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1000 results for “danno”

  1. Ciao, sono Fabio, in arte Kenobit.

    Mi sono fatto le ossa scrivendo su riviste di videogiochi come GMC, XMU, NRU, e poi come traduttore di videogiochi.

    Suono il mio Game Boy in giro per il mondo, organizzo eventi come Zona Warpa e mi sbatto per la riconquista della libertà digitale collettiva.

    Amo il software libero, sono vegano, anarchico, femminista e tutta una serie di cose che danno fastidio alla gente. :D

    Sono tra i fondatori di Livello Segreto, ma non solo!

    #introSegrete

  2. I nostri contatti ci segnalano una moda fognaria su #TikTok e su social basa su gente che si purga, va in bagno e si estrae robe dal sedere. Giuro, è vero, e per favore, la #purga dei #parassiti e il #lavaggioepatico non esistono. Andate da un medico

    bufale.net/il-lavaggio-epatico

  3. @brokenlink @sabrinaweb71

    2) Sapere se uno si iscrive o meno ad un canale di un ente pubblico, non ha importanza per il singolo, ma come dato aggregato per chi *vede* (#M3t4) questi dati e li sa leggere collegandoli con altri parametri che profila massivamente, sono dati di importanza CAPITALE per il privato e un danno gigantesco per i cittadini (e quindi pure per l'ente pubblico)

  4. Come artisti, giornalisti, studiosi, critici, intellettuali, scrittori, musicisti, attori, architetti ma semplicemente come esseri umani interessati alla giustizia e alla pace, credo ci siano richieste alcune cose:

    (1) fare una ininterrotta opera di controinformazione su quanto il fascismo sionista ha fatto e sta facendo sia in Palestina, Libano e Yemen, sia (in termini di acquisto di consenso, diffusione di menzogne e corruzione di politici e giornalisti) in tutti gli altri paesi del mondo, non solo in occidente, ma – certo – soprattutto in USA, UK ed UE;

    (2) esprimere (e documentare) una costante ed esplicita condanna della natura illegittima, coloniale e criminale delle operazioni militari israeliane attuali e passate, così come delle procedure di apartheid e oppressione da decenni implementate a danno degli abitanti della Palestina intera;

    (3) esprimere e sollecitare sostegno all’UNHCR e alle organizzazioni umanitarie e ai medici che operano sul territorio: Mezzaluna rossa, Croce rossa, Unicef, Medici senza frontiere, Emergency, Oxfam, Amnesty eccetera;

    (4) chiedere con insistenza e manifestare per un cessate il fuoco completo e definitivo; per il ritiro delle truppe d’invasione da Gaza e dal Libano; per l’apertura di valichi e corridoi umanitari a sud e via mare (perché viveri, medicine e beni essenziali riaffluiscano a Gaza); per il diritto dei giornalisti palestinesi e internazionali a documentare in piena incolumità la situazione creata ovunque dall’invasore; per il riconoscimento dell’inviolabilità dei diritti e delle proprietà dei Palestinesi in Cisgiordania e a Gerusalemme Est; per l’incriminazione, condanna e arresto per genocidio dei vertici politici e militari israeliani; 

    (5) trasmettere le suddette richieste a chi ci governa, pretendendo inoltre un embargo sulle vendite di armi agli invasori israeliani, l’interruzione delle relazioni diplomatiche con l’aggressore sionista, il riconoscimento immediato dello Stato Palestinese, l’apertura di una ambasciata italiana in Cisgiordania.

    *

    Paragonare il genocidio attuato dai sionisti alla violenza nazista e fascista è sensato, è pertinente, ha basi storiche e giuridiche, e gli intellettuali italiani su questo e su tutti i punti precedenti devono prendere posizione (avrebbero dovuto prenderla da tempo). La storia non li aspetta, sta già rovinando sulle spalle dei colonizzati.

    Davanti alle immagini, ai video, agli audio delle urla che si accumulano da un anno, le posizioni e la riflessione occidentali o sono frontalmente filopalestinesi e antisioniste, o si rivelano una semplice variante, più o meno moderata, del suprematismo colonialista bianco che ha negli USA il suo epicentro.

    https://slowforward.net/2024/10/01/contrastare-sionismo/

    #000000 #amnesty #architetti #artisti #attori #Cisgiordania #critici #CroceRossa #Emergency #Gaza #genocidio #GerusalemmeEst #giornalisti #intellettuali #Libano #MediciSenzaFrontiere #MezzalunaRossa #musicisti #Oxfam #scrittori #sionismo #sionisti #studiosi #UNHCR #Unicef #WestBank #Yemen

  5. Come artisti, giornalisti, studiosi, critici, intellettuali, scrittori, musicisti, attori, architetti ma semplicemente come esseri umani interessati alla giustizia e alla pace, credo ci siano richieste alcune cose:

    (1) fare una ininterrotta opera di controinformazione su quanto il fascismo sionista ha fatto e sta facendo sia in Palestina, Libano e Yemen, sia (in termini di acquisto di consenso, diffusione di menzogne e corruzione di politici e giornalisti) in tutti gli altri paesi del mondo, non solo in occidente, ma – certo – soprattutto in USA, UK ed UE;

    (2) esprimere (e documentare) una costante ed esplicita condanna della natura illegittima, coloniale e criminale delle operazioni militari israeliane attuali e passate, così come delle procedure di apartheid e oppressione da decenni implementate a danno degli abitanti della Palestina intera;

    (3) esprimere e sollecitare sostegno all’UNHCR e alle organizzazioni umanitarie e ai medici che operano sul territorio: Mezzaluna rossa, Croce rossa, Unicef, Medici senza frontiere, Emergency, Oxfam, Amnesty eccetera;

    (4) chiedere con insistenza e manifestare per un cessate il fuoco completo e definitivo; per il ritiro delle truppe d’invasione da Gaza e dal Libano; per l’apertura di valichi e corridoi umanitari a sud e via mare (perché viveri, medicine e beni essenziali riaffluiscano a Gaza); per il diritto dei giornalisti palestinesi e internazionali a documentare in piena incolumità la situazione creata ovunque dall’invasore; per il riconoscimento dell’inviolabilità dei diritti e delle proprietà dei Palestinesi in Cisgiordania e a Gerusalemme Est; per l’incriminazione, condanna e arresto per genocidio dei vertici politici e militari israeliani; 

    (5) trasmettere le suddette richieste a chi ci governa, pretendendo inoltre un embargo sulle vendite di armi agli invasori israeliani, l’interruzione delle relazioni diplomatiche con l’aggressore sionista, il riconoscimento immediato dello Stato Palestinese, l’apertura di una ambasciata italiana in Cisgiordania.

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    Paragonare il genocidio attuato dai sionisti alla violenza nazista e fascista è sensato, è pertinente, ha basi storiche e giuridiche, e gli intellettuali italiani su questo e su tutti i punti precedenti devono prendere posizione (avrebbero dovuto prenderla da tempo). La storia non li aspetta, sta già rovinando sulle spalle dei colonizzati.

    Davanti alle immagini, ai video, agli audio delle urla che si accumulano da un anno, le posizioni e la riflessione occidentali o sono frontalmente filopalestinesi e antisioniste, o si rivelano una semplice variante, più o meno moderata, del suprematismo colonialista bianco che ha negli USA il suo epicentro.

    https://slowforward.net/2024/10/01/contrastare-sionismo/

    #000000 #amnesty #architetti #artisti #attori #Cisgiordania #critici #CroceRossa #Emergency #Gaza #genocidio #GerusalemmeEst #giornalisti #intellettuali #Libano #MediciSenzaFrontiere #MezzalunaRossa #musicisti #Oxfam #scrittori #sionismo #sionisti #studiosi #UNHCR #Unicef #WestBank #Yemen

  6. Come artisti, giornalisti, studiosi, critici, intellettuali, scrittori, musicisti, attori, architetti ma semplicemente come esseri umani interessati alla giustizia e alla pace, credo ci siano richieste alcune cose:

    (1) fare una ininterrotta opera di controinformazione su quanto il fascismo sionista ha fatto e sta facendo sia in Palestina, Libano e Yemen, sia (in termini di acquisto di consenso, diffusione di menzogne e corruzione di politici e giornalisti) in tutti gli altri paesi del mondo, non solo in occidente, ma – certo – soprattutto in USA, UK ed UE;

    (2) esprimere (e documentare) una costante ed esplicita condanna della natura illegittima, coloniale e criminale delle operazioni militari israeliane attuali e passate, così come delle procedure di apartheid e oppressione da decenni implementate a danno degli abitanti della Palestina intera;

    (3) esprimere e sollecitare sostegno all’UNHCR e alle organizzazioni umanitarie e ai medici che operano sul territorio: Mezzaluna rossa, Croce rossa, Unicef, Medici senza frontiere, Emergency, Oxfam, Amnesty eccetera;

    (4) chiedere con insistenza e manifestare per un cessate il fuoco completo e definitivo; per il ritiro delle truppe d’invasione da Gaza e dal Libano; per l’apertura di valichi e corridoi umanitari a sud e via mare (perché viveri, medicine e beni essenziali riaffluiscano a Gaza); per il diritto dei giornalisti palestinesi e internazionali a documentare in piena incolumità la situazione creata ovunque dall’invasore; per il riconoscimento dell’inviolabilità dei diritti e delle proprietà dei Palestinesi in Cisgiordania e a Gerusalemme Est; per l’incriminazione, condanna e arresto per genocidio dei vertici politici e militari israeliani; 

    (5) trasmettere le suddette richieste a chi ci governa, pretendendo inoltre un embargo sulle vendite di armi agli invasori israeliani, l’interruzione delle relazioni diplomatiche con l’aggressore sionista, il riconoscimento immediato dello Stato Palestinese, l’apertura di una ambasciata italiana in Cisgiordania.

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    Paragonare il genocidio attuato dai sionisti alla violenza nazista e fascista è sensato, è pertinente, ha basi storiche e giuridiche, e gli intellettuali italiani su questo e su tutti i punti precedenti devono prendere posizione (avrebbero dovuto prenderla da tempo). La storia non li aspetta, sta già rovinando sulle spalle dei colonizzati.

    Davanti alle immagini, ai video, agli audio delle urla che si accumulano da un anno, le posizioni e la riflessione occidentali o sono frontalmente filopalestinesi e antisioniste, o si rivelano una semplice variante, più o meno moderata, del suprematismo colonialista bianco che ha negli USA il suo epicentro.

    https://slowforward.net/2024/10/01/contrastare-sionismo/

    #000000 #amnesty #architetti #artisti #attori #Cisgiordania #critici #CroceRossa #Emergency #Gaza #genocidio #GerusalemmeEst #giornalisti #intellettuali #Libano #MediciSenzaFrontiere #MezzalunaRossa #musicisti #Oxfam #scrittori #sionismo #sionisti #studiosi #UNHCR #Unicef #WestBank #Yemen

  7. Come artisti, giornalisti, studiosi, critici, intellettuali, scrittori, musicisti, attori, architetti ma semplicemente come esseri umani interessati alla giustizia e alla pace, credo ci siano richieste alcune cose:

    (1) fare una ininterrotta opera di controinformazione su quanto il fascismo sionista ha fatto e sta facendo sia in Palestina, Libano e Yemen, sia (in termini di acquisto di consenso, diffusione di menzogne e corruzione di politici e giornalisti) in tutti gli altri paesi del mondo, non solo in occidente, ma – certo – soprattutto in USA, UK ed UE;

    (2) esprimere (e documentare) una costante ed esplicita condanna della natura illegittima, coloniale e criminale delle operazioni militari israeliane attuali e passate, così come delle procedure di apartheid e oppressione da decenni implementate a danno degli abitanti della Palestina intera;

    (3) esprimere e sollecitare sostegno all’UNHCR e alle organizzazioni umanitarie e ai medici che operano sul territorio: Mezzaluna rossa, Croce rossa, Unicef, Medici senza frontiere, Emergency, Oxfam, Amnesty eccetera;

    (4) chiedere con insistenza e manifestare per un cessate il fuoco completo e definitivo; per il ritiro delle truppe d’invasione da Gaza e dal Libano; per l’apertura di valichi e corridoi umanitari a sud e via mare (perché viveri, medicine e beni essenziali riaffluiscano a Gaza); per il diritto dei giornalisti palestinesi e internazionali a documentare in piena incolumità la situazione creata ovunque dall’invasore; per il riconoscimento dell’inviolabilità dei diritti e delle proprietà dei Palestinesi in Cisgiordania e a Gerusalemme Est; per l’incriminazione, condanna e arresto per genocidio dei vertici politici e militari israeliani; 

    (5) trasmettere le suddette richieste a chi ci governa, pretendendo inoltre un embargo sulle vendite di armi agli invasori israeliani, l’interruzione delle relazioni diplomatiche con l’aggressore sionista, il riconoscimento immediato dello Stato Palestinese, l’apertura di una ambasciata italiana in Cisgiordania.

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    Paragonare il genocidio attuato dai sionisti alla violenza nazista e fascista è sensato, è pertinente, ha basi storiche e giuridiche, e gli intellettuali italiani su questo e su tutti i punti precedenti devono prendere posizione (avrebbero dovuto prenderla da tempo). La storia non li aspetta, sta già rovinando sulle spalle dei colonizzati.

    Davanti alle immagini, ai video, agli audio delle urla che si accumulano da un anno, le posizioni e la riflessione occidentali o sono frontalmente filopalestinesi e antisioniste, o si rivelano una semplice variante, più o meno moderata, del suprematismo colonialista bianco che ha negli USA il suo epicentro.

    https://slowforward.net/2024/10/01/contrastare-sionismo/

    #000000 #amnesty #architetti #artisti #attori #Cisgiordania #critici #CroceRossa #Emergency #Gaza #genocidio #GerusalemmeEst #giornalisti #intellettuali #Libano #MediciSenzaFrontiere #MezzalunaRossa #musicisti #Oxfam #scrittori #sionismo #sionisti #studiosi #UNHCR #Unicef #WestBank #Yemen

  8. Penso che la "narrazione" del lavoro che ci può essere utile è quella che sottolinea il valore sociale e storico dell'attività compiuta.  Cominciamo col dire che nessuna macchina svolge lavoro ma moltiplica l'effetto del lavoro di singoli e gruppi.
    Se il lavoro non è creato dal rapporto privato che si instaura fra un lavoratore e il suo datore di lavoro ma scaturisce da determinate condizioni di sviluppo sociale in cui quella attività è necessaria a soddisfare bisogni e desideri e al contempo si danno le condizioni sociali (forme della relazione) che ne rendono possibile l'attivazione (mercato, militanza, comunità, obbligo, scelta...), allora si potrà caratterizzare l'attività umana chiamatea genericamente lavoro con la forma specifica che assume.
    - lavoro volontario
    - lavoro sociale
    - lavoro salariato
    - lavoro schiavistico
    - lavoro privato
    - lavoro comunitario
    potrebbe essere utile allungare la lista e trovare esempi pratici e storici di queste forme di lavoro analizzando le relazione che ne sono all'origine e i bisogni e desideri che sofìddisfano.  Sarà così più semplice scegliere verso quali orientarsi...
    #lavoro #lavoraremeno #comunità #postcapitalismo
  9. "The only platform you can trust™"

    #ElMuschio dice che pagare a lui 8 dollari al mese è il solo modo per evitare i bot malintenzionati.

    Io dico che qui li evitiamo gratuitamente con software libero, in un ecosistema decentralizzato e non viziato dalle esigenze di profitto del padrone, dove la vita delle persone non è schedata e venduta al miglior offerente, e tante comunità piccole, gestibili e interconnesse si danno delle regole che tutti si impegnano a rispettare e far rispettare.

  10. O lo sarebbe, se non fosse per lo strapotere acquisito negli ultimi decenni dal pensiero utilitaristico —seppure non piú espresso in termini di bisogni primari, ma dell'unica forma di valore ormai riconosciuta dai potenti— che come ho già accennato all'inizio, sarà irreversibilmente dannoso per le nuove generazioni.

    41/n

    #utilitarismo