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#archeologia-preventiva — Public Fediverse posts

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  1. 🏛️ 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗘 𝗦𝗖𝗢𝗣𝗘𝗥𝗧𝗘 𝗔 𝗥𝗢𝗠𝗔!

    ✅ A Pietralata emergono tombe monumentali, un sacello forse dedicato a Ercole e vasche di dimensioni eccezionali: un nuovo tassello per la conoscenza del suburbio orientale della città.

    #Archeologia #RomaAntica #Pietralata #ScaviArcheologici
    #Soprintendenza #Ercole #ArcheologiaPreventiva #scopertearcheologiche

    (foto © @soprintendenzaspecialeroma)

    ➡️ Leggi tutti i dettagli su Storie & Archeostorie: wp.me/p7tSpZ-bU2

    storiearcheostorie.com/2026/01

  2. 🏛️ 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗘 𝗦𝗖𝗢𝗣𝗘𝗥𝗧𝗘 𝗔 𝗥𝗢𝗠𝗔!

    ✅ A Pietralata emergono tombe monumentali, un sacello forse dedicato a Ercole e vasche di dimensioni eccezionali: un nuovo tassello per la conoscenza del suburbio orientale della città.

    #Archeologia #RomaAntica #Pietralata #ScaviArcheologici
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  3. 🏛️ 𝗡𝗨𝗢𝗩𝗘 𝗦𝗖𝗢𝗣𝗘𝗥𝗧𝗘 𝗔 𝗥𝗢𝗠𝗔!

    ✅ A Pietralata emergono tombe monumentali, un sacello forse dedicato a Ercole e vasche di dimensioni eccezionali: un nuovo tassello per la conoscenza del suburbio orientale della città.

    #Archeologia #RomaAntica #Pietralata #ScaviArcheologici
    #Soprintendenza #Ercole #ArcheologiaPreventiva #scopertearcheologiche

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  4. 🚇🏛️ 𝗔 𝗥𝗼𝗺𝗮 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗮𝗻𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼

    Con l’apertura delle "archeostazioni" Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia, la Linea C racconta 2.000 anni di storia nel sottosuolo della Capitale.

    #Roma #LineaC #Archeologia #StazioniMuseo #Colosseo #PatrimonioCulturale #ArcheologiaPreventiva

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    storiearcheostorie.com/2025/12

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    Con l’apertura delle "archeostazioni" Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia, la Linea C racconta 2.000 anni di storia nel sottosuolo della Capitale.

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  6. 🚇🏛️ 𝗔 𝗥𝗼𝗺𝗮 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝘁𝗿𝗼𝗽𝗼𝗹𝗶𝘁𝗮𝗻𝗮 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼

    Con l’apertura delle "archeostazioni" Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia, la Linea C racconta 2.000 anni di storia nel sottosuolo della Capitale.

    #Roma #LineaC #Archeologia #StazioniMuseo #Colosseo #PatrimonioCulturale #ArcheologiaPreventiva

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  7. Quando la metropolitana diventa museo: Roma inaugura le “archeostazioni” di Colosseo e Porta Metronia, sulla Linea C

    Redazione

    Roma aggiunge un nuovo capitolo alla sua lunga storia di dialogo – spesso complesso – tra tutela archeologica e sviluppo urbano. Con l’inaugurazione delle stazioni Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia, nel nuovo tratto della Linea C della metropolitana, la Capitale mostra come un’infrastruttura strategica possa trasformarsi in luogo di conoscenza e valorizzazione del patrimonio.

    Non semplici stazioni, ma veri e propri spazi museali integrati, nati da anni di indagini archeologiche condotte tra il 2015 e il 2020, che hanno restituito una stratigrafia continua dal VI secolo a.C. all’età imperiale.

    Due stazioni tutte nuove ora in funzione

    L’inaugurazione si è tenuta il 16 dicembre con il taglio del nastro  da parte del sindaco Roberto Gualtieri, con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e il ministro della Cultura Alessandro Giuli. Presenti ad accogliere le istituzioni i rappresentanti delle società che compongono il general contractor, Metro C, tra cui Pietro Salini, Amministratore Delegato di Webuild, e Vincenzo Onorato, Amministratore Delegato di Vianini Lavori, insieme agli ingegneri, Franco Cristini e Fabrizio Paolo Di Paola, rispettivamente Presidente ed Amministratore Delegato Metro C S.c.p.A.. Fra le istituzioni presenti Bruno Sed legale rappresentante Roma Metropolitane, Andrea Sciotti direttore tecnico Roma Metropolitane e RUP Linea C, Alessandro Rivera Paolo Aielli, rispettivamente Presidente e Direttore Generale Atac. Presenti infine per la Soprintendenza Speciale di Roma, la soprintendente Daniela Porro, e il Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale Alfonsina Russo, e il Direttore del Parco Archeologico del Colosseo Simone Quilici.

    Dal “rischio archeologico” al potenziale culturale

    Il progetto rappresenta uno dei casi più avanzati in Italia di archeologia preventiva applicata a grandi cantieri urbani. In un contesto di eccezionale complessità come quello romano, archeologi, restauratori, architetti e ingegneri hanno lavorato insieme per trasformare il vincolo in opportunità.

    Il risultato è il passaggio da una logica difensiva – il cosiddetto rischio archeologico – a una visione proattiva, che riconosce il potenziale archeologico come risorsa per la città e per i cittadini.

    Porta Metronia: una caserma romana sotto la città

    Durante i lavori della stazione di Porta Metronia è emerso un complesso di eccezionale interesse: una caserma romana del II secolo d.C., completa della casa del comandante, accompagnata da circa 600 reperti archeologici.

    Il complesso diventerà un museo autonomo, curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma, con apertura prevista nella primavera prossima. Stazione e museo saranno collegati da una piazza ipogea, ma con accessi distinti: i viaggiatori potranno osservare le strutture antiche attraverso grandi vetrate, mentre il museo offrirà un percorso immersivo con realtà virtuale e ricostruzioni 3D, raccontando l’evoluzione dell’area dall’età repubblicana a oggi.

    Colosseo/Fori Imperiali: duemila anni di storia in discesa

    La stazione Colosseo/Fori Imperiali ospita uno dei più ambiziosi progetti di museografia sotterranea mai realizzati a Roma. Il percorso accompagna il visitatore in una vera discesa nel tempo, dalla Roma dei Re fino all’età imperiale.

    Tra i rinvenimenti principali spiccano 28 pozzi di età repubblicana (V–II secolo a.C.), legati alla captazione delle acque; un balneum privato con vasca e laconicum, databile tra il II secolo a.C. e il 64 d.C. e una domus imperiale affrescata, con materiali in eccezionale stato di conservazione.

    Un grande oculus vetrato, nel passaggio tra Linea B e Linea C, restituisce una visione inedita del Colosseo dal basso, ricalcando lo stesso punto di vista degli archeologi durante lo scavo.

    Il pozzo come metafora del tempo

    L’allestimento museografico ruota attorno a un’immagine potente: il pozzo. Come un pozzo scende in profondità alla ricerca dell’acqua, così la stazione scava nel sottosuolo per riportare alla luce il passato.

    Luce e ombra, materiali preziosi, strutture reticolari e grandi teche cilindriche in vetro accompagnano il racconto delle seconde vite dei pozzi, utilizzati tra IV e I secolo a.C. come depositi rituali, legati al culto delle acque e delle divinità ctonie.

    Una stazione-museo per la città del futuro

    L’apertura delle stazioni-museo della Linea C dimostra come Roma possa trasformarsi senza rinnegare se stessa, integrando mobilità, tutela e divulgazione. È un modello che restituisce senso civico all’archeologia e rende il patrimonio parte dell’esperienza quotidiana di cittadini e viaggiatori.

    Una metropolitana che non cancella la storia, ma la porta con sé, fermata dopo fermata.

    #archeologia #archeologiaPreventiva #Colosseo #LineaC #metropolitana #museografia #notizie #PortaMetronia #Roma #stazioniMuseo
  8. Quando la metropolitana diventa museo: Roma inaugura le “archeostazioni” di Colosseo e Porta Metronia, sulla Linea C

    Redazione

    Roma aggiunge un nuovo capitolo alla sua lunga storia di dialogo – spesso complesso – tra tutela archeologica e sviluppo urbano. Con l’inaugurazione delle stazioni Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia, nel nuovo tratto della Linea C della metropolitana, la Capitale mostra come un’infrastruttura strategica possa trasformarsi in luogo di conoscenza e valorizzazione del patrimonio.

    Non semplici stazioni, ma veri e propri spazi museali integrati, nati da anni di indagini archeologiche condotte tra il 2015 e il 2020, che hanno restituito una stratigrafia continua dal VI secolo a.C. all’età imperiale.

    Due stazioni tutte nuove ora in funzione

    L’inaugurazione si è tenuta il 16 dicembre con il taglio del nastro  da parte del sindaco Roberto Gualtieri, con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e il ministro della Cultura Alessandro Giuli. Presenti ad accogliere le istituzioni i rappresentanti delle società che compongono il general contractor, Metro C, tra cui Pietro Salini, Amministratore Delegato di Webuild, e Vincenzo Onorato, Amministratore Delegato di Vianini Lavori, insieme agli ingegneri, Franco Cristini e Fabrizio Paolo Di Paola, rispettivamente Presidente ed Amministratore Delegato Metro C S.c.p.A.. Fra le istituzioni presenti Bruno Sed legale rappresentante Roma Metropolitane, Andrea Sciotti direttore tecnico Roma Metropolitane e RUP Linea C, Alessandro Rivera Paolo Aielli, rispettivamente Presidente e Direttore Generale Atac. Presenti infine per la Soprintendenza Speciale di Roma, la soprintendente Daniela Porro, e il Capo Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale Alfonsina Russo, e il Direttore del Parco Archeologico del Colosseo Simone Quilici.

    Dal “rischio archeologico” al potenziale culturale

    Il progetto rappresenta uno dei casi più avanzati in Italia di archeologia preventiva applicata a grandi cantieri urbani. In un contesto di eccezionale complessità come quello romano, archeologi, restauratori, architetti e ingegneri hanno lavorato insieme per trasformare il vincolo in opportunità.

    Il risultato è il passaggio da una logica difensiva – il cosiddetto rischio archeologico – a una visione proattiva, che riconosce il potenziale archeologico come risorsa per la città e per i cittadini.

    Porta Metronia: una caserma romana sotto la città

    Durante i lavori della stazione di Porta Metronia è emerso un complesso di eccezionale interesse: una caserma romana del II secolo d.C., completa della casa del comandante, accompagnata da circa 600 reperti archeologici.

    Il complesso diventerà un museo autonomo, curato dalla Soprintendenza Speciale di Roma, con apertura prevista nella primavera prossima. Stazione e museo saranno collegati da una piazza ipogea, ma con accessi distinti: i viaggiatori potranno osservare le strutture antiche attraverso grandi vetrate, mentre il museo offrirà un percorso immersivo con realtà virtuale e ricostruzioni 3D, raccontando l’evoluzione dell’area dall’età repubblicana a oggi.

    Colosseo/Fori Imperiali: duemila anni di storia in discesa

    La stazione Colosseo/Fori Imperiali ospita uno dei più ambiziosi progetti di museografia sotterranea mai realizzati a Roma. Il percorso accompagna il visitatore in una vera discesa nel tempo, dalla Roma dei Re fino all’età imperiale.

    Tra i rinvenimenti principali spiccano 28 pozzi di età repubblicana (V–II secolo a.C.), legati alla captazione delle acque; un balneum privato con vasca e laconicum, databile tra il II secolo a.C. e il 64 d.C. e una domus imperiale affrescata, con materiali in eccezionale stato di conservazione.

    Un grande oculus vetrato, nel passaggio tra Linea B e Linea C, restituisce una visione inedita del Colosseo dal basso, ricalcando lo stesso punto di vista degli archeologi durante lo scavo.

    Il pozzo come metafora del tempo

    L’allestimento museografico ruota attorno a un’immagine potente: il pozzo. Come un pozzo scende in profondità alla ricerca dell’acqua, così la stazione scava nel sottosuolo per riportare alla luce il passato.

    Luce e ombra, materiali preziosi, strutture reticolari e grandi teche cilindriche in vetro accompagnano il racconto delle seconde vite dei pozzi, utilizzati tra IV e I secolo a.C. come depositi rituali, legati al culto delle acque e delle divinità ctonie.

    Una stazione-museo per la città del futuro

    L’apertura delle stazioni-museo della Linea C dimostra come Roma possa trasformarsi senza rinnegare se stessa, integrando mobilità, tutela e divulgazione. È un modello che restituisce senso civico all’archeologia e rende il patrimonio parte dell’esperienza quotidiana di cittadini e viaggiatori.

    Una metropolitana che non cancella la storia, ma la porta con sé, fermata dopo fermata.

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  9. 🚂🛤️ ⚒️ 🏺 𝗗𝗮𝗹 𝗣𝗶𝗲𝗺𝗼𝗻𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗦𝗶𝗰𝗶𝗹𝗶𝗮❟ 𝗱𝗮𝗹𝗹'𝗲𝘁à 𝗱𝗲𝗹 𝗯𝗿𝗼𝗻𝘇𝗼 𝗮𝗶 𝗟𝗼𝗻𝗴𝗼𝗯𝗮𝗿𝗱𝗶: 𝗲𝗰𝗰𝗼 𝗹’𝗔𝘁𝗹𝗮𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗶 𝗿𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗿𝗰𝗵𝗲𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗶 𝗹𝘂𝗻𝗴𝗼 𝗹𝗲 𝗹𝗶𝗻𝗲𝗲 𝗳𝗲𝗿𝗿𝗼𝘃𝗶𝗮𝗿𝗶𝗲

    ➡️ Scopri cosa è stato ritrovato su Storie & Archeostorie e scarica il volume 📖: wp.me/p7tSpZ-bdS

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    storiearcheostorie.com/2025/11

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  13. Dal Piemonte alla Sicilia, dall’età del bronzo ai Longobardi: ecco l’Atlante dei ritrovamenti archeologici lungo le linee ferroviarie | SCARICA PDF

    Elena Percivaldi

    Negli ultimi vent’anni l’archeologia italiana ha visto affermarsi tra i protagonisti il Gruppo FS Italiane. Attraverso Archeolog, ente del Terzo settore che riunisce RFI, Italferr, Anas e Quadrilatero Marche–Umbria, il Gruppo FS ha assunto un ruolo decisivo nella tutela, nella conservazione e nella valorizzazione dei reperti rinvenuti durante la realizzazione delle infrastrutture ferroviarie e stradali.

    Non si tratta di episodi sporadici, ma di una strategia coerente che ha cambiato l’approccio alle opere pubbliche: oggi la archeologia preventiva è parte integrante della progettazione, un processo che permette di conciliare sviluppo e tutela attraverso diagnosi, indagini e interventi mirati.

    Il risultato più evidente di questo lavoro è l’Atlante dei Ritrovamenti Archeologici lungo tracciati ferroviari e stradali, una pubblicazione monumentale che raccoglie alcune delle più significative scoperte avvenute in Italia grazie ai cantieri ferroviari e stradali (può essere scaricata gratuitamente QUI).

    RFI ATLANTE ARCHEOLOG WEB D_compressedDownload

    Come sottolinea Stefano Antonio Donnarumma, il ruolo delle infrastrutture è cruciale per la coesione del Paese, ma non può prescindere dal rispetto della storia. L’archeologia preventiva è diventata così un tassello indispensabile nella costruzione di una mobilità moderna e sostenibile.

    L’Atlante: un grande archivio delle scoperte lungo i tracciati italiani

    L’Atlante, curato da Ilaria Maggiorotti con il supporto del Ministero della Cultura e delle Soprintendenze territoriali, documenta 26 ritrovamenti recenti, ma offre anche una visione d’insieme dell’evoluzione di un modello di collaborazione unico nel suo genere.

    Ciascuna scheda dell’Atlante presenta schematicamente la localizzazione del ritrovamento con cronologia, descrizione dettagliata, foto e grafici, interpretazioni e contesto storico.

    Il volume è consultabile anche nei centri di documentazione del Gruppo FS ed è diventato uno strumento utile per studiosi, appassionati e operatori culturali.

    Il ruolo di Archeolog: sinergia tra istituzioni e territorio

    Dal 2015, anno della sua fondazione, Archeolog Onlus coordina gli interventi sui territori interessati dai grandi cantieri ferroviari e stradali.
    Il suo Comitato scientifico, guidato dal prof. Alessandro Vanzetti e formato da archeologi del Ministero e accademici, definisce linee guida, metodologie e protocolli condivisi.

    Come sottolinea Vanzetti, non basta scavare: occorre interpretare, restituire, comunicare. È fondamentale che le comunità locali possano conoscere il patrimonio riportato alla luce, trasformando i rinvenimenti in occasioni di crescita culturale ed economica.

    I cantieri che riscrivono la storia: il caso Italferr

    Tra gli attori più rilevanti c’è Italferr, società di ingegneria del Gruppo FS e pioniera dell’archeologia preventiva in Italia.
    Sin dagli anni delle grandi linee AV – Torino–Milano, Bologna–Firenze, Roma–Napoli – gli archeologi hanno accompagnato ogni fase dei lavori, facendo emergere contesti di straordinario valore.

    Uno dei casi più celebri è la necropoli romana scoperta durante la costruzione della stazione AV di Bologna Centrale. Ma non meno rilevante è la stazione di sosta romana con complesso termale lungo la linea Roma–Napoli, o il recupero della Tomba della Montagnola, esempio emblematico di integrazione tra tutela e progettazione.

    Oggi Italferr utilizza strumenti avanzati come GIS, telerilevamento, machine learning e software predittivi per identificare aree sensibili prima dell’apertura del cantiere.

    26 ritrovamenti che raccontano l’Italia: eccone alcuni

    1. Piemonte – La Necropoli longobarda di Sant’Albano Stura (CN)

    Uno dei ritrovamenti più spettacolari è la necropoli longobarda di Sant’Albano Stura, rinvenuta in frazione Ceriolo durante i lavori dell’autostrada Asti–Cuneo tra il 2009 e il 2011. La necropoli ha restituito oltre 800 sepolture, una delle più estese di tutto il territorio nazionale.

    Tra i materiali spiccano monete d’oro e d’argento, fibule a S e collane in pasta vitrea appartenenti ai corredi femminili, e armi da taglio, lance e scudi presenti nelle tombe dei guerrieri.

    Una tomba infantile a cappuccina e una struttura lignea simile alle “case della morte” – piuttosto rara in Italia – rendono il contesto ancora più importante significativo.

    2. Piemonte – La città romana di Libarna (AL)

    Le indagini lungo la storica Via Postumia e le linee ferroviarie Torino–Genova e Milano–Genova hanno riportato alla luce parti finora sconosciute della città romana di Libarna (I–III sec. d.C.), già individuata e scavata in più riprese a partire dalla fine dell’Ottocento.

    Tra i ritrovamenti la porticus del teatro, le terme urbane (ancora da mettere in luce), un edificio produttivo dedicato alla lavorazione dei laterizi e tratti del decumano con pavimentazione originaria.

    Il sito è oggi uno dei più importanti luoghi archeologici dell’Italia nord-occidentale.

    3. Toscana – Le 30 navi romane di Pisa San Rossore (PI)

    Forse il ritrovamento più noto riportato nell’Atlante è quello delle navi di Pisa San Rossore, emerse nel 1998 durante la costruzione di un centro direzionale FS. Gli archeologi scoprirono una vera “Pompei del mare”, sepolta a sei metri di profondità: circa 30 relitti databili tra il III sec. a.C. e il VII sec. d.C.

    Tra i materiali conservati spiccano, oltre ai legni perfettamente integri degli scafi, carichi di ceramiche, anfore e utensili, oggetti personali dei marinai e strumenti di bordo.

    Grazie alla mancanza di ossigeno e alle falde sotterranee, molti manufatti si sono conservati in condizioni eccezionali. Oggi le navi sono esposte negli Arsenali Medicei, sede del Museo delle Navi Antiche di Pisa.

    4. Marche – Taverne di Serravalle di Chienti (MC): un villaggio del Bronzo Antico

    Gli scavi nell’area della SS 77 hanno rivelato un vasto villaggio dell’Età del Bronzo Antico (2200–1700 a.C.), con oltre 1000 buche di palo.

    Tra le strutture principali sono riemerse le tracce di una capanna absidata lunga 20 metri e di una seconda capanna rettangolare, recinti per animali e aree funzionali artigianali.

    Accanto al villaggio è stata individuata una necropoli circolare con 20 tombe, probabilmente legate a un unico nucleo familiare.

    5. Calabria – Bagnara Calabra (RC): insediamenti neolitici e del Bronzo

    A Bagnara Calabra sono state scoperte due sepolture neolitiche (V millennio a.C.) e due insediamenti dell’Età del Bronzo Antico (2100–1900 a.C.).

    Il ritrovamento più rilevante è la presenza di ossidiana proveniente da Lipari, conferma di intensi traffici marittimi già in epoca preistorica.

    6. Calabria – Canneti (RC): un sito pluristratificato

    A Canneti, nel Comune di Locri, gli scavi del 2011 hanno rivelato un insediamento attivo tra l’Età del Ferro (VIII-VII sec. a.C.) e l’epoca ellenistica.

    Il sito ha restituito un pozzo e un canale arcaici, una bellissima antefissa gorgonica, una necropoli con rituali di sacrificio (enagisma) e una piccola imbarcazione rituale, tutti elementi che forniscono una preziosa testimonianza delle pratiche religiose della Sicilia centrale.

    7. Sicilia – Assoro (EN), località Cuticchi

    Qui sono stati identificati un vasto insediamento rurale romano-imperiale (I–III sec. d.C.) e una necropoli di 168 sepolture con corredi preziosi, oggetti in oro e un’urna cineraria iscritta.

    8. Sicilia – Caltagirone (CT): la necropoli di Fontana di Pietra

    Nel 2022, durante interventi infrastrutturali, è emersa una doppia necropoli: la più antica è protostorica (2200–1600 a.C.) con tombe a grotticella, la seconda tardoantica con tombe a fossa.

    I corredi hanno richiesto la modifica del progetto per garantirne la conservazione.

    9. Sicilia – Vallelunga Pratameno (CL): una villa rustica in attività per secoli

    Le indagini hanno rivelato un insediamento attivo dal III–II sec. a.C. al VI sec. d.C., composto da una villa rustica, una grande fornace e diversi ambienti produttivi agricoli. Molte le anfore emerse, insieme alle attrezzature per la lavorazione dell’argilla.

    10. Sicilia – Himera (PA): 9.300 tombe tra storia e guerra

    Le ricerche hanno interessato anche la monumentale necropoli di Himera, con circa 9300 sepolture.
    Tra i reperti più toccanti, le tombe collettive dei soldati caduti nelle battaglie del V secolo a.C., con segni evidenti dei colpi mortali.

    Scavo di uno dei cavalli morti nella battaglia del 480 a.C. (dall’Atlante)

    Un modello per il futuro

    Questi sono solo alcuni dei 26 siti illustrati nell’Atlante, che insieme al lavoro di Archeolog mostra come la costruzione di infrastrutture non sia più – o almeno, non dovrebbe essere! – “distruzione” ma opportunità: opportunità di conoscenza, di tutela e di restituzione.

    Come afferma Cristian D’Ammassa, l’archeologia preventiva non deve essere percepita come un ostacolo, ma come una risorsa.

    L’Italia è uno dei Paesi più complessi al mondo per densità di stratificazioni archeologiche. Le esperienze raccontate e illustrate nell’Atlante dimostrano che non solo è possibile conciliare modernità e tutela, ma che questo incontro può generare nuovi modelli operativi riconosciuti a livello europeo.

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