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Il Power Ranger Rosa che ha buttato giù il “Tinder dei nazisti”: i dati sono potereAl Chaos Communication Congress di Amburgo, un’hacker tedesca che si fa chiamare Martha Root si è presentata vestita da Power Ranger Rosa e ha cancellato in diretta tre siti suprematisti bianchi, tra cui WhiteDate, noto come “il Tinder dei suprematisti”
Al Chaos Communication Congress di Amburgo, un’hacker tedesca che si fa chiamare Martha Root si è presentata vestita da Power Ranger Rosa e ha cancellato in diretta tre siti suprematisti bianchi, tra cui WhiteDate, noto come “il Tinder dei suprematisti”.
https://twitter.com/i/status/2007183888377118750
Fichissimo, applausi. Eppure serve farsi delle domande.
Martha era dentro da mesi. Aveva messo in piedi profili fasulli di donne ariane gestiti da chatbot e racconta che quegli uomini si erano innamorati. Mentre gli utenti flirtavano con l’intelligenza artificiale, lei raccoglieva dati e informazioni, trasformando un ambiente pensato per far incontrare persone in un dispositivo che espone identità e reti. Dalle sue analisi è emerso che la piattaforma era gestita da una persona con legami con ambienti suprematisti bianchi. WhiteDate veniva venduto come sito di appuntamenti, ma gli utenti erano quasi tutti uomini: il punto non pare la ricerca di partner, ma la costruzione di un network suprematista travestito da Tinder per ariani.
I membri della cosiddetta razza superiore si sono fatti fregare lasciando il sito senza protezioni adeguate. Un’infrastruttura che classifica, aggrega e rende operativi dati sensibili produce una forma di soft power che, se progettata male, si ribalta in una falla boomerang. Il Power Ranger Rosa non si è fermata alla distruzione: ha reso consultabili su okstupid.lol informazioni filtrate, mentre il dataset completo è stato condiviso attraverso canali dedicati a giornalisti e ricercatori. Esporre quei dati significa raccontare le persone: chi c’è dentro, come si descrive, come si colloca nello spazio, cosa cerca, a quale oggetto storico dichiara appartenenza.
WhiteDate stava in una galassia di siti tematici: WhiteDate (dating), WhiteChild (famiglia, ancestry e donazioni di sperma/uova per suprematisti bianchi) e WhiteDeal (networking professionale per razzisti).
Ed è interessante, non per i nazisti e basta. Perché quello che Martha Root ha mostrato non è che “la sicurezza faceva schifo” e stop, ma che un’infrastruttura di matching è, di fatto, una macchina che rende operativi dati sensibili: identità, preferenze, reti, geografia, appartenenze. E quando quella macchina si rompe, il potere che di solito esercita in silenzio diventa visibile.
Il punto è che non servono confessioni esplicite. Bastano i data proxy: segnali indiretti che, incrociati, ti profilano. Se mangio kosher “divento” ebreo nei modelli; se segno tutte le moschee “divento” musulmano; se posto “Black Lives Matter” finisco letto in modo diverso anche da sistemi assicurativi. È profilazione per deduzione: il dato sensibile non lo dichiari, lo lasci emergere dai contorni.
Per questo le policy non sono una cintura di sicurezza: cambiano, si reinterpretano, si aggirano. Il design invece è la decisione politica incorporata nell’architettura: cosa si collega, cosa si correla, cosa si esporta. Se una correlazione è tecnicamente possibile, prima o poi qualcuno la farà. È lo stesso motivo per cui, quando guardo infrastrutture pubbliche, mi interessa l’architettura politica oltre a quella tecnica: lo SPID nasceva con un’idea più decentralizzata proprio per evitare correlazioni tra Stato, portali e autenticazioni. Poi si è cambiata impostazione.
E la parte più inquietante è che non serve nemmeno un WhiteDate. Noi ci autoprofiliamo ogni giorno: i social sono un flusso continuo di segnali, e i metadati in foto e video sono boe, a volte coordinate vicino casa, con ricadute anche su chi vive con noi. Zuboff lo chiama capitalismo della sorveglianza: una raccolta diffusa in cui non sai quante aziende ti prendono, come ti incrociano e in quali liste finisci. Okstupid.lol è la versione “con la luce accesa”: lo stesso principio reso pubblico. Di norma le liste sono invisibili: non meno reali, meno consultabili.
okstupid.lol è spettacolare. Ma il suo spettacolo è una dimostrazione tecnica di quanto sia facile classificare e aggregare quando l’infrastruttura lo permette. E questa facilità, storicamente, non resta neutra. In Ruanda nel 1994 lo sterminio dei Tutsi fu facilitato anche da carte d’identità che classificavano le persone in base all’etnia. Negli anni Quaranta, dati del censimento vennero usati per localizzare e supportare misure di sorveglianza e internamento di persone di ascendenza giapponese dopo Pearl Harbor.
La tecnologia è un apparato amministrativo e informazionale piegato agli scopi di chi la possiede e del contesto politico. E il contesto politico cambia più velocemente delle policy. Per quanto apprezzi Martha Root, non la leggo come uno show: è un promemoria. Il potere dominante queste capacità le ha già, senza Power Ranger, senza exploit, con procedure, contratti standard e con quella cosa che mi piace tanto ma che in certi casi è un problema: l’interoperabilità.
Per approfondire
- okstupid.lol – whitedate, leaked
- Hacktivist deletes white supremacist websites live onstage during hacker conference | TechCrunch
- Woman Hacks “Tinder for Nazis,” Tricks the Racist Users Into Falling in Love With AI Chatbots
- Hacktivist Deletes White Supremacist Websites At Conference
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Il Power Ranger Rosa che ha buttato giù il “Tinder dei nazisti”: i dati sono potereAl Chaos Communication Congress di Amburgo, un’hacker tedesca che si fa chiamare Martha Root si è presentata vestita da Power Ranger Rosa e ha cancellato in diretta tre siti suprematisti bianchi, tra cui WhiteDate, noto come “il Tinder dei suprematisti”
Al Chaos Communication Congress di Amburgo, un’hacker tedesca che si fa chiamare Martha Root si è presentata vestita da Power Ranger Rosa e ha cancellato in diretta tre siti suprematisti bianchi, tra cui WhiteDate, noto come “il Tinder dei suprematisti”.
https://twitter.com/i/status/2007183888377118750
Fichissimo, applausi. Eppure serve farsi delle domande.
Martha era dentro da mesi. Aveva messo in piedi profili fasulli di donne ariane gestiti da chatbot e racconta che quegli uomini si erano innamorati. Mentre gli utenti flirtavano con l’intelligenza artificiale, lei raccoglieva dati e informazioni, trasformando un ambiente pensato per far incontrare persone in un dispositivo che espone identità e reti. Dalle sue analisi è emerso che la piattaforma era gestita da una persona con legami con ambienti suprematisti bianchi. WhiteDate veniva venduto come sito di appuntamenti, ma gli utenti erano quasi tutti uomini: il punto non pare la ricerca di partner, ma la costruzione di un network suprematista travestito da Tinder per ariani.
I membri della cosiddetta razza superiore si sono fatti fregare lasciando il sito senza protezioni adeguate. Un’infrastruttura che classifica, aggrega e rende operativi dati sensibili produce una forma di soft power che, se progettata male, si ribalta in una falla boomerang. Il Power Ranger Rosa non si è fermata alla distruzione: ha reso consultabili su okstupid.lol informazioni filtrate, mentre il dataset completo è stato condiviso attraverso canali dedicati a giornalisti e ricercatori. Esporre quei dati significa raccontare le persone: chi c’è dentro, come si descrive, come si colloca nello spazio, cosa cerca, a quale oggetto storico dichiara appartenenza.
WhiteDate stava in una galassia di siti tematici: WhiteDate (dating), WhiteChild (famiglia, ancestry e donazioni di sperma/uova per suprematisti bianchi) e WhiteDeal (networking professionale per razzisti).
Ed è interessante, non per i nazisti e basta. Perché quello che Martha Root ha mostrato non è che “la sicurezza faceva schifo” e stop, ma che un’infrastruttura di matching è, di fatto, una macchina che rende operativi dati sensibili: identità, preferenze, reti, geografia, appartenenze. E quando quella macchina si rompe, il potere che di solito esercita in silenzio diventa visibile.
Il punto è che non servono confessioni esplicite. Bastano i data proxy: segnali indiretti che, incrociati, ti profilano. Se mangio kosher “divento” ebreo nei modelli; se segno tutte le moschee “divento” musulmano; se posto “Black Lives Matter” finisco letto in modo diverso anche da sistemi assicurativi. È profilazione per deduzione: il dato sensibile non lo dichiari, lo lasci emergere dai contorni.
Per questo le policy non sono una cintura di sicurezza: cambiano, si reinterpretano, si aggirano. Il design invece è la decisione politica incorporata nell’architettura: cosa si collega, cosa si correla, cosa si esporta. Se una correlazione è tecnicamente possibile, prima o poi qualcuno la farà. È lo stesso motivo per cui, quando guardo infrastrutture pubbliche, mi interessa l’architettura politica oltre a quella tecnica: lo SPID nasceva con un’idea più decentralizzata proprio per evitare correlazioni tra Stato, portali e autenticazioni. Poi si è cambiata impostazione.
E la parte più inquietante è che non serve nemmeno un WhiteDate. Noi ci autoprofiliamo ogni giorno: i social sono un flusso continuo di segnali, e i metadati in foto e video sono boe, a volte coordinate vicino casa, con ricadute anche su chi vive con noi. Zuboff lo chiama capitalismo della sorveglianza: una raccolta diffusa in cui non sai quante aziende ti prendono, come ti incrociano e in quali liste finisci. Okstupid.lol è la versione “con la luce accesa”: lo stesso principio reso pubblico. Di norma le liste sono invisibili: non meno reali, meno consultabili.
okstupid.lol è spettacolare. Ma il suo spettacolo è una dimostrazione tecnica di quanto sia facile classificare e aggregare quando l’infrastruttura lo permette. E questa facilità, storicamente, non resta neutra. In Ruanda nel 1994 lo sterminio dei Tutsi fu facilitato anche da carte d’identità che classificavano le persone in base all’etnia. Negli anni Quaranta, dati del censimento vennero usati per localizzare e supportare misure di sorveglianza e internamento di persone di ascendenza giapponese dopo Pearl Harbor.
La tecnologia è un apparato amministrativo e informazionale piegato agli scopi di chi la possiede e del contesto politico. E il contesto politico cambia più velocemente delle policy. Per quanto apprezzi Martha Root, non la leggo come uno show: è un promemoria. Il potere dominante queste capacità le ha già, senza Power Ranger, senza exploit, con procedure, contratti standard e con quella cosa che mi piace tanto ma che in certi casi è un problema: l’interoperabilità.
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Il Power Ranger Rosa che ha buttato giù il “Tinder dei nazisti”: i dati sono potereAl Chaos Communication Congress di Amburgo, un’hacker tedesca che si fa chiamare Martha Root si è presentata vestita da Power Ranger Rosa e ha cancellato in diretta tre siti suprematisti bianchi, tra cui WhiteDate, noto come “il Tinder dei suprematisti”
Al Chaos Communication Congress di Amburgo, un’hacker tedesca che si fa chiamare Martha Root si è presentata vestita da Power Ranger Rosa e ha cancellato in diretta tre siti suprematisti bianchi, tra cui WhiteDate, noto come “il Tinder dei suprematisti”.
https://twitter.com/i/status/2007183888377118750
Fichissimo, applausi. Eppure serve farsi delle domande.
Martha era dentro da mesi. Aveva messo in piedi profili fasulli di donne ariane gestiti da chatbot e racconta che quegli uomini si erano innamorati. Mentre gli utenti flirtavano con l’intelligenza artificiale, lei raccoglieva dati e informazioni, trasformando un ambiente pensato per far incontrare persone in un dispositivo che espone identità e reti. Dalle sue analisi è emerso che la piattaforma era gestita da una persona con legami con ambienti suprematisti bianchi. WhiteDate veniva venduto come sito di appuntamenti, ma gli utenti erano quasi tutti uomini: il punto non pare la ricerca di partner, ma la costruzione di un network suprematista travestito da Tinder per ariani.
I membri della cosiddetta razza superiore si sono fatti fregare lasciando il sito senza protezioni adeguate. Un’infrastruttura che classifica, aggrega e rende operativi dati sensibili produce una forma di soft power che, se progettata male, si ribalta in una falla boomerang. Il Power Ranger Rosa non si è fermata alla distruzione: ha reso consultabili su okstupid.lol informazioni filtrate, mentre il dataset completo è stato condiviso attraverso canali dedicati a giornalisti e ricercatori. Esporre quei dati significa raccontare le persone: chi c’è dentro, come si descrive, come si colloca nello spazio, cosa cerca, a quale oggetto storico dichiara appartenenza.
WhiteDate stava in una galassia di siti tematici: WhiteDate (dating), WhiteChild (famiglia, ancestry e donazioni di sperma/uova per suprematisti bianchi) e WhiteDeal (networking professionale per razzisti).
Ed è interessante, non per i nazisti e basta. Perché quello che Martha Root ha mostrato non è che “la sicurezza faceva schifo” e stop, ma che un’infrastruttura di matching è, di fatto, una macchina che rende operativi dati sensibili: identità, preferenze, reti, geografia, appartenenze. E quando quella macchina si rompe, il potere che di solito esercita in silenzio diventa visibile.
Il punto è che non servono confessioni esplicite. Bastano i data proxy: segnali indiretti che, incrociati, ti profilano. Se mangio kosher “divento” ebreo nei modelli; se segno tutte le moschee “divento” musulmano; se posto “Black Lives Matter” finisco letto in modo diverso anche da sistemi assicurativi. È profilazione per deduzione: il dato sensibile non lo dichiari, lo lasci emergere dai contorni.
Per questo le policy non sono una cintura di sicurezza: cambiano, si reinterpretano, si aggirano. Il design invece è la decisione politica incorporata nell’architettura: cosa si collega, cosa si correla, cosa si esporta. Se una correlazione è tecnicamente possibile, prima o poi qualcuno la farà. È lo stesso motivo per cui, quando guardo infrastrutture pubbliche, mi interessa l’architettura politica oltre a quella tecnica: lo SPID nasceva con un’idea più decentralizzata proprio per evitare correlazioni tra Stato, portali e autenticazioni. Poi si è cambiata impostazione.
E la parte più inquietante è che non serve nemmeno un WhiteDate. Noi ci autoprofiliamo ogni giorno: i social sono un flusso continuo di segnali, e i metadati in foto e video sono boe, a volte coordinate vicino casa, con ricadute anche su chi vive con noi. Zuboff lo chiama capitalismo della sorveglianza: una raccolta diffusa in cui non sai quante aziende ti prendono, come ti incrociano e in quali liste finisci. Okstupid.lol è la versione “con la luce accesa”: lo stesso principio reso pubblico. Di norma le liste sono invisibili: non meno reali, meno consultabili.
okstupid.lol è spettacolare. Ma il suo spettacolo è una dimostrazione tecnica di quanto sia facile classificare e aggregare quando l’infrastruttura lo permette. E questa facilità, storicamente, non resta neutra. In Ruanda nel 1994 lo sterminio dei Tutsi fu facilitato anche da carte d’identità che classificavano le persone in base all’etnia. Negli anni Quaranta, dati del censimento vennero usati per localizzare e supportare misure di sorveglianza e internamento di persone di ascendenza giapponese dopo Pearl Harbor.
La tecnologia è un apparato amministrativo e informazionale piegato agli scopi di chi la possiede e del contesto politico. E il contesto politico cambia più velocemente delle policy. Per quanto apprezzi Martha Root, non la leggo come uno show: è un promemoria. Il potere dominante queste capacità le ha già, senza Power Ranger, senza exploit, con procedure, contratti standard e con quella cosa che mi piace tanto ma che in certi casi è un problema: l’interoperabilità.
Per approfondire
- okstupid.lol – whitedate, leaked
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Il Power Ranger Rosa che ha buttato giù il “Tinder dei nazisti”: i dati sono potereAl Chaos Communication Congress di Amburgo, un’hacker tedesca che si fa chiamare Martha Root si è presentata vestita da Power Ranger Rosa e ha cancellato in diretta tre siti suprematisti bianchi, tra cui WhiteDate, noto come “il Tinder dei suprematisti”
Al Chaos Communication Congress di Amburgo, un’hacker tedesca che si fa chiamare Martha Root si è presentata vestita da Power Ranger Rosa e ha cancellato in diretta tre siti suprematisti bianchi, tra cui WhiteDate, noto come “il Tinder dei suprematisti”.
https://twitter.com/i/status/2007183888377118750
Fichissimo, applausi. Eppure serve farsi delle domande.
Martha era dentro da mesi. Aveva messo in piedi profili fasulli di donne ariane gestiti da chatbot e racconta che quegli uomini si erano innamorati. Mentre gli utenti flirtavano con l’intelligenza artificiale, lei raccoglieva dati e informazioni, trasformando un ambiente pensato per far incontrare persone in un dispositivo che espone identità e reti. Dalle sue analisi è emerso che la piattaforma era gestita da una persona con legami con ambienti suprematisti bianchi. WhiteDate veniva venduto come sito di appuntamenti, ma gli utenti erano quasi tutti uomini: il punto non pare la ricerca di partner, ma la costruzione di un network suprematista travestito da Tinder per ariani.
I membri della cosiddetta razza superiore si sono fatti fregare lasciando il sito senza protezioni adeguate. Un’infrastruttura che classifica, aggrega e rende operativi dati sensibili produce una forma di soft power che, se progettata male, si ribalta in una falla boomerang. Il Power Ranger Rosa non si è fermata alla distruzione: ha reso consultabili su okstupid.lol informazioni filtrate, mentre il dataset completo è stato condiviso attraverso canali dedicati a giornalisti e ricercatori. Esporre quei dati significa raccontare le persone: chi c’è dentro, come si descrive, come si colloca nello spazio, cosa cerca, a quale oggetto storico dichiara appartenenza.
WhiteDate stava in una galassia di siti tematici: WhiteDate (dating), WhiteChild (famiglia, ancestry e donazioni di sperma/uova per suprematisti bianchi) e WhiteDeal (networking professionale per razzisti).
Ed è interessante, non per i nazisti e basta. Perché quello che Martha Root ha mostrato non è che “la sicurezza faceva schifo” e stop, ma che un’infrastruttura di matching è, di fatto, una macchina che rende operativi dati sensibili: identità, preferenze, reti, geografia, appartenenze. E quando quella macchina si rompe, il potere che di solito esercita in silenzio diventa visibile.
Il punto è che non servono confessioni esplicite. Bastano i data proxy: segnali indiretti che, incrociati, ti profilano. Se mangio kosher “divento” ebreo nei modelli; se segno tutte le moschee “divento” musulmano; se posto “Black Lives Matter” finisco letto in modo diverso anche da sistemi assicurativi. È profilazione per deduzione: il dato sensibile non lo dichiari, lo lasci emergere dai contorni.
Per questo le policy non sono una cintura di sicurezza: cambiano, si reinterpretano, si aggirano. Il design invece è la decisione politica incorporata nell’architettura: cosa si collega, cosa si correla, cosa si esporta. Se una correlazione è tecnicamente possibile, prima o poi qualcuno la farà. È lo stesso motivo per cui, quando guardo infrastrutture pubbliche, mi interessa l’architettura politica oltre a quella tecnica: lo SPID nasceva con un’idea più decentralizzata proprio per evitare correlazioni tra Stato, portali e autenticazioni. Poi si è cambiata impostazione.
E la parte più inquietante è che non serve nemmeno un WhiteDate. Noi ci autoprofiliamo ogni giorno: i social sono un flusso continuo di segnali, e i metadati in foto e video sono boe, a volte coordinate vicino casa, con ricadute anche su chi vive con noi. Zuboff lo chiama capitalismo della sorveglianza: una raccolta diffusa in cui non sai quante aziende ti prendono, come ti incrociano e in quali liste finisci. Okstupid.lol è la versione “con la luce accesa”: lo stesso principio reso pubblico. Di norma le liste sono invisibili: non meno reali, meno consultabili.
okstupid.lol è spettacolare. Ma il suo spettacolo è una dimostrazione tecnica di quanto sia facile classificare e aggregare quando l’infrastruttura lo permette. E questa facilità, storicamente, non resta neutra. In Ruanda nel 1994 lo sterminio dei Tutsi fu facilitato anche da carte d’identità che classificavano le persone in base all’etnia. Negli anni Quaranta, dati del censimento vennero usati per localizzare e supportare misure di sorveglianza e internamento di persone di ascendenza giapponese dopo Pearl Harbor.
La tecnologia è un apparato amministrativo e informazionale piegato agli scopi di chi la possiede e del contesto politico. E il contesto politico cambia più velocemente delle policy. Per quanto apprezzi Martha Root, non la leggo come uno show: è un promemoria. Il potere dominante queste capacità le ha già, senza Power Ranger, senza exploit, con procedure, contratti standard e con quella cosa che mi piace tanto ma che in certi casi è un problema: l’interoperabilità.
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Il Power Ranger Rosa che ha buttato giù il “Tinder dei nazisti”: i dati sono potereAl Chaos Communication Congress di Amburgo, un’hacker tedesca che si fa chiamare Martha Root si è presentata vestita da Power Ranger Rosa e ha cancellato in diretta tre siti suprematisti bianchi, tra cui WhiteDate, noto come “il Tinder dei suprematisti”
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I membri della cosiddetta razza superiore si sono fatti fregare lasciando il sito senza protezioni adeguate. Un’infrastruttura che classifica, aggrega e rende operativi dati sensibili produce una forma di soft power che, se progettata male, si ribalta in una falla boomerang. Il Power Ranger Rosa non si è fermata alla distruzione: ha reso consultabili su okstupid.lol informazioni filtrate, mentre il dataset completo è stato condiviso attraverso canali dedicati a giornalisti e ricercatori. Esporre quei dati significa raccontare le persone: chi c’è dentro, come si descrive, come si colloca nello spazio, cosa cerca, a quale oggetto storico dichiara appartenenza.
WhiteDate stava in una galassia di siti tematici: WhiteDate (dating), WhiteChild (famiglia, ancestry e donazioni di sperma/uova per suprematisti bianchi) e WhiteDeal (networking professionale per razzisti).
Ed è interessante, non per i nazisti e basta. Perché quello che Martha Root ha mostrato non è che “la sicurezza faceva schifo” e stop, ma che un’infrastruttura di matching è, di fatto, una macchina che rende operativi dati sensibili: identità, preferenze, reti, geografia, appartenenze. E quando quella macchina si rompe, il potere che di solito esercita in silenzio diventa visibile.
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okstupid.lol è spettacolare. Ma il suo spettacolo è una dimostrazione tecnica di quanto sia facile classificare e aggregare quando l’infrastruttura lo permette. E questa facilità, storicamente, non resta neutra. In Ruanda nel 1994 lo sterminio dei Tutsi fu facilitato anche da carte d’identità che classificavano le persone in base all’etnia. Negli anni Quaranta, dati del censimento vennero usati per localizzare e supportare misure di sorveglianza e internamento di persone di ascendenza giapponese dopo Pearl Harbor.
La tecnologia è un apparato amministrativo e informazionale piegato agli scopi di chi la possiede e del contesto politico. E il contesto politico cambia più velocemente delle policy. Per quanto apprezzi Martha Root, non la leggo come uno show: è un promemoria. Il potere dominante queste capacità le ha già, senza Power Ranger, senza exploit, con procedure, contratti standard e con quella cosa che mi piace tanto ma che in certi casi è un problema: l’interoperabilità.
Per approfondire
- okstupid.lol – whitedate, leaked
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IL PAESE DELLA “CINTURA DELLA RUGGINE” E DELLE STRADE DISTRUTTE https://poterealpopolo.org/politiche-stati-uniti/ #Tricontinental:InstituteforSocialResearch #AssembleaInternazionaledeiPopoli(AIP) #NewsletterTricontinental #elezionipresidenziali #StatiUniti #Estero #debito #crisi #Trump #News
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Pokrovsk fa parte nel #Donbass di una cintura fortificata di 50 chilometri che unisce le città di #Sloviansk, #Kramatorsk, #Druzhkivka e #Kostiantynivka. Quest’area rappresenta una zona fortificata unificata di oltre 170 chilometri quadrati, equipaggiata con scorte strategiche di #armi, #munizioni e #rifornimenti.
Formiche #Ucraina -
Pokrovsk fa parte nel #Donbass di una cintura fortificata di 50 chilometri che unisce le città di #Sloviansk, #Kramatorsk, #Druzhkivka e #Kostiantynivka. Quest’area rappresenta una zona fortificata unificata di oltre 170 chilometri quadrati, equipaggiata con scorte strategiche di #armi, #munizioni e #rifornimenti.
Formiche #Ucraina -
Pokrovsk fa parte nel #Donbass di una cintura fortificata di 50 chilometri che unisce le città di #Sloviansk, #Kramatorsk, #Druzhkivka e #Kostiantynivka. Quest’area rappresenta una zona fortificata unificata di oltre 170 chilometri quadrati, equipaggiata con scorte strategiche di #armi, #munizioni e #rifornimenti.
Formiche #Ucraina -
Pokrovsk fa parte nel #Donbass di una cintura fortificata di 50 chilometri che unisce le città di #Sloviansk, #Kramatorsk, #Druzhkivka e #Kostiantynivka. Quest’area rappresenta una zona fortificata unificata di oltre 170 chilometri quadrati, equipaggiata con scorte strategiche di #armi, #munizioni e #rifornimenti.
Formiche #Ucraina -
Pokrovsk fa parte nel #Donbass di una cintura fortificata di 50 chilometri che unisce le città di #Sloviansk, #Kramatorsk, #Druzhkivka e #Kostiantynivka. Quest’area rappresenta una zona fortificata unificata di oltre 170 chilometri quadrati, equipaggiata con scorte strategiche di #armi, #munizioni e #rifornimenti.
Formiche #Ucraina -
Cu ce țări va concura 🇷🇴#România la 🎼#Eurovision în a doua semifinală după tragerea la sorți.
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🚗 La via de cintura per davall terra?
El Consell ha aprovat començar a estudiar-ho. Veurem...
Ho expliquen a l'#ARABalears:
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Eastern Banded Tulip (Cinctura hunteria) Eggs
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🔍 La cintura trasversale di Apple per iPhone inizialmente criticata, in realtà risponde a un bisogno reale
👗 La moda femminile ha eliminato le tasche dagli anni ‘40, costringendo all’uso di borse
📱 Ora lo smartphone sostituisce portafogli, specchi e chiavi, ma serve un modo per tenerlo a portata di mano -
Empiezan a meter en cintura a los bares de Playa Tamarindo que provocan contaminación sónica
Guanacaste, 20 ene (elmundo.cr) – El Ministerio de Salud empezó a meter en cintura a los bares de Playa Tamarindo de Santa Cruz, Guanacaste, que funcionan sobrepasando los límites máximos de contaminación sónica de acuerdo con las normas establecidas por esa misma entidad. Dur [...]
#BaresDePlayaTamarindo #ContaminaciónSónica #CostaRica #Guanacaste #MinisterioDeSalud #Tamarindo
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16enne senza #vita con #cintura al #collo, indagano i #Carabinieri
https://www.larampa.news/2024/03/16enne-senza-vita-cintura-collo-indagano-carabinieri/
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(Imagen) Expríncipe Andrés tomando de la cintura a Meghan Markle: #Falso | vía #FastCheckCL
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Virginia Fonseca posa com biquíni de cintura alta em Trancoso e depois troca para evitar marquinha: A influenciadora posou com modelo alto nas redes sociais e depois explicou substituição por tipo menor https://gshow.globo.com/cultura-pop/famosos/noticia/virginia-fonseca-abre-album-de-fotos-em-trancoso.ghtml #VirginiaFonseca #Biquíni
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#RobertoBenigni - Benigni al volante senza cintura e col cellulare in mano: gli avvertimenti dei cittadini sono caduti nel vuoto. La sicurezza prima di tutto, basta rischiare.
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🔥 La evolución del corset: de la cintura de avispa a la silueta libre 💃
El corset no solo ha sido una prenda icónica en la historia de la moda, sino también un espejo de los ideales de belleza de cada época. En este post, vamos a ver cómo ha cambiado esta pieza desde 1862 hasta 1926. ¡Spoiler! No siempre se trató de apretar hasta no poder respirar 😅
👑 1862: el corset clásico y estructurado de Odette O’Hearn
🎯 Objetivo: cintura de avispa + busto elevado
El corset de 1862 es el más rígido de todos. Diseñado para crear la famosa silueta de reloj de arena ⏳, moldeaba el cuerpo con fuerza y precisión. Odette O’Hearn lo lucía con porte regio, pero seguro que no era lo más cómodo del mundo.
👉 Este tipo de corset es lo que muchos imaginamos cuando pensamos en la moda victoriana: dramático, elegante y MUY ajustado.
💁♀️ 1900: el corset en forma de «S» de Eleanor Kessel
🌊 Silueta curva pero con un twist moderno (para su época)
A finales del siglo XIX, el estilo empezó a cambiar. El corset que llevaba Eleanor Kessel proyectaba el busto hacia adelante y las caderas hacia atrás, formando una silueta en “S”. ¿Más cómodo? Un poquito. ¿Igual de restrictivo? Bastante 😬
Este modelo daba una postura más erguida y elegante, pero sin renunciar a esa obsesión por la forma perfecta.
✨ 1926: el corset ligero y moderno de Andolga Dean
🙌 Adiós a las curvas exageradas, hola figura recta
Ya en los años 20, todo cambió. El corset se volvió más suave y menos estructurado, como el que usaba Andolga Dean. El objetivo ya no era marcar curvas, sino disminuirlas. La figura ideal ahora era más recta, estilizada y juvenil.
Este corset fue clave en la liberación del cuerpo femenino dentro del mundo de la moda 🎉
💬 ¿Y tú, con cuál te quedas?
¿Team 1862 por el dramatismo y el glamour? 👑
¿Team 1926 por la elegancia relajada? ✨
¿O prefieres el equilibrio del 1900? ⚖️¡Déjame tu opinión en los comentarios! 🖤👇
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Un gesto tan simple como un saludo implica a toda la cintura escapular de un lado, pues el húmero no puede levantarse hasta arriba por sí solo sin dislocarse. Hace falta que la clavícula pivote en el esternón y la escápula se deslice, basculando para ganar amplitud. #huesos #bones #esqueleto #skeleton
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@Nick44 @scuola @ambiente
@eli_ga
@filippodb Sono completamente d'accordo con @rivoluzioneurbanamobilita Visto da qui (cintura milanese) non son certo #ciclisti e #cicliste che mancano, ma infrastrutture sicure e politiche sulla #MobilitàSostenibile. Qualche buona pratica c'è anche in Italia, per esempio la #Bicipolitana di #Pesaro, che non è però nata in un giorno: http://www.comune.pesaro.pu.it/viabilitaemobilita/citta-della-bicicletta/bicipolitana/la-storia/ #bici #Bicicletta 🚴♂️ 🚴♀️ https://framapiaf.org/web/@nilocram/108854201166989359 -
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