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23 results for “cascheranno”

  1. @drmorrisj @cascheranno I suspect so. Like I say, as a years long technologist, I prefer my own human mind over agentic generation. Asking a model if "Did I write this soundly"? seems feasible...occasionally....but for the most part how I process things, and ultimately debug them is something I can trust. I have had to debug #vibecoding done by my juniors that was a trainwreck.

  2. @zwol I dunno, man. I’ve carted heavy loads out of roadless places with a 2-meter frame with pairs of handle bars front and back (think: like a stretcher), centered over a single bicycle wheel.

    Jokes aside, this is epic. Reminds me of East Asian trike-trucks. And 😍 that bold purple! #want!

  3. @zwol I dunno, man. I’ve carted heavy loads out of roadless places with a 2-meter frame with pairs of handle bars front and back (think: like a stretcher), centered over a single bicycle wheel.

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  4. @zwol I dunno, man. I’ve carted heavy loads out of roadless places with a 2-meter frame with pairs of handle bars front and back (think: like a stretcher), centered over a single bicycle wheel.

    Jokes aside, this is epic. Reminds me of East Asian trike-trucks. And 😍 that bold purple! !

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  6. @zwol I dunno, man. I’ve carted heavy loads out of roadless places with a 2-meter frame with pairs of handle bars front and back (think: like a stretcher), centered over a single bicycle wheel.

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  7. @8r3n7 would you be happier if we called it 99% space? By that distance up, more than 99% of the air is gone. And in orbit, station and occupants have near-identical gravity, so >99% of that effect is gone. #Pedantic

    @bruces

  8. @pluralistic Good point. And it’s not a ‘only in Hollywood’ career. Local tv companies’ news crews, local ad firms, etc. hit this wall: A friend’s career has largely been for local tv / radio / streaming ads, working out of his home. He shoots in 4k, shares with remote clients, digitally crops, etc.

    One never quite knows who’ll find a use case. #longtail #goviral #KillerApp

    @paoloredaelli @dukeboitans @Sylocule

  9. @pluralistic Good point. And it’s not a ‘only in Hollywood’ career. Local tv companies’ news crews, local ad firms, etc. hit this wall: A friend’s career has largely been for local tv / radio / streaming ads, working out of his home. He shoots in 4k, shares with remote clients, digitally crops, etc.

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    @paoloredaelli @dukeboitans @Sylocule

  10. @pluralistic Good point. And it’s not a ‘only in Hollywood’ career. Local tv companies’ news crews, local ad firms, etc. hit this wall: A friend’s career has largely been for local tv / radio / streaming ads, working out of his home. He shoots in 4k, shares with remote clients, digitally crops, etc.

    One never quite knows who’ll find a use case.

    @paoloredaelli @dukeboitans @Sylocule

  11. @pluralistic Good point. And it’s not a ‘only in Hollywood’ career. Local tv companies’ news crews, local ad firms, etc. hit this wall: A friend’s career has largely been for local tv / radio / streaming ads, working out of his home. He shoots in 4k, shares with remote clients, digitally crops, etc.

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    @paoloredaelli @dukeboitans @Sylocule

  12. @pluralistic Good point. And it’s not a ‘only in Hollywood’ career. Local tv companies’ news crews, local ad firms, etc. hit this wall: A friend’s career has largely been for local tv / radio / streaming ads, working out of his home. He shoots in 4k, shares with remote clients, digitally crops, etc.

    One never quite knows who’ll find a use case. #longtail #goviral #KillerApp

    @paoloredaelli @dukeboitans @Sylocule

  13. @SnowshadowII @GottaLaff (this is one of those moments where my mastodon skill (or the platform) lose out: I need that bashful-grinning rabbit gif from Bambi…. #flawless #NoNotes

  14. @donaldball @MediaActivist cool, so we agree it sucks, too. So, let’s write policy to land us somewhere nice. Less oligarchy. More protective, empowering, and fair. We’ll need regs against abuse, which intrinsically means it’s not anarchic. #Sorted

  15. #Ucraina
    "Le truppe russe stanno accumulando forze nella direzione di #Sloviansk, cercheranno di ripetere lo scenario di #Mariupol e #Severodonetsk". Lo riporta il canale informativo Ukrainiska Pravda, citando le parole del capo dell'amministrazione regionale del Donetsk, Pavlo Kyrylenko.

  16. Con l’arrivo dell’estate, gli #uccelli sono impegnati a covare le uova o a nutrire i loro piccoli, ed è proprio in questo periodo che diventano più vulnerabili e protettivi. Avvicinarsi troppo a un #nido può avere conseguenze serie, come far abbandonare le uova o i piccoli. Gli adulti cercheranno in tutti i modi di difendere il #nido, usando trucchi per distrarre chi si avvicina troppo. Rispettare i loro spazi e lasciarli tranquilli è un..Continua a leggere: galassianatura.it/pixeldinatur

  17. Il nucleolo potrebbe nascondere il segreto della longevità. Un nuovo studio rivela che la sua dimensione regola l’invecchiamento cellulare: se rimane piccolo, la vita si allunga. Un “cronometro della mortalità” segna il destino delle cellule, ora gli scienziati cercheranno il modo di rallentarlo.

    #longevità #invecchiamento #biologia #nucleolo #scienza

    futuroprossimo.it/2025/01/scop

  18. Accordo Stati Uniti Cina: buone notizie anche per noi

    L’accordo appena siglato tra Stati Uniti e Cina sui dazi è una buona notizia. Non solo per loro, che da anni si contendono il primato globale a colpi di tariffe e ritorsioni, ma per tutti noi. È un segnale di distensione, e quando due potenze di quella taglia si parlano invece di farsi la guerra commerciale, l’aria si fa subito più respirabile. Anche per la Svizzera.

    Non si tratta solo di dazi. Si tratta, prima di tutto, di ridurre l’incertezza. E l’incertezza è il peggior nemico dell’economia. Quando le persone hanno paura del futuro, consumano meno. E quando i consumi calano, le imprese producono meno, assumono meno e addirittura licenziano. In aggiunta le aziende prevedono che le cose peggioreranno e quindi investono meno. Questo rallenta l’intera economia. E rallenta ovunque.

    Un accordo tra USA e Cina, quindi, ha un primo effetto immediato: riattiva la fiducia. E senza fiducia, l’economia non gira. Le aziende non pianificano, i consumatori non spendono, i governi rinviano. Ma se si ristabilisce un orizzonte stabile, allora si torna a investire, a produrre, a costruire. E la crescita riparte.

    Per la Svizzera questo è particolarmente importante. Siamo un Paese esportatore. Ma non solo: i nostri prodotti fanno parte di filiere globali complesse. Pensiamo all’orologeria, alla farmaceutica, alla meccanica di precisione, all’elettronica. Importiamo materie prime e componenti da tutto il mondo, li trasformiamo qui, e poi li rivendiamo. Se le regole del gioco cambiano continuamente, o se due giganti economici si fanno la guerra, noi finiamo nel mezzo. Dobbiamo pagare di più per quello che importiamo e vendere ad un prezzo più alto quello che vendiamo: insomma, il peggiore dei mondi.

    Un sistema aperto, stabile e prevedibile è la condizione minima per difendere il nostro modello economico. Più i grandi si parlano, più noi possiamo fare bene quello che sappiamo fare meglio: innovare, produrre qualità, vendere ad alto valore aggiunto.

    E c’è un altro punto. Quando i mercati si chiudono, i prodotti in eccesso finiscono da qualche altra parte. Se la Cina non riesce a vendere negli Stati Uniti, quei beni cercheranno sbocchi altrove. Anche in Europa. Anche da noi. E questo significa concorrenza più aggressiva, prezzi più bassi e difficoltà per i nostri settori.

    In sintesi: l’accordo tra Stati Uniti e Cina è una buona notizia perché riduce l’incertezza, protegge le catene globali di produzione e aiuta a evitare squilibri nei mercati. Non risolve tutto, ma è un passo nella direzione giusta. E per un’economia aperta come la nostra, è un passo che conta.

    Sintesi dell’intervista rilasciata a Radio Ticino, 12.05.2025

    Importante: sotto trovate un audio generato con la mia voce clonata dall’Intelligenza Artificiale: impressionante

    Ascolta: contenuto generato con voce clonata con l’IA

    #commercio #dazi #svizzera #USA

  19. MLOL Plus verrà sospeso

    Buon venerdì, prodi seguaci!✨

    In questi (quasi) due anni di Piglio dal Mucchio è andata a finire che ho trascurato un po’ il prestito bibliotecario, imponendomi di prendere meno libri tutte le volte che mettevo piede in biblioteca: non mi è riuscito sempre, ma lo sfoltimento della mia pila di libri acquistati e non letti è lì a dimostrare che il mio impegno mi ha ripagato.

    Ovviamente questo significa che anche il ricorso al prestito digitale è stato ridimensionato e le mie visite a MLOL e MLOL PLus più rarefatte. Così, l’altro giorno, quando mi sono detta che mi andava proprio di prendermi un ebook in prestito, rimango spiazzata da questo annuncio nella homepage di MLOL PLus.

    Stranita dalla novità, ho approfondito cliccando sul link e l’annuncio non migliorava affatto la situazione.

    Il servizio di ebook subscription MLOL Plus è in via di dismissione.

    Da ora non ti è più possibile acquistare abbonamenti annuali sul nostro sito. Dal 30 settembre prossimo non sarà più possibile effettuare pagamenti di alcun tipo; da quella data, quindi, non potrai più acquistare ebook, abbonamenti mensili o crediti aggiuntivi per i prestiti.

    Il 31 dicembre, infine, il servizio verrà definitivamente sospeso e l’accesso al sito non sarà più disponibile. Se hai un abbonamento in corso, ti invitiamo a utilizzare i tuoi crediti disponibili entro quella data.

    Ora.

    Avrei gradito un’email che mi avvertisse di questa nefasta novità? Sì (per dovere di cronaca, è possibile che me la sia persa e/o sia finita nello spam, ma da una ricerca non mi è uscito niente, quindi sono propensa a pensare che un’email del genere non sia mai esistita).

    Riuscirò mai a smaltire tutti i crediti per la fine dell’anno? Col cavolo. Sono arrabbiata per questa cosa? Non troppo, alla fine i miei soldi sono andati alle biblioteche e non a qualche stupida multinazionale (fatti e riferimenti ad Amazon sono puramente intenzionali), perciò mi sento abbastanza in pace con il mondo al riguardo.

    I miei sentimenti sulla dismissione di MLOL Plus sono di totale devastazione. Mi sento come se avesse chiuso la biblioteca di paese. Infatti, in preda di cotanta disperazione mi sono data alla ricerca delle motivazioni che avevano portato alla chiusura del servizio e mi sono scontrata con l’assoluta indifferenza che circonda qualunque cosa riguardi il prestito pubblico. Perché sì, la lettura va incoraggiata, ma evidentemente non tramite iniziative che potrebbero portare più risorse al sistema bibliotecario pubblico.

    Maremma zucchina.

    Quindi ho fatto l’unica cosa che mi sembrava potesse darmi informazioni utili: ho scritto all’assistenza.

    E l’assistenza mi ha risposto.

    Sono due i motivi che hanno portato a questa decisione. Il primo riguarda il fatto che non hanno visto la crescita di utenti che si aspettavano perché la maggior parte di loro usa il servizio gratuito; il secondo riguarda la speranza disattesa che le biblioteche promuovessero il servizio come integrazione a MLOL gratuito.

    Non stento a credere a queste motivazioni perché ogni volta che mi è capitato di tirare fuori l’argomento MLOL con altrə lettorə moltə di loro cadevano totalmente dalle nuvole – figuriamoci quindi se fossero consapevoli dell’esistenza di una versione potenziata a pagamento. In biblioteca, poi, ho sempre e solo visto pubblicizzato il servizio MLOL gratuito.

    Maremma zucchina.

    In conclusione dell’email, forse per lenire la mia afflizione, mi hanno fatto sapere che in futuro cercheranno di implementare alcune funzioni di MLOL Plus in MLOL in modo che le varie reti bibliotecarie possano attivarle a propria discrezione all’interno dei loro portali. Se questa cosa accadrà, penso che diventerò l’incubo della mia biblioteca finché non le attivano.

    E questo è quanto: se siete tra i tre gatti che usavano MLOL Plus, palesatevi e soffriamo insieme nell’attesa di buone nuove.

    A presto!🔖

    #biblioteca #ebook #MLOL

  20. La NASA studia le interazioni fra i getti di scarico dei razzi e la superficie lunare

    Lo scorso mese di marzo i ricercatori della NASA hanno impiegato un nuovo sistema di videocamere per raccogliere immagini e dati sulle interazioni fra il flusso di gas di scarico del motore del lander Blue Ghost-1 (Ghost Riders in the Sky) di Firefly Aerospace e la superficie lunare. Questi test stanno proseguendo ora sulla Terra, nella camera a vuoto sferica del Langley Research Center.

    Nell’ambito del programma Artemis dell’Agenzia spaziale statunitense, questi dati saranno d’aiuto per i ricercatori al fine di comprendere i pericoli che potrebbero palesarsi quando gli esausti incandescenti dei propulsori, andranno ad impattare con il suolo selenico scagliando tutto intorno polvere e sassi.

    Le informazioni acquisite, inoltre, serviranno ai soci commerciali di NASA per lo sviluppo dei propri sistemi abitati di allunaggio, per il trasporto in sicurezza di astronauti dall’orbita alla superficie lunare e ritorno, a partire dalla missione Artemis III.

    La camera a vuoto sferica del Langley Research Center, sede di questa particolare campagna di test. Credit: NASA/YouTube

    Per comprendere in modo più approfondito gli aspetti scientifici nascosti dietro alle manovre di allunaggio, un gruppo di ingegneri del Langley Research Center della NASA di Hampton, Virginia, ha iniziato all’interno della camera a vuoto sferica di 18 m del centro, una campagna di prove sperimentali sulle interazioni fra i getti di gas esausti dei motori e un replicante della superficie selenica.

    Ashley Korzun, responsabile dello studio presso il centro di ricerca della NASA, ha spiegato che si tratta del più complesso test di questo genere ad essere svolto in una camera a vuoto.

    Se fossi a bordo di un veicolo spaziale e dovessi spostare tutta quella regolite durante l’atterraggio, una parte di essa colpirà il mio lander, mentre un’altra parte verrebbe scagliata verso altri oggetti come carichi utili, esperimenti scientifici, rover lunari ed altre strutture. Comprendere la fisica di questa situazione è fondamentale al fine di garantire la sicurezza dell’equipaggio e il successo della missione.

    La campagna di test, che proseguirà fino alla primavera del prossimo anno, dovrebbe fornire un’abbondanza di dati che i ricercatori potranno utilizzare per migliorare i modelli predittivi ed influenzare la progettazione del veicolo spaziale. Come ha già anticipato Korzun, di tratta di un’impresa di grandi dimensioni, che coinvolge diversi centri della NASA, istituzioni accademiche ed entità commerciali piccole e grandi.

    Un’ immagine dell’ugello ad etano e del catino che viene impiegato per la prima fase di test dai ricercatori. Credit: NASA/Wesley Chambers

    Il gruppo di lavoro testerà due diversi sistemi di propulsione. Per la prima serie di prove in corso questo autunno, viene impiegato un sistema di simulazione di getto funzionante a etano sviluppato dallo Stennis Space Center della NASA di Bay St. Louis, Mississippi, costruito e gestito dal personale della Purdue University di West Lafayette, Indiana. Il sistema a etano genera una spinta massima di circa 45 kg e produce un getto caldo, ma che non brucia.

    Dopodiché, per la seconda tornata di test si impiegherà un motore a razzo ibrido da 35 cm e stampato in 3D sviluppato dalla Utah State University di Logan, Utah, e testato in aprile presso il Marshall Space Flight Center della NASA di Huntsville, Alabama. Esso produce una spinta di circa 16 kg, bruciando il suo propellente solido assieme ad un flusso di ossigeno gassoso per creare un getto di gas esausti caldi, simulando così l’effetto di un vero motore a razzo, ma su scala ridotta per questa serie di prove.

    Gli ingegneri effettueranno delle accensioni di entrambi i sistemi a varie altezze in una specie di catino largo più o meno due metri e profondo 30 centimetri circa, contenente un materiale che simula la regolite denominato Black Point-1, composto da granelli frastagliati e coesivi, proprio come quelli che compongono la regolite.

    «Questo sistema ci offre una vasta gamma di condizioni di prova, in modo tale da permetterci di poter ragionare su veicoli spaziali di diverso tipo che vanno sulla Luna, in modo da capire cosa faranno quando atterreranno o cercheranno di decollare dalla sua superficie», ha continuato Korzun.

    Una serie di diversi strumenti, inclusa una versione specializzata delle Stereo Cameras for Lunar-Plume Surface Studies (SCALPSS 1.1) , ovvero il sistema di ripresa video che ha registrato l’interazione getto-superficie durante l’atterraggio del Blue Ghost sulla Luna dello scorso 2 marzo, catturerà le immagini e i dati delle varie accensioni, le quali dureranno circa sei secondi ciascuno. La strumentazione misurerà la formazione del cratere, la velocità e l’angolazione delle particelle espulse e la forma dei pennacchi dei motori.

    La strumentazione per i test include le videocamere SCALPSS simili a quelle che hanno ripreso da vicino l’interazione getto – superficie fra il lander Blue Ghost di Firefly Aerospace e la supeficie selenica lo scorso marzo. Credit: NASA/Ryan Hill

    Korzun vede questa campagna di test come qualcosa in più di un’operazione una tantum, specifica per l’ambiente lunare. Infatti l’intera operazione è da considerarsi modulare per progettazione, e può essere utile alla NASA in preparazione alle missioni su Marte. Il simulatore di regolite può essere sostituito con un simulatore di terreno marziano, che è più simile alla sabbia. I componenti hardware e la strumentazione possono essere smontati e sostituiti da attrezzature e simulatori di lander marziani. Inoltre la camera a vuoto sferica può essere regolata per simulare la pressione atmosferica della superficie del Pianeta Rosso: «Marte è sempre nei nostri piani», ha concluso Korzun.

    La piattaforma di test all’interno della camera a vuoto sferica è strutturata per ospitare gli ugelli dei propulsori, la strumentazione tecnologica e per simulare il suolo lunare. Credit: NASA/Wesley Chambers

    Nel sottolineare la complessità senza precedenti per la NASA, di questa campagna di test sulle interazioni fa getti dei propulsori e la superficie selenica, Daniel Stubbs, ingegnere del gruppo di studio del centro Marshall dell’agenzia statunitense, ha spiegato che: «I dati ottenuti con questi test svolti al centro Langley saranno critici per lo sviluppo e la validazione di modelli per la previsione degli effetti delle interazioni getto-superficie per l’atterraggio sulla Luna e anche su Marte, assicurando cosi il successo dei sistemi abitati di atterraggio e la sicurezza dei nostri astronauti».

    https://www.youtube.com/watch?v=fYMndxkGegc

    La prossima missione del programma Artemis sarà Artemis II, che partirà non prima di aprile 2026 e che nel corso dei suoi 10 giorni di durata porterà quattro astronauti della NASA ad effettuare il sorvolo della Luna per poi fare ritorno sulla Terra.

    Fonte: NASA

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    #Artemis #ArtemisII #ArtemisIII #BlueGhost #FireflyAerospace #LangleyResearchCenter #MarshallSpaceFlightCenter #NASA #PurdueUniversity #StennisSpaceCenter #StereoCamerasForLunarPlumeSurfaceStudies #UtahStateUniversity