#lavoratoridellospettacolo — Public Fediverse posts
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Ai David di Donatello 2026, Matilda De Angelis ha usato il palco per denunciare una crisi che il Governo continua a ignorare: quella del cinema e dei lavoratori della cultura.
Mentre fuori da Cinecittà le maestranze protestavano contro precarietà, contratti fermi e tutele insufficienti, sul palco è arrivata una denuncia cristallina: il cinema vive del lavoro di attrici, attori, tecnici, montatori, scenografi, costumisti, autori e di tutte le persone che rendono possibile ogni film.
Il Governo si riempie la bocca di cultura, ma lascia il settore fragile, sottofinanziato e sempre più esposto a scelte opache. Il caso del docufilm su Giulio Regeni, escluso dai contributi selettivi e poi definito dal ministro Giuli una “caduta inaccettabile”, lo dimostra: senza criteri chiari, anche la cultura diventa ricattabile.
Difendere il cinema italiano significa difendere lavoro, libertà artistica e democrazia, perché senza cultura libera, un Paese diventa più povero, più fragile, più addomesticato.
#DavidDiDonatello #MatildaDeAngelis #CinemaItaliano #LavoratoriDelloSpettacolo #CulturaLibera #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Ai David di Donatello 2026, Matilda De Angelis ha usato il palco per denunciare una crisi che il Governo continua a ignorare: quella del cinema e dei lavoratori della cultura.
Mentre fuori da Cinecittà le maestranze protestavano contro precarietà, contratti fermi e tutele insufficienti, sul palco è arrivata una denuncia cristallina: il cinema vive del lavoro di attrici, attori, tecnici, montatori, scenografi, costumisti, autori e di tutte le persone che rendono possibile ogni film.
Il Governo si riempie la bocca di cultura, ma lascia il settore fragile, sottofinanziato e sempre più esposto a scelte opache. Il caso del docufilm su Giulio Regeni, escluso dai contributi selettivi e poi definito dal ministro Giuli una “caduta inaccettabile”, lo dimostra: senza criteri chiari, anche la cultura diventa ricattabile.
Difendere il cinema italiano significa difendere lavoro, libertà artistica e democrazia, perché senza cultura libera, un Paese diventa più povero, più fragile, più addomesticato.
#DavidDiDonatello #MatildaDeAngelis #CinemaItaliano #LavoratoriDelloSpettacolo #CulturaLibera #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa
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Ai David di Donatello 2026, Matilda De Angelis ha usato il palco per denunciare una crisi che il Governo continua a ignorare: quella del cinema e dei lavoratori della cultura.
Mentre fuori da Cinecittà le maestranze protestavano contro precarietà, contratti fermi e tutele insufficienti, sul palco è arrivata una denuncia cristallina: il cinema vive del lavoro di attrici, attori, tecnici, montatori, scenografi, costumisti, autori e di tutte le persone che rendono possibile ogni film.
Il Governo si riempie la bocca di cultura, ma lascia il settore fragile, sottofinanziato e sempre più esposto a scelte opache. Il caso del docufilm su Giulio Regeni, escluso dai contributi selettivi e poi definito dal ministro Giuli una “caduta inaccettabile”, lo dimostra: senza criteri chiari, anche la cultura diventa ricattabile.
Difendere il cinema italiano significa difendere lavoro, libertà artistica e democrazia, perché senza cultura libera, un Paese diventa più povero, più fragile, più addomesticato.
#DavidDiDonatello #MatildaDeAngelis #CinemaItaliano #LavoratoriDelloSpettacolo #CulturaLibera #EuropaFederale #Volt #VoltItalia #VoltEuropa