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1000 results for “scrivy”

  1. Mi scrive un amico: " tempo fa ero in attesa del mio volo a Malpensa e stavo curiosando tra i negozi per i turisti: tra le tante cose in vendita, c'erano pure le latte da mezzo litro e da un litro di olio extravergine.

    Peccato che uno a Malpensa si aspetti di acquistare un prodotto italiano, mentre in realtà la provenienza delle olive era "di origine UE".

    #olio #extravergine

  2. Mi scrive un amico: " tempo fa ero in attesa del mio volo a Malpensa e stavo curiosando tra i negozi per i turisti: tra le tante cose in vendita, c'erano pure le latte da mezzo litro e da un litro di olio extravergine.

    Peccato che uno a Malpensa si aspetti di acquistare un prodotto italiano, mentre in realtà la provenienza delle olive era "di origine UE".

    #olio #extravergine

  3. Si scrive #controffensiva #ucraina
    Si legge #follia

    Centinaia di morti per la conquista di un paesino di confine fra esercito ucraino ed esercito russo. Perduto, riconquistato, distrutto dai lanciarazzi multipli dei russi e poi riconquistato dall'una e dall'altra parte, persino con i lanciafiamme. Nessun avanzamento. Una guerra a somma zero come territorio, ma con una una scia di centinaia di morti, assolutamente allucinante. E si continua a combattere in quel paesino dal nome impronunciabile!

  4. ✔️ scrivere uno #scioglilingua e sbagliare a scrivere il tag

  5. Mi scrive l'Amica Elle:

    "Questa è la stradina che porta all’isola di San Biagio, esattamente davanti a Manerba del Garda. In una situazione normale ci si arriva con la barchetta o camminando “sommersi”. Nei momenti peggiori l’acqua non è mai stata più bassa di 50/60 cm. Mai ci siamo arrivati camminando “in mezzo alle acque” Ora è così!! Inquietante. 😞

    #isola #sanbiagio #lagodigarda #siccita

  6. Mi scrive Toyota: "il mondo WeHybrid® cresce ancora con WeHybrid® Race: Live, la sfida collettiva che ti consentirà di sostenere un progetto di rigenerazione urbana semplicemente guidando in elettrico."

    Guidare guido tutti i giorni, andare in elettrico il più possibile è già un obiettivo, trasformarlo in qualcosa di utile alla collettività è nelle mie corde ...

    Ho scelto il Progetto "Aria a colori"

    #toyota #ibrido #wehybrid #emissioni #Airlite #murales #inquinamento

  7. Mi scrive Toyota: "il mondo WeHybrid® cresce ancora con WeHybrid® Race: Live, la sfida collettiva che ti consentirà di sostenere un progetto di rigenerazione urbana semplicemente guidando in elettrico."

    Guidare guido tutti i giorni, andare in elettrico il più possibile è già un obiettivo, trasformarlo in qualcosa di utile alla collettività è nelle mie corde ...

    Ho scelto il Progetto "Aria a colori"

    #toyota #ibrido #wehybrid #emissioni #Airlite #murales #inquinamento

  8. Per scrivere il mio primo libro su #JosephRatzinger andai anche all‘Università di Ratisbona, dove aveva insegnato a lungo. Incontrai il decano della facoltà di teologia che mi disse: „da Ratzinger possiamo aspettarci atti rivoluzionari“. Correva l‘anno 2005. #BenedettoXVI

  9. E scrivere d'amore,
    Anche se si fa ridere
    Anche quando la guardi,
    Anche mentre la perdi
    Quello che conta è scrivere
    E non aver paura,
    Non aver mai paura
    Di essere ridicoli...
    Solo chi non ha scritto mai
    Lettere d'amore
    Fa veramente ridere....

    Roberto Vecchioni - Le lettere d'amore

    #MusicaItaliana #mastoradio #Cantautore #Cantautori #Musica #Poeta #Poeti #RobertoVecchioni #CanzonecomePoesia
    youtu.be/xnslQaGKj44

  10. E scrivere d'amore,
    Anche se si fa ridere
    Anche quando la guardi,
    Anche mentre la perdi
    Quello che conta è scrivere
    E non aver paura,
    Non aver mai paura
    Di essere ridicoli...
    Solo chi non ha scritto mai
    Lettere d'amore
    Fa veramente ridere....

    Roberto Vecchioni - Le lettere d'amore

    #MusicaItaliana #mastoradio #Cantautore #Cantautori #Musica #Poeta #Poeti #RobertoVecchioni #CanzonecomePoesia
    youtu.be/xnslQaGKj44

  11. Nello scrivere #GiochiTroppo ho fatto tre interviste: questo è un passaggio della chiacchierata con il mio amico Fausto, programmatore (e filosofo!) abruzzese che da anni vive in Scozia.

    L'intervista è solo di un anno fa (novembre 2021) e allora ricordo che il suo discorso mi suonò fin troppo fantascientifico.

    Beh, con quello che sta succedendo con le #AI negli ultimi mesi, mi sa che invece ci aveva preso fin troppo

    #gaming

  12. MAI scrivere i test unitari tutti insieme DOPO aver scritto tutto il codice. Gli unit test vanno scritti sempre, e DURANTE lo sviluppo. È anche più facile scrivere una funzione se, invece di chiamarla dall'applicativo principale, la chiamiamo da un test unitario.
    Più info qui: en.m.wikipedia.org/wiki/Test-d

    #Software #SoftwareEngineer #SoftwareEngineering #SoftwareDeveloper #SoftwareDevelopment #SoftwareTesting #SoftwareIntegration #QA #SviluppoSoftware

  13. Ormai scrivere di me stesso in terza persona sta diventndo un'abitudine!

    Per chi non vuole andare su #EduINAF (dove però ci sono link aggiuntivi) eccovi il link diretto a #deviantart

    deviantart.com/ulaulaman/art/E
    ---
    RT @edu_inaf
    Esopianeti fantastici e dove trovarli: @ulaulaman di @astrobrera ci fa viaggiare tra gli #esopianeti e i loro equivalenti fantascientifici!

    https://ed…
    twitter.com/edu_inaf/status/14

  14. State scrivendo il Recovery Fund pensando agli anni Venti. Ma del Novecento. Mentre Il #RecoveryPlan Italiano deve affrontare realmente la Crisi Climatica! #NonFossilizziamoci

    Firma la lettera: fffutu.re/nonfossilizziamoci/

  15. Android 17: con l’AI di Gemini puoi creare i tuoi widget personalizzati con una semplice frase

    Google ha svelato una delle novità più originali in arrivo su Android 17: si chiama "Create My Widget" ed è una funzione basata sull'intelligenza artificiale che permette agli utenti di creare widget completamente personalizzati per la schermata Home, descrivendoli semplicemente a parole. L'annuncio è avvenuto durante The Android Show: I/O Edition, l'evento dedicato alle novità del sistema operativo Android. Come funziona: basta scrivere cosa vuoi Il funzionamento è estremamente […]

    androidiani.net/android-17-con

  16. Android 17: con l’AI di Gemini puoi creare i tuoi widget personalizzati con una semplice frase

    Google ha svelato una delle novità più originali in arrivo su Android 17: si chiama "Create My Widget" ed è una funzione basata sull'intelligenza artificiale che permette agli utenti di creare widget completamente personalizzati per la schermata Home, descrivendoli semplicemente a parole. L'annuncio è avvenuto durante The Android Show: I/O Edition, l'evento dedicato alle novità del sistema operativo Android. Come funziona: basta scrivere cosa vuoi Il funzionamento è estremamente […]

    androidiani.net/android-17-con

  17. Android 17: con l’AI di Gemini puoi creare i tuoi widget personalizzati con una semplice frase

    Google ha svelato una delle novità più originali in arrivo su Android 17: si chiama "Create My Widget" ed è una funzione basata sull'intelligenza artificiale che permette agli utenti di creare widget completamente personalizzati per la schermata Home, descrivendoli semplicemente a parole. L'annuncio è avvenuto durante The Android Show: I/O Edition, l'evento dedicato alle novità del sistema operativo Android. Come funziona: basta scrivere cosa vuoi Il funzionamento è estremamente […]

    androidiani.net/android-17-con

  18. Android 17: con l’AI di Gemini puoi creare i tuoi widget personalizzati con una semplice frase

    Google ha svelato una delle novità più originali in arrivo su Android 17: si chiama "Create My Widget" ed è una funzione basata sull'intelligenza artificiale che permette agli utenti di creare widget completamente personalizzati per la schermata Home, descrivendoli semplicemente a parole. L'annuncio è avvenuto durante The Android Show: I/O Edition, l'evento dedicato alle novità del sistema operativo Android. Come funziona: basta scrivere cosa vuoi Il funzionamento è estremamente […]

    androidiani.net/android-17-con

  19. Android 17: con l’AI di Gemini puoi creare i tuoi widget personalizzati con una semplice frase

    Google ha svelato una delle novità più originali in arrivo su Android 17: si chiama "Create My Widget" ed è una funzione basata sull'intelligenza artificiale che permette agli utenti di creare widget completamente personalizzati per la schermata Home, descrivendoli semplicemente a parole. L'annuncio è avvenuto durante The Android Show: I/O Edition, l'evento dedicato alle novità del sistema operativo Android. Come funziona: basta scrivere cosa vuoi Il funzionamento è estremamente […]

    androidiani.net/android-17-con

  20. L’AI nel retail non è più fantascienza: 9 aziende su 10 la stanno già usando o testando

    C’è stato un periodo in cui parlare di intelligenza artificiale nel retail sembrava quasi una cosa da convegno futuristico: scaffali intelligenti, assistenti virtuali, pubblicità personalizzate, magazzini che si organizzano da soli, previsioni di vendita precise come un orologio svizzero.

    Poi, come spesso succede con la tecnologia, il futuro ha smesso di essere futuro.

    È diventato presente.

    Secondo la seconda edizione del report NVIDIA “State of AI in Retail and CPG”, pubblicato a gennaio 2025, l’AI è ormai entrata seriamente nel mondo del retail e dei beni di largo consumo. Il dato che colpisce di più è questo: l’89% dei retailer intervistati sta già usando l’intelligenza artificiale oppure sta valutando progetti, prove pilota e sperimentazioni.

    Tradotto in modo semplice: quasi 9 aziende su 10 non stanno più solo “parlando” di AI. La stanno provando, integrando, misurando.

    E questa cosa cambia parecchio il modo in cui dobbiamo guardare al commercio, ai negozi, all’e-commerce, alla logistica e perfino al lavoro quotidiano di chi sta dietro le quinte.

    L’AI non è più solo ChatGPT

    Quando diciamo “intelligenza artificiale”, molti pensano subito a ChatGPT, ai testi generati automaticamente, alle immagini create con un prompt o agli assistenti digitali che rispondono alle domande.

    Ma nel retail la partita è molto più ampia.

    L’AI sta entrando in tanti punti diversi della catena del nostro lavoro:

    marketing, advertising, customer care, analisi dei clienti, gestione degli stock, supply chain, previsioni di vendita, raccomandazioni personalizzate, contenuti per campagne pubblicitarie e assistenti digitali per lo shopping.

    Non stiamo parlando solo di un chatbot che ti dice quale paio di scarpe comprare.

    Stiamo parlando di sistemi che possono aiutare un’azienda a capire cosa vendere, dove venderlo, quando produrlo, quanto tenerne a stock, come comunicarlo e a quale cliente proporlo.

    E qui, da persona che vive quotidianamente processi, magazzini, flussi, articoli, giacenze e problemi reali di sistema, la cosa diventa molto interessante.

    Perché l’AI non è utile quando fa scena.

    È utile quando ti evita un errore, ti accorcia un processo, ti anticipa un problema o ti fa prendere una decisione migliore.

    I numeri del report NVIDIA fanno capire dove stiamo andando

    Nel report NVIDIA emergono alcuni dati molto forti.

    L’87% degli intervistati dichiara che l’AI ha avuto un impatto positivo sull’aumento dei ricavi annuali.

    Il 94% afferma che l’AI ha contribuito a ridurre i costi operativi.

    Il 97% prevede di aumentare la spesa in AI nel prossimo anno fiscale.

    Sono numeri da prendere con attenzione, come sempre quando si parla di survey aziendali, ma il messaggio è chiaro: le aziende che stanno investendo in AI iniziano a vedere risultati concreti. Non solo immagine. Non solo storytelling. Non solo innovazione da mettere nelle slide.

    Risultati.

    Più efficienza, più capacità di analisi, più produttività, più controllo sui processi.

    E soprattutto una cosa che secondo me sarà sempre più centrale: decisioni più veloci e più basate sui dati.

    La Generative AI è già dentro il marketing

    Uno dei punti più interessanti del report riguarda la Generative AI, cioè quella famiglia di tecnologie capace di generare testi, immagini, contenuti, analisi, suggerimenti e conversazioni.

    Secondo NVIDIA, oltre l’80% delle aziende retail e CPG sta già usando o testando progetti di Generative AI.

    https://www.youtube.com/watch?v=OfgU9f1KHAE&pp=ygUXbWFya2V0aW5nIGdlbmVyYXRpdmUgYWk%3D

    Gli utilizzi principali sono:

    • creazione di contenuti marketing;
    • analisi predittiva;
    • pubblicità e marketing personalizzato;
    • segmentazione dei clienti;
    • assistenti digitali per lo shopping.

    Il caso più immediato è quello del marketing.

    Oggi un brand può creare contenuti diversi per pubblici diversi, adattare campagne, generare testi, immagini, descrizioni prodotto, newsletter, annunci e post social in modo molto più rapido rispetto al passato.

    Però attenzione: secondo me qui c’è un rischio.

    Se tutti usano l’AI per generare contenuti, il vero vantaggio non sarà semplicemente “produrre di più”.

    Il vantaggio sarà produrre meglio.

    Perché una descrizione prodotto generata in automatico può essere tecnicamente corretta, ma fredda. Un post social può essere perfetto nella forma, ma vuoto. Una campagna può essere super personalizzata, ma sembrare finta.

    La differenza la farà chi saprà usare l’AI come strumento, non come sostituto del pensiero.

    L’AI può aiutarti a scrivere, segmentare, analizzare, testare.

    Ma il posizionamento, il tono, l’identità del brand e la sensibilità verso il cliente restano umani.

    Almeno per ora 🙂 .

    Il negozio fisico diventa più intelligente

    Un altro aspetto interessante riguarda i punti vendita fisici.

    Secondo il report, nei negozi l’AI viene usata soprattutto per:

    • gestione dell’inventario;
    • analisi e insight;
    • advertising adattivo.

    Qui entriamo in una zona molto concreta.

    Pensiamo a un negozio che riesce a capire meglio quali prodotti stanno finendo, quali stanno girando poco, quali taglie mancano, quali articoli dovrebbero essere riassortiti prima del weekend o prima di una promozione.

    Questo può sembrare banale, ma non lo è.

    Chi lavora nei processi sa che la differenza tra “avere il prodotto” e “non averlo” può essere enorme.

    Un cliente entra, chiede una taglia, non c’è.

    Magari l’articolo esiste in un altro negozio, magari è in magazzino, magari è bloccato in una fase di sistema, magari c’è fisicamente ma non risulta disponibile.

    L’AI può aiutare proprio lì: non nel fare magia, ma nel collegare meglio dati, disponibilità, domanda e operatività.

    Per me il punto è questo: l’intelligenza artificiale diventa veramente utile quando esce dalla teoria e arriva nei punti sporchi del processo.

    Quelli dove oggi perdiamo tempo.

    Quelli dove una giacenza non torna.

    Quelli dove il sistema dice una cosa e la realtà ne dice un’altra.

    Quelli dove il cliente finale vede solo “prodotto non disponibile”, ma dietro c’è un mondo di movimenti, magazzini, flussi, errori, ritardi e dati non allineati.

    Supply chain: qui l’AI può fare davvero la differenza

    La parte che personalmente trovo più interessante è quella sulla supply chain.

    Il report NVIDIA dice che il 59% degli intervistati ritiene che le sfide della supply chain siano aumentate nell’ultimo anno.

    E non è difficile capirlo.

    Negli ultimi anni abbiamo visto di tutto: crisi geopolitiche, rincari, difficoltà nei trasporti, cambiamenti improvvisi della domanda, consumatori meno prevedibili, e-commerce sempre più esigente, omnicanalità, necessità di consegne rapide, sostenibilità, gestione delle scorte e pressione sui margini.

    In questo contesto, l’AI viene usata per migliorare efficienza, ridurre costi e rispondere meglio alle aspettative dei clienti.

    Secondo NVIDIA:

    • il 58% dice che l’AI sta aiutando a migliorare efficienza operativa e throughput;
    • il 45% la usa per ridurre i costi della supply chain;
    • il 42% la impiega per rispondere meglio alle aspettative dei clienti;
    • l’82% prevede di aumentare gli investimenti in AI per la gestione della supply chain.

    Qui secondo me siamo davanti alla parte più concreta di tutta la storia.

    Perché nel retail puoi anche avere il marketing più bello del mondo, la campagna perfetta, il sito fatto bene, l’assistente digitale che risponde in tre secondi.

    Ma se poi il prodotto non arriva, se il magazzino non è allineato, se la previsione è sbagliata, se la disponibilità è sporca, se il processo è lento, il cliente se ne accorge.

    Magari non sa cosa sia una supply chain.

    Ma sa benissimo quando un prodotto non è disponibile, quando una consegna ritarda, quando un reso è complicato o quando un’esperienza d’acquisto diventa frustrante.

    A customer expresses frustration while speaking to a retail employee at the service counter.

    L’AI non risolve processi sbagliati

    C’è però un punto che secondo me va detto chiaramente.

    L’AI non è una bacchetta magica.

    Se un’azienda ha dati disordinati, processi confusi, sistemi che non dialogano, anagrafiche sporche, ruoli poco chiari e flussi pieni di eccezioni non governate, l’AI non risolve tutto automaticamente.

    Anzi, rischia di amplificare il caos.

    Per funzionare bene, l’intelligenza artificiale ha bisogno di una base solida: dati puliti, processi leggibili, responsabilità definite, sistemi integrati e persone capaci di interpretare quello che la tecnologia restituisce.

    Questo per me è il grande tema dei prossimi anni.

    Non basterà “comprare AI”.

    Bisognerà preparare le aziende all’AI.

    Che significa mettere ordine nei dati, nei magazzini, nelle procedure, nelle codifiche, nei flussi informativi.

    Un algoritmo può aiutarti a prevedere la domanda.

    Ma se la tua giacenza non è affidabile, se l’articolo è codificato male, se il trasferimento è registrato in ritardo, se il dato nasce sporco, allora anche la previsione diventa fragile.

    La tecnologia è potente, ma non può essere più intelligente del contesto in cui viene inserita.

    Il problema dell’AI spiegabile

    Un dato del report mi ha colpito molto: una delle principali difficoltà indicate dai retailer è la mancanza di strumenti AI facili da capire e da spiegare.

    Questo è un punto enorme.

    Perché in azienda non basta che un sistema dica: “fai così”.

    Bisogna anche capire perché.

    Se l’AI suggerisce di aumentare lo stock di un prodotto, tagliare una linea, cambiare una campagna, modificare un prezzo o spostare merce da un magazzino all’altro, qualcuno deve potersi fidare di quel suggerimento.

    E per fidarsi deve capirlo.

    Non necessariamente conoscere tutta la matematica dietro l’algoritmo, ma almeno avere una spiegazione leggibile: quali dati ha considerato? Quali pattern ha visto? Quali rischi segnala? Quanto è affidabile la previsione?

    L’AI spiegabile sarà fondamentale soprattutto nei contesti operativi.

    Perché chi lavora sul campo, in negozio, in magazzino o in produzione, non può semplicemente ricevere ordini da una scatola nera.

    Deve poter discutere, verificare, correggere, portare esperienza reale.

    La migliore AI, secondo me, non sarà quella che sostituisce le persone.

    Sarà quella che rende più forti le persone brave.

    Retail, AI agent e physical AI: il prossimo passaggio

    NVIDIA parla anche di AI agent e physical AI.

    Qui si apre un capitolo molto interessante.

    Gli AI agent sono sistemi capaci di eseguire attività più complesse in autonomia: non solo rispondere a una domanda, ma seguire un processo, collegare strumenti, prendere decisioni operative entro certi limiti, coordinare azioni.

    Nel retail questo potrebbe significare assistenti che monitorano campagne, analizzano vendite, suggeriscono riordini, preparano report, leggono anomalie, controllano disponibilità, aiutano il customer service e dialogano con i sistemi aziendali.

    La physical AI, invece, porta l’intelligenza artificiale nel mondo fisico: robotica, automazione, visione artificiale, magazzini intelligenti, movimentazione, controllo qualità, store analytics.

    Ed è qui che il confine tra digitale e operativo diventa sottile.

    Perché un conto è un’AI che scrive una mail.

    Un altro conto è un’AI che aiuta a capire come muovere prodotti, persone, merci, scaffali, picking, replenishment, consegne e resi.

    Nel retail moderno, la differenza la farà sempre di più la capacità di collegare tre mondi: cliente, dato e operazione.

    Chi riuscirà a farli parlare bene avrà un vantaggio enorme.

    La mia riflessione

    La cosa più interessante di questo report non è solo che l’AI sta crescendo.

    È che sta diventando normale.

    E quando una tecnologia diventa normale, smette di essere una moda e inizia a cambiare davvero il lavoro.

    Oggi l’AI nel retail non è più solo una promessa da keynote.

    È già dentro il marketing, dentro l’e-commerce, dentro i negozi, dentro la supply chain, dentro le decisioni aziendali.

    Ma la vera domanda non è: “Useremo l’AI ?”

    La vera domanda è: saremo pronti a usarla bene ?

    Perché adottare AI non significa automaticamente innovare.

    Innovare significa usarla per migliorare processi reali, ridurre sprechi, aiutare le persone, servire meglio i clienti e prendere decisioni più intelligenti.

    Il retail del futuro non sarà fatto solo da negozi più digitali o siti più personalizzati.

    Sarà fatto da aziende capaci di leggere prima quello che sta succedendo, reagire più velocemente e costruire esperienze più coerenti tra fisico e digitale.

    E forse, alla fine, l’AI più utile non sarà quella che ci stupisce.

    Sarà quella che lavora silenziosamente dietro le quinte, sistemando problemi prima che diventino visibili.

    Un po’ come succede nei migliori processi logistici: quando funzionano bene, nessuno li nota.

    Ma quando non funzionano, se ne accorgono tutti.

    #9Su10 #ai #CHATGPT #nvidia #retail #uso
  21. È un piacere essere qui a scrivere #Xdown Stasera è veramente un social Xcassato 😉

  22. È un piacere essere qui a scrivere #Xdown Stasera è veramente un social Xcassato 😉

  23. È un piacere essere qui a scrivere #Xdown Stasera è veramente un social Xcassato 😉

  24. Stanotte ho giocato (vissuto?) #Indika per un paio d'ore e sono tentato di scrivere espressioni meme da social che non amo leggere come "mah cosa ho vistoh!1!!/ altro stupore eccessivo, rumore per nulla a caso", ma non lo farò. Mi limito a dire che la capacità di creare, ma anche solo tentare di stupire con una bozza di nuove idee (di per sé più che sufficiente) dei #videogiochi è straordinaria, ancora oggi. Anzi azzardo un rischiosissimo "soprattutto oggi"...

  25. Stanotte ho giocato (vissuto?) #Indika per un paio d'ore e sono tentato di scrivere espressioni meme da social che non amo leggere come "mah cosa ho vistoh!1!!/ altro stupore eccessivo, rumore per nulla a caso", ma non lo farò. Mi limito a dire che la capacità di creare, ma anche solo tentare di stupire con una bozza di nuove idee (di per sé più che sufficiente) dei #videogiochi è straordinaria, ancora oggi. Anzi azzardo un rischiosissimo "soprattutto oggi"...

  26. Stanotte ho giocato (vissuto?) #Indika per un paio d'ore e sono tentato di scrivere espressioni meme da social che non amo leggere come "mah cosa ho vistoh!1!!/ altro stupore eccessivo, rumore per nulla a caso", ma non lo farò. Mi limito a dire che la capacità di creare, ma anche solo tentare di stupire con una bozza di nuove idee (di per sé più che sufficiente) dei #videogiochi è straordinaria, ancora oggi. Anzi azzardo un rischiosissimo "soprattutto oggi"...

  27. Stanotte ho giocato (vissuto?) #Indika per un paio d'ore e sono tentato di scrivere espressioni meme da social che non amo leggere come "mah cosa ho vistoh!1!!/ altro stupore eccessivo, rumore per nulla a caso", ma non lo farò. Mi limito a dire che la capacità di creare, ma anche solo tentare di stupire con una bozza di nuove idee (di per sé più che sufficiente) dei #videogiochi è straordinaria, ancora oggi. Anzi azzardo un rischiosissimo "soprattutto oggi"...

  28. Uso #ExtremeProgramming da quando facevo #debugging all'università, oltre 20 anni fa.

    Una cosa non cambia: scrivere codice è facile, definirne tutto il comportamento no.

    🎤 A #PyConIT 2026 porterò un #workshop su #Python 🐍 e #TDD:
    dalle variabili al primo test, per chiarire cosa il software debba fare prima di implementarlo.

    2026.pycon.it/it/event/primi-p

    #TalksAndWorkshops #python #pytest #BestPractices

  29. Uso #ExtremeProgramming da quando facevo #debugging all'università, oltre 20 anni fa.

    Una cosa non cambia: scrivere codice è facile, definirne tutto il comportamento no.

    🎤 A #PyConIT 2026 porterò un #workshop su #Python 🐍 e #TDD:
    dalle variabili al primo test, per chiarire cosa il software debba fare prima di implementarlo.

    2026.pycon.it/it/event/primi-p

    #TalksAndWorkshops #python #pytest #BestPractices