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https://www.europesays.com/si/94455/ Klakočar-Zupančičeva je lahko izziv za Jankovića #KandidatiZažupana #Ljubljana #MestnaObčinaLjubljana #SI #Slovene #Slovenia #Slovenija #Slovenščina #volitve
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Francesca Romana D'Antuono, copresidente di Volt Europa, sui fatti di Modena: solidarietà alle persone ferite e alle famiglie coinvolte.
Davanti al dolore non serve lo sciacallaggio della destra: serve rispetto, giustizia e senso di responsabilità.
#Modena #SciacallaggioPolitico #Destra #FrancescaRomanaDAntuono #PoliticaItaliana #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Francesca Romana D'Antuono, copresidente di Volt Europa, sui fatti di Modena: solidarietà alle persone ferite e alle famiglie coinvolte.
Davanti al dolore non serve lo sciacallaggio della destra: serve rispetto, giustizia e senso di responsabilità.
#Modena #SciacallaggioPolitico #Destra #FrancescaRomanaDAntuono #PoliticaItaliana #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Francesca Romana D'Antuono, copresidente di Volt Europa, sui fatti di Modena: solidarietà alle persone ferite e alle famiglie coinvolte.
Davanti al dolore non serve lo sciacallaggio della destra: serve rispetto, giustizia e senso di responsabilità.
#Modena #SciacallaggioPolitico #Destra #FrancescaRomanaDAntuono #PoliticaItaliana #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Oggi, 17 maggio, è la Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia.
A Bruxelles, mentre la città si riempie dei colori del Pride, l’Unione Europea dice di voler proteggere i diritti delle persone LGBTQIA+. Ma una bandiera, da sola, non basta.
Oltre un milione di cittadine e cittadini europei ha chiesto, con l’iniziativa ACT, di vietare le terapie di conversione in tutta l’Unione Europea. La Commissione Europea ha scelto una raccomandazione agli Stati membri: un segnale politico, ma non un obbligo vincolante.
Ed è qui che l’eurofederalismo diventa concreto: senza un’Unione capace di decidere davvero, i diritti restano troppo spesso appesi alla volontà dei singoli governi.
Il 17 maggio non può essere solo una ricorrenza. Deve essere una scelta politica.
Servono istituzioni europee democratiche, forti, FEDERALI, capaci di proteggere davvero le persone.
Volt esiste per questo: unisciti a noi 💜🏳️🌈💜🏳️🌈
#17Maggio #IDAHOBIT #LGBTQIA #TerapieDiConversione #DirittiCivili #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Oggi, 17 maggio, è la Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia.
A Bruxelles, mentre la città si riempie dei colori del Pride, l’Unione Europea dice di voler proteggere i diritti delle persone LGBTQIA+. Ma una bandiera, da sola, non basta.
Oltre un milione di cittadine e cittadini europei ha chiesto, con l’iniziativa ACT, di vietare le terapie di conversione in tutta l’Unione Europea. La Commissione Europea ha scelto una raccomandazione agli Stati membri: un segnale politico, ma non un obbligo vincolante.
Ed è qui che l’eurofederalismo diventa concreto: senza un’Unione capace di decidere davvero, i diritti restano troppo spesso appesi alla volontà dei singoli governi.
Il 17 maggio non può essere solo una ricorrenza. Deve essere una scelta politica.
Servono istituzioni europee democratiche, forti, FEDERALI, capaci di proteggere davvero le persone.
Volt esiste per questo: unisciti a noi 💜🏳️🌈💜🏳️🌈
#17Maggio #IDAHOBIT #LGBTQIA #TerapieDiConversione #DirittiCivili #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Oggi, 17 maggio, è la Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia.
A Bruxelles, mentre la città si riempie dei colori del Pride, l’Unione Europea dice di voler proteggere i diritti delle persone LGBTQIA+. Ma una bandiera, da sola, non basta.
Oltre un milione di cittadine e cittadini europei ha chiesto, con l’iniziativa ACT, di vietare le terapie di conversione in tutta l’Unione Europea. La Commissione Europea ha scelto una raccomandazione agli Stati membri: un segnale politico, ma non un obbligo vincolante.
Ed è qui che l’eurofederalismo diventa concreto: senza un’Unione capace di decidere davvero, i diritti restano troppo spesso appesi alla volontà dei singoli governi.
Il 17 maggio non può essere solo una ricorrenza. Deve essere una scelta politica.
Servono istituzioni europee democratiche, forti, FEDERALI, capaci di proteggere davvero le persone.
Volt esiste per questo: unisciti a noi 💜🏳️🌈💜🏳️🌈
#17Maggio #IDAHOBIT #LGBTQIA #TerapieDiConversione #DirittiCivili #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Oggi, 17 maggio, è la Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia.
A Bruxelles, mentre la città si riempie dei colori del Pride, l’Unione Europea dice di voler proteggere i diritti delle persone LGBTQIA+. Ma una bandiera, da sola, non basta.
Oltre un milione di cittadine e cittadini europei ha chiesto, con l’iniziativa ACT, di vietare le terapie di conversione in tutta l’Unione Europea. La Commissione Europea ha scelto una raccomandazione agli Stati membri: un segnale politico, ma non un obbligo vincolante.
Ed è qui che l’eurofederalismo diventa concreto: senza un’Unione capace di decidere davvero, i diritti restano troppo spesso appesi alla volontà dei singoli governi.
Il 17 maggio non può essere solo una ricorrenza. Deve essere una scelta politica.
Servono istituzioni europee democratiche, forti, FEDERALI, capaci di proteggere davvero le persone.
Volt esiste per questo: unisciti a noi 💜🏳️🌈💜🏳️🌈
#17Maggio #IDAHOBIT #LGBTQIA #TerapieDiConversione #DirittiCivili #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Oggi, 17 maggio, è la Giornata internazionale contro l’omolesbobitransfobia.
A Bruxelles, mentre la città si riempie dei colori del Pride, l’Unione Europea dice di voler proteggere i diritti delle persone LGBTQIA+. Ma una bandiera, da sola, non basta.
Oltre un milione di cittadine e cittadini europei ha chiesto, con l’iniziativa ACT, di vietare le terapie di conversione in tutta l’Unione Europea. La Commissione Europea ha scelto una raccomandazione agli Stati membri: un segnale politico, ma non un obbligo vincolante.
Ed è qui che l’eurofederalismo diventa concreto: senza un’Unione capace di decidere davvero, i diritti restano troppo spesso appesi alla volontà dei singoli governi.
Il 17 maggio non può essere solo una ricorrenza. Deve essere una scelta politica.
Servono istituzioni europee democratiche, forti, FEDERALI, capaci di proteggere davvero le persone.
Volt esiste per questo: unisciti a noi 💜🏳️🌈💜🏳️🌈
#17Maggio #IDAHOBIT #LGBTQIA #TerapieDiConversione #DirittiCivili #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa, lo sa bene: l’umanità è in pericolo. Non per la crisi climatica, le guerre, il costo della vita o i salari bassi. No: siamo invasi dagli alieni di Plutone.
Per questo Volt lancia “Negozio Umano”: l’adesivo per riconoscere negozi, botteghe e attività ancora gestite da esseri umani.
Una parodia? Certo. Ma dietro iniziative come “Negozio Italiano”, promosse nell’area di Roberto Vannacci e arrivate anche in Emilia-Romagna, c’è qualcosa di molto serio: l’idea che una vetrina debba diventare un confine, che il commercio locale si difenda dividendo le persone tra “noi” e “loro”.
Noi pensiamo l’opposto: negozi, artigiani e botteghe si sostengono con affitti sostenibili, accesso al credito, rigenerazione urbana, meno burocrazia e servizi nei quartieri.
Non con bollini identitari.
Il problema non sono gli alieni di Plutone. È chi vede nemici dove ci sono persone.
#NegozioUmano #SatiraPolitica #CommercioLocale #NoAlRazzismo #Vannacci #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa, lo sa bene: l’umanità è in pericolo. Non per la crisi climatica, le guerre, il costo della vita o i salari bassi. No: siamo invasi dagli alieni di Plutone.
Per questo Volt lancia “Negozio Umano”: l’adesivo per riconoscere negozi, botteghe e attività ancora gestite da esseri umani.
Una parodia? Certo. Ma dietro iniziative come “Negozio Italiano”, promosse nell’area di Roberto Vannacci e arrivate anche in Emilia-Romagna, c’è qualcosa di molto serio: l’idea che una vetrina debba diventare un confine, che il commercio locale si difenda dividendo le persone tra “noi” e “loro”.
Noi pensiamo l’opposto: negozi, artigiani e botteghe si sostengono con affitti sostenibili, accesso al credito, rigenerazione urbana, meno burocrazia e servizi nei quartieri.
Non con bollini identitari.
Il problema non sono gli alieni di Plutone. È chi vede nemici dove ci sono persone.
#NegozioUmano #SatiraPolitica #CommercioLocale #NoAlRazzismo #Vannacci #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa, lo sa bene: l’umanità è in pericolo. Non per la crisi climatica, le guerre, il costo della vita o i salari bassi. No: siamo invasi dagli alieni di Plutone.
Per questo Volt lancia “Negozio Umano”: l’adesivo per riconoscere negozi, botteghe e attività ancora gestite da esseri umani.
Una parodia? Certo. Ma dietro iniziative come “Negozio Italiano”, promosse nell’area di Roberto Vannacci e arrivate anche in Emilia-Romagna, c’è qualcosa di molto serio: l’idea che una vetrina debba diventare un confine, che il commercio locale si difenda dividendo le persone tra “noi” e “loro”.
Noi pensiamo l’opposto: negozi, artigiani e botteghe si sostengono con affitti sostenibili, accesso al credito, rigenerazione urbana, meno burocrazia e servizi nei quartieri.
Non con bollini identitari.
Il problema non sono gli alieni di Plutone. È chi vede nemici dove ci sono persone.
#NegozioUmano #SatiraPolitica #CommercioLocale #NoAlRazzismo #Vannacci #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa, lo sa bene: l’umanità è in pericolo. Non per la crisi climatica, le guerre, il costo della vita o i salari bassi. No: siamo invasi dagli alieni di Plutone.
Per questo Volt lancia “Negozio Umano”: l’adesivo per riconoscere negozi, botteghe e attività ancora gestite da esseri umani.
Una parodia? Certo. Ma dietro iniziative come “Negozio Italiano”, promosse nell’area di Roberto Vannacci e arrivate anche in Emilia-Romagna, c’è qualcosa di molto serio: l’idea che una vetrina debba diventare un confine, che il commercio locale si difenda dividendo le persone tra “noi” e “loro”.
Noi pensiamo l’opposto: negozi, artigiani e botteghe si sostengono con affitti sostenibili, accesso al credito, rigenerazione urbana, meno burocrazia e servizi nei quartieri.
Non con bollini identitari.
Il problema non sono gli alieni di Plutone. È chi vede nemici dove ci sono persone.
#NegozioUmano #SatiraPolitica #CommercioLocale #NoAlRazzismo #Vannacci #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa, lo sa bene: l’umanità è in pericolo. Non per la crisi climatica, le guerre, il costo della vita o i salari bassi. No: siamo invasi dagli alieni di Plutone.
Per questo Volt lancia “Negozio Umano”: l’adesivo per riconoscere negozi, botteghe e attività ancora gestite da esseri umani.
Una parodia? Certo. Ma dietro iniziative come “Negozio Italiano”, promosse nell’area di Roberto Vannacci e arrivate anche in Emilia-Romagna, c’è qualcosa di molto serio: l’idea che una vetrina debba diventare un confine, che il commercio locale si difenda dividendo le persone tra “noi” e “loro”.
Noi pensiamo l’opposto: negozi, artigiani e botteghe si sostengono con affitti sostenibili, accesso al credito, rigenerazione urbana, meno burocrazia e servizi nei quartieri.
Non con bollini identitari.
Il problema non sono gli alieni di Plutone. È chi vede nemici dove ci sono persone.
#NegozioUmano #SatiraPolitica #CommercioLocale #NoAlRazzismo #Vannacci #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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https://www.europesays.com/si/93622/ Gregor Ficko: Zgodba Maribora je opozorilo #GregorFicko #Maribor #Nepreslišano #SašaArsenovič #SI #Slovene #Slovenia #Slovenija #Slovenščina #volitve
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Non possiamo costruire un’Unione Europea forte se basta il blocco di un solo governo per fermare decisioni che riguardano 450 milioni di persone.
Politica estera, sicurezza, diritti, bilancio, fisco, allargamento: troppe scelte decisive restano ostaggio dell’unanimità.
Il risultato è un’Unione Europea più lenta, più ricattabile, meno democratica.
Volt vuole superare questo meccanismo: più voto a maggioranza qualificata, più poteri al Parlamento Europeo, la Commissione trasformata in vero governo europeo e un’Unione capace di agire su clima, energia, difesa comune, industria, migrazione, Stato di diritto!
Non per togliere voce agli Stati, ma per dare finalmente voce ai cittadini europei.
Un’UE bloccata dai veti nazionali non protegge nessuno.
Un’UE democratica, Federale e capace di decidere sì.
Puoi aiutarci a riformare l’Unione Europea anche solo destinando il tuo 2×1000 a Volt Italia con il codice Y59.
Non ti costa nulla, ma per noi è fondamentale per portare avanti questa ed altre battaglie 💜#UnioneEuropea #DirittoDiVeto #DemocraziaEuropea #2x1000 #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Non possiamo costruire un’Unione Europea forte se basta il blocco di un solo governo per fermare decisioni che riguardano 450 milioni di persone.
Politica estera, sicurezza, diritti, bilancio, fisco, allargamento: troppe scelte decisive restano ostaggio dell’unanimità.
Il risultato è un’Unione Europea più lenta, più ricattabile, meno democratica.
Volt vuole superare questo meccanismo: più voto a maggioranza qualificata, più poteri al Parlamento Europeo, la Commissione trasformata in vero governo europeo e un’Unione capace di agire su clima, energia, difesa comune, industria, migrazione, Stato di diritto!
Non per togliere voce agli Stati, ma per dare finalmente voce ai cittadini europei.
Un’UE bloccata dai veti nazionali non protegge nessuno.
Un’UE democratica, Federale e capace di decidere sì.
Puoi aiutarci a riformare l’Unione Europea anche solo destinando il tuo 2×1000 a Volt Italia con il codice Y59.
Non ti costa nulla, ma per noi è fondamentale per portare avanti questa ed altre battaglie 💜#UnioneEuropea #DirittoDiVeto #DemocraziaEuropea #2x1000 #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Non possiamo costruire un’Unione Europea forte se basta il blocco di un solo governo per fermare decisioni che riguardano 450 milioni di persone.
Politica estera, sicurezza, diritti, bilancio, fisco, allargamento: troppe scelte decisive restano ostaggio dell’unanimità.
Il risultato è un’Unione Europea più lenta, più ricattabile, meno democratica.
Volt vuole superare questo meccanismo: più voto a maggioranza qualificata, più poteri al Parlamento Europeo, la Commissione trasformata in vero governo europeo e un’Unione capace di agire su clima, energia, difesa comune, industria, migrazione, Stato di diritto!
Non per togliere voce agli Stati, ma per dare finalmente voce ai cittadini europei.
Un’UE bloccata dai veti nazionali non protegge nessuno.
Un’UE democratica, Federale e capace di decidere sì.
Puoi aiutarci a riformare l’Unione Europea anche solo destinando il tuo 2×1000 a Volt Italia con il codice Y59.
Non ti costa nulla, ma per noi è fondamentale per portare avanti questa ed altre battaglie 💜#UnioneEuropea #DirittoDiVeto #DemocraziaEuropea #2x1000 #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Bakari Sako aveva 35 anni, veniva dal Mali, viveva a Taranto e lavorava come bracciante agricolo. È stato ucciso all’alba, mentre stava andando a lavorare.
A denunciarlo è Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa: dietro la morte di Bakari non c’è solo una tragedia, ma un sistema che rende invisibili i braccianti immigrati, li espone allo sfruttamento e poi li cancella dal dibattito pubblico.
Il governo non vede, non sente e non parla. Perché parlare significherebbe ammettere che la retorica dell’insicurezza serve anche a costruire consenso sulla pelle delle persone migranti.
Dai campi al Mediterraneo, dai CPR alle periferie, il punto è sempre lo stesso: diritti negati, vite abbandonate, responsabilità rimosse.
Giustizia per Bakari Sako.
Giustizia per tutte le persone migranti sfruttate, respinte, rinchiuse e rese invisibili.#BakariSako #Taranto #Migranti #DirittiUmani #Caporalato #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Bakari Sako aveva 35 anni, veniva dal Mali, viveva a Taranto e lavorava come bracciante agricolo. È stato ucciso all’alba, mentre stava andando a lavorare.
A denunciarlo è Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa: dietro la morte di Bakari non c’è solo una tragedia, ma un sistema che rende invisibili i braccianti immigrati, li espone allo sfruttamento e poi li cancella dal dibattito pubblico.
Il governo non vede, non sente e non parla. Perché parlare significherebbe ammettere che la retorica dell’insicurezza serve anche a costruire consenso sulla pelle delle persone migranti.
Dai campi al Mediterraneo, dai CPR alle periferie, il punto è sempre lo stesso: diritti negati, vite abbandonate, responsabilità rimosse.
Giustizia per Bakari Sako.
Giustizia per tutte le persone migranti sfruttate, respinte, rinchiuse e rese invisibili.#BakariSako #Taranto #Migranti #DirittiUmani #Caporalato #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Bakari Sako aveva 35 anni, veniva dal Mali, viveva a Taranto e lavorava come bracciante agricolo. È stato ucciso all’alba, mentre stava andando a lavorare.
A denunciarlo è Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa: dietro la morte di Bakari non c’è solo una tragedia, ma un sistema che rende invisibili i braccianti immigrati, li espone allo sfruttamento e poi li cancella dal dibattito pubblico.
Il governo non vede, non sente e non parla. Perché parlare significherebbe ammettere che la retorica dell’insicurezza serve anche a costruire consenso sulla pelle delle persone migranti.
Dai campi al Mediterraneo, dai CPR alle periferie, il punto è sempre lo stesso: diritti negati, vite abbandonate, responsabilità rimosse.
Giustizia per Bakari Sako.
Giustizia per tutte le persone migranti sfruttate, respinte, rinchiuse e rese invisibili.#BakariSako #Taranto #Migranti #DirittiUmani #Caporalato #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Conte dice che bisogna negoziare per tornare a comprare gas russo perché “conviene”.
Salvini dice che l’Italia dovrebbe prendere gas e petrolio anche da Mosca e scarica tutto su Bruxelles.Tradotto: mentre Putin continua la guerra contro l’Ucraina, loro propongono di rientrare nella stessa dipendenza energetica che ci ha resi ricattabili, ha fatto esplodere le bollette e ha indebolito l’Unione Europea.
Volt vuole l’opposto: meno fossili importati, più rinnovabili, reti europee, accumuli, efficienza, ma anche nucleare e idrogeno pulito per industria e trasporti difficili da elettrificare.
La sovranità energetica non può essere semplicemente cambiare padrone.
Deve essere produrre energia pulita in Europa, con un mix serio, stabile e tecnologicamente neutrale.Il gas russo costa meno solo se ignori il prezzo politico.
E quel prezzo lo abbiamo già pagato a sufficienza.#IndipendenzaEnergetica #StopGasRusso #TransizioneEcologica #EnergiaPulita #SovranitàEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Conte dice che bisogna negoziare per tornare a comprare gas russo perché “conviene”.
Salvini dice che l’Italia dovrebbe prendere gas e petrolio anche da Mosca e scarica tutto su Bruxelles.Tradotto: mentre Putin continua la guerra contro l’Ucraina, loro propongono di rientrare nella stessa dipendenza energetica che ci ha resi ricattabili, ha fatto esplodere le bollette e ha indebolito l’Unione Europea.
Volt vuole l’opposto: meno fossili importati, più rinnovabili, reti europee, accumuli, efficienza, ma anche nucleare e idrogeno pulito per industria e trasporti difficili da elettrificare.
La sovranità energetica non può essere semplicemente cambiare padrone.
Deve essere produrre energia pulita in Europa, con un mix serio, stabile e tecnologicamente neutrale.Il gas russo costa meno solo se ignori il prezzo politico.
E quel prezzo lo abbiamo già pagato a sufficienza.#IndipendenzaEnergetica #StopGasRusso #TransizioneEcologica #EnergiaPulita #SovranitàEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Conte dice che bisogna negoziare per tornare a comprare gas russo perché “conviene”.
Salvini dice che l’Italia dovrebbe prendere gas e petrolio anche da Mosca e scarica tutto su Bruxelles.Tradotto: mentre Putin continua la guerra contro l’Ucraina, loro propongono di rientrare nella stessa dipendenza energetica che ci ha resi ricattabili, ha fatto esplodere le bollette e ha indebolito l’Unione Europea.
Volt vuole l’opposto: meno fossili importati, più rinnovabili, reti europee, accumuli, efficienza, ma anche nucleare e idrogeno pulito per industria e trasporti difficili da elettrificare.
La sovranità energetica non può essere semplicemente cambiare padrone.
Deve essere produrre energia pulita in Europa, con un mix serio, stabile e tecnologicamente neutrale.Il gas russo costa meno solo se ignori il prezzo politico.
E quel prezzo lo abbiamo già pagato a sufficienza.#IndipendenzaEnergetica #StopGasRusso #TransizioneEcologica #EnergiaPulita #SovranitàEuropea #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa, ribadisce che il caso Electrolux non è solo una crisi aziendale: è il fallimento di un modello industriale.
A Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, la chiusura dello stabilimento mette a rischio 170 lavoratrici e lavoratori. In tutta Italia, Electrolux annuncia 1.700 esuberi tra Cerreto d’Esi, Porcia, Susegana, Forlì e Solaro.
E mentre si taglia lavoro, resta l’ipocrisia di un sistema che attacca i sussidi a chi è in difficoltà, ma accetta bonus, incentivi e fondi pubblici per multinazionali che poi riducono la produzione, delocalizzano e lasciano interi territori senza futuro.
Serve un piano industriale europeo: investimenti pubblici vincolati a occupazione, innovazione, salari dignitosi e responsabilità verso le comunità.
I soldi pubblici devono creare lavoro, non finanziare licenziamenti.
Giustizia per le lavoratrici e i lavoratori Electrolux.
#Electrolux #CerretoDEsi #CrisiIndustriale #Lavoro #Multinazionali #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa, ribadisce che il caso Electrolux non è solo una crisi aziendale: è il fallimento di un modello industriale.
A Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, la chiusura dello stabilimento mette a rischio 170 lavoratrici e lavoratori. In tutta Italia, Electrolux annuncia 1.700 esuberi tra Cerreto d’Esi, Porcia, Susegana, Forlì e Solaro.
E mentre si taglia lavoro, resta l’ipocrisia di un sistema che attacca i sussidi a chi è in difficoltà, ma accetta bonus, incentivi e fondi pubblici per multinazionali che poi riducono la produzione, delocalizzano e lasciano interi territori senza futuro.
Serve un piano industriale europeo: investimenti pubblici vincolati a occupazione, innovazione, salari dignitosi e responsabilità verso le comunità.
I soldi pubblici devono creare lavoro, non finanziare licenziamenti.
Giustizia per le lavoratrici e i lavoratori Electrolux.
#Electrolux #CerretoDEsi #CrisiIndustriale #Lavoro #Multinazionali #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa, ribadisce che il caso Electrolux non è solo una crisi aziendale: è il fallimento di un modello industriale.
A Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, la chiusura dello stabilimento mette a rischio 170 lavoratrici e lavoratori. In tutta Italia, Electrolux annuncia 1.700 esuberi tra Cerreto d’Esi, Porcia, Susegana, Forlì e Solaro.
E mentre si taglia lavoro, resta l’ipocrisia di un sistema che attacca i sussidi a chi è in difficoltà, ma accetta bonus, incentivi e fondi pubblici per multinazionali che poi riducono la produzione, delocalizzano e lasciano interi territori senza futuro.
Serve un piano industriale europeo: investimenti pubblici vincolati a occupazione, innovazione, salari dignitosi e responsabilità verso le comunità.
I soldi pubblici devono creare lavoro, non finanziare licenziamenti.
Giustizia per le lavoratrici e i lavoratori Electrolux.
#Electrolux #CerretoDEsi #CrisiIndustriale #Lavoro #Multinazionali #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Francesca Romana D’Antuono, copresidente di Volt Europa, ribadisce che il caso Electrolux non è solo una crisi aziendale: è il fallimento di un modello industriale.
A Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, la chiusura dello stabilimento mette a rischio 170 lavoratrici e lavoratori. In tutta Italia, Electrolux annuncia 1.700 esuberi tra Cerreto d’Esi, Porcia, Susegana, Forlì e Solaro.
E mentre si taglia lavoro, resta l’ipocrisia di un sistema che attacca i sussidi a chi è in difficoltà, ma accetta bonus, incentivi e fondi pubblici per multinazionali che poi riducono la produzione, delocalizzano e lasciano interi territori senza futuro.
Serve un piano industriale europeo: investimenti pubblici vincolati a occupazione, innovazione, salari dignitosi e responsabilità verso le comunità.
I soldi pubblici devono creare lavoro, non finanziare licenziamenti.
Giustizia per le lavoratrici e i lavoratori Electrolux.
#Electrolux #CerretoDEsi #CrisiIndustriale #Lavoro #Multinazionali #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa