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  1. Allora lo fate questo golpe?

    Il golpe Borghese (operazione Tora-Tora)
    Il tentativo di golpe, conosciuto successivamente come golpe Borghese, dal nome del principe Junio Valerio Borghese <54, è l’esempio forse più lampante di quella collusione tra poteri istituzionali, para-istituzionali ed illegali che formavano il doppio Stato. Nella notte tra il 7 e l’8 dicembre 1970, notte dell’Immacolata, avvenne il più volte rimandato <55 tentativo di colpo di stato. Durante la notte ci furono movimenti sospetti di reparti militari attorno alla capitale e alcuni neofascisti, guidati dal leader di AN Stefano Delle Chiaie, entrarono al ministero degli Interni per prelevare più di duecento mitragliette mentre uomini di Cosa Nostra e della ‘Ndrangheta attendevano un ordine per intervenire nelle rispettive regioni. Vennero inoltre interrotte le comunicazioni in alcuni centralini di diversi ministeri. In questo quadro Licio Gelli, Gran Maestro della Loggia massonica P2, era incaricato di arrestare il Presidente della Repubblica Saragat ma al golpe venne dato l’alt all’ultimo momento dal generale Borghese per ignote ragioni mai chiarite.
    Anche in questo caso la lunga ombra atlantica della P2 ci mette lo zampino con Licio Gelli che riuscì ancora una volta a intrecciare e a far convergere gli interessi di più “istituzioni” (mafiosa/’ndranghetista – politica – militare) nel “gioco grande”, come usava chiamare la collusione tra gruppi criminali e istituzioni il giudice Giovanni Falcone.
    Gli attori in campo:
    Il fronte nazionale.
    Il Fronte nazionale si costituì ufficialmente il 13 settembre del 1968, come organizzazione extra-parlamentare di destra ma non “neofascista” per consentire a tutti coloro che volessero combattere contro il comunismo di confluirvi sotto la guida prestigiosa di una medaglia d’oro al V.M. come Junio Valerio Borghese. I rappresentanti ufficiali delle organizzazioni di destra, MSI ed Ordine nuovo, ebbero inoltre il vantaggio di inserirvi i propri elementi senza compromettersi, in forma occulta e tacita <56.
    Nessuna contrapposizione, quindi, fra Avanguardia nazionale ed Ordine nuovo, ma la confluenza politica ed operativa nel “Fronte nazionale” diretto da un iscritto al Movimento sociale italiano della statura di Junio Valerio Borghese. Il coordinamento fra gruppi ufficialmente distinti e collocati su posizioni distanti fra esse, come Ordine nuovo e Movimento sociale italiano (Avanguardia nazionale è disciolta ufficialmente nel 1965) fu così garantito da Junio Valerio Borghese, la sola figura di spicco sul piano nazionale ed internazionale negli ambienti militari.
    La divisione Affari riservati del ministero degli Interni, in una nota informativa del 23 febbraio 1971 riferita al Fronte Nazionale di Junio Valerio Borghese scrive: “Fn è inserito in un gioco di industriali, Cia, Psu, militari, al fine di favorire non tanto un colpo di Stato, ma un colpo d’ordine”.
    Quello che si prefigurava il principe nero rappresentava quindi gli interessi e le aspirazioni dei “poteri forti”, primo fra tutti quello militare. Borghese aveva probabilmente in mente di fare un governo “bianco” riconosciuto da Israele, Stati uniti, Germania federale ecc. sostenuto dalle baionette delle Forze armate, per fare piazza pulita dei comunisti (PCI e sinistra extraparlamentare) usando le leggi ordinarie.
    Avanguardia Nazionale e i rapporti con i servizi segreti
    “Ankara, Atene, ora Roma viene!”
    Slogan formazione neofasciste degli anni 60/70
    L’estrema destra Avanguardia Nazionale fu fondata il 25 aprile del 1960 da Stefano Delle Chiaie, dopo l’uscita dal MSI e dal Centro Studi Ordine Nuovo. Nell’estate del 1964 Delle Chiaie fu contattato da presunti emissari del generale Giovanni De Lorenzo, allora Comandante dell’Arma dei Carabinieri intenzionato ad avviare, come già scritto in precedenza, il golpe noto come Piano Solo ma Avanguardia Nazionale, non fidandosi, negò la propria partecipazione.
    I rapporti di Avanguardia Nazionale con i servizi di informazione, prima con l’Ufficio affari riservati, poi con il SID, hanno origini risalenti ai primi anni 60, quando l’area di AN, tramite il giornalista Mario Tedeschi, fu coinvolta dall’Ufficio affari riservati del Ministero dell’interno nell’attività di affissione dei “manifesti cinesi”, una campagna di attacco al partito comunista apparentemente proveniente dalla sua sinistra. Tale attività fu ammessa dallo stesso Delle Chiaie che la ricondusse ad una iniziativa dell’Ufficio affari riservati, condivisa tatticamente da AN come valida manifestazione di “guerra psicologica” nei confronti del partito comunista. A prova della “copertura” fornita all’operazione da parte delle forze dell’ordine, secondo quanto riferisce Vincenzo Vinciguerra, Delle Chiaie avrebbe appreso da un funzionario della Questura che la immediata liberazione di alcuni avanguardisti fermati durante l’affissione dei manifesti era stata frutto di un preciso intervento in tal senso <57. Nell’operazione fu coinvolta AN a livello nazionale e non soltanto a Roma. La collaborazione tra AN e l’Ufficio affari riservati fu riferita poi dal capitano Labruna, che diceva di averla appresa da Giannettini e da Guido Paglia. Tale circostanza trovava conferma nelle dichiarazioni di Giannettini e nella nota relazione su “attività di Avanguardia nazionale e gruppi collegati” consegnata da Guido Paglia (noto giornalista dalle simpatie neofasciste) al Sid e non trasmessa all’autorità Tra i sodali del Fn di Borghese troviamo, prima nei moti di Reggio del ’70 poi nell’operazione Tora-Tora, Avanguardia Nazionale (AN). Organizzazione politica di giudiziaria. La relazione fu invece utilizzata, secondo Vinciguerra (149), proprio come prova di affidabilità del servizio nei confronti di Delle Chiaie, con il quale Labruna si incontrò in Spagna poco dopo la ricezione della nota. Labruna faceva così sapere a Delle Chiaie che il Sid sapeva che il coinvolgimento di A.N. nel golpe Borghese era passato proprio attraverso la struttura di intelligence del Ministero dell’interno, ma teneva la cosa segreta. I contatti istituzionali di Delle Chiaie all’estero non furono peraltro occasionali, come dimostrano altresì gli incontri di questo con Labruna e con lo stesso Federico Umberto D’Amato. <58
    Cosa Nostra e ‘ndrangheta
    “Banditi, Polizia e mafia sono un corpo solo come il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo”
    Gaspare Pisciotta, bandito e compagno di Salvatore Giuliano
    Se al nord erano già pronti gruppi misti di civili e militari sullo stile dei nuclei Gladio, al sud per negoziare l’appoggio delle truppe mafiose al putsch, giunsero i Sicilia, dall’altra parte del mondo, alcuni tra i maggiori ricercati che difficilmente si sarebbero avventurati in un viaggio del genere per inseguire miraggi senza fondamento alcuno. Durante la riunione a casa del boss Calderone, capo della famiglia catanese, venne comunicato che in Italia si stava preparando un colpo di Stato di marca fascista con a capo il principe Borghese, che godeva dell’appoggio di settori politici e di altre istituzioni. Per un effettivo controllo del sud vuole la partecipazione della mafia con mille o duemila uomini. In cambio i golpisti promettevano ai siciliani una revisione dei processi e delle condanne, anche quelle già passate in giudicato, con occhio benevolo.
    I mafiosi erano dubbiosi nello stringere alleanze coi fascisti a causa dello storico precedente del prefetto Mori e della lotta che quest’ultimo fece alla mafia, prima di essere deposto da Mussolini. Però sapevano che era importantissimo far uscire di prigione alcuni importanti boss per rafforzare l’organizzazione. Decisero così di avere un incontro a Roma con Borghese, il quale spiegherà nel dettaglio il piano “Tora-Tora” (dal nome in codice dell’attacco a Pearl Harbour). Golpisti e Cosa Nostra raggiungono un’intesa su tutto, compresi i dettagli operativi.
    Dalla parte opposta dello stretto erano invece pronti gli ‘ndranghetisti delle cosche Nirta (sull’Aspromonte) e De Stefano (a Reggio Calabria). Il 26 ottobre 1969 avvenne una prima riunione a Montalto tra i vertici della ‘ndrangheta e uomini dei servizi segreti per decidere se e come partecipare al futuro golpe. Dal 1993 in poi la collaborazione di numerosi pentiti consentì di ricostruire i contatti intercorsi nel 1970 ad Archi tra i potentissimi De Stefano e il principe Borghese. ‘Ndrangheta, Avanguardia nazionale e Ordine nuovo, in particolare, rappresentavano in quel periodo i soggetti di un patto che però vide protagoniste anche altre forze occulte della società italiana, la massoneria e i servizi deviati. Ci sarebbe stata un’occasione, riferita dal noto pentito Giuseppe Albanese, in cui tutti i poteri occulti si sarebbero incontrati, attraverso i loro rappresentanti, in una tenuta di proprietà di Borghese lungo la Costa degli dei, laddove peraltro, durante la seconda metà degli anni ’70, si riscontrò la presenza di alcuni campi paramilitari per l’addestramento alla guerriglia.
    I collaboratori indicarono villa “La Spagnola”, ma questa non rientrò mai nei patrimoni di Borghese.
    Limitrofa a questa struttura era però situata la villa di Bruno Tassan Din, braccio destro di Angelo Rizzoli, editore del Corriere della Sera, iscritto negli elenchi della P2 e implicato in alcune delle vicende più misteriose della storia italiana. Alla riunione, che si sarebbe tenuta alla Spagnola, secondo le segnalazioni dei collaboratori di giustizia, avrebbero preso parte il gran maestro del Grande Oriente d’Italia dal 1970 e 1979 e uomo di fiducia di Licio Gelli, Lino Salvini; il marchese Felice Genovese Zerbi assieme al fratello Carmelo iscritto alla P2; i generali con tessera P2 Gianadelio Maletti e Vito Miceli; l’ammiraglio Gino Birindelli; Edgardo Sogno. Al summit sarebbe stato presente anche il fondatore di Avanguardia nazionale Stefano Delle Chiaie, il cui nome collegava l’eversione nera alla massoneria e alla ‘ndrangheta, e importanti figure del panorama politico calabrese e italiano.59
    Anche in questa occasione si evidenzia come certi eventi tragici del nostro Paese siano nati da convergenze di interessi tra gruppi criminali e parti deviate dello Stato.
    L’interesse statunitense
    Per capire come anche gli americani sapessero tutto da tempo e probabilmente seguivano con attenzione lo svilupparsi della vicenda per poi confermare un possibile appoggio al golpe, è importante ricordare le parole di Tommaso Buscetta di fronte ai giudici Falcone e Borsellino. Il pentito dichiarerà infatti che una volta tornato negli States dopo il meeting in Sicilia viene arrestato dall’FBI, e a sorpresa la prima domanda che gli viene posta è: “Allora lo fate questo golpe?” e alla sua prudente risposta, “Quale golpe?”, specificano “Quello con Borghese!”. <60
    Il fallimento del golpe venne così spiegato sempre da Buscetta, il quale aggiunge che “In quei giorni c’era la flotta russa nel Mediterraneo, e agli americani non piaceva questa coincidenza…”.
    [NOTE]
    54 Junio Valerio Borghese, ex-comandante della X Flottiglia MAS e sottocapo di stato Maggiore della Marina Nazionale Repubblicana della RSI. Fonda nel 1968, un anno prima di uscire dal MSI, il Fronte Popolare; movimento politico di estrema destra che avrà contatti strettissimi con Avanguardia Nazionale e un ruolo di primo piano nei fatti di Reggio Calabria del ’70.
    55 Camillo Arcuri,2004, Colpo di Stato, Milano: BUR FuturoPassato
    56 Una nota della divisione Affari riservati del 25 novembre 1968 conferma il quadro, segnalando che il “Fronte nazionale” è stato in realtà costituito nella primavera del 1968, e che fra i suoi dirigenti ci sono gli ordinovisti Giulio Maceratini e Rutilio Sermonti.
    57 Camillo Arcuri, ibid.
    58 Giovanni Pellegrino, “Il terrorismo, le stragi ed il contesto storico-politico”. relazione dell’onorevole Pelligrino alla commissione parlamentare d’inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi.
    59 Giovani comunisti di Bovalino Marina (RC), Legami tra estrema destra reggina, ‘ndrangheta e massoneria, 13 Luglio 2013, http://digilander.libero.it/fmiccoli10/legami.htm
    60 Interrogatorio di Tommaso Buscetta nell’agosto del 1984 ai magistrati di Palermo
    Giulia Fiordelli, Dalla Konterguerilla ad Ergenekon. Evoluzioni del Derin Devlet, tra mito e realtà nella Turchia contemporanea: analogia con la stay-behind italiana, Tesi di laurea, Università Ca’ Foscari – Venezia, Anno Accademico 2012-2013

    #Ndrangheta #1970 #8 #CosaNostra #GiuliaFiordelli #GolpeBorghese #neofascisti #ON #P2 #segreti #servizi #StatiUniti #ToraTora

  2. Netflix es golpeado en el ego

    La plataforma no ha tenido últimamente buenos números en cuestión de proyección de series

    Diez años después del inicio de la guerra del streaming, el panorama para Netflix, HBO y el resto de plataformas sigue cambiando sin parar. Y los últimos datos de este 2025 han confirmado que la situación para la compañía de la Gran N Roja liderada por Ted Sarandos no es tan buena como se sospechaba. El servicio de streaming sigue siendo líder en todo el mundo, pero cada vez cede más terreno ante la competencia.

    Según ha informado Bloomberg.com, la cuota de Netflix de series originales más vistas en streaming ha caído de más del 80% en 2021 a cerca del 50% en 2025. En definitiva, aunque la plataforma sigue copando prácticamente la mitad de producciones más vistas del año, ya no es tan dominante como antes. Ahora, la competencia asume la otra mitad, mientras que hace solo cuatro años Netflix cuadruplicaba las cifras del resto.

    En el top 10 de series originales más vistas de 2025, Netflix sigue ocupando tres de los cuatro primeros puestos. El Juego del Calamar es, según los datos de Nielsen, la serie más vista del año con más de 15.000 millones de minutos reproducidos. El segundo puesto lo ocupa Reacher, de Amazon Prime Video, con 13.300 millones de minutos. El tercer y cuarto puesto vuelven a ser de la compañía de Sarandos, con El agente nocturno como 3ª y Ginny & Georgia como 4ª. Severance, de Apple TV+, completa el top 5.

    Sin embargo, a pesar de colocar tres series tan arriba, en el resto del top 10 Netflix solo cuenta con You en la novena posición. Las demás corresponden a otros servicios y compañías que se están convirtiendo en competencia directa. Se trata, en cualquier caso, de algo lógico y esperable. Netflix ha pasado de ser una de las tres grandes plataformas de streaming a tener que competir con otras siete u ocho muy pujantes. Y aunque en el global siga muy por encima de todas ellas, los grandes estrenos de dichas plataformas ya son capaces de mirar de tú a tú a los éxitos de Netflix.

    En definitiva, Netflix ahora tiene que compartir la lista de series más vistas de 2025 con Amazon (Reacher), Apple TV+ (Severance), HBO Max (The Pitt), Hulu (El cuento de la criada) y Paramount+ (1923 y Landman). De hecho, si se abre ligeramente los requisitos en el mencionado top 10, Netflix solo contaría con 3 series, mientras que HBO Max tendría otras 3. Y es que, aunque en el ranking oficial de Nielsen solamente mencionan a The Pitt en séptima posición, no tienen en cuenta a The Last of Us ni The White Lotus porque su estreno llegó a través del canal de televisión de HBO. Según Bloomberg.com, solo con sus datos de streaming también se colocarían en el top 10.

    En cualquier caso, los motivos de preocupación son moderados. Y es que, a pesar de haber cedido mucho terreno frente a la competencia entre las series más vistas de 2025, ningún otro servicio tiene tanta constancia entre los grandes éxitos como Netflix. Esto se refleja de forma evidente en que ninguna otra plataforma es utilizada por tanta gente ni gasta tanto dinero. La compañía aún tiene más éxitos que cualquier otro servicio combinado. De hecho, genera más visualizaciones que Disney+, Hulu y Peacock juntos.

    Fuente: Hipertextual

    #Cine #CinemaGizmo #CinemaGizmo #Destacado #Movies #Netflix #Noticias #PermanenciasVoluntarias #PermanenciasVoluntariasRadio #PermanenciasVoluntarias #Podcast #SeriementeCine

  3. Crisis financiera golpea al Poder Judicial: Adeudan más de L.1,250 millones en transferencias#CorteSupremadeJusticia #Transferencias #crisisfinanciera #RebecaRáquelObando
    tinyurl.com/2ax5qofs

  4. Crisis financiera golpea al Poder Judicial: Adeudan más de L.1,250 millones en transferencias#CorteSupremadeJusticia #Transferencias #crisisfinanciera #RebecaRáquelObando
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  5. #LaBase #2x54 - Parar el golpe: se puede pero no se atreven.
    #PabloIglesias, #SaraSerrano, #ManuLevin e #InnaAfinogenova analizan las posibilidades que tiene la mayoría parlamentaria en España para acabar con el secuestro y uso ilegítimo del Tribunal Constitucional y del Consejo General del Poder Judicial por parte de las derechas.
    youtu.be/eppHpkdYde0

  6. #LaBase #2x54 - Parar el golpe: se puede pero no se atreven.
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  8. 🔴51 AÑOS DEL GOLPE: Compañero Alonso Verdejo asesinado por fascista durante marcha al Cementerio General

    Este domingo, durante la Romería hacia el Cementerio General en Santiago, un hombre, posteriormente identificado como Patricio Salerick Villafaña Juica, quien fue visto salir de un piquete de carabineros gritando que era «contra marcha», apuñaló por la espalda a tres personas, uno de ellos era el compañero vegan antiautoritario Alonso Verdejo, de 26 años, quien se mantuvo grave con heridas en abdomen y espalda, falleciendo a las pocas horas en el hospital San José. Los ataques de grupos fascistas o individuos amparados por las fuerzas represivas, son cada vez más comunes, la legitimación del discurso fascista en los medios, la complicidad política y represiva, les genera resguardo para actuar, lo cierto es que asesinan esporádicamente a compañerxs y nuestra coordinación y radicalización de la autodefensa es cada vez más urgente.

    ...Los asesinatos en las conmemoraciones del 11, que anteriormente que han sido a manos de carabineros de $hile, como en el caso de la compañera Claudia López, hoy están siendo ejecutados por fascistas que se refugian entre los policías y sus carros. Al parecer les es más fácil utilizar a otros tontos útiles para estos ataques, (comúnmente fanáticos exaltados poco pensantes serviles), en vez de seguir metiendo en problemas a una institución levantada de las cenizas, gracias a una gran estrategia de manipulación mediática.

    Pero ¿quienes son? ¿Les pagan? ¿son o fueron pacos? Son preguntas que surgen ante este escenario, sin embargo lo concreto es que estamos frente a civiles fascistas, que en grupo o amparados por pacos, atacan cobardemente a compañerxs que asisten y participan de las marchas...

    Lee en
    https://lazarzamora.cl/?p=12968

    Alonso Verdejo Presente.

    #asesinato #fascistas #11deseptiembre

  9. 🔴51 AÑOS DEL GOLPE: Compañero Alonso Verdejo asesinado por fascista durante marcha al Cementerio General

    Este domingo, durante la Romería hacia el Cementerio General en Santiago, un hombre, posteriormente identificado como Patricio Salerick Villafaña Juica, quien fue visto salir de un piquete de carabineros gritando que era «contra marcha», apuñaló por la espalda a tres personas, uno de ellos era el compañero vegan antiautoritario Alonso Verdejo, de 26 años, quien se mantuvo grave con heridas en abdomen y espalda, falleciendo a las pocas horas en el hospital San José. Los ataques de grupos fascistas o individuos amparados por las fuerzas represivas, son cada vez más comunes, la legitimación del discurso fascista en los medios, la complicidad política y represiva, les genera resguardo para actuar, lo cierto es que asesinan esporádicamente a compañerxs y nuestra coordinación y radicalización de la autodefensa es cada vez más urgente.

    ...Los asesinatos en las conmemoraciones del 11, que anteriormente que han sido a manos de carabineros de $hile, como en el caso de la compañera Claudia López, hoy están siendo ejecutados por fascistas que se refugian entre los policías y sus carros. Al parecer les es más fácil utilizar a otros tontos útiles para estos ataques, (comúnmente fanáticos exaltados poco pensantes serviles), en vez de seguir metiendo en problemas a una institución levantada de las cenizas, gracias a una gran estrategia de manipulación mediática.

    Pero ¿quienes son? ¿Les pagan? ¿son o fueron pacos? Son preguntas que surgen ante este escenario, sin embargo lo concreto es que estamos frente a civiles fascistas, que en grupo o amparados por pacos, atacan cobardemente a compañerxs que asisten y participan de las marchas...

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    https://lazarzamora.cl/?p=12968

    Alonso Verdejo Presente.

    #asesinato #fascistas #11deseptiembre

  10. #CoreadelSud la paura del #golpe

    Ieri con una mossa inaspettata e con un messaggio in diretta televisiva il presidente sudcoreano Yoon Suk #Yeol aveva dichiarato la legge marziale d’emergenza, per fronteggiare quella che aveva definito la minaccia comunista del Nord e per "eliminare gli elementi anti-Stato". Il Presidente ha accusato il partito dell’opposizione di avere stretto alleanza con il regime dittatoriale di PyongYang quindi con il Nord Corea.

    Rtl.it