione dal 6 al 21 dicembre 2025
    Galleria VISIONI ALTRE – Campo del Ghetto Novo 2918  – VENEZIA
    Inaugurazione: sabato 6 dicembre ore 17.00
    Orari: mercoledì e giovedì 11:00 -14:00 | venerdì sabato e domenica 11:00-14:00 | 16:00-19:00

    #art #arte #caleidoscopie #caleidoscopieUnViaggioCromatico #foto #fotografia #fotografie #francescaVitale #galleriaVisioniAltre #gianpaoloMastropasqua #inaugurazione #mostra #vernissage

  12. May you prickly brain, buzzing ears and caleidoscopic sight be cured with a fine dose of cat therapy #HappyWeekend #CatsOfMastodon #ActuallyAutistic A year in cartoons, wk2 wise.astridpoot.nl/a-year-in-c

  13. 📕 "Colonizar a Metrópole. Estado, ciência e técnicas de colonização interna durante o Estado Novo", de Elisa Lopes da Silva, "observa de forma caleidoscópica o fenómeno colonizador, nas suas articulações entre o reformismo agrário, o nacionalismo económico, a política hidráulica, o desemprego rural e o desenvolvimentismo do pós-Segunda Guerra Mundial".

    👉 ics.ulisboa.pt/livros/coloniza

    #Histodons #MastoLivros #EstadoNovo #InternalColonization #ColonizaçãoInterna #SocialHistory #HistóriaSocial

  14. 📙 O livro "A Seara Nova e os debates contemporâneos", editado por Augusto Fitas e João Príncipe e que resultou de um colóquio com o mesmo nome, já se encontra disponível na Caleidoscópio.

    Para além da atividade editorial, o grupo da Seara Nova promoveu colóquios e debates, sempre com o propósito de estudar e investigar a realidade portuguesa e esclarecer o público. São esses debates que a obra aborda.

    ℹ️ caleidoscopio.pt/products/a-se

    #Histodons #NewBook #SearaNova #NovoLivro #HistóriaDasIdeias

  15. healthnews.pt/2024/04/15/davit
    A DaVita Portugal, em parceria com a Câmara Municipal de Lisboa, vai promover esta quarta-feira uma iniciativa de rastreio à doença renal, no Auditório Caleidoscópio, no Jardim do Campo Grande.
    #healthnews #rastreio

  16. ¡Hoy, es día de livestream en español! Nos vemos en 2 horas para aprender a crear un filtro caleidoscopio en Substance Designer: youtube.com/live/EqcoPShSy3w?f

    #arte3d #artedigital

  17. ¡Hoy, es día de livestream en español! Nos vemos en 2 horas para aprender a crear un filtro caleidoscopio en Substance Designer: youtube.com/live/EqcoPShSy3w?f

    #arte3d #artedigital

  18. ZEBRA FINK + SOTHIAC + IN HER EYE

    Sabato 7 marzo, dalle 21:00 alle 12:00, presso C.I.Q - Centro Internazionale di Quartiere, Via Fabio Massimo, 19 - Milano

    ZEBRA FINK + SOTHIAC + IN HER EYE
    Sabato 07 marzo, h 21:00

    In Her Eye: Showgaze/New Wave + Zebra Fink: Altrock/Post Grunge + Sothiac: Psych/Stoner/Kraut

    Sothiac è il trio psych-post-stoner/ krautrock con base a Milano e cresciuto tra Berlino e Londra. Pat Moonchy (aka Moon) • voce e synths. Lucio Liguori (aka Shine) • chitarra. borda • batteria. Il progetto unisce drone monolitici, riff granitici e ritmiche ipnotiche, con un forte impatto live: i concerti diventano esperienze audiovisive immersive grazie ai visual originali di Michele Bernardi. Nel tempo la band ha condiviso percorsi e collaborazioni con Faust, Chris Hackett (Rollins Band), Todd Tobias e Amaury Cambuzat. I Sothiac nascono nel 2015 tra Berlino e Londra suonando in Europa, Cina e Giappone. Hanno suonato e aperto ai Faust, Josepf Van Wissem, I feel like a bombed Cathedral. La loro musica è un viaggio nelle profondità del suono.

    Zebra Fink: Siamo una band di quattro amici che portano in giro il loro rock alternativo, nato tra bar di provincia e cantine sulle sponde del fiume Trebbia, in Emilia. Il nostro sound è intenso e diretto, che con riverberi e distorsioni riporta agli anni 90 e primi 2000: un rock a cuore aperto per cuori che amano farsi spaccare.

    In Her Eye: nel marasma delle etichette, generi e sottogeneri contemporanei (catalogazioni inutili ma forse necessarie, se vogliamo), gli In Her Eye se proprio devono scegliere, si definiscono “Supersonic New Wave”. Perchè la loro musica nasce dalla New Wave anni ’80, e passa attraverso infusioni sheogazee e soniche degli anni ’90. E perchè, volenti o nolenti, fanno musica nel 2018. In Her Eye nascono ufficialmente nell’inverno del 2007 quando Aldo Bernuzzi, Giuseppe Galotti e Stefano Schiavella, dopo diverse esperienze maturate durante dieci lunghi anni di musica in vari ambiti, decidono finalmente di dare forma ad un progetto che racchiuda in sé le radici del sound che li ha sempre affascinati: un caleidoscopio di suggestioni ed echi della New Wave Anni ’80, unite ad un grande amore per la scena Indie/Noise/Shoegaze degli anni ’90 e ad una genuina attitudine rock. E ad una passione per la musica basata sui sentimenti e sulle emozioni. Nel 2011 esce il primo disco “Anywhere Out Of The World”, e nel 2014 l’ep “Borderline”. Dal 2015 in poi, la band partecipa a diverse compilation tributo (Ride, Cure, Wire) e prepara il materiale per il nuovo album. Ma c’è anche una grossa novità: Raffaele Bocchetti, già sapiente chitarra degli Stella Diana, si unisce alla band e partecipa attivamente alla composizione e all’arrangiamento delle nuove song. Il nuovo disco si intitolerà “Change” ed uscirà il 1 giugno 2018. La band si è messa subito dopo già a lavorare sul nuovo disco. Dopo la pausa forzata del Covid la band ha partecipato a due live, a Parma e a Milano. Subito dopo ha avuto un momento di assestamento dovendo affrontare anche problematiche personali e nel 2022 si riassesta tornando alla formazione d’origine con i 3 elementi fondatori. Ad oggi hanno appena terminato le sessioni di registrazione per il quarto disco in uscita nella prima metà del 2026.

    Contributo: 5€

    CIQ - Centro Internazionale di Quartiere, via Fabio Massimo 19, Corvetto, Milano: l'ingresso al CIQ è gratuito e senza tesseramento!

    𝐀𝐩𝐞𝐫𝐢𝐭𝐢𝐯𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐡 𝟏𝟖:𝟎𝟎
    𝐂𝐞𝐧𝐚 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐡 𝟐𝟎:𝟎𝟎

    𝐈𝐍𝐅𝐎 / 𝐏𝐑𝐄𝐍𝐎𝐓𝐀𝐙𝐈𝐎𝐍𝐈
    Mail: [email protected]
    Tel: (SOLO messaggi WhatsApp) +39 349 643 2404

    #altrock #ZebraFink #InHerEye #poststoner #CIQ #sothiac #shoegaze #heavypsych

  19. CW: Libro con stupro

    La bellezza è una ferita di Eka Kurniawan

    CW: stupro

    Descrizione: Il villaggio di Halimunda, nel cuore dell’isola di Giava, incanta da sempre abitanti e forestieri con le sue storie. Dalla principessa Rengganis, che sposò un cane perché nessun uomo era degno di lei, a Ma Iyang, che volò via da una rupe anziché rassegnarsi a un’esistenza infelice, una moltitudine di anime bizzarre e tormentate ha popolato la comunità di pescatori nel corso dei secoli. L’ultima erede di questa genia di figure prodigiose è Dewi Ayu, la prostituta più richiesta del bordello di Mama Kalong, madre di quattro irresistibili figlie. Le loro vicende di passione e dolore, lusinghe e violenza, si intrecciano alla storia dell’Indonesia del Novecento: all’avidità del colonialismo europeo e alla ferocia dell’occupazione giapponese, al sangue della rivoluzione comunista e alla brutalità della dittatura. Con romanticismo tragico e un’ironia strepitosa, che fa scintillare di luce grottesca lo squallore e il dramma, Eka Kurniawan dà forma a una saga caleidoscopica, ricca di magia, che è al tempo stesso il ritratto di un paese affascinante e una lucida e accorata lezione d’amore.

    Se non fosse per un solo elemento, sarei qui a scrivere bene di questo romanzo: ha il sapore della grande saga familiare intrisa di realismo magico e, se vi piace il genere, Kurniawan è sicuramente un autore da tenere presente. Peccato per la massiccia e sgradevole presenza di stupri: non è un’esagerazione dire che quasi tutte le donne che compaiono in questo romanzo vengano violentate, alcune più di una volta. Capisco che faccia parte del racconto del colonialismo olandese e della sua violenza, ma non è l’impressione che ne ho ricavato io. A me è sembrato che Kurniawan minimizzasse la devastazione provocata dallo stupro e che per lui non sia niente più di un espediente letterario per portare avanti la trama.

    Di certo non ha aiutato il fatto che la violenza venga romanticizzata, rendendola conseguenza “naturale” per donne molto belle, soprattutto se mostrano la loro bellezza senza pudore. Come se non bastasse, a questo si aggiunge una certa morbosità nella descrizione degli stupri che definire rivoltante è usare un eufemismo.

    Se anche tutto questo volesse mettere in luce il passato coloniale e violento dell’Indonesia, secondo me fallisce nel suo intento perché come contraltare alla violenza non c’è una caratterizzazione delle donne che vada oltre all’importanza che hanno per i personaggi maschili. Anche quando Kurniawan porta avanti la storia dal punto di vista di una di loro sembra che gli uomini siano l’unico senso delle loro vite. Alla lunga, oltre a essere fastidioso, risulta anche noioso e ripetitivo: le donne di questa storia non se lo meritavano proprio.

    #realismoMagico #sagaFamiliare

  20. Recensione “Una Battaglia Dopo L’Altra”: Viva la Revolucion!

    Tom Petty nella sua splendida hit American Girl cantava: Well, she was an American girl, raised on promises, she couldn’t help thinkin’ that there, was a little more to life, somewhere else (“Beh, era una ragazza americana, cresciuta a promesse, non poteva fare a meno di pensare che c’era qualcosa di più nella vita, da qualche parte”). Non è un caso se questo brano, che i più cinefili ricorderanno anche in una scena de Il Silenzio degli Innocenti, sia stato scelto da Paul Thomas Anderson a chiusura della sua ennesima prodezza. Al centro della storia, infatti, c’è un’altra ragazza americana, cresciuta a menzogne, che non poteva fare a meno di credere che nella sua vita ci fosse qualcosa di più rispetto alle paranoie (più che fondate) del babbo Leonardo Dicaprio. Tra rivoluzioni agognate e rivoluzioni fallite, sensei messicani (Benicio Del Toro da nomination immediata), suprematisti bianchi e un fiume di parole in codice, c’è davvero tanta carne al fuoco nei 170 minuti di Una Battaglia Dopo l’Altra.

    L’ex rivoluzionario Leonardo Dicaprio vive con la figlia adolescente avuta dalla ex-compagna, un’attivista afroamericana con cui ha condiviso anni di lotte e rivoluzioni, ora scomparsa. Dopo anni di silenzio, il razzista Sean Penn torna nella sua vita per dargli la caccia, ma soprattutto per portargli via la figlia, a suo parere la prova imbarazzante di un’unione interrazziale, ma non solo. Il nostro sarà allora costretto a fare i conti con il suo passato.

    Quasi un decennio dopo il fortunato Vizio di Forma, il regista di Los Angeles torna a pescare idee dalla narrativa di Thomas Pynchon, il cui romanzo Vineland ha fornito il materiale di base sul quale modellare poi la storia, molto diversa, di Una Battaglia Dopo l’Altra. Ci sono momenti (ma soprattutto personaggi) che sembrano uscire fuori dal cinema dei fratelli Coen, ma soprattutto c’è l’enorme talento di PTA nel raccontare storie, nel prendere per mano lo spettatore e coinvolgerlo in un caleidoscopio di ironia, azione, calore umano e battute fulminanti, fino a una bellissima scena di inseguimento nel deserto, tra dossi, salite e discese, in una sorta di “labirinto rettilineo” che tiene con il fiato sospeso. Il mondo forse si può davvero cambiare, una battaglia dopo l’altra. Nel frattempo, godiamoci film stupendi come questo.

    [Se l’articolo ti è piaciuto, offrimi un caffè o magari una colazione,
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    #Cinema #daVedere #diCheParla #film #leonardoDicaprio #paulThomasAnderson #recensione #spiegazione #unaBattagliaDopoLAltra