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#ilariacucchi — Public Fediverse posts

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  1. Ilaria Cucchi

    Come lo definireste un Paese in cui chi vuole recarsi a una manifestazione può trovarsi in stato di fermo, da un momento all’altro, senza aver fatto niente?

    Le manifestazioni di questi giorni ci farebbero pensare all’Iran. O magari a qualche altro regime in cui calpestare i diritti umani è l’hobby preferito del potente di turno. Bene, se date un’occhiata alle bozze che stanno circolando in queste ore del nuovo “pacchetto sicurezza” del governo Meloni, c’è da avere la pelle d’oca. Gli articoli sono tanti, uno più pericoloso dell’altro.

    Mi concentro sulle manifestazioni perché credo che il vero obiettivo della destra sia proprio lì: annullare, per legge, il dissenso.

    Ci hanno già provato una volta, con il decreto dell’anno scorso.

    Ora tornano alla carica, non perché l’Italia abbia bisogno di più repressione. Quella prevista nei provvedimenti di questi tre anni è già ben oltre il limite di una democrazia in salute.

    No, tornano alla carica perché manca sempre di meno alle elezioni e i problemi a cui la premier e i suoi ministri non hanno saputo rispondere sono tanti, troppi, e soprattutto enormi. Il costo della vita, gli stipendi di lavoratori e lavoratrici che non si alzano, le cure a cui milioni di italiani sono costretti a rinunciare. La lista è lunga.

    E ora il governo ha paura.

    Ha paura che se le persone continuano a protestare, tante altre si convinceranno che è la cosa giusta da fare. E così le attaccano. Ci attaccano.

    Ma non passeranno

    #Ilariacucchi #ddlSicurezza

    @politica

  2. Ilaria Cucchi

    La stampa praticamente non ne ha parlato, ma pochi giorni fa è successa una cosa importantissima. Mentre la destra annunciava repressione, scudi penali e quant’altro, la Corte costituzionale ha ripristinato un po’ di democrazia.

    Lo dico subito, a scanso di equivoci.

    La norma dichiarata incostituzionale non è frutto del governo Meloni, ma di quello Draghi, che nel 2022 pensò bene di escludere la tenuità del fatto nei casi di resistenza a pubblico ufficiale. Tradotto: fino a pochi giorni fa, tra una minaccia violenta a un agente e una mano alzata, tutto tranne che minacciosa, non c’era differenza agli occhi del codice penale.

    In entrambi i casi, la tenuità del fatto era esclusa. Il responsabile, da punire.

    Ecco, quando dico che la deriva autoritaria parte da lontano, intendo esattamente questo. Oggi purtroppo ci siamo dentro fino al collo, quella degli ultimi tre anni è un’escalation continua che non sembra arrestarsi. Questo però non ci deve abbattere.

    Perché se resistono i nostri anticorpi, resistiamo anche noi

    #IlariaCucchi
    #mariodraghi
    #derivaautoritaria
    #corteCostituzionale
    @attualita

  3. ilaria cucchi sul decreto “sicurezza”

    da fb:

    Era già successo. È accaduto di nuovo. Gli esperti delle Nazioni Unite hanno scritto al governo italiano. Condannano con parole durissime il decreto sicurezza, ne chiedono la revoca.

    Perché non è accettabile.

    Non è accettabile per quello che c’è scritto. Per come lo hanno scritto. Talmente male che rischia di trasformare il rispetto dei diritti in una libera interpretazione del pubblico ufficiale di turno. Non è accettabile nemmeno il modo con cui è stato approvato, “aggirando il Parlamento e il controllo pubblico” – cito le parole non di pericolosissimi attivisti per i diritti umani, ma proprio degli esperti Onu.

    E poi, come ripetiamo da mesi, non è accettabile il risultato di tutto questo.

    Perché il decreto sicurezza, lo si capisce benissimo leggendo sempre il parere Onu, non è nient’altro che una gigantesca punizione collettiva. Un atto di violenza contro tutti i nemici della destra: i giovani, i più fragili, i detenuti. Tutti ugualmente sospesi dallo Stato di diritto.

    Perché dove la legge diventa arbitrio, l’abuso diventa sistema.

    E a pagarne il prezzo, sono sempre gli ultimi

          

    Ilaria Cucchi, 16 apr. 2025

    cfr. anche: https://slowforward.net/2025/04/13/paranoiaprile2025/

    #carcere #condannaAllItalia #decretoSicurezza #decretosicurezza #detenuti #detenzione #gabbio #governoItaliano #IlariaCucchi #neofascismo #Onu #prigione #sicurezza