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#julia-ducournau — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #julia-ducournau, aggregated by home.social.

fetched live
  1. I saw some old and new French films. One of them features people turning into statues, another has some crooked cops, and on the third people go boating. One of the films features a load of cats.
    #Dossier137 #Alpha #LAtalante #JeanVigo #JuliaDucournau

    secretpandablog.wordpress.com/

  2. Just a head’s up: This month’s #LaEsoterica features A LOT of incredibly unsettling and disturbing vibes and imagery. If this isn’t for you I can recommend these interviews with French, Feminist body-horror auteurs Julia Ducournau (youtu.be/a7O2JkcAStE?si=JzHymh) and Coralie Fargeat (youtu.be/XFEjksw2zkM?si=zOL6mS)
    #LaEsoterica #JuliaDucournau #CoralieFargeat #horror

  3. 𝑺eance 𝑫e 𝑴inuit 𝑫u 𝑽endredi 𝑺oir

    𝐆𝐫𝐚𝐯𝐞
    Film Franco-Belge, écrit et réalisé par Julia Ducournau en 2016
    Avec Garance Marillier , Ella Rumpf et Rabah Nait Oufella

    *Première œuvre de Julia Ducournau donne un bon petit coup de fouet à un cinéma de genre , une vraie réussite !

    #Grave #JuliaDucournau #GaranceMarillier #EllaRumpf Rabah NaitOufella #cinegenres @Cinegenres #vidéothèqueidéale #cinema
    #culte #classic #horror

    𝐄n 𝐒avoir 𝐏lus:
    cinegenres.com/film-du-jour/

  4. Recensione “Alpha”: Tra Venti Rossi e Vene di Pietra

    Nel bellissimo Titane, film precedente di Julia Ducournau, Vincet Lindon insegnava alla protagonista del film come fare un massaggio cardiaco canticchiando Macarena. Qui a fare i massaggi cardiaci c’è invece la splendida dottoressa Golshifteh Farahani, già musa di Ridley Scott, Asghar Farhadi e Jim Jarmusch, tra gli altri. Forse tutto Alpha è un lungo massaggio cardiaco alle emozioni dello spettatore, continuamente messo alla prova dagli sbalzi ermetici di un film molto bello, che come il precedente farà discutere, dividerà, ma che innegabilmente è in grado di scavare nel profondo grazie anche a tre interpretazioni pazzesche (Tahar Rahim diventa sempre più bravo a ogni film).

    La giovane Alpha un giorno torna a casa con la lettera A incisa sul braccio, una ragazzata che getta sua madre, dottoressa single, nel panico: in giro infatti c’è un virus ematico che pietrifica le persone, rendendole simile a statue di marmo (lo stesso virus contratto anni prima dal fratello della dottoressa). Per sapere se la ragazza è stata contagiata servono però due settimane: un attesa snervante per una 13enne che deve vivere ogni giorno in una classe di coetanei che, adesso, cercano di evitarla in ogni modo.

    Il mondo del film, senza cellulari, senza internet e tecnologie simili, somiglia in maniera inquietante agli anni 80 in cui siamo cresciuti anche noi, con il terrore dell’AIDS che rendeva spaventosa ogni passeggiata per strada (“guarda sempre a terra, attento a non calpestare siringhe”, ci dicevano gli adulti). Il riferimento all’HIV non è neanche tanto nascosto, in questa allegoria che abbellisce esteticamente la malattia, ma che al tempo stesso ci mostra quanto sia spietata e pericolosa. La chiave di tutto forse è in una poesia di Edgar Allan Poe, Un sogno dentro un sogno, che viene spiegata a lezione di inglese nella classe di Alpha, dove il poeta racconta cosa significa perdersi durante il cammino dell’esistenza, quando la disperazione prende il sopravvento e non si riesce più a distinguere cosa sia reale e cosa sia, per l’appunto, un’illusione. Alpha, infatti, è un film sulle difficoltà di essere adolescenti, su quanto sia difficile essere madre di una ragazza in crisi e sorella di un uomo disperato, sopraffatto dalla tossicodipendenza, ma soprattutto, come dicevo, è un lungo massaggio cardiaco: c’è un costante bisogno di aggrapparsi alla vita, di curare, di salvare, di salvarsi.

    Dopo la Palma d’Oro con Titane, la regista francese realizza forse il suo film più bello, sicuramente il più cupo e disperato, dove le montagne russe tra la corsia di un ospedale (dove c’è spazio anche per l’ottimo francese dell’infermiera Emma Mackey!) e la casa-ambulatorio delle protagoniste altro non sono se non quella stessa spiaggia dorata dove il poeta di cui sopra soffriva della sua incapacità di trattenere la sabbia nella mano: tutti cerchiamo qualcosa di solido a cui aggrapparci, ma ciò che cerchiamo si trova sempre di fronte a un cambiamento perpetuo, inarrestabile, forse davanti a una realtà effimera, che soffia come il maledetto vento rosso delle maledizioni berbere.

    #alpha #Cinema #cosaVedere #daVedere #diCheParla #film #juliaDucournau #locandina #poesia #recensione #significato #spiegazione #unSognoDentroUnSogno #ventoRosso #virus

  5. Quatre ans après sa Palme d’or pour Titane, la Française revisite, avec Alpha, la psychose des « années sida ». Mais son scénario empoté torpille toute l’entreprise.#cinéma #festivaldecannes #juliaducournau
    Cannes 2025 : pourquoi on n'a pas aimé « Alpha », le dernier film de Julia Ducournau, palme d'or 2021
  6. #Titane, the 2021 #Cannes #PalmDOr winning #film #DirectedBy #JuliaDucournau is a #movie I just watched.

    I have no idea why it was so highly lauded, though it had great potential and some very interesting moments throughout.

    However, none of it worked as a connected story for me.

    Overall, it felt like a patchwork of ideas and themes, none fully explored, and could have easily been two or three different movies or segments: A #BodyHorror / #SerialKiller / #GenderIdentiy #anthology, maybe.