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  1. [film] Primavera

    Titolo: Primavera
    Regia: Damiano Michieletto
    Soggetto: dal romanzo Stabat Mater di Tiziano Scarpa
    Sceneggiatura: Damiano Michieletto, Ludovica Rampoldi
    Musiche: Fabio Massimo Capogrosso
    Scenografia: Gaspare De Pascali
    Costumi: Maria Rita Barbera
    Trucco: Adele Di Trani (trucco), Marta Iacoponi (acconciature)
    Alltro: Italia, Francia; 2025; genere: storico, drammatico; 110 minuti

    Interpreti e personaggi
    Tecla Insolia: Cecilia
    Michele Riondino: Antonio Vivaldi
    Andrea Pennacchi: Governatore
    Fabrizia Sacchi: Priora
    Valentina Bellè: Elisabetta Parolin
    Stefano Accorsi: Sanfermo

    (dati da Wikipedia.)

    Voto: 7/10

    Siamo agli inizi del 1700 a Venezia e precisamente al Pio Ospedale della Pietà, luogo dove gli orfani di allora venivano allevati prima di diventare adulti. Per le donne era previsto che imparassero a suonare e cantare e, arrivate all’età da marito, di solito venivano date in sposa a nobili e potenti, con relativa dote. Ovviamente da mogli la loro carriera musicale non era più possibile.

    È qui che troviamo Cecilia, valente violinista, appassionata di musica, tormentata dal suo passato e con un carattere ribelle. All’arrivo di Vivaldi alla direzione della scuola del Pio Ospedale della Pietà nel 1716 la sua bravura e la sua passione vengono notate dal maestro. L’intesa con Vivaldi è buona, c’è amicizia fra i due, inoltre la scuola e il gruppo delle musiciste acquista subito notorietà e pubblico. Ma a un certo punto arriva l’inevitabile: il conte Sanfermo, di ritorno dalla guerra contro i turchi, vuole in moglie Cecilia. Ovviamente Cecilia non ha nessuna intenzione di lasciare la sua carriera musicale: ci riuscirà?

    La figura principale del film è quindi Cecilia, immersa in un mondo spietato, dove il potere e il denaro dominano ogni aspetto della vita di tutti e a maggior ragione la vita di un’orfana. Ma di riflesso possiamo seguire anche un parte della vita di Vivaldi, prete per volere della madre, di salute cagionevole, ma estremamente prolifico e capace di portare le ragazze del Pio Ospedale al massimo delle loro capacità.

    Il film tiene bene il ritmo, gli attori caratterizzano molto bene i personaggi e Venezia, nei brevi scorci che si vedono, non è idealizzata.

    Il titolo del film si riferisce a uno quattro temi de Le quattro stagioni composto in questo periodo, ma lo sentirete solo alla fine. Richiama la voglia di libertà e di una vita piena di Cecilia, ma anche di Vivaldi.

    Questo film è stata per me l’occasione per ripassare la biografia di Vivaldi su Wikipedia. Scopro quindi che il Nostro, alla sua morte, cadde nell’oblio, nonostante alla sua epoca fosse famoso, e venne riscoperto solo all’inizio del XX secolo. Nel film la causa è evidente: Vivaldi è più interessato alla sua musica che ai giochi di potere e ai soldi. Morire povero a Vienna non l’ha aiutato a rimanere considerato fra i suoi contemporanei.

    Buona visione!

    #DamianoMichieletto #film #primavera #recensione #vivaldi

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