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  1. oggi, 29 aprile @ blocco 13 (roma): “alberto d’amico e lo studio campo boario” (mostra e incontri)

    Blocco 13, associazione culturale per l’arte contemporanea, di Carlo Alberto Bucci, presenta, per la serie L’artista-gallerista, 

    ALBERTO D’AMICO E LO STUDIO CAMPO BOARIO
    incontri e mostra                

    Inaugurazione OGGI martedì 29 aprile (ore 18:00 – 21:00). Fino al 17 maggio 2025 (solo su appuntamento). Via Benzoni 13, Roma, tel. (+39) 3292866299, [email protected]

    La nuova mostra – Lo Studio Campo Boario nasce nel 1991, di fronte alla Piramide Cestia, grazie all’iniziativa di Alberto D’Amico, Claudio Bonuglia e Giovanni Lamorgese. L’obiettivo è offrire a Roma uno spazio “carbonaro” e non convenzionale, ai margini della città storica. E la sede è la palazzina, progettata da Quadrio Pirani, nella quale D’Amico ha lo studio, l’abitazione e vasti locali (anche ipogei) che impiega da 34 anni per l’attività di sperimentazione interdisciplinare: arti visive, musica, cinema, letteratura, poesia. Negli stessi ambienti è esposta la collezione in progress di dipinti di pittori della domenica che l’artista acquista a Porta Portese e nei mercatini. Questa ricca raccolta di pittura spontanea e irregolare è parte integrante della poetica sui miti metropolitani e sui supereroi dei fumetti portata avanti da D’Amico. In mostra a Blocco 13, oltre ad alcune sue opere (e a un murale esterno realizzato con Claudio Bonuglia), sono esposti lavori di Massimo Arduini, Ysabel Dehais, Ada De Pirro, Nina Eaton, Stefania Fabrizi, Marco Giovenale, Fabio Lapiana, Julie-Rebecca Poulain e Silvia Stucky.

    Ulteriori informazioni e comunicato stampa completo:
    comunicato Alberto D’Amico_ 29 apr -17 mag 2025_ BLOCCO 13


    #AdaDePirro #AlbertoDAmico #art #arte #arteIrregolare #artiVisive #associazioneCulturaleBlocco13 #Batman #Blocco13 #CarloAlbertoBucci #cinema #ClaudioBonuglia #collezione #collezioni #FabioLapiana #fumetti #GiovanniLamorgese #inaugurazione #incontri #JulieRebeccaPoulain #letteratura #MarcoGiovenale #MassimoArduini #mitiMetropolitani #mostra #musicA_ #NemboKid #NinaEaton #PiramideCestia #pitturaIrregolare #pitturaSpontanea #poesia #QuadrioPirani #SilviaStucky #StefaniaFabrizi #studio #StudioCampoBoario #supereroi #Superman #vernissage #YsabelDehais

  2. 29 aprile, blocco 13 (roma): “alberto d’amico e lo studio campo boario” (mostra e incontri)

    Blocco 13, associazione culturale per l’arte contemporanea, di Carlo Alberto Bucci, per la serie L’artista-gallerista, presenta

    ALBERTO D’AMICO E LO STUDIO CAMPO BOARIO
    incontri e mostra                

    Inaugurazione martedì 29 aprile (ore 18:00 – 21:00) e fino al 17 maggio 2025 (solo su appuntamento). Via Benzoni 13, Roma, tel. (+39) 3292866299, [email protected]

    La nuova mostra – Lo Studio Campo Boario nasce nel 1991, di fronte alla Piramide Cestia, grazie all’iniziativa di Alberto D’Amico, Claudio Bonuglia e Giovanni Lamorgese. L’obiettivo è offrire a Roma uno spazio “carbonaro” e non convenzionale, ai margini della città storica. E la sede è la palazzina, progettata da Quadrio Pirani, nella quale D’Amico ha lo studio, l’abitazione e vasti locali (anche ipogei) che impiega da 34 anni per l’attività di sperimentazione interdisciplinare: arti visive, musica, cinema, letteratura, poesia. Negli stessi ambienti è esposta la collezione in progress di dipinti di pittori della domenica che l’artista acquista a Porta Portese e nei mercatini. Questa ricca raccolta di pittura spontanea e irregolare è parte integrante della poetica sui miti metropolitani e sui supereroi dei fumetti portata avanti da D’Amico. In mostra a Blocco 13, oltre ad alcune sue opere (e a un murale esterno realizzato con Claudio Bonuglia), sono esposti lavori di Massimo Arduini, Ysabel Dehais, Ada De Pirro, Nina Eaton, Stefania Fabrizi, Marco Giovenale, Fabio Lapiana, Julie-Rebecca Poulain e Silvia Stucky.

    Ulteriori informazioni e comunicato stampa completo:
    comunicato Alberto D’Amico_ 29 apr -17 mag 2025_ BLOCCO 13


     

    #AdaDePirro #AlbertoDAmico #AlbertoDAmico #art #arte #arteIrregolare #artiVisive #associazioneCulturaleBlocco13 #Batman #Blocco13 #CarloAlbertoBucci #cinema #ClaudioBonuglia #collezione #collezioni #FabioLapiana #fumetti #GiovanniLamorgese #inaugurazione #incontri #JulieRebeccaPoulain #letteratura #MarcoGiovenale #MassimoArduini #mitiMetropolitani #mostra #musica #NemboKid #NinaEaton #PiramideCestia #pitturaIrregolare #pitturaSpontanea #poesia #QuadrioPirani #SilviaStucky #StefaniaFabrizi #studio #StudioCampoBoario #supereroi #Superman #vernissage #YsabelDehais

  3. oggi, 19 gennaio, h. 18, a roma, alla casa del jazz: fausto ferraiuolo, “domande senza risposta”

    “Domande senza risposte”: alla Casa del Jazz di Roma un viaggio tra musica e immagini con il pianista Fausto Ferraiuolo. Composizioni ispirate alla fragilità degli incontri umani dialogano con opere d’art brut e contemporanee.

    Informazioni e biglietti: https://www.casadeljazz.com/evento/fausto-ferraiuolo-domande-senza-risposte/

    “Domande senza risposte” è un’occasione per avvicinarsi alla dimensione plastica che accompagna e arricchisce il percorso del pianista e compositore Fausto Ferraiuolo. Un concerto per immagini, un viaggio all’interno di alcune delle opere più significative della sua collezione d’art brut e di arte contemporanea. Questo progetto audio-visivo nasce come risultato di una serie di residenze artistiche che Ferraiuolo, assieme al regista e curatore Gustavo Giacosa, ha tenuto nel 2021 e 2022 nel centro di cure palliative La Maison di Gardanne, vicino a Marsiglia. La loro residenza si è costruita a partire degli incontri con pazienti, medici, famiglie, membri dell’équipe e volontari di questo centro medico. Giacosa e Ferraiuolo si sono impegnati in una raccolta di domande. Dalle domande semplici della vita di ogni giorno a quelle più profonde che ognuno si rivolge nel corso della sua vita: un lavoro incentrato sull’ascolto dell’altro. Ispirandosi all’intimità e alla fragilità di questi incontri, Fausto Ferraiuolo ha composto e registrato alcune “domande senza risposte”. Si tratta di composizioni che evocano immagini. Da qui, il desiderio di proporre un dialogo tra l’intensità di queste composizioni e le immagini create da alcuni artisti singolari che Ferraiuolo raccoglie nella sua collezione d’arte. Questa collezione che si protende simbolicamente come un ponte tra artisti di origini e ambizioni diverse, è visitabile nello spazio SIC12 artstudio di Via Francesco Negri 65 a Roma. Perché fare una domanda è già trovare una risposta…

    #art #artBrut #arte #arteIrregolare #CasaDelJazz #concerto #DomandeSenzaRisposta #FaustoFerraiuolo #GustavoGiacosa #jazz #music #musicA_ #Sic12

  4. 19 gennaio, h. 18, roma, casa del jazz: fausto ferraiuolo, “domande senza risposta”

    “Domande senza risposte”: alla Casa del Jazz di Roma un viaggio tra musica e immagini con il pianista Fausto Ferraiuolo. Composizioni ispirate alla fragilità degli incontri umani dialogano con opere d’art brut e contemporanee.

    Informazioni e biglietti: https://www.casadeljazz.com/evento/fausto-ferraiuolo-domande-senza-risposte/

    “Domande senza risposte” è un’occasione per avvicinarsi alla dimensione plastica che accompagna e arricchisce il percorso del pianista e compositore Fausto Ferraiuolo. Un concerto per immagini, un viaggio all’interno di alcune delle opere più significative della sua collezione d’art brut e di arte contemporanea. Questo progetto audio-visivo nasce come risultato di una serie di residenze artistiche che Ferraiuolo, assieme al regista e curatore Gustavo Giacosa, ha tenuto nel 2021 e 2022 nel centro di cure palliative La Maison di Gardanne, vicino a Marsiglia. La loro residenza si è costruita a partire degli incontri con pazienti, medici, famiglie, membri dell’équipe e volontari di questo centro medico. Giacosa e Ferraiuolo si sono impegnati in una raccolta di domande. Dalle domande semplici della vita di ogni giorno a quelle più profonde che ognuno si rivolge nel corso della sua vita: un lavoro incentrato sull’ascolto dell’altro. Ispirandosi all’intimità e alla fragilità di questi incontri, Fausto Ferraiuolo ha composto e registrato alcune “domande senza risposte”. Si tratta di composizioni che evocano immagini. Da qui, il desiderio di proporre un dialogo tra l’intensità di queste composizioni e le immagini create da alcuni artisti singolari che Ferraiuolo raccoglie nella sua collezione d’arte. Questa collezione che si protende simbolicamente come un ponte tra artisti di origini e ambizioni diverse, è visitabile nello spazio SIC12 artstudio di Via Francesco Negri 65 a Roma. Perché fare una domanda è già trovare una risposta…

    #art #artBrut #arte #arteIrregolare #CasaDelJazz #concerto #DomandeSenzaRisposta #FaustoFerraiuolo #GustavoGiacosa #jazz #music #musicA_ #Sic12

  5. da una segnalazione di
    Sandro Ricaldone

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    PASCAL VONLANTHEN
    Collection de l’Art Brut – Lausanne
    14 juin – 27 octobre 2024
    cur. Teresa Maranzano

    Fasciné par la typographie des titres et l’agencement des textes, Pascal Vonlanthen recopie à sa façon les pages de journaux, de magazines ou de dépliants publicitaires. Ne maîtrisant pas la lecture, il s’approprie les codes d’un langage qu’il n’est pas en mesure de décrypter. En une dizaine d’années, il a ainsi créé un corpus original d’écritures asémiques, dépourvues de syntaxe, mais dotées d’une grande puissance formelle.
    Si au début, les lettres tracées dans ses compositions ont une certaine ressemblance avec celles du modèle imprimé, et permettent parfois de reconnaître l’incipit d’un article, très vite la lecture bute sur des lettres inversées, des chiffres épars, une suite qui défie la logique, des lignes qui s’étirent sans espaces entre les mots et sans ponctuation, ou une même lettre qui se répète de manière de plus en plus abstraite. À la rigidité des caractères typographiques Pascal Vonlanthen oppose une calligraphie qui s’étale par vagues ou par colonnes dans un mouvement ondulatoire. Son écriture se déploie avec une sorte de logique grégaire : la forme de chaque lettre influence la suivante, et chaque ligne s’accorde sur le mouvement de celle qui la précède, dans une dynamique qui rappelle le vol des étourneaux. Parfois, des masses abstraites comme des nuages imposent leur volume ; ailleurs, lettres et images se partagent la composition et l’écriture devient aussi figurative, grâce à la présence d’animaux ou de formes embryonnaires. L’auteur alterne les petits formats au feutre noir ou coloré à la pointe fine, et les grands au marqueur sur papier ou carton d’emballage, jusqu’à atteindre la démesure avec un rouleau de huit mètres de long.
    À une époque où les moyens de communication envahissent notre existence avec leur flux continu d’informations, l’élégance purement visuelle et silencieuse des écritures de Pascal Vonlanthen exerce un attrait irrésistible qui transcende les frontières linguistiques.

    Né à Rossens, un village du canton de Fribourg, en Suisse, Pascal Vonlanthen (1957) a grandi à la campagne. Depuis 1998, il fréquente l’atelier CREAHM situé dans ce même canton. Pendant les quinze premières années de son activité artistique, le monde de la ferme a été sa principale source d’inspiration. Dans ses dessins au crayon gris ou au pastel, poules, vaches et lapins, outils et ustensiles divers se retrouvent alignés comme les caractères d’une écriture imagée. C’est à partir de 2014 que ses œuvres sont devenues plus graphiques.

    https://www.facebook.com/reel/1154606682280936

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    Un vidéo d’Andrea Sautereau, ici:
    https://youtu.be/o1bps758BT0

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    .it

    Affascinato dalla tipografia dei titoli e dalla disposizione dei testi, Pascal Vonlanthen copia a modo suo le pagine di giornali, riviste o volantini pubblicitari. Non padroneggiando la lettura, si appropria dei codici di una lingua che non è in grado di decifrare. In circa dieci anni creò un originale corpus di scritti asemici, privi di sintassi, ma dotati di grande forza formale.

    Se all’inizio le lettere tracciate nelle sue composizioni hanno una certa somiglianza con quelle del modello stampato, e talvolta permettono di riconoscere l’incipit di un articolo, ben presto la lettura si imbatte in lettere invertite, numeri sparsi, una sequenza che sfugge logica, linee che si allungano senza spazi tra le parole e senza punteggiatura, o la stessa lettera che si ripete in modo sempre più astratto. Alla rigidità dei caratteri tipografici Pascal Vonlanthen oppone una calligrafia che si sviluppa in onde o colonne in un movimento ondulatorio. La sua scrittura si svolge con una sorta di logica gregge: la forma di ogni lettera influenza quella successiva, e ogni riga corrisponde al movimento di quella che la precede, in una dinamica che ricorda il volo degli storni. A volte, masse astratte come nuvole impongono il loro volume; altrove lettere e immagini condividono la composizione e la scrittura diventa anche figurativa, grazie alla presenza di animali o forme embrionali. L’autore alterna i piccoli formati con un pennarello nero o colorato dalla punta fine, a quelli grandi con un pennarello su carta o cartone da imballaggio, fino a giungere alla smisuratezza con un rotolo lungo otto metri.

    In un’epoca in cui i mezzi di comunicazione invadono la nostra esistenza con il loro flusso continuo di informazioni, l’eleganza puramente visiva e silenziosa degli scritti di Pascal Vonlanthen esercita un’attrazione irresistibile che trascende i confini linguistici.

    Nato a Rossens, un villaggio nel cantone di Friburgo, in Svizzera, Pascal Vonlanthen (1957) è cresciuto in campagna. Dal 1998 frequenta il laboratorio CREAHM situato nello stesso cantone. Durante i primi quindici anni della sua attività artistica, il mondo della fattoria è stato la sua principale fonte di ispirazione. Nei suoi disegni a matita grigia o pastello, galline, mucche e conigli, vari strumenti e utensili sono allineati come i caratteri della scrittura pittorica. È dal 2014 che i suoi lavori diventano più grafici.

    Dopo aver acquisito nove opere di Pascal Vonlanthen, tra il 2020 e il 2021, la Collection de l’Art Brut presenta per la prima volta un folto gruppo delle sue creazioni nell’ambito di questa mostra monografica.

    Curatrice: Teresa Maranzano, storica dell’arte.

    da: https://lausannemusees.ch/it/program/clemens-wild

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    .en
    https://www.artbrut.ch/en_GB/exhibition/pascal-vonlanten
    https://www.marcjancou.com/news/pascal-vonlanthen2
    https://lovay.ch/exhibitions/artgeneve-vonlanthen/
    https://www.mutualart.com/Exhibition/Pascal-Vonlanthen/A0599E569FD5C8D4

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    des autres liens:
    https://www.instagram.com/cablausanne/p/C8zklQiNQ0q/
    https://www.facebook.com/CollectiondelArtBrutLausanne/
    https://www.facebook.com/reel/1154606682280936
    https://t.ly/Bj3we
    https://www.artbrut.ch/fr_CH/exposition/pascal-vonlanten
    https://creahm.ch/fr/actualit%C3%A9s/pascal-vonlanthen,-collection-de-lart-brut
    https://asahm.ch/artiste-mirarts/pascal-vonlanthen
    https://www.radiolac.ch/culture/lausanne-lart-brut-expose-deux-artistes-fascines-par-lecriture/

    https://slowforward.net/2024/08/24/pascal-vonlanthen-collection-de-lart-brut-lausanne-14-juin-27-octobre-2024/

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