#duchamp — Public Fediverse posts
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aggiornamento alla carta d’identità in link
per una ricostruzione (sempre in fieri) dell’attività degli spazi
blogspot di materiali sperimentali – specie a partire dal 2005dimenticavo di aggiornare la “carta d’identità in link” con gli indirizzi tutt’ora attivi dei vari blog che su blogspot, a partire soprattutto dal 2005 (ma in alcuni casi anche da prima, pur se su altre piattaforme), ho inventato – e che hanno visto insieme a me un gruppo piuttosto folto di autrici e autori pubblicare [o essere ospitati con] materiali asemici, verbovisivi, glitch, scritture sperimentali, video, audio, immagini e centinaia anzi migliaia di altre strane robe.
Ricordo qui solo alcuni nomi dei collaboratori: Bill Allegrezza, Reed Altemus, Daniele Bellomi, Cara Benson, Gherardo Bortolotti, Anne Boyer, Alessandro Broggi, Roberto Cavallera, Riccardo Cavallo, Cecelia Chapman, David-Baptiste Chirot, Crashtest, Jeff Crouch (che devo soprattutto ringraziare per il grande lavoro di ristrutturazione/hosting di molti blog, dal 2015 in poi), Rachel Defay-Liautard, Alessandro De Francesco, Michelle Detorie, Bill DiMichele, Linh Dinh, Greg Evason, Raymond Farr, Peter Ganick, Susana Gardner, Tim Gaze, Angela Genusa, K. Lorraine Graham, Mariangela Guatteri, Patrick Gulke, Carrie Hunter, Michael Jacobson, Jukka-Pekka Kervinen, Karri Kokko, Drew Kunz, Jim Leftwich, Jon Leon, Antonio Loreto, Michele Marinelli, Giulio Marzaioli, Manuel Micaletto, Sheila Murphy, Yu Nan, Ross Priddle, Lanny Quarles, Carmen Racovitza, Andrea Raos, Giorgia Romagnoli, Joe Ross, Eric K. Zepka _ E-doppelganger, Massimo Sannelli, Jennifer Scappettone, Ed Schenk, Spencer Selby, Matina L. Stamatakis, Harry K. Stammer, Miron Tee, Ton van ‘t Hof, Cecil Touchon, Lubomyr Tymkiv, Dirk Vekemans, Luca Venitucci, Elisabeth Workman, Michele Zaffarano, Luca Zanini.Gli spazi:
blog di materiali asemici su blogspot:
https://asemicnet.blogspot.com || https://asemic-net.blogspot.comblog di materiali sperimentali, testuali e verbovisivi, su blogspot:
https://nothingandinsight.blogspot.com || https://exp–net.blogspot.com || https://eexxiitt.blogspot.com || https://eeexxxiiittt.blogspot.com || https://the-flux-i-share.blogspot.com || https://transcriptionesredux.blogspot.com || https://wee-image.blogspot.com || https://ex-ix-tere.blogspot.comarchivi su blogspot:
vispostock (2006-2007) https://vispostock.blogspot.com/
installance (2010-2015) https://installance.blogspot.com/du-champ
[events from the field of the avant- / événements du champ de l’avant- / eventi dal campo dell’avan-]
(dal 2010 il maggior aggregatore di spazi sperimentali in rete):
https://du-champ.blogspot.com/#achelDefayLiautard #AlessandroBroggi #AlessandroDeFrancesco #AndreaRaos #AngelaGenusa #AnneBoyer #AntonioLoreto #asemicNet #asemicnet #BillAllegrezza #BillDiMichele #blog #blogger #blogs #blogspot #CaraBenson #CarmenRacovitza #CarrieHunter #CeceliaChapman #CecilTouchon #Crashtest #dal2015InPoi #DanieleBellomi #DavidBaptisteChirot #DirkVekemans #DrewKunz #duChamp #EdSchenk #eexxiitt #ElephantZebra #ElisabethWorkman #EricKZepkaEDoppelganger #exIxTere #exixtere #expNet #expnet #GherardoBortolotti #GiorgiaRomagnoli #GiulioMarzaioli #GregEvason #harryKStammer #installance #JeffCrouch #JenniferScappettone #JimLeftwich #JoeRoss #JonLeon #jukkaPekkaKervinen #KLorraineGraham #KarriKokko #LannyQuarles #LinhDinh #LubomyrTymkiv #LucaVenitucci #LucaZanini #ManuelMicaletto #MariangelaGuatteri #MassimoSannelli #MatinaLStamatakis #MichaelJacobson #MicheleMarinelli #MicheleZaffarano #MichelleDetorie #MironTee #NothingAndInsight #PatrickGulke #PeterGanick #RachelDefayLiautard #RaymondFarr #ReedAltemus #RiccardoCavallo #ricostruzione #RobertoCavallera #RossPriddle #SheilaMurphy #SpencerSelby #storia #storiaDeiBlog #StoriaDellaRete #storiografia #SusanaGardner #TheFluxIShare #timGaze #TonVanTHof #transcriptiones #vispostock #weeImage #YuNan
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oggi, 19 settembre, a milano: “le gioconde di patella”, incontro con giuseppe garrera al ferrobedò
Gioconda con la mosca al naso (particolare) 1985 Museo Ideale Leonardo da Vinci, Vinci (FI)
Oggi, venerdì 19 settembre 2025, alle ore 18:30
@ Ferrobedò / via Moscova 40, MilanoLe Gioconde di Patella
a cura di Giuseppe Garrera
In mostra, a Ferrobedò, le innumerevoli Gioconde (santini, cartoline, souvenir, locandine, ritagli da giornali) rinvenute dappertutto sulle pareti e nel riordinare i cassetti di quella che fu l’ultima abitazione di Luca Maria Patella a via Reggio Emilia a Roma. Attestazioni di una magnifica ossessione e di un culto privato, ma anche indagine ininterrotta di Patella sulle ragioni, le ragioni d’ombra, di tale fissazione.
Le tante Gioconde di Patella sono infatti capitoli e pezzi di un puzzle disperso per la decriptazione di una presenza e di un sogno. Accanto alle operazioni artistiche ufficiali di Patella sulla Gioconda (Gioconda con la mosca sul naso o Gioconda in fronte), e alla partecipazione ad importanti esposizioni sul tema (ricorderei qui almeno la grande mostra giapponese itinerante del 2000 Les 100 sourires de monna Lisa a cura di Jean-Michel Ribettes con tappe a Tokio, Shizuoka e Hiroshima) a illuminare l’oscurità ci sono anche queste intimità personali e apotropaiche. Intanto si parte sempre da Duchamp e sempre si torna a Duchamp. C’è, ad esempio, un ritaglio dell’orinatoio – Fontana – di Duchamp che Patella conservava gelosamente nel cassetto del suo comodino: scontornato, ridotto a sagoma, sovrapposto alla Gioconda, l’orinatoio rivela, in maniera fulminante, essere l’ombra della Gioconda. È solo l’inizio di un viaggio che ci porterà alla scoperta di Gioconde purgative e per la diarrea, di Gioconde con la mosca al naso, o sedute su sedie “comode” per defecare, o per minzioni attese dai suoi ammiratori a bocca aperta; o ancora Gioconde scomparse (le immaginette devozionali, le riproduzioni kitsch sono in realtà sempre segnali di tale terrore), fuggite di casa, perché “siamo stati cattivi”; o ancora, sorridenti dopo essersi arrabbiate o che ritornano a sorriderci ma con pizzo e baffi in faccia o ammiccanti e che si denudano il petto davanti a noi.
La collezione di Gioconde di Patella si rivela una delle ricerche, e uno dei repertori di conforto, più perturbanti e intimi intorno ad un’immagine e all’inseguimento di una apparizione.
#art #arte #cartoline #conferenza #Duchamp #Ferrobedò #Garrera #Gioconda #gioconde #GiuseppeGarrera #JeanMichelRibettes #locandine #LucaMariaPatella #Patella #ritagli #santini #souvenir
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oggi, 19 settembre, a milano: “le gioconde di patella”, incontro con giuseppe garrera al ferrobedò
Gioconda con la mosca al naso (particolare) 1985 Museo Ideale Leonardo da Vinci, Vinci (FI)
Oggi, venerdì 19 settembre 2025, alle ore 18:30
@ Ferrobedò / via Moscova 40, MilanoLe Gioconde di Patella
a cura di Giuseppe Garrera
In mostra, a Ferrobedò, le innumerevoli Gioconde (santini, cartoline, souvenir, locandine, ritagli da giornali) rinvenute dappertutto sulle pareti e nel riordinare i cassetti di quella che fu l’ultima abitazione di Luca Maria Patella a via Reggio Emilia a Roma. Attestazioni di una magnifica ossessione e di un culto privato, ma anche indagine ininterrotta di Patella sulle ragioni, le ragioni d’ombra, di tale fissazione.
Le tante Gioconde di Patella sono infatti capitoli e pezzi di un puzzle disperso per la decriptazione di una presenza e di un sogno. Accanto alle operazioni artistiche ufficiali di Patella sulla Gioconda (Gioconda con la mosca sul naso o Gioconda in fronte), e alla partecipazione ad importanti esposizioni sul tema (ricorderei qui almeno la grande mostra giapponese itinerante del 2000 Les 100 sourires de monna Lisa a cura di Jean-Michel Ribettes con tappe a Tokio, Shizuoka e Hiroshima) a illuminare l’oscurità ci sono anche queste intimità personali e apotropaiche. Intanto si parte sempre da Duchamp e sempre si torna a Duchamp. C’è, ad esempio, un ritaglio dell’orinatoio – Fontana – di Duchamp che Patella conservava gelosamente nel cassetto del suo comodino: scontornato, ridotto a sagoma, sovrapposto alla Gioconda, l’orinatoio rivela, in maniera fulminante, essere l’ombra della Gioconda. È solo l’inizio di un viaggio che ci porterà alla scoperta di Gioconde purgative e per la diarrea, di Gioconde con la mosca al naso, o sedute su sedie “comode” per defecare, o per minzioni attese dai suoi ammiratori a bocca aperta; o ancora Gioconde scomparse (le immaginette devozionali, le riproduzioni kitsch sono in realtà sempre segnali di tale terrore), fuggite di casa, perché “siamo stati cattivi”; o ancora, sorridenti dopo essersi arrabbiate o che ritornano a sorriderci ma con pizzo e baffi in faccia o ammiccanti e che si denudano il petto davanti a noi.
La collezione di Gioconde di Patella si rivela una delle ricerche, e uno dei repertori di conforto, più perturbanti e intimi intorno ad un’immagine e all’inseguimento di una apparizione.
#art #arte #cartoline #conferenza #Duchamp #Ferrobedò #Garrera #Gioconda #gioconde #GiuseppeGarrera #JeanMichelRibettes #locandine #LucaMariaPatella #Patella #ritagli #santini #souvenir
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19 settembre, milano: “le gioconde di patella”, incontro con giuseppe garrera al ferrobedò
Gioconda con la mosca al naso (particolare) 1985 Museo Ideale Leonardo da Vinci, Vinci (FI)
Venerdì 19 settembre 2025, alle ore 18:30
@ Ferrobedò / via Moscova 40, MilanoLe Gioconde di Patella
a cura di Giuseppe Garrera
In mostra, a Ferrobedò, le innumerevoli Gioconde (santini, cartoline, souvenir, locandine, ritagli da giornali) rinvenute dappertutto sulle pareti e nel riordinare i cassetti di quella che fu l’ultima abitazione di Luca Maria Patella a via Reggio Emilia a Roma. Attestazioni di una magnifica ossessione e di un culto privato, ma anche indagine ininterrotta di Patella sulle ragioni, le ragioni d’ombra, di tale fissazione.
Le tante Gioconde di Patella sono infatti capitoli e pezzi di un puzzle disperso per la decriptazione di una presenza e di un sogno. Accanto alle operazioni artistiche ufficiali di Patella sulla Gioconda (Gioconda con la mosca sul naso o Gioconda in fronte), e alla partecipazione ad importanti esposizioni sul tema (ricorderei qui almeno la grande mostra giapponese itinerante del 2000 Les 100 sourires de monna Lisa a cura di Jean-Michel Ribettes con tappe a Tokio, Shizuoka e Hiroshima) a illuminare l’oscurità ci sono anche queste intimità personali e apotropaiche. Intanto si parte sempre da Duchamp e sempre si torna a Duchamp. C’è, ad esempio, un ritaglio dell’orinatoio – Fontana – di Duchamp che Patella conservava gelosamente nel cassetto del suo comodino: scontornato, ridotto a sagoma, sovrapposto alla Gioconda, l’orinatoio rivela, in maniera fulminante, essere l’ombra della Gioconda. È solo l’inizio di un viaggio che ci porterà alla scoperta di Gioconde purgative e per la diarrea, di Gioconde con la mosca al naso, o sedute su sedie “comode” per defecare, o per minzioni attese dai suoi ammiratori a bocca aperta; o ancora Gioconde scomparse (le immaginette devozionali, le riproduzioni kitsch sono in realtà sempre segnali di tale terrore), fuggite di casa, perché “siamo stati cattivi”; o ancora, sorridenti dopo essersi arrabbiate o che ritornano a sorriderci ma con pizzo e baffi in faccia o ammiccanti e che si denudano il petto davanti a noi.
La collezione di Gioconde di Patella si rivela una delle ricerche, e uno dei repertori di conforto, più perturbanti e intimi intorno ad un’immagine e all’inseguimento di una apparizione.
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19 settembre, milano: “le gioconde di patella”, incontro con giuseppe garrera al ferrobedò
Gioconda con la mosca al naso (particolare) 1985 Museo Ideale Leonardo da Vinci, Vinci (FI)
Venerdì 19 settembre 2025, alle ore 18:30
@ Ferrobedò / via Moscova 40, MilanoLe Gioconde di Patella
a cura di Giuseppe Garrera
In mostra, a Ferrobedò, le innumerevoli Gioconde (santini, cartoline, souvenir, locandine, ritagli da giornali) rinvenute dappertutto sulle pareti e nel riordinare i cassetti di quella che fu l’ultima abitazione di Luca Maria Patella a via Reggio Emilia a Roma. Attestazioni di una magnifica ossessione e di un culto privato, ma anche indagine ininterrotta di Patella sulle ragioni, le ragioni d’ombra, di tale fissazione.
Le tante Gioconde di Patella sono infatti capitoli e pezzi di un puzzle disperso per la decriptazione di una presenza e di un sogno. Accanto alle operazioni artistiche ufficiali di Patella sulla Gioconda (Gioconda con la mosca sul naso o Gioconda in fronte), e alla partecipazione ad importanti esposizioni sul tema (ricorderei qui almeno la grande mostra giapponese itinerante del 2000 Les 100 sourires de monna Lisa a cura di Jean-Michel Ribettes con tappe a Tokio, Shizuoka e Hiroshima) a illuminare l’oscurità ci sono anche queste intimità personali e apotropaiche. Intanto si parte sempre da Duchamp e sempre si torna a Duchamp. C’è, ad esempio, un ritaglio dell’orinatoio – Fontana – di Duchamp che Patella conservava gelosamente nel cassetto del suo comodino: scontornato, ridotto a sagoma, sovrapposto alla Gioconda, l’orinatoio rivela, in maniera fulminante, essere l’ombra della Gioconda. È solo l’inizio di un viaggio che ci porterà alla scoperta di Gioconde purgative e per la diarrea, di Gioconde con la mosca al naso, o sedute su sedie “comode” per defecare, o per minzioni attese dai suoi ammiratori a bocca aperta; o ancora Gioconde scomparse (le immaginette devozionali, le riproduzioni kitsch sono in realtà sempre segnali di tale terrore), fuggite di casa, perché “siamo stati cattivi”; o ancora, sorridenti dopo essersi arrabbiate o che ritornano a sorriderci ma con pizzo e baffi in faccia o ammiccanti e che si denudano il petto davanti a noi.
La collezione di Gioconde di Patella si rivela una delle ricerche, e uno dei repertori di conforto, più perturbanti e intimi intorno ad un’immagine e all’inseguimento di una apparizione.
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