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53 results for “crisidev”
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s2idle sucks and doesn't last?
s3 doesn't resume?
hibernate doesn't secure boot?Suspend sedation can help: https://lmno.lol/crisidev/suspend-sedation-on-linux
#linux #suspend #ubuntu #s3 #s2idle #powermanagement #blogging #systemd #sleep #hibernate #Watchdog
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Il fallimento dell'obiettivo aggrava la crisi degli alloggi.
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🎯 Destacamos la participación de Viviana N. Lopuzone, responsable de ASF #Catalunya, en este reportaje de
@ElSaltoDiario sobre la actual #CrisisDeVivienda en #España, que pone el foco en la #accesibilidad➡️ La nota analiza cómo las barreras arquitectónicas vulneran #DerechosFundamentales
📰 Puedes lee el reportaje completo en https://www.elsaltodiario.com/vivienda/crisis-habitacional-diversidad-funcional-cuando-carencia-vivienda-adaptada-ensancha-brecha-social#
#DerechoALaVivienda #CrisisHabitacional #CitasASFE #Barcelona2026
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🎯 Destacamos la participación de Viviana N. Lopuzone, responsable de ASF #Catalunya, en este reportaje de
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Paolo Desogus
Dalla visita di Trump in Cina ne escono male non soltanto gli Stati Uniti, ma direi i paesi dell'intero Occidente. Anzi, a dirla tutta il confronto con la Cina di Xi Jinping lascia trasparire la crisi della stessa democrazia liberale, a cui ci siamo affidati e che è di fatto l'espressione di una forma di autoritarismo senza sbocco, incapace di pensare il futuro.
Tutto questo risulta alquanto difficile da accettare se ci si accontenta di una concezione puramente formale della democrazia. In Italia, in Francia o negli USA c'è effettivamente il pluripartitismo, mentre in Cina vige un sistema monopartitico che nella nostra cultura è considerato sinonimo di dittatura. Bisognerebbe però avere il coraggio di chiedersi se il nostro multipartitismo sia veramente più duttile e politicamente aperto del monopartitismo cinese. Ancora più coraggio ci vorrebbe per chiedersi quanto il nostro sistema sia in grado di fare gli interessi della collettività.
In realtà dalle nostre parti è passata l'idea che gli interessi del capitale coincidano con quelli dei cittadini. Sulla scia di questa concezione, in Italia, ma non è l'unico caso, alcune posizioni politiche sono state assunte come dogma assoluto e indiscutibile. L'economia di mercato è un fatto che non ammette discussioni, è consustanziale a quella che noi chiamiamo democrazia. Qualsiasi forza politica che si propone di metterne in discussione il primato o che avanza anche una minima richiesta di limitazione viene bollata come statalista e dunque squalificata, privata di cittadinanza.
Il fanatismo di queste idee è tale che lo stesso tiepidissimo centrosinistra trainato dal PD di Elly Schlein è osteggiato con una grande ferocia dai difensori dell'economia di mercato, che per questo tramano per farla fuori e sostituirla con Silvia Salis. L'ipotesi che, in caso di vittoria, il centrosinistra introduca una qualche forma di ridistribuzione della ricchezza, come era stato il reddito di cittadinanza di Conte, o qualche elemento di pianificazione della produzione, come in passato proposto da Bersani, provoca in quasi signori del capitale un sentimento di orrore supremo, che giustifica le manovre più assurde.
E del resto ricordiamoci che la caduta del governo Conte II, non certo un governo di estremisti, è avvenuta perché questi stessi centri di potere non potevano minimamente tollerare che PD e 5stelle - che non sono esattamente il Partito bolscevico dei lavoratori - gestissero il tesoretto del PNRR ottenuto dall'Europa, proprio grazie alla mediazione di Conte. Pur di dominare e controllare sono disposti a tutto.
Ecco, il sistema cinese esprime indubbiamente una politica molto diversa dalla nostra. Secondo i nostri canoni è un sistema dispotico. Il fatto stesso che però riesca ad essere autonomo dal grande capitale e che anzi offra margini alla funzione dell'economia di mercato solo entro determinati limiti, ovvero nella misura in cui questa non contrasta con gli interessi nazionali, lo rende in realtà più sano o comunque più vicino agli interessi della collettività, e cioè del "demos", di quanto lo sia da noi.
Il confronto con Trump mi sembra che allora smascheri il tracollo della nostra democrazia liberale, incapace di dotarsi di obiettivi collettivi che non siano interni agli stessi interessi dei detentori del capitale. Del resto lo vediamo abbastanza facilmente. Il nostro sistema politico non sa esprimere più nessun ideale di progresso in materia di lavoro, salute, istruzione, previdenza sociale. Nulla. Non sa darsi nessuna meta ideale. Non è in grado di promettere nessun miglioramento. Anzi, minaccia continuamente di toglierci quello che abbiamo. Molti di noi vivono nella certezza che la nostra condizione sociale peggiorerà. E viviamo tutto questo proprio mentre sono aumentati nel nostro continente gli ultramiliardari.
Lo spettro di tolleranza delle idee che riesce ad esprimere la nostra nobile "democrazia" è oramai così ristretto, così chiuso da essere diventato di fatto un sistema dominato da un partito unico occulto che non ha nemmeno il coraggio di esprimersi con il proprio volto. Questo partito unico neoliberale ha imposto in Europa una feroce dittatura del capitale che coltiva gli interessi dei pochi contro i molti, ovvero contro il demos. Piaccia o no ma in Cina accade il contrario.
....
Paolo Desogus è Maître de conférences alla Sorbonne Université di Parigi. I suoi studi riguardano principalmente la produzione letteraria italiana del secondo dopoguerra e il rapporto tra cinema e letteratura. Per il suo lavoro di ricerca ha ottenuto nel 2015 il premio Pasolini della Cineteca di Bologna e nel 2023 il premio Sormani della Fondazione Istituto Gramsci piemontese. Oltre a numerosi articoli su riviste specialistiche, nel 2018 ha pubblicato Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema e La confusion des langues. Autour du style indirect libre dans l’oeuvre de Pier Paolo Pasolini.
Nel 2018 ha fondato con Lisa Gasparotto la Scuola Pasolini. Ora insieme a Gian Luca Picconi e Vincenzo Piro hanno costituito una nuova associazione, la Società internazionale Pier Paolo Pasolini, che si occuperà di gestire la Scuola e nuove iniziative pasoliniane.
E lo spirito, afferma Desogus, riprendendo le parole di Pasolini, scritte poco prima di lasciare Casarsa, è lavorare con "chiarezza e passione".Fonte: profilo fb di Paolo Desogus
#paolodesogus #trumpvsXi #democrazialiberale #crisidemocrazia #capitalismovsdemocrazia
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Más Madrid propone expropiar propietarios con 10 o más viviendas
Más Madrid propone expropiar propietarios con 10 o más viviendas
Madrid, 23 abr (elmundo.cr) – La sesión de control en la Asamblea de Madrid vivió este jueves un intenso enfrentamiento político centrado en la crisis de vivienda, [...]#AsambleaDeMadrid #CrisisDeVivienda #DemocraciaLiberal #España #Expropiación #IsabelDíazAyuso #ManuelaBergerot #MercadoInmobiliario #Mundo #MásMadrid #PolíticaInternacional
https://elmundo.cr/mundo/mas-madrid-propone-expropiar-propietarios-con-10-o-mas-viviendas/
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Meloni si riempie spesso la bocca di “famiglia” e “natalità”, ma i numeri raccontano altro: nel 2025 l’Italia è scesa a 1,14 figli per donna, minimo storico.
Il punto è che tra precarietà, salari bassi, affitti insostenibili, nidi insufficienti e carichi di cura scaricati sulle donne, costruire una famiglia è sempre più difficile.
Smettiamola con i bonus e la propaganda identitaria: la crisi demografica si affronta rimuovendo gli ostacoli concreti che rendono sempre più difficile avere figli.#Natalità #CrisiDemografica #Italia #PoliticaItaliana #Famiglia #Volt #VoltItalia
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Meloni si riempie spesso la bocca di “famiglia” e “natalità”, ma i numeri raccontano altro: nel 2025 l’Italia è scesa a 1,14 figli per donna, minimo storico.
Il punto è che tra precarietà, salari bassi, affitti insostenibili, nidi insufficienti e carichi di cura scaricati sulle donne, costruire una famiglia è sempre più difficile.
Smettiamola con i bonus e la propaganda identitaria: la crisi demografica si affronta rimuovendo gli ostacoli concreti che rendono sempre più difficile avere figli.#Natalità #CrisiDemografica #Italia #PoliticaItaliana #Famiglia #Volt #VoltItalia
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da “Il misuratore delle ombre uscì dalla Cadillac nera”. La Nuova Poesia.0 nell’epoca della Intelligenza Artificiale Generativa
la disperazione è la catastrofe dell’ordine simbolico che è imploso. La privatizzazione è l’ultima ideologia che resiste nel vuoto pneumatico dell’implosione dell’ordine simbolico
GIORGIO LINGUAGLOSSAII
Qualcuno mi chiama al citofono.
È arrivato finalmente il misuratore delle ombre.«No Campari, no Tik Tok», disse il mago Woland varcando la soglia d’ingresso del Pentagono.
A quei tempi il Linguaglossa millantava credito, trattava con il bastone e la carota, ma fu il bastone che ebbe la meglio.
«This is a very reversal!», pronunciò un omino con gli occhiali di tartaruga in fondo alla sala.
Ci fu un battimano.
Qualcuno del pubblico disse:
«Se a un semaforo in Corso Francia incontrate una giraffa, niente paura, si tratta del filosofo Agamben che si sta pulendo gli occhiali»
Subito dopo, al Teatro Tenda di Mosca il soprano gorgheggiò un’aria di Mozart.Era entrato nella stanza con un metro pieghevole
Il letto era appoggiato contro la parete
Ha preso le misure del letto, del lampadario, dei comodini, dell’appendiabiti con le giacche appese del Signor Linguaglossa.
Il Figuro rivolse la torcia elettrica nell’angolo dietro l’armadio.
I bagagli erano tutti aperti. C’era della biancheria, delle scatole di medicinali, tubetti di dentifricio e un revolver a tamburo con il manico di madreperla.
Il Signor K. si è accomodato sulla sedia a dondolo dipinta in rosso
proprio di fronte al letto.
Si dondolò leggermente con un sorriso a trentadue denti.
«Una overdose di Remdesivir la si può prendere ad Abukir», disse.«Composizione per pantofole e violino», disse un inquilino.
«O meglio, quartetto per violini ed elicotteri», commentò un terzo inquilino.
Prese la parola il mago Woland.
«Infilate le pallottole nel pallottoliere o, se volete, infilate il pallottoliere nelle pallottole»
«Spruzzate del borotalco»
«B. è un venditore di pentole»
«C. fabbrica marmellate al polonio»C’era un odore maleodorante disinfettato con del deodorante
«Sa, Linguaglossa, se in un romanzo compare una pistola, occorre che spari».
K. pronunciò queste frasi senza senso una dopo l’altra
« Sì, lo so, è incredibile: il Signor Putoler e il Signor Salvini una volta erano dei bambini»,
replicò il critico senza convinzione.prima di apporre il cartello “Closed” in vetrina
Il sogno in primo piano è un universo in espansione.
Però la porta principale era bloccata.
Allora, con Betty ritornammo al passato per il tramite
di uno specchio retrovisore
recuperando i fotogrammi in bianco e nero della nostra esistenza
prima di apporre il cartello “Closed” alla vetrina.Una giacca a quadretti adesso è al n. 19 di via Grazhdanskaja,
all’angolo col vicolo Stoljarnyj, tra poco
arriverà al ponte Kokushkin
fino al numero 104 del canale Griboedov.
In tutto 730 passi.Ci vennero incontro Prufrock ed Eliot, due girondini della rivoluzione francese
e Miss Horkheimer con il revolver nascosto nella borsetta.«Lei, Signorina, ha buon gusto
senza di noi non esisterebbe neanche il nulla»,
disse il Signor Rossi dopo aver apposto il cartello “Closed” in vetrina.
Ci fu chi domandò: «Chi c’è di là nel metaverso?»
ma la fuliggine salì fino al quinto piano dove abitava il Linguaglossa.«Fai presto col whatsapp – replicò la mamma –
oggi c’è il torneo di Wimbledon alla TV, non ti scordare di prendere il latte!!… È vero che Emily si è fidanzata con quel bellimbusto con il ciuffo alla Bobby Solo che abita sulla Siegfriedstraße?»
«No, non è vero mummy, chi te l’ha detto?»«Ma sì, mummy – interloquì Miss Horkheimer –
Emily è andata a vivere con Dorian a Londra, nel quartiere di Bloomsbury…
gira sempre con le scarpe da ginnastica!
Si attacca al passato come il silicone alle finestre,
ma a giudicare le cose da come sono andate
forse è stato meglio così…
yoga a parte Emily ha preso un granchio, tutto qui.
Sarebbe preferibile che la luna se ne stesse in disparte per un po’,
non credi?
Dorian viaggia sempre sugli ologrammi dei ghostbusters!
Tommy invece ha inaugurato l’anno cinese delle candele con la laurea in modalità telematica, poi… nulla più, è scomparso dai radar…»All’improvviso, si presentificò un gattopardo maculato che rovistava nel cassonetto dei rifiuti di via Pietro Giordani dove abitava il critico Linguaglossa.
«Egregio Linguaglossa, lei è un inguaribile sognatore», disse.La Nuova Poesia.0 Il 4 dicembre 2024 L’Ombra delle Parole e l’Editore Progetto Cultura di Roma hanno organizzato presso la Fiera del LIbro di Roma Eur un Focus sul tema La nuova poesia nell’epoca della sua riproducibilità digitale. Io proporrei un altro Focus, e precisamente: La Nuova Poesia.0 nell’epoca della Intelligenza Artificiale Generativa. Come è cambiata la nostra Memoria? Come è cambiata la nostra scrittura? Come è cambiata la nostra proiezione verso il futuro? Come è cambiata la percezione della nostra identità?
Nell’epoca del post-moderno la struttura ideologica delle moderne democrazie liberali (o quel che ne resta) tendono a riprodurre le narrazioni privatistiche e tribali (Maurizio Ferraris). Le poesie e i romanzi che si pubblicano oggi sono scritture che la Intelligenza Artificiale Generativa potrebbe riprodurre in miliardi di esemplari, migliorandole, al pari delle medesime narrazioni gestite dall’io privatistico. La privatizzazione è l’ultima ideologia che resiste nel vuoto pneumatico dell’implosione dell’ordine simbolico.
Piuttosto, la disperazione è la catastrofe dell’ordine simbolico che è imploso. La privatizzazione è l’ultima ideologia che resiste nel vuoto pneumatico dell’implosione dell’ordine simbolico. In tale situazione l’io non è più capace di avvertire una reale disperazione, avverte qualcosa sì, ma che non è più disperazione ma una situazione di vuoto derivante dalla implosione di ogni ordine simbolico e di ogni ordine semiotico. «Il principio di realtà – scrive il Baudrillard ne Lo scambio simbolico e la morte – ha coinciso con uno stadio determinato della legge del valore. Al giorno d’oggi, tutto il sistema precipita nell’indeterminazione, tutta la realtà è assorbita dall’iperrealtà del codice e della simulazione, è un principio di simulazione quello che ormai ci governa al posto dell’antico principio di realtà. Le finalità sono scomparse: sono i modelli che ci generano. Non c’è più ideologia, ci sono soltanto dei simulacri».1
1 Baudrillard, Simulacres et simulation, Parigi 1980, p.181, trad. it. di E. Schirò.
#catastrofe #CrisiDellArte #CrisiDellaPoesia #giorgioLinguaglossa #ideologia #IntelligenzaArtificiale #JeanBaudrillard #maurizioFerraris #postModerno #privatizzazione #SImbolico
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Il flagello #oligarca e #fascista che da ieri è a capo della nazione più potente al mondo, ha definito uno dei più bassi e devastanti dell' età contemporanea
Aumenteranno le diseguaglianze, i più staranno peggio spesso senza neanche accorgersene, la cultura e la conoscenza perderanno progressivamente di significato
Dobbiamo svegliarci tutti dal torpore, e dobbiamo farlo subito
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In vent'anni, a Berlino, gli alloggi popolari si sono ridotti di tre quarti. Entro pochi anni potrebbero essere decimati.
#affittiaberlino #ediliziapopolare #crisideglialloggi #berlino
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Socialismo e videogiochi. Che cosa accadrebbe se la crisi degli alloggi fosse un "bug" da correggere?
#citiesskylinesII #videogame #gaming #crisideglialloggi #editoriale
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La crisi abitativa avanza e la promessa del senato naufraga dopo appena un anno.
#Berlino #crisideglialloggi #senato
https://www.ilmitte.com/2024/07/berlino-fallisce-lobiettivo-dei-20-000-nuovi-appartamenti/
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Canoni sempre più elevati per i nuovi contratti, variazioni relative per quelli già in essere.
#Berlino #affittiaBerlino #crisideglialloggi #mercatoimmobiliare
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Anziano con barba bianca e bastone - 'I giovani sono in via di estinzione.'
#anziani #vecchi #boomer #giovani #crisidemografica #denatalità
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Anziano con barba bianca e bastone - 'I giovani sono in via di estinzione.'
#anziani #vecchi #boomer #giovani #crisidemografica #denatalità
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La sinistra italiana. Ma quale sinistra? Ed esiste ancora la sinistra?
La sinistra è in crisi dappertutto, non solo in Italia. Ma noi viviamo in Italia e quindi occupiamoci della sinistra italiana. Ma quale sinistra ci vorrebbe per vincere in Italia? Questa è una domanda di molti, a cui seguono a
https://www.magozine.it/la-sinistra-italiana-ma-quale-sinistra-ed-esiste-ancora-la-sinistra/
#Editoriale #Centrosinistra #CrisiDellaSinistra #CrisiIdentitaria #ProblemiDelPaese #sinistra
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La sinistra italiana. Ma quale sinistra? Ed esiste ancora la sinistra?
La sinistra è in crisi dappertutto, non solo in Italia. Ma noi viviamo in Italia e quindi occupiamoci della sinistra italiana. Ma quale sinistra ci vorrebbe per vincere in Italia? Questa è una domanda di molti, a cui seguono a
https://www.magozine.it/la-sinistra-italiana-ma-quale-sinistra-ed-esiste-ancora-la-sinistra/
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Quest'anno la raccolta delle nocciole è stata meno abbondante dell'anno scorso.
Questo per via degli scoiattoli e anche per la presenza di un altro superpredatore di nocciole.
#cana #nocciole #crisidelraccolto #cane #giardino #nocciolo #vitadicampagna #Piozzano #campagna #hoilcanechefalanutella -
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Quest'anno la raccolta delle nocciole è stata meno abbondante dell'anno scorso.
Questo per via degli scoiattoli e anche per la presenza di un altro superpredatore di nocciole.
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🎯 Destacamos la participación de Viviana N. Lopuzone, responsable de ASF #Catalunya, en este reportaje de
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Paolo Desogus
Dalla visita di Trump in Cina ne escono male non soltanto gli Stati Uniti, ma direi i paesi dell'intero Occidente. Anzi, a dirla tutta il confronto con la Cina di Xi Jinping lascia trasparire la crisi della stessa democrazia liberale, a cui ci siamo affidati e che è di fatto l'espressione di una forma di autoritarismo senza sbocco, incapace di pensare il futuro.
Tutto questo risulta alquanto difficile da accettare se ci si accontenta di una concezione puramente formale della democrazia. In Italia, in Francia o negli USA c'è effettivamente il pluripartitismo, mentre in Cina vige un sistema monopartitico che nella nostra cultura è considerato sinonimo di dittatura. Bisognerebbe però avere il coraggio di chiedersi se il nostro multipartitismo sia veramente più duttile e politicamente aperto del monopartitismo cinese. Ancora più coraggio ci vorrebbe per chiedersi quanto il nostro sistema sia in grado di fare gli interessi della collettività.
In realtà dalle nostre parti è passata l'idea che gli interessi del capitale coincidano con quelli dei cittadini. Sulla scia di questa concezione, in Italia, ma non è l'unico caso, alcune posizioni politiche sono state assunte come dogma assoluto e indiscutibile. L'economia di mercato è un fatto che non ammette discussioni, è consustanziale a quella che noi chiamiamo democrazia. Qualsiasi forza politica che si propone di metterne in discussione il primato o che avanza anche una minima richiesta di limitazione viene bollata come statalista e dunque squalificata, privata di cittadinanza.
Il fanatismo di queste idee è tale che lo stesso tiepidissimo centrosinistra trainato dal PD di Elly Schlein è osteggiato con una grande ferocia dai difensori dell'economia di mercato, che per questo tramano per farla fuori e sostituirla con Silvia Salis. L'ipotesi che, in caso di vittoria, il centrosinistra introduca una qualche forma di ridistribuzione della ricchezza, come era stato il reddito di cittadinanza di Conte, o qualche elemento di pianificazione della produzione, come in passato proposto da Bersani, provoca in quasi signori del capitale un sentimento di orrore supremo, che giustifica le manovre più assurde.
E del resto ricordiamoci che la caduta del governo Conte II, non certo un governo di estremisti, è avvenuta perché questi stessi centri di potere non potevano minimamente tollerare che PD e 5stelle - che non sono esattamente il Partito bolscevico dei lavoratori - gestissero il tesoretto del PNRR ottenuto dall'Europa, proprio grazie alla mediazione di Conte. Pur di dominare e controllare sono disposti a tutto.
Ecco, il sistema cinese esprime indubbiamente una politica molto diversa dalla nostra. Secondo i nostri canoni è un sistema dispotico. Il fatto stesso che però riesca ad essere autonomo dal grande capitale e che anzi offra margini alla funzione dell'economia di mercato solo entro determinati limiti, ovvero nella misura in cui questa non contrasta con gli interessi nazionali, lo rende in realtà più sano o comunque più vicino agli interessi della collettività, e cioè del "demos", di quanto lo sia da noi.
Il confronto con Trump mi sembra che allora smascheri il tracollo della nostra democrazia liberale, incapace di dotarsi di obiettivi collettivi che non siano interni agli stessi interessi dei detentori del capitale. Del resto lo vediamo abbastanza facilmente. Il nostro sistema politico non sa esprimere più nessun ideale di progresso in materia di lavoro, salute, istruzione, previdenza sociale. Nulla. Non sa darsi nessuna meta ideale. Non è in grado di promettere nessun miglioramento. Anzi, minaccia continuamente di toglierci quello che abbiamo. Molti di noi vivono nella certezza che la nostra condizione sociale peggiorerà. E viviamo tutto questo proprio mentre sono aumentati nel nostro continente gli ultramiliardari.
Lo spettro di tolleranza delle idee che riesce ad esprimere la nostra nobile "democrazia" è oramai così ristretto, così chiuso da essere diventato di fatto un sistema dominato da un partito unico occulto che non ha nemmeno il coraggio di esprimersi con il proprio volto. Questo partito unico neoliberale ha imposto in Europa una feroce dittatura del capitale che coltiva gli interessi dei pochi contro i molti, ovvero contro il demos. Piaccia o no ma in Cina accade il contrario.
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Paolo Desogus è Maître de conférences alla Sorbonne Université di Parigi. I suoi studi riguardano principalmente la produzione letteraria italiana del secondo dopoguerra e il rapporto tra cinema e letteratura. Per il suo lavoro di ricerca ha ottenuto nel 2015 il premio Pasolini della Cineteca di Bologna e nel 2023 il premio Sormani della Fondazione Istituto Gramsci piemontese. Oltre a numerosi articoli su riviste specialistiche, nel 2018 ha pubblicato Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema e La confusion des langues. Autour du style indirect libre dans l’oeuvre de Pier Paolo Pasolini.
Nel 2018 ha fondato con Lisa Gasparotto la Scuola Pasolini. Ora insieme a Gian Luca Picconi e Vincenzo Piro hanno costituito una nuova associazione, la Società internazionale Pier Paolo Pasolini, che si occuperà di gestire la Scuola e nuove iniziative pasoliniane.
E lo spirito, afferma Desogus, riprendendo le parole di Pasolini, scritte poco prima di lasciare Casarsa, è lavorare con "chiarezza e passione".Fonte: profilo fb di Paolo Desogus
#paolodesogus #trumpvsXi #democrazialiberale #crisidemocrazia #capitalismovsdemocrazia