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#thiago_avila — Public Fediverse posts

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  1. ⭕« #Israël » devrait libérer les activistes de la #Flottille de #Gaza, #Thiago_Ávila et #Saif_Abukeshek, de leur détention ce samedi avant de les expulser par le biais des autorités d’immigration, selon le groupe de défense des droits #Adalah.

  2. ⭕« #Israël » devrait libérer les activistes de la #Flottille de #Gaza, #Thiago_Ávila et #Saif_Abukeshek, de leur détention ce samedi avant de les expulser par le biais des autorités d’immigration, selon le groupe de défense des droits #Adalah.

  3. ⭕« #Israël » devrait libérer les activistes de la #Flottille de #Gaza, #Thiago_Ávila et #Saif_Abukeshek, de leur détention ce samedi avant de les expulser par le biais des autorités d’immigration, selon le groupe de défense des droits #Adalah.

  4. Les experts des Nations unies ont appelé #Israël à libérer immédiatement les activistes #Thiago_Ávila et #Saif_Abu_Keshek, membres de la #Flottille #gbsumudflotilla, arrêtés en eaux internationales.

  5. Les experts des Nations unies ont appelé #Israël à libérer immédiatement les activistes #Thiago_Ávila et #Saif_Abu_Keshek, membres de la #Flottille #gbsumudflotilla, arrêtés en eaux internationales.

  6. ⭕« Un adieu volé » : la mère de #Thiago_Ávila décède alors qu’il est emprisonné par #Israël La #GSF a annoncé ce mercredi le décès de #Teresa_Regina de #Ávila_e_Silva, alors que son fils est incarcéré depuis une semaine avec son camarade #Saïf_Abukeshek www.revolutionpermanente.fr/Un-adieu-vol...

    « Un adieu volé » : la mère de...

  7. ⭕« Un adieu volé » : la mère de #Thiago_Ávila décède alors qu’il est emprisonné par #Israël La #GSF a annoncé ce mercredi le décès de #Teresa_Regina de #Ávila_e_Silva, alors que son fils est incarcéré depuis une semaine avec son camarade #Saïf_Abukeshek www.revolutionpermanente.fr/Un-adieu-vol...

    « Un adieu volé » : la mère de...

  8. ⭕« Un adieu volé » : la mère de #Thiago_Ávila décède alors qu’il est emprisonné par #Israël La #GSF a annoncé ce mercredi le décès de #Teresa_Regina de #Ávila_e_Silva, alors que son fils est incarcéré depuis une semaine avec son camarade #Saïf_Abukeshek www.revolutionpermanente.fr/Un-adieu-vol...

    « Un adieu volé » : la mère de...

  9. ⭕« Un adieu volé » : la mère de #Thiago_Ávila décède alors qu’il est emprisonné par #Israël La #GSF a annoncé ce mercredi le décès de #Teresa_Regina de #Ávila_e_Silva, alors que son fils est incarcéré depuis une semaine avec son camarade #Saïf_Abukeshek www.revolutionpermanente.fr/Un-adieu-vol...

    « Un adieu volé » : la mère de...

  10. Mario Di Vito, Global Sumud Flotilla, l’incudine delle rogatorie sulle inchieste aperte a Roma, Il Manifesto, 6 maggio 2026

    LE MOSSE DELLA PROCURA C’è bisogno dell’ok di Nordio per chiedere a Tel Aviv di collaborare alle indagini

    Le inchieste della procura di Roma sugli assalti israeliani alla Flotilla, sia quello di ottobre sia quello della settimana scorsa, sono appese alle rogatorie internazionali in cui si domanda «collaborazione» a Tel Aviv su un punto in particolare: i nomi dei militari coinvolti nelle operazioni che hanno fermato le navi della spedizione umanitaria. Infatti, al momento, i fascicoli affidati dal capo Francesco Lo Voi all’aggiunta Lucia Lotti e al sostituto Stefano Opilio hanno sì delle ipotesi di reato (sequestro di persona, rapina, tortura e danneggiamento a rischio di naufragio) ma non hanno indagati, sono cioè ancora a carico di ignoti.
    NEL GIRO di questa settimana i pm invieranno al ministero della Giustizia la richiesta di rogatoria per i fatti di ottobre (un lavoro durato mesi, con decine di testimonianze in corso di traduzione) e poi, dal momento della trasmissione degli atti, partirà un conto alla rovescia: via Arenula ha 30 giorni per decidere il da farsi. Potrebbe limitarsi a trasmettere gli atti alle autorità israeliane, potrebbe opporre il proprio diniego se venisse ravvisata una qualche ipotesi di pericoli per la sicurezza nazionale o altri interessi essenziali dello Stato, oppure potrebbe non fare niente. E in quel caso la palla tornerebbe alla procura, che avrebbe facoltà di procedere in autonomia rivolgendosi direttamente all’ambasciata in Israele. Va da sé che quest’ultima strada rappresenterebbe per chi indaga un vicolo sostanzialmente cieco. Ci sono poche speranze sul fatto che da Tel Aviv decidano di offrire la loro collaborazione, ma un intervento del ministero sarebbe quantomeno una sponda utile a non far cadere il caso nel nulla. Una scelta politica: questa eventualità significherebbe per il governo italiano sfidare in maniera diretta quello israeliano, cosa che sin qui non è mai accaduta, nonostante i rapporti non siano più così distesi com’erano fino a non molti mesi fa.
    TUTTO QUESTO, come detto, riguarda le vicende di ottobre. L’inchiesta consta di due parti complementari: la prima riguarda quello che è successo in acque internazionali alle navi battenti bandiera italiana e, dunque, la procura della Capitale ha tutti i titoli per indagare. La seconda, invece, è incentrata su quanto accaduto all’equipaggio della Flotilla dal momento della sua deportazione in Israele, prima nel porto di Ashdod e poi nel carcere di Ketziot. Agli atti risultano oltre quaranta testimonianze di torture e vessazioni di vario ordine e grado. Ma c’è un problema di giurisdizione: si tratta infatti di delitto politico commesso all’estero in danno di un cittadino italiano e per procedere è necessaria una richiesta ministeriale. Il precedente più noto, in questo senso, è quello dell’omicidio di Giulio Regeni avvenuto in Egitto nel 2016, con le autorità del Cairo che furono a dir poco reticenti e ora il processo va avanti a stento in assenza degli imputati. Se possibile, il comportamento di Tel Aviv sarà ancora meno amichevole.
    PER QUANTO riguarda il fascicolo aperto sui fatti della settimana scorsa, al momento il lavoro di Lotti e Opilio è ancora nelle sue fasi primordiali. Intanto aumenta il numero degli esposti. Oltre a quelli sull’abbordaggio di 22 barche al largo delle coste di Creta e sulla situazione di Thiago Ávila e Saif Abukeshek, portati in Israele e ancora in stato di detenzione, ieri sono arrivate in procura una denuncia dell’attivista Tony La Piccirella e un’integrazione del legal team della Flotilla con un focus sulla nave Tam Tam, assaltata «all’interno della zona di ricerca e soccorso ellenica» mentre peraltro stava (vanamente) chiedendo aiuto via radio proprio alla guardia costiera greca. Allo stato attuale delle cose, sempre a carico di ignoti, si procede per sequestro di persona, ma è probabile che i reati ipotizzati aumenteranno di numero. E l’iter ricomincerà da capo: bisognerà ascoltare i testimoni, verbalizzare i loro racconti, tradurli, produrre un incartamento e poi inviarlo al ministero della Giustizia per la trasmissione a Israele. Ci vorranno mesi.
    NEL MENTRE Ávila e Abukeshek resteranno detenuti almeno fino a domenica e dall’Italia nessuno sta intervenendo. « Il silenzio e l’inerzia istituzionali rappresentano non solo complicità politica, ma potrebbero tradursi anche in responsabilità per omissione», avvertono in un comunicato gli avvocati della Rete di resistenza legale. Che chiedono, con urgenza, «l’attivazione immediata di ogni strumento diplomatico e giudiziario per il rilascio di Thiago e Saif».
    ilmanifesto.it/global-sumud-fl

    #nordiorogatoria #thiago_Avila #saifabukeshek #nordio #Israele

    @news

  11. ⭕L’activiste #Brésilien #Thiago_Avila comparaît devant le tribunal d’occupation après avoir été enlevé avec son collègue #Saif_Abu_Kishk à la suite d’une attaque contre la « #Flottille-Sumud-Globale » en eaux internationales.

  12. ⭕️ #Israël contacte directement les bateaux de la flottille #Global_Sumud pour leur dire que s'ils continuent, leurs bateaux seront confisqués. #Thiago_Avila a réagi en dénonçant les crimes de guerre d'#Israël et la famine imposée aux #Palestiniens.