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  1. Scopri i borghi medievali più belli d'Europa 🏰, dove il tempo sembra essersi fermato ⏰! Visita Rodi e Avila, città storiche che ti faranno rivivere il medioevo 🌟

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    europa.tips/it/borghi-medieval

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    ➡️ I dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cZx

    storiearcheostorie.com/2026/05

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  6. Monete cristiane come talismano contro le incursioni vichinghe: in Danimarca riemergono due rari esemplari inglesi dell’XI secolo

    Elena Percivaldi

    Due rarissime monete inglesi dell’XI secolo, create con l’intento di proteggere l’Inghilterra dalle incursioni vichinghe, sono state scoperte in Danimarca. I reperti, rinvenuti casualmente con il metal detector, appartengono alla serie definita dagli studiosi “Lamb of God coins” (monete Agnus Dei, potremmo tradurre), emissioni volute nel 1009 dal re inglese Etelredo II (sul trono dal 978 al 1013 e dal 1014 al 1016) durante una delle fasi più drammatiche della storia dell’isola. Dopo anni di raid vichinghi, il sovrano cercò infatti di unire intorno a sé sia i laici che la Chiesa attraverso digiuni, penitenze e l’adozione di simboli religiosi destinati a invocare l’intervento divino contro gli invasori.

    Le due monete ritrovate. Foto: ©John Fhær Engedal Nissen, Museo Nazionale Danese.

    Simboli cristiani e propaganda

    Le monete, ritrovate una vicino a Løgumkloster e l’altra a Kåstrup, nella regione di Thy (nello Jutland), si distinguono chiaramente dalle altre emissioni inglesi dell’epoca. Mentre i conii tradizionali raffiguravano il re e la croce, questi esemplari mostrano sul recto un agnello con una croce, simbolo del sacrificio di Cristo. Sotto la figura dell’agnello si distingue una tavoletta con le lettere greche alfa e omega, allusione al principio e alla fine di ogni cosa. Sul verso compare invece una colomba, simbolo dello Spirito Santo. Le due immagini, fortemente connotate in chiave religiosa, testimoniano il tentativo della monarchia inglese di utilizzare la moneta come strumento di propaganda politica e coesione spirituale.

    Moneta trovata a Thy. Foto: ©Søren Greve, Museo Nazionale Danese.

    Monete trasformate in gioielli vichinghi

    Secondo Gitte Tarnow Ingvardson, curatrice del Museo Nazionale Danese, c’è però molto di più. A oggi sono noti soltanto una trentina di esemplari di queste monete nel mondo, ma solo quattro o cinque provengono dall’Inghilterra: la maggior parte delle monete è stata ritrovata in Scandinavia e nei Paesi baltici. Come mai? Secondo la studiosa, la ragione è semplice. Molte di esse presentano piccoli anelli o modifiche che indicano chiaramente come siano state riutilizzate come gioielli, probabilmente appesi al collo. Per i Vichinghi, dunque, questi oggetti avevano probabilmente un valore simbolico, religioso o anche soltanto estetico.

    Moneta trovata a Løgumkloster. Foto: ©Søren Greve, Museo Nazionale Danese

    La scoperta danese conferma ancora una volta l’intensità dei rapporti tra il mondo anglosassone e quello scandinavo durante l’età vichinga, caratterizzata non soltanto da guerre e saccheggi, ma anche da fitti scambi culturali, economici e religiosi.

    Leggi anche: Un pezzo da gioco vichingo rivela l’acconciatura “di moda” ai tempi di Harald Bluetooth

    https://storiearcheostorie.com/2025/09/10/pezzo-gioco-vichingo-acconciatura-harald-bluetooth/

    L’influenza inglese sulla monetazione danese

    Le incursioni vichinghe in Inghilterra portarono infatti enormi quantità di monete anglosassoni nel Nord Europa, influenzando profondamente anche il sistema monetario danese.

    “La zecca danese è ispirata e si basa sul sistema monetario inglese, che all’epoca era molto ben organizzato. I Vichinghi scoprirono presto che era molto più conveniente usare monete piuttosto che tagliare l’argento in pezzi durante gli scambi commerciali”, spiega Gitte Tarnow Ingvardson.

    I re scandinavi iniziarono presto a imitare le monete inglesi, e le “Agnus Dei” non fanno eccezione. Sia Canuto il Grande che suo figlio Hardecanuto (o Canuto III) e in seguito Sweyn II Estridsson adottarono, nelle loro emissioni monetarie, motivi iconografici molto simili.

    Gitte Tarnow Ingvardson esamina una delle monete. Foto: ©John Fhær Engedal Nissen, Museo Nazionale Danese.

    Secondo la studiosa, queste monete sono quindi molto più che semplici strumenti di scambio: racchiudono la storia delle relazioni tra Inghilterra e Scandinavia, della diffusione del cristianesimo nel Nord Europa e persino della formazione dello Stato danese nel Medioevo.

    Nate per ottenere protezione dai Vichinghi, le monete Agnus Dei finirono per essere apprezzate dagli stessi invasori al punto che le trasformarono – ironia della sorte – in amuleti o pendenti, dando ad esse un nuovo significato e una nuova vita.

    📘 Notizia verificata

    • 📄 Fonte: Museo Nazionale Danese ✅

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    🔎 Uno studio internazionale con il contributo dell’Università di Pisa ribalta le vecchie ipotesi sulla discriminazione infantile nelle società medievali.

    #Medioevo #Archeologia #Bioarcheologia #Toscana #UniversitàDiPisa #Storia #Infanzia #Ricerca #PLOSONE

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    storiearcheostorie.com/2026/05

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  10. 💀 𝗨𝗱𝗶𝗻𝗲❟ 𝘀𝗰𝗼𝗽𝗲𝗿𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗰𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗶 𝘁𝗼𝗺𝗯𝗲 𝗻𝗲𝗹𝗹’𝗲𝘅 𝗰𝗵𝗶𝗲𝘀𝗮 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗮 𝗟𝘂𝗰𝗶𝗮

    ❗ Le tombe ossario, le sepolture medievali e diverse antiche strutture murarie sono riemerse durante i lavori per la nuova Biblioteca universitaria

    #Udine #Archeologia #Scavi #Medioevo #Storia #FriuliVeneziaGiulia #UniversitàDiUdine

    📷Foto: ©UniUdine / SABAP FVG

    ➡️ Articolo completo con tutte le foto 📷 e il videoservizio 📽️ su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-cXT

    storiearcheostorie.com/2026/04

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  13. Scopri le feste medievali nascoste in Europa 🏰🎭, dove la storia rivive in tutta la sua bellezza 🌟. Lontano dalla folla, troverai autenticità e spettacoli unici.

    #Europa #Viaggi #FesteMedievali #Medioevo #ViaggioInEuropa #FestivalNascosti #TurismoCulturale #AvventuraEuropea

    europa.tips/it/feste-medievali

  14. #portugal L'#Algarve non è solo spiagge di sabbia. Ad agosto, ho lasciato la costa per salire verso #Silves e mi sono ritrovato in mezzo a cavalieri, giullari e al profumo di carne arrostita. Qui le banconote non valgono: devi scambiare gli euro con monete di legno per poter bere qualcosa sotto le mura del castello. Una serata diversa dalla solita routine balneare.

    #viaggio #Portogallo #medioevo #storia #turismo

    Https://europa.tips/it/fiera-m

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  16. Scopri il Festival Medievale di Santa Maria da Feira 2026! 🎉 Un'esperienza unica in Portogallo, con biglietti e info disponibili. 🚂 Viaggia nel tempo e scopri la magia del Medioevo 🎊

    #Europa #Viaggi #FestivalMedievale #SantaMariaDaFeira #Portogallo #Medioevo #ViagemMedieval #EventiInEuropa

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  17. Scopri il Festival Medievale di Santa Maria da Feira 2026! 🎉 Un'esperienza unica in Portogallo, con biglietti e info disponibili. 🚂 Viaggia nel tempo e scopri la magia del Medioevo 🎊

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  18. Chi ama la storia non può limitarsi a leggerla. A luglio, il borgo di #Monteriggioni chiude fuori il ventunesimo secolo e riaccende le antiche fornaci. Ho passato ore a guardare gli artigiani lavorare il legno, sotto quelle torri citate da Dante. È una vera macchina del tempo nella #Toscana meno banale.

    #medioevo #viaggio #cultura #siena

    europa.tips/it/festa-medievale

  19. L'atmosfera durante le Giornate Medievali di #Tallinn è surreale. La città vecchia si trasforma in un mercato anseatico del XV secolo. Tra tornei e botteghe artigiane, sembra di vivere in un'altra epoca. Se ti affascina la rievocazione storica curata nei minimi dettagli, questo evento in #Estonia merita enorme attenzione.

    #storia #viaggiolento #turismo #medioevo

    europa.tips/it/giornate-mediev

  20. Ordine, calcolo e “ragione” nell’Italia tardo medievale
    2. Archivi, scritture e sistemi contabili
    a cura di Franco Franceschi, Maria Ginatempo
    Viella, 2026

    ⬇️ viella.it/libro/9791257011284

    #Medioevo #OpenAccess

  21. Censimento e guida degli inventari antichi dell’Archivio di Stato di Napoli
    a cura di Gianluca Falcucci, Ferdinando Salemme
    Federico II University Press, 2026

    ⬇️ fedoabooks.unina.it/index.php/

    #Medioevo #OpenAccess

  22. Procedure e scritture giudiziarie nel regno di Napoli (XIV-XVI sec.)
    a cura di Gianluca Bocchetti, Davide Passerini, Francesco Senatore
    Federico II University Press, 2026

    ⬇️ fedoabooks.unina.it/index.php/

    #Medioevo #OpenAccess

  23. Studi di storia medioevale e di diplomatica
    2025: Nuova Serie, IX
    Milano University Press, 2025

    ⬇️ riviste.unimi.it/index.php/SSM

    #Medioevo #OpenAccess

  24. Venanzio Fortunato tra il Piave e la Loira
    Atti del terzo Convegno internazionale di studi
    a cura di Edoardo Ferrarini, Donatella Manzoli, Paolo Mastandrea, Martina Venuti
    Edizioni Ca’ Foscari, 2026

    ⬇️ edizionicafoscari.unive.it/it/

    #Medioevo #OpenAccess

  25. La montagna bolognese nel medioevo

    Biblioteca Comunale Gilberto Martinelli, Porretta Terme, venerdì 10 aprile alle ore 17:30 CEST

    La montagna bolognese nel Medioevo: a Porretta Terme sei incontri con lo storico Renzo Zagnoni

    La montagna bolognese nel Medioevo è il titolo di un ciclo di incontri dedicati alla storia dell’Appennino bolognese, che si terrà nella primavera 2026 a Porretta Terme. L’iniziativa, curata dallo storico Renzo Zagnoni, è promossa dal Gruppo di studi Alta Valle del Reno “Nuèter” con il patrocinio del Comune di Alto Reno Terme.

    Gli incontri si svolgeranno presso la Biblioteca comunale di Porretta Terme (via Roma 32) dal 13 marzo al 22 maggio 2026 e offriranno un percorso storico articolato attraverso le diverse fasi del Medioevo, con particolare attenzione al territorio appenninico bolognese.

    Il ciclo prenderà avvio domani, venerdì 13 marzo, alle ore 17.30 con una conferenza dedicata all’Alto Medioevo, incentrata sul confine appenninico, sulla conquista longobarda e sulle prime forme di governo del territorio. Il secondo appuntamento, in programma il 27 marzo, approfondirà invece la cristianizzazione dell’area, la nascita delle pievi e gli aspetti economici e sociali legati allo sviluppo demografico e agricolo.

    Il 17 aprile l’attenzione si sposterà sul pieno Medioevo, con un’analisi dell’economia, della demografia, dei beni collettivi e dell’organizzazione dei comuni rurali, nonché delle attività agricole e artigianali. Il 24 aprile si parlerà invece della viabilità transappenninica e delle dinamiche politiche e militari del territorio, tra cui il conflitto tra Bologna e Pistoia.

    L’8 maggio l’incontro sarà dedicato al ruolo delle cappelle di villaggio, ai rapporti tra signorie e comunità locali e alla presenza di monasteri e ospitali lungo le vie di comunicazione. Il ciclo si concluderà il 22 maggio con una riflessione sugli ultimi secoli del Medioevo, segnata dalla crisi demografica e agricola del Trecento e dalla scomparsa di numerosi villaggi e chiese.

    Tutte le conferenze saranno trasmesse anche in streaming sul canale YouTube di Renzo Zagnoni, permettendo così di seguire il ciclo di incontri anche a distanza.

    agenda.reteappenninica.it/even

  26. A misura d'uomo
    Arti, poteri e culti nel Mezzogiorno normanno-svevo
    a cura di Marcello Mignozzi
    Quorum Edizioni, 2025

    ⬇️ quorumedizioni.it/open-access/

    #Medioevo #OpenAccess

  27. Caterina da Siena
    Dialogo della divina provvidenza
    a cura di Noemi Pigini
    SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2025

    ⬇️ sismel.it/pubblicazioni/2099-d

    #Medioevo #OpenAccess

  28. La Città delle Dame di Christine de Pizan

    Descrizione: «Ahimè, mio Dio, perché non mi hai fatto nascere maschio. Tutte le mie capacità sarebbero state al tuo servizio, non mi sbaglierei in nulla e sarei perfetta in tutto, come gli uomini dicono di essere».

    Partendo dall’amara coscienza dell’esclusione – del sapere del padre, grande scienziato, medico di corte, può “rubare” solo qualche briciola- ma salvandosi dall’abisso del dubbio e della malinconia, Christine de Pizan arriva a porre al centro del suo pensiero e della sua intensa e multiforme attività di scrittrice, che ne fanno una delle personalità più affascinanti dell’autunno del Medioevo, proprio la differenza di genere.

    Nella Cité des Dames (1405), sotto la guida di Ragione, Rettitudine e Giustizia, sorge una visionaria città fortificata, abitata solo da donne: regine, guerriere, poetesse, indovine, scienziate, martiri, sante. Se i segni del dominio maschile sono presenti nel martirio delle vergini, nel destino di Lucrezia, di Griselda, nella città prevalgono le figure fondatrici- Carmenta romana, che inventò l’alfabeto, Minerva e Aracne, che fecero del tessere un’arte – e le grandi regine, Didone, Medea, Semiramide, Pentesilea, a sfidare, orgogliosamente, una secolare tradizione misogina.

    Anni e anni di scuola dove studiamo quasi esclusivamente opere e pensiero di autori ci hanno convinto che non ci siano state autrici se non a partire dall’Ottocento, o che – se ci sono state – il loro contributo sia stato trascurabile, perché mediocre o una semplice copia carbone delle innovazioni – maschili – diventate il nuovo standard. Queste convinzioni fanno sì che siamo totalmente scollatə dalla storia del pensiero e della letteratura femminile, che certo sarà meno corposa di quella maschile date le maggiori difficoltà per le donne nel corso della storia di arrivare a produrre delle opere, ma non di meno esistono e spesso per ə loro contemporaneə erano famose come le opere degli autori che studiamo in classe.

    In un’epoca in cui non si fa che sbandierare la necessità di riconoscere e rispettare le proprie radici, vi invito a riscoprire le opere e il pensiero di autrici che i nostri programmi scolastici snobbano per riconnettervi alla storia che ci ha portato dove siamo adesso. Una di queste autrici è Christine de Pizan, che iniziò a scrivere per mantenere la famiglia dopo la morte dell’amato marito. Aprì anche una bottega di scrittura, il cui lavoro era molto apprezzato. Ovviamente la sua intraprendenza provocò malumori: una vedova che non si risposava e nemmeno decideva di entrare in convento! Ma Cristine de Pizan era avvezza a chi le remava contro: aveva iniziato scontrandosi con la disapprovazione della madre verso la sua passione per lo studio, incoraggiata invece dal padre. Era così avvezza a contrarsi con la misoginia del suo tempo che quando lesse le Lamentations di Mateolo, opera latina del XIII secolo, tradotta in francese da Jean le Fèvre, decise di ribaltare la prospettiva maschile e, forte della sua esperienza personale, in una manciata di mesi tra il 1404 e il 1405, scrisse La Città delle Dame.

    In questa stanza per sé ante litteram, Christine de Pizan si adopera a demolire l’idea che i maschi siano superiori alle femmine, che queste siano deboli e viziose, sciocche e frivole. Christine de Pizan smonta con ironia ed eleganza i pregiudizi che danneggiano le donne e nel fare esempi positivi di donne abbiamo il piacere di trovare nomi che i contemporanei solitamente associavano alla peggiore turpitudine, come Semiramide o Medea.

    Christine de Pizan condanna anche la violenza domestica e lo stupro, inorridendo di fronte alla convinzione maschile che una donna potesse provare piacere durante una violenza sessuale. Siamo abituatə a pensare che la sensibilità sul tema sia una questione moderna, ma forse dovremmo specificare degli uomini moderni (e neanche tutti), visto che le donne sembravano già piuttosto consapevoli anche in passato.

    Si tratta quindi di un libro godibilissimo che, nonostante i secoli che ci separano dalla sua autrice, è capace di risuonare profondamente dentro di noi. Vi consiglio di recuperarlo e di non farvi spaventare dalla sua età perché è scorrevole come uno dei più appassionanti romanzi contemporanei e i suoi capitoli brevi di sicuro aiutano.

    #classico #letteraturaFemminile #medioevo
  29. La Città delle Dame di Christine de Pizan

    Descrizione: «Ahimè, mio Dio, perché non mi hai fatto nascere maschio. Tutte le mie capacità sarebbero state al tuo servizio, non mi sbaglierei in nulla e sarei perfetta in tutto, come gli uomini dicono di essere».

    Partendo dall’amara coscienza dell’esclusione – del sapere del padre, grande scienziato, medico di corte, può “rubare” solo qualche briciola- ma salvandosi dall’abisso del dubbio e della malinconia, Christine de Pizan arriva a porre al centro del suo pensiero e della sua intensa e multiforme attività di scrittrice, che ne fanno una delle personalità più affascinanti dell’autunno del Medioevo, proprio la differenza di genere.

    Nella Cité des Dames (1405), sotto la guida di Ragione, Rettitudine e Giustizia, sorge una visionaria città fortificata, abitata solo da donne: regine, guerriere, poetesse, indovine, scienziate, martiri, sante. Se i segni del dominio maschile sono presenti nel martirio delle vergini, nel destino di Lucrezia, di Griselda, nella città prevalgono le figure fondatrici- Carmenta romana, che inventò l’alfabeto, Minerva e Aracne, che fecero del tessere un’arte – e le grandi regine, Didone, Medea, Semiramide, Pentesilea, a sfidare, orgogliosamente, una secolare tradizione misogina.

    Anni e anni di scuola dove studiamo quasi esclusivamente opere e pensiero di autori ci hanno convinto che non ci siano state autrici se non a partire dall’Ottocento, o che – se ci sono state – il loro contributo sia stato trascurabile, perché mediocre o una semplice copia carbone delle innovazioni – maschili – diventate il nuovo standard. Queste convinzioni fanno sì che siamo totalmente scollatə dalla storia del pensiero e della letteratura femminile, che certo sarà meno corposa di quella maschile date le maggiori difficoltà per le donne nel corso della storia di arrivare a produrre delle opere, ma non di meno esistono e spesso per ə loro contemporaneə erano famose come le opere degli autori che studiamo in classe.

    In un’epoca in cui non si fa che sbandierare la necessità di riconoscere e rispettare le proprie radici, vi invito a riscoprire le opere e il pensiero di autrici che i nostri programmi scolastici snobbano per riconnettervi alla storia che ci ha portato dove siamo adesso. Una di queste autrici è Christine de Pizan, che iniziò a scrivere per mantenere la famiglia dopo la morte dell’amato marito. Aprì anche una bottega di scrittura, il cui lavoro era molto apprezzato. Ovviamente la sua intraprendenza provocò malumori: una vedova che non si risposava e nemmeno decideva di entrare in convento! Ma Cristine de Pizan era avvezza a chi le remava contro: aveva iniziato scontrandosi con la disapprovazione della madre verso la sua passione per lo studio, incoraggiata invece dal padre. Era così avvezza a contrarsi con la misoginia del suo tempo che quando lesse le Lamentations di Mateolo, opera latina del XIII secolo, tradotta in francese da Jean le Fèvre, decise di ribaltare la prospettiva maschile e, forte della sua esperienza personale, in una manciata di mesi tra il 1404 e il 1405, scrisse La Città delle Dame.

    In questa stanza per sé ante litteram, Christine de Pizan si adopera a demolire l’idea che i maschi siano superiori alle femmine, che queste siano deboli e viziose, sciocche e frivole. Christine de Pizan smonta con ironia ed eleganza i pregiudizi che danneggiano le donne e nel fare esempi positivi di donne abbiamo il piacere di trovare nomi che i contemporanei solitamente associavano alla peggiore turpitudine, come Semiramide o Medea.

    Christine de Pizan condanna anche la violenza domestica e lo stupro, inorridendo di fronte alla convinzione maschile che una donna potesse provare piacere durante una violenza sessuale. Siamo abituatə a pensare che la sensibilità sul tema sia una questione moderna, ma forse dovremmo specificare degli uomini moderni (e neanche tutti), visto che le donne sembravano già piuttosto consapevoli anche in passato.

    Si tratta quindi di un libro godibilissimo che, nonostante i secoli che ci separano dalla sua autrice, è capace di risuonare profondamente dentro di noi. Vi consiglio di recuperarlo e di non farvi spaventare dalla sua età perché è scorrevole come uno dei più appassionanti romanzi contemporanei e i suoi capitoli brevi di sicuro aiutano.

    #classico #letteraturaFemminile #medioevo
  30. Volume de istrumenti, testamenti, compre, transattioni et altre scritture provenienti dagli archivi delle chiese potentine di S. Gerardo, S. Michele e la Ss. Trinità (secc. XIII-XVI)
    di Donatella Gerardi
    Basilicata University Press, 2025

    ⬇️ fedoabooks.unina.it/index.php/

    #Medioevo #OpenAccess

  31. Il Ciclo di Guiron le Courtois III/2. Continuazione del Roman de Meliadus
    a cura di Nicola Morato. Analisi letteraria di Barbara Wahlen
    SISMEL - Edizioni del Galluzzo, 2025

    ⬇️ mirabileweb.it/api/galluzzo/co

    #Medioevo #OpenAccess

  32. San Vincenzo al Volturno: un monastero nel Medioevo europeo
    a cura di Federico Marazzi e Francesca Agrò
    Franco Angeli, 2026

    ⬇️ series.francoangeli.it/index.p

    #Medioevo #OpenAccess

  33. San Vincenzo al Volturno: un monastero nel Medioevo europeo
    a cura di Federico Marazzi e Francesca Agrò
    Franco Angeli, 2026

    ⬇️ series.francoangeli.it/index.p

    #Medioevo #OpenAccess

  34. San Vincenzo al Volturno: un monastero nel Medioevo europeo
    a cura di Federico Marazzi e Francesca Agrò
    Franco Angeli, 2026

    ⬇️ series.francoangeli.it/index.p

    #Medioevo #OpenAccess