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  1. Per quanto riguarda invece Guignot, il collaborazionista francese condannato a morte, la sua attività per l’ODEUM Roma si sarebbe configurata in maniera del tutto diversa da quella di von Fransecky. Tra il ’48 e il ’49 Guignot sarebbe diventato il membro del gruppo più vicino a Johannes dal punto di vista professionale, producendo una grande quantità di report riguardanti i più svariati argomenti e mettendosi continuamente a disposizione. Tuttavia è lecito interrogarsi sulle ragioni che avevano portato Guignot a collaborare con l’ODEUM Roma. Sulla base delle informazioni fornite dai documenti sul conto del latitante fascista francese è possibile ipotizzare che egli fosse principalmente interessato non tanto a prendere piede nel mondo dell’intelligence del dopoguerra sulla base di aspirazioni professionali, quanto piuttosto a garantirsi un’entrata regolare per motivi di sopravvivenza. Trovandosi a Roma subito dopo la fine della guerra a causa di una condanna a morte in patria, Guignot non doveva solo assicurarsi un modo per finanziare la propria esistenza in clandestinità, ma anche per sostenere il peso di ingenti spese mediche per le cure della moglie, affetta da una malattia grave non meglio specificata: tali spese sembrano aver assorbito maggior parte dello stipendio del criminale di guerra francese, riducendo così la coppia in una situazione economica «catastrofica» <287. Questa necessità di denaro, senza dubbio alla base dell’attività di Guignot nel campo dell’intelligence postbellica, lo avrebbe portato dapprima a prendere contatti con alcuni gruppi neofascisti italiani, dai quali avrebbe ricevuto l’incarico «di costruire una rete d’intelligence a tutti gli effetti», un progetto poi finito in un nulla di fatto per mancanza di fondi <288. Quando successivamente incontrò Johannes nel ’48, è probabile che Guignot avesse da subito intravisto la concreta possibilità di inserirsi finalmente in un contesto di lavoro più o meno stabile. E, come si è visto, sarebbe riuscito a guadagnare gradualmente la fiducia dell’ex fisico nucleare grazie alla propria ambizione e alla sua determinazione.
    I primi due report di Guignot, redatti per l’ODEUM Roma nel febbraio del ’48, lasciano intravedere alcune delle principali attività svolte dal francese per l’Organisation Gehlen, riguardanti perlopiù gli ambienti vaticani ed ecclesiastici in generale. Così nel primo report, intitolato Renseignements sur les frères Omez, Guignot fornisce al suo futuro capo informazioni sul conto di tre frati dell’ordine dei Dominicani, attivi tra Italia, Francia e Spagna e descritti come «sospetti» <289. Il secondo report, invece, sembra concentrarsi su un’analisi del panorama ecclesiastico francese in vista della nomina del nuovo arcivescovo di Rouen <290. Qualche mese più tardi, nell’aprile del ’48, Guignot avrebbe raccolto informazioni sull’ordine dei Gesuiti dietro richiesta di Johannes, servendosi, a quanto pare, anche di conoscenze nella segreteria di Stato del Vaticano <291. Col passare del tempo e con il consolidarsi del rapporto di fiducia reciproco, il capo dell’ODEUM Roma avrebbe aperto a Guignot anche le porte di Via Condotti, assegnandogli compiti come la sorveglianza della figlia di Malfatti, sospettata, come già accennato, di attività spionistica per i servizi segreti comunisti <292. Inoltre, sullo sfondo degli accordi presi tra il governo militare francese in Germania e l’Ordine – la prima “sconfitta” di Johannes a via Condotti, di cui si è parlato prima – Guignot si sarebbe anche occupato della raccolta di notizie sul conto del generale de Marguerittes, artefice di tali accordi e da lui descritto come «militare mediocre», ma capace di tutto per difendere i propri interessi <293.
    Tuttavia, l’attività più degna di nota del collaboratore francese non avrebbe riguardato le cerchia ecclesiastiche, quanto piuttosto quelli legati alla sua patria. Nel ’49, poco dopo lo “scandalo SMOM” e la partenza di Johannes da Roma, sembra infatti che Guignot fosse stato impegnato nella costituzione di un collegamento fra l’Organisation Gehlen e un servizio segreto francese, probabilmente il SDECE (Service de Documentation Extérieure et de Contre-Espionnage), l’organo d’intelligence per l’estero francese, nato nel ’45 <294. Dai documenti emerge chiaramente come Guignot sia stato tra gli artefici di questo avvicinamento tedesco-francese, che, nell’agosto del ’49, avrebbe portato ad un incontro tra Reinhard Gehlen, accompagnato da Johannes, e un membro del suddetto servizio segreto della Repubblica francese <295.
    In un documento intitolato “Reisebericht” (“Resoconto di viaggio”) Johannes affermava infatti che Guignot «e i suoi amici desiderano un contatto più frequente» con Pullach, in quanto la parte francese sarebbe estremamente interessata «a tutto quello che riguardava i comunisti in tutti i paesi, ma soprattutto in Germania» e considererebbe l’Organisation Gehlen quale «fonte più adatta con le migliori possibilità, anche dal punto di vista geografico, per fornire simili informazioni »296. In cambio, secondo quanto riferito da Guignot a Johannes, il servizio segreto francese avrebbe assicurato il proprio sostegno all’Organisation Gehlen in vista della costituzione degli organi d’intelligence della neonata Repubblica Federale Tedesca: gli “amici di Guignot” avrebbero avuto molto a cuore «che 34 [Reinhard Gehlen] venisse nominato capo dell’intelligence federale» <297. Inoltre essi, affermava Johannes, sarebbero stati persino disposti a «mettere fuori gioco» eventuali antagonisti dell’Organisation Gehlen, «se 34 lo desiderava» <298. In tal senso, le suddette attività di Guignot rientravano nel più vasto ambito della nascente cooperazione spionistica tedesco-francese postbellica che si stava pian piano costituendo tra il ’47 e il ’50, anno in cui Reinhard Gehlen avrebbe poi incontrato per la prima volta Henri Ribière, direttore generale del SDECE <299.
    Anche se, dunque, l’attività di Guignot non avrebbe riguardato solo la sfera italiana o “interna”, ma anche quella estera, è degno di nota, in particolar modo, lo sforzo da lui fatto per contrastare il PCI nel 1949. Da un documento dell’ottobre di quell’anno emerge infatti come egli sia riuscito a trovare un informatore disposto – dietro un pagamento di 15.000 lire – a riprodurre e poi consegnargli un numero significativo di documenti conservati presso la sede centrale del PCI e riguardanti le corrispondenze del partito con Mosca <300. A causa di una sostanziale mancanza di fonti, tuttavia, non è al momento possibile ricostruire se o meno tale operazione proposta da Guignot avesse avuto seguito.
    Dalle suddette attività della spia francese emerge con chiarezza come Johannes si sia servito di un uomo in grado di “compensare”, in apparenza, quegli aspetti che invece mancavano nel curriculum dello stesso capo dell’ODEUM Roma: Guignot appariva quale uomo d’intelligence con notevole esperienza, ben collegato e abile nel muoversi nella Roma “capitale di spie” dell’epoca. Tuttavia a tal riguardo, come emerge da un report del BND risalente al ’69 – quindi all’anno del pensionamento di Johannes – c’è chi all’interno dello stesso servizio segreto federale non la pensava affatto così. Guignot, afferma lo scrivente, «è senza dubbio da definire come poco professionale dal punto di vista dell’attività d’intelligence», oltre ad essere «un uomo che, senza prestazione adeguata, ha goduto immeritatamente per anni una vita comoda», grazie al supporto di Johannes <301. Definendo Guignot come «probabile imbroglione» e «scroccone», è facile dedurre che chi aveva redatto il documento fosse convinto che il collaborazionista francese, più che rappresentare una valida e importante componente del gruppo d’intelligence romano, avesse invece sfruttato la mancante esperienza sul campo di Johannes a proprio favore, fornendogli notizie poco importanti e, a volte, addirittura false <302. Mentre più avanti si tornerà sul report in questione, esaminandolo più a fondo soprattutto in vista del giudizio generale circa il lavoro dell’ODEUM Roma, basta qui dire che Guignot rappresentò senz’altro la componente più sfuggente del gruppo romano, ma al tempo stesso quella più eminente. Egli, come emerge dalle carte esaminate, sembra aver svolto per anni un ruolo centrale nell’attività d’intelligence dell’Organisation Gehlen a Roma, spaziando dall’ambiente vaticano fino ai ministeri italiani e al PCI. E, come dimostra il report appena citato, valutare in retrospettiva l’attività di Guignot risulta un’impresa difficile, soprattutto in vista dell’eterogeneità delle fonti e dei giudizi contrastanti espressi in esse.
    [NOTE]
    287 Italien-Allgemeines, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, senza data, BND-Archiv, 220815, doc. 408.
    288 Bericht N°10, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, 13 febbraio 1948, BND-Archiv, 220815, doc. 121; Reisebericht Italien, 3031 [Otto Wagner], BND-Archiv, 220814_OT, doc. 138.
    289 Renseignements sur les frères Omez, Guignot, senza data, allegato a Bericht N°10, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, 13 febbraio 1948, BND-Archiv, 220815, doc. 119.
    290 Très important, Succession du Cardinal Petit de Julleville, Archevèque du Rouen, Guignot, senza data, allegato a Bericht N°10, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, 13 febbraio 1948, BND-Archiv, 220815, doc. 120.
    291 Bericht N° 13, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, 3 aprile 1948, BND-Archiv, 220815, doc. 106.
    292 Bericht N°19, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, 4 luglio 1948, BND-Archiv, 220815, doc. 079. Sarebbe stato sempre Guignot ad occuparsi della raccolta di prove sul tali presunte “attività illecite” e a consegnarle poi alle autorità, con lo scopo di far allontanare Malfatti dal SMOM, cfr. Italien-Allgemeines, senza data, BND-Archiv, 220814_OT, doc. 00305.
    293 Report, Jean Henry Guignot de Salbert, 23 settembre 1948, allegato a Bericht N° 22, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, BND-Archiv, 220815, doc. 062.
    294 È chiaro che si trattava di un servizio segreto ufficiale e statale, e non di una rete “ufficiosa” o di carattere “privato”, in quanto veniva proposto il consolato francese come canale di comunicazione fra le due parti. Ciò, insieme all’attività estera e l’interesse nei confronti delle vicende internazionali, giustificano l’ipotesi che si tratti del SDECE. Cfr. anche E. Schmidt-Eenboom, C. Franceschini, T. Wegener Friis, Spionage unter Freunden, cit., pp. 68-69. Inoltre, come ha dimostrato Wolfgang Krieger, inoltre, un’effettiva collaborazione tra l’Organisation Gehlen e il SDECE si stabilì proprio nel triennio ’47-’50. W. Krieger, Partnerdienste, cit., pp. 254-259; Reisebericht von S-1933, 24 agosto 1949, BND-Archiv, 220815, doc. 084.
    295 Che Johannes abbia accompagnato il fratello durante tale viaggio è provato dal seguente documento, cfr. Auszug aus: Eindrücke einer Reise in Oberitalien und der Schweiz im August 1949, S-1933, senza data, BND-Archiv, 220814_OT, doc. 000311.
    296 Ibidem.
    297 Ibidem.
    298 Ibidem.
    299 W. Krieger, Partnerdienste, cit., p. 259. Per un‘analisi approfondita dei rapporti spionistici tra l’Organisation Gehlen e i servizi segreti francesi a partire dal ’47 cfr. Ivi, pp. 249-322.
    300 Italien-Allgemeines, senza data, BND-Archiv, 220814_OT, doc. 302.
    301 Aus Akte Roma bei 106/II, senza data, BND-Archiv, 220816, doc. 607.
    302 Ibidem.
    Sarah Anna-Maria Lias Ceide, ODEUM Roma. L’Organisation Gehlen in Italia agli inizi della guerra fredda (1946-1956), Tesi di Dottorato, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, 2022

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  2. La costituzione del gruppo dell’ODEUM Roma a partire dal ’47 non sarebbe stato un processo rapido, ma piuttosto graduale. A questo punto è interessante notare come il collegio gesuita Germanicum si leghi ad almeno due dei tre membri dell’ODEUM Roma, reclutati da Johannes nel biennio ’47-’48. Ciò vale, come si è visto, per l’appena delineato caso di Friede, ma anche per quello del secondo uomo del gruppo, Jean Henry Guignot Conte de Salbert. Guignot nacque nel 1901 a Belfort, una piccola città della Francia nord-orientale <172. Dopo un periodo di formazione presso la scuola militare di St. Cyr, il giovane soldato avrebbe fatto la prima esperienza pratica tra le file dell’esercito coloniale francese in Africa e Asia. La seconda guerra mondiale avrebbe poi visto Guignot arduo sostenitore e combattente del regime di Vichy, poi membro della Légion des volontaires français contre le bolchevisme (LVF) <173, fungendo soprattutto da specialista durante operazioni d’intelligence e di sabotaggio <174. Dopo la disfatta tedesca, Guignot fu condannato a morte per collaborazionismo, fato a cui sarebbe sfuggito emigrando in Italia insieme alla moglie Therese <175.
    La prima notizia di un contatto, seppur indiretto, tra Guignot e Johannes risale al gennaio del ’48. Da un report indirizzato al fratello risulta che Johannes abbia conosciuto dapprima Therese Guignot, la quale gli era stata consigliata come maestra di lingua francese per la figlia Christina <176 e che gli avrebbe poi parlato del marito Jean Henry. Questi, secondo la moglie, dopo la condanna a morte e la fuga, avrebbe trovato un «impiego “giornalistico” grazie al suo caro amico tedesco del Germanicum, Friede» <177. I due uomini, come emerge dai vari report, erano quindi amici ancor prima dell’entrata in scena di Johannes nel ’47-’48 e si vedevano regolarmente in privato, almeno una volta a settimana <178. Guignot, come Friede, vantava ottimi rapporti con alcuni esponenti del clero cattolico, oltre a contatti con “vecchi compagni” dell’intelligence francese. Sembrava trattarsi, dal punto di vista informativo e strategico, di un candidato perfetto per la nascente rete d’intelligence di Johannes a Roma. Tuttavia, almeno inizialmente, l’ex fisico nucleare sembra aver voluto procedere con cautela, reclutando Guignot come mero informatore occasionale e ufficialmente per conto dello SMOM, mantenendolo dunque all’oscuro del reale “committente”, cioè l’Organisation Gehlen. Così il 13 febbraio del ’48 Johannes si esprimeva su Guignot e sul suo reclutamento in una lettera al fratello Reinhard:
    “Ob der Graf [Guignot] mir glaubt, dass es sich […] um eine Gefälligkeit für den Orden handelt, lasse ich dahingestellt. Jedenfalls tat er so. […] Er scheint viele Beziehungen zu haben. Da ich ja “Dilettant” bin, weiss ich trotz meiner positiven Einstellung ihm gegenüber nicht viel mit ihm anzufangen […]. Lebhafte Intelligenz, Bildung und das Äussere des Offiziers und Edelmannes in französischer Fassung”. <179
    Soli tre giorni dopo, un nuovo report sembrava indicare come, al contrario del caso Friede, questa volta fosse il reclutato – l’ex militare francese – a “corteggiare” disperatamente il reclutatore Johannes. Allegando due documenti redatti da Guignot, Johannes si mostrava sorpreso di fronte alla professionalità del suo nuovo conoscente, scrivendo al fratello: «Che entrambi [i report] siano giunti così velocemente (il secondo report senza averlo nemmeno richiesto) mi stupisce» <180. Inoltre, secondo l’ex fisico nucleare, la “copertura” dello SMOM nel rapporto con Guignot non avrebbe potuto reggere ancora a lungo, in quanto quest’ultimo sarebbe «troppo intelligente per crederci del tutto» <181. I giudizi di Johannes nei confronti di Guignot nei primi mesi del ’48 appaiono piuttosto contrastanti. Da una parte tendevano a esaltare ripetutamente le qualità positive dell’ex militare francese, dall’altra emergevano regolarmente forti dubbi sul conto di quest’ultimo. Così, ad esempio, il report del 16 febbraio non accennava solamente ad una discussione di Johannes con la moglie Agda riguardo Guignot, ma anche alla concreta intenzione dell’ex fisico nucleare di prendere le distanze dall’ex ufficiale francese <182. Col passare dei mesi, tuttavia, sarebbe diventato chiaro che un simile allontanamento non avrebbe mai avuto luogo: il 3 aprile del ’48 Johannes annunciava a Reinhard l’arrivo di un report a firma di Guignot sull’Ordine dei Gesuiti <183, mentre successivamente l’ex fisico nucleare sembrava essere addirittura intervenuto a favore del suo informatore francese presso le autorità italiane. Infatti, il 26 aprile Johannes scriveva al fratello Reinhard che le indagini sul conto di Guignot per collaborazionismo in territorio italiano «sono state fermate grazie al mio intervento indiretto» <184. In cosa esattamente sia consistito tale “intervento indiretto” non emerge dalle carte.
    A partire dal maggio del ’48, nonostante tutti i dubbi e le diverse perplessità espresse da Johannes sul conto dell’ex collaborazionista francese, il rapporto di lavoro tra i due sarebbe andato progressivamente intensificandosi e, anzi, non si sarebbe più allentato per molti anni a venire. Così, a partire dall’estate dello stesso 1948, Guignot venne formalmente assunto come agente dell’ODEUM Roma <185 – col nome di copertura “Franz” e il codice “S-1938” – con un lavoro di copertura, fornitogli da Johannes, come giornalista interessato alla storia dello SMOM. A tale scopo gli venne persino rilasciata una tessera dell’Ordine <186.
    Accanto alle ambigue figure di Friede e Guignot, infine, l’ODEUM Roma di Johannes Gehlen poté contare anche su un terzo membro, il cui ruolo non è finora mai emerso dalle ricerche dedicate alla storia delle origini dell’Organisation Gehlen: Alix von Fransecky. Questa si sarebbe rivelata una collaboratrice importante e preziosa per la nascente rete di Johannes e per il futuro dell’ODEUM Roma.
    [NOTE]
    172 Lebenslauf Jean Henry Guignot, allegato di Rome Group, 8 maggio 1950, BND-Archiv, 220814_OT, doc. 000181. Rispetto ai dati biografici di Guignot le carte di BND, CIA e dei servizi segreti italiani sono poco chiare e spesso contrastanti. Mentre nella maggioranza dei documenti e delle pubblicazioni ci si riferisce a Guignot come “Jean Alain Geoffroy D’Escos”, quest’ultimo nome viene indicato dai documenti del BND come nome di copertura. La stessa cosa vale per data e luogo di nascita che Schmidt-Eenboom, Franceschini e Wegener Friis, sulla base di documenti dei servizi segreti italiani, collocano il giorno 30 aprile 1901 a Hanoi, Vietnam. Cfr E. Schmidt-Eenboom, T. Wegener Friis, C. Franceschini, Spionage unter Freunden, cit., p. 67.
    173 La Légion des volontaires français contre le bolchevisme nacque nel 1941 in concomitanza con l’occupazione tedesca della Francia. I membri della Legione, reclutati su base volontaria, avrebbero combattuto soprattutto in Bielorussia sotto il comando della Wehrmacht. Per l’ultimo anno del conflitto, la Legione sarebbe diventata un corpo volontario delle SS, la Waffen-Grenadier-Brigade “Charlemagne”. I volontari del gruppo Charlemagne sono noti come ardui difensori dell’ideologia nazionalsocialista, avendo giocato un ruolo importante nella battaglia di Berlino del ’45, poco antecedente alla resa incondizionata del Terzo Reich. Per approfondimenti sulla Légion des volontaires français contre le bolchevisme cfr. O.A. Davey, The Origins of the Legion des Volontaires Francias contre le Bolchevisme, in «Journal of Contemporary History», 6/4, 1971, pp. 29-45; K.I. Kozak, Franzosen in den Verbänden der Wehrmacht, in W. Kaiser (a cura di), Täter im Vernichtungskrieg. Der Überfall auf die Sowjetunion und der Völkermord an den Juden, Propyläen, Berlin 2002. Sul ruolo dei volontari francesi nelle SS cfr. R. Forbes, For Europe. The French Volunteers of the Waffen-SS, Helion, Solihull 2016; J. Mabire, Berlin im Todeskampf 1945. Französische Freiwillige der Waffen-SS als letzte Verteidiger der Reichskanzlei, Nebel Verlag, Utting 2001.
    174 Lebenslauf Jean Henry Guignot, allegato di Rome Group, 8 maggio 1950, BND-Archiv, 220814_OT, doc. 000181.
    175 Bericht N°7, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, 14 gennaio 1948, BND-Archiv, 220815, doc. 142.
    176 Ibidem.
    177 Ibidem.
    178 Bericht N°10, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, 13 febbraio 1948, BND-Archiv, 220815, doc. 121.
    179 Ibidem. “Non saprei dire, se il conte [Guignot] mi crede che si tratti […] di un servigio reso all’Ordine. Almeno ha fatto finta di crederci. […] Sembra avere molti contatti. Dato che sono un “dilettante”, non so bene cosa farmene di lui, nonostante abbia un’impressione positiva di lui. Intelligenza acuta, cultura e l’aspetto esteriore di un ufficiale e gentiluomo alla francese”.
    180 Bericht N° 11, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, 16 febbraio 1948, BND-Archiv, 220815, doc. 115.
    181 Ibidem.
    182 Ibidem.
    183 Bericht N° 13, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, 3 aprile 1948, BND-Archiv, 228015, doc. 106.
    184 Bericht N° 16, Johannes Gehlen a Reinhard Gehlen, 26 aprile 1948, BND-Archiv, 220815, doc. 099.
    185 Eil-Nachrichten des 1933/S and 34,0, 23 luglio 1948, BND-Archiv, 220815, doc. 453.
    Sarah Anna-Maria Lias Ceide, ODEUM Roma. L’Organisation Gehlen in Italia agli inizi della guerra fredda (1946-1956), Tesi di Dottorato, Università degli Studi di Napoli “Federico II”, 2022

    https://bigarella.wordpress.com/2024/11/08/da-vichy-a-roma-jean-henry-guignot/

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