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#inaugurazione — Public Fediverse posts

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  1. oggi, 17 aprile, a roma, porte rosse: “color mentira – il colore delle menzogne”, mostra personale di hogre

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    OGGI, venerdì 17 Aprile, Porte Rosse presenta “COLOR MENTIRA – Il colore delle menzogne”, mostra personale di Hogre che indaga il linguaggio contro-pubblicitario attraverso una serie di collaborazioni con stampatori d’arte colombiani.
    La mostra raccoglie tutte le collaborazioni che dal 2023 a oggi ha stretto in Colombia, producendo serigrafie, incisioni, stampe a caratteri mobili e risografie. Completa il percorso espositivo una serigrafia prodotta con 75 grados, principale laboratorio di Città del Messico, e un recente lavoro stampato nello studio a Barcellona dell’amica e artista colombiana Tropidelia, che Hogre ha disegnato a quattro mani con il collega pugliese Awer.

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    PORTE ROSSE è a Roma, in via dei Sabelli 8

    «COLOR MENTIRA – El color de las mentiras», la nueva exposición de grabados de Hogre (@buyanewsoul). El proyecto junta las colaboraciones que el artista ha desarrollado con talleres de serigrafía y grabado en Colombia desde 2023 hasta la actualidad.

    La exposición tendrá lugar los días 17 y 18 de abril de 2026 en Porte Rosse. Inauguración el viernes 17 de abril a las 18:00.

    Mediante un uso crítico del lenguaje publicitario, Hogre subvierte sus códigos y su lógica. En esta serie, sus mensajes anticapitalistas se reinterpretan y transforman gracias a las técnicas de la impresión artística colombiana, dando lugar a serigrafías, grabados, impresiones con tipos móviles y risografías.

    #75Grados #art #arte #Awer #CittàDelMessico #collaborazioni #Colombia #COLORMENTIRA #DilettaDeLeonardis #EleonoraGhezzi #ErikaBraun #exposición #grabados #Hogre #impresiónArtística #impresiones #impresionesConTiposMóviles #inaugurazione #incisioni #lenguajePublicitario #linguaggioControPubblicitario #mensajesAnticapitalistas #mostraPersonale #PorteRosse #risografías #risografie #SanLorenzo #serigrafías #serigrafie #stampaDArte #stampatoriDArteColombiani #stampe #stampeACaratteriMobili #streetArt #subvertising #Tropidelia #viaDeiSabelli
  2. oggi, 17 aprile, a roma, porte rosse: “color mentira – il colore delle menzogne”, mostra personale di hogre

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    OGGI, venerdì 17 Aprile, Porte Rosse presenta “COLOR MENTIRA – Il colore delle menzogne”, mostra personale di Hogre che indaga il linguaggio contro-pubblicitario attraverso una serie di collaborazioni con stampatori d’arte colombiani.
    La mostra raccoglie tutte le collaborazioni che dal 2023 a oggi ha stretto in Colombia, producendo serigrafie, incisioni, stampe a caratteri mobili e risografie. Completa il percorso espositivo una serigrafia prodotta con 75 grados, principale laboratorio di Città del Messico, e un recente lavoro stampato nello studio a Barcellona dell’amica e artista colombiana Tropidelia, che Hogre ha disegnato a quattro mani con il collega pugliese Awer.

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    PORTE ROSSE è a Roma, in via dei Sabelli 8

    «COLOR MENTIRA – El color de las mentiras», la nueva exposición de grabados de Hogre (@buyanewsoul). El proyecto junta las colaboraciones que el artista ha desarrollado con talleres de serigrafía y grabado en Colombia desde 2023 hasta la actualidad.

    La exposición tendrá lugar los días 17 y 18 de abril de 2026 en Porte Rosse. Inauguración el viernes 17 de abril a las 18:00.

    Mediante un uso crítico del lenguaje publicitario, Hogre subvierte sus códigos y su lógica. En esta serie, sus mensajes anticapitalistas se reinterpretan y transforman gracias a las técnicas de la impresión artística colombiana, dando lugar a serigrafías, grabados, impresiones con tipos móviles y risografías.

    #75Grados #art #arte #Awer #CittàDelMessico #collaborazioni #Colombia #COLORMENTIRA #DilettaDeLeonardis #EleonoraGhezzi #ErikaBraun #exposición #grabados #Hogre #impresiónArtística #impresiones #impresionesConTiposMóviles #inaugurazione #incisioni #lenguajePublicitario #linguaggioControPubblicitario #mensajesAnticapitalistas #mostraPersonale #PorteRosse #risografías #risografie #SanLorenzo #serigrafías #serigrafie #stampaDArte #stampatoriDArteColombiani #stampe #stampeACaratteriMobili #streetArt #subvertising #Tropidelia #viaDeiSabelli
  3. oggi, 17 aprile, a roma, porte rosse: “color mentira – il colore delle menzogne”, mostra personale di hogre

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    OGGI, venerdì 17 Aprile, Porte Rosse presenta “COLOR MENTIRA – Il colore delle menzogne”, mostra personale di Hogre che indaga il linguaggio contro-pubblicitario attraverso una serie di collaborazioni con stampatori d’arte colombiani.
    La mostra raccoglie tutte le collaborazioni che dal 2023 a oggi ha stretto in Colombia, producendo serigrafie, incisioni, stampe a caratteri mobili e risografie. Completa il percorso espositivo una serigrafia prodotta con 75 grados, principale laboratorio di Città del Messico, e un recente lavoro stampato nello studio a Barcellona dell’amica e artista colombiana Tropidelia, che Hogre ha disegnato a quattro mani con il collega pugliese Awer.

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    PORTE ROSSE è a Roma, in via dei Sabelli 8

    «COLOR MENTIRA – El color de las mentiras», la nueva exposición de grabados de Hogre (@buyanewsoul). El proyecto junta las colaboraciones que el artista ha desarrollado con talleres de serigrafía y grabado en Colombia desde 2023 hasta la actualidad.

    La exposición tendrá lugar los días 17 y 18 de abril de 2026 en Porte Rosse. Inauguración el viernes 17 de abril a las 18:00.

    Mediante un uso crítico del lenguaje publicitario, Hogre subvierte sus códigos y su lógica. En esta serie, sus mensajes anticapitalistas se reinterpretan y transforman gracias a las técnicas de la impresión artística colombiana, dando lugar a serigrafías, grabados, impresiones con tipos móviles y risografías.

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  4. oggi, 17 aprile, a roma, porte rosse: “color mentira – il colore delle menzogne”, mostra personale di hogre

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    OGGI, venerdì 17 Aprile, Porte Rosse presenta “COLOR MENTIRA – Il colore delle menzogne”, mostra personale di Hogre che indaga il linguaggio contro-pubblicitario attraverso una serie di collaborazioni con stampatori d’arte colombiani.
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    La exposición tendrá lugar los días 17 y 18 de abril de 2026 en Porte Rosse. Inauguración el viernes 17 de abril a las 18:00.

    Mediante un uso crítico del lenguaje publicitario, Hogre subvierte sus códigos y su lógica. En esta serie, sus mensajes anticapitalistas se reinterpretan y transforman gracias a las técnicas de la impresión artística colombiana, dando lugar a serigrafías, grabados, impresiones con tipos móviles y risografías.

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  5. oggi, 17 aprile, a roma, porte rosse: “color mentira – il colore delle menzogne”, mostra personale di hogre

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    OGGI, venerdì 17 Aprile, Porte Rosse presenta “COLOR MENTIRA – Il colore delle menzogne”, mostra personale di Hogre che indaga il linguaggio contro-pubblicitario attraverso una serie di collaborazioni con stampatori d’arte colombiani.
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    «COLOR MENTIRA – El color de las mentiras», la nueva exposición de grabados de Hogre (@buyanewsoul). El proyecto junta las colaboraciones que el artista ha desarrollado con talleres de serigrafía y grabado en Colombia desde 2023 hasta la actualidad.

    La exposición tendrá lugar los días 17 y 18 de abril de 2026 en Porte Rosse. Inauguración el viernes 17 de abril a las 18:00.

    Mediante un uso crítico del lenguaje publicitario, Hogre subvierte sus códigos y su lógica. En esta serie, sus mensajes anticapitalistas se reinterpretan y transforman gracias a las técnicas de la impresión artística colombiana, dando lugar a serigrafías, grabados, impresiones con tipos móviles y risografías.

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  6. 17 aprile, roma, porte rosse: “color mentira – il colore delle menzogne”, mostra personale di hogre

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    Venerdì 17 Aprile, Porte Rosse presenta “COLOR MENTIRA – Il colore delle menzogne”, mostra personale di Hogre che indaga il linguaggio contro-pubblicitario attraverso una serie di collaborazioni con stampatori d’arte colombiani.
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  7. 17 aprile, roma, porte rosse: “color mentira – il colore delle menzogne”, mostra personale di hogre

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    Venerdì 17 Aprile, Porte Rosse presenta “COLOR MENTIRA – Il colore delle menzogne”, mostra personale di Hogre che indaga il linguaggio contro-pubblicitario attraverso una serie di collaborazioni con stampatori d’arte colombiani.
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    La exposición tendrá lugar los días 17 y 18 de abril de 2026 en Porte Rosse. Inauguración el viernes 17 de abril a las 18:00.

    Mediante un uso crítico del lenguaje publicitario, Hogre subvierte sus códigos y su lógica. En esta serie, sus mensajes anticapitalistas se reinterpretan y transforman gracias a las técnicas de la impresión artística colombiana, dando lugar a serigrafías, grabados, impresiones con tipos móviles y risografías.

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  8. 17 aprile, roma, porte rosse: “color mentira – il colore delle menzogne”, mostra personale di hogre

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  9. 17 aprile, roma, porte rosse: “color mentira – il colore delle menzogne”, mostra personale di hogre

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  10. 17 aprile, roma, porte rosse: “color mentira – il colore delle menzogne”, mostra personale di hogre

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    Venerdì 17 Aprile, Porte Rosse presenta “COLOR MENTIRA – Il colore delle menzogne”, mostra personale di Hogre che indaga il linguaggio contro-pubblicitario attraverso una serie di collaborazioni con stampatori d’arte colombiani.
    La mostra raccoglie tutte le collaborazioni che dal 2023 a oggi ha stretto in Colombia, producendo serigrafie, incisioni, stampe a caratteri mobili e risografie. Completa il percorso espositivo una serigrafia prodotta con 75 grados, principale laboratorio di Città del Messico, e un recente lavoro stampato nello studio a Barcellona dell’amica e artista colombiana Tropidelia, che Hogre ha disegnato a quattro mani con il collega pugliese Awer.

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    PORTE ROSSE è a Roma, in via dei Sabelli 8

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  11. oggi, 6 dicembre, a venezia: “caleidoscopie”, mostra di francesca vitale

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    Per me i colori sono degli esseri viventi,
    degli individui molto evoluti che si integrano con noi e con tutto il mondo.
    I colori sono i veri abitanti dello spazio.
    (Yves Klein) 

    L’idea delle caleidoscopie trae origine dai ricordi d’infanzia dell’artista, che da bambina amava osservare il caleidoscopio: questo semplice strumento ottico, attraverso giochi di specchi e frammenti di vetro, restituiva visioni cromatiche e geometriche magiche, casuali e sorprendenti. Da questa esperienza nasce oggi una produzione artistica fatta di “caleidoscopie” istintive e talvolta meditate, in cui trasparenze e cromie essenziali si fondono in composizioni dal minimalismo raffinato.

    L’idea delle caleidoscopie si configura come una ricerca profonda e articolata, che origina non solo dalla memoria infantile dell’artista, ma dalla volontà di trasfigurare il gioco visivo in uno strumento di indagine sul sé e sulla realtà. Il caleidoscopio, nella sua capacità di generare visioni geometriche e cromatiche inattese, diventa metafora di un processo creativo nel quale l’emergere del caso, dell’imprevisto e della magia si intreccia con un controllo selettivo delle trasparenze e delle superfici, sostenuto da un minimalismo meditato.

    Il lavoro dell’artista, oggi, dialoga sia con le proprie radici, dove il visibile e l’invisibile si scambiano ruoli, sia con le possibilità offerte dalla composizione digitale, creando immagini che non appartengono più al solo mondo fotografico, ma nascono dall’assemblaggio di frammenti trovati nel vasto archivio del web. Questa pratica pone il colore al centro di una ricerca sull’equilibrio interiore, suggerendo un uso terapeutico dell’arte, dove ogni opera diventa uno spazio di possibilità emotiva e percettiva, un invito alla contemplazione e alla sospensione dal quotidiano.

    L’esposizione favorisce la pluralità dei punti di vista, invitando lo spettatore a interrogare l’immagine da diverse angolazioni, tutte ugualmente valide e in grado di restituire emozioni differenti senza perdere integrità formale. In questa moltiplicazione di prospettive emerge la forza della caleidoscopia come linguaggio visivo: una realtà densa, trasparente, mai univoca, sempre aperta all’interpretazione personale, come ben sintetizzato dal titolo della mostra “Caleidoscopie – Un viaggio cromatico”, che richiama la natura del viaggio non solo nell’estetica, ma anche nell’intento terapeutico del processo creativo.

    Le prime ricerche artistiche si distinguevano per una maggiore figuratività, inserendo riferimenti animali e vegetali. Progressivamente, l’opera si è astratta e concentrata su monocromatismi ed essenzialità geometriche, sfiorando un rigore quasi ossessivo affinato dalla libertà espressiva del digitale. Ogni opera, in questo sviluppo, si fa luogo sospeso tra ragione e inconscio, in cui trasgressione formale e meditazione convivono restituendo una sensazione di staticità sospesa, un tempo visivo distillato, privo di narrazione obbligata.

    Il vero intento dell’artista risiede nell’offrire allo spettatore uno spazio mentale di riflessione, dove l’immagine diventa specchio mutevole delle proprie emozioni e pensieri. Queste caleidoscopie digitali sono meditazioni sul senso stesso della visione, sulla costruzione dell’identità visiva e sull’instabilità dei significati. La pratica artistica si fa dunque strumento di conoscenza e guarigione, capace di dare forma a stati d’animo, tensioni interiori e processi di crescita, invitando chi osserva ad abbandonarsi al flusso delle geometrie, dei colori e dei silenzi che popolano ogni opera.

    CALEIDOSCOPIE – Un viaggio cromatico
    esposizione dal 6 al 21 dicembre 2025
    Galleria VISIONI ALTRE – Campo del Ghetto Novo 2918  – VENEZIA
    Inaugurazione: sabato 6 dicembre ore 17.00
    Orari: mercoledì e giovedì 11:00 -14:00 | venerdì sabato e domenica 11:00-14:00 | 16:00-19:00

    #art #arte #caleidoscopie #caleidoscopieUnViaggioCromatico #foto #fotografia #fotografie #francescaVitale #galleriaVisioniAltre #gianpaoloMastropasqua #inaugurazione #mostra #vernissage

  12. da oggi, 11 maggio, all’accademia di belle arti di urbino: “da morandi a pozzati – mario ramous e l’arte”

    Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte
    Accademia di Belle Arti di Urbino – Galleria Adele Cappelli
    11 maggio – 25 luglio 2025

    Concetto Pozzati, ritratto di Mario Ramous, tecnica mista, 1968, 50×70 cm

    L’Accademia di Belle Arti di Urbino rende corale omaggio alla vocazione di Mario Ramous per la critica d’arte con una mostra di opere dalla collezione privata.

    “Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte”, questo il titolo dell’esposizione, a cura di Luca Cesari, direttore dell’Istituzione urbinate, allestita nella galleria Adele Cappelli dell’Accademia, che sarà inaugurata oggi, domenica 11 maggio alle 10:30, nell’ambito di “Urbino e le città del libro Festival”, visitabile fino al 25 luglio.


    Parte della carriera letteraria di Mario Ramous (1924-1999) poeta, traduttore, saggista e metricista, amato e ammirato professore di Estetica all’Accademia di Urbino per vent’anni esatti, dal 1974 al 1994, maestro per generazioni di allievi, è occupata dall’interesse e dalla convivenza con artisti suoi pari: per leva generazionale, per valore o per statura.

    Mario Ramous si avvicina all’arte contemporanea nel 1947 coltivando, fino al 1950, un duplice interesse: lo sviluppo del neocubismo, inteso come reazione morale al classicismo novecentista, e la rivalutazione di un certo espressionismo, utile a ritrovare le radici primitiviste di molti pittori della sua generazione. All’attenzione per artisti come Duilio Barnabé, Giovanni Ciangottini e Sergio Romiti si affianca quella per maestri della generazione precedente come Giorgio Morandi, Marino Marini e Mario Sironi. La direzione della collana Documenti per la Cappelli di Bologna nei vent’anni successivi lo porta ad allargare i suoi interessi: lo dimostrano anche le numerose collaborazioni editoriali con artisti di varia estrazione quali Pirro Cuniberti, Luciano De Vita, Virgilio Guidi, Concetto Pozzati o Emilio Scanavino. La ripresa dell’attività critica, dalla fine degli anni Sessanta in poi, vede l’adozione di nuovi strumenti di analisi desunti dalle teorie linguistiche in voga, dallo strutturalismo alla semiologia. Strumenti più adatti a comprendere le ricerche di artisti quali Rodolfo Aricò (suo collega all’Accademia di Belle Arti di Urbino), Vincenzo Satta e Giuseppe Capogrossi, senza precludere l’attenzione per Morandi e Sironi già manifestata all’inizio del suo percorso.

    “La stella polare di questa mostra urbinate in Accademia, non è la personalità di Ramous maestro, professore agli studenti di Urbino, ma la critica d’arte – spiega il curatore, nonché Direttore dell’Istituzione di Alta Formazione, Luca Cesari – o comunque il legame unitario e intercalante, entro la sua attività letteraria, con i pittori, soprattutto amici, sin dal primo libro di versi (La memoria, il messaggio, 1951) abbinato al filo segnico di Marino Marini. Ma a questo aspetto ineliminabile si deve aggiungere la quota specifica del critico figurativo quale egli è stato: non solo anzitempo rispetto al desiderio o all’esigenza di comporre versi in primis, ma in perenne conciliabolo con i pittori da Morandi a Pozzati per l’appunto. Passando per Marini Guidi Cassinari Romiti Cuniberti Scanavino – sodali e amici (come poterono esserlo altri compagni quali Bonfiglioli e Scalia, sempre a Bologna) – sino ad Aricò a D’Agostino a Pozzati, finalmente, a Concetto soprattutto. Ed è chiaro che la mostra privilegi in tale galleria di amici le opere di quest’ultimo innanzitutto -, essendo Pozzati il promotore dell’approdo di Ramous – allora cinquantenne – all’insegnamento di Estetica in Accademia. Gli artisti in mostra che abbiamo qui scelto guardano tutti in direzioni diverse ma si sfiorano anche; ed escono ognuno dalla collezione personale di Mario Ramous. Il titolo – conclude Cesari – lo lascia intravedere chiaro attraverso la descrizione di una traiettoria da-a. Una traiettoria che non illustra tanto un percorso dell’arte, della pittura, italiana (o forse anche quello), quanto un tragitto interno, un’iride circostante di personaggi cari al dedicatario”.

    Nell’occasione è anche inaugurata la mostra “La nuda forma” dell’ex allievo Salvo Scafiti, a cura di Serena Riglietti, allestita nella Galleria “La Stanzetta”.

    “Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte”
    a cura di Luca Cesari
    11 maggio – 25 luglio 2025
    Galleria “A. Cappelli”, Accademia di Belle Arti di Urbino
    via dei Maceri, 2 – Urbino (PU)
    Orari di apertura dal lunedì al venerdì 9.00 -18.00
    Sabato 9.00 – 13.00

    Inaugurazione domenica 11 maggio ore 10.30
    Aula magna, Accademia di Belle Arti di Urbino
    Intervengono Luca Cesari, Michele Ramous Fabj, Pasquale Fameli, Alessio Torino, Salvatore Ritrovato, Serena Riglietti, Salvo Scafiti.

    Contatti

    Accademia di Belle Arti di Urbino
    via dei Maceri 2, 61029 Urbino (PU)

    http://www.accademiadiurbino.it
    Funzionaria Comunicazione e Informazione Accademia di Belle Arti di Urbino
    Federica Giovannini | Tel. 0722 320287 | [email protected]

    Ufficio stampa Accademia di Belle Arti di Urbino
    Sara Zolla | [email protected]

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  13. da oggi, 11 maggio, all’accademia di belle arti di urbino: “da morandi a pozzati – mario ramous e l’arte”

    Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte
    Accademia di Belle Arti di Urbino – Galleria Adele Cappelli
    11 maggio – 25 luglio 2025

    Concetto Pozzati, ritratto di Mario Ramous, tecnica mista, 1968, 50×70 cm

    L’Accademia di Belle Arti di Urbino rende corale omaggio alla vocazione di Mario Ramous per la critica d’arte con una mostra di opere dalla collezione privata.

    “Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte”, questo il titolo dell’esposizione, a cura di Luca Cesari, direttore dell’Istituzione urbinate, allestita nella galleria Adele Cappelli dell’Accademia, che sarà inaugurata oggi, domenica 11 maggio alle 10:30, nell’ambito di “Urbino e le città del libro Festival”, visitabile fino al 25 luglio.


    Parte della carriera letteraria di Mario Ramous (1924-1999) poeta, traduttore, saggista e metricista, amato e ammirato professore di Estetica all’Accademia di Urbino per vent’anni esatti, dal 1974 al 1994, maestro per generazioni di allievi, è occupata dall’interesse e dalla convivenza con artisti suoi pari: per leva generazionale, per valore o per statura.

    Mario Ramous si avvicina all’arte contemporanea nel 1947 coltivando, fino al 1950, un duplice interesse: lo sviluppo del neocubismo, inteso come reazione morale al classicismo novecentista, e la rivalutazione di un certo espressionismo, utile a ritrovare le radici primitiviste di molti pittori della sua generazione. All’attenzione per artisti come Duilio Barnabé, Giovanni Ciangottini e Sergio Romiti si affianca quella per maestri della generazione precedente come Giorgio Morandi, Marino Marini e Mario Sironi. La direzione della collana Documenti per la Cappelli di Bologna nei vent’anni successivi lo porta ad allargare i suoi interessi: lo dimostrano anche le numerose collaborazioni editoriali con artisti di varia estrazione quali Pirro Cuniberti, Luciano De Vita, Virgilio Guidi, Concetto Pozzati o Emilio Scanavino. La ripresa dell’attività critica, dalla fine degli anni Sessanta in poi, vede l’adozione di nuovi strumenti di analisi desunti dalle teorie linguistiche in voga, dallo strutturalismo alla semiologia. Strumenti più adatti a comprendere le ricerche di artisti quali Rodolfo Aricò (suo collega all’Accademia di Belle Arti di Urbino), Vincenzo Satta e Giuseppe Capogrossi, senza precludere l’attenzione per Morandi e Sironi già manifestata all’inizio del suo percorso.

    “La stella polare di questa mostra urbinate in Accademia, non è la personalità di Ramous maestro, professore agli studenti di Urbino, ma la critica d’arte – spiega il curatore, nonché Direttore dell’Istituzione di Alta Formazione, Luca Cesari – o comunque il legame unitario e intercalante, entro la sua attività letteraria, con i pittori, soprattutto amici, sin dal primo libro di versi (La memoria, il messaggio, 1951) abbinato al filo segnico di Marino Marini. Ma a questo aspetto ineliminabile si deve aggiungere la quota specifica del critico figurativo quale egli è stato: non solo anzitempo rispetto al desiderio o all’esigenza di comporre versi in primis, ma in perenne conciliabolo con i pittori da Morandi a Pozzati per l’appunto. Passando per Marini Guidi Cassinari Romiti Cuniberti Scanavino – sodali e amici (come poterono esserlo altri compagni quali Bonfiglioli e Scalia, sempre a Bologna) – sino ad Aricò a D’Agostino a Pozzati, finalmente, a Concetto soprattutto. Ed è chiaro che la mostra privilegi in tale galleria di amici le opere di quest’ultimo innanzitutto -, essendo Pozzati il promotore dell’approdo di Ramous – allora cinquantenne – all’insegnamento di Estetica in Accademia. Gli artisti in mostra che abbiamo qui scelto guardano tutti in direzioni diverse ma si sfiorano anche; ed escono ognuno dalla collezione personale di Mario Ramous. Il titolo – conclude Cesari – lo lascia intravedere chiaro attraverso la descrizione di una traiettoria da-a. Una traiettoria che non illustra tanto un percorso dell’arte, della pittura, italiana (o forse anche quello), quanto un tragitto interno, un’iride circostante di personaggi cari al dedicatario”.

    Nell’occasione è anche inaugurata la mostra “La nuda forma” dell’ex allievo Salvo Scafiti, a cura di Serena Riglietti, allestita nella Galleria “La Stanzetta”.

    “Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte”
    a cura di Luca Cesari
    11 maggio – 25 luglio 2025
    Galleria “A. Cappelli”, Accademia di Belle Arti di Urbino
    via dei Maceri, 2 – Urbino (PU)
    Orari di apertura dal lunedì al venerdì 9.00 -18.00
    Sabato 9.00 – 13.00

    Inaugurazione domenica 11 maggio ore 10.30
    Aula magna, Accademia di Belle Arti di Urbino
    Intervengono Luca Cesari, Michele Ramous Fabj, Pasquale Fameli, Alessio Torino, Salvatore Ritrovato, Serena Riglietti, Salvo Scafiti.

    Contatti

    Accademia di Belle Arti di Urbino
    via dei Maceri 2, 61029 Urbino (PU)

    http://www.accademiadiurbino.it
    Funzionaria Comunicazione e Informazione Accademia di Belle Arti di Urbino
    Federica Giovannini | Tel. 0722 320287 | [email protected]

    Ufficio stampa Accademia di Belle Arti di Urbino
    Sara Zolla | [email protected]

    #AccademiaDiBelleArtiDiUrbino #AlessioTorino #art #arte #ConcettoPozzati #DaMorandiAPozzatiMarioRamousELArte #GalleriaACappelli_ #GalleriaLaStanzetta_ #GiorgioMorandi #inaugurazione #LucaCesari #MarioRamous #MicheleRamousFabj #Morandi #mostra #PasqualeFameli #Pozzati #SalvatoreRitrovato #SalvoScafiti #SerenaRiglietti #UrbinoELeCittàDelLibroFestival

  14. da oggi, 11 maggio, all’accademia di belle arti di urbino: “da morandi a pozzati – mario ramous e l’arte”

    Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte
    Accademia di Belle Arti di Urbino – Galleria Adele Cappelli
    11 maggio – 25 luglio 2025

    Concetto Pozzati, ritratto di Mario Ramous, tecnica mista, 1968, 50×70 cm

    L’Accademia di Belle Arti di Urbino rende corale omaggio alla vocazione di Mario Ramous per la critica d’arte con una mostra di opere dalla collezione privata.

    “Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte”, questo il titolo dell’esposizione, a cura di Luca Cesari, direttore dell’Istituzione urbinate, allestita nella galleria Adele Cappelli dell’Accademia, che sarà inaugurata oggi, domenica 11 maggio alle 10:30, nell’ambito di “Urbino e le città del libro Festival”, visitabile fino al 25 luglio.


    Parte della carriera letteraria di Mario Ramous (1924-1999) poeta, traduttore, saggista e metricista, amato e ammirato professore di Estetica all’Accademia di Urbino per vent’anni esatti, dal 1974 al 1994, maestro per generazioni di allievi, è occupata dall’interesse e dalla convivenza con artisti suoi pari: per leva generazionale, per valore o per statura.

    Mario Ramous si avvicina all’arte contemporanea nel 1947 coltivando, fino al 1950, un duplice interesse: lo sviluppo del neocubismo, inteso come reazione morale al classicismo novecentista, e la rivalutazione di un certo espressionismo, utile a ritrovare le radici primitiviste di molti pittori della sua generazione. All’attenzione per artisti come Duilio Barnabé, Giovanni Ciangottini e Sergio Romiti si affianca quella per maestri della generazione precedente come Giorgio Morandi, Marino Marini e Mario Sironi. La direzione della collana Documenti per la Cappelli di Bologna nei vent’anni successivi lo porta ad allargare i suoi interessi: lo dimostrano anche le numerose collaborazioni editoriali con artisti di varia estrazione quali Pirro Cuniberti, Luciano De Vita, Virgilio Guidi, Concetto Pozzati o Emilio Scanavino. La ripresa dell’attività critica, dalla fine degli anni Sessanta in poi, vede l’adozione di nuovi strumenti di analisi desunti dalle teorie linguistiche in voga, dallo strutturalismo alla semiologia. Strumenti più adatti a comprendere le ricerche di artisti quali Rodolfo Aricò (suo collega all’Accademia di Belle Arti di Urbino), Vincenzo Satta e Giuseppe Capogrossi, senza precludere l’attenzione per Morandi e Sironi già manifestata all’inizio del suo percorso.

    “La stella polare di questa mostra urbinate in Accademia, non è la personalità di Ramous maestro, professore agli studenti di Urbino, ma la critica d’arte – spiega il curatore, nonché Direttore dell’Istituzione di Alta Formazione, Luca Cesari – o comunque il legame unitario e intercalante, entro la sua attività letteraria, con i pittori, soprattutto amici, sin dal primo libro di versi (La memoria, il messaggio, 1951) abbinato al filo segnico di Marino Marini. Ma a questo aspetto ineliminabile si deve aggiungere la quota specifica del critico figurativo quale egli è stato: non solo anzitempo rispetto al desiderio o all’esigenza di comporre versi in primis, ma in perenne conciliabolo con i pittori da Morandi a Pozzati per l’appunto. Passando per Marini Guidi Cassinari Romiti Cuniberti Scanavino – sodali e amici (come poterono esserlo altri compagni quali Bonfiglioli e Scalia, sempre a Bologna) – sino ad Aricò a D’Agostino a Pozzati, finalmente, a Concetto soprattutto. Ed è chiaro che la mostra privilegi in tale galleria di amici le opere di quest’ultimo innanzitutto -, essendo Pozzati il promotore dell’approdo di Ramous – allora cinquantenne – all’insegnamento di Estetica in Accademia. Gli artisti in mostra che abbiamo qui scelto guardano tutti in direzioni diverse ma si sfiorano anche; ed escono ognuno dalla collezione personale di Mario Ramous. Il titolo – conclude Cesari – lo lascia intravedere chiaro attraverso la descrizione di una traiettoria da-a. Una traiettoria che non illustra tanto un percorso dell’arte, della pittura, italiana (o forse anche quello), quanto un tragitto interno, un’iride circostante di personaggi cari al dedicatario”.

    Nell’occasione è anche inaugurata la mostra “La nuda forma” dell’ex allievo Salvo Scafiti, a cura di Serena Riglietti, allestita nella Galleria “La Stanzetta”.

    “Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte”
    a cura di Luca Cesari
    11 maggio – 25 luglio 2025
    Galleria “A. Cappelli”, Accademia di Belle Arti di Urbino
    via dei Maceri, 2 – Urbino (PU)
    Orari di apertura dal lunedì al venerdì 9.00 -18.00
    Sabato 9.00 – 13.00

    Inaugurazione domenica 11 maggio ore 10.30
    Aula magna, Accademia di Belle Arti di Urbino
    Intervengono Luca Cesari, Michele Ramous Fabj, Pasquale Fameli, Alessio Torino, Salvatore Ritrovato, Serena Riglietti, Salvo Scafiti.

    Contatti

    Accademia di Belle Arti di Urbino
    via dei Maceri 2, 61029 Urbino (PU)

    http://www.accademiadiurbino.it
    Funzionaria Comunicazione e Informazione Accademia di Belle Arti di Urbino
    Federica Giovannini | Tel. 0722 320287 | [email protected]

    Ufficio stampa Accademia di Belle Arti di Urbino
    Sara Zolla | [email protected]

    #AccademiaDiBelleArtiDiUrbino #AlessioTorino #art #arte #ConcettoPozzati #DaMorandiAPozzatiMarioRamousELArte #GalleriaACappelli_ #GalleriaLaStanzetta_ #GiorgioMorandi #inaugurazione #LucaCesari #MarioRamous #MicheleRamousFabj #Morandi #mostra #PasqualeFameli #Pozzati #SalvatoreRitrovato #SalvoScafiti #SerenaRiglietti #UrbinoELeCittàDelLibroFestival

  15. da oggi, 11 maggio, all’accademia di belle arti di urbino: “da morandi a pozzati – mario ramous e l’arte”

    Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte
    Accademia di Belle Arti di Urbino – Galleria Adele Cappelli
    11 maggio – 25 luglio 2025

    Concetto Pozzati, ritratto di Mario Ramous, tecnica mista, 1968, 50×70 cm

    L’Accademia di Belle Arti di Urbino rende corale omaggio alla vocazione di Mario Ramous per la critica d’arte con una mostra di opere dalla collezione privata.

    “Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte”, questo il titolo dell’esposizione, a cura di Luca Cesari, direttore dell’Istituzione urbinate, allestita nella galleria Adele Cappelli dell’Accademia, che sarà inaugurata oggi, domenica 11 maggio alle 10:30, nell’ambito di “Urbino e le città del libro Festival”, visitabile fino al 25 luglio.


    Parte della carriera letteraria di Mario Ramous (1924-1999) poeta, traduttore, saggista e metricista, amato e ammirato professore di Estetica all’Accademia di Urbino per vent’anni esatti, dal 1974 al 1994, maestro per generazioni di allievi, è occupata dall’interesse e dalla convivenza con artisti suoi pari: per leva generazionale, per valore o per statura.

    Mario Ramous si avvicina all’arte contemporanea nel 1947 coltivando, fino al 1950, un duplice interesse: lo sviluppo del neocubismo, inteso come reazione morale al classicismo novecentista, e la rivalutazione di un certo espressionismo, utile a ritrovare le radici primitiviste di molti pittori della sua generazione. All’attenzione per artisti come Duilio Barnabé, Giovanni Ciangottini e Sergio Romiti si affianca quella per maestri della generazione precedente come Giorgio Morandi, Marino Marini e Mario Sironi. La direzione della collana Documenti per la Cappelli di Bologna nei vent’anni successivi lo porta ad allargare i suoi interessi: lo dimostrano anche le numerose collaborazioni editoriali con artisti di varia estrazione quali Pirro Cuniberti, Luciano De Vita, Virgilio Guidi, Concetto Pozzati o Emilio Scanavino. La ripresa dell’attività critica, dalla fine degli anni Sessanta in poi, vede l’adozione di nuovi strumenti di analisi desunti dalle teorie linguistiche in voga, dallo strutturalismo alla semiologia. Strumenti più adatti a comprendere le ricerche di artisti quali Rodolfo Aricò (suo collega all’Accademia di Belle Arti di Urbino), Vincenzo Satta e Giuseppe Capogrossi, senza precludere l’attenzione per Morandi e Sironi già manifestata all’inizio del suo percorso.

    “La stella polare di questa mostra urbinate in Accademia, non è la personalità di Ramous maestro, professore agli studenti di Urbino, ma la critica d’arte – spiega il curatore, nonché Direttore dell’Istituzione di Alta Formazione, Luca Cesari – o comunque il legame unitario e intercalante, entro la sua attività letteraria, con i pittori, soprattutto amici, sin dal primo libro di versi (La memoria, il messaggio, 1951) abbinato al filo segnico di Marino Marini. Ma a questo aspetto ineliminabile si deve aggiungere la quota specifica del critico figurativo quale egli è stato: non solo anzitempo rispetto al desiderio o all’esigenza di comporre versi in primis, ma in perenne conciliabolo con i pittori da Morandi a Pozzati per l’appunto. Passando per Marini Guidi Cassinari Romiti Cuniberti Scanavino – sodali e amici (come poterono esserlo altri compagni quali Bonfiglioli e Scalia, sempre a Bologna) – sino ad Aricò a D’Agostino a Pozzati, finalmente, a Concetto soprattutto. Ed è chiaro che la mostra privilegi in tale galleria di amici le opere di quest’ultimo innanzitutto -, essendo Pozzati il promotore dell’approdo di Ramous – allora cinquantenne – all’insegnamento di Estetica in Accademia. Gli artisti in mostra che abbiamo qui scelto guardano tutti in direzioni diverse ma si sfiorano anche; ed escono ognuno dalla collezione personale di Mario Ramous. Il titolo – conclude Cesari – lo lascia intravedere chiaro attraverso la descrizione di una traiettoria da-a. Una traiettoria che non illustra tanto un percorso dell’arte, della pittura, italiana (o forse anche quello), quanto un tragitto interno, un’iride circostante di personaggi cari al dedicatario”.

    Nell’occasione è anche inaugurata la mostra “La nuda forma” dell’ex allievo Salvo Scafiti, a cura di Serena Riglietti, allestita nella Galleria “La Stanzetta”.

    “Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte”
    a cura di Luca Cesari
    11 maggio – 25 luglio 2025
    Galleria “A. Cappelli”, Accademia di Belle Arti di Urbino
    via dei Maceri, 2 – Urbino (PU)
    Orari di apertura dal lunedì al venerdì 9.00 -18.00
    Sabato 9.00 – 13.00

    Inaugurazione domenica 11 maggio ore 10.30
    Aula magna, Accademia di Belle Arti di Urbino
    Intervengono Luca Cesari, Michele Ramous Fabj, Pasquale Fameli, Alessio Torino, Salvatore Ritrovato, Serena Riglietti, Salvo Scafiti.

    Contatti

    Accademia di Belle Arti di Urbino
    via dei Maceri 2, 61029 Urbino (PU)

    http://www.accademiadiurbino.it
    Funzionaria Comunicazione e Informazione Accademia di Belle Arti di Urbino
    Federica Giovannini | Tel. 0722 320287 | [email protected]

    Ufficio stampa Accademia di Belle Arti di Urbino
    Sara Zolla | [email protected]

    #AccademiaDiBelleArtiDiUrbino #AlessioTorino #art #arte #ConcettoPozzati #DaMorandiAPozzatiMarioRamousELArte #GalleriaACappelli_ #GalleriaLaStanzetta_ #GiorgioMorandi #inaugurazione #LucaCesari #MarioRamous #MicheleRamousFabj #Morandi #mostra #PasqualeFameli #Pozzati #SalvatoreRitrovato #SalvoScafiti #SerenaRiglietti #UrbinoELeCittàDelLibroFestival

  16. dall’11 maggio all’accademia di belle arti di urbino: “da morandi a pozzati – mario ramous e l’arte”

    Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte
    Accademia di Belle Arti di Urbino – Galleria Adele Cappelli
    11 maggio – 25 luglio 2025

    Concetto Pozzati, ritratto di Mario Ramous, tecnica mista, 1968, 50×70 cm

    L’Accademia di Belle Arti di Urbino rende corale omaggio alla vocazione di Mario Ramous per la critica d’arte con una mostra di opere dalla collezione privata.

    “Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte”, questo il titolo dell’esposizione, a cura di Luca Cesari, direttore dell’Istituzione urbinate, allestita nella galleria Adele Cappelli dell’Accademia, che sarà inaugurata domenica 11 maggio alle 10:30, nell’ambito di “Urbino e le città del libro Festival”, visitabile fino al 25 luglio.


    Parte della carriera letteraria di Mario Ramous (1924-1999) poeta, traduttore, saggista e metricista, amato e ammirato professore di Estetica all’Accademia di Urbino per vent’anni esatti, dal 1974 al 1994, maestro per generazioni di allievi, è occupata dall’interesse e dalla convivenza con artisti suoi pari: per leva generazionale, per valore o per statura.

    Mario Ramous si avvicina all’arte contemporanea nel 1947 coltivando, fino al 1950, un duplice interesse: lo sviluppo del neocubismo, inteso come reazione morale al classicismo novecentista, e la rivalutazione di un certo espressionismo, utile a ritrovare le radici primitiviste di molti pittori della sua generazione. All’attenzione per artisti come Duilio Barnabé, Giovanni Ciangottini e Sergio Romiti si affianca quella per maestri della generazione precedente come Giorgio Morandi, Marino Marini e Mario Sironi. La direzione della collana Documenti per la Cappelli di Bologna nei vent’anni successivi lo porta ad allargare i suoi interessi: lo dimostrano anche le numerose collaborazioni editoriali con artisti di varia estrazione quali Pirro Cuniberti, Luciano De Vita, Virgilio Guidi, Concetto Pozzati o Emilio Scanavino. La ripresa dell’attività critica, dalla fine degli anni Sessanta in poi, vede l’adozione di nuovi strumenti di analisi desunti dalle teorie linguistiche in voga, dallo strutturalismo alla semiologia. Strumenti più adatti a comprendere le ricerche di artisti quali Rodolfo Aricò (suo collega all’Accademia di Belle Arti di Urbino), Vincenzo Satta e Giuseppe Capogrossi, senza precludere l’attenzione per Morandi e Sironi già manifestata all’inizio del suo percorso.

    “La stella polare di questa mostra urbinate in Accademia, non è la personalità di Ramous maestro, professore agli studenti di Urbino, ma la critica d’arte – spiega il curatore, nonché Direttore dell’Istituzione di Alta Formazione, Luca Cesari – o comunque il legame unitario e intercalante, entro la sua attività letteraria, con i pittori, soprattutto amici, sin dal primo libro di versi (La memoria, il messaggio, 1951) abbinato al filo segnico di Marino Marini. Ma a questo aspetto ineliminabile si deve aggiungere la quota specifica del critico figurativo quale egli è stato: non solo anzitempo rispetto al desiderio o all’esigenza di comporre versi in primis, ma in perenne conciliabolo con i pittori da Morandi a Pozzati per l’appunto. Passando per Marini Guidi Cassinari Romiti Cuniberti Scanavino – sodali e amici (come poterono esserlo altri compagni quali Bonfiglioli e Scalia, sempre a Bologna) – sino ad Aricò a D’Agostino a Pozzati, finalmente, a Concetto soprattutto. Ed è chiaro che la mostra privilegi in tale galleria di amici le opere di quest’ultimo innanzitutto -, essendo Pozzati il promotore dell’approdo di Ramous – allora cinquantenne – all’insegnamento di Estetica in Accademia. Gli artisti in mostra che abbiamo qui scelto guardano tutti in direzioni diverse ma si sfiorano anche; ed escono ognuno dalla collezione personale di Mario Ramous. Il titolo – conclude Cesari – lo lascia intravedere chiaro attraverso la descrizione di una traiettoria da-a. Una traiettoria che non illustra tanto un percorso dell’arte, della pittura, italiana (o forse anche quello), quanto un tragitto interno, un’iride circostante di personaggi cari al dedicatario”.

    Nell’occasione sarà anche inaugurata la mostra “La nuda forma” dell’ex allievo Salvo Scafiti, a cura di Serena Riglietti, allestita nella Galleria “La Stanzetta”.

    “Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte”
    a cura di Luca Cesari
    11 maggio – 25 luglio 2025
    Galleria “A. Cappelli”, Accademia di Belle Arti di Urbino
    via dei Maceri, 2 – Urbino (PU)
    Orari di apertura dal lunedì al venerdì 9.00 -18.00
    Sabato 9.00 – 13.00

    Inaugurazione domenica 11 maggio ore 10.30
    Aula magna, Accademia di Belle Arti di Urbino
    Intervengono Luca Cesari, Michele Ramous Fabj, Pasquale Fameli, Alessio Torino, Salvatore Ritrovato, Serena Riglietti, Salvo Scafiti.

    Contatti

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    via dei Maceri 2, 61029 Urbino (PU)

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  17. dall’11 maggio all’accademia di belle arti di urbino: “da morandi a pozzati – mario ramous e l’arte”

    Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte
    Accademia di Belle Arti di Urbino – Galleria Adele Cappelli
    11 maggio – 25 luglio 2025

    Concetto Pozzati, ritratto di Mario Ramous, tecnica mista, 1968, 50×70 cm

    L’Accademia di Belle Arti di Urbino rende corale omaggio alla vocazione di Mario Ramous per la critica d’arte con una mostra di opere dalla collezione privata.

    “Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte”, questo il titolo dell’esposizione, a cura di Luca Cesari, direttore dell’Istituzione urbinate, allestita nella galleria Adele Cappelli dell’Accademia, che sarà inaugurata domenica 11 maggio alle 10:30, nell’ambito di “Urbino e le città del libro Festival”, visitabile fino al 25 luglio.


    Parte della carriera letteraria di Mario Ramous (1924-1999) poeta, traduttore, saggista e metricista, amato e ammirato professore di Estetica all’Accademia di Urbino per vent’anni esatti, dal 1974 al 1994, maestro per generazioni di allievi, è occupata dall’interesse e dalla convivenza con artisti suoi pari: per leva generazionale, per valore o per statura.

    Mario Ramous si avvicina all’arte contemporanea nel 1947 coltivando, fino al 1950, un duplice interesse: lo sviluppo del neocubismo, inteso come reazione morale al classicismo novecentista, e la rivalutazione di un certo espressionismo, utile a ritrovare le radici primitiviste di molti pittori della sua generazione. All’attenzione per artisti come Duilio Barnabé, Giovanni Ciangottini e Sergio Romiti si affianca quella per maestri della generazione precedente come Giorgio Morandi, Marino Marini e Mario Sironi. La direzione della collana Documenti per la Cappelli di Bologna nei vent’anni successivi lo porta ad allargare i suoi interessi: lo dimostrano anche le numerose collaborazioni editoriali con artisti di varia estrazione quali Pirro Cuniberti, Luciano De Vita, Virgilio Guidi, Concetto Pozzati o Emilio Scanavino. La ripresa dell’attività critica, dalla fine degli anni Sessanta in poi, vede l’adozione di nuovi strumenti di analisi desunti dalle teorie linguistiche in voga, dallo strutturalismo alla semiologia. Strumenti più adatti a comprendere le ricerche di artisti quali Rodolfo Aricò (suo collega all’Accademia di Belle Arti di Urbino), Vincenzo Satta e Giuseppe Capogrossi, senza precludere l’attenzione per Morandi e Sironi già manifestata all’inizio del suo percorso.

    “La stella polare di questa mostra urbinate in Accademia, non è la personalità di Ramous maestro, professore agli studenti di Urbino, ma la critica d’arte – spiega il curatore, nonché Direttore dell’Istituzione di Alta Formazione, Luca Cesari – o comunque il legame unitario e intercalante, entro la sua attività letteraria, con i pittori, soprattutto amici, sin dal primo libro di versi (La memoria, il messaggio, 1951) abbinato al filo segnico di Marino Marini. Ma a questo aspetto ineliminabile si deve aggiungere la quota specifica del critico figurativo quale egli è stato: non solo anzitempo rispetto al desiderio o all’esigenza di comporre versi in primis, ma in perenne conciliabolo con i pittori da Morandi a Pozzati per l’appunto. Passando per Marini Guidi Cassinari Romiti Cuniberti Scanavino – sodali e amici (come poterono esserlo altri compagni quali Bonfiglioli e Scalia, sempre a Bologna) – sino ad Aricò a D’Agostino a Pozzati, finalmente, a Concetto soprattutto. Ed è chiaro che la mostra privilegi in tale galleria di amici le opere di quest’ultimo innanzitutto -, essendo Pozzati il promotore dell’approdo di Ramous – allora cinquantenne – all’insegnamento di Estetica in Accademia. Gli artisti in mostra che abbiamo qui scelto guardano tutti in direzioni diverse ma si sfiorano anche; ed escono ognuno dalla collezione personale di Mario Ramous. Il titolo – conclude Cesari – lo lascia intravedere chiaro attraverso la descrizione di una traiettoria da-a. Una traiettoria che non illustra tanto un percorso dell’arte, della pittura, italiana (o forse anche quello), quanto un tragitto interno, un’iride circostante di personaggi cari al dedicatario”.

    Nell’occasione sarà anche inaugurata la mostra “La nuda forma” dell’ex allievo Salvo Scafiti, a cura di Serena Riglietti, allestita nella Galleria “La Stanzetta”.

    “Da Morandi a Pozzati – Mario Ramous e l’arte”
    a cura di Luca Cesari
    11 maggio – 25 luglio 2025
    Galleria “A. Cappelli”, Accademia di Belle Arti di Urbino
    via dei Maceri, 2 – Urbino (PU)
    Orari di apertura dal lunedì al venerdì 9.00 -18.00
    Sabato 9.00 – 13.00

    Inaugurazione domenica 11 maggio ore 10.30
    Aula magna, Accademia di Belle Arti di Urbino
    Intervengono Luca Cesari, Michele Ramous Fabj, Pasquale Fameli, Alessio Torino, Salvatore Ritrovato, Serena Riglietti, Salvo Scafiti.

    Contatti

    Accademia di Belle Arti di Urbino
    via dei Maceri 2, 61029 Urbino (PU)

    http://www.accademiadiurbino.it
    Funzionaria Comunicazione e Informazione Accademia di Belle Arti di Urbino
    Federica Giovannini | Tel. 0722 320287 | [email protected]

    Ufficio stampa Accademia di Belle Arti di Urbino
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    #AccademiaDiBelleArtiDiUrbino #AlessioTorino #art #arte #ConcettoPozzati #DaMorandiAPozzatiMarioRamousELArte #GalleriaACappelli_ #GalleriaLaStanzetta_ #GiorgioMorandi #inaugurazione #LucaCesari #MarioRamous #MicheleRamousFabj #Morandi #mostra #PasqualeFameli #Pozzati #SalvatoreRitrovato #SalvoScafiti #SerenaRiglietti #UrbinoELeCittàDelLibroFestival

  18. oggi, 29 aprile @ blocco 13 (roma): “alberto d’amico e lo studio campo boario” (mostra e incontri)

    Blocco 13, associazione culturale per l’arte contemporanea, di Carlo Alberto Bucci, presenta, per la serie L’artista-gallerista

    ALBERTO D’AMICO E LO STUDIO CAMPO BOARIO
    incontri e mostra                

    Inaugurazione OGGI martedì 29 aprile (ore 18:00 – 21:00). Fino al 17 maggio 2025 (solo su appuntamento). Via Benzoni 13, Roma, tel. (+39) 3292866299, [email protected]

    La nuova mostra – Lo Studio Campo Boario nasce nel 1991, di fronte alla Piramide Cestia, grazie all’iniziativa di Alberto D’Amico, Claudio Bonuglia e Giovanni Lamorgese. L’obiettivo è offrire a Roma uno spazio “carbonaro” e non convenzionale, ai margini della città storica. E la sede è la palazzina, progettata da Quadrio Pirani, nella quale D’Amico ha lo studio, l’abitazione e vasti locali (anche ipogei) che impiega da 34 anni per l’attività di sperimentazione interdisciplinare: arti visive, musica, cinema, letteratura, poesia. Negli stessi ambienti è esposta la collezione in progress di dipinti di pittori della domenica che l’artista acquista a Porta Portese e nei mercatini. Questa ricca raccolta di pittura spontanea e irregolare è parte integrante della poetica sui miti metropolitani e sui supereroi dei fumetti portata avanti da D’Amico. In mostra a Blocco 13, oltre ad alcune sue opere (e a un murale esterno realizzato con Claudio Bonuglia), sono esposti lavori di Massimo Arduini, Ysabel Dehais, Ada De Pirro, Nina Eaton, Stefania Fabrizi, Marco Giovenale, Fabio Lapiana, Julie-Rebecca Poulain e Silvia Stucky.

    Ulteriori informazioni e comunicato stampa completo:
    comunicato Alberto D’Amico_ 29 apr -17 mag 2025_ BLOCCO 13


    #AdaDePirro #AlbertoDAmico #art #arte #arteIrregolare #artiVisive #associazioneCulturaleBlocco13 #Batman #Blocco13 #CarloAlbertoBucci #cinema #ClaudioBonuglia #collezione #collezioni #FabioLapiana #fumetti #GiovanniLamorgese #inaugurazione #incontri #JulieRebeccaPoulain #letteratura #MarcoGiovenale #MassimoArduini #mitiMetropolitani #mostra #musicA_ #NemboKid #NinaEaton #PiramideCestia #pitturaIrregolare #pitturaSpontanea #poesia #QuadrioPirani #SilviaStucky #StefaniaFabrizi #studio #StudioCampoBoario #supereroi #Superman #vernissage #YsabelDehais

  19. oggi, 29 aprile @ blocco 13 (roma): “alberto d’amico e lo studio campo boario” (mostra e incontri)

    Blocco 13, associazione culturale per l’arte contemporanea, di Carlo Alberto Bucci, presenta, per la serie L’artista-gallerista

    ALBERTO D’AMICO E LO STUDIO CAMPO BOARIO
    incontri e mostra                

    Inaugurazione OGGI martedì 29 aprile (ore 18:00 – 21:00). Fino al 17 maggio 2025 (solo su appuntamento). Via Benzoni 13, Roma, tel. (+39) 3292866299, [email protected]

    La nuova mostra – Lo Studio Campo Boario nasce nel 1991, di fronte alla Piramide Cestia, grazie all’iniziativa di Alberto D’Amico, Claudio Bonuglia e Giovanni Lamorgese. L’obiettivo è offrire a Roma uno spazio “carbonaro” e non convenzionale, ai margini della città storica. E la sede è la palazzina, progettata da Quadrio Pirani, nella quale D’Amico ha lo studio, l’abitazione e vasti locali (anche ipogei) che impiega da 34 anni per l’attività di sperimentazione interdisciplinare: arti visive, musica, cinema, letteratura, poesia. Negli stessi ambienti è esposta la collezione in progress di dipinti di pittori della domenica che l’artista acquista a Porta Portese e nei mercatini. Questa ricca raccolta di pittura spontanea e irregolare è parte integrante della poetica sui miti metropolitani e sui supereroi dei fumetti portata avanti da D’Amico. In mostra a Blocco 13, oltre ad alcune sue opere (e a un murale esterno realizzato con Claudio Bonuglia), sono esposti lavori di Massimo Arduini, Ysabel Dehais, Ada De Pirro, Nina Eaton, Stefania Fabrizi, Marco Giovenale, Fabio Lapiana, Julie-Rebecca Poulain e Silvia Stucky.

    Ulteriori informazioni e comunicato stampa completo:
    comunicato Alberto D’Amico_ 29 apr -17 mag 2025_ BLOCCO 13


    #AdaDePirro #AlbertoDAmico #art #arte #arteIrregolare #artiVisive #associazioneCulturaleBlocco13 #Batman #Blocco13 #CarloAlbertoBucci #cinema #ClaudioBonuglia #collezione #collezioni #FabioLapiana #fumetti #GiovanniLamorgese #inaugurazione #incontri #JulieRebeccaPoulain #letteratura #MarcoGiovenale #MassimoArduini #mitiMetropolitani #mostra #musicA_ #NemboKid #NinaEaton #PiramideCestia #pitturaIrregolare #pitturaSpontanea #poesia #QuadrioPirani #SilviaStucky #StefaniaFabrizi #studio #StudioCampoBoario #supereroi #Superman #vernissage #YsabelDehais

  20. 29 aprile, blocco 13 (roma): “alberto d’amico e lo studio campo boario” (mostra e incontri)

    Blocco 13, associazione culturale per l’arte contemporanea, di Carlo Alberto Bucci, per la serie L’artista-gallerista, presenta

    ALBERTO D’AMICO E LO STUDIO CAMPO BOARIO
    incontri e mostra                

    Inaugurazione martedì 29 aprile (ore 18:00 – 21:00) e fino al 17 maggio 2025 (solo su appuntamento). Via Benzoni 13, Roma, tel. (+39) 3292866299, [email protected]

    La nuova mostra – Lo Studio Campo Boario nasce nel 1991, di fronte alla Piramide Cestia, grazie all’iniziativa di Alberto D’Amico, Claudio Bonuglia e Giovanni Lamorgese. L’obiettivo è offrire a Roma uno spazio “carbonaro” e non convenzionale, ai margini della città storica. E la sede è la palazzina, progettata da Quadrio Pirani, nella quale D’Amico ha lo studio, l’abitazione e vasti locali (anche ipogei) che impiega da 34 anni per l’attività di sperimentazione interdisciplinare: arti visive, musica, cinema, letteratura, poesia. Negli stessi ambienti è esposta la collezione in progress di dipinti di pittori della domenica che l’artista acquista a Porta Portese e nei mercatini. Questa ricca raccolta di pittura spontanea e irregolare è parte integrante della poetica sui miti metropolitani e sui supereroi dei fumetti portata avanti da D’Amico. In mostra a Blocco 13, oltre ad alcune sue opere (e a un murale esterno realizzato con Claudio Bonuglia), sono esposti lavori di Massimo Arduini, Ysabel Dehais, Ada De Pirro, Nina Eaton, Stefania Fabrizi, Marco Giovenale, Fabio Lapiana, Julie-Rebecca Poulain e Silvia Stucky.

    Ulteriori informazioni e comunicato stampa completo:
    comunicato Alberto D’Amico_ 29 apr -17 mag 2025_ BLOCCO 13


     

    #AdaDePirro #AlbertoDAmico #AlbertoDAmico #art #arte #arteIrregolare #artiVisive #associazioneCulturaleBlocco13 #Batman #Blocco13 #CarloAlbertoBucci #cinema #ClaudioBonuglia #collezione #collezioni #FabioLapiana #fumetti #GiovanniLamorgese #inaugurazione #incontri #JulieRebeccaPoulain #letteratura #MarcoGiovenale #MassimoArduini #mitiMetropolitani #mostra #musica #NemboKid #NinaEaton #PiramideCestia #pitturaIrregolare #pitturaSpontanea #poesia #QuadrioPirani #SilviaStucky #StefaniaFabrizi #studio #StudioCampoBoario #supereroi #Superman #vernissage #YsabelDehais

  21. Tim Cook e altri CEO tech all'inaugurazione presidenziale per evitare regolamentazioni e tariffe. Le aziende cercano il favore del nuovo presidente. 🏛️🤝 #TimCook #Apple #inaugurazione #tech

  22. da oggi, 8 dicembre, a firenze: “nel silenzio delle cose”, mostra di tommaso cascella @ galleria immaginaria

    #art #arte #GalleriaImmaginaria #inaugurazione #mostra #TommasoCascella

  23. dall’8 dicembre, a firenze: “nel silenzio delle cose”, mostra di tommaso cascella @ galleria immaginaria

    #art #arte #GalleriaImmaginaria #inaugurazione #mostra #TommasoCascella

  24. Gulliver si chiamava Pautasso.

    Domani, dalle 18:30 @ Spaziobianco, via Saluzzo 23 bis, interno cortile. La fotografia non è una risposta: è una domanda.
    roccioletti.com/2024/03/03/gul

    #fotografia #inaugurazione #mostra