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#claudia-damiani — Public Fediverse posts

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  1. 4 giugno, roma, galleria bianco contemporaneo: “nz” di antonio syxty e “asemics” di marco giovenale

    A Roma, giovedì 4 giugno 2026, alle ore 18:00
    presso la galleria Bianco Contemporaneo
    (via Reno 18/a)
    nel contesto della mostra IDENTIKIT, di Pignotti + Hogre

    presentazione dei due libri

    NZ, di Antonio Syxty
    ikonaLíber, 2025

    NZ, o Nuova Zelanda, lavora sull’immaginazione del lettore come una mappa che invece di orientarlo debba felicemente e sensatamente indurlo a perdersi nei frammenti. Del resto già l’incipit del libro dichiara che siamo di fronte a «una collezione (anche catalogo) di frammenti di scrittura (con immagini, illustrazioni, disegni)», dei quali ha fatto nel tempo raccolta “Antonio Syxty”. Le virgolette qui usate sottolineano la natura di azione/esperimento artistico della stessa identità in gioco: parte di una ongoing performance avviata molti anni fa, che prevede che l’autore e artista si presenti cosí pur non essendo quello il suo vero nome.
    Ma perché poi “Nuova Zelanda”? Perché rappresenta, rispetto all’Italia, un luogo perfettamente agli antipodi; e, letterariamente, un antidoto forte al mainstream.it contemporaneo.

    e

    Asemics. Senso senza significato, di Marco Giovenale
    ikonaLíber, 2023

    Questa sequenza di note e ricostruzioni storiche, fuori da ogni ipotesi di esaustività, propone un possibile itinerario attraverso la vicenda delle espressioni “scrittura asemica” (o “asemantica” o “desemantizzata”) e “asemic writing”; e offre inoltre alcuni elementi di teoria che configurano l’identità di questa pratica artistica come «macchina di disorganizzazione e disintegrazione del significato a opera del senso stesso».

    §

    I due artisti che espongono presso Bianco contemporaneo, Lamberto Pignotti e Hogre, operano entrambi su un fronte che va a sfocare/disseminare e mettere in crisi il concetto stesso di identità, di possibile connessione solida & adamantina tra Moi lacaniano (il famoso “Io”) e linguaggio / opera / mondo. Su piani non diversi lavora il libro NZ, di Antonio Syxty, con il dislocarsi del panorama italiano in una remotissima Nuova Zelanda (NZ appunto) e conseguente evaporazione dell’identità autoriale. Si può dire che analoghi obiettivi muovano poi Asemics, di Marco Giovenale, libro che ha proprio a che fare con scritture che non sono sé stesse, ossia non sono propriamente scritture, in quanto la decodificabilità dei loro glifi e corsivi è del tutto in dubbio anzi revocata.

    Gli autori si confronteranno in un dialogo su questi paradossi e linguaggi (se tali sono): della e nella contemporaneità.

    ​*

    l’incontro su mobilizon:
    https://mobilizon.it/events/29ada9e0-4c9d-4fbb-b766-0bd81b0c38f4

    evento facebook:
    https://www.facebook.com/events/2095941497968492/

    ikonaLíber:
    https://www.ikona.net/category/edizioni-ikonaliber/

    la galleria
    https://www.biancocontemporaneo.it/

    *

    ​Bianco Contemporaneo è una galleria d’arte di sperimentazione – investigazione dell’ambiente artistico volta a scenari sia storici che contemporanei ed è attiva con propri progetti su tutto il territorio nazionale

     

    #AntonioSyxty #art #arte #asemic #asemicWriting #asemics #ASEMICSSensoSenzaSignificato #BiancoContemporaneo #Cambiaunavirgola #ClaudiaDamiani #collanaSyn #conversazione #dialogo #EdizioniIkonaLíber #FabrizioMRossi #FabrizioRossi #frammenti #frammento #galleriaBiancoContemporaneo #Hogre #identità #IkonaLíber #ikonaLíberSynScrittureDiRicerca #IkonaLíberEdizioni #LambertoPignotti #LeFormeDelLinguaggio #lettura #MarcoGiovenale #materialiVerbovisivi #NuovaZelanda #NZ #Pignotti #reading #scritturaAsemantica #scritturaAsemica #scritturaDesemantizzata #SYN #SynScrittureDiRicerca #SYNScrittureDiRicerca #vispo
  2. 4 giugno, roma, galleria bianco contemporaneo: “nz” di antonio syxty e “asemics” di marco giovenale

    A Roma, giovedì 4 giugno 2026, alle ore 18:00
    presso la galleria Bianco Contemporaneo
    (via Reno 18/a)
    nel contesto della mostra IDENTIKIT, di Pignotti + Hogre

    presentazione dei due libri

    NZ, di Antonio Syxty
    ikonaLíber, 2025

    NZ, o Nuova Zelanda, lavora sull’immaginazione del lettore come una mappa che invece di orientarlo debba felicemente e sensatamente indurlo a perdersi nei frammenti. Del resto già l’incipit del libro dichiara che siamo di fronte a «una collezione (anche catalogo) di frammenti di scrittura (con immagini, illustrazioni, disegni)», dei quali ha fatto nel tempo raccolta “Antonio Syxty”. Le virgolette qui usate sottolineano la natura di azione/esperimento artistico della stessa identità in gioco: parte di una ongoing performance avviata molti anni fa, che prevede che l’autore e artista si presenti cosí pur non essendo quello il suo vero nome.
    Ma perché poi “Nuova Zelanda”? Perché rappresenta, rispetto all’Italia, un luogo perfettamente agli antipodi; e, letterariamente, un antidoto forte al mainstream.it contemporaneo.

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    Asemics. Senso senza significato, di Marco Giovenale
    ikonaLíber, 2023

    Questa sequenza di note e ricostruzioni storiche, fuori da ogni ipotesi di esaustività, propone un possibile itinerario attraverso la vicenda delle espressioni “scrittura asemica” (o “asemantica” o “desemantizzata”) e “asemic writing”; e offre inoltre alcuni elementi di teoria che configurano l’identità di questa pratica artistica come «macchina di disorganizzazione e disintegrazione del significato a opera del senso stesso».

    §

    I due artisti che espongono presso Bianco contemporaneo, Lamberto Pignotti e Hogre, operano entrambi su un fronte che va a sfocare/disseminare e mettere in crisi il concetto stesso di identità, di possibile connessione solida & adamantina tra Moi lacaniano (il famoso “Io”) e linguaggio / opera / mondo. Su piani non diversi lavora il libro NZ, di Antonio Syxty, con il dislocarsi del panorama italiano in una remotissima Nuova Zelanda (NZ appunto) e conseguente evaporazione dell’identità autoriale. Si può dire che analoghi obiettivi muovano poi Asemics, di Marco Giovenale, libro che ha proprio a che fare con scritture che non sono sé stesse, ossia non sono propriamente scritture, in quanto la decodificabilità dei loro glifi e corsivi è del tutto in dubbio anzi revocata.

    Gli autori si confronteranno in un dialogo su questi paradossi e linguaggi (se tali sono): della e nella contemporaneità.

    ​*

    l’incontro su mobilizon:
    https://mobilizon.it/events/29ada9e0-4c9d-4fbb-b766-0bd81b0c38f4

    evento facebook:
    https://www.facebook.com/events/2095941497968492/

    ikonaLíber:
    https://www.ikona.net/category/edizioni-ikonaliber/

    la galleria
    https://www.biancocontemporaneo.it/

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    ​Bianco Contemporaneo è una galleria d’arte di sperimentazione – investigazione dell’ambiente artistico volta a scenari sia storici che contemporanei ed è attiva con propri progetti su tutto il territorio nazionale

     

    #AntonioSyxty #art #arte #asemic #asemicWriting #asemics #ASEMICSSensoSenzaSignificato #BiancoContemporaneo #Cambiaunavirgola #ClaudiaDamiani #collanaSyn #conversazione #dialogo #EdizioniIkonaLíber #FabrizioMRossi #FabrizioRossi #frammenti #frammento #galleriaBiancoContemporaneo #Hogre #identità #IkonaLíber #ikonaLíberSynScrittureDiRicerca #IkonaLíberEdizioni #LambertoPignotti #LeFormeDelLinguaggio #lettura #MarcoGiovenale #materialiVerbovisivi #NuovaZelanda #NZ #Pignotti #reading #scritturaAsemantica #scritturaAsemica #scritturaDesemantizzata #SYN #SynScrittureDiRicerca #SYNScrittureDiRicerca #vispo
  3. 4 giugno, roma, galleria bianco contemporaneo: “nz” di antonio syxty e “asemics” di marco giovenale

    A Roma, giovedì 4 giugno 2026, alle ore 18:00
    presso la galleria Bianco Contemporaneo
    (via Reno 18/a)
    nel contesto della mostra IDENTIKIT, di Pignotti + Hogre

    presentazione dei due libri

    NZ, di Antonio Syxty
    ikonaLíber, 2025

    NZ, o Nuova Zelanda, lavora sull’immaginazione del lettore come una mappa che invece di orientarlo debba felicemente e sensatamente indurlo a perdersi nei frammenti. Del resto già l’incipit del libro dichiara che siamo di fronte a «una collezione (anche catalogo) di frammenti di scrittura (con immagini, illustrazioni, disegni)», dei quali ha fatto nel tempo raccolta “Antonio Syxty”. Le virgolette qui usate sottolineano la natura di azione/esperimento artistico della stessa identità in gioco: parte di una ongoing performance avviata molti anni fa, che prevede che l’autore e artista si presenti cosí pur non essendo quello il suo vero nome.
    Ma perché poi “Nuova Zelanda”? Perché rappresenta, rispetto all’Italia, un luogo perfettamente agli antipodi; e, letterariamente, un antidoto forte al mainstream.it contemporaneo.

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    Asemics. Senso senza significato, di Marco Giovenale
    ikonaLíber, 2023

    Questa sequenza di note e ricostruzioni storiche, fuori da ogni ipotesi di esaustività, propone un possibile itinerario attraverso la vicenda delle espressioni “scrittura asemica” (o “asemantica” o “desemantizzata”) e “asemic writing”; e offre inoltre alcuni elementi di teoria che configurano l’identità di questa pratica artistica come «macchina di disorganizzazione e disintegrazione del significato a opera del senso stesso».

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    I due artisti che espongono presso Bianco contemporaneo, Lamberto Pignotti e Hogre, operano entrambi su un fronte che va a sfocare/disseminare e mettere in crisi il concetto stesso di identità, di possibile connessione solida & adamantina tra Moi lacaniano (il famoso “Io”) e linguaggio / opera / mondo. Su piani non diversi lavora il libro NZ, di Antonio Syxty, con il dislocarsi del panorama italiano in una remotissima Nuova Zelanda (NZ appunto) e conseguente evaporazione dell’identità autoriale. Si può dire che analoghi obiettivi muovano poi Asemics, di Marco Giovenale, libro che ha proprio a che fare con scritture che non sono sé stesse, ossia non sono propriamente scritture, in quanto la decodificabilità dei loro glifi e corsivi è del tutto in dubbio anzi revocata.

    Gli autori si confronteranno in un dialogo su questi paradossi e linguaggi (se tali sono): della e nella contemporaneità.

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    l’incontro su mobilizon:
    https://mobilizon.it/events/29ada9e0-4c9d-4fbb-b766-0bd81b0c38f4

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    https://www.ikona.net/category/edizioni-ikonaliber/

    la galleria
    https://www.biancocontemporaneo.it/

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    ​Bianco Contemporaneo è una galleria d’arte di sperimentazione – investigazione dell’ambiente artistico volta a scenari sia storici che contemporanei ed è attiva con propri progetti su tutto il territorio nazionale

     

    #AntonioSyxty #art #arte #asemic #asemicWriting #asemics #ASEMICSSensoSenzaSignificato #BiancoContemporaneo #Cambiaunavirgola #ClaudiaDamiani #collanaSyn #conversazione #dialogo #EdizioniIkonaLíber #FabrizioMRossi #FabrizioRossi #frammenti #frammento #galleriaBiancoContemporaneo #Hogre #identità #IkonaLíber #ikonaLíberSynScrittureDiRicerca #IkonaLíberEdizioni #LambertoPignotti #LeFormeDelLinguaggio #lettura #MarcoGiovenale #materialiVerbovisivi #NuovaZelanda #NZ #Pignotti #reading #scritturaAsemantica #scritturaAsemica #scritturaDesemantizzata #SYN #SynScrittureDiRicerca #SYNScrittureDiRicerca #vispo
  4. 4 giugno, roma, galleria bianco contemporaneo: “nz” di antonio syxty e “asemics” di marco giovenale

    A Roma, giovedì 4 giugno 2026, alle ore 18:00
    presso la galleria Bianco Contemporaneo
    (via Reno 18/a)
    nel contesto della mostra IDENTIKIT, di Pignotti + Hogre

    presentazione dei due libri

    NZ, di Antonio Syxty
    ikonaLíber, 2025

    NZ, o Nuova Zelanda, lavora sull’immaginazione del lettore come una mappa che invece di orientarlo debba felicemente e sensatamente indurlo a perdersi nei frammenti. Del resto già l’incipit del libro dichiara che siamo di fronte a «una collezione (anche catalogo) di frammenti di scrittura (con immagini, illustrazioni, disegni)», dei quali ha fatto nel tempo raccolta “Antonio Syxty”. Le virgolette qui usate sottolineano la natura di azione/esperimento artistico della stessa identità in gioco: parte di una ongoing performance avviata molti anni fa, che prevede che l’autore e artista si presenti cosí pur non essendo quello il suo vero nome.
    Ma perché poi “Nuova Zelanda”? Perché rappresenta, rispetto all’Italia, un luogo perfettamente agli antipodi; e, letterariamente, un antidoto forte al mainstream.it contemporaneo.

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    Asemics. Senso senza significato, di Marco Giovenale
    ikonaLíber, 2023

    Questa sequenza di note e ricostruzioni storiche, fuori da ogni ipotesi di esaustività, propone un possibile itinerario attraverso la vicenda delle espressioni “scrittura asemica” (o “asemantica” o “desemantizzata”) e “asemic writing”; e offre inoltre alcuni elementi di teoria che configurano l’identità di questa pratica artistica come «macchina di disorganizzazione e disintegrazione del significato a opera del senso stesso».

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    I due artisti che espongono presso Bianco contemporaneo, Lamberto Pignotti e Hogre, operano entrambi su un fronte che va a sfocare/disseminare e mettere in crisi il concetto stesso di identità, di possibile connessione solida & adamantina tra Moi lacaniano (il famoso “Io”) e linguaggio / opera / mondo. Su piani non diversi lavora il libro NZ, di Antonio Syxty, con il dislocarsi del panorama italiano in una remotissima Nuova Zelanda (NZ appunto) e conseguente evaporazione dell’identità autoriale. Si può dire che analoghi obiettivi muovano poi Asemics, di Marco Giovenale, libro che ha proprio a che fare con scritture che non sono sé stesse, ossia non sono propriamente scritture, in quanto la decodificabilità dei loro glifi e corsivi è del tutto in dubbio anzi revocata.

    Gli autori si confronteranno in un dialogo su questi paradossi e linguaggi (se tali sono): della e nella contemporaneità.

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    l’incontro su mobilizon:
    https://mobilizon.it/events/29ada9e0-4c9d-4fbb-b766-0bd81b0c38f4

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    https://www.facebook.com/events/2095941497968492/

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    la galleria
    https://www.biancocontemporaneo.it/

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    ​Bianco Contemporaneo è una galleria d’arte di sperimentazione – investigazione dell’ambiente artistico volta a scenari sia storici che contemporanei ed è attiva con propri progetti su tutto il territorio nazionale

     

    #AntonioSyxty #art #arte #asemic #asemicWriting #asemics #ASEMICSSensoSenzaSignificato #BiancoContemporaneo #Cambiaunavirgola #ClaudiaDamiani #collanaSyn #conversazione #dialogo #EdizioniIkonaLíber #FabrizioMRossi #FabrizioRossi #frammenti #frammento #galleriaBiancoContemporaneo #Hogre #identità #IkonaLíber #ikonaLíberSynScrittureDiRicerca #IkonaLíberEdizioni #LambertoPignotti #LeFormeDelLinguaggio #lettura #MarcoGiovenale #materialiVerbovisivi #NuovaZelanda #NZ #Pignotti #reading #scritturaAsemantica #scritturaAsemica #scritturaDesemantizzata #SYN #SynScrittureDiRicerca #SYNScrittureDiRicerca #vispo
  5. 4 giugno, roma, galleria bianco contemporaneo: “nz” di antonio syxty e “asemics” di marco giovenale

    A Roma, giovedì 4 giugno 2026, alle ore 18:00
    presso la galleria Bianco Contemporaneo
    (via Reno 18/a)
    nel contesto della mostra IDENTIKIT, di Pignotti + Hogre

    presentazione dei due libri

    NZ, di Antonio Syxty
    ikonaLíber, 2025

    NZ, o Nuova Zelanda, lavora sull’immaginazione del lettore come una mappa che invece di orientarlo debba felicemente e sensatamente indurlo a perdersi nei frammenti. Del resto già l’incipit del libro dichiara che siamo di fronte a «una collezione (anche catalogo) di frammenti di scrittura (con immagini, illustrazioni, disegni)», dei quali ha fatto nel tempo raccolta “Antonio Syxty”. Le virgolette qui usate sottolineano la natura di azione/esperimento artistico della stessa identità in gioco: parte di una ongoing performance avviata molti anni fa, che prevede che l’autore e artista si presenti cosí pur non essendo quello il suo vero nome.
    Ma perché poi “Nuova Zelanda”? Perché rappresenta, rispetto all’Italia, un luogo perfettamente agli antipodi; e, letterariamente, un antidoto forte al mainstream.it contemporaneo.

    e

    Asemics. Senso senza significato, di Marco Giovenale
    ikonaLíber, 2023

    Questa sequenza di note e ricostruzioni storiche, fuori da ogni ipotesi di esaustività, propone un possibile itinerario attraverso la vicenda delle espressioni “scrittura asemica” (o “asemantica” o “desemantizzata”) e “asemic writing”; e offre inoltre alcuni elementi di teoria che configurano l’identità di questa pratica artistica come «macchina di disorganizzazione e disintegrazione del significato a opera del senso stesso».

    §

    I due artisti che espongono presso Bianco contemporaneo, Lamberto Pignotti e Hogre, operano entrambi su un fronte che va a sfocare/disseminare e mettere in crisi il concetto stesso di identità, di possibile connessione solida & adamantina tra Moi lacaniano (il famoso “Io”) e linguaggio / opera / mondo. Su piani non diversi lavora il libro NZ, di Antonio Syxty, con il dislocarsi del panorama italiano in una remotissima Nuova Zelanda (NZ appunto) e conseguente evaporazione dell’identità autoriale. Si può dire che analoghi obiettivi muovano poi Asemics, di Marco Giovenale, libro che ha proprio a che fare con scritture che non sono sé stesse, ossia non sono propriamente scritture, in quanto la decodificabilità dei loro glifi e corsivi è del tutto in dubbio anzi revocata.

    Gli autori si confronteranno in un dialogo su questi paradossi e linguaggi (se tali sono): della e nella contemporaneità.

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    l’incontro su mobilizon:
    https://mobilizon.it/events/29ada9e0-4c9d-4fbb-b766-0bd81b0c38f4

    evento facebook:
    https://www.facebook.com/events/2095941497968492/

    ikonaLíber:
    https://www.ikona.net/category/edizioni-ikonaliber/

    la galleria
    https://www.biancocontemporaneo.it/

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    ​Bianco Contemporaneo è una galleria d’arte di sperimentazione – investigazione dell’ambiente artistico volta a scenari sia storici che contemporanei ed è attiva con propri progetti su tutto il territorio nazionale

     

    #AntonioSyxty #art #arte #asemic #asemicWriting #asemics #ASEMICSSensoSenzaSignificato #BiancoContemporaneo #Cambiaunavirgola #ClaudiaDamiani #collanaSyn #conversazione #dialogo #EdizioniIkonaLíber #FabrizioMRossi #FabrizioRossi #frammenti #frammento #galleriaBiancoContemporaneo #Hogre #identità #IkonaLíber #ikonaLíberSynScrittureDiRicerca #IkonaLíberEdizioni #LambertoPignotti #LeFormeDelLinguaggio #lettura #MarcoGiovenale #materialiVerbovisivi #NuovaZelanda #NZ #Pignotti #reading #scritturaAsemantica #scritturaAsemica #scritturaDesemantizzata #SYN #SynScrittureDiRicerca #SYNScrittureDiRicerca #vispo
  6. tom marioni, “social art. ‘arte è morta, ancora una volta”, a cura di pasquale polidori (edizioni cambiaunavirgola, collana ‘solventi’)

    cliccare per ingrandire

    TOM MARIONI

    SOCIAL ART

    L’arte è morta, ancora una volta

    a cura di Pasquale Polidori
    https://pasqualepolidori.net/deposito-solventi/tom-marioni-social-art/

    19×12 cm brossura 192 pagine
    stampato in 250 copie numerate
    su carte Fedrigoni Arena e Woodstock Blu
    progetto grafico di Claudia Clo Damiani e Pasquale Polidori

    grazie a Michele Zaffarano per i suggerimenti e la revisione del testo tradotto

    ISBN: 9791298505643
    edizioni Cambiaunavirgola Roma

    Il volume è stampato in 250 copie numerate ed è acquistabile nelle librerie on line oppure facendone richiesta agli indirizzi:

    [email protected]

    [email protected]

    IT.

    Social Art è un lungo monologo sulla vita e sull’arte. Un fiume nelle cui acque si rimescolano sedimenti di esperienze e ragionamenti su mostre d’arte e ricordi d’infanzia, quesiti filosofici e barzellette da varietà, mistica del jazz e fine felice della pittura, e sull’eccetera come chiave di lettura dell’esistenza.

    Social Art è un discorso fatto al bar di un museo di arte concettuale. Il museo è chiuso per lutto, essendo morta l’arte un’altra volta (e un’altra volta, e un’altra volta). E le opere sono uscite a fare festa. Per strada. Dappertutto. Nella testa.

    Potete leggere Social Art dalla prima all’ultima pagina tutto d’un fiato. Oppure vagando tra un frammento e l’altro. Potete scorrere le frasi con gli occhi, riga dopo riga. Oppure usare il monologo di Tom Marioni come un testo teatrale da adattare alle vostre personali situazioni. Non vi mancheranno le circostanze specifiche più varie, pubbliche e private, immaginarie e concrete, a fare da scenografia all’affabulazione di uno degli artisti più innovativi del pensiero contemporaneo.

    .EN

    Social Art is a long monologue on life and art. A river whose waters mix sediments of experiences and reflections on art exhibitions and childhood memories, philosophical questions and variety show jokes, the mysticism of jazz and the happy ending of painting, and on the “etcetera” as a key to understanding existence.

    Social Art is a talk given in the bar of a conceptual art museum. The museum is closed for mourning, as art has died once again (and once again, and once again). And the works have gone out to party. On the streets. Everywhere. In our heads.

    You can read Social Art from cover to cover in one sitting. Or you can wander from one fragment to another. You can scan the sentences with your eyes, line by line. Or you can use Tom Marioni’s monologue as a theatrical text to be adapted to your own personal situations. You will not lack for the most varied specific circumstances, public and private, imaginary and concrete, to serve as the backdrop for the storytelling of one of the most innovative artists of contemporary thought.

    .IT

    Tom Marioni è nato a Cincinnati, in Ohio, e vive da una vita a San Francisco. Legato in vari modi alle vicende del Concettuale di prima generazione, è stato l’ideatore del Museum Of Conceptual Art, nel cui contesto hanno dialogato esperienze artistiche che sono all’origine sia di un filone comportamentale dell’arte nord-americana, e sia di espressioni quali la Sound-Art e l’Arte Relazionale. È artista, curatore ed educatore; e quel che maggiormente lo contraddistingue è il fatto di non aver separato le tre attività della sua ricerca artistica. La sua opera più celebre è The Act of Drinking Beer with Friends is the Highest Form of Art (1970). In essa si trovano intrecciate molte delle tematiche teoriche risolte e irrisolte dell’arte non solo attuale, come i nodi tra arte e vita, tra opera e processo, tra produzione e curatela, tra esposizione e discorso.

    .EN

    Tom Marioni was born in Cincinnati, Ohio, and lives in San Francisco. Linked in various ways to the events of the first generation of Conceptual Art, he founded the Museum of Conceptual Art, which brought together artistic experiences that gave rise to both a behavioral strand of North American art and expressions such as Sound Art and Relational Art. He is an artist, curator, and educator, and what distinguishes him most is the fact that he has not separated the three activities of his artistic research. His most famous work is The Act of Drinking Beer with Friends is the Highest Form of Art (1970). It intertwines many of the resolved and unresolved theoretical issues of art, not only contemporary art, such as the connections between art and life, between work and process, between production and curation, between exhibition and discourse.

    https://www.pasqualepolidori.net/deposito-solventi/tom-marioni-social-art/

    #art #arte #Cambiaunavirgola #ClaudiaCloDamiani #ClaudiaDamiani #EdizioniCambiaunavirgola #MicheleZaffarano #PasqualePolidori #SocialArt #TomMarioni

  7. tom marioni, “social art. ‘arte è morta, ancora una volta”, a cura di pasquale polidori (edizioni cambiaunavirgola, collana ‘solventi’)

    cliccare per ingrandire

    TOM MARIONI

    SOCIAL ART

    L’arte è morta, ancora una volta

    a cura di Pasquale Polidori
    https://pasqualepolidori.net/deposito-solventi/tom-marioni-social-art/

    19×12 cm brossura 192 pagine
    stampato in 250 copie numerate
    su carte Fedrigoni Arena e Woodstock Blu
    progetto grafico di Claudia Clo Damiani e Pasquale Polidori

    grazie a Michele Zaffarano per i suggerimenti e la revisione del testo tradotto

    ISBN: 9791298505643
    edizioni Cambiaunavirgola Roma

    Il volume è stampato in 250 copie numerate ed è acquistabile nelle librerie on line oppure facendone richiesta agli indirizzi:

    [email protected]

    [email protected]

    IT.

    Social Art è un lungo monologo sulla vita e sull’arte. Un fiume nelle cui acque si rimescolano sedimenti di esperienze e ragionamenti su mostre d’arte e ricordi d’infanzia, quesiti filosofici e barzellette da varietà, mistica del jazz e fine felice della pittura, e sull’eccetera come chiave di lettura dell’esistenza.

    Social Art è un discorso fatto al bar di un museo di arte concettuale. Il museo è chiuso per lutto, essendo morta l’arte un’altra volta (e un’altra volta, e un’altra volta). E le opere sono uscite a fare festa. Per strada. Dappertutto. Nella testa.

    Potete leggere Social Art dalla prima all’ultima pagina tutto d’un fiato. Oppure vagando tra un frammento e l’altro. Potete scorrere le frasi con gli occhi, riga dopo riga. Oppure usare il monologo di Tom Marioni come un testo teatrale da adattare alle vostre personali situazioni. Non vi mancheranno le circostanze specifiche più varie, pubbliche e private, immaginarie e concrete, a fare da scenografia all’affabulazione di uno degli artisti più innovativi del pensiero contemporaneo.

    .EN

    Social Art is a long monologue on life and art. A river whose waters mix sediments of experiences and reflections on art exhibitions and childhood memories, philosophical questions and variety show jokes, the mysticism of jazz and the happy ending of painting, and on the “etcetera” as a key to understanding existence.

    Social Art is a talk given in the bar of a conceptual art museum. The museum is closed for mourning, as art has died once again (and once again, and once again). And the works have gone out to party. On the streets. Everywhere. In our heads.

    You can read Social Art from cover to cover in one sitting. Or you can wander from one fragment to another. You can scan the sentences with your eyes, line by line. Or you can use Tom Marioni’s monologue as a theatrical text to be adapted to your own personal situations. You will not lack for the most varied specific circumstances, public and private, imaginary and concrete, to serve as the backdrop for the storytelling of one of the most innovative artists of contemporary thought.

    .IT

    Tom Marioni è nato a Cincinnati, in Ohio, e vive da una vita a San Francisco. Legato in vari modi alle vicende del Concettuale di prima generazione, è stato l’ideatore del Museum Of Conceptual Art, nel cui contesto hanno dialogato esperienze artistiche che sono all’origine sia di un filone comportamentale dell’arte nord-americana, e sia di espressioni quali la Sound-Art e l’Arte Relazionale. È artista, curatore ed educatore; e quel che maggiormente lo contraddistingue è il fatto di non aver separato le tre attività della sua ricerca artistica. La sua opera più celebre è The Act of Drinking Beer with Friends is the Highest Form of Art (1970). In essa si trovano intrecciate molte delle tematiche teoriche risolte e irrisolte dell’arte non solo attuale, come i nodi tra arte e vita, tra opera e processo, tra produzione e curatela, tra esposizione e discorso.

    .EN

    Tom Marioni was born in Cincinnati, Ohio, and lives in San Francisco. Linked in various ways to the events of the first generation of Conceptual Art, he founded the Museum of Conceptual Art, which brought together artistic experiences that gave rise to both a behavioral strand of North American art and expressions such as Sound Art and Relational Art. He is an artist, curator, and educator, and what distinguishes him most is the fact that he has not separated the three activities of his artistic research. His most famous work is The Act of Drinking Beer with Friends is the Highest Form of Art (1970). It intertwines many of the resolved and unresolved theoretical issues of art, not only contemporary art, such as the connections between art and life, between work and process, between production and curation, between exhibition and discourse.

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