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51 results for “nicokosi”
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Attività vulcanica in corso 🌋 Etna.
📷 Ester Nicolosi
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#naturalmeteo #nature #natura #etna #vulcano #vulcan #etna #attivitàvulcanica #sicilia #sicily #mascalucia #catania
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Spunti attuali e inattuali sul ruolo del comportamentismo nell’evoluzione del capitalismo digitale
https://rizomatica.noblogs.org/2025/12/nicolosi-comportamentismo-evoluzione-capitalismo-digitale/
Articolo pubblicato in origine il 26/11/2025 su Transform Italia.
di P. Nicolosi (Rattus)
Negli ultimi dieci anni, quell’area di pensiero critico che si occupa, in modo
#Rassegna #capitalismo #digitale #glianza #piattaforme #privacy #psicologia #sorveglianza #tecnologia
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Spunti attuali e inattuali sul ruolo del comportamentismo nell’evoluzione del capitalismo digitale
https://rizomatica.noblogs.org/2025/12/nicolosi-comportamentismo-evoluzione-capitalismo-digitale/
Articolo pubblicato in origine il 26/11/2025 su Transform Italia.
di P. Nicolosi (Rattus)
Negli ultimi dieci anni, quell’area di pensiero critico che si occupa, in modo
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https://rizomatica.noblogs.org/2025/12/nicolosi-comportamentismo-evoluzione-capitalismo-digitale/
Articolo pubblicato in origine il 26/11/2025 su Transform Italia.
di P. Nicolosi (Rattus)
Negli ultimi dieci anni, quell’area di pensiero critico che si occupa, in modo
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Articolo pubblicato in origine il 26/11/2025 su Transform Italia.
di P. Nicolosi (Rattus)
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La nostalgia del corpo sonoro: isolamento sociale e comunicazioni di massa
https://rizomatica.noblogs.org/2025/08/nicolosi-nostalgia-del-corpo-sonoro/
Pubblicato in origine su Transform Italia il 30 Luglio 2025
di P. NicolosiIn un libro uscito nel 1977 e intitolato Per una storia dei bisogni l’eclettico, imprevedibile e geniale teologo aust
#Rassegna #CapitaleSociale #IA #illich #intelligenza #isolamento #MassMedia #nicolosi #robotica #semantica #solitudine #tecnologia
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La nostalgia del corpo sonoro: isolamento sociale e comunicazioni di massa
https://rizomatica.noblogs.org/2025/08/nicolosi-nostalgia-del-corpo-sonoro/
Pubblicato in origine su Transform Italia il 30 Luglio 2025
di P. NicolosiIn un libro uscito nel 1977 e intitolato Per una storia dei bisogni l’eclettico, imprevedibile e geniale teologo aust
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La nostalgia del corpo sonoro: isolamento sociale e comunicazioni di massa
https://rizomatica.noblogs.org/2025/08/nicolosi-nostalgia-del-corpo-sonoro/
Pubblicato in origine su Transform Italia il 30 Luglio 2025
di P. NicolosiIn un libro uscito nel 1977 e intitolato Per una storia dei bisogni l’eclettico, imprevedibile e geniale teologo aust
#Rassegna #CapitaleSociale #IA #illich #intelligenza #isolamento #MassMedia #nicolosi #robotica #semantica #solitudine #tecnologia
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And the award for "best arachnology paper title of the year (so far)" goes to...
Bellvert, A., Nicolosi, G., Pavlek, M., Cresi, L., & Mammola, S. (2026). "Where We’re Going, We Won’t Need Eyes to See: Distributional Range Size Drivers of European Subterranean Spiders." Journal of Biogeography, 53(5). https://doi.org/10.1111/jbi.70237 :OpenAccess:
(Part of their aim is to "assess the impact of cave-related phenotypic traits (eye reduction, leg elongation, and pigmentation loss) on species distributional range".)
#arachnews #arachnology #biospeleology #biogeography #spiders #caves
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And the award for "best arachnology paper title of the year (so far)" goes to...
Bellvert, A., Nicolosi, G., Pavlek, M., Cresi, L., & Mammola, S. (2026). "Where We’re Going, We Won’t Need Eyes to See: Distributional Range Size Drivers of European Subterranean Spiders." Journal of Biogeography, 53(5). https://doi.org/10.1111/jbi.70237 :OpenAccess:
(Part of their aim is to "assess the impact of cave-related phenotypic traits (eye reduction, leg elongation, and pigmentation loss) on species distributional range".)
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And the award for "best arachnology paper title of the year (so far)" goes to...
Bellvert, A., Nicolosi, G., Pavlek, M., Cresi, L., & Mammola, S. (2026). "Where We’re Going, We Won’t Need Eyes to See: Distributional Range Size Drivers of European Subterranean Spiders." Journal of Biogeography, 53(5). https://doi.org/10.1111/jbi.70237 :OpenAccess:
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And the award for "best arachnology paper title of the year (so far)" goes to...
Bellvert, A., Nicolosi, G., Pavlek, M., Cresi, L., & Mammola, S. (2026). "Where We’re Going, We Won’t Need Eyes to See: Distributional Range Size Drivers of European Subterranean Spiders." Journal of Biogeography, 53(5). https://doi.org/10.1111/jbi.70237 :OpenAccess:
(Part of their aim is to "assess the impact of cave-related phenotypic traits (eye reduction, leg elongation, and pigmentation loss) on species distributional range".)
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Maio de 1976 #50AnosAtras #EstavaNasBancas o nro. 41 de Cebolinha, editora Abril. Primeira aparicao do Onofre, o cachorro do Louco. Destaque para a capa de Jose Marcio Nicolosi com sombreado impactante #QuadrinhoNacional http://www.guiadosquadrinhos.com/edicao/cebolinha-n-41/ceb0031/17075
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Maio de 1976 #50AnosAtras #EstavaNasBancas o nro. 41 de Cebolinha, editora Abril. Primeira aparicao do Onofre, o cachorro do Louco. Destaque para a capa de Jose Marcio Nicolosi com sombreado impactante #QuadrinhoNacional http://www.guiadosquadrinhos.com/edicao/cebolinha-n-41/ceb0031/17075
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The Government of Ireland has announced the Members of the Board of the newly-formed agency Taighde Éireann – Research Ireland. The names are:
- Dr Eoin O’Sullivan
- Anne Vaughan
- Professor Niamh Moloney
- Professor Valeria Nicolosi
- Dr. Godfrey Gaston
- Professor Rebecca Braun
- Patricia Quane
- Lorraine Allen
- Leonard Hobbs
You can find biographies, together with one of the Chair, Michael Horgan, here. Looking through the list I see just one practising scientist, Valeria Nicolosi, who is an industrial chemist specialising in nanoscience. Among the other biographies you will find expertise in technology, entrepreneurship, and generic businessy things. but very little to do with actual research. And there’s nobody at all on the Board to champion fundamental science or any other curiosity-driven research. It appears that the misguided short-termism of Science Foundation Ireland is to be continued into the new organization.
Like many scientists working in Ireland, I was optimistic that the merger of the IRC with SFI would provide an opportunity to rebalance Ireland’s research ecosystem to have less emphasis on applied research. I hope I’m proved wrong, but it looks like that opportunity is to be squandered.
https://telescoper.blog/2024/08/25/research-ireland-a-wasted-opportunity/
#IrishResearchCouncil #ScienceFoundationIreland #SFI #TaighdeÉireannResearchIreland
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Dio non ama giocare a Doom. Il rizoma e la terza tesi su Feuerbach
di Rattus Norvegicus e G. Nicolosi
Armonie buie / rabbie oscure / toni negri
Tommaso Di Francesco
*.*
Non c'è cosa peggiore, per iniziare un breve saggio, che l'excusatio non petita. Tuttavia qualche autolimita
http://rizomatica.noblogs.org/2020/02/dio-non-ama-giocare-a-doom-il-rizoma-e-la-terza-tesi-su-feuerbach/
#1977 #labirinto #post-strutturalismo #psicologia #rizoma #strutturalismo
[email protected] -
La tardiva rivincita delle fotocamere prodotte in Liguria
Fonte: New Old Camera SrlLa produzione di macchine fotografiche in Liguria sarebbe da considerarsi decisamente minoritaria rispetto alla già debole nicchia nazionale perché le industrie, o i singoli fabbricanti che se ne occuparono, sono solamente altri tre oltre a Speich e Pavia. Infatti si deve escludere doverosamente la maggiore impresa nazionale del settore fotografico, la notissima Ferrania, ormai da tempo passata in mani straniere, che ha tuttora uno stabilimento a Cairo Montenotte. È il più importante gruppo industriale produttore di materiale fotografico nazionale che a partire dagli anni ‘30 lanciò sul mercato anche decine e decine di apprezzati modelli di fotocamere di buona qualità, fabbricate però nella sede milanese. Un altro costruttore non fotografo di fine Ottocento è Ettore Gainotti, detentore di un brevetto per la fabbricazione di un magazzino a scambio automatico per lastre e pellicole rigide e di un cono di ingrandimento per stampe stereoscopiche alla luce solare chiamato “Eureka”. La Ettore Gainotti aveva la sua sede in Genova, Salita San Nicolosio al numero 11 come risulta certificato da inserzioni pubblicitarie apparse nei cataloghi di grossisti. Nelle pubblicazioni riguardanti le macchine fotografiche italiane sinora edite, la Ditta Gainotti è documentata più volte per i due brevetti, ma non si fa accenno alcuno alla produzione di fotocamere che invece deve essere stata particolarmente copiosa se le sue inserzioni iniziavano con l’intestazione Premiata fabbrica di apparecchi fotografici. Si ipotizza, perciò, e a ragione, che molte apparecchiature fra quelle vendute dai grossisti di foto materiale di Genova ed etichettate con il loro nome, siano in effetti uscite dalla piccola officina di salita San Nicolosio. L’unica fotocamera sicuramente targata Gainotti, al momento, resta il prototipo illustrato a parte, una folding che evidenzia particolari costruttivi molto interessanti come il sistema di fissaggio del pianale estremamente razionale e innovativo per l’epoca. Certamente una delle principali Ditte genovesi committenti di Gainotti è stata la Casa grossista Ing. Ippolito Cattaneo con sede in Piazza Cinque Lampade 17; molto nota nell’ambiente fotografico nazionale e internazionale per essere stata a lungo la rappresentante italiana della Leica e della Rolleiflex. Nei suoi cataloghi di inizio secolo, col marchio Cattaneo, sono illustrate due introvabili fotocamere destinate al mercato dei fotodilettanti: la ICC N. 1 costruita in legno ricoperta in pelle nera per il formato 6,5×9, corredata con magazzino a scamotaggio per 6 lastre, e il simile Modello ICC N.2 per 12 lastre. Nel catalogo del 1906 Cattaneo presenta anche la Monitor a 4 tiranti esterni molto simile alle già famose Klapp lanciate dalla Ernemann e dalla Goertz. La Ing. Ippolito Cattaneo è stata prevalentemente una ditta grossista, ma ha sicuramente fatto costruire in loco, e contrassegnato con il suo marchio, diverse serie di campagnole di grande qualità e robustezza, realizzate in noce bianco per tutti i formati richiesti dai professionisti e dai dilettanti evoluti. Anche molte delle ottiche di corredo erano etichettate dalla Ditta genovese; facevano parte di scambi commerciali, particolarmente intensi allora, come quello che vide, nel secondo dopoguerra, la Cattaneo collaborare con la ISO di Milano nella progettazione della Lux con utili suggerimenti derivanti dalla sua profonda esperienza del mercato delle fotocamere 24×36. Il più importante intervento produttivo nel campo fotografico per qualità e importanza è certamente quello della San Giorgio, fondata a Genova dal Senatore Attilio Odero nel 1905, con due stabilimenti a Sestri Ponente e Pistoia. Specializzata nella costruzione di macchinari navali e strumenti di precisione per artiglieria, nel primo dopoguerra riconvertì la produzione creando una linea di apparecchiature ottiche, proiettori cine, binocoli, strumenti di rilevazione e impostando la progettazione di apparecchi fotografici da destinare al pubblico civile, mai andati oltre lo stadio di prototipo. Uno di questi, una folding a rulli di tipo tradizionale, fu sperimentato sul campo per documentare la visita di Mussolini agli stabilimenti genovesi nel 1938. Nel 1945, alla ripresa dell’attività, la San Giorgio che contava 12.000 operai in organico, attuò la seconda riconversione producendo macchine tessili, apparati per radiologia, parchimetri, motorini per biciclette, componenti per l’auto, strumenti ottici. Il capo dell’ufficio calcoli dal ‘29 al ‘54 l’Ing. Cesare Morais e il Direttore dell’ufficio tecnico ing. Bruscaglioni rispolverarono i vecchi progetti di macchine fotografiche e delle relative ottiche, realizzando due prototipi: il primo si chiamava Taro, una spy camera formato 15 x 15 mm che utilizzava piccoli caricatori di pellicola 16 mm montata su supporto di carta, utili per scattare 25 fotogrammi. La Taro si avvaleva di ottica anastigmatica a quattro elementi 1:3,5 f=20 mm a vite e rientrante nel corpo, con fuoco a partire da 30 mm e di un otturatore a tendina unica i cui tempi erano compresi fra 1/40 e 1/150. Per evitare la velatura durante la ricarica erano state predisposte due antine che si ritraevano solo al momento dell’esposizione. Dopo numerose prove fu approntato un piccolo lotto di poche decine di esemplari a titolo di preproduzione senza essere mai lanciati sul mercato. Analoga sorte subì anche il secondo tentativo chiamato Parva, dalle caratteristiche analoghe ma con otturatore abbinato al trasporto della pellicola e la spaziatura automatica dei fotogrammi; poteva utilizzare spezzoni ricavati da qualunque tipo di film 16 mm negativo, allora in auge presso i cineoperatori professionisti o dilettanti. Della Parva si ignora il numero di esemplari prodotti, ma viene definita “di buon livello tecnico” in una recensione riguardante la produzione mondiale di minicamere dell’annata, pubblicata sulla rivista U.S.A. “Modern Photography” dell’ottobre 1953. Dopo questi primi tentativi infruttuosi i tecnici della San Giorgio si indirizzano verso altri due progetti giudicati più promettenti: la Safo formato quadrato 24×24 mm piccola e compatta, e l’elegante Janua, formato 24×36, la più sofisticata ed elegante fra le trecento “Leica copy” realizzate nel mondo. La Janua era concepita con molta attenzione ai particolari e nessuno ha mai potuto sollevare critiche sulla sua perfezione; avrebbe certamente meritato una maggior fortuna commerciale, se non fosse ritornata sul mercato, importata a Genova, proprio da Cattaneo, la Leica IIIC, prodotta da un marchio consolidato da trent’anni di presenza nell’ambiente della fotografia professionale di tutto il mondo; oltretutto venduta all’identico prezzo concorrenziale di 135.000 Lire del 1950.
L’insuccesso commerciale delle macchine liguri è strettamente collegato alla proverbiale debolezza dell’industria italiana produttrice di fotocamere, alla distribuzione commerciale più attenta alle novità estere che a promuovere quelle di casa, alla cronica mancanza di investimenti nella ricerca tecnologica; episodica e carente, non solo in questo specifico settore.
Oggigiorno, paradossalmente, lo stesso fattore negativo che portò alla estinzione delle fabbriche locali in campo fotografico e ne limitò la vendita a un numero inconsistente di esemplari, ha acceso l’interesse dei collezionisti di apparecchiature da ripresa e ha fatto salire alle stelle le quotazioni dei pezzi definiti rarissimi in tutte le pubblicazioni specifiche. È la tardiva rivincita delle fotocamere prodotte in Liguria, pressoché introvabili sul mercato e gelosamente custodite dai fortunati collezionisti che ne sono entrati in possesso.
Alfredo Moreschi, Piccola storia degli apparecchi fotografici. Tentativi liguri, Il Regesto (Bollettino bibliografico dell’Accademia della Pigna) Anno III n. 4 ottobre-dicembre 2012Tra le pubblicazioni di Alfredo Moreschi: Presenzio Astante (al secolo Alfredo Moreschi), Tre fotografie, lepómene editore, Sanremo, aprile 2024; (a cura di) Alfredo Moreschi, Marco Innocenti, Quaderno del circolo lepómene, Sanremo, 2021; Nuovo “Fiori di Liguria” (in ricordo del Professor Giacomo Nicolini), ed. in pr., 2020; Parco Costiero della Riviera dei Fiori. Fiori e piante della pista ciclopedonale, Edizioni Zem, Vallecrosia, 2019; Presenzio Astante (al secolo Alfredo Moreschi), Manuale di depunteggiatura, editore lepómene, Sanremo, ottobre 2018; articoli in (a cura di) Letizia Lodi, Sanremo e l’Europa. L’immagine della città tra Otto e Novecento, Catalogo della mostra (Sanremo, 19 luglio-9 settembre 2018), Scalpendi, 2018; Presenzio Astante (al secolo Alfredo Moreschi), Quattro progetti per la città di Sanremo, Casabianca editore, Sanremo, giugno 2014; (a cura di) Alfredo Moreschi e Claudio Porchia, Il mondo verde celtico, Edizioni Zem, Vallecrosia, 2011; (a cura di) Alfredo Moreschi in collaborazione con Marco Innocenti e Loretta Marchi, Catalogo della mostra fotografica. 1905-2005: Centenario del Casinò Municipale di Sanremo. Una storia per immagini, De Ferrari, Genova, 2007; Giacomo Nicolini – Alfredo Moreschi, Fiori di Liguria, (a cura di) Cassa di Risparmio di Genova e Imperia, Edizione SIAG – Genova, 1982.
#AlfredoMoreschi #AttilioOdero #CairoMontenotteSV #Ferrania #folding #fotocamera #fotografie #fotogrammi #Gainotti #Genova #IppolitoCattaneo #Liguria #pellicole #professionali #SanGiorgio
Adriano Maini -
Rizomatica 26-02-2026
Infosfera, 26/02/2026
Questa uscita di Rizomatica è dedicata al tema della guerra. Questa forma di relazione è antica e probabilmente nasce con la civiltà umana. Identificare un nemico e combatterlo, nelle varie forme che questo conflitto può assumere, è un modo per costruire una soggettività collettiva, non l’unico ma certamente uno dei più sperimentati. E’ di fronte al pericolo di un attacco nemico che i nuclei dispersi si uniscono e riconoscono dei capi, inizialmente dei guerrieri forti e astuti. Da queste semplici dinamiche nasce anche il patriarcato, con la suddivisione del bottino, formato da donne e schiavi, oltre alle terre e ai beni che possono essere razziati. Dalla lotta mortale fra le autocoscienze origina la dialettica tra servo e padrone.
L’utopia, che già dai tempi antichi viene ritenuta auspicabile, è superare la guerra come forma di distribuzione delle risorse e del potere. Siamo ancora ben lontani dalla solidarietà con tutta la razza umana e neppure possiamo, in base a quegli alti ideali di pace universale, giudicare gli uomini terreni con le loro debolezze e aspirazioni. Chi ancora sogna uno Stato etnicamente omogeneo, per lingua o religione, è probabilmente ancorato a sistemi di valori arretrati, ma anche chi ha “immaginato l’Europa come lo spazio che per primo avrebbe superato lo Stato nazionale in vista di un utopico impero universale del diritto e della pace”(Caracciolo 2022 p. 14) spinge oggi verso la guerra, per il dominio geopolitico.
Noi dispersi e privi di identità forti non possiamo che assistere attoniti al rinnovarsi della carneficina come tribunale della storia, cercando nei nostri simili in ogni parte del mondo alleati per la pace e la convivenza collaborativa, che è sempre la soluzione più adattiva per le persone comuni.
L’invito, oggi come cento anni fa, è di rivolgere il conflitto e la violenza, ineliminabili dalla natura umana, verso i ricchi e i potenti da cui siamo dominati, e non verso degli stranieri presentati come nemici.
–Qui di seguito il link da cui scaricare il documento completo in PDF e EPUB.
https://rizomatica.org/rizomatica26022026.pdf
https://rizomatica.org/rizomatica26022026.epub
–
Indice:
Perchè la guerra? di A. Marin
No, la geopolitica non mi ha convinto di F. Barbetta
Guerra sia all’aristocrazia di M. Minetti
Venezuela, il cortile di casa in fiamme di M. Sommella
Oltre l’illusione della pace di M. Civino
Capitalismo – Guerra – Rivoluzione di V. Pellegrino
Il tema del riarmo sul fronte interno di F. Cori
Gaza futura tra annientamento e colonialismo ipertecnologico di S. Simoncini
Philip Dick e il gioco del labirinto mortale di P. Nicolosi (Rattus)
Aforismi per le lunghe notti senza energia elettrica di M. Kep
Appunti di lettura: Karl Polanyi, “Per un nuovo Occidente” di V. Pellegrino
Copertina di M.Kep. Immagine di IA, dominio pubblico
https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/Gli stessi articoli saranno pubblicati sul blog in date consecutive e rilanciati sul fediverso dall’apposito robottino @rizomatica
contatto: rizoma (at) tuta (dot) io
#aristocrazia #armamenti #Cina #classe #crisi #economia #gaza #geopolitica #guerra #imperialismo #israele #lotta #militarismo #psicanalisi #rivista #Russia #tenconfeudalesimo #USA #venezuela #violenza -
Rizomatica 26-02-2026
Infosfera, 26/02/2026
Questa uscita di Rizomatica è dedicata al tema della guerra. Questa forma di relazione è antica e probabilmente nasce con la civiltà umana. Identificare un nemico e combatterlo, nelle varie forme che questo conflitto può assumere, è un modo per costruire una soggettività collettiva, non l’unico ma certamente uno dei più sperimentati. E’ di fronte al pericolo di un attacco nemico che i nuclei dispersi si uniscono e riconoscono dei capi, inizialmente dei guerrieri forti e astuti. Da queste semplici dinamiche nasce anche il patriarcato, con la suddivisione del bottino, formato da donne e schiavi, oltre alle terre e ai beni che possono essere razziati. Dalla lotta mortale fra le autocoscienze origina la dialettica tra servo e padrone.
L’utopia, che già dai tempi antichi viene ritenuta auspicabile, è superare la guerra come forma di distribuzione delle risorse e del potere. Siamo ancora ben lontani dalla solidarietà con tutta la razza umana e neppure possiamo, in base a quegli alti ideali di pace universale, giudicare gli uomini terreni con le loro debolezze e aspirazioni. Chi ancora sogna uno Stato etnicamente omogeneo, per lingua o religione, è probabilmente ancorato a sistemi di valori arretrati, ma anche chi ha “immaginato l’Europa come lo spazio che per primo avrebbe superato lo Stato nazionale in vista di un utopico impero universale del diritto e della pace”(Caracciolo 2022 p. 14) spinge oggi verso la guerra, per il dominio geopolitico.
Noi dispersi e privi di identità forti non possiamo che assistere attoniti al rinnovarsi della carneficina come tribunale della storia, cercando nei nostri simili in ogni parte del mondo alleati per la pace e la convivenza collaborativa, che è sempre la soluzione più adattiva per le persone comuni.
L’invito, oggi come cento anni fa, è di rivolgere il conflitto e la violenza, ineliminabili dalla natura umana, verso i ricchi e i potenti da cui siamo dominati, e non verso degli stranieri presentati come nemici.
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Perchè la guerra? di A. Marin
No, la geopolitica non mi ha convinto di F. Barbetta
Guerra sia all’aristocrazia di M. Minetti
Venezuela, il cortile di casa in fiamme di M. Sommella
Oltre l’illusione della pace di M. Civino
Capitalismo – Guerra – Rivoluzione di V. Pellegrino
Il tema del riarmo sul fronte interno di F. Cori
Gaza futura tra annientamento e colonialismo ipertecnologico di S. Simoncini
Philip Dick e il gioco del labirinto mortale di P. Nicolosi (Rattus)
Aforismi per le lunghe notti senza energia elettrica di M. Kep
Appunti di lettura: Karl Polanyi, “Per un nuovo Occidente” di V. Pellegrino
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Rizomatica 26-02-2026
Infosfera, 26/02/2026
Questa uscita di Rizomatica è dedicata al tema della guerra. Questa forma di relazione è antica e probabilmente nasce con la civiltà umana. Identificare un nemico e combatterlo, nelle varie forme che questo conflitto può assumere, è un modo per costruire una soggettività collettiva, non l’unico ma certamente uno dei più sperimentati. E’ di fronte al pericolo di un attacco nemico che i nuclei dispersi si uniscono e riconoscono dei capi, inizialmente dei guerrieri forti e astuti. Da queste semplici dinamiche nasce anche il patriarcato, con la suddivisione del bottino, formato da donne e schiavi, oltre alle terre e ai beni che possono essere razziati. Dalla lotta mortale fra le autocoscienze origina la dialettica tra servo e padrone.
L’utopia, che già dai tempi antichi viene ritenuta auspicabile, è superare la guerra come forma di distribuzione delle risorse e del potere. Siamo ancora ben lontani dalla solidarietà con tutta la razza umana e neppure possiamo, in base a quegli alti ideali di pace universale, giudicare gli uomini terreni con le loro debolezze e aspirazioni. Chi ancora sogna uno Stato etnicamente omogeneo, per lingua o religione, è probabilmente ancorato a sistemi di valori arretrati, ma anche chi ha “immaginato l’Europa come lo spazio che per primo avrebbe superato lo Stato nazionale in vista di un utopico impero universale del diritto e della pace”(Caracciolo 2022 p. 14) spinge oggi verso la guerra, per il dominio geopolitico.
Noi dispersi e privi di identità forti non possiamo che assistere attoniti al rinnovarsi della carneficina come tribunale della storia, cercando nei nostri simili in ogni parte del mondo alleati per la pace e la convivenza collaborativa, che è sempre la soluzione più adattiva per le persone comuni.
L’invito, oggi come cento anni fa, è di rivolgere il conflitto e la violenza, ineliminabili dalla natura umana, verso i ricchi e i potenti da cui siamo dominati, e non verso degli stranieri presentati come nemici.
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https://rizomatica.org/rizomatica26022026.pdf
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Perchè la guerra? di A. Marin
No, la geopolitica non mi ha convinto di F. Barbetta
Guerra sia all’aristocrazia di M. Minetti
Venezuela, il cortile di casa in fiamme di M. Sommella
Oltre l’illusione della pace di M. Civino
Capitalismo – Guerra – Rivoluzione di V. Pellegrino
Il tema del riarmo sul fronte interno di F. Cori
Gaza futura tra annientamento e colonialismo ipertecnologico di S. Simoncini
Philip Dick e il gioco del labirinto mortale di P. Nicolosi (Rattus)
Aforismi per le lunghe notti senza energia elettrica di M. Kep
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Rizomatica 26-02-2026
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Questa uscita di Rizomatica è dedicata al tema della guerra. Questa forma di relazione è antica e probabilmente nasce con la civiltà umana. Identificare un nemico e combatterlo, nelle varie forme che questo conflitto può assumere, è un modo per costruire una soggettività collettiva, non l’unico ma certamente uno dei più sperimentati. E’ di fronte al pericolo di un attacco nemico che i nuclei dispersi si uniscono e riconoscono dei capi, inizialmente dei guerrieri forti e astuti. Da queste semplici dinamiche nasce anche il patriarcato, con la suddivisione del bottino, formato da donne e schiavi, oltre alle terre e ai beni che possono essere razziati. Dalla lotta mortale fra le autocoscienze origina la dialettica tra servo e padrone.
L’utopia, che già dai tempi antichi viene ritenuta auspicabile, è superare la guerra come forma di distribuzione delle risorse e del potere. Siamo ancora ben lontani dalla solidarietà con tutta la razza umana e neppure possiamo, in base a quegli alti ideali di pace universale, giudicare gli uomini terreni con le loro debolezze e aspirazioni. Chi ancora sogna uno Stato etnicamente omogeneo, per lingua o religione, è probabilmente ancorato a sistemi di valori arretrati, ma anche chi ha “immaginato l’Europa come lo spazio che per primo avrebbe superato lo Stato nazionale in vista di un utopico impero universale del diritto e della pace”(Caracciolo 2022 p. 14) spinge oggi verso la guerra, per il dominio geopolitico.
Noi dispersi e privi di identità forti non possiamo che assistere attoniti al rinnovarsi della carneficina come tribunale della storia, cercando nei nostri simili in ogni parte del mondo alleati per la pace e la convivenza collaborativa, che è sempre la soluzione più adattiva per le persone comuni.
L’invito, oggi come cento anni fa, è di rivolgere il conflitto e la violenza, ineliminabili dalla natura umana, verso i ricchi e i potenti da cui siamo dominati, e non verso degli stranieri presentati come nemici.
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Indice:
Perchè la guerra? di A. Marin
No, la geopolitica non mi ha convinto di F. Barbetta
Guerra sia all’aristocrazia di M. Minetti
Venezuela, il cortile di casa in fiamme di M. Sommella
Oltre l’illusione della pace di M. Civino
Capitalismo – Guerra – Rivoluzione di V. Pellegrino
Il tema del riarmo sul fronte interno di F. Cori
Gaza futura tra annientamento e colonialismo ipertecnologico di S. Simoncini
Philip Dick e il gioco del labirinto mortale di P. Nicolosi (Rattus)
Aforismi per le lunghe notti senza energia elettrica di M. Kep
Appunti di lettura: Karl Polanyi, “Per un nuovo Occidente” di V. Pellegrino
II° – Che cos’è la fantascienza? di G. Spagnul
Copertina di M.Kep. Immagine di IA, dominio pubblico
https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/3.0/it/Gli stessi articoli saranno pubblicati sul blog in date consecutive e rilanciati sul fediverso dall’apposito robottino @rizomatica
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