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1000 results for “Bellissiamo”
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Ada & Zangemann day
È stato bellissimo!
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#STEAM #EducazioneInnovativa #RoboticaEducativa #SviluppoCompetenze #Inclusione
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@wikimediaitalia @fsfe @kirschner -
Ada & Zangemann day
È stato bellissimo!
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Ada & Zangemann day
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S1E8 #QualifiedDPO
Oggi è tutto bellissimo.
ALTROCONSUMO, paladino dei consumatori, pagherà 100.000 Euro di sanzione al Garante per violazione del GDPR nell'attività di telemarketing.
Una batosta eclatante che fa traballare la limpidezza degli altissimi ideali sbandierati.
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A fine mese L.Conti presenterà il bellissimo libro di G.Assandri. Intanto, tre curiosità su una storia epica!
#Berlino #Olimpiadi1936 #LuzLong #JesseOwens #GiuseppeAssandri #LuciaConti
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A fine mese L.Conti presenterà il bellissimo libro di G.Assandri. Intanto, tre curiosità su una storia epica!
#Berlino #Olimpiadi1936 #LuzLong #JesseOwens #GiuseppeAssandri #LuciaConti
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Sembra un #marioparty per #gameboy
https://youtube.com/playlist?list=PLYkFdEBqyTutX5HuqxA9AfpVFDXAgEZkO&si=ocDgnnxYfY3nFBpQ
Invece no … bellissimo ❤️
@gameboyscene @giochi -
Sembra un #marioparty per #gameboy
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Invece no … bellissimo ❤️
@gameboyscene @giochi -
Sembra un #marioparty per #gameboy
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Invece no … bellissimo ❤️
@gameboyscene @giochi -
https://www.europesays.com/it/389166/ Jake Paul e il nuovo regalo per la fidanzata Jutta Leerdam: una Mercedes-Benz Classe G, lei impazzisce di gioia #argento #bellissimo #benz #BenzClasse #Celebrità #Celebrities #classe #cortina #CortinaMedaglie #Entertainment #fidanzata #follower #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #jake #JakePaul #jutta #JuttaLeerdam #leerdam #milano #MilanoCortina #paul #regalo #youtuber
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Capitolo 426:
Il primo mese del nuovo anno si avvia verso la conclusione e, come di consueto, complice la pioggia e il freddo, la quantità di film visti è notevole. Le cose da vedere, soprattutto in sala, si accumulano sempre di più (se solo la smettessero di programmare le proiezioni stampa OGNI volta che la Roma gioca una partita infrasettimanale, diamine!). Devo recuperare La Grazia e Marty Supreme, e anche Sirat (che comunque uscirà su Mubi). In compenso, la scorsa settimana sono riuscito almeno ad assistere alla proiezione di Hamnet di Chloè Zhao, di cui vi parlo in maniera più approfondita nella recensione completa. Tra le altre cose hanno annunciato le nomination agli Oscar e, come sapete, non intendo commentarle, anche se vedere roba come F1 candidato come Miglior Film e non Panahi fa davvero gridare. Per questo non intendo fare commenti, parliamo piuttosto di film.
Good Time (2017): Il mese scorso, mentre ero sul set del nuovo film di Nanni Moretti, un ragazzo che faceva la comparsa mi ha parlato con grande entusiasmo di questo film dei fratelli Safdie (tra poco di nuovo in sala con l’atteso Marty Supreme, candidato agli Oscar). Inizialmente mi è sembrata una versione moderna e crime di Uomini e Topi di Steinbeck, visto che al centro della vicenda ci sono un tizio grande e grosso (Benny Safdie, uno dei registi), con problemi di salute mentale, e uno più piccolo e sveglio (Robert Pattinson). Ben presto però la storia prende una direzione tutta sua, con il tipo grosso che viene arrestato e con quello sveglio che attraversa la notte cercando un modo per farlo evadere. Amo i film che si svolgono interamente nell’arco di poche ore, inoltre le riprese notturne, i neon di una città squallida, dall’aria marcia e le peripezie affrontate dai protagonisti, riescono a tenerti incollato allo schermo per tutti i suoi 100 minuti. Lo potete vedere su Mubi (clicca qui per provare Mubi gratis per 30 giorni!)
•••½Ave Ventura l’Acchiappanimali (1994): Rivedendo questo cult degli anni 90, che ha il merito di aver lanciato la carriera di Jim Carrey, la prima cosa che mi ha sorpreso è vedere Sean Young (l’incantevole Rachel di Blade Runner) nei panni di un odioso capo della polizia, non la ricordavo affatto. Per il resto è un film invecchiato decisamente maluccio, che si regge interamente sulle spalle di quel mattatore di Carrey, nonostante alcune gag che oggi appaiono davvero imbarazzanti, e i sorrisi di Courteney Cox, che ai tempi aveva appena cominciato a girare Friends. Non so se avete il fegato di lanciarvi come me in questo ritorno al demenziale, ma se proprio ci tenete lo trovate su Prime Video (sto valutando se far partire questa nuova abitudine mentre pranzo, ma non credo che né io ne voi lo vogliamo davvero). Sufficienza di stima, solo perché il buon Jim spara un paio di facce che valgono da sole il film.
•••Thirst (2009): Non vedevo questo filmone di Park Chan-wook da una quindicina d’anni e ancora oggi conserva tutto il suo fascino, il suo finissimo black humor e soprattutto la sua grandezza visiva. Un prete decide di sottoporsi a un esperimento medico, sopravvive per miracolo e si ritrova trasformato in qualcosa che non si può concepire: un vampiro. Come far coesistere l’etica, il voto di castità, la bontà della sua versione umana con la sete di sangue, l’istinto sessuale, la necessità di procurarsi cibo della sua versione bestiale? Una goduria continua, dove amore e morte, da sempre elementi fondamentali nel mito del vampiro, sono solo alcune facce di un dado che racconta anche senso di colpa, morale, fede e desiderio. Song Kang-ho (protagonista di Parasite e di Memorie di un Assassino di Bong) è gigantesco, capace di rendere credibile sia la fragilità spirituale che la deriva mostruosa del suo personaggio. Lo trovate su Prime Video, dove è stato inserita nel catalogo buona parte della filmografia di Park (tra cui la trilogia della vendetta e il carinissimo I’m a Cyborg But That’s Ok, che conto di rivedere presto).
••••Save the Green Planet (2003): A volte ci sono film di cui non avresti mai sentito parlare se non attraverso percorsi casuali. Sono incappato in questo film di Jang Joon-hwan grazie a Bugonia di Lanthimos, che ne è il remake, è il confronto tra i due è inevitabile. E, almeno per me, pende decisamente a favore del film del regista greco. L’originale sudcoreano è un oggetto davvero bizzarro, un B-movie impazzito che mescola fantascienza, thriller, commedia nera e delirio puro senza preoccuparsi troppo dell’equilibrio. La storia di un uomo convinto che il suo capo sia un alieno deciso a distruggere la Terra è raccontata con un tono isterico, sopra le righe, volutamente sgangherato. A tratti è divertente, ma spesso sembra più interessato a sorprendere che a scavare davvero nei personaggi. È un film che gioca con l’assurdo e con la paranoia, ma lo fa in modo caotico, come se fosse guidato dall’urgenza di un’idea folle più che da una vera necessità narrativa. Il risultato è affascinante per energia e libertà, ma anche irregolare, con momenti che sembrano appartenere, come dicevo, a un pazzo B-movie di fantascienza anni 90. Inevitabilmente ho poi voluto rivedere anche Bugonia (••••), che avevo già visto al cinema lo scorso autunno: Lanthimos prende lo stesso spunto e lo rende più coerente, più divertente, grazie anche a un cast di interpreti clamorosi (Emma Stone non gioca lo stesso campionato dell’intero cast sudcoreano messo insieme) e un finale che è puro cinema, grazie anche alla voce di Marlene Dietrich (dite quello che vi pare, ma la scena con Where Have all the Flowers Gone è un capolavoro).
•••I Poliziotti di Riserva (2010): Adam McKay, prima di consacrarsi con due filmoni come La Grande Scommessa e Vice, amava dirigere commedie demenziali con Will Ferrell (qualcuno ricorderà Anchorman o Fratellastri a 40 anni). Nel 2011 vidi questo film durante un volo da New York a Roma e ricordo che, mentre tutti in aereo dormivano, io ero costretto a controllare le risate per non disturbare e, lo sapete, quando uno cerca di trattenere le risate, sente il bisogno di ridere ancora di più. La trama non è il punto di forza di questo film, ma la strana coppia Will Ferrell – Mark Wahlberg funziona piuttosto bene, circondata da un cast d’eccezione per un film di questo livello (tra gli altri: Steve Coogan, Eva Mendes, Dwayne Johnson, Samuel L. Jackson, Michael Keaton, Bobby Cannavale). I dialoghi contengono battute del tipo: “Io sono un pavone, dovete lasciarmi volare!”, oppure “Vi do qualche dritta per non finire in carcere. Uno: fate qualsiasi cosa per non essere neri o ispanici” (oggi, purtroppo, suona ancor di più terribilmente attuale). Anche questo film l’ho visto a pezzi mentre pranzavo, per una buona e sana digestione. Se avete voglia di una serata spensierata (o un pranzo!), lo trovate su Prime Video.
•••½Una Storia Vera (1999): Uno dei film più sorprendenti di David Lynch, proprio perché è quello che sembra meno lynchiano di tutti. Niente scene oniriche, niente doppelganger, niente tende rosse o personaggi inquietanti. Solo una storia semplice, lineare, raccontata con una delicatezza che spiazza chi si aspetta il solito viaggio nell’inconscio. Tratto da una storia realmente accaduta (come da titolo italiano), un non troppo arzillo 73enne decide di percorrere circa 400km a bordo di un tosaerba per andare a trovare il fratello malato, con cui non parla da anni. Un’odissea in miniatura (dall’Iowa al confinante Wisconsin), lenta nei fatti e mai nel suo battito, costituita da incontri casuali, strade in mezzo al nulla, perse tra paesaggi infiniti. Forse è il film più umano di David Lynch (forse qualcuno dirà The Elephan Man, ci sta): ogni personaggio secondario sembra portarsi dietro una vita intera, che avresti voglia di seguire in un film a parte. La cosa che più ho amato sono stati proprio gli incontri, le belle persone vengono sempre attratte da te quando i tuoi valori sono nobili, quando il tuo viaggio è vero, sentito (parlo di questo tipo di viaggi proprio nel mio libro La Strada Altrove, dove faccio diversi incontri simili a quelli di Alvin Straight!). Film bellissimo, che sa andare alla velocità giusta e, soprattutto, non è mai ricattatorio o melenso. David Lynch sapeva anche fare cose di questo genere. Lo trovate su Mubi.
••••[Se l’articolo ti è piaciuto, offrimi un caffè o magari una colazione,
una piccola mancia per aiutarmi a sostenere il sito!]#aceVentura #Cinema #cosaVedere #film #goodTime #iPoliziottiDiRiserva #mubi #prime #saveTheGreenPlanet #thirst #unaStoriaVera
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If you ask fans of Carolina Crown when the corps’ rise to become one of the perennial competitors for the DCI World Championship, a good number of them would point to the 2003 season. After dropping out of finals the season before, Crown made a number of changes, not the least of which was the addition of Matt Harloff as brass caption head, a position he still holds as of this article. Crown’s horn lines are legendary for their power and dexterity, but it took time to build to that level, and 2003 was step #1.
The theme of the 2003 show was “Bellissimo”. Much of the music in the show was inspired by religion, such as Debussy’s Engulfed Cathedral, or by how the selection used bells, such as when the guard used rifles with bells as part of the handle, ringing with each catch or slap of the rifle in the guard member’s hand. The guard uniforms, a mixture of gold, silver, and bronze, panels, provided a visual complement to the metallic sounds used throughout the show. The closer, though, is why I’ve added this show to my list, the classic Carol Of The Bells.
Crown’s rendition of the Ukrainian Bell Carol was a show within itself, starting, fittingly enough, with the front ensemble and many bell sounds during the intro before the brass came in. This was the first time Carol Of The Bells was used as a full musical selection, and Crown used it to full effect, building the intensity throughout the song until the mellophones, in a diamond block front and center on the 50, played the melody at full volume while expanding the block and marching in a high stepping half time, all while the rest of the horns, in three similar formations behind them, rotated at full speed before all four diamonds expanded and joined together to form a full horn diamond before finishing out the song and the performance, a brief touch of winter and Christmas during an otherwise hot and humid August Orlando night.
https://medi-nerd.com/2022/12/23/12-days-of-drum-corps-2003-carolina-crown/
#1 #12CorpsOfChristmas #12CorpsOfChristmas2003CarolinaCrown #2003 #CarolinaCrown #DCI #drumCorps #DrumCorpsInternational #MarchingArts
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If you ask fans of Carolina Crown when the corps’ rise to become one of the perennial competitors for the DCI World Championship, a good number of them would point to the 2003 season. After dropping out of finals the season before, Crown made a number of changes, not the least of which was the addition of Matt Harloff as brass caption head, a position he still holds as of this article. Crown’s horn lines are legendary for their power and dexterity, but it took time to build to that level, and 2003 was step #1.
The theme of the 2003 show was “Bellissimo”. Much of the music in the show was inspired by religion, such as Debussy’s Engulfed Cathedral, or by how the selection used bells, such as when the guard used rifles with bells as part of the handle, ringing with each catch or slap of the rifle in the guard member’s hand. The guard uniforms, a mixture of gold, silver, and bronze, panels, provided a visual complement to the metallic sounds used throughout the show. The closer, though, is why I’ve added this show to my list, the classic Carol Of The Bells.
Crown’s rendition of the Ukrainian Bell Carol was a show within itself, starting, fittingly enough, with the front ensemble and many bell sounds during the intro before the brass came in. This was the first time Carol Of The Bells was used as a full musical selection, and Crown used it to full effect, building the intensity throughout the song until the mellophones, in a diamond block front and center on the 50, played the melody at full volume while expanding the block and marching in a high stepping half time, all while the rest of the horns, in three similar formations behind them, rotated at full speed before all four diamonds expanded and joined together to form a full horn diamond before finishing out the song and the performance, a brief touch of winter and Christmas during an otherwise hot and humid August Orlando night.
https://medi-nerd.com/2022/12/23/12-days-of-drum-corps-2003-carolina-crown/
#1 #12CorpsOfChristmas #12CorpsOfChristmas2003CarolinaCrown #2003 #CarolinaCrown #DCI #drumCorps #DrumCorpsInternational #MarchingArts
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I francesi della #RevueDesMedias mi hanno chiesto di raccontare il mio lavoro sul caso #JA e #WikiLeaks e come mi ha portato a rivelazioni come lo scoop su #ICE.
Un bellissimo articolo di #FlorineAmenta
[francese]
https://larevuedesmedias.ina.fr/wikileaks-epstein-archives-enquetes-secrets-etat-stefania-maurizi
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Fra le molte cose belle scritte da #SamShepard c’è anche il soggetto e poi la sceneggiatura, redatta insieme allo stesso #WimWenders e a #lmkitcarson di questo bellissimo #ParisTexas diretto dal regista tedesco nel 1984. Al confine con il Messico, un... #unocinema #unofilm #filmastodon #cinema #film #recensioni #NastassjaKinski #deanstockwell
https://www.valeriotagliaferri.it/paris-texas-di-wim-wenders/
ascolta gratis la #recensione sul #podcast #lafogliadacanto su #spotify #amazonmusic e #youtube
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Mubi: Le Novità di Maggio 2026
Maggio è il mese del Festival di Cannes: la cosa non è casuale, visto che questo mese Mubi ci propone una bella selezione di film passati dalla Croisette. Ma non solo, ovviamente. Come ripeto sempre, sarebbe bello essere pagato per dirlo, quando invece posso garantirvi che si tratta di un consiglio davvero spassionato: Mubi è la mia piattaforma streaming preferita, piena di film più o meno impossibili da trovare altrove. Se ancora non sapete di cosa sto parlando, in fondo all’articolo trovate un link con un bel regalo per voi, fatene tesoro (cioè un mese gratuito di Mubi!). Approfittatene soprattutto per vedere il primo film di questa lista, che è stu-pen-do.
Il 14 maggio arriva infatti L’Agente Segreto di Kleber Mendonça Filho, che si presenta con un biglietto da visita niente male: due premi a Cannes (Wagner Moura miglior attore, oltre che alla regia), quattro nomination agli Oscar, due nomination ai BAFTA e la vittoria di due Golden Globe. Un thriller politico ambientato nello scenario culturale del Brasile degli anni Settanta, che avvolge lo spettatore in un’atmosfera densa di tensione, evocando lo splendore del grande cinema del passato grazie a una fotografia ricercata e a una colonna sonora iconica, capaci di racchiudere lo spirito di un’intera epoca. Vedetelo, come prima cosa da fare.
In occasione dell’arrvo de L’Agente Segreto, come detto premiato a Cannes per la Miglior Regia, Mubi presenta una collezione dedicata ai grandi maestri che hanno conquistato questo prestigioso riconoscimento. Alcuni titoli? Drive (Nicolas Winding Refn, 2011), The Assassin (Hou Hsiao-hsien, 2015), Fargo (Joel Coen, 1996) e molti altri.
Il 16 maggio arriva invece Lo Sguardo Misterioso del Fenicottero, di Diego Céspedes. Presentato in anteprima al Festival di Cannes 2025, dove ha vinto il Premio Un Certain Regard, il film ha poi ricevuto il Drama Youth Award al Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián 2025 e successivamente è stato selezionato dal Toronto International Film Festival e dal Karlovy Vary International Film Festival. Un esordio che si è imposto con forza nel panorama dei festival internazionali. Fondendo elementi western con quelli del realismo magico, l’opera prima di Céspedes reinterpreta la crisi dell’AIDS degli anni Ottanta attraverso mito e metafora, mettendo al centro le vite trans e queer troppo spesso escluse dalle narrazioni storiche. Con le sue immagini sensuali, la sua ironia tagliente e la sua precisione emotiva, il film esplora come le società costruiscano mostri a partire dal desiderio e come l’amore possa diventare al tempo stesso rifugio e provocazione.
Il 22 maggio sarà disponibile il nuovo film di Ira Sachs, Peter Hujar’s Day. Il regista mette in scena la lunga intervista (leggasi: monologo) avuta dal fotografo statunitense Peter Hujar con un’amica scrittrice che voleva realizzare un libro (mai uscito) sulla vita quotidiana dei suoi amici artisti. L’estetica è impeccabile: sembra davvero una ripresa dell’epoca (siamo negli anni 70) e la fotografia è stupenda. Sembrerebbe quasi un mumblecore, per quanto è verboso, il problema è che è davvero difficile seguire un personaggio, e un film, che non ha niente da dire: ma c’è chi lo ha amato, chissà che non sia anche il vostro caso.
Il 29 maggio sarà invece l’occasione per (ri)vedere il bellissimo La Chimera di Alice Rohrwacher. Ambientato negli anni ’80, nella Tuscia, nel mondo dei “tombaroli”, il film racconta di un giovane archeologo inglese (Josh O’Connor) coinvolto nel traffico clandestino di reperti archeologici. Presentato in Concorso al Festival di Cannes nel 2023, dove ha ottenuto il Premio AFCAE, è stato successivamente presentato in concorso in numerosi festival internazionali, ottenendo premi al Chicago International Film Festival, al Valladolid International Film Festival e al Telluride Film Festival, e vincendo l’European Film Awards per la miglior scenografia.
Cannes e l’Africa: una collezione che celebra l’eccellenza del cinema africano, ripercorrendo i capolavori presentati in anteprima al Festival nel corso dei decenni. Tra i film disponibili: Bamako (Abderrahmane Sissako, 2006), Abouna (Mahamat-Saleh Haroun, 2002), La Scelta (Idrissa Ouedraogo, 1987), Il Sole Ardente (Youssef Chahine, 1954), Monangambé (Sarah Maldoror, 1968), oltre ai film già presenti il mese scorso come il bellissimo My Father’s Shadow (Akinola Davies Jr., 2025) e il cult Touki Bouki (Djibril Diop Mambety, 1973).
Bisogno di cinema americano? Niente paura, ecco una collezione di film che punta a catturare la vivacità del cinema americano degli anni Ottanta, periodo in cui si iniziò a esplorare gli Stati Uniti dall’interno, le strutture di potere, le idiosincrasie e la cultura, attraverso una selezione di titoli iconici. Alcuni titoli: Stregata dalla Luna (Norman Jewison, 1987), Fa’ la Cosa Giusta (Spike Lee, 1989), The Times of Harvey Milk (Rob Epstein, 1984), Harry ti Presento Sally (Rob Reiner, 1989), Scanners (David Cronenberg, 1981), Born in Flames (Lizzie Borden, 1983), Paris is Burning (Jennie Livingston, 1990), Working Girls (Lizzie Borden, 1986), Emerald Cities (Rick Schmidt, 1983).
Al di là delle novità di maggio, c’è un intero catalogo che è una raccolta di gemme preziose, cult imperdibili e capolavori da riscoprire (c’è tutto Twin Peaks!!!). Come sempre, se volete provare Mubi gratis per trenta giorni, potete usare questo link messo a disposizione da Una Vita da Cinefilo per tutti i suoi lettori e le sue lettrici. Al termine dei 30 giorni di prova gratuita potrete decidere se disdire o abbonarvi (e vi assicuro che una volta provato Mubi, non riuscirete più a rinunciarvi). Il link per provare Mubi gratuitamente per 30 giorni? Qui: mubi.com/30giornigratis. Buona maggio di grande cinema!
[Se l’articolo ti è piaciuto, offrimi un caffè o magari una colazione,
#catalogo #Cinema #cosaVedereSuMubi #daVedere #film #mubi #mubiGratis
una piccola mancia per aiutarmi a sostenere il sito!] -
Mubi: Le Novità di Maggio 2026
Maggio è il mese del Festival di Cannes: la cosa non è casuale, visto che questo mese Mubi ci propone una bella selezione di film passati dalla Croisette. Ma non solo, ovviamente. Come ripeto sempre, sarebbe bello essere pagato per dirlo, quando invece posso garantirvi che si tratta di un consiglio davvero spassionato: Mubi è la mia piattaforma streaming preferita, piena di film più o meno impossibili da trovare altrove. Se ancora non sapete di cosa sto parlando, in fondo all’articolo trovate un link con un bel regalo per voi, fatene tesoro (cioè un mese gratuito di Mubi!). Approfittatene soprattutto per vedere il primo film di questa lista, che è stu-pen-do.
Il 14 maggio arriva infatti L’Agente Segreto di Kleber Mendonça Filho, che si presenta con un biglietto da visita niente male: due premi a Cannes (Wagner Moura miglior attore, oltre che alla regia), quattro nomination agli Oscar, due nomination ai BAFTA e la vittoria di due Golden Globe. Un thriller politico ambientato nello scenario culturale del Brasile degli anni Settanta, che avvolge lo spettatore in un’atmosfera densa di tensione, evocando lo splendore del grande cinema del passato grazie a una fotografia ricercata e a una colonna sonora iconica, capaci di racchiudere lo spirito di un’intera epoca. Vedetelo, come prima cosa da fare.
In occasione dell’arrvo de L’Agente Segreto, come detto premiato a Cannes per la Miglior Regia, Mubi presenta una collezione dedicata ai grandi maestri che hanno conquistato questo prestigioso riconoscimento. Alcuni titoli? Drive (Nicolas Winding Refn, 2011), The Assassin (Hou Hsiao-hsien, 2015), Fargo (Joel Coen, 1996) e molti altri.
Il 16 maggio arriva invece Lo Sguardo Misterioso del Fenicottero, di Diego Céspedes. Presentato in anteprima al Festival di Cannes 2025, dove ha vinto il Premio Un Certain Regard, il film ha poi ricevuto il Drama Youth Award al Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián 2025 e successivamente è stato selezionato dal Toronto International Film Festival e dal Karlovy Vary International Film Festival. Un esordio che si è imposto con forza nel panorama dei festival internazionali. Fondendo elementi western con quelli del realismo magico, l’opera prima di Céspedes reinterpreta la crisi dell’AIDS degli anni Ottanta attraverso mito e metafora, mettendo al centro le vite trans e queer troppo spesso escluse dalle narrazioni storiche. Con le sue immagini sensuali, la sua ironia tagliente e la sua precisione emotiva, il film esplora come le società costruiscano mostri a partire dal desiderio e come l’amore possa diventare al tempo stesso rifugio e provocazione.
Il 22 maggio sarà disponibile il nuovo film di Ira Sachs, Peter Hujar’s Day. Il regista mette in scena la lunga intervista (leggasi: monologo) avuta dal fotografo statunitense Peter Hujar con un’amica scrittrice che voleva realizzare un libro (mai uscito) sulla vita quotidiana dei suoi amici artisti. L’estetica è impeccabile: sembra davvero una ripresa dell’epoca (siamo negli anni 70) e la fotografia è stupenda. Sembrerebbe quasi un mumblecore, per quanto è verboso, il problema è che è davvero difficile seguire un personaggio, e un film, che non ha niente da dire: ma c’è chi lo ha amato, chissà che non sia anche il vostro caso.
Il 29 maggio sarà invece l’occasione per (ri)vedere il bellissimo La Chimera di Alice Rohrwacher. Ambientato negli anni ’80, nella Tuscia, nel mondo dei “tombaroli”, il film racconta di un giovane archeologo inglese (Josh O’Connor) coinvolto nel traffico clandestino di reperti archeologici. Presentato in Concorso al Festival di Cannes nel 2023, dove ha ottenuto il Premio AFCAE, è stato successivamente presentato in concorso in numerosi festival internazionali, ottenendo premi al Chicago International Film Festival, al Valladolid International Film Festival e al Telluride Film Festival, e vincendo l’European Film Awards per la miglior scenografia.
Cannes e l’Africa: una collezione che celebra l’eccellenza del cinema africano, ripercorrendo i capolavori presentati in anteprima al Festival nel corso dei decenni. Tra i film disponibili: Bamako (Abderrahmane Sissako, 2006), Abouna (Mahamat-Saleh Haroun, 2002), La Scelta (Idrissa Ouedraogo, 1987), Il Sole Ardente (Youssef Chahine, 1954), Monangambé (Sarah Maldoror, 1968), oltre ai film già presenti il mese scorso come il bellissimo My Father’s Shadow (Akinola Davies Jr., 2025) e il cult Touki Bouki (Djibril Diop Mambety, 1973).
Bisogno di cinema americano? Niente paura, ecco una collezione di film che punta a catturare la vivacità del cinema americano degli anni Ottanta, periodo in cui si iniziò a esplorare gli Stati Uniti dall’interno, le strutture di potere, le idiosincrasie e la cultura, attraverso una selezione di titoli iconici. Alcuni titoli: Stregata dalla Luna (Norman Jewison, 1987), Fa’ la Cosa Giusta (Spike Lee, 1989), The Times of Harvey Milk (Rob Epstein, 1984), Harry ti Presento Sally (Rob Reiner, 1989), Scanners (David Cronenberg, 1981), Born in Flames (Lizzie Borden, 1983), Paris is Burning (Jennie Livingston, 1990), Working Girls (Lizzie Borden, 1986), Emerald Cities (Rick Schmidt, 1983).
Al di là delle novità di maggio, c’è un intero catalogo che è una raccolta di gemme preziose, cult imperdibili e capolavori da riscoprire (c’è tutto Twin Peaks!!!). Come sempre, se volete provare Mubi gratis per trenta giorni, potete usare questo link messo a disposizione da Una Vita da Cinefilo per tutti i suoi lettori e le sue lettrici. Al termine dei 30 giorni di prova gratuita potrete decidere se disdire o abbonarvi (e vi assicuro che una volta provato Mubi, non riuscirete più a rinunciarvi). Il link per provare Mubi gratuitamente per 30 giorni? Qui: mubi.com/30giornigratis. Buona maggio di grande cinema!
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Finalmente sono riuscito a leggerlo. Bellissimo. Poetico. Bravo Natangelo, grazie <3
#cenere #marioNatangelo #lutto #madre #libri #fumetti #graphicNovel
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Il #film di oggi è #Here di #RobertZemeckis tratto dal bellissimo #romanzografico #Qui di #RichardMcGuire scritto con #ericroth e interpretato da #tomhanks #robinwright #paulbettany #kellyreilly #cinema #unofilm #unocinema #filmastodon #recensioni
https://www.valeriotagliaferri.it/here-di-robert-zemeckis/
ascolta gratis tutta la recensione sul #podcast #lafogliadacanto
https://open.spotify.com/episode/2THP2gEIDa3sq6UlAOkJBf?si=6MYD9E1rStGPNtM9WcIhSw -
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3 #scherzetti che #Amazon mi ha fatto dall’altro giorno ad oggi: 👆️
- Al momento di #ordinare, Emezon mi ha fatto credere di dover #pagare #spese di spedizione. Ma io non sapevo che queste non potessero essere saldate con il #bonus #18app, perché oggi è stato il primo caso in cui l’ho usato per un #negozio #online, quindi ho generato un #buono di qualche euro di troppo… e quindi ora ho (dopo la conversione) 3 codici orfani da 1 eurino l’uno. Vabbè, li userò per un prossimo ordine. ✍️
- In realtà, poi, solo al momento di confermare il mio #acquisto, la piattaforma mi ha fatto scegliere il tipo di #spedizione, tra cui quella gratuita. Vabbè, meglio così… però, magari, renderlo ovvio prima no eh? 🥴️
- Dato che ho scelto la spedizione gratuita, il mio #pacco è arrivato oggi, anziché l’altro ieri. Cosa c’è di #buffo? Che, nella ricevuta di #consegna di oggi, Amazon mi ha detto che l’oggetto sarebbe stato in uno scompartimento sulla sinistra del #Locker. Ovviamente, appena ho mostrato il mio codice a barre alla macchina metallica, si è aperto uno scompartimento di destra. (Questo ovviamente non centra con il giorno di arrivo, quello l’ho messo in questo punto apposta solo per confondervi.) 🧨️
Stare al #gioco del potente Bezos anche questa ennesima volta, però, mi ha concesso il #privilegio di portarmi a casa questo #coloratissimo #artbook #ufficiale, concernente una società #marina di una linea temporale alternativa del nostro #universo. Ovviamente, parlo di splatta tonno, o #Splatoon, a piacere vostro. 🦑️
Un po’ mi rode il fatto che qui in Europa sia venduto da 2 a 3 volte il prezzo del Giappone… €39.98, contro (stando a Inkipedia) gli ¥2400 del paese speciale, che al cambio attuale sono ~€15, e al cambio del 2015 (anno di uscita di ‘sto coso) sono ~€18. Però ‘sti #soldi del #BonusCultura li devo #spendere, ma, visto che non posso passare ogni giornata solo a leggere normali #libri e manga, arriverei a fine aprile con qualche problemino, se volessi #comprare solo quelli. 💰️
(Per favore non prendete ciò che segue fuori contesto, una persona malefica su spacctorium lo ha già fatto abbastanza!!!) Avevo letto le misure quando l’ho cercato per comprarlo, e avevo notato fosse più grande di un foglio A4, ma non me lo aspettavo COSÌ grande… L’ho sfogliato un po’ ora, e devo dire che fa un #effetto #impressionante, è #bellissimo, non solo perché è una lastra pesantissima di 328 #pagine di #carta #lucida racchiusa in una #copertina rigida con le #stampe messe in risalto al #tatto, ma tutte le #illustrazioni e le robe sono estremamente #risolute. Guardare così l’ #arte che contiene, rispetto a un micragnoso e/o iper-pixellato display LCD coi #colori sfalsati, è proprio un’altra cosa. 😻️
Questo è il momento in cui vi direi che potete trovare trovare il #PDF di questo #libro su Archive.org… ma, per l’appunto, per me come acquisto #fisico questo lo ritengo #epico, è proprio più fruibile. Vi invito comunque a cercarlo se pensate sia #intrigante, purtroppo io non riesco a fare un video decente, e fare diverse #foto non ha senso quando c’è l’intero #documento già online. Il #prodotto #cartaceo, invece, lo potete prendere (con il bonus #cultura/docenti) da qui: https://www.amazon.it/dp/2302072693… versione francese perché, #mannaggia a #Nintendo o chi per loro, non è stato localizzato per l’Italia. 🗺️
https://octospacc.altervista.org/2024/01/25/3-scherzi-di-emezon-per-1-artbook-dei-polpi/
#18app #acquisto #Amazon #artbook #arte #bellissimo #bonus #BonusCultura #buffo #buono #carta #cartaceo #coloratissimo #colori #comprare #consegna #copertina #cultura #documento #effetto #epico #fisico #foto #gioco #illustrazioni #impressionante #intrigante #libri #libro #Locker #lucida #Mannaggia #marina #negozio #Nintendo #online #ordinare #pacco #pagare #pagine #PDF #privilegio #prodotto #risolute #scherzetti #soldi #spedizione #spendere #spese #Splatoon #stampe #tatto #ufficiale #universo
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Sembra un #marioparty per #gameboy
https://youtube.com/playlist?list=PLYkFdEBqyTutX5HuqxA9AfpVFDXAgEZkO&si=ocDgnnxYfY3nFBpQ
Invece no … bellissimo ❤️
@gameboyscene @giochi -
Sembra un #marioparty per #gameboy
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Invece no … bellissimo ❤️
@gameboyscene @giochi -
ben più famoso #SamWorthington che, paradossalmente, è forse quello meno convincente di tutti
Ma il vero protagonista del film alla fine è la grande idea concettuale di queste comunicazioni "anonime" tramite il servizio di "relay" via telefono (con un bellissimo sistema proprio hw che sembra quasi un sistema in codice, come ai tempi di #enigma), che poi da il nome al film, e che sono usate tutto il tempo nelle conversazioni tra i protagonisti per non essere identificati, mentre lo
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Capitolo 427: I Soliti Cinefili
Cominciamo subito con una bella notizia: A dicembre 2025 Una Vita da Cinefilo ha battuto il record mensile di visualizzazioni, che resisteva da ben cinque anni. La vera notizia però, quella bella (almeno per me), è che a gennaio 2026 Una Vita da Cinefilo ha già stracciato il record di dicembre! Insomma, grazie, è bello sapere che siete sempre di più a leggere queste righe, grazie davvero. Detto ciò, a gennaio ho visto “solo” 24 film, due in meno rispetto all’anno scorso e due anni fa: proverò a recuperare. Passiamo a parlare dei film adesso, ne abbiamo ben tre attualmente in sala e tre cult del secolo scorso.
La Grazia (2025): In ogni film di Paolo Sorrentino, più o meno riuscito che sia, ti porti sempre dietro qualcosa. In questo caso è quella domanda ricorrente: di chi sono i nostri giorni? Beh, i miei sono soprattutto del cinema (magari, sarebbe bello). La storia racconta gli ultimi mesi di un Presidente della Repubblica prima del pensionamento. Il volto ovviamente è quello di Toni Servillo, i sentimenti sono quelli dei tipici personaggi di Sorrentino: la malinconia per il passato che è svanito, il tormento per una decisione difficile, la paura di non essere all’altezza. Non è uno dei suoi film migliori, ma è sempre un piacere godersi due ore di questo cinema. Vedendo il film tra l’altro mi sono imbattuto per la prima volta in una canzone di Gue e mi domando: ma davvero ascoltate ‘sta musica di merda?
•••½Flashdance (1983): Dopo aver visto un ottimo video di Gabriele Niola su youtube (la sua rubrica è davvero molto interessante), ho pensato fosse il caso di recuperare questo iconico film degli anni 80, parodiato e imitato in ogni salsa, dalla colonna sonora leggendaria. La splendida operaia Jennifer Beals (se fossero tutte meravigliose come lei, altro che gli anziani a guardare i cantieri, ci sarebbe la fila!) di giorno lavora in fabbrica, di sera balla in un night. Viene notata dal suo datore di lavoro con cui comincia a frequentarsi e, al tempo stesso, coltiva il suo sogno di diventare ballerina. Ambientato in una Pittsburgh fumosa e inquinata (lo sapete già, visto che sicuramente non vi sarà sfuggito il mio pezzo sui migliori film ambientati nei 50 Stati americani), quello che colpisce non è tanto la bruttezza di alcune linee di dialogo, ma la straordinaria verve visiva di alcune sequenze, qualcosa del tutto atipico in un film commerciale, come dei perfetti videoclip per spingere l’opera di Adrian Lyne nel futuro (o meglio, nella nuova era della neonata Mtv, in cui il rapporto tra immagini e musica è ancor più stretto rispetto al decennio precedente). Non è un film incredibile, ma ha il suo fascino retrò, delle idee visive notevoli, una protagonista bellissima e una gran colonna sonora. Al di là di questo, il migliore in campo è il cane Grunt (Grugno in italiano).
•••½Sorry, Baby (2025): Interessante esordio cinematografico per Eva Victor, che ha scritto, diretto e interpretato questo film indipendente incentrato su come un episodio di molestia (o violenza?) sessuale possa determinare il futuro, le scelte, l’intera vita di una persona. Siamo nel New England (presumibilmente in Massachusetts), in una casa immersa nella natura, dove il montaggio gioca con i salti temporali mostrandoci varie fasi della vita della protagonista (il weekend con la migliore amica, i tempi dell’università, il periodo del lavoro, il ritorno dell’amica), tutte segnate da ciò che accadde durante l’università. C’è intensità emotiva ma anche una briciola di ironia, in un racconto molto realistico, malinconico, femminile. Contento di aver rivisto anche Lucas Hedges (Manchester By The Sea, Lady Bird): mi sembrava fosse un po’ sparito dai radar e lo trovo sempre bravissimo. Un bel film in cui ho avuto qualche difficoltà a entrare, ma di cui va riconosciuto il valore, la scrittura squisita, la tenerezza. Al di là della mia risposta, si tratta di un bellissimo esordio per un’autrice da tenere d’occhio.
•••Marty Supreme (2025): Il nuovo film di Josh Safdie è una variazione sul tema dello statunitense ossessionato dal successo, dal dover realizzarsi, dal vincere a ogni costo. Se il fine giustifica i mezzi, questo insopportabile Timothee Chalamet, campione di tennis tavolo, “una sorta di incrocio tra McEnroe e Fitzcarraldo”, è allora un personaggio memorabile quanto odioso, da Oscar quanto spiacevole: un uomo capace di vivere mille vite, di cercare il coronamento di un sogno con così tanta passione e determinazione che quasi vorresti fare il tifo per lui. La cosa certa è che i film dei Safdie (in questo caso il solo Josh, senza Benny) non sono mai banali, anche se spesso si concentrano su persone ossessionate dal bisogno di denaro. Anche qui lo sport viene messo in secondo piano dalla costante urgenza di trovare soldi, che in questo caso serviranno al protagonista per raggiungere i campionati che gli potrebbero garantire fortuna e gloria. Proprio così, fortuna e gloria, come in Indiana Jones, come in ogni storia stellestrisce, a sottolineare l’ossessione di questo popolo per il successo. Al di là di questo discorso, Chalamet è davvero bravo ed è stupendo veder recitare Abel Ferrara, nella parte di una sorta di gangster disposto a tutto per riabbracciare il proprio cane. Il film è bello, niente da dire, ma ha un finale un po’ troppo appiccicato con lo scotch (mezzo punto in meno per questo). A ogni modo, da vedere.
•••½Le Colline Hanno gli Occhi (1977): Mentre facevo ricerche per il mio articolo sui film più iconici ambientati in ogni Stato americano, nel momento in cui ho scritto del Nevada ho scoperto che non avevo mai visto questo cult di Wes Craven: avevo fatto bene. Una famigliola borghese, tutta sorrisi e cani al seguito, è in gita verso la California quando ha un piccolo incidente che costringe il gruppo ad accamparsi nel mezzo del deserto del Nevada. Qui vive un gruppo di briganti bifolchi che tentano di ammazzarli uno a uno. Nel banale scontro tra ricchi e poveri, si tende quasi a parteggiare per questi ultimi, tanto sono insopportabili i primi. Tralasciando però la banalità della trama (anche per quell’epoca, visto che solo tre anni prima c’era già stato Non Aprite Quella Porta), è proprio la messa in scena a essere brutta, insignificante, mal riuscita (dal trucco agli effetti, fino al montaggio, capace di saltare dalla notte al giorno senza preoccuparsi di quella cosa chiamata continuità). Non ho mai avuto un buon rapporto con Wes Craven, non sono un grande fan di Nightmare e trovo insulso un cult generazionale come Scream: ora, dopo aver visto uno dei suoi film più celebri, apprezzo ancora meno questo regista. Rara bruttezza, Renè Ferretti con diecimila lire l’avrebbe girato meglio.
•½I Soliti Ignoti (1958): Non saprei dire le volte in cui ho visto questo capolavoro di Mario Monicelli durante gli anni dell’università. La storia di un’improvvisata banda di ladri, inetti ma simpatici, che raccoglie a sé un cast di grandissimi interpreti, da Marcello Mastroianni a Vittorio Gassman, da Renato Salvatori a Totò, fino a Claudia Cardinale e Carla Gravina. La commedia all’italiana al massimo del suo splendore: se prima, parlando di Marty Supreme, parlavo dell’ossessione statunitense per il successo, qui possiamo vedere invece una differenza culturale sostanziale, pur essedo i due film ambientati nello stesso decennio: la morale, tutta nostrana, è che comunque vada, l’importante è sedersi a tavola a mangiare. Un’opera di puro genio, costellata da citazioni divenute immortali: “Rubare è un mestiere impegnativo, ci vuole gente seria, mica come voi! Voi, al massimo, potete andare a lavorare!”. Stupendo, lo trovate su Raiplay.
•••••[Se l’articolo ti è piaciuto, offrimi un caffè o magari una colazione,
una piccola mancia per aiutarmi a sostenere il sito!]#Cinema #daVedere #film #flashdance #iSolitiIgnoti #laGrazia #leCollineHannoGliOcchi #martySupreme #recensione #sorryBaby
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Il Mio 2025 Cinematografico
L’anno scorso ho dato il via a questa nuova tradizione: raccontarvi quello che è stato il mio anno cinematografico. L’articolo sul mio 2024 cinematografico è stato un successone, è piaciuto a voi quasi quanto è piaciuto a me, e così sono entusiasta oggi di potervi descrivere le scoperte fatte nel 2025. Allora, ovviamente non troverete alcun film uscito in sala quest’anno (di quelli già vi ho parlato abbastanza nella Top 20 e non credo ci sia bisogno di ripetermi), troverete soltanto film del passato che ho visto quest’anno per la prima volta, oltre a qualche doveroso rewatch di qualità, che segnalerò quando sarà il caso.
Cominciamo con qualche numero: nel 2025 ho visto 220 film ed è stato il terzo anno più prolifico da quando tengo il conto su Letterboxd, ovvero dal 2014. Solo nel 2020 e nel 2024 ho visto più film (rispettivamente 224 e 233), ma questo a voi probabilmente interessa poco. Quello che invece mi preme fare è ringraziarvi, perché il 2025 è stato l’anno in cui Una Vita da Cinefilo ha ricevuto più visualizzazioni e più visitatori, battendo il record del 2020 e quasi raddoppiando il risultato dello scorso anno. Significa che quel che sto facendo vi piace e non potrei essere più felice di questo. Ora basta però ad autocelebrarsi, passiamo ai film!
Il 2025 si è aperto con il rewatch di due capolavori nei primi due giorni di gennaio: La Storia Infinita (1984) e I Goonies (1985). Il primo film “inedito” visto quest’anno è stato invece il bellissimo documentario 45365 (2009) dei fratelli Ross. Al di là di questa ottima partenza, gennaio si contraddistingue soprattutto per aver visto per la prima volta dei cult totali nei quali non mi ero mai imbattuto in precedenza: Codice d’Onore (1992) del compianto Rob Reiner, Eraserhead (1977) dell’ancor più compianto David Lynch, il generazionale St Elmo’s Fire (1985) di Joel Schumacher, l’ottimo Mississippi Burning (1988) di Alan Parker e soprattutto due film strepitosi, diversissimi tra loro: Treni Strettamente Sorvegliati del 1966 (Oscar per il miglior film straniero all’allora Cecoslovacchia) e la straordinaria commedia Tootsie (1982) di Sydney Pollack, un regista che tornerà ancora un paio di volte in questo articolo. Con 26 film visti, gennaio sarà il secondo mese più prolifico del mio 2025.
A febbraio vedo solo 15 film, abbastanza in media con gli anni precedenti. Le perle però non mancano: il mese si apre con il meraviglioso La Mia Notte con Maud (1969) di Rohmer e prosegue con lo splendido Repulsione (1966) di Roman Polanski. Un gradino sotto, tra le mie preferenze di questo mese, troviamo La Sera della Prima (1977) di John Cassavetes, con una clamorosa Gena Rowlands, e l’esilarante Arrivano i Russi, Arrivano i Russi (anche questo del 1966), con un fantastico Alan Arkin.
Tra i 21 film di marzo spicca sicuramente il recupero di un capolavoro che non avevo mai visto prima: Amadeus (1984) di Milos Forman, che ho avuto la fortuna di vedere al cinema. La scomparsa di Gene Hackman mi invita a scoprire Colpo Vincente (1986), un film sportivo che avrei amato ancora di più se solo l’avessi visto da adolescente. Ma sul podio con il film di Forman non posso che mettere anche l’emozionante Tarda Primavera (1949) di Ozu e lo strepitoso Possession (1981) di Zulawski.
Ad aprile esplode la primavera e i film visti scendono a 17. Il mese però è davvero pieno di perle e di recuperi fondamentali per un cinefilo, con tanti film tutti molto diversi da loro. Il mese si apre con lo splendido western Il Cavaliere della Valle Solitaria (1953) e prosegue con il clamoroso Il Colore del Melograno (1969), incentrato su un poeta armeno del XVIII. Dall’est mi sono spostato quindi in Italia per il recupero necessario del meraviglioso Ieri, Oggi, Domani (1963) di Vittorio De Sica. Aprile, nella sua carenza di film, continua a dimostrarsi un concentrato di grandissime prime visioni: il mese va avanti con il thriller psicologico Peeping Tom (1960) di Micheal Powell e una coppia di film evidentemente legati dalla stessa idea di base, cioè la spassosa commedia Bowfinger (1999) di Frank Oz e il film sovietico che l’ha ispirata, Il Bacio di Mary Pickford (1927), film muto diretto da Sergei Komarov (clamoroso).
A maggio il bel tempo e un minimo ritorno alla vita sociale rubano il tempo per vedere film: ne guarderò soltanto 12, dove spicca il recupero di Madre (2019) di Sorogoyen, uno dei registi che più hanno segnato questa annata (includendo anche la splendida serie Dieci Capodanni, che trovate su RaiPlay). La media primaverile prosegue anche a giugno, in cui guardo 13 film, penalizzato anche da uno sfiancante trasloco. C’è ancora Sorogoyen a spingere il pedale dei grandi recuperi, con il bellissimo thriller Che Dio Ci Perdoni (2016), incentrato su un serial killer di anziane signore. Da segnalare, durante questo mese, l’eccellente Tokyo Godfathers (2003) del genio Satoshi Kon, non proprio un film estivo, ma tant’è.
A luglio, lasciata temporaneamente Roma, mi sposto nella mia usuale residenza estiva di Monopoli, dove i film si guardano sul terrazzo di casa, sotto le stelle (anche se sullo schermo del pc): è qui che arriva l’occasione di recuperare due perle del passato, Scarecrow (1973), filmone con Al Pacino e Gene Hackman, e La Strana Voglia di Jean (1969), con una giovane e strepitosa Maggie Smith (che vinse l’Oscar).
Agosto, ogni anno, è inevitabilmente il mese in cui vedo meno film. Così come l’anno precedente, anche quest’anno vedrò soltanto 11 film (ma ci sono stati anni in cui ad agosto ho visto solo 4 film, quindi non mi lamento). Tra questi però, c’è probabilmente il recupero che più ho amato tra tutti quelli del 2025: la sera del 9 agosto, sdraiato sul terrazzo di casa, provo un colpo di fulmine totale per Y Tu Mama Tambien (2001) di Alfonso Cuaron e mi domando come abbia fatto a non averlo mai visto prima. I film successivi che vedrò, come il cult The Running Man (1987) o l’ottimo horror Barbarian (2022), mi piaceranno, ma la mia testa è ancora al film con Gael Garcia Bernal e Diego Luna.
A settembre, ritornato a Roma, ma in una nuova casa, torno a buon regime e guardo 17 film. La morte di Robert Redford segna decisamente le mie scelte durante il mese, visto che mi ritroverò a guardare per la prima volta I Tre Giorni del Condor (1975) di Sydney Pollack e Il Grande Gatsby (1974) di Jack Clayton. Tra questi, non manca il “solito” film di Sorogoyen: Il Regno (2018).
Arrivato l’autunno, arriva anche il sempre prolifico ottobre, il cui numero di film visti viene inevitabilmente “dopato” dalla Festa del Cinema di Roma. Con i suoi 33 film visti, ottobre 2025 diventa il mio mese cinematograficamente più prolifico degli ultimi dodici anni. La maggior parte dei film che vedo sono opere uscite quest’anno, ma in mezzo a tante visioni c’è spazio anche per qualche cosa più attempata: Ispettore Callaghan Il Caso Scorpio è Tuo (1971), cult poliziesco con Clint Eastwood, oppure il barocco e coloratissimo La Maschera della Morte Rossa (1964) di Roger Corman. Dopo la Festa del Cinema vedo per la prima volta il geniale Paranormal Activity (2007), prima di chiudere il mese con una ciliegina, una torta intera anzi, il capolavoro Fanny e Alexander (1982) di Ingmar Bergman, che mi permette finalmente di colmare una grave lacuna cinematografica.
A Novembre ritorno a quote più umane: guardo infatti 16 film, il migliore dei quali, per quanto riguarda le prime visioni del passato, è senza dubbio il giapponese Pulse (2001). In questo mese mi innamoro anche dell’esperimento di Richard Linklater Tape (sempre del 2001), film con Ethan Hawke e Uma Thurman, girato interamente dentro una stanza. Da segnalare anche gli ottimi Polytechnique (2009) di Denis Villeneuve e The Puffy Chair (2005), film d’esordio dei fratelli Duplass.
Dicembre si dimostra un mese decisamente prolifico, merito soprattutto dei tanti film del 2025 da dover recuperare prima di stilare la mia solita Top 20. L’ultimo mese dell’anno si chiude con la bellezza di 22 film visti, quasi tutti usciti l’anno scorso. L’unica grande prima visione d’essai di questo mese è il grandioso Corvo Rosso Non Avrai il Mio Scalpo! (1972) di Sydney Pollack, prima di chiudere il 2025 con il rewatch di un capolavoro, tanto per finire bene il mio anno cinematografico (sto parlando di Blade Runner, che non rivedevo da ben 8 anni!).
Il mio 2025 cinematografico si chiude dunque così, con tantissimi film stupendi che ora sono entrati a far parte del mio immaginario e della mia vita (non solo da cinefilo). Spero che in un questa lunga panoramica abbiate avuto occasione di imbattervi in qualcosa che abbia stimolato la vostra curiosità e abbia rimpolpato la vostra watchlist. La mia come sempre è ancora lunghissima e già da adesso non vedo assolutamente l’ora di scoprire cosa mi porterà il nuovo anno. Chissà quanti film stupendi vedrò nel 2026 per la prima volta, chissà quante emozioni sono già là, tra le pagine del calendario, in attesa di incontrare i miei occhi. Lo scoprirete, come al solito, tra queste pagine, nell’anno in cui Una Vita da Cinefilo diventerà maggiorenne (eh sì, nel 2026 compiremo 18 anni!).
E allora buon 2026, amici cinefili e amiche cinefile!
[Se l’articolo ti è piaciuto, offrimi un caffè o magari una colazione,
una piccola mancia per aiutarmi a sostenere il sito!]#2025 #annoCinematografico #Cinema #cosaVedere #film #filmDaVedere #filmVecchi #wrapped
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Il genio di #Escher ha raffigurato innumerevoli scorci del nostro bellissimo paese, ma questo non è molto conosciuto: si tratta di #Opi .
Opi è un paesino #abruzzese immerso nel #parconazionaleabruzzo, tra #VillettaBarrea e #Pescasseroli.
Ogni volta che lo attraverso per andare sul valico di Forca D'Acero (in mezzo a dei faggeti mozzafiato) o per andare verso #CasteldiSangro, ripenso a questo disegno del maestro olandese che lo inquadra appeso ad uno sperone geometrico di roccia.
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https://www.europesays.com/it/290173/ Damiano David Dove Cameron si sposano: matrimonio nel 2026. Gli anelli #accompagnato #amore #anelli #AnelliFidanzamento #anello #bellissimo #cameron #CameronSposano #Celebrità #Celebrities #condivisa #coppia #damiano #DamianoDavid #DamianoDavidCameron #david #DavidCameron #DavidCameronSposano #dettaglio #Entertainment #entro #fidanzamento #frase #FraseIncisa #incisa #Intrattenimento #IT #Italia #Italy #sposano #vivi
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Oggi sono stato allo stadio Benito Stirpe.
Veramente uno spettacolo incredibile: una squadra che ha giocato un calcio bellissimo dall'inizio alla fine della partita, ribaltando un troppo severo 0-2.
Veramente complimenti a Mister #DiFrancesco (acclamato più volte anche dai tifosi del #Sassuolo) per aver creato una squadra che non ha paura di imporre il proprio gioco con schermi tattici applicati alla perfezione .
Prezzo del biglietto ripagato!
Forza Leoni 🦁💛💙