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#asemics — Public Fediverse posts

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  1. da oggi, 27 marzo, a lecce: “paesaggi asemici”, mostra di enzo patti e giuseppe calandriello

    cliccare per ingrandire

    Paesaggi Asemici

    Oggi, 27 marzo, alle ore 19:00, si inaugura la mostra “Paesaggi Asemici” presso la Galleria ARTPOETRY, via G. Candido 3, Lecce. L’esposizione mette a confronto le visioni artistiche di Giuseppe Calandriello ed Enzo Patti, esplorando una dimensione estetica in cui il segno abbandona la funzione di parola per farsi paesaggio.

    Le opere, analizzando il concetto di “scrittura asemica”, non come assenza di significato ma come libertà assoluta dal vincolo del messaggio imposto, indagano come il segno possa farsi territorio e memoria. La mostra propone una riflessione sulla “semantica aperta”: l’asemico non è qui inteso come mera illeggibilità, ma come una forma di libertà interpretativa che risponde alla crisi del racconto contemporaneo. In un’epoca in cui la parola rischia di diventare imposizione, il segno si trasforma in un rifugio visivo e in una nuova possibilità di sguardo.

    Con un intervento di Francesco Aprile.

    Enzo Patti
    Patti si muove nel solco della “figurazione asemica”, fondendo disegno e grafia in un unico corpo. Utilizzando prospettive a volo d’uccello, l’artista spalanca l’orizzonte su vedute urbane e strade popolate da segni primordiali e silhouette umane che richiamano gli ideogrammi dell’Antico Egitto. Le sue opere appaiono come “archivi di immagini” o mappe di civiltà sospese tra passato e futuro, offrendo uno spazio ospitale per la libera immaginazione del visitatore.

    Giuseppe Calandriello
    Le tele di Calandriello sono caratterizzate da un intreccio vibrante di segni neri e rossi che, aprendosi a infinite interpretazioni suggestive, evocano il ritmo di diari privati o scritture antiche. Attraverso linee di forza geometriche che tentano invano di arginare il caos dei segni, l’artista rappresenta visivamente il controllo e l’iper-semantizzazione della società moderna. Il suo è un paesaggio interiore fatto di silenzi, dove l’osservatore è invitato a cogliere la traccia minima della poesia piuttosto che a decodificare un messaggio.

    Informazioni

    • Titolo: Paesaggi Asemici
    • Artisti: Giuseppe Calandriello, Enzo Patti
    • Sede: Galleria ARTPOETRY, via G. Candido 3, Lecce
    • Inaugurazione: 27 marzo, ore 19:00
    • Contatti: 329 6249713
    • La mostra è visitabile tutti i giorni dal 27 marzo al 30 aprile 2026
    #asemic #asemicWriting #asemics #EnzoPatti #FrancescoAprile #GalleriaArtpoetry #GiuseppeCalandriello #inaugurazione #mostra #paesaggiAsemici #scritturaAsemica
  2. da oggi, 27 marzo, a lecce: “paesaggi asemici”, mostra di enzo patti e giuseppe calandriello

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    Paesaggi Asemici

    Oggi, 27 marzo, alle ore 19:00, si inaugura la mostra “Paesaggi Asemici” presso la Galleria ARTPOETRY, via G. Candido 3, Lecce. L’esposizione mette a confronto le visioni artistiche di Giuseppe Calandriello ed Enzo Patti, esplorando una dimensione estetica in cui il segno abbandona la funzione di parola per farsi paesaggio.

    Le opere, analizzando il concetto di “scrittura asemica”, non come assenza di significato ma come libertà assoluta dal vincolo del messaggio imposto, indagano come il segno possa farsi territorio e memoria. La mostra propone una riflessione sulla “semantica aperta”: l’asemico non è qui inteso come mera illeggibilità, ma come una forma di libertà interpretativa che risponde alla crisi del racconto contemporaneo. In un’epoca in cui la parola rischia di diventare imposizione, il segno si trasforma in un rifugio visivo e in una nuova possibilità di sguardo.

    Con un intervento di Francesco Aprile.

    Enzo Patti
    Patti si muove nel solco della “figurazione asemica”, fondendo disegno e grafia in un unico corpo. Utilizzando prospettive a volo d’uccello, l’artista spalanca l’orizzonte su vedute urbane e strade popolate da segni primordiali e silhouette umane che richiamano gli ideogrammi dell’Antico Egitto. Le sue opere appaiono come “archivi di immagini” o mappe di civiltà sospese tra passato e futuro, offrendo uno spazio ospitale per la libera immaginazione del visitatore.

    Giuseppe Calandriello
    Le tele di Calandriello sono caratterizzate da un intreccio vibrante di segni neri e rossi che, aprendosi a infinite interpretazioni suggestive, evocano il ritmo di diari privati o scritture antiche. Attraverso linee di forza geometriche che tentano invano di arginare il caos dei segni, l’artista rappresenta visivamente il controllo e l’iper-semantizzazione della società moderna. Il suo è un paesaggio interiore fatto di silenzi, dove l’osservatore è invitato a cogliere la traccia minima della poesia piuttosto che a decodificare un messaggio.

    Informazioni

    • Titolo: Paesaggi Asemici
    • Artisti: Giuseppe Calandriello, Enzo Patti
    • Sede: Galleria ARTPOETRY, via G. Candido 3, Lecce
    • Inaugurazione: 27 marzo, ore 19:00
    • Contatti: 329 6249713
    • La mostra è visitabile tutti i giorni dal 27 marzo al 30 aprile 2026
    #asemic #asemicWriting #asemics #EnzoPatti #FrancescoAprile #GalleriaArtpoetry #GiuseppeCalandriello #inaugurazione #mostra #paesaggiAsemici #scritturaAsemica
  3. differx a palazzo collicola

    la mostra a cura di Gianni e Giuseppe Garrera:
    https://slowforward.net/2026/02/18/21feb2026-palazzo-collicola-vita-minore/

    alcune cose asemiche di differx esposte:

    foto di Andrea Balietti

    «Gli aspetti più autentici e inediti sollecitati dalla mostra riguardano: il trasferimento della verità e della salvezza del mondo dagli uomini agli animali; la negazione della possibilità di ogni virtù dell’economia, compreso il sistema della beneficenza (ogni gesto economico non apparterrà mai alla carità, deve solo appartenere alla giustizia); la disistima della cultura e del linguaggio umano; la rinnegazione totale del padre, della famiglia e di ogni eredità; la condanna totale di tutta la Storia»

    𝙑𝙞𝙩𝙖 𝙢𝙞𝙣𝙤𝙧𝙚
    San Francesco e la santità
    dell’arte contemporanea
    https://www.instagram.com/p/DVbfE53iOaX/?img_index=10

    *

    foto di Eric Toccaceli

    foto di Eric Toccaceli

     

     

     

    #AndreaBalietti #art #arte #arteContemporanea #asemic #asemicWriting #asemics #collettiva #CollezioneGarrera #CollezioneGiuseppeGarrera #condannaTotaleDiTuttaLaStoria #contemporaryArt #differx #EricToccaceli #materialiAsemici #materialiAsemiciDiDifferx #materialiVerbovisivi #mostra #mostraCollettiva #PalazzoCollicola #scritturaAsemica #scrittureAnomale #scrittureAsemiche #scrittureEretiche #scrittureEslege #Spoleto
  4. differx a palazzo collicola

    la mostra a cura di Gianni e Giuseppe Garrera:
    https://slowforward.net/2026/02/18/21feb2026-palazzo-collicola-vita-minore/

    alcune cose asemiche di differx esposte:

    foto di Andrea Balietti

    «Gli aspetti più autentici e inediti sollecitati dalla mostra riguardano: il trasferimento della verità e della salvezza del mondo dagli uomini agli animali; la negazione della possibilità di ogni virtù dell’economia, compreso il sistema della beneficenza (ogni gesto economico non apparterrà mai alla carità, deve solo appartenere alla giustizia); la disistima della cultura e del linguaggio umano; la rinnegazione totale del padre, della famiglia e di ogni eredità; la condanna totale di tutta la Storia»

    𝙑𝙞𝙩𝙖 𝙢𝙞𝙣𝙤𝙧𝙚
    San Francesco e la santità
    dell’arte contemporanea
    https://www.instagram.com/p/DVbfE53iOaX/?img_index=10

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    foto di Eric Toccaceli

    foto di Eric Toccaceli

     

     

     

    #AndreaBalietti #art #arte #arteContemporanea #asemic #asemicWriting #asemics #collettiva #CollezioneGarrera #CollezioneGiuseppeGarrera #condannaTotaleDiTuttaLaStoria #contemporaryArt #differx #EricToccaceli #materialiAsemici #materialiAsemiciDiDifferx #materialiVerbovisivi #mostra #mostraCollettiva #PalazzoCollicola #scritturaAsemica #scrittureAnomale #scrittureAsemiche #scrittureEretiche #scrittureEslege #Spoleto
  5. il 2025 di gammm

    – aavvtreehouse recordings (NYC): before language after music. 2024 [10-07-2025]

    – laurie andersonsongs for lines/songs for waves (full performance). 1977 [11-04-2025 .en]

    – rosaire appelnews. 2025 [14-08-2025]

    – lorenzo basile baldassarreworld’s finest. 2025 [25-03-2025]

    – mel bochner. translation. 1971 [07-04-2025 .en]

    – mel bochnermisunderstandings (a theory of photography). 1970 [08-05-2025 .en]

    – sandra brancasuture #42. 2025 [22-09-2025]

    – alessandro broggi. [r] _ teoria dei gruppi (fiction). 2014 [03-01-2025 .it]

    – alessandro broggireading a ricercabo. 2011 [18-05-2025 .it]

    – william burroughssome works @ the october gallery. 2025 [28-03-2025]

    – ulises carriónmargins. 1972 [22-05-2025]

    – paul chantriosophia. 2015 [11-01-2025]

    – corrado costafilmguida. (1987) [01.07-2025 .it]

    – margherita dastridue “carte parlanti”. 2025 [06-10-2025]

    – margherita dastricorpo del testo (serie 0). 2025 [17-11-2025]

    – mario diaconohypercalipsis. 1973 [17-07-2025]

    – marco giovenale, michele zaffaranoadesso essendo. 2025 [23-01-2025 .it]

    – gianluca codeghinithere’s nothing better than producing sounds. 2011 [04-01-2025]

    – mario diaconohypercalipsis. 1973 [17-07-2025]

    – federico federicifour works. 2025 [18-09-2025]

    – marco giovenaleasticella. 2025 [31-12-2025 .it]

    – groupemobile _ riss(e)_ 13 09 2015 [06-01-2025]

    – giuliano guattadirittura. 2013. testo di alessandro broggi [03-01-2025 .it]

    – ken jacobscapitalism: child labor. 2006 [06-12-2025]

    – jim leftwichsans merci. 2015 [23-02-2025]

    – antonio loretocoffee-table rec. 2012 [03-01-2025 .it]

    – serse luigettiletter. 2024 [14-01-2025]

    – serse luigetti1000003663, 1000003688. 2025 [27-08-2025]

    – david lynch. [r] _ what is david working on today?. 2020 [16-01-2025 .en]

    – samuele maffeila provola del 9 (con la partecipazione speciale di: agatha christie). 2025 [23-12-2025 .it]

    – walter marchettiobservation of the movements of a fly on a window pane from 7 in the morning to 8 at night on a lovely day in may. 1967 [20-01-2025]

    – giulio marzaioliprosa. 1979 [29 giu. 2025 .it]

    – marco mazzivoice sculptures 01. 2025 [23-07-2025 .it]

    – molasses industriesthe sound of frying electronics. 2020 [04-03-2025]

    – edoardo montaccini, matteo morea, beatrice zito. ebook: il poeta è un delinquente. 2022-25 [10-11-2025 .it]

    – andrea raosi cani dello chott el-jerid. 2010 [30-06-2025 .it]

    – robert rauschenbergtalisman. 1958 [05-01-2025]

    – delphine reistaverse. 2007 [10-03-2025]

    – dieter rotidiotgram. 1966 [15-08-2025]

    – may swensonit rains. 1970 [14-04-2025 .en]

    – antonio syxtywhite walls. 1975-2017-2025 [01-04-2025 .it .en]

    – miron teephotoasemia. 2025 [08-09-2025]

    – miron teephotoasemia. 2025 [03-11-2025]

    – ben vautierle fil qui retient la terre au ballon. 1969 [11-02-2025]

    – emilio villa (con magdalo mussio). catalogo della collana “lapsus”. (1971) [03-07.2025 .it]

    – lawrence weinerbits & pieces put together to present a semblance of a whole. 1991 [17-04-2025 .en]

    – john wood, paul harrisonone more kilometre. 2009 [09-01-2025]

    – luca zaninia perdita di tempo. 2024 [07-07-2024 .it]

    :

    altro:

    – “linea sud”, n. 0, maggio 1963 [04-08-2025 .it]

    #2025 #42 #AlessandroBroggi #AndreaRaos #asemic #asemicWriting #asemics #gammm #index #indice #link #MarcoGiovenale #MariangelaGuatteri #materialiVerbovisivi #MicheleZaffarano #ricercaLetteraria #scritturaAsemica #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

  6. il 2025 di gammm

    – aavvtreehouse recordings (NYC): before language after music. 2024 [10-07-2025]

    – laurie andersonsongs for lines/songs for waves (full performance). 1977 [11-04-2025 .en]

    – rosaire appelnews. 2025 [14-08-2025]

    – lorenzo basile baldassarreworld’s finest. 2025 [25-03-2025]

    – mel bochner. translation. 1971 [07-04-2025 .en]

    – mel bochnermisunderstandings (a theory of photography). 1970 [08-05-2025 .en]

    – sandra brancasuture #42. 2025 [22-09-2025]

    – alessandro broggi. [r] _ teoria dei gruppi (fiction). 2014 [03-01-2025 .it]

    – alessandro broggireading a ricercabo. 2011 [18-05-2025 .it]

    – william burroughssome works @ the october gallery. 2025 [28-03-2025]

    – ulises carriónmargins. 1972 [22-05-2025]

    – paul chantriosophia. 2015 [11-01-2025]

    – corrado costafilmguida. (1987) [01.07-2025 .it]

    – margherita dastridue “carte parlanti”. 2025 [06-10-2025]

    – margherita dastricorpo del testo (serie 0). 2025 [17-11-2025]

    – mario diaconohypercalipsis. 1973 [17-07-2025]

    – marco giovenale, michele zaffaranoadesso essendo. 2025 [23-01-2025 .it]

    – gianluca codeghinithere’s nothing better than producing sounds. 2011 [04-01-2025]

    – mario diaconohypercalipsis. 1973 [17-07-2025]

    – federico federicifour works. 2025 [18-09-2025]

    – marco giovenaleasticella. 2025 [31-12-2025 .it]

    – groupemobile _ riss(e)_ 13 09 2015 [06-01-2025]

    – giuliano guattadirittura. 2013. testo di alessandro broggi [03-01-2025 .it]

    – ken jacobscapitalism: child labor. 2006 [06-12-2025]

    – jim leftwichsans merci. 2015 [23-02-2025]

    – antonio loretocoffee-table rec. 2012 [03-01-2025 .it]

    – serse luigettiletter. 2024 [14-01-2025]

    – serse luigetti1000003663, 1000003688. 2025 [27-08-2025]

    – david lynch. [r] _ what is david working on today?. 2020 [16-01-2025 .en]

    – samuele maffeila provola del 9 (con la partecipazione speciale di: agatha christie). 2025 [23-12-2025 .it]

    – walter marchettiobservation of the movements of a fly on a window pane from 7 in the morning to 8 at night on a lovely day in may. 1967 [20-01-2025]

    – giulio marzaioliprosa. 1979 [29 giu. 2025 .it]

    – marco mazzivoice sculptures 01. 2025 [23-07-2025 .it]

    – molasses industriesthe sound of frying electronics. 2020 [04-03-2025]

    – edoardo montaccini, matteo morea, beatrice zito. ebook: il poeta è un delinquente. 2022-25 [10-11-2025 .it]

    – andrea raosi cani dello chott el-jerid. 2010 [30-06-2025 .it]

    – robert rauschenbergtalisman. 1958 [05-01-2025]

    – delphine reistaverse. 2007 [10-03-2025]

    – dieter rotidiotgram. 1966 [15-08-2025]

    – may swensonit rains. 1970 [14-04-2025 .en]

    – antonio syxtywhite walls. 1975-2017-2025 [01-04-2025 .it .en]

    – miron teephotoasemia. 2025 [08-09-2025]

    – miron teephotoasemia. 2025 [03-11-2025]

    – ben vautierle fil qui retient la terre au ballon. 1969 [11-02-2025]

    – emilio villa (con magdalo mussio). catalogo della collana “lapsus”. (1971) [03-07.2025 .it]

    – lawrence weinerbits & pieces put together to present a semblance of a whole. 1991 [17-04-2025 .en]

    – john wood, paul harrisonone more kilometre. 2009 [09-01-2025]

    – luca zaninia perdita di tempo. 2024 [07-07-2024 .it]

    :

    altro:

    – “linea sud”, n. 0, maggio 1963 [04-08-2025 .it]

    #2025 #42 #AlessandroBroggi #AndreaRaos #asemic #asemicWriting #asemics #gammm #index #indice #link #MarcoGiovenale #MariangelaGuatteri #materialiVerbovisivi #MicheleZaffarano #ricercaLetteraria #scritturaAsemica #scritturaDiRicerca #scrittureDiRicerca

  7. Check out my new post: “Dishwashing Tricks (or How I Make Art When I Don’t Feel Like It! Also: making accordion-fold artist books. substack.com/home/post/p-18273
    #art #artistbooks #asemics #monterey

  8. ricominciamenti / luigi di cicco. 2025

    Ricominciamenti
    (estratto da “Sul ciglio del significato”)

    L’horror vacui, secondo la suggestione mitica ricordata da Gillo Dorfles, aveva forse spinto i primi abitanti della terra a segnare sulle superfici. Ma com’erano questi segni?

    “Sono stati rinvenuti grafismi ritmati risalenti al Musteriano, vale a dire a trentamila anni avanti Cristo, quindi a un’epoca ben precedente alle prime scritture”, afferma Roland Barthes. “Questi grafismi ritmati probabilmente non erano semantici. Erano pregrafismi, in un certo senso erano tutto ciò che approssimativamente chiamiamo astrazione, che era già presente prima ancora che apparissero la figurazione e la scrittura. Pertanto, in un’unica area di pratica corporea, la pittura e la scrittura avrebbero avuto inizio con lo stesso gesto non figurativo e non semantico, semplicemente ritmico”. Barthes parla di “scrizione” e, con un neologismo, di “pinzione” per riferirsi al puro gesto scrittorio e al puro gesto pittorico. Secondo il francese, bisogna superare i due “miti scientifici”: il mito trascrizionista (la scrittura si limita a seguire la parola, a copiarla) e il mito funzionalista (la scrittura è nata al solo scopo di comunicare). “La verità nascosta della scrittura è la sua verità gestuale, la sua verità corporea”.

    Il desiderio di tornare agli inizi, a una scrittura presemantica, preverbale, è riscontrabile nel pensiero e nell’opera di molti autori asemici. Irma Blank rivendica la sua volontà di tornare “al segno primordiale, indifferenziato, che precede la parola. È un ricominciamento, un portare lo sguardo verso l’inizio. All’Ursprung. Un gesto scritturale puro”. Per Henri Michaux le parole sono “manette”. Il primitivo, il primordiale, rappresenta l’unica via di fuga.

    cliccare per ingrandire

    Proprio con un passo di Michaux, May Bery introduce Au noir, un libro del 2019 composto di sedici piccole tavole dalla forma allungata: “Sono giunto al nero […] L’oscurità, l’antro da cui tutto può scaturire, in cui tutto bisogna cercare”.

    Bery parte da uno strato catramoso di pittura acrilica. Poi lo gratta, lo graffia. Emergono, al negativo, frequenze, traiettorie, diagrammi, simulacri di formule, minutissime pre-scritture. Registrazioni a volte fibrillanti, a volte più distese. Singolari mappe, arcaiche e cosmiche, corredate di indecifrabili didascalie.

    Per Michaux, “nel nero c’è tutto quanto è necessario sapere”. Au noir di Bery è un antro: in esso ci perdiamo, percepiamo l’intero universo. Ma di fatto, al termine del viaggio il messaggio resta impenetrabile, più oscuro dell’oscurità da cui è affiorato.

     

    ______________

    Roland Barthes, “La peinture et l’écriture des signes” (table ronde au Colloque P. Francastel, févr. 1974), in Colôquio/Artes, rivista, n. 18-19, avr.-juin 1974
    Giorgio Maffei (a cura di), Il libro d’artista, Editore Sylvestre Bonnard, Milano, 2003
    Henri Michaux, Par des traits, Fata Morgana, Montpellier, 1984
    Henri Michaux, Emergenze-Risorgenze, traduzione di Francesco Marotta, Quaderni di traduzioni, XVI, pdf on-line, Settembre 2013
    May Bery, Au noir, Timglaset Editions, Malmö, 2019

    #asemic #asemicWriting #asemics #corporeità #gesto #GilloDorfles #grafismi #HenriMichaux #horrorVacui #IrmaBlank #LuigiDiCicco #MayBery #pinzione #pinzioni #pregrafismi #RolandBarthes #scritturaAsemica #scritturaPresemantica #scritturaPreverbale #scrizione #scrizioni #SulCiglioDelSignificato

  9. 14-23 marzo 2025, roma, studio campo boario: “in itinere. pratiche di scrittura asemica”, 50 opere di fabrizio m. rossi in mostra

    STUDIO CAMPO BOARIO, ROMA

    Fabrizio M. Rossi
    In itinere. Pratiche di scrittura asemica
    50 opere in mostra
    a cura di Marco Giovenale

    con catalogo
    edizioni cambiaunavirgola, roma
    cfr. anche https://www.facebook.com/InItinereScritturaAsemica

    Studio Campo Boario
    Roma, 14-23 marzo 2025
    viale del Campo Boario, 4/a
    (Ostiense, Piramide)

    *
    incontri col pubblico

    inaugurazione
    venerdì 14 marzo 2025 ore 17,30

    in itinere: colloquio sulle scritture asemiche
    con
    silvia bordini, alberto d’amico, ada de pirro, giuseppe garrera, marco giovenale, fabrizio m. rossi
    domenica 16 marzo 2025 ore 17,30

    chiusura
    domenica 23 marzo 2025 ore 17,30

    ingresso libero

    *
    visitabile su appuntamento
    06 86329653

     

    #AdaDePirro #asemic #asemicWriting #asemics #Cambiaunavirgola #FabrizioMRossi #FabrizioRossi #GiuseppeGarrera #inItinere #MarcoGiovenale #mostra #PasqualePolidori #praticheDiScritturaAsemica #scritturaAsemica #SilviaBordini #StudioCampoBoario

  10. “in itinere. pratiche di scrittura asemica”, di fabrizio m. rossi (edizioni cambiaunavirgola, 2025)

    IN ITINERE. pratiche di scrittura asemica
    Un volume che raccoglie cinquanta opere di scrittura asemica di Fabrizio M. Rossi
    – pubblicato da Cambiaunavirgola.
    Con saggi introduttivi di Ada De Pirro, Giuseppe Garrera, Marco Giovenale, Pasquale Polidori.
    In mostra allo Studio Campo Boario di Roma, 14-23 marzo 2025.

    tutte le informazioni:
    https://www.ikona.net/in-itinere/
    email: [email protected]

    #AdaDePirro #asemic #asemicWriting #asemics #Cambiaunavirgola #FabrizioMRossi #FabrizioRossi #GiuseppeGarrera #inItinere #MarcoGiovenale #mostra #PasqualePolidori #praticheDiScritturaAsemica #scritturaAsemica #StudioCampoBoario

  11. scritture sul ciglio del significato / luigi di cicco. 2024 [parte prima]

    Luigi Di Cicco

    Scritture sul ciglio del significato

    (parte prima – dicembre 2024)

    Gesti monumentali, orme sottili

    1959: “Quando nell’immediato dopoguerra Capogrossi […] inventò quegli ‘ideogrammi asemantici’ noti oggi in tutto il mondo, forse non si rendeva conto d’aver creato uno dei primi ‘cifrari magici’ dei nostri tempi”. 1960: “Nei gesti monumentali di Kline, in quelli più dispersi e frenetici di Vedova, in quelli più composti ed ermetici di Hartung, vive l’estrema volontà di dar vita ad una nuova – o resuscitata? – scrittura asemantica”. 1961: “Le composizioni segniche d’un Tobey o d’un Mathieu avevano voluto dire la apertura di nuovi orizzonti di scritture asemantiche ignote all’arte occidentale”. Henri Michaux è autore di “curiose scritture filiformi e concitate – veri alfabeti asemantici”. 1962: Giuseppe Capogrossi ha “una sua scrittura, autonoma, unica nel suo genere, del tutto asemantica, eppure carica di sensi nascosti”. 1964: “Sanfilippo modula con grande finezza i suoi alfabeti asemantici”.
    Dalla fine degli anni Cinquanta Gillo Dorfles impiega con insistenza l’espressione scrittura asemantica per indicare segni privi di significato, ma carichi di senso. Si tratta soprattutto di segni pittorici, di una scrittura da atelier. Le tele a volte sono enormi. I movimenti del braccio sono ampi, in alcuni casi tutto il corpo è coinvolto. Lo stile è dato “dalla grafia stessa degli artisti”.
    Dorfles torna a utilizzare l’espressione nel 1974 in un saggio dal titolo Le “scritture asemantiche” di Irma Blank: “una sorta di grafia-ortografia, che si vale d’un segno ben individualizzato (con tutte le caratteristiche della personalità di chi lo usa), ma privo, vuoto, scevro, di ogni semanticità esplicita, giacché non è costituito da – né è scindibile in – ‘segni discreti’, in lettere d’un sia pur modificato alfabeto, né in ideogrammi sia pur alterati o neoformati”.
    Le dimensioni sono quelle del libro, della lettera, dell’appunto. I fogli registrano piccole oscillazioni, “orme sottili”, scritture domestiche che entrano comodamente in cartelle, riviste, libri d’artista e scatole editoriali.
    Le scritture asemantiche sono disancorate dal compito di dover comunicare, veicolare informazioni. Per Dorfles il loro proliferare tra gli anni Cinquanta e Settanta deriva dall’esigenza di porre un arresto all’ipertrofia di segni significanti, dalla necessità di una pausa, dall’urgenza di stabilire un intervallo al flusso ininterrotto di sollecitazioni sensoriali.
    In origine l’horror vacui doveva aver spinto gli uomini a segnare le pareti vuote delle caverne, l’horror pleni, adesso, dovrebbe spingere verso la direzione opposta, verso un’interruzione, verso il recupero di un “fattore isolante, diastemizzante tra opera e spettatore, tra opera e opera”.
    Per Dorfles “la pagina bianca, la scrittura asemantica, la stessa ‘forma primaria’ alla Sol LeWitt o alla Judd, sono, tutto sommato, le prove evidenti di un’aspirazione al vuoto, alla ricostruzione d’un intervallo. […] Non sarebbe illogico se un’eventuale rivoluzione asemantica facesse seguito a un periodo di eccessi semiologici”.
    Una rivoluzione contro la sovrabbondanza di segni e di significati al fine di giungere a “una stagione dove esistano di nuovo ‘segni vergini’ da non catalogare, codici da non decriptare, pagine bianche da non decifrare”.

     

    L’essenza della scrittura

    Roland Barthes, cultore della scrizione, ossia del puro gesto manuale dello scrivere, in più di un’occasione si sofferma sulle scritture illeggibili, “scritture che non possiamo comprendere e delle quali non si può affermare che siano indecifrabili semplicemente perché si situano al di là di ogni possibile decrittazione”. In esse il significante è “libero, sovrano”.
    Barthes stesso è autore di contre-écritures che traccia allo scopo di creare qualcosa al di fuori della “trappola del linguaggio”, della “responsabilità fatalmente legata a ogni frase”. Cinque esempi di contre-écritures sono ospitate nel secondo numero della rivista belga Luna-Park (1976), dedicato alle Graphies. Lo stesso numero riporta una sua lettera del 1971 indirizzata a Mirtha Dermisache: “avete saputo produrre un certo numero di forme, né figurative, né astratte, che potremmo classificare sotto il nome di scrittura illeggibile – il che equivale a offrire ai vostri lettori, non i messaggi e nemmeno le forme contingenti dell’espressione, ma l’idea, l’essenza della scrittura. Niente è più difficile che produrre un’essenza, vale a dire una forma che faccia riferimento esclusivamente al suo nome”.
    A proposito di questa lettera, l’autrice argentina dichiarerà: “È stato incredibile, da quel momento ho capito cosa stavo facendo”. Per la prima volta, qualcuno chiamava il suo lavoro scrittura.
    Barthes utilizza il termine lettori per riferirsi ai fruitori delle pagine di Dermisache. Lo fa nuovamente poco tempo dopo in un articolo su Cy Twombly, specificando: “dico: lettore, anche se non c’è nulla da decifrare”. Nelle stesse pagine, Barthes torna sul concetto di essenza concentrandosi sul gesto: “A modo suo TW dice che l’essenza della scrittura non è né la forma né l’uso, ma solo il gesto, il gesto che la produce lasciandola trascinare: uno scarabocchio, quasi una sozzura, una negligenza”. Ancora, in un testo su Bernard Réquichot, parlando del suo “testamento illeggibile” Barthes scrive: “per ciò che concerne il suo essere, la scrittura lo trae non dal suo significato (dalla sua funzione comunicativa) bensì dalla rabbia, dalla tenerezza o dal rigore in cui sono tracciate le gambe e le curve”.
    Il punto nodale è nella liberazione del segno “tristemente appesantito dal suo significato”, nell’illeggibilità che “lungi dall’essere lo stadio difettivo, o mostruoso, del sistema scrittorio, ne sarebbe al contrario la verità propria”.

     

    Sul ciglio del significato

    Alfred Lewin Copley, fisiologo ed ematologo, è stato autore di preziose scritture realizzate con lo pseudonimo di Alcopley. Nel 1954, presentando i suoi lavori, il critico d’arte Michel Seuphor scrive: “a differenza della scrittura pratica, che impone un dovere, la scrittura astratta […] è svincolata, il suo contenuto è universale”. Nel 1958, sulla scorta di queste considerazioni, il critico Lawrence Alloway aggiunge: “la nostra aspettativa di significato è stimolata ma non soddisfatta. I segni si librano sul ciglio del significato”.
    Come in un’allegoria vuota di Kafka, la scrittura astratta allude in modo persistente a un qualcosa che non c’è. L’illusione di riuscire a mettere a fuoco il significato è ininterrottamente frustrata.
    Siamo lettori avidi e instancabili. Nelle scritture astratte il significante si emancipa dal giogo del significato; il nostro occhio, tuttavia, continua ad esserne asservito.

     

    Altalena a bilico

    Un paradosso: svuotate, alleggerite dal dover significare qualcosa, le scritture asemiche dovrebbero rappresentare la quintessenza della scrittura, eppure rinviano perennemente al disegno. I fruitori – lettori/osservatori – oscillano tra i due poli di un’altalena a bilico. La scrittura è subito individuata, ma essendone impossibile la comprensione si cerca appagamento altrove: nell’osservazione, nel disegno.
    Marco Giovenale, che ha coniato il termine drawriting per i propri lavori, appunta: “È l’incerto il territorio dell’asemico, proprio in quanto si fonda su o parte da uno stato di flickering multiplo tra (1) grafia che punta a una lingua, (2) lingua che però non esiste, (3) grafia che torna allora a sé in aspetto di disegno (astratto), (4) disegno che si nega come tale perché (appunto) in origine punta a una lingua, chiudendo così il cerchio”.
    Michael Betancourt, nel presentare l’opera di Giovenale, analizza bene l’esitare “sulla soglia del riconoscimento e della lessicalità prima di dissolversi in un’illeggibilità puramente grafica”. Un approdo che è soltanto provvisorio. Le sirene della scrittura sono lì: reclamano centralità, promettono contenuti.
    Nel suo saggio su Saul Steinberg, Barthes commenta: “il significato diventa sia un desiderio folle (vogliamo decifrare a tutti i costi), sia un inganno persistente (non c’è nulla da decifrare: si sa, ma ci si ostina)”.
    Desiderio folle e inganno persistente sono il motore di un meccanismo perpetuo. La combinazione è instabile, l’altalena continua a oscillare senza sosta:
    scrittura/disegno
    scrittura\disegno
    scrittura/disegno
    scrittura\disegno

    Un silenzio prolisso

    Una particolare serie lavori asemantici di Henri Michaux viene chiamata dall’autore Movimenti. Michaux ne parla come di “una scrittura inaspettata” dove ci si può esprimere finalmente “lontano dalle parole”. I Movimenti si caratterizzano per la loro singolare somiglianza con un elemento piuttosto diffuso in natura: il lichene Graphis scripta, detto anche lichene della scrittura segreta.
    Quest’organismo simbionte ispira il poeta tedesco Hans Magnus Enzensberger: “il lichene si descrive, / si inscrive, scrive / in una scrittura cifrata / un silenzio prolisso: / Graphis scripta”.
    Invero, nel Graphis scripta non c’è nulla di segreto e nulla da decifrare. Un lichene asemico per eccellenza: non nasconde codici, non ne ha e non ne vuole.

    Il piacere del vuoto

    Scrive John Cage: “La sintassi, secondo Norman O. Brown, è la disposizione dell’esercito. Quando ci allontaniamo da essa, smilitarizziamo il linguaggio”.
    In Empty words, seduto al centro di un palco vuoto, Cage farfuglia incomprensibili lacerti di parole, intervallandoli con lunghi e profondi silenzi. La durata complessiva dell’opera è di circa dieci ore, anche se la divisione in quattro sezioni permette che le esecuzioni durino due ore e mezza. I borbottii non sono che frammenti smembrati di un testo, i Diari di Henry David Thoreau, da cui Cage salva metodicamente solo alcune lettere. Il pubblico è messo in crisi dall’ascolto del testo in frantumi. In Empty words la lingua è sabotata, Cage fa tabula rasa di ogni significato, rende incomprensibile il linguaggio per smilitarizzarlo.
    Ma quando avviene la militarizzazione? Avviene da piccoli, tra i banchi di scuola. Per Michel de Certeau “imparare a scrivere è l’iniziazione per eccellenza a una società capitalista e conquistatrice. Si sono dovuti attendere gli effetti inquietanti di un così prodigioso sviluppo affinché cominciassimo a guardare con sospetto la formazione del fanciullo moderno attraverso la pratica scritturale”.
    Il critico Giuseppe Garrera parte proprio dalle parole di Norman O. Brown e da una descrizione circostanziata di un’esecuzione di Empty words, al Teatro Lirico di Milano, per affermare che “il sistema scolastico è un sistema di imposizione e di dittatura del significato e delle regole”. Scopo delle istituzioni è rendere la scrittura codificata, conforme. Seduti in banchi allineati, gli studenti imparano a scrivere rispettando rigorosamente le righe dei quaderni. Il dettato, la dettatura. Il diktat, la dittatura.
    Per Garrera le scritture asemantiche sono “bande anarchiche di demilitarizzazione del linguaggio”. Un atto profondo di diserzione, di disobbedienza, di opposizione alle convenzioni imposte. Roland Barthes scrive “non c’è attualmente al mondo un luogo istituzionale da cui il significato sia bandito” e sogna un mondo esentato dal significato, come lo si può essere dal servizio militare. Le scritture illeggibili incarnano appieno i desideri di Barthes.

    Il 2 dicembre 1977 tra gli spettatori di Cage al Teatro Lirico di Milano è presente anche Roberto Calasso. Racconta l’esperienza in un articolo dal titolo John Cage o il piacere del Vuoto: “una delle malattie più gravi di cui soffriamo è quella del Pieno: la malattia di chi vive in un continuo mentale occupato da un vorticare di parole smozzicate, di immagini stolidamente ricorrenti, di inutili e infondate certezze, di timori formulati in sentenze prima che emozioni. Tutto questo produce molti disastri – ma soprattutto uno, da cui discendono gli altri: la mancanza, l’incapacità di attenzione”.
    Pochi mesi prima, giugno 1977, Gillo Dorfles iniziava così un suo articolo: “Ricreare l’intervallo: la pausa, il momento vuoto in un mondo troppo pieno, troppo gremito, troppo affollato, dove l’eccesso di pienezza preclude la vista e la conoscenza dei singoli momenti, oggetti, eventi”. E ancora: “Malauguratamente solo pochissimi intendono questa necessità ‘fisiologica’ del vuoto e della pausa. La maggior parte degli uomini […] è ancora profondamente ancorata all’errore del pieno e non all’orrore dello stesso”. Nonostante tutto, il critico preconizzava un’inevitabile presa di coscienza collettiva: “ci troviamo […] all’alba di una Rivoluzione Asemantica”.

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    Luigi Di Cicco, Scritture sul ciglio del significato
    (parte prima – dicembre 2024)

    NOTE

    Gesti monumentali, orme sottili 

    Gillo Dorfles, “Giuseppe Capogrossi”, in VIII Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma, cat., De Luca Editore, Roma, 1959

    Gillo Dorfles, “Struttura, segno e figura alla XXX Biennale” in aut aut, nr. 59, Edizioni Kairos, Milano, 1960

    Gillo Dorfles, Ultime tendenze nell’arte d’oggi, Feltrinelli Editore, Milano, 1961

    Gillo Dorfles, L’alfabeto di Capogrossi (saggio introduttivo), All’Insegna del Pesce d’Oro, Vanni Scheiwiller, Milano, 1962

    Gillo Dorfles, “Gli italiani alla XXXII Biennale”, in Art International, VIII/7, Lugano, 1964

    Gillo Dorfles, Il divenire delle arti, Einaudi Editore, Torino, 1959

    Gillo Dorfles, “Le ‘scritture asemantiche’ di Irma Blank” in Irma Blank, Galleria Cenobio-Visualità, Grafiche Alessandro Nava, Milano, 1974

    Gillo Dorfles, L’intervallo perduto, Einaudi Editore, Torino, 1980

     

    L’essenza della scrittura

    Roland Barthes, Variazioni sulla scrittura, Einaudi Editore, Torino, 1999

    Roland Barthes, “Le degree zero du coloriage”, in Les Nouvelles Littéraires, Larousse, Paris, march 1978

    Marc Dachy (a cura di), Luna-Park 2 – Graphies, rivista, Transédition, Bruxelles, avril 1976

    Cintia Mezza, Cecilia Iida y Ana Ravina, “Mirtha Dermisache, vida y obra 1940-2012”, in Mirtha Dermisache. Porque ¡yo escribo!, cat., MALBA e Fundación Espigas, Buenos Aires, 2017

    Roland Barthes, “Cy Twombly o «Non multa sed multum»”, in L’ovvio e l’ottuso, Einaudi Editore, Torino, 1985

    Roland Barthes, “Réquichot e il suo corpo”, in L’ovvio e l’ottuso, Einaudi Editore, Torino, 1985

    Roland Barthes, Barthes di Roland Barthes, Einaudi Editore, Torino, 1980

     

    Sul ciglio del significato

    Michel Seuphor, écritures. Alcopley, Les Nourritures Terrestres, Paris, 1954

    Lawrence Alloway, “Marks and signs” in ARK. The Journal of The Royal College of Art, nr 22, Royal College of Art, London, 1958

     

    Altalena a bilico

    Marco Giovenale, asemics. senso senza significato, Edizioni ikonaLíber, Francavilla al mare, 2023

    Michael Betancourt, “Semiotic Degree Zero: Drawriting”, in Marco Giovenale, Glitchasemics, Post-Asemic Press, 2020

    Roland Barthes, all except you, con illustrazioni di Saul Steinberg, Repères édition d’art, Paris, 1983

     

    Un silenzio prolisso

    Gillo Dorfles, Ultime tendenze nell’arte d’oggi, Feltrinelli Editore, Milano, 1961

    Henri Michaux, Mouvements, Editions Gallimard, Paris, 1951

    Hans Magnus Enzensberger, “Flechtenkunde” in blindenschrift, Suhrkamp Verlag, Frankfurt, 1964

     

    Il piacere del vuoto

     John Cage, M – writings 67-72, Wesleyan University Press, Middletown, 1973

    Michel de Certeau, L’invenzione del quotidiano, Edizioni Lavoro, Roma, 2001

    Giuseppe Garrera, audio presentazione volume asemics. senso senza significato di Marco Giovenale (ascoltabile in rete, sito: slowforward.net), Studio Campo Boario, Roma, 3 marzo 2023

    Roland Barthes, La grana della voce. Interviste 1962-1980, Einaudi Editore, Torino, 1986

    Roland Barthes, Barthes di Roland Barthes, Einaudi Editore, Torino, 1980

    Roberto Calasso, “John Cage o il piacere del Vuoto”, in Panorama, rivista, 20 dicembre 1977

    Gillo Dorfles, “Troppe immagini, troppi messaggi”, in Corriere della Sera, 20 giugno 1977

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  12. asemico e vecchi merletti / enzo patti. 2020 [video 2023]

    scrittura asemica su libro di fregi tipografici del ‘900, circa 300 pagine, realizzato nel 2020 

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