#pignio — Public Fediverse posts
Live and recent posts from across the Fediverse tagged #pignio, aggregated by home.social.
-
richiesta di cancellazione pignante a sorpresa, e così aggiornamento di privacy ancor più a magia
Una delle cose che naturalmente può accadere quando mi dimentico che il fritto misto di octospacc esiste (e, a dire il vero, anche quando mi dimentico solamente di alcune delle sue parti), e che infatti guarda caso è accaduta in grosso stile stavolta che avevo dimenticato il sito per ben più di 2 mesi, è che mi dimentico (…la dimenticanza è combustibile e comburente di sé stessa e delle rognine!!!) di controllare eventuale posta che mi arriva tramite il form di contatto che ho appunto qui sul sito… (e che in realtà ho come punto di contatto generico, per qualsiasi cosa, solo perché è il metodo per i miei standard più affidabile) 😰
Ebbene, l’altro ieri mi è capitato di andare a controllare nel pannello admin del sito se avessi nuovi messaggi arrivati in questi ultimi 2 mesi — anche perché il mio server mail self-hosted si è misteriosamente rotto da un mesetto, non mi arriva più niente lì, quindi non mi viene inoltrato nessun messaggio e devo ricordarmi io di guardarli a manina — e, con mia sorpresa, ce n’era uno (…anzi, due, di cui uno scritto tipo 3 settimane fa, e poi un altro 2 settimane fa, visto che io intanto non avevo risposto): di una persona che praticamente chiedeva di cancellare un memino finito salvato sul mio Pignio (tra l’altro perfettamente innocuo, quindi bah, ma OK), perché stava cercando di ripulire la propria traccia digitale e, cercando il suo username su Google, avrebbe appunto trovato il post in questione, giustamente rimasto sul mio sito anche dopo che aveva cancellato l’originale su Pinterest… 😳
Beh, sapevo che prima o poi, per la legge dei grandi numeri e dell’inaspettata stranezza per cui magicamente pignio.octt.eu.org è decentemente indicizzato su Google, un fatto di questo tipo sarebbe accaduto, e sarebbe quindi stata solo questione di tempo prima che… io mi trovassi costretta ad implementare al volissimo più impostazioni di privacy per le robe archiviate in Pignio!!! Precisamente, oltre alla visibilità pubblica predefinita, ora c’è quindi anche l’opzione di non in elenco (ossia, accessibile solo sapendo l’URL, o praticamente l’ID) e, cosa utile in questo caso specifico, visibilità privata o solo all’utente creatore dell’elemento, o almeno a qualunque utente loggato nell’istanza… e così ho fatto, letteralmente il pomeriggio stesso dopo aver scoperto (già fin troppo tardi) questa richiesta, senza troppe difficoltà… dopo mesi e mesi che ho procrastinato la feature perché non era ancora mai risultata urgente, lol. 😝
Alla fine è anche ovvio così, però, eheh… comportamento prevedibile da una ragazza magica tutta sfaldata, direi; nel tecnico, nel pratico, e nel mancato. Da un lato, ovviamente io rispetto le richieste di privacy e robe e mazzetti personali vari, perché è giusto così e soprattutto perché io, per quanto mi piaccia atteggiarmi a malvagia, sono brava… ma, dall’altro, ovviamente il Pignio da me ospitato sul mio serverino è pur sempre la mia collezione privata di memini ed immagini particolari, e nessuno potrà mai (mai!!!) sottrarmi dati da essa in questo modo così insensato!!! Ma ecco: di disperar, bisogno non c’è stato, perché la soluzione a questo problema è stata appunto semplice come ho detto: ho impostato il meme oggetto della questione come privato, così la pagina restituisce 404 per chiunque eccetto me che ho l’account, e stessa cosa l’endpoint API per lo stesso elemento, con la ricerca integrata di Pignio ovviamente questo non si trova, e a tempo debito il link sparirà pure da Google (dove però è già inutile). 🔥
…Quello che non ho ancora fatto però, e questo mi è saltato in mente solo ora scrivendo, è implementare il controllo dei permessi di accesso anche per l’endpoint che restituisce i file media effettivi, oltre a quelli delle pagine, perché altrimenti chi conosce l’ID ad esempio di un’immagine salvata può comunque almeno vedere quella, pur senza i metadati, andando all’URL diretto del file… e, pensandoci ancora più forte, credo che il controllo dei permessi di accesso non ci sia attualmente nemmeno per l’endpoint di download, attraverso cui si può quindi fare la stessa magagna, ma non lo so, dovrei controllare… E ah, per via della fretta di fare il commit ed aggiornare la mia istanza di produzione l’altro ieri, non ho nemmeno tradotto tutte le nuove stringhe, quindi ora c’è pure un orribile miscuglio di italiano ed inglese in quel
<select>che si vede qui nella schermata di modifica di un elemento (e nel testo che appare passando il mouse sopra l’icona di stato della privacy che viene mostrato sulle pagine degli elementi, appena aggiunta per l’occasione!!!), che lasciamo stare… 💩E non solo questo, comunque, eh… perché, visto che sono veramente terribilmente iperterribile, ho anche dimenticato una cosa meno fondamentale ma comunque importante, cioè di aggiungere l’header di noindex alla risposta HTTP per le pagine degli elementi pubblici non in elenco, altrimenti i motori di ricerca potrebbero elencarli, e non è il massimo… e, inoltre, dopo ben 2 giorni che la richiesta di questa persona l’ho esaudita, ancora in realtà non ho inviato neanche una mail indietro per informare del fatto che mi sono svegliata dal mio sonno millenario ed ho fatto la cosa; che certo, non è importantissimo, perché la cosa importante era fare ciò che mi è stato chiesto, e questo l’ho fatto appena possibile, seppur mio malgrado in ritardo… però eh, la rispostina di cortesia farebbe bene all’anima, quindi è un peccato non inviarla… ma il fatto è che non so neanche con quale delle mie email private rispondere, perché la pagina di contatto mi permette solo di ricevere, quindi per rispondere devo sempre passare da fuori, e che palle. 😤
Pensando al futuro, invece… questa sarebbe finalmente la volta buona, almeno dopo aver sistemato i buchi di cui sopra, di implementare queste impostazioni di privacy anche per collezioni e cartelle in Pignio, che probabilmente farebbe comodo a me in primis per archiviare roba personalissima mia… Ma, a parte ciò, mi rendo anche conto che, probabilmente, dovrei aggiungere delle pagine di sistema in Pignio tipo contatto, privacy policy, termini di servizio, e chissà che altro, o almeno la possibilità per gli admin di istanza di impostare facilmente dei link a pagine esterne per questi scopi… perché beh, è qualcosa che qualsiasi piattaforma di comunicazione self-hostabile implementa, per ovvi motivi che a me nella pratica sfuggono sempre; e in questo caso non servirebbe nemmeno tanto a me per la mia istanza, quanto più perché, semmai Pignio dovesse diventare effettivamente popolare, sarebbe lievemente fastidioso ricevere magari email di questo tipo ma legate ad istanze che io non controllo… o, forse, piuttosto sarebbe divertente, per la mia parte amante del caos (Evil Octt), ma per ora basta. 💥
#privacy #Pignio #devlog -
richiesta di cancellazione pignante a sorpresa, e così aggiornamento di privacy ancor più a magia
Una delle cose che naturalmente può accadere quando mi dimentico che il fritto misto di octospacc esiste (e, a dire il vero, anche quando mi dimentico solamente di alcune delle sue parti), e che infatti guarda caso è accaduta in grosso stile stavolta che avevo dimenticato il sito per ben più di 2 mesi, è che mi dimentico (…la dimenticanza è combustibile e comburente di sé stessa e delle rognine!!!) di controllare eventuale posta che mi arriva tramite il form di contatto che ho appunto qui sul sito… (e che in realtà ho come punto di contatto generico, per qualsiasi cosa, solo perché è il metodo per i miei standard più affidabile) 😰
Ebbene, l’altro ieri mi è capitato di andare a controllare nel pannello admin del sito se avessi nuovi messaggi arrivati in questi ultimi 2 mesi — anche perché il mio server mail self-hosted si è misteriosamente rotto da un mesetto, non mi arriva più niente lì, quindi non mi viene inoltrato nessun messaggio e devo ricordarmi io di guardarli a manina — e, con mia sorpresa, ce n’era uno (…anzi, due, di cui uno scritto tipo 3 settimane fa, e poi un altro 2 settimane fa, visto che io intanto non avevo risposto): di una persona che praticamente chiedeva di cancellare un memino finito salvato sul mio Pignio (tra l’altro perfettamente innocuo, quindi bah, ma OK), perché stava cercando di ripulire la propria traccia digitale e, cercando il suo username su Google, avrebbe appunto trovato il post in questione, giustamente rimasto sul mio sito anche dopo che aveva cancellato l’originale su Pinterest… 😳
Beh, sapevo che prima o poi, per la legge dei grandi numeri e dell’inaspettata stranezza per cui magicamente pignio.octt.eu.org è decentemente indicizzato su Google, un fatto di questo tipo sarebbe accaduto, e sarebbe quindi stata solo questione di tempo prima che… io mi trovassi costretta ad implementare al volissimo più impostazioni di privacy per le robe archiviate in Pignio!!! Precisamente, oltre alla visibilità pubblica predefinita, ora c’è quindi anche l’opzione di non in elenco (ossia, accessibile solo sapendo l’URL, o praticamente l’ID) e, cosa utile in questo caso specifico, visibilità privata o solo all’utente creatore dell’elemento, o almeno a qualunque utente loggato nell’istanza… e così ho fatto, letteralmente il pomeriggio stesso dopo aver scoperto (già fin troppo tardi) questa richiesta, senza troppe difficoltà… dopo mesi e mesi che ho procrastinato la feature perché non era ancora mai risultata urgente, lol. 😝
Alla fine è anche ovvio così, però, eheh… comportamento prevedibile da una ragazza magica tutta sfaldata, direi; nel tecnico, nel pratico, e nel mancato. Da un lato, ovviamente io rispetto le richieste di privacy e robe e mazzetti personali vari, perché è giusto così e soprattutto perché io, per quanto mi piaccia atteggiarmi a malvagia, sono brava… ma, dall’altro, ovviamente il Pignio da me ospitato sul mio serverino è pur sempre la mia collezione privata di memini ed immagini particolari, e nessuno potrà mai (mai!!!) sottrarmi dati da essa in questo modo così insensato!!! Ma ecco: di disperar, bisogno non c’è stato, perché la soluzione a questo problema è stata appunto semplice come ho detto: ho impostato il meme oggetto della questione come privato, così la pagina restituisce 404 per chiunque eccetto me che ho l’account, e stessa cosa l’endpoint API per lo stesso elemento, con la ricerca integrata di Pignio ovviamente questo non si trova, e a tempo debito il link sparirà pure da Google (dove però è già inutile). 🔥
…Quello che non ho ancora fatto però, e questo mi è saltato in mente solo ora scrivendo, è implementare il controllo dei permessi di accesso anche per l’endpoint che restituisce i file media effettivi, oltre a quelli delle pagine, perché altrimenti chi conosce l’ID ad esempio di un’immagine salvata può comunque almeno vedere quella, pur senza i metadati, andando all’URL diretto del file… e, pensandoci ancora più forte, credo che il controllo dei permessi di accesso non ci sia attualmente nemmeno per l’endpoint di download, attraverso cui si può quindi fare la stessa magagna, ma non lo so, dovrei controllare… E ah, per via della fretta di fare il commit ed aggiornare la mia istanza di produzione l’altro ieri, non ho nemmeno tradotto tutte le nuove stringhe, quindi ora c’è pure un orribile miscuglio di italiano ed inglese in quel
<select>che si vede qui nella schermata di modifica di un elemento (e nel testo che appare passando il mouse sopra l’icona di stato della privacy che viene mostrato sulle pagine degli elementi, appena aggiunta per l’occasione!!!), che lasciamo stare… 💩E non solo questo, comunque, eh… perché, visto che sono veramente terribilmente iperterribile, ho anche dimenticato una cosa meno fondamentale ma comunque importante, cioè di aggiungere l’header di noindex alla risposta HTTP per le pagine degli elementi pubblici non in elenco, altrimenti i motori di ricerca potrebbero elencarli, e non è il massimo… e, inoltre, dopo ben 2 giorni che la richiesta di questa persona l’ho esaudita, ancora in realtà non ho inviato neanche una mail indietro per informare del fatto che mi sono svegliata dal mio sonno millenario ed ho fatto la cosa; che certo, non è importantissimo, perché la cosa importante era fare ciò che mi è stato chiesto, e questo l’ho fatto appena possibile, seppur mio malgrado in ritardo… però eh, la rispostina di cortesia farebbe bene all’anima, quindi è un peccato non inviarla… ma il fatto è che non so neanche con quale delle mie email private rispondere, perché la pagina di contatto mi permette solo di ricevere, quindi per rispondere devo sempre passare da fuori, e che palle. 😤
Pensando al futuro, invece… questa sarebbe finalmente la volta buona, almeno dopo aver sistemato i buchi di cui sopra, di implementare queste impostazioni di privacy anche per collezioni e cartelle in Pignio, che probabilmente farebbe comodo a me in primis per archiviare roba personalissima mia… Ma, a parte ciò, mi rendo anche conto che, probabilmente, dovrei aggiungere delle pagine di sistema in Pignio tipo contatto, privacy policy, termini di servizio, e chissà che altro, o almeno la possibilità per gli admin di istanza di impostare facilmente dei link a pagine esterne per questi scopi… perché beh, è qualcosa che qualsiasi piattaforma di comunicazione self-hostabile implementa, per ovvi motivi che a me nella pratica sfuggono sempre; e in questo caso non servirebbe nemmeno tanto a me per la mia istanza, quanto più perché, semmai Pignio dovesse diventare effettivamente popolare, sarebbe lievemente fastidioso ricevere magari email di questo tipo ma legate ad istanze che io non controllo… o, forse, piuttosto sarebbe divertente, per la mia parte amante del caos (Evil Octt), ma per ora basta. 💥
#privacy #Pignio #devlog -
richiesta di cancellazione pignante a sorpresa, e così aggiornamento di privacy ancor più a magia
Una delle cose che naturalmente può accadere quando mi dimentico che il fritto misto di octospacc esiste (e, a dire il vero, anche quando mi dimentico solamente di alcune delle sue parti), e che infatti guarda caso è accaduta in grosso stile stavolta che avevo dimenticato il sito per ben più di 2 mesi, è che mi dimentico (…la dimenticanza è combustibile e comburente di sé stessa e delle rognine!!!) di controllare eventuale posta che mi arriva tramite il form di contatto che ho appunto qui sul sito… (e che in realtà ho come punto di contatto generico, per qualsiasi cosa, solo perché è il metodo per i miei standard più affidabile) 😰
Ebbene, l’altro ieri mi è capitato di andare a controllare nel pannello admin del sito se avessi nuovi messaggi arrivati in questi ultimi 2 mesi — anche perché il mio server mail self-hosted si è misteriosamente rotto da un mesetto, non mi arriva più niente lì, quindi non mi viene inoltrato nessun messaggio e devo ricordarmi io di guardarli a manina — e, con mia sorpresa, ce n’era uno (…anzi, due, di cui uno scritto tipo 3 settimane fa, e poi un altro 2 settimane fa, visto che io intanto non avevo risposto): di una persona che praticamente chiedeva di cancellare un memino finito salvato sul mio Pignio (tra l’altro perfettamente innocuo, quindi bah, ma OK), perché stava cercando di ripulire la propria traccia digitale e, cercando il suo username su Google, avrebbe appunto trovato il post in questione, giustamente rimasto sul mio sito anche dopo che aveva cancellato l’originale su Pinterest… 😳
Beh, sapevo che prima o poi, per la legge dei grandi numeri e dell’inaspettata stranezza per cui magicamente pignio.octt.eu.org è decentemente indicizzato su Google, un fatto di questo tipo sarebbe accaduto, e sarebbe quindi stata solo questione di tempo prima che… io mi trovassi costretta ad implementare al volissimo più impostazioni di privacy per le robe archiviate in Pignio!!! Precisamente, oltre alla visibilità pubblica predefinita, ora c’è quindi anche l’opzione di non in elenco (ossia, accessibile solo sapendo l’URL, o praticamente l’ID) e, cosa utile in questo caso specifico, visibilità privata o solo all’utente creatore dell’elemento, o almeno a qualunque utente loggato nell’istanza… e così ho fatto, letteralmente il pomeriggio stesso dopo aver scoperto (già fin troppo tardi) questa richiesta, senza troppe difficoltà… dopo mesi e mesi che ho procrastinato la feature perché non era ancora mai risultata urgente, lol. 😝
Alla fine è anche ovvio così, però, eheh… comportamento prevedibile da una ragazza magica tutta sfaldata, direi; nel tecnico, nel pratico, e nel mancato. Da un lato, ovviamente io rispetto le richieste di privacy e robe e mazzetti personali vari, perché è giusto così e soprattutto perché io, per quanto mi piaccia atteggiarmi a malvagia, sono brava… ma, dall’altro, ovviamente il Pignio da me ospitato sul mio serverino è pur sempre la mia collezione privata di memini ed immagini particolari, e nessuno potrà mai (mai!!!) sottrarmi dati da essa in questo modo così insensato!!! Ma ecco: di disperar, bisogno non c’è stato, perché la soluzione a questo problema è stata appunto semplice come ho detto: ho impostato il meme oggetto della questione come privato, così la pagina restituisce 404 per chiunque eccetto me che ho l’account, e stessa cosa l’endpoint API per lo stesso elemento, con la ricerca integrata di Pignio ovviamente questo non si trova, e a tempo debito il link sparirà pure da Google (dove però è già inutile). 🔥
…Quello che non ho ancora fatto però, e questo mi è saltato in mente solo ora scrivendo, è implementare il controllo dei permessi di accesso anche per l’endpoint che restituisce i file media effettivi, oltre a quelli delle pagine, perché altrimenti chi conosce l’ID ad esempio di un’immagine salvata può comunque almeno vedere quella, pur senza i metadati, andando all’URL diretto del file… e, pensandoci ancora più forte, credo che il controllo dei permessi di accesso non ci sia attualmente nemmeno per l’endpoint di download, attraverso cui si può quindi fare la stessa magagna, ma non lo so, dovrei controllare… E ah, per via della fretta di fare il commit ed aggiornare la mia istanza di produzione l’altro ieri, non ho nemmeno tradotto tutte le nuove stringhe, quindi ora c’è pure un orribile miscuglio di italiano ed inglese in quel
<select>che si vede qui nella schermata di modifica di un elemento (e nel testo che appare passando il mouse sopra l’icona di stato della privacy che viene mostrato sulle pagine degli elementi, appena aggiunta per l’occasione!!!), che lasciamo stare… 💩E non solo questo, comunque, eh… perché, visto che sono veramente terribilmente iperterribile, ho anche dimenticato una cosa meno fondamentale ma comunque importante, cioè di aggiungere l’header di noindex alla risposta HTTP per le pagine degli elementi pubblici non in elenco, altrimenti i motori di ricerca potrebbero elencarli, e non è il massimo… e, inoltre, dopo ben 2 giorni che la richiesta di questa persona l’ho esaudita, ancora in realtà non ho inviato neanche una mail indietro per informare del fatto che mi sono svegliata dal mio sonno millenario ed ho fatto la cosa; che certo, non è importantissimo, perché la cosa importante era fare ciò che mi è stato chiesto, e questo l’ho fatto appena possibile, seppur mio malgrado in ritardo… però eh, la rispostina di cortesia farebbe bene all’anima, quindi è un peccato non inviarla… ma il fatto è che non so neanche con quale delle mie email private rispondere, perché la pagina di contatto mi permette solo di ricevere, quindi per rispondere devo sempre passare da fuori, e che palle. 😤
Pensando al futuro, invece… questa sarebbe finalmente la volta buona, almeno dopo aver sistemato i buchi di cui sopra, di implementare queste impostazioni di privacy anche per collezioni e cartelle in Pignio, che probabilmente farebbe comodo a me in primis per archiviare roba personalissima mia… Ma, a parte ciò, mi rendo anche conto che, probabilmente, dovrei aggiungere delle pagine di sistema in Pignio tipo contatto, privacy policy, termini di servizio, e chissà che altro, o almeno la possibilità per gli admin di istanza di impostare facilmente dei link a pagine esterne per questi scopi… perché beh, è qualcosa che qualsiasi piattaforma di comunicazione self-hostabile implementa, per ovvi motivi che a me nella pratica sfuggono sempre; e in questo caso non servirebbe nemmeno tanto a me per la mia istanza, quanto più perché, semmai Pignio dovesse diventare effettivamente popolare, sarebbe lievemente fastidioso ricevere magari email di questo tipo ma legate ad istanze che io non controllo… o, forse, piuttosto sarebbe divertente, per la mia parte amante del caos (Evil Octt), ma per ora basta. 💥
#privacy #Pignio #devlog -
richiesta di cancellazione pignante a sorpresa, e così aggiornamento di privacy ancor più a magia
Una delle cose che naturalmente può accadere quando mi dimentico che il fritto misto di octospacc esiste (e, a dire il vero, anche quando mi dimentico solamente di alcune delle sue parti), e che infatti guarda caso è accaduta in grosso stile stavolta che avevo dimenticato il sito per ben più di 2 mesi, è che mi dimentico (…la dimenticanza è combustibile e comburente di sé stessa e delle rognine!!!) di controllare eventuale posta che mi arriva tramite il form di contatto che ho appunto qui sul sito… (e che in realtà ho come punto di contatto generico, per qualsiasi cosa, solo perché è il metodo per i miei standard più affidabile) 😰
Ebbene, l’altro ieri mi è capitato di andare a controllare nel pannello admin del sito se avessi nuovi messaggi arrivati in questi ultimi 2 mesi — anche perché il mio server mail self-hosted si è misteriosamente rotto da un mesetto, non mi arriva più niente lì, quindi non mi viene inoltrato nessun messaggio e devo ricordarmi io di guardarli a manina — e, con mia sorpresa, ce n’era uno (…anzi, due, di cui uno scritto tipo 3 settimane fa, e poi un altro 2 settimane fa, visto che io intanto non avevo risposto): di una persona che praticamente chiedeva di cancellare un memino finito salvato sul mio Pignio (tra l’altro perfettamente innocuo, quindi bah, ma OK), perché stava cercando di ripulire la propria traccia digitale e, cercando il suo username su Google, avrebbe appunto trovato il post in questione, giustamente rimasto sul mio sito anche dopo che aveva cancellato l’originale su Pinterest… 😳
Beh, sapevo che prima o poi, per la legge dei grandi numeri e dell’inaspettata stranezza per cui magicamente pignio.octt.eu.org è decentemente indicizzato su Google, un fatto di questo tipo sarebbe accaduto, e sarebbe quindi stata solo questione di tempo prima che… io mi trovassi costretta ad implementare al volissimo più impostazioni di privacy per le robe archiviate in Pignio!!! Precisamente, oltre alla visibilità pubblica predefinita, ora c’è quindi anche l’opzione di non in elenco (ossia, accessibile solo sapendo l’URL, o praticamente l’ID) e, cosa utile in questo caso specifico, visibilità privata o solo all’utente creatore dell’elemento, o almeno a qualunque utente loggato nell’istanza… e così ho fatto, letteralmente il pomeriggio stesso dopo aver scoperto (già fin troppo tardi) questa richiesta, senza troppe difficoltà… dopo mesi e mesi che ho procrastinato la feature perché non era ancora mai risultata urgente, lol. 😝
Alla fine è anche ovvio così, però, eheh… comportamento prevedibile da una ragazza magica tutta sfaldata, direi; nel tecnico, nel pratico, e nel mancato. Da un lato, ovviamente io rispetto le richieste di privacy e robe e mazzetti personali vari, perché è giusto così e soprattutto perché io, per quanto mi piaccia atteggiarmi a malvagia, sono brava… ma, dall’altro, ovviamente il Pignio da me ospitato sul mio serverino è pur sempre la mia collezione privata di memini ed immagini particolari, e nessuno potrà mai (mai!!!) sottrarmi dati da essa in questo modo così insensato!!! Ma ecco: di disperar, bisogno non c’è stato, perché la soluzione a questo problema è stata appunto semplice come ho detto: ho impostato il meme oggetto della questione come privato, così la pagina restituisce 404 per chiunque eccetto me che ho l’account, e stessa cosa l’endpoint API per lo stesso elemento, con la ricerca integrata di Pignio ovviamente questo non si trova, e a tempo debito il link sparirà pure da Google (dove però è già inutile). 🔥
…Quello che non ho ancora fatto però, e questo mi è saltato in mente solo ora scrivendo, è implementare il controllo dei permessi di accesso anche per l’endpoint che restituisce i file media effettivi, oltre a quelli delle pagine, perché altrimenti chi conosce l’ID ad esempio di un’immagine salvata può comunque almeno vedere quella, pur senza i metadati, andando all’URL diretto del file… e, pensandoci ancora più forte, credo che il controllo dei permessi di accesso non ci sia attualmente nemmeno per l’endpoint di download, attraverso cui si può quindi fare la stessa magagna, ma non lo so, dovrei controllare… E ah, per via della fretta di fare il commit ed aggiornare la mia istanza di produzione l’altro ieri, non ho nemmeno tradotto tutte le nuove stringhe, quindi ora c’è pure un orribile miscuglio di italiano ed inglese in quel
<select>che si vede qui nella schermata di modifica di un elemento (e nel testo che appare passando il mouse sopra l’icona di stato della privacy che viene mostrato sulle pagine degli elementi, appena aggiunta per l’occasione!!!), che lasciamo stare… 💩E non solo questo, comunque, eh… perché, visto che sono veramente terribilmente iperterribile, ho anche dimenticato una cosa meno fondamentale ma comunque importante, cioè di aggiungere l’header di noindex alla risposta HTTP per le pagine degli elementi pubblici non in elenco, altrimenti i motori di ricerca potrebbero elencarli, e non è il massimo… e, inoltre, dopo ben 2 giorni che la richiesta di questa persona l’ho esaudita, ancora in realtà non ho inviato neanche una mail indietro per informare del fatto che mi sono svegliata dal mio sonno millenario ed ho fatto la cosa; che certo, non è importantissimo, perché la cosa importante era fare ciò che mi è stato chiesto, e questo l’ho fatto appena possibile, seppur mio malgrado in ritardo… però eh, la rispostina di cortesia farebbe bene all’anima, quindi è un peccato non inviarla… ma il fatto è che non so neanche con quale delle mie email private rispondere, perché la pagina di contatto mi permette solo di ricevere, quindi per rispondere devo sempre passare da fuori, e che palle. 😤
Pensando al futuro, invece… questa sarebbe finalmente la volta buona, almeno dopo aver sistemato i buchi di cui sopra, di implementare queste impostazioni di privacy anche per collezioni e cartelle in Pignio, che probabilmente farebbe comodo a me in primis per archiviare roba personalissima mia… Ma, a parte ciò, mi rendo anche conto che, probabilmente, dovrei aggiungere delle pagine di sistema in Pignio tipo contatto, privacy policy, termini di servizio, e chissà che altro, o almeno la possibilità per gli admin di istanza di impostare facilmente dei link a pagine esterne per questi scopi… perché beh, è qualcosa che qualsiasi piattaforma di comunicazione self-hostabile implementa, per ovvi motivi che a me nella pratica sfuggono sempre; e in questo caso non servirebbe nemmeno tanto a me per la mia istanza, quanto più perché, semmai Pignio dovesse diventare effettivamente popolare, sarebbe lievemente fastidioso ricevere magari email di questo tipo ma legate ad istanze che io non controllo… o, forse, piuttosto sarebbe divertente, per la mia parte amante del caos (Evil Octt), ma per ora basta. 💥
#devlog #Pignio #privacy -
“Maybe the real treasures in life are the screenshots we take along the way” (il Pignio aggiornato in un mondo di immagini)
Nei momenti in cui l’archiviazione del mio maledetto telefono è piena, e devo aprire la galleria per capire cosa c’è di inutile da poter cancellare, nell’attimo in cui non trovo granché di sparibile mi chiedo inevitabilmente “caspita, ma queste migliaia di screenshot, che sento di non poter cancellare, servono veramente a qualcosa???“… e, puntualmente, non ottengo mai risposta. (E beh, ovviamente questo vale anche per le foto scattate, ma ha senso che quelle non si riescano a cancellare, in quanto comunque espressione artistica di momenti ambientali vissuti non attraverso lo schermo, ma solo resi permanenti su di esso; è già un discorso diverso.) 🤥
Ma… può essere che, forse, è la domanda ad essere sbagliata? Dopo aver trovato questo memino, anche questo inevitabilmente un’immagine digitale, dirò che forse si, il problema è la prospettiva. Magari, le catture di schermata — tranne quelle fatte per sbaglio, che mi fanno solo alzare la pressione, e in generale quelle a scopo temporaneo, che devono sparire — non sono cancellabili perché, a loro modo, sono la cristallizzazione di piccoli momenti che avvengono nel telefonino, e quindi sono probabilmente dei veri e propri tesoretti, che si ottengono durante le semplici azioni di vita quotidiana sul dispositivo… Eppure, in fondo, chissà se davvero è così. 🥴
…Una cosa tuttavia certa, rimanendo pur sempre squisitamente nel contesto di immaginette trovate e salvate, è che la roba che finisce — nel corso di duri mesi e, con abbastanza tempo, anche dolorosi anni — salvata sul Pignio… quella si che costituisce una serie di piccoli tesori ottenuti per la via della vita, senza ombra di dubbio; altro che gli screenshot che si, non riesco a cancellare, ma se perdessi per problemi di skill (…e mi è già successo) non mi metterei a piangere (invece, le pigne si). E ciò non solo per tutta la questione di preziosità indotta che si verifica col salvare, per poi ordinare in collezioni, sapendo che i dati sono sempre comunque sotto il mio controllo… ma quanto più per le inaspettate sorprese che le immagini messe lì da parte possono riserbare, almeno a me che ho l’anima grossa e la voglia di fare cose. 😤
A parte quando ritorno lì apposta con in mente l’idea di ritrovare una specifica immagine necessaria per scrivere l’ennesimo post pseudo-giornaliero dei miei, oppure per qualsiasi altra situazione specifica… in questi ultimissimi giorni, avere il Pignio a mio servizio, con centinaia di fotine e disegnini salvati, mi sta essendo utile banalmente per trovare cose simpatiche da disegnare al volo in ogni momento, essendomi come ho detto inspiegabilmente fissata con tale attività nel mentre che per qualche motivo non ho voglia di fare granché altro. Beh, in realtà, questa benedetta domenica però almeno un po’ di programming l’ho fatto… esattamente sul Pignio, per adeguarlo alle mie nuovissime esigenze spuntate fuori appunto ultimamente. 👌
A parte iniziare un potenziamento cosmico della ricerca, aggiungendo per ora la possibilità di accendere e spegnere il case-sensitive, filtrare i risultati cercando in specifici campi di metadati (titolo, descrizione, link, ecc…) e non per forza tutti, nonché filtrare per utente creatore (…che sulla mia istanza è inutile, ma ad altra gente sarà comodo)… Ho anche sistemato la generazione dei siti statici, che si era rotta in modo inspiegabilmente assurdo (e giuro che manco io ho capito esattamente cosa è successo)… E infine, cosa veramente figa in questo così toccante contesto di immaginette, ho aggiunto una lightbox decente che permette di visualizzare le immagini a qualsiasi livello di zoom, incluso su desktop, che è per l’appunto estremamente comodo per guardare i riferimenti mentre disegno (altrimenti, dovevo ogni volta aprire le immagini in una scheda a parte, e modificare lo zoom del browser lì, che fa schifo). 😁
Vabbé, niente di particolare da vedere a ‘sto giro, in realtà… niente screenshot, ironicamente, insomma. Per provare la lightbox, basta aprire la pagina di qualsiasi immagine e cliccarci sopra, e si può zoomare con la rotella del mouse (…dovrei forkare la libreria per supportare anche la tastiera). La ricerca, invece, funziona come sempre di base, ma la pagina dei risultati ha anche tastini e controlli per le nuove opzioni, che temo col tempo diventeranno molto più incasinate. Ancora un’altra volta, però, sono riuscita ad ingannare chiunque nello scoprire altri casi d’uso del Pignio facendo finta che io avessi qualcosa di più interessante da dire, che non è poco… e oggi ho quindi forse marcito un po’ meno di ultimamente, però conseguentemente ho disegnato di meno, e quindi rip. Invece, ora, è tardi e mi tocca dormire, e quando dormo non posso usare il Pignio, quindi rip e a domani. 😾
-
“Maybe the real treasures in life are the screenshots we take along the way” (il Pignio aggiornato in un mondo di immagini)
Nei momenti in cui l’archiviazione del mio maledetto telefono è piena, e devo aprire la galleria per capire cosa c’è di inutile da poter cancellare, nell’attimo in cui non trovo granché di sparibile mi chiedo inevitabilmente “caspita, ma queste migliaia di screenshot, che sento di non poter cancellare, servono veramente a qualcosa???“… e, puntualmente, non ottengo mai risposta. (E beh, ovviamente questo vale anche per le foto scattate, ma ha senso che quelle non si riescano a cancellare, in quanto comunque espressione artistica di momenti ambientali vissuti non attraverso lo schermo, ma solo resi permanenti su di esso; è già un discorso diverso.) 🤥
Ma… può essere che, forse, è la domanda ad essere sbagliata? Dopo aver trovato questo memino, anche questo inevitabilmente un’immagine digitale, dirò che forse si, il problema è la prospettiva. Magari, le catture di schermata — tranne quelle fatte per sbaglio, che mi fanno solo alzare la pressione, e in generale quelle a scopo temporaneo, che devono sparire — non sono cancellabili perché, a loro modo, sono la cristallizzazione di piccoli momenti che avvengono nel telefonino, e quindi sono probabilmente dei veri e propri tesoretti, che si ottengono durante le semplici azioni di vita quotidiana sul dispositivo… Eppure, in fondo, chissà se davvero è così. 🥴
…Una cosa tuttavia certa, rimanendo pur sempre squisitamente nel contesto di immaginette trovate e salvate, è che la roba che finisce — nel corso di duri mesi e, con abbastanza tempo, anche dolorosi anni — salvata sul Pignio… quella si che costituisce una serie di piccoli tesori ottenuti per la via della vita, senza ombra di dubbio; altro che gli screenshot che si, non riesco a cancellare, ma se perdessi per problemi di skill (…e mi è già successo) non mi metterei a piangere (invece, le pigne si). E ciò non solo per tutta la questione di preziosità indotta che si verifica col salvare, per poi ordinare in collezioni, sapendo che i dati sono sempre comunque sotto il mio controllo… ma quanto più per le inaspettate sorprese che le immagini messe lì da parte possono riserbare, almeno a me che ho l’anima grossa e la voglia di fare cose. 😤
A parte quando ritorno lì apposta con in mente l’idea di ritrovare una specifica immagine necessaria per scrivere l’ennesimo post pseudo-giornaliero dei miei, oppure per qualsiasi altra situazione specifica… in questi ultimissimi giorni, avere il Pignio a mio servizio, con centinaia di fotine e disegnini salvati, mi sta essendo utile banalmente per trovare cose simpatiche da disegnare al volo in ogni momento, essendomi come ho detto inspiegabilmente fissata con tale attività nel mentre che per qualche motivo non ho voglia di fare granché altro. Beh, in realtà, questa benedetta domenica però almeno un po’ di programming l’ho fatto… esattamente sul Pignio, per adeguarlo alle mie nuovissime esigenze spuntate fuori appunto ultimamente. 👌
A parte iniziare un potenziamento cosmico della ricerca, aggiungendo per ora la possibilità di accendere e spegnere il case-sensitive, filtrare i risultati cercando in specifici campi di metadati (titolo, descrizione, link, ecc…) e non per forza tutti, nonché filtrare per utente creatore (…che sulla mia istanza è inutile, ma ad altra gente sarà comodo)… Ho anche sistemato la generazione dei siti statici, che si era rotta in modo inspiegabilmente assurdo (e giuro che manco io ho capito esattamente cosa è successo)… E infine, cosa veramente figa in questo così toccante contesto di immaginette, ho aggiunto una lightbox decente che permette di visualizzare le immagini a qualsiasi livello di zoom, incluso su desktop, che è per l’appunto estremamente comodo per guardare i riferimenti mentre disegno (altrimenti, dovevo ogni volta aprire le immagini in una scheda a parte, e modificare lo zoom del browser lì, che fa schifo). 😁
Vabbé, niente di particolare da vedere a ‘sto giro, in realtà… niente screenshot, ironicamente, insomma. Per provare la lightbox, basta aprire la pagina di qualsiasi immagine e cliccarci sopra, e si può zoomare con la rotella del mouse (…dovrei forkare la libreria per supportare anche la tastiera). La ricerca, invece, funziona come sempre di base, ma la pagina dei risultati ha anche tastini e controlli per le nuove opzioni, che temo col tempo diventeranno molto più incasinate. Ancora un’altra volta, però, sono riuscita ad ingannare chiunque nello scoprire altri casi d’uso del Pignio facendo finta che io avessi qualcosa di più interessante da dire, che non è poco… e oggi ho quindi forse marcito un po’ meno di ultimamente, però conseguentemente ho disegnato di meno, e quindi rip. Invece, ora, è tardi e mi tocca dormire, e quando dormo non posso usare il Pignio, quindi rip e a domani. 😾
-
“Maybe the real treasures in life are the screenshots we take along the way” (il Pignio aggiornato in un mondo di immagini)
Nei momenti in cui l’archiviazione del mio maledetto telefono è piena, e devo aprire la galleria per capire cosa c’è di inutile da poter cancellare, nell’attimo in cui non trovo granché di sparibile mi chiedo inevitabilmente “caspita, ma queste migliaia di screenshot, che sento di non poter cancellare, servono veramente a qualcosa???“… e, puntualmente, non ottengo mai risposta. (E beh, ovviamente questo vale anche per le foto scattate, ma ha senso che quelle non si riescano a cancellare, in quanto comunque espressione artistica di momenti ambientali vissuti non attraverso lo schermo, ma solo resi permanenti su di esso; è già un discorso diverso.) 🤥
Ma… può essere che, forse, è la domanda ad essere sbagliata? Dopo aver trovato questo memino, anche questo inevitabilmente un’immagine digitale, dirò che forse si, il problema è la prospettiva. Magari, le catture di schermata — tranne quelle fatte per sbaglio, che mi fanno solo alzare la pressione, e in generale quelle a scopo temporaneo, che devono sparire — non sono cancellabili perché, a loro modo, sono la cristallizzazione di piccoli momenti che avvengono nel telefonino, e quindi sono probabilmente dei veri e propri tesoretti, che si ottengono durante le semplici azioni di vita quotidiana sul dispositivo… Eppure, in fondo, chissà se davvero è così. 🥴
…Una cosa tuttavia certa, rimanendo pur sempre squisitamente nel contesto di immaginette trovate e salvate, è che la roba che finisce — nel corso di duri mesi e, con abbastanza tempo, anche dolorosi anni — salvata sul Pignio… quella si che costituisce una serie di piccoli tesori ottenuti per la via della vita, senza ombra di dubbio; altro che gli screenshot che si, non riesco a cancellare, ma se perdessi per problemi di skill (…e mi è già successo) non mi metterei a piangere (invece, le pigne si). E ciò non solo per tutta la questione di preziosità indotta che si verifica col salvare, per poi ordinare in collezioni, sapendo che i dati sono sempre comunque sotto il mio controllo… ma quanto più per le inaspettate sorprese che le immagini messe lì da parte possono riserbare, almeno a me che ho l’anima grossa e la voglia di fare cose. 😤
A parte quando ritorno lì apposta con in mente l’idea di ritrovare una specifica immagine necessaria per scrivere l’ennesimo post pseudo-giornaliero dei miei, oppure per qualsiasi altra situazione specifica… in questi ultimissimi giorni, avere il Pignio a mio servizio, con centinaia di fotine e disegnini salvati, mi sta essendo utile banalmente per trovare cose simpatiche da disegnare al volo in ogni momento, essendomi come ho detto inspiegabilmente fissata con tale attività nel mentre che per qualche motivo non ho voglia di fare granché altro. Beh, in realtà, questa benedetta domenica però almeno un po’ di programming l’ho fatto… esattamente sul Pignio, per adeguarlo alle mie nuovissime esigenze spuntate fuori appunto ultimamente. 👌
A parte iniziare un potenziamento cosmico della ricerca, aggiungendo per ora la possibilità di accendere e spegnere il case-sensitive, filtrare i risultati cercando in specifici campi di metadati (titolo, descrizione, link, ecc…) e non per forza tutti, nonché filtrare per utente creatore (…che sulla mia istanza è inutile, ma ad altra gente sarà comodo)… Ho anche sistemato la generazione dei siti statici, che si era rotta in modo inspiegabilmente assurdo (e giuro che manco io ho capito esattamente cosa è successo)… E infine, cosa veramente figa in questo così toccante contesto di immaginette, ho aggiunto una lightbox decente che permette di visualizzare le immagini a qualsiasi livello di zoom, incluso su desktop, che è per l’appunto estremamente comodo per guardare i riferimenti mentre disegno (altrimenti, dovevo ogni volta aprire le immagini in una scheda a parte, e modificare lo zoom del browser lì, che fa schifo). 😁
Vabbé, niente di particolare da vedere a ‘sto giro, in realtà… niente screenshot, ironicamente, insomma. Per provare la lightbox, basta aprire la pagina di qualsiasi immagine e cliccarci sopra, e si può zoomare con la rotella del mouse (…dovrei forkare la libreria per supportare anche la tastiera). La ricerca, invece, funziona come sempre di base, ma la pagina dei risultati ha anche tastini e controlli per le nuove opzioni, che temo col tempo diventeranno molto più incasinate. Ancora un’altra volta, però, sono riuscita ad ingannare chiunque nello scoprire altri casi d’uso del Pignio facendo finta che io avessi qualcosa di più interessante da dire, che non è poco… e oggi ho quindi forse marcito un po’ meno di ultimamente, però conseguentemente ho disegnato di meno, e quindi rip. Invece, ora, è tardi e mi tocca dormire, e quando dormo non posso usare il Pignio, quindi rip e a domani. 😾
-
“Maybe the real treasures in life are the screenshots we take along the way” (il Pignio aggiornato in un mondo di immagini)
Nei momenti in cui l’archiviazione del mio maledetto telefono è piena, e devo aprire la galleria per capire cosa c’è di inutile da poter cancellare, nell’attimo in cui non trovo granché di sparibile mi chiedo inevitabilmente “caspita, ma queste migliaia di screenshot, che sento di non poter cancellare, servono veramente a qualcosa???“… e, puntualmente, non ottengo mai risposta. (E beh, ovviamente questo vale anche per le foto scattate, ma ha senso che quelle non si riescano a cancellare, in quanto comunque espressione artistica di momenti ambientali vissuti non attraverso lo schermo, ma solo resi permanenti su di esso; è già un discorso diverso.) 🤥
Ma… può essere che, forse, è la domanda ad essere sbagliata? Dopo aver trovato questo memino, anche questo inevitabilmente un’immagine digitale, dirò che forse si, il problema è la prospettiva. Magari, le catture di schermata — tranne quelle fatte per sbaglio, che mi fanno solo alzare la pressione, e in generale quelle a scopo temporaneo, che devono sparire — non sono cancellabili perché, a loro modo, sono la cristallizzazione di piccoli momenti che avvengono nel telefonino, e quindi sono probabilmente dei veri e propri tesoretti, che si ottengono durante le semplici azioni di vita quotidiana sul dispositivo… Eppure, in fondo, chissà se davvero è così. 🥴
…Una cosa tuttavia certa, rimanendo pur sempre squisitamente nel contesto di immaginette trovate e salvate, è che la roba che finisce — nel corso di duri mesi e, con abbastanza tempo, anche dolorosi anni — salvata sul Pignio… quella si che costituisce una serie di piccoli tesori ottenuti per la via della vita, senza ombra di dubbio; altro che gli screenshot che si, non riesco a cancellare, ma se perdessi per problemi di skill (…e mi è già successo) non mi metterei a piangere (invece, le pigne si). E ciò non solo per tutta la questione di preziosità indotta che si verifica col salvare, per poi ordinare in collezioni, sapendo che i dati sono sempre comunque sotto il mio controllo… ma quanto più per le inaspettate sorprese che le immagini messe lì da parte possono riserbare, almeno a me che ho l’anima grossa e la voglia di fare cose. 😤
A parte quando ritorno lì apposta con in mente l’idea di ritrovare una specifica immagine necessaria per scrivere l’ennesimo post pseudo-giornaliero dei miei, oppure per qualsiasi altra situazione specifica… in questi ultimissimi giorni, avere il Pignio a mio servizio, con centinaia di fotine e disegnini salvati, mi sta essendo utile banalmente per trovare cose simpatiche da disegnare al volo in ogni momento, essendomi come ho detto inspiegabilmente fissata con tale attività nel mentre che per qualche motivo non ho voglia di fare granché altro. Beh, in realtà, questa benedetta domenica però almeno un po’ di programming l’ho fatto… esattamente sul Pignio, per adeguarlo alle mie nuovissime esigenze spuntate fuori appunto ultimamente. 👌
A parte iniziare un potenziamento cosmico della ricerca, aggiungendo per ora la possibilità di accendere e spegnere il case-sensitive, filtrare i risultati cercando in specifici campi di metadati (titolo, descrizione, link, ecc…) e non per forza tutti, nonché filtrare per utente creatore (…che sulla mia istanza è inutile, ma ad altra gente sarà comodo)… Ho anche sistemato la generazione dei siti statici, che si era rotta in modo inspiegabilmente assurdo (e giuro che manco io ho capito esattamente cosa è successo)… E infine, cosa veramente figa in questo così toccante contesto di immaginette, ho aggiunto una lightbox decente che permette di visualizzare le immagini a qualsiasi livello di zoom, incluso su desktop, che è per l’appunto estremamente comodo per guardare i riferimenti mentre disegno (altrimenti, dovevo ogni volta aprire le immagini in una scheda a parte, e modificare lo zoom del browser lì, che fa schifo). 😁
Vabbé, niente di particolare da vedere a ‘sto giro, in realtà… niente screenshot, ironicamente, insomma. Per provare la lightbox, basta aprire la pagina di qualsiasi immagine e cliccarci sopra, e si può zoomare con la rotella del mouse (…dovrei forkare la libreria per supportare anche la tastiera). La ricerca, invece, funziona come sempre di base, ma la pagina dei risultati ha anche tastini e controlli per le nuove opzioni, che temo col tempo diventeranno molto più incasinate. Ancora un’altra volta, però, sono riuscita ad ingannare chiunque nello scoprire altri casi d’uso del Pignio facendo finta che io avessi qualcosa di più interessante da dire, che non è poco… e oggi ho quindi forse marcito un po’ meno di ultimamente, però conseguentemente ho disegnato di meno, e quindi rip. Invece, ora, è tardi e mi tocca dormire, e quando dormo non posso usare il Pignio, quindi rip e a domani. 😾
-
“Maybe the real treasures in life are the screenshots we take along the way” (il Pignio aggiornato in un mondo di immagini)
Nei momenti in cui l’archiviazione del mio maledetto telefono è piena, e devo aprire la galleria per capire cosa c’è di inutile da poter cancellare, nell’attimo in cui non trovo granché di sparibile mi chiedo inevitabilmente “caspita, ma queste migliaia di screenshot, che sento di non poter cancellare, servono veramente a qualcosa???“… e, puntualmente, non ottengo mai risposta. (E beh, ovviamente questo vale anche per le foto scattate, ma ha senso che quelle non si riescano a cancellare, in quanto comunque espressione artistica di momenti ambientali vissuti non attraverso lo schermo, ma solo resi permanenti su di esso; è già un discorso diverso.) 🤥
Ma… può essere che, forse, è la domanda ad essere sbagliata? Dopo aver trovato questo memino, anche questo inevitabilmente un’immagine digitale, dirò che forse si, il problema è la prospettiva. Magari, le catture di schermata — tranne quelle fatte per sbaglio, che mi fanno solo alzare la pressione, e in generale quelle a scopo temporaneo, che devono sparire — non sono cancellabili perché, a loro modo, sono la cristallizzazione di piccoli momenti che avvengono nel telefonino, e quindi sono probabilmente dei veri e propri tesoretti, che si ottengono durante le semplici azioni di vita quotidiana sul dispositivo… Eppure, in fondo, chissà se davvero è così. 🥴
…Una cosa tuttavia certa, rimanendo pur sempre squisitamente nel contesto di immaginette trovate e salvate, è che la roba che finisce — nel corso di duri mesi e, con abbastanza tempo, anche dolorosi anni — salvata sul Pignio… quella si che costituisce una serie di piccoli tesori ottenuti per la via della vita, senza ombra di dubbio; altro che gli screenshot che si, non riesco a cancellare, ma se perdessi per problemi di skill (…e mi è già successo) non mi metterei a piangere (invece, le pigne si). E ciò non solo per tutta la questione di preziosità indotta che si verifica col salvare, per poi ordinare in collezioni, sapendo che i dati sono sempre comunque sotto il mio controllo… ma quanto più per le inaspettate sorprese che le immagini messe lì da parte possono riserbare, almeno a me che ho l’anima grossa e la voglia di fare cose. 😤
A parte quando ritorno lì apposta con in mente l’idea di ritrovare una specifica immagine necessaria per scrivere l’ennesimo post pseudo-giornaliero dei miei, oppure per qualsiasi altra situazione specifica… in questi ultimissimi giorni, avere il Pignio a mio servizio, con centinaia di fotine e disegnini salvati, mi sta essendo utile banalmente per trovare cose simpatiche da disegnare al volo in ogni momento, essendomi come ho detto inspiegabilmente fissata con tale attività nel mentre che per qualche motivo non ho voglia di fare granché altro. Beh, in realtà, questa benedetta domenica però almeno un po’ di programming l’ho fatto… esattamente sul Pignio, per adeguarlo alle mie nuovissime esigenze spuntate fuori appunto ultimamente. 👌
A parte iniziare un potenziamento cosmico della ricerca, aggiungendo per ora la possibilità di accendere e spegnere il case-sensitive, filtrare i risultati cercando in specifici campi di metadati (titolo, descrizione, link, ecc…) e non per forza tutti, nonché filtrare per utente creatore (…che sulla mia istanza è inutile, ma ad altra gente sarà comodo)… Ho anche sistemato la generazione dei siti statici, che si era rotta in modo inspiegabilmente assurdo (e giuro che manco io ho capito esattamente cosa è successo)… E infine, cosa veramente figa in questo così toccante contesto di immaginette, ho aggiunto una lightbox decente che permette di visualizzare le immagini a qualsiasi livello di zoom, incluso su desktop, che è per l’appunto estremamente comodo per guardare i riferimenti mentre disegno (altrimenti, dovevo ogni volta aprire le immagini in una scheda a parte, e modificare lo zoom del browser lì, che fa schifo). 😁
Vabbé, niente di particolare da vedere a ‘sto giro, in realtà… niente screenshot, ironicamente, insomma. Per provare la lightbox, basta aprire la pagina di qualsiasi immagine e cliccarci sopra, e si può zoomare con la rotella del mouse (…dovrei forkare la libreria per supportare anche la tastiera). La ricerca, invece, funziona come sempre di base, ma la pagina dei risultati ha anche tastini e controlli per le nuove opzioni, che temo col tempo diventeranno molto più incasinate. Ancora un’altra volta, però, sono riuscita ad ingannare chiunque nello scoprire altri casi d’uso del Pignio facendo finta che io avessi qualcosa di più interessante da dire, che non è poco… e oggi ho quindi forse marcito un po’ meno di ultimamente, però conseguentemente ho disegnato di meno, e quindi rip. Invece, ora, è tardi e mi tocca dormire, e quando dormo non posso usare il Pignio, quindi rip e a domani. 😾
-
Pignianza mediastica con l’aggiunta di gaming, il che ci porta verso cose più epiche!
Oggi… e ieri… e forse anche l’altro ieri… mi trovo forse in un bel po’ di rotting, che è ahimè l’unica reazione che mi è sia permessa (a differenza di cosa io preferirei fare…) che praticamente possibile (a differenza di cosa sarebbe in realtà meglio fare…) all’infinita disperazione che si sviluppa dentro di me a causa dei parametri della mia esistenza e delle interferenze (o mancate tali) del mondo universale in essa… Ormai, anche dormire ben 10 ore non è più sufficiente a riparare le mie crepe interiori. 😱
In tutto questo marcire, però, è da sabato o forse addirittura venerdì che non faccio nemmeno il minimo gaming!!! Estremamente tragico, lo so, e forse sarà il cambio d’orario che mi ha fatto perdere energia vitale fino a questo punto, ma non importa… perché da ora (cioè, da sabato e domenica, in cui almeno ho fatto della pazza programmazione anziché il più sano niente), il mio Pignio si occupa anche di gaming passivo, per così dire, oltre che dei miei memini particolari e pericolosi. 😳
Infatti, da un lato ho aggiunto delle nuove funzioni specifiche per l’editing video — tagliuzzamento e incollamento, che in realtà sono solo un inizio, perché ne dovrei aggiungere varie altre, così come strumentopoli per le foto — e contemporaneamente, proprio approfittando di questi affari che torneranno molto utili al caso, ho scaricato il mio intero album di Nintendo Swiss sul server (solo dal 2022 ad oggi, però… la roba degli anni precedenti fu trasferita fuori tempo addietro, e ora chissà dove è finita), goduriosamente navigabile. E, per quanto passivo, perché è solo guardare senza fare, è pur sempre gaming al 100%. 👍👌💥
Per ora è pubblico… semplicemente perché in Pignio non ho ancora nessuna funzione per impostare elementi o cartelle private. Questo è sicuramente un po’ ops in generale, ed è una mancanza a cui dovrò lavorare… ma, in questo caso specifico non è un problema; voglio dire, non ci sarà nulla di sensibile in un album che contiene solo catture di videogiochi, considerato che Switch non ha una fotocamera come invece il 3DS ha (di quello, l’album decisamente non potrei dumparlo sul clear web come se nulla fosse…)… spero. Al massimo c’è qualche dimostrazione di miei problemi di skill, ma sono già così nota per averne tanti e tanti che qualche clip in più non mi rovinerà la reputazione. 🥱
Fare questo gran trasferimento mi serviva perché mi sono resa conto che, quando mi serve una cattura particolare per qualcosa, come un articolo, dal marasma di tutte le mie tracce audiovisive di gaming faccio grande fatica a trovarla; dalla console in primis, ma da qualsiasi gestore di file su PC o smartphone ancora di più. Pignio non solo ha di base un’interfaccia estremamente ottimizzata per trovare aghi multimediali in pagliai di file, ma posso aggiungere anche titoli, descrizioni, commenti, tag, organizzare tutto in collezioni… a distanza di mesi dalla prima versione, è ancora davvero così fottutamente rivoluzionario. Inoltre, boh, posso al volo ritrovare i momenti videoludici anche solo per linkarli ovunque quando serve, da qualsiasi dispositivo. 🤗
Il passo successivo sarebbe creare un homebrew per caricare la galleria di Nintendo Switch su Pignio in automatico, grazie alla API… ma per ora dovrò accontentarmi di scaricare manualmente dalla console le catture che via via produco. Se non altro, visto che ho implementato quelle funzioni di editing di cui sopra, posso riorganizzare con estrema facilità i videini non perfetti: tagliare eventuali eccessi, con un’interfaccia persino più goduriosa di quella di Nintendo (che di per sé ritengo già molto meglio che fare tagli con qualsiasi altro programma), ed unire video distinti in uno più grosso, che è invece utile per quelle registrazioni fatte di 30 secondi in 30 secondi. 🎗️
Ne ho poi approfittato per fare persino un’altra cosa… Visto che, da un lato, i browser web iniziano a macinare malissimo quando a schermo sono presenti decine di video riprodotti contemporaneamente, cosa che succederebbe nelle schermate di listino dei media sul Pignio… e, dall’altro, dato che l’album di Switch è sul disco esterno USB lento in culo (perché non ho spazio sull’SSD interno del server)… ho implementato la generazione di miniature in formato GIF per tutti i video, e ne sono alquanto ingolosita. Non occupano troppo spazio, sono veloci tanto per il server da inviare quanto leggere per il client da mostrare, ma non appiattiscono l’anteprima di video a noiose immagini statiche. 🤯
…Ora che però sono riuscita a convincere chiunque nel leggere quello che è un devlog di Pignio mascherato da qualcosa di non molto chiaro, vagamente a che fare con il gaming, mi sembra anche giusto dire che mi sono decisa anche a creare un sito di documentazione per l’affarino, che tornerà tanto più utile quanto più sarà allargato: https://octospacc.github.io/Pignio/. E, con pure il Docker comodo ora fornito, chiunque si trova qui a leggere non avrà mai più scuse che reggono per non installare il Pignio sui propri server, ed integrarlo anche pesantemente nella propria vita quotidiana… forza!!! (Ovviamente, qualora aveste difficoltà nonostante i documenti, non esitate a pregare per il mio aiuto.) 🥴
-
presente pignanza con aggiornamenti stellari ci porta al futuro sempre più conifero (aggiornamenti Pignio)
Nonostante il corrente clima della mia terra ormai sia talmente tanto seccante da portare quasi difficoltà a respirare, figurarsi esistere (…nonostante sia un clima umido, che assurdo paradosso), stranamente in questo agosto non sto scadendo troppo nel rotting… e, infatti, piano piano il Pignio (che, manco a farlo apposta, sotto sotto in questo periodo dell’anno ci sta benissimo, ricordando le pinete a mare insomma) sta ancora crescendo, e ad ora credo sia tipo in quello stato perfettamente a metà tra la goduria infinita data dall’idea passata del primo rilascio, e la cristallizzazione definitiva come prevista da una versione finale più futura che inglobi tutto quello che deve essere necessario per godere non solo infinitamente, ma sul serio… 😤
Quindi eh eh… ehh boh. Nonostante io non abbia ancora completamente sistemato le robe di multi-utente, e in generale mancano ancora diverse cose relative ad un uso più da social network (per copiare Pinterest proprio per benino, insomma), le funzioni generali sono già di livello pazzo: feed Atom (in uscita) messo a punto, OCR automatico per le immagini tramite Tesseract (…nonostante faccia assolutamente schifo su foto con font strani o colori merdosi, purtroppo, ed è tutto dire che sia comunque la libreria open-source di OCR che funziona meglio al mondo), il salvataggio dei video che ora funziona bene… wow… (Ci sono poi anche miglioramenti generali sull’interfaccia, tipo che ho migliorato ancora un po’ le pagine di gestione e visualizzazione, oltre ad aver aggiunto la localizzazione in italiano oltre che in inglese… ma queste cose puntualmente quando ci sono non vengono apprezzate, e quando mancano invece arrivano i reclami, di utenti per giunta mai paganti…) 😻
Però, il pezzo proprio grosso ora sono i nuovi tipi di elementi supportati, perché con questi si passa davvero da “ma che è, Pinterest senza glitch?” a “wow, o’ Pign!!!“… perché per foto e video sono bravi tutti, ma i file audio molti se li dimenticano, i post di puro testo ma con immagini di sfondo non esistono da nessuna parte (…se non su Facebook, dal quale ancora non ho finito di copiare cose), i documenti (PDF) nessuno sa come visualizzarli, e i modelli 3D sono praticamente inconcepibili… e invece il Pignio ha già tutto ciò, ora!!! (E le faville arriveranno a breve.) Non ho finito finito, c’è ancora lavoro da fare per perfezionare queste categorie, ma intanto io delivero (…e solo per stavolta risparmio il mondo dal raccontare l’irreale trafila dell’orrore che renderizzare testo potenzialmente non-ASCII sotto forma di immagini lato server implica, ma il README ne fa indirettamente accenno). 💣
Ecco però, a proposito di cose fatte a metà… Per questi nuovi elementi, che potrebbero in alcuni casi non avere proprio una miniatura visiva (come molti file audio), o per cui comunque non ho ancora potuto aggiungere una generazione automatica, ho aggiunto semplici emoji come icone segnaposto nell’interfaccia, che comunque è basata su queste liste a griglia e su elementi che hanno una certa presenza fisica visuale… e il fatto tremendo è che ho accidentalmente scatenato delle vibe che mi sembrano irrealmente buffe. Non tanto il foglio di carta per indicare i documenti, che non è nulla di strano, e nemmeno le scatole per indicare modelli 3D, che non è troppo una forzatura nonostante faccia ridere pensare che quella è una scatola che contiene l’oggetto 3D, che quindi si apre cliccandoci, rivelando l’oggetto… quanto le note musicali per i file audio, e qui ormai capisco che sono completamente da buttare. 🤧
Io giuro che, per qualche motivo evidentemente inspiegabile, pure a distanza di 2 giorni, ancora mi viene assolutamente da ridere a guardare (ma anche solo ad immaginare, poverannuj!!!) questa schermata. Semplicemente i controlli di riproduzione sotto, e l’emoji della nota musicale sopra che funge da icona… non c’è una ceppa di buffo, non c’è un cazzo da ridere, eppure il mio cervello non ne vuole sapere! E non è nemmeno il brano del caso che magari è meme o che; è proprio che la pura idea di questo fatto mi fa pisciare. Boh, o sarà il pacchetto emoji di Windows 10 che è particolarmente buffo a vedersi, o altrimenti ormai è ufficiale che anche il mio senso dell’umorismo, così come altri tratti della mia personalità, si è corrotto… ma ormai l’unica cosa importante è che non si corrompa l’archivio del mio Pignio!!! (E pure se succede, di quello ho frequenti backup.) 🤗
-
pignaggio grafico non ufficialmente concesso (non esiste emoji della pigna…)
La settimana scorsa (che sento come fosse l’altro giorno, e infatti stavo per dire così… ops?), quando cercavo di mettere in fretta Pignio online, e quindi non c’era il tempo di creare un’icona vera (anche se comunque poi sarebbe servita), cercavo almeno l’emoji della pigna, da usare come finta favicon, come faccio sempre… e ho scoperto che non esiste. Eppure giurerei su qualsiasi cosa che io me la ricordo benissimo, e negli stili di diversi vendor per giunta… ma no, è un’allucinazione della mia memoria, a quanto pare. 😱😨
Se non fosse una battuta scontata, direi che ci sono rimasta completamente di pigna… ma qui non c’è nulla da scherzare in realtà; questa cosa è una fottuta tragedia!!! E, come sempre, non so se gioire di non essere sola a soffrire, oppure se concludere che la situazione è ancora più grave di quanto mi aspettassi, ma sembra proprio che io non sia la sola a fare i conti con questa triste realtà. Magari farò un danno anche alla vostra integrità spirituale con questo post, chissà. 💔
- There is no pine cone emoji: https://old.reddit.com/r/Mandela_Effect/comments/1azwdmo/there_is_no_pine_cone_emoji/ (e maledizione, nemmeno io, essere semi-supremo, sono immune all’effetto Mandela…)
- Why is there no pinecone emoji what the fuck: https://projectsekai.fandom.com/f/p/4400000000000621100 (non capisco cosa c’entri il thread con il sito ma ok)
Comunque, per quanto sempre in fretta e furia perché io non ho pazienza, alla fine l’icona per la app l’ho fatta e… caspita se sarebbe stata meglio la pigna. Ho chiesto a gipiti di fare una cosa, e (…dopo 3 passaggi) ok… ma mi sa che poi, con le mie modifiche manuali, concesse dalle mie smisurate competenze in bitmap editing, l’ho peggiorata. A parte spostare il colore leggermente su un magenta, ho tolto lo sfondo quadrato e reso quindi l’icona trasparente… ma mi sa che non è troppo il caso, tra contrasto potenzialmente basso su sfondi diversi e forma della pigna che così sembra troppo alta. 😩
Vabbé, per ora questa qui la considererò temporanea, che comunque è meglio di niente… però mah, mi sa che vorrei qualcosa di più texturato… Tipo, cosa accadrebbe se questa emoji della pigna (?!?!?!) in PNG, non ufficiale (…uffa), che un po’ ricorda lo stile grafico di Haiku, si fondesse con una puntina, come già succede nel design attuale? (E, forse forse, una pigna che non è color pigna è una pigna marcia, quindi mi sa che ‘ste tinte rosse manco vanno bene…) 🍂
#design #emoji #Pignio #pigna #pinecone #icona #icon #EffettoMandela #MandelaEffect
-
pignastico aggiornamento sulla via della persistente miglioranza! (aggiornamenti Pignio)
È incredibile e pazzesco quanto in questi giorni sto migliorando infinitamente il mio Pignio, anziché marcire spiritualmente (…per quanto continuando a farlo fisicamente perché, se pur posso programmare in giro, è chiaramente più comodo e produttivo farlo a casina). Soprattutto, penso di aver risolto diversi problemi in un colpo solo stavolta, quindi miao!!! Poi oh, certamente Pignio non mi libererà in maniera magicamente definitiva dalla brama profonda che avrei per il ficcarmi un coltello in gola, però finché dura è la distrazione migliore che ho; mi salvo le mie immaginette perverse, e da stamattina pure i video, e faccio finta che vada tutto bene. 👻
Per prima cosa… cercavo, già da quando la settimana scorsa ho iniziato a sviluppare, un metodo per rendere l’esperienza di navigazione del sito più simile ad una SPA, cioè quelle webapp moderne tutte lato client che da anni vanno tanto di moda e non funzionano su nessun cazzo di browser se non le ultime 3 versioni major dei 3 browser esistenti… ma, ovviamente, tenendo il cuore della app sempre lato server. Ecco, la conseguenza di ciò è già in produzione, ma io ancora non riesco a credere che, alla base, sia stato così semplice: ho trovato questo coso chiamato Unpoly (cioè, Copilot me lo ha detto, ops), ed è bastato aggiungere il suo bundle JavaScript al mio HTML, + 3 righe di setup, per avere la navigazione senza refresh della pagina… sia i link che i form vengono gestiti infinitamente più velocemente, perché il browser non deve distruggere e ricreare tutto il DOM e gli affarini connessi ogni volta. 😳
Dovrò sistemarlo meglio nei giorni a venire, soprattutto perché di default non ha animazioni, ma è fantastico che alla base funzioni già completamente da solo… senza né cambi alla marcatura HTML, né l’aggiunta di codice sul server; cosa che quindi lo rende completamente plug and play, a differenza di (se ho capito bene) HTMX, un’altra libreria per fare questo tipo di fancy (e mi sa che, se le cose stanno così, implementerò questa libreria anche sui miei siti statici). L’unica cosa per cui dovrò aggiungere degli attributi HTML specifici (e solo quelli, nient’altro!) è per il caricamento progressivo nelle pagine degli elementi… che comunque è qualcosa che, se avessi fatto con codice custom, avrebbe richiesto ben più dell’aggiunta di 2 attributi HTML, quindi non c’è proprio niente di cui lamentarsi. Per ora l’ho fatto solo sulla home, che era la sezione più urgente su cui implementare una qualche paginazione, e così ho modo di testare se ho fatto le cose per bene, prima di passare alla ricerca e alle collezioni. (Spoiler: NON le ho fatte per bene; c’è un bug lieve che, ovviamente, ho scoperto solo in produzione…) 🐌
E, nel frattempo… sto provando anche ad usare la funzione di gestione dei progetti di GitHub, per evitare di perdermi le cose da fare per strada (cosa che, ahimè, succede spesso)… e per evitare di perdere il mio spirito per strada, perché credo che la lavagna kanban, con le cose che si accumulano da una parte per poi spostarsi via via dall’altra man mano che si completano, sia segretamente soddisfacente. Forse è anche un’arma a doppio taglio, perché, casomai finirò con task arretrate di mesi (e, statisticamente, succederà), queste staranno lì belline, e la gente potrà rinfacciarmelo… ma pazienza, la tabella resta comunque pubblica per chi vuole spoilerarsi le prossime schifezze (o, non sia mai, contribuire con codice o documentazione a quello che è un progetto open-source, non sia mai!!!): https://github.com/octospacc/Pignio/projects. 🦿
Boh, comunque sia, per chi ancora non ha goduto e sente l’impellente bisogno di farlo (adesso ben più di prima) ricordo che l’applicazione è su pignio.octt.eu.org… Con anche il manifest PWA e tutto, tra l’altro, con cui si aggiunge per bene come webapp su Chromium… ma non su Firefox, perché ancora non ho un’icona pronta… e pure questa è una questione da risolvere velocemente, perché altrimenti ho difficoltà a trovare la app sulla mia stessa schermata home del telefono. (“Se tornate ancora indietro vi do un pignio!”) 😤
-
pignastico aggiornamento sulla via della persistente miglioranza! (aggiornamenti Pignio)
È incredibile e pazzesco quanto in questi giorni sto migliorando infinitamente il mio Pignio, anziché marcire spiritualmente (…per quanto continuando a farlo fisicamente perché, se pur posso programmare in giro, è chiaramente più comodo e produttivo farlo a casina). Soprattutto, penso di aver risolto diversi problemi in un colpo solo stavolta, quindi miao!!! Poi oh, certamente Pignio non mi libererà in maniera magicamente definitiva dalla brama profonda che avrei per il ficcarmi un coltello in gola, però finché dura è la distrazione migliore che ho; mi salvo le mie immaginette perverse, e da stamattina pure i video, e faccio finta che vada tutto bene. 👻
Per prima cosa… cercavo, già da quando la settimana scorsa ho iniziato a sviluppare, un metodo per rendere l’esperienza di navigazione del sito più simile ad una SPA, cioè quelle webapp moderne tutte lato client che da anni vanno tanto di moda e non funzionano su nessun cazzo di browser se non le ultime 3 versioni major dei 3 browser esistenti… ma, ovviamente, tenendo il cuore della app sempre lato server. Ecco, la conseguenza di ciò è già in produzione, ma io ancora non riesco a credere che, alla base, sia stato così semplice: ho trovato questo coso chiamato Unpoly (cioè, Copilot me lo ha detto, ops), ed è bastato aggiungere il suo bundle JavaScript al mio HTML, + 3 righe di setup, per avere la navigazione senza refresh della pagina… sia i link che i form vengono gestiti infinitamente più velocemente, perché il browser non deve distruggere e ricreare tutto il DOM e gli affarini connessi ogni volta. 😳
Dovrò sistemarlo meglio nei giorni a venire, soprattutto perché di default non ha animazioni, ma è fantastico che alla base funzioni già completamente da solo… senza né cambi alla marcatura HTML, né l’aggiunta di codice sul server; cosa che quindi lo rende completamente plug and play, a differenza di (se ho capito bene) HTMX, un’altra libreria per fare questo tipo di fancy (e mi sa che, se le cose stanno così, implementerò questa libreria anche sui miei siti statici). L’unica cosa per cui dovrò aggiungere degli attributi HTML specifici (e solo quelli, nient’altro!) è per il caricamento progressivo nelle pagine degli elementi… che comunque è qualcosa che, se avessi fatto con codice custom, avrebbe richiesto ben più dell’aggiunta di 2 attributi HTML, quindi non c’è proprio niente di cui lamentarsi. Per ora l’ho fatto solo sulla home, che era la sezione più urgente su cui implementare una qualche paginazione, e così ho modo di testare se ho fatto le cose per bene, prima di passare alla ricerca e alle collezioni. (Spoiler: NON le ho fatte per bene; c’è un bug lieve che, ovviamente, ho scoperto solo in produzione…) 🐌
E, nel frattempo… sto provando anche ad usare la funzione di gestione dei progetti di GitHub, per evitare di perdermi le cose da fare per strada (cosa che, ahimè, succede spesso)… e per evitare di perdere il mio spirito per strada, perché credo che la lavagna kanban, con le cose che si accumulano da una parte per poi spostarsi via via dall’altra man mano che si completano, sia segretamente soddisfacente. Forse è anche un’arma a doppio taglio, perché, casomai finirò con task arretrate di mesi (e, statisticamente, succederà), queste staranno lì belline, e la gente potrà rinfacciarmelo… ma pazienza, la tabella resta comunque pubblica per chi vuole spoilerarsi le prossime schifezze (o, non sia mai, contribuire con codice o documentazione a quello che è un progetto open-source, non sia mai!!!): https://github.com/octospacc/Pignio/projects. 🦿
Boh, comunque sia, per chi ancora non ha goduto e sente l’impellente bisogno di farlo (adesso ben più di prima) ricordo che l’applicazione è su pignio.octt.eu.org… Con anche il manifest PWA e tutto, tra l’altro, con cui si aggiunge per bene come webapp su Chromium… ma non su Firefox, perché ancora non ho un’icona pronta… e pure questa è una questione da risolvere velocemente, perché altrimenti ho difficoltà a trovare la app sulla mia stessa schermata home del telefono. (“Se tornate ancora indietro vi do un pignio!”) 😤
-
pignastico aggiornamento sulla via della persistente miglioranza! (aggiornamenti Pignio)
È incredibile e pazzesco quanto in questi giorni sto migliorando infinitamente il mio Pignio, anziché marcire spiritualmente (…per quanto continuando a farlo fisicamente perché, se pur posso programmare in giro, è chiaramente più comodo e produttivo farlo a casina). Soprattutto, penso di aver risolto diversi problemi in un colpo solo stavolta, quindi miao!!! Poi oh, certamente Pignio non mi libererà in maniera magicamente definitiva dalla brama profonda che avrei per il ficcarmi un coltello in gola, però finché dura è la distrazione migliore che ho; mi salvo le mie immaginette perverse, e da stamattina pure i video, e faccio finta che vada tutto bene. 👻
Per prima cosa… cercavo, già da quando la settimana scorsa ho iniziato a sviluppare, un metodo per rendere l’esperienza di navigazione del sito più simile ad una SPA, cioè quelle webapp moderne tutte lato client che da anni vanno tanto di moda e non funzionano su nessun cazzo di browser se non le ultime 3 versioni major dei 3 browser esistenti… ma, ovviamente, tenendo il cuore della app sempre lato server. Ecco, la conseguenza di ciò è già in produzione, ma io ancora non riesco a credere che, alla base, sia stato così semplice: ho trovato questo coso chiamato Unpoly (cioè, Copilot me lo ha detto, ops), ed è bastato aggiungere il suo bundle JavaScript al mio HTML, + 3 righe di setup, per avere la navigazione senza refresh della pagina… sia i link che i form vengono gestiti infinitamente più velocemente, perché il browser non deve distruggere e ricreare tutto il DOM e gli affarini connessi ogni volta. 😳
Dovrò sistemarlo meglio nei giorni a venire, soprattutto perché di default non ha animazioni, ma è fantastico che alla base funzioni già completamente da solo… senza né cambi alla marcatura HTML, né l’aggiunta di codice sul server; cosa che quindi lo rende completamente plug and play, a differenza di (se ho capito bene) HTMX, un’altra libreria per fare questo tipo di fancy (e mi sa che, se le cose stanno così, implementerò questa libreria anche sui miei siti statici). L’unica cosa per cui dovrò aggiungere degli attributi HTML specifici (e solo quelli, nient’altro!) è per il caricamento progressivo nelle pagine degli elementi… che comunque è qualcosa che, se avessi fatto con codice custom, avrebbe richiesto ben più dell’aggiunta di 2 attributi HTML, quindi non c’è proprio niente di cui lamentarsi. Per ora l’ho fatto solo sulla home, che era la sezione più urgente su cui implementare una qualche paginazione, e così ho modo di testare se ho fatto le cose per bene, prima di passare alla ricerca e alle collezioni. (Spoiler: NON le ho fatte per bene; c’è un bug lieve che, ovviamente, ho scoperto solo in produzione…) 🐌
E, nel frattempo… sto provando anche ad usare la funzione di gestione dei progetti di GitHub, per evitare di perdermi le cose da fare per strada (cosa che, ahimè, succede spesso)… e per evitare di perdere il mio spirito per strada, perché credo che la lavagna kanban, con le cose che si accumulano da una parte per poi spostarsi via via dall’altra man mano che si completano, sia segretamente soddisfacente. Forse è anche un’arma a doppio taglio, perché, casomai finirò con task arretrate di mesi (e, statisticamente, succederà), queste staranno lì belline, e la gente potrà rinfacciarmelo… ma pazienza, la tabella resta comunque pubblica per chi vuole spoilerarsi le prossime schifezze (o, non sia mai, contribuire con codice o documentazione a quello che è un progetto open-source, non sia mai!!!): https://github.com/octospacc/Pignio/projects. 🦿
Boh, comunque sia, per chi ancora non ha goduto e sente l’impellente bisogno di farlo (adesso ben più di prima) ricordo che l’applicazione è su pignio.octt.eu.org… Con anche il manifest PWA e tutto, tra l’altro, con cui si aggiunge per bene come webapp su Chromium… ma non su Firefox, perché ancora non ho un’icona pronta… e pure questa è una questione da risolvere velocemente, perché altrimenti ho difficoltà a trovare la app sulla mia stessa schermata home del telefono. (“Se tornate ancora indietro vi do un pignio!”) 😤
-
pignastico aggiornamento sulla via della persistente miglioranza! (aggiornamenti Pignio)
È incredibile e pazzesco quanto in questi giorni sto migliorando infinitamente il mio Pignio, anziché marcire spiritualmente (…per quanto continuando a farlo fisicamente perché, se pur posso programmare in giro, è chiaramente più comodo e produttivo farlo a casina). Soprattutto, penso di aver risolto diversi problemi in un colpo solo stavolta, quindi miao!!! Poi oh, certamente Pignio non mi libererà in maniera magicamente definitiva dalla brama profonda che avrei per il ficcarmi un coltello in gola, però finché dura è la distrazione migliore che ho; mi salvo le mie immaginette perverse, e da stamattina pure i video, e faccio finta che vada tutto bene. 👻
Per prima cosa… cercavo, già da quando la settimana scorsa ho iniziato a sviluppare, un metodo per rendere l’esperienza di navigazione del sito più simile ad una SPA, cioè quelle webapp moderne tutte lato client che da anni vanno tanto di moda e non funzionano su nessun cazzo di browser se non le ultime 3 versioni major dei 3 browser esistenti… ma, ovviamente, tenendo il cuore della app sempre lato server. Ecco, la conseguenza di ciò è già in produzione, ma io ancora non riesco a credere che, alla base, sia stato così semplice: ho trovato questo coso chiamato Unpoly (cioè, Copilot me lo ha detto, ops), ed è bastato aggiungere il suo bundle JavaScript al mio HTML, + 3 righe di setup, per avere la navigazione senza refresh della pagina… sia i link che i form vengono gestiti infinitamente più velocemente, perché il browser non deve distruggere e ricreare tutto il DOM e gli affarini connessi ogni volta. 😳
Dovrò sistemarlo meglio nei giorni a venire, soprattutto perché di default non ha animazioni, ma è fantastico che alla base funzioni già completamente da solo… senza né cambi alla marcatura HTML, né l’aggiunta di codice sul server; cosa che quindi lo rende completamente plug and play, a differenza di (se ho capito bene) HTMX, un’altra libreria per fare questo tipo di fancy (e mi sa che, se le cose stanno così, implementerò questa libreria anche sui miei siti statici). L’unica cosa per cui dovrò aggiungere degli attributi HTML specifici (e solo quelli, nient’altro!) è per il caricamento progressivo nelle pagine degli elementi… che comunque è qualcosa che, se avessi fatto con codice custom, avrebbe richiesto ben più dell’aggiunta di 2 attributi HTML, quindi non c’è proprio niente di cui lamentarsi. Per ora l’ho fatto solo sulla home, che era la sezione più urgente su cui implementare una qualche paginazione, e così ho modo di testare se ho fatto le cose per bene, prima di passare alla ricerca e alle collezioni. (Spoiler: NON le ho fatte per bene; c’è un bug lieve che, ovviamente, ho scoperto solo in produzione…) 🐌
E, nel frattempo… sto provando anche ad usare la funzione di gestione dei progetti di GitHub, per evitare di perdermi le cose da fare per strada (cosa che, ahimè, succede spesso)… e per evitare di perdere il mio spirito per strada, perché credo che la lavagna kanban, con le cose che si accumulano da una parte per poi spostarsi via via dall’altra man mano che si completano, sia segretamente soddisfacente. Forse è anche un’arma a doppio taglio, perché, casomai finirò con task arretrate di mesi (e, statisticamente, succederà), queste staranno lì belline, e la gente potrà rinfacciarmelo… ma pazienza, la tabella resta comunque pubblica per chi vuole spoilerarsi le prossime schifezze (o, non sia mai, contribuire con codice o documentazione a quello che è un progetto open-source, non sia mai!!!): https://github.com/octospacc/Pignio/projects. 🦿
Boh, comunque sia, per chi ancora non ha goduto e sente l’impellente bisogno di farlo (adesso ben più di prima) ricordo che l’applicazione è su pignio.octt.eu.org… Con anche il manifest PWA e tutto, tra l’altro, con cui si aggiunge per bene come webapp su Chromium… ma non su Firefox, perché ancora non ho un’icona pronta… e pure questa è una questione da risolvere velocemente, perché altrimenti ho difficoltà a trovare la app sulla mia stessa schermata home del telefono. (“Se tornate ancora indietro vi do un pignio!”) 😤
-
pignastico aggiornamento sulla via della persistente miglioranza! (aggiornamenti Pignio)
È incredibile e pazzesco quanto in questi giorni sto migliorando infinitamente il mio Pignio, anziché marcire spiritualmente (…per quanto continuando a farlo fisicamente perché, se pur posso programmare in giro, è chiaramente più comodo e produttivo farlo a casina). Soprattutto, penso di aver risolto diversi problemi in un colpo solo stavolta, quindi miao!!! Poi oh, certamente Pignio non mi libererà in maniera magicamente definitiva dalla brama profonda che avrei per il ficcarmi un coltello in gola, però finché dura è la distrazione migliore che ho; mi salvo le mie immaginette perverse, e da stamattina pure i video, e faccio finta che vada tutto bene. 👻
Per prima cosa… cercavo, già da quando la settimana scorsa ho iniziato a sviluppare, un metodo per rendere l’esperienza di navigazione del sito più simile ad una SPA, cioè quelle webapp moderne tutte lato client che da anni vanno tanto di moda e non funzionano su nessun cazzo di browser se non le ultime 3 versioni major dei 3 browser esistenti… ma, ovviamente, tenendo il cuore della app sempre lato server. Ecco, la conseguenza di ciò è già in produzione, ma io ancora non riesco a credere che, alla base, sia stato così semplice: ho trovato questo coso chiamato Unpoly (cioè, Copilot me lo ha detto, ops), ed è bastato aggiungere il suo bundle JavaScript al mio HTML, + 3 righe di setup, per avere la navigazione senza refresh della pagina… sia i link che i form vengono gestiti infinitamente più velocemente, perché il browser non deve distruggere e ricreare tutto il DOM e gli affarini connessi ogni volta. 😳
Dovrò sistemarlo meglio nei giorni a venire, soprattutto perché di default non ha animazioni, ma è fantastico che alla base funzioni già completamente da solo… senza né cambi alla marcatura HTML, né l’aggiunta di codice sul server; cosa che quindi lo rende completamente plug and play, a differenza di (se ho capito bene) HTMX, un’altra libreria per fare questo tipo di fancy (e mi sa che, se le cose stanno così, implementerò questa libreria anche sui miei siti statici). L’unica cosa per cui dovrò aggiungere degli attributi HTML specifici (e solo quelli, nient’altro!) è per il caricamento progressivo nelle pagine degli elementi… che comunque è qualcosa che, se avessi fatto con codice custom, avrebbe richiesto ben più dell’aggiunta di 2 attributi HTML, quindi non c’è proprio niente di cui lamentarsi. Per ora l’ho fatto solo sulla home, che era la sezione più urgente su cui implementare una qualche paginazione, e così ho modo di testare se ho fatto le cose per bene, prima di passare alla ricerca e alle collezioni. (Spoiler: NON le ho fatte per bene; c’è un bug lieve che, ovviamente, ho scoperto solo in produzione…) 🐌
E, nel frattempo… sto provando anche ad usare la funzione di gestione dei progetti di GitHub, per evitare di perdermi le cose da fare per strada (cosa che, ahimè, succede spesso)… e per evitare di perdere il mio spirito per strada, perché credo che la lavagna kanban, con le cose che si accumulano da una parte per poi spostarsi via via dall’altra man mano che si completano, sia segretamente soddisfacente. Forse è anche un’arma a doppio taglio, perché, casomai finirò con task arretrate di mesi (e, statisticamente, succederà), queste staranno lì belline, e la gente potrà rinfacciarmelo… ma pazienza, la tabella resta comunque pubblica per chi vuole spoilerarsi le prossime schifezze (o, non sia mai, contribuire con codice o documentazione a quello che è un progetto open-source, non sia mai!!!): https://github.com/octospacc/Pignio/projects. 🦿
Boh, comunque sia, per chi ancora non ha goduto e sente l’impellente bisogno di farlo (adesso ben più di prima) ricordo che l’applicazione è su pignio.octt.eu.org… Con anche il manifest PWA e tutto, tra l’altro, con cui si aggiunge per bene come webapp su Chromium… ma non su Firefox, perché ancora non ho un’icona pronta… e pure questa è una questione da risolvere velocemente, perché altrimenti ho difficoltà a trovare la app sulla mia stessa schermata home del telefono. (“Se tornate ancora indietro vi do un pignio!”) 😤
-
Pignio pignatico si rende superpignastico per pignare cose e cosine
L’altro giorno mi è venuta l’idea pazza che più pazza non si può etc etc… solito andazzo. Ma, per quanto l’andazzo sia sempre lo stesso del cazzo, il risultato delle mie macchinazioni è anche stavolta originale, e la primissima versione utilizzabile di esso è già in produzione da ieri sera. Occhi aperti sul nuovissimo gnammifico pezzo di software che è Pignio.octt.eu.org!!! (Che per poco non rischiava di chiamarsi Octterest…) 💣💫💥
Questo coso spunta fuori dal fatto che, negli ultimi tempi, stava uscendo sempre più la necessità per me di avere un merdino per salvare ed organizzare elementi come link singoli o file multimediali, anche e soprattutto al volo, e potenzialmente renderli accessibili al pubblico… non so: memini, reference, cose da stampare, forse roba PDF file, tutto sotto il mio controllo a prova di sparizione. Ovviamente, una cartella con varie sottocartelle (magari sincronizzata su una repo Git pubblica), che in altri casi sarebbe l’opzione più ovvia, nel complesso qui non va bene, perché l’agilità va a farsi benedire… ma, io sono pur sempre una ragazza magica, dunque non devo accontentarmi delle soluzioni esistenti!!! 😍
In effetti, di software specializzati per salvare cose ce ne sono a bizzeffe… ne hosto io stessa da anni uno per link e articoli dal web, Shiori… però, non so, manca in tutti quella cosa in più per questo caso d’uso… Tra cui, il fatto che è bello facile a salvare elementi singoli dentro tutti quei robi, ma se io ipoteticamente (…e praticamente) avessi cartelle già piene di roba sul PC, che stracavolo dovrei fare? Quindi, beh, semplicemente ho progettato Pignio per operare direttamente sul file system, pescando e salvando sia file che metadati da e su file nella cartella del server, e ho fuso insieme quei due universi che mai devono toccarsi, rispettivamente della banalità informatica e dell’alta informatica… in altre parole, è flat-file, e sono negativamente stupita del fatto che non esista alcun altro software lato server per questo scopo qui ma con questa caratteristica. 🤥
Ora è davvero nelle fasi iniziali, e funziona bene… bisognerà vedere poi quanto regge, soprattutto con decine o centinaia di migliaia di file multimediali da trovare sul disco, con altrettanti file INI messi affianco da cui vengono letti i metadati (e quanto sarà l’overhead sul disco avendo tutti questi file da poche centinaia di byte ciascuno), ma la struttura del file system (per gli elementi creati dalla app stessa, identificati da un ID Snowflake, non i file tirati da fuori) penso di averla architettata bene. Sarà davvero la prova definitiva per l’architettura flat-file, se davvero finisco per riempire il sistema con questo passo… ma, in compenso, una repo Git sarà perfetta per fare il backup di tali questi miei preziosi dati (cosiddetto “mio tessoro“), non avendo blob di database. 🤤
Lo stile dell’interfaccia, e a breve anche il sistema di raggruppamento di elementi in collezioni, vabbé, l’ho copiato spudoratamente da Pinterest, e mi sembra ben ovvio… ma, differenza di Pinterest, Pignio ha vantaggi molto tosti… in primis è mio, quindi posso sistemarlo per non avere tutti i bug di merda (Pinterest ne ha infiniti!), poi è self-hostabile, quindi i dati sono già sempre fisicamente in mano a me; e, in più, funziona senza JavaScript, e quindi anche su browser vecchi (pur se con un layout mezzo rotto su quelli, per via del framework che ho usato, UIKit)… figurarsi se io trascuravo proprio una cosa del genere. 😤
Il lavoro da fare è ancora tantino però (e te pareva), perché, a parte le collezioni, ci sono cose solo da sistemare. Cose piccole, come l’importazione automatica di elementi da feed RSS esterni (…ed implementare i feed della roba dalla app stessa)… ma poi anche cose grosse ma assolutamente necessarie, come avere un OCR automatico sulle immagini, o più in generale il riconoscimento dei contenuti per fare tagging automatico, così da ottimizzare la ricerca e potenzialmente avere un algoritmo di suggerimento utile in un’istanza con più utenti. A proposito… ancora non ho nemmeno finito di implementare i permessi per gli utenti, quindi non posso invitare ancora nessuno a provare la mia istanza… però, ho reso pubblico il codice già da ieri (nonostante inizialmente pensavo di aspettare un po’, perché potrei cambiare alcune cose della struttura dati… ma francamente non freca): https://gitlab.com/octospacc/Pignio. GODETE!!! 😈😳
#media #webapp #webdev #sviluppo #Pinterest #selfhost #Dev #Pignio #FlatFile