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937 results for “_hic_haec_hoc”

  1. Seul petit hic à notre goût : comme nous n'avons que le forfait Base, nous devons passer au moins 30 minutes par jour dans les enseignes partenaires de l'application, ce qui est un peu dommage... mais nous ne sommes pas obligés d'acheter ! (Même si en vrai nous achetons souvent car ce sont de bons produits et cela nous rapporte des tokens qui améliorent la pertinence des recommandations.) #GagnantGagnant ❤❤❤

  2. Seul petit hic à notre goût : comme nous n'avons que le forfait Base, nous devons passer au moins 30 minutes par jour dans les enseignes partenaires de l'application, ce qui est un peu dommage... mais nous ne sommes pas obligés d'acheter ! (Même si en vrai nous achetons souvent car ce sont de bons produits et cela nous rapporte des tokens qui améliorent la pertinence des recommandations.) #GagnantGagnant ❤❤❤

  3. Kitabın sonunda hiç beklemediğim şekilde Uzaycılar, İnsan türüne uzaya açılıp gezegenlerde koloniler kurma fikrini aşıladılar!

    Vakıf Evrenine doğru böyle ilerliyoruz anlaşılan?

    Sanırım okudukça bâzı anlamadığım yerler açıklığa kavuşacak.

    Sonsuzluğun Sonu kitabında amaçlanan gelecek beklendiği gibi gerçekleşmemiş görünüyor.

    Dahası tam tersine İnsan türünü başka gezegenlere yerleşmeye Uzaycılar ikna ediyor!

    #TheEndofEternity #iRobot #TheNakedSun #foundation #books

  4. Kitabın sonunda hiç beklemediğim şekilde Uzaycılar, İnsan türüne uzaya açılıp gezegenlerde koloniler kurma fikrini aşıladılar!

    Vakıf Evrenine doğru böyle ilerliyoruz anlaşılan?

    Sanırım okudukça bâzı anlamadığım yerler açıklığa kavuşacak.

    Sonsuzluğun Sonu kitabında amaçlanan gelecek beklendiği gibi gerçekleşmemiş görünüyor.

    Dahası tam tersine İnsan türünü başka gezegenlere yerleşmeye Uzaycılar ikna ediyor!

    #TheEndofEternity #iRobot #TheNakedSun #foundation #books

  5. Kitabın sonunda hiç beklemediğim şekilde Uzaycılar, İnsan türüne uzaya açılıp gezegenlerde koloniler kurma fikrini aşıladılar!

    Vakıf Evrenine doğru böyle ilerliyoruz anlaşılan?

    Sanırım okudukça bâzı anlamadığım yerler açıklığa kavuşacak.

    Sonsuzluğun Sonu kitabında amaçlanan gelecek beklendiği gibi gerçekleşmemiş görünüyor.

    Dahası tam tersine İnsan türünü başka gezegenlere yerleşmeye Uzaycılar ikna ediyor!

    #TheEndofEternity #iRobot #TheNakedSun #foundation #books

  6. Kitabın sonunda hiç beklemediğim şekilde Uzaycılar, İnsan türüne uzaya açılıp gezegenlerde koloniler kurma fikrini aşıladılar!

    Vakıf Evrenine doğru böyle ilerliyoruz anlaşılan?

    Sanırım okudukça bâzı anlamadığım yerler açıklığa kavuşacak.

    Sonsuzluğun Sonu kitabında amaçlanan gelecek beklendiği gibi gerçekleşmemiş görünüyor.

    Dahası tam tersine İnsan türünü başka gezegenlere yerleşmeye Uzaycılar ikna ediyor!

    #TheEndofEternity #iRobot #TheNakedSun #foundation #books

  7. Kitabın sonunda hiç beklemediğim şekilde Uzaycılar, İnsan türüne uzaya açılıp gezegenlerde koloniler kurma fikrini aşıladılar!

    Vakıf Evrenine doğru böyle ilerliyoruz anlaşılan?

    Sanırım okudukça bâzı anlamadığım yerler açıklığa kavuşacak.

    Sonsuzluğun Sonu kitabında amaçlanan gelecek beklendiği gibi gerçekleşmemiş görünüyor.

    Dahası tam tersine İnsan türünü başka gezegenlere yerleşmeye Uzaycılar ikna ediyor!

    #TheEndofEternity #iRobot #TheNakedSun #foundation #books

  8. @Nadinabbott @elonmusk

    The #SIC & #HIC has a welcoming vibe in the next 2+yrs hearings wise for #BigTech... 🤜💥🎈💥🤛

    Talking betfair.com vibes obvs also. ⚽🏟️🥅

  9. Recensione “Here” (2024)

    Hic et nunc, qui e ora, dicevano i latini. Qui e in ogni momento, risponde invece Robert Zemeckis, riarrangiando per il grande schermo la graphic novel omonima di Richard Maguire, dove osserviamo la storia di un pezzo di terreno, un lotto, una casa, un soggiorno, dagli albori della storia fino ai giorni nostri. Nel nuovo lavoro del regista di Forrest Gump, che vede la reunion cinematografica di Tom Hanks e Robin Wright, il tempo infatti scorre, così come le vite, con piccoli e grandi momenti di esistenze tutto sommato comuni, in un puzzle di gioie e dolori da comporre in un unico angolo del pianeta, attraverso i secoli, i decenni, gli anni.

    Grazie a un massiccio utilizzo della computer grafica, che abbiamo già visto in altri film (come ad esempio The Irishman di Martin Scorsese), i volti di Hanks e Wright tornano quelli della loro adolescenza, poi della loro età adulta grazie a un de-aging in fin dei conti credibile, se non fosse che sembra di trovarsi in un videogame iper-realistico, una sorta di versione cinematografica di The Sims o qualcosa del genere (ed è abbastanza inquietante pensare che in The Congress di Ari Folman, la stessa Robin Wright interpretava la parte di un’attrice che cedeva i diritti digitali del suo volto per poter essere replicata all’infinito in qualunque film). Al di là dei discorsi tecnici, la sfida di Zemeckis di costruire 100 minuti di film in uno spazio circoscritto è decisamente vinta, in una serie di continui rimandi ad epoche passate (o future), utilizzando non dissolvenze o netti stacchi di montaggio, ma inserendo nelle immagini piccoli riquadri che apriranno la finestra sulla scena (ed epoca) successiva, mantenendo puro lo spirito della graphic novel, dove Maguire inseriva in ogni tavola diversi riquadri per mostrare cosa accadeva in quell’angolo del soggiorno in un tempo differente rispetto a quello del racconto: credetemi, è più facile vederlo che raccontarlo. Quell’unico frame, con i suoi giochi di sovrapposizione e comunicazione tra epoche differenti, ha certamente il suo fascino, quantomeno a livello visivo, poiché a livello narrativo funziona a intermittenza: sì, è bellissimo seguire l’evoluzione di questa famiglia, è divertente anche osservare i soldati della guerra d’indipendenza festeggiare la resa degli inglesi, ma alla fine cosa resta? Qualche ricordo, un po’ di tenerezza e forse la scarsa indulgenza nei confronti dei personaggi, visto che ciò che emerge maggiormente sono le amarezze della vita, le malattie, le disillusioni, il modo in cui i sogni e le aspirazioni di gioventù marciscano sotto strati di polvere e frustrazione (“Sarò un artista”, dice il giovane Tom Hanks a suo padre Paul Bettany, che gli risponde ironicamente: “il mondo ne ha proprio bisogno!”).

    Non si può certamente dire che Here non sia un’opera originale e, per certi versi, interessante: è solo il ciclo della vita che si svolge in quella casa che, probabilmente, non lo è davvero abbastanza.

    #Cinema #commenti #diCheParla #film #poster #recensione #robinWright #significato #spiegazione #storia #tomHanks #trama #zemeckis

  10. How did I miss 'Hic et Nunc' from my #Faircamp?! Oh well, sorted now.. obviously no-one noticed!

    music.key13.uk/hic-et-nunc/

    Right, that's a bunch of music 'admin' done for today. Release prepped and ready for tomorrow - Misaligned Aardvarks with mystery bonus track:)

    #aardvarks #key13

  11. Arduino ile hiç başlayamadığım iki projemden ilki kendime bir Sentezleyici yapmak, ikincisi ise bir Useless Box yapmaktı

    Sentezleyici için bir tane ISD1820 Ses Kayıt Modülü bile almıştım, ama aynısından en az iki, en iyisi de dört tane olması gerekiyordu!

    Modül şu anda 120₺ ve ayrıca sentezleyiciye çevirmek için hacklemek gerektiğinden hepsini bozmam gerekiyordu!

    O yüzden ilerleyemedim

    Mikrodenetleyici ile daha ucuza geliyor, ama hiç denemedim

    #UselessBox #Arduino

    youtube.com/watch?v=Wb8qbYzUm2

  12. Recensione “Here” (2024)

    Hic et nunc, qui e ora, dicevano i latini. Qui e in ogni momento, risponde invece Robert Zemeckis, riarrangiando per il grande schermo la graphic novel omonima di Richard Maguire, dove osserviamo la storia di un pezzo di terreno, un lotto, una casa, un soggiorno, dagli albori della storia fino ai giorni nostri. Nel nuovo lavoro del regista di Forrest Gump, che vede la reunion cinematografica di Tom Hanks e Robin Wright, il tempo infatti scorre, così come le vite, con piccoli e grandi momenti di esistenze tutto sommato comuni, in un puzzle di gioie e dolori da comporre in un unico angolo del pianeta, attraverso i secoli, i decenni, gli anni.

    Grazie a un massiccio utilizzo della computer grafica, che abbiamo già visto in altri film (come ad esempio The Irishman di Martin Scorsese), i volti di Hanks e Wright tornano quelli della loro adolescenza, poi della loro età adulta grazie a un de-aging in fin dei conti credibile, se non fosse che sembra di trovarsi in un videogame iper-realistico, una sorta di versione cinematografica di The Sims o qualcosa del genere (ed è abbastanza inquietante pensare che in The Congress di Ari Folman, la stessa Robin Wright interpretava la parte di un’attrice che cedeva i diritti digitali del suo volto per poter essere replicata all’infinito in qualunque film). Al di là dei discorsi tecnici, la sfida di Zemeckis di costruire 100 minuti di film in uno spazio circoscritto è decisamente vinta, in una serie di continui rimandi ad epoche passate (o future), utilizzando non dissolvenze o netti stacchi di montaggio, ma inserendo nelle immagini piccoli riquadri che apriranno la finestra sulla scena (ed epoca) successiva, mantenendo puro lo spirito della graphic novel, dove Maguire inseriva in ogni tavola diversi riquadri per mostrare cosa accadeva in quell’angolo del soggiorno in un tempo differente rispetto a quello del racconto: credetemi, è più facile vederlo che raccontarlo. Quell’unico frame, con i suoi giochi di sovrapposizione e comunicazione tra epoche differenti, ha certamente il suo fascino, quantomeno a livello visivo, poiché a livello narrativo funziona a intermittenza: sì, è bellissimo seguire l’evoluzione di questa famiglia, è divertente anche osservare i soldati della guerra d’indipendenza festeggiare la resa degli inglesi, ma alla fine cosa resta? Qualche ricordo, un po’ di tenerezza e forse la scarsa indulgenza nei confronti dei personaggi, visto che ciò che emerge maggiormente sono le amarezze della vita, le malattie, le disillusioni, il modo in cui i sogni e le aspirazioni di gioventù marciscano sotto strati di polvere e frustrazione (“Sarò un artista”, dice il giovane Tom Hanks a suo padre Paul Bettany, che gli risponde ironicamente: “il mondo ne ha proprio bisogno!”).

    Non si può certamente dire che Here non sia un’opera originale e, per certi versi, interessante: è solo il ciclo della vita che si svolge in quella casa che, probabilmente, non lo è davvero abbastanza.

    #Cinema #commenti #diCheParla #film #poster #recensione #robinWright #significato #spiegazione #storia #tomHanks #trama #zemeckis

  13. Recensione “Here” (2024)

    Hic et nunc, qui e ora, dicevano i latini. Qui e in ogni momento, risponde invece Robert Zemeckis, riarrangiando per il grande schermo la graphic novel omonima di Richard Maguire, dove osserviamo la storia di un pezzo di terreno, un lotto, una casa, un soggiorno, dagli albori della storia fino ai giorni nostri. Nel nuovo lavoro del regista di Forrest Gump, che vede la reunion cinematografica di Tom Hanks e Robin Wright, il tempo infatti scorre, così come le vite, con piccoli e grandi momenti di esistenze tutto sommato comuni, in un puzzle di gioie e dolori da comporre in un unico angolo del pianeta, attraverso i secoli, i decenni, gli anni.

    Grazie a un massiccio utilizzo della computer grafica, che abbiamo già visto in altri film (come ad esempio The Irishman di Martin Scorsese), i volti di Hanks e Wright tornano quelli della loro adolescenza, poi della loro età adulta grazie a un de-aging in fin dei conti credibile, se non fosse che sembra di trovarsi in un videogame iper-realistico, una sorta di versione cinematografica di The Sims o qualcosa del genere (ed è abbastanza inquietante pensare che in The Congress di Ari Folman, la stessa Robin Wright interpretava la parte di un’attrice che cedeva i diritti digitali del suo volto per poter essere replicata all’infinito in qualunque film). Al di là dei discorsi tecnici, la sfida di Zemeckis di costruire 100 minuti di film in uno spazio circoscritto è decisamente vinta, in una serie di continui rimandi ad epoche passate (o future), utilizzando non dissolvenze o netti stacchi di montaggio, ma inserendo nelle immagini piccoli riquadri che apriranno la finestra sulla scena (ed epoca) successiva, mantenendo puro lo spirito della graphic novel, dove Maguire inseriva in ogni tavola diversi riquadri per mostrare cosa accadeva in quell’angolo del soggiorno in un tempo differente rispetto a quello del racconto: credetemi, è più facile vederlo che raccontarlo. Quell’unico frame, con i suoi giochi di sovrapposizione e comunicazione tra epoche differenti, ha certamente il suo fascino, quantomeno a livello visivo, poiché a livello narrativo funziona a intermittenza: sì, è bellissimo seguire l’evoluzione di questa famiglia, è divertente anche osservare i soldati della guerra d’indipendenza festeggiare la resa degli inglesi, ma alla fine cosa resta? Qualche ricordo, un po’ di tenerezza e forse la scarsa indulgenza nei confronti dei personaggi, visto che ciò che emerge maggiormente sono le amarezze della vita, le malattie, le disillusioni, il modo in cui i sogni e le aspirazioni di gioventù marciscano sotto strati di polvere e frustrazione (“Sarò un artista”, dice il giovane Tom Hanks a suo padre Paul Bettany, che gli risponde ironicamente: “il mondo ne ha proprio bisogno!”).

    Non si può certamente dire che Here non sia un’opera originale e, per certi versi, interessante: è solo il ciclo della vita che si svolge in quella casa che, probabilmente, non lo è davvero abbastanza.

    #Cinema #commenti #diCheParla #film #poster #recensione #robinWright #significato #spiegazione #storia #tomHanks #trama #zemeckis

  14. Recensione “Here” (2024)

    Hic et nunc, qui e ora, dicevano i latini. Qui e in ogni momento, risponde invece Robert Zemeckis, riarrangiando per il grande schermo la graphic novel omonima di Richard Maguire, dove osserviamo la storia di un pezzo di terreno, un lotto, una casa, un soggiorno, dagli albori della storia fino ai giorni nostri. Nel nuovo lavoro del regista di Forrest Gump, che vede la reunion cinematografica di Tom Hanks e Robin Wright, il tempo infatti scorre, così come le vite, con piccoli e grandi momenti di esistenze tutto sommato comuni, in un puzzle di gioie e dolori da comporre in un unico angolo del pianeta, attraverso i secoli, i decenni, gli anni.

    Grazie a un massiccio utilizzo della computer grafica, che abbiamo già visto in altri film (come ad esempio The Irishman di Martin Scorsese), i volti di Hanks e Wright tornano quelli della loro adolescenza, poi della loro età adulta grazie a un de-aging in fin dei conti credibile, se non fosse che sembra di trovarsi in un videogame iper-realistico, una sorta di versione cinematografica di The Sims o qualcosa del genere (ed è abbastanza inquietante pensare che in The Congress di Ari Folman, la stessa Robin Wright interpretava la parte di un’attrice che cedeva i diritti digitali del suo volto per poter essere replicata all’infinito in qualunque film). Al di là dei discorsi tecnici, la sfida di Zemeckis di costruire 100 minuti di film in uno spazio circoscritto è decisamente vinta, in una serie di continui rimandi ad epoche passate (o future), utilizzando non dissolvenze o netti stacchi di montaggio, ma inserendo nelle immagini piccoli riquadri che apriranno la finestra sulla scena (ed epoca) successiva, mantenendo puro lo spirito della graphic novel, dove Maguire inseriva in ogni tavola diversi riquadri per mostrare cosa accadeva in quell’angolo del soggiorno in un tempo differente rispetto a quello del racconto: credetemi, è più facile vederlo che raccontarlo. Quell’unico frame, con i suoi giochi di sovrapposizione e comunicazione tra epoche differenti, ha certamente il suo fascino, quantomeno a livello visivo, poiché a livello narrativo funziona a intermittenza: sì, è bellissimo seguire l’evoluzione di questa famiglia, è divertente anche osservare i soldati della guerra d’indipendenza festeggiare la resa degli inglesi, ma alla fine cosa resta? Qualche ricordo, un po’ di tenerezza e forse la scarsa indulgenza nei confronti dei personaggi, visto che ciò che emerge maggiormente sono le amarezze della vita, le malattie, le disillusioni, il modo in cui i sogni e le aspirazioni di gioventù marciscano sotto strati di polvere e frustrazione (“Sarò un artista”, dice il giovane Tom Hanks a suo padre Paul Bettany, che gli risponde ironicamente: “il mondo ne ha proprio bisogno!”).

    Non si può certamente dire che Here non sia un’opera originale e, per certi versi, interessante: è solo il ciclo della vita che si svolge in quella casa che, probabilmente, non lo è davvero abbastanza.

    #Cinema #commenti #diCheParla #film #poster #recensione #robinWright #significato #spiegazione #storia #tomHanks #trama #zemeckis

  15. Fakat normalde hiç gerekmediği hâlde modu Steam'in Proton Uyumluluk Aracı ile açtığınızda her şey normal görünüyor ve çalışıyor.

    Bendeki 30 kadar modun hepsine bakmadım, ama şimdilik özellikle son dönemde çıkan en kaliteli modlardan 3 tanesi linux ile uyumsuz!

    Birisi bu arkadaşları uyarmalı!

    Bir kaplama sorunu yüzünden bütün bir mod oynanmaz hâle geliyor!

    Linux ile uyumsuz ne kullanıyorlar, fotoğraf dosya uzantıları mı uyumsuz, bakmadım, bilemiyorum?!

    #linuxgaming #MountAndBladeWarband

  16. “Derler ki hiç bir ağaç kökleri cehenneme ulaşmadan cennete kadar uzanamaz.” C.G.Jung
    #küçükmutluluklar #gününsözü
    “No tree, it is said, can grow to heaven unless its roots reach down to hell.” C.G.Jung
    #HappyHappenings #quoteoftheday
    happyhappenings.today

  17. “Derler ki hiç bir ağaç kökleri cehenneme ulaşmadan cennete kadar uzanamaz.” C.G.Jung

    “No tree, it is said, can grow to heaven unless its roots reach down to hell.” C.G.Jung

    happyhappenings.today

  18. “Derler ki hiç bir ağaç kökleri cehenneme ulaşmadan cennete kadar uzanamaz.” C.G.Jung
    #küçükmutluluklar #gününsözü
    “No tree, it is said, can grow to heaven unless its roots reach down to hell.” C.G.Jung
    #HappyHappenings #quoteoftheday
    happyhappenings.today

  19. “Derler ki hiç bir ağaç kökleri cehenneme ulaşmadan cennete kadar uzanamaz.” C.G.Jung
    #küçükmutluluklar #gününsözü
    “No tree, it is said, can grow to heaven unless its roots reach down to hell.” C.G.Jung
    #HappyHappenings #quoteoftheday
    happyhappenings.today

  20. “Derler ki hiç bir ağaç kökleri cehenneme ulaşmadan cennete kadar uzanamaz.” C.G.Jung
    #küçükmutluluklar #gününsözü
    “No tree, it is said, can grow to heaven unless its roots reach down to hell.” C.G.Jung
    #HappyHappenings #quoteoftheday
    happyhappenings.today

  21. News Haber EshaHaber Hiç hesapta yoktu! Dünya devinden Beşiktaş'a kötü haber: Beşiktaş'ın sezon başında Fransa Ligue 1 ekibi PSG'den kiraladığı genç orta saha oyuncusu Cher Ndour, Paris Saint-Germain'a geri dönebilir.

    Sabah'ın L'equipe'den aktardığı habere göre PSG, Randal Kolo Muani'nin Juventus'a transferini gerçekleştirebilmesi için Cher Ndour'u Beşiktaş'tan geri çağırabilir.

    NDOUR'U… eshahaber.com.tr/haber/hic-hes EshaHaber.com.tr #Beşiktaş #PSG #CherNdour #RandalKoloMuani #Juventus

  22. News Haber EshaHaber Hiç hesapta yoktu! Dünya devinden Beşiktaş'a kötü haber: Beşiktaş'ın sezon başında Fransa Ligue 1 ekibi PSG'den kiraladığı genç orta saha oyuncusu Cher Ndour, Paris Saint-Germain'a geri dönebilir.

    Sabah'ın L'equipe'den aktardığı habere göre PSG, Randal Kolo Muani'nin Juventus'a transferini gerçekleştirebilmesi için Cher Ndour'u Beşiktaş'tan geri çağırabilir.

    NDOUR'U… eshahaber.com.tr/haber/hic-hes EshaHaber.com.tr #Beşiktaş #PSG #CherNdour #RandalKoloMuani #Juventus

  23. Süper Lig efsanesi hiç olmadığı kadar yalnız: Sadece 3 kişi salona geldi: Sakaryaspor'da mevcut başkan Cumhur Genç ve yönetimi olağanüstü kongre kararı almıştı. Atatürk Stadyumu'nun toplantı salonunda bugün yapılan kongreye bazı kurul üyeleri katıldı. Fotoğrafta sadece 3 kişi görülüyordu.

    Yeterli çoğunluğun sağlanamaması sebebiyle ertelenen olağanüstü genel kurul, 8 Haziran Pazar günü… eshahaber.com.tr/haber/super-l EshaHaber.com.tr #SüperLig #Sakaryaspor #GenelKurul #AtatürkStadyumu #Yönetim