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#telemeloni — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #telemeloni, aggregated by home.social.

  1. Personaggio schifoso, squallido oltre ogni dire, emblema di una #telemeloni, pagata con i soldi nostri, sempre più serva e che non ha più la minima decenza.
    Il giorno in cui i fascisti verranno ricacciati nuovamente nelle fogne, questo individuo dovrà essere cacciato SUBITO!
    Scontro a Porta a Porta tra Vespa e Provenzano, il conduttore urla: “Stia zitto, non glielo consento”
    fanpage.it/spettacolo/programm

  2. 𝗢𝗕𝗕𝗟𝗜𝗚𝗢
    di 𝗙𝗜𝗥𝗠𝗔

    Petrecca “olimpico” e la rivolta dei giornalisti Rai “giuda”, che tolgono la firma dai servizi sulle olimpiadi del gelo.

    leggitutto > rospeinfrantumi.altervista.org

    #itagliani #olimpiadiinvernali #paolopetrecca (ascesa tentazione e caduta olimpica) #ammutinatiRai #giornalisti e #poltrone #telemeloni (che non esiste) / #disegnini #arte e #resilienza #digitalart #satira (involontaria)

  3. Mettete #Telemeloni ora... 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂 😂

  4. Rai, la graduatoria (segreta) del concorso riservato agli interni è un caso. Pagano dazio Report e PresaDiretta. Critiche anche dall’Unirai.
    Ranucci furente, Iacona svuotato, Unirai delusa. Le reazioni del concorso (pubblico) Rai, con i risultati segreti.

    @attualita

    lanotiziagiornale.it/rai-la-gr

    #Rai #Unirai #TeleMeloni #Tv #Televisione #Giornalismo #Informazione #Report #PresaDiretta #Ranucci #SigfridoRanucci #Iacona #RiccardoIacona

  5. Rai, la graduatoria (segreta) del concorso riservato agli interni è un caso. Pagano dazio Report e PresaDiretta. Critiche anche dall’Unirai.
    Ranucci furente, Iacona svuotato, Unirai delusa. Le reazioni del concorso (pubblico) Rai, con i risultati segreti.

    @attualita

    lanotiziagiornale.it/rai-la-gr

    #Rai #Unirai #TeleMeloni #Tv #Televisione #Giornalismo #Informazione #Report #PresaDiretta #Ranucci #SigfridoRanucci #Iacona #RiccardoIacona

  6. Rai, la graduatoria (segreta) del concorso riservato agli interni è un caso. Pagano dazio Report e PresaDiretta. Critiche anche dall’Unirai.
    Ranucci furente, Iacona svuotato, Unirai delusa. Le reazioni del concorso (pubblico) Rai, con i risultati segreti.

    @attualita

    lanotiziagiornale.it/rai-la-gr

    #Rai #Unirai #TeleMeloni #Tv #Televisione #Giornalismo #Informazione #Report #PresaDiretta #Ranucci #SigfridoRanucci #Iacona #RiccardoIacona

  7. Il festival di #Sanremo negli ultimi anni è stato un netto positivo per la #Rai
    Il 2026 sarà il primo anno completo della nuova conduzione #Conti e della guida #TeleMeloni dato che i contratti sono tarati sulla base dell'edizione precedente (quelli del 2025 erano basati su #Amadeus )
    Per il 2026 Rai ha dovuto pagare al comune di Sanremo 1.5M € in più rispetto al 2025
    Un po' di nodi verranno al pettine sulla gestione Rai (se + o - ancora noi non lo sappiamo, loro sì), ma si parla di #Pucci

  8. Il festival di #Sanremo negli ultimi anni è stato un netto positivo per la #Rai
    Il 2026 sarà il primo anno completo della nuova conduzione #Conti e della guida #TeleMeloni dato che i contratti sono tarati sulla base dell'edizione precedente (quelli del 2025 erano basati su #Amadeus )
    Per il 2026 Rai ha dovuto pagare al comune di Sanremo 1.5M € in più rispetto al 2025
    Un po' di nodi verranno al pettine sulla gestione Rai (se + o - ancora noi non lo sappiamo, loro sì), ma si parla di #Pucci

  9. Il festival di #Sanremo negli ultimi anni è stato un netto positivo per la #Rai
    Il 2026 sarà il primo anno completo della nuova conduzione #Conti e della guida #TeleMeloni dato che i contratti sono tarati sulla base dell'edizione precedente (quelli del 2025 erano basati su #Amadeus )
    Per il 2026 Rai ha dovuto pagare al comune di Sanremo 1.5M € in più rispetto al 2025
    Un po' di nodi verranno al pettine sulla gestione Rai (se + o - ancora noi non lo sappiamo, loro sì), ma si parla di #Pucci

  10. Lorenzo Tosa

    La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è presentata al primo telegiornale della prima rete nazionale e, per 3 minuti e 20 secondi, ha letteralmente occupato il Servizio pubblico con uno spottone elettorale pagato dagli italiani nel quale ha attaccato ancora una volta i giudici e la magistratura italiana.

    Non una (vera) domanda.

    Non un sopracciglio alzato quando ha definito la riforma della Giustizia “un’occasione storica di avere una giustizia più efficiente e più giusta”.

    Non un fiato quando ha vergognosamente politicizzato un referendum.
    “Chi pensa che nella giustizia va tutto bene voterà contro la riforma, quindi voterà No. Chi pensa che invece possa migliorare, voterà a favore della riforma, quindi voterà Sì”.

    Una Presidente del Consiglio che usa la prima rete pubblica nazionale come proprio canale di propaganda per attaccare frontalmente un altro potere dello Stato, questo non è qualcosa che si vede in una democrazia.

    Altro che Telemeloni.
    Questa è roba da Ungheria di Orban.

    Oggi in gioco non c’è solo una riforma inutile e ideologica, ma c’è un’idea di politica che usa il proprio potere come clava e vendetta politica nei confronti di un altro potere “colpevole” solo di aver fatto il proprio lavoro con disciplina e onore. Sull’Albania. Sui migranti. Sul Ponte. Sempre.

    Io sto coi giudici. Con la loro autonomia. La loro indipendenza. Anzi, sono loro grato per quello che stanno fancendo in un clima infame.

    La scelta è facile: o stai con questo governo o dalla parte della Costituzione.

    #telemeloni #MeloniSpottoneRai1
    #melonivsmagistratura

    @[email protected]
    @[email protected]

  11. Lorenzo Tosa

    La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è presentata al primo telegiornale della prima rete nazionale e, per 3 minuti e 20 secondi, ha letteralmente occupato il Servizio pubblico con uno spottone elettorale pagato dagli italiani nel quale ha attaccato ancora una volta i giudici e la magistratura italiana.

    Non una (vera) domanda.

    Non un sopracciglio alzato quando ha definito la riforma della Giustizia “un’occasione storica di avere una giustizia più efficiente e più giusta”.

    Non un fiato quando ha vergognosamente politicizzato un referendum.
    “Chi pensa che nella giustizia va tutto bene voterà contro la riforma, quindi voterà No. Chi pensa che invece possa migliorare, voterà a favore della riforma, quindi voterà Sì”.

    Una Presidente del Consiglio che usa la prima rete pubblica nazionale come proprio canale di propaganda per attaccare frontalmente un altro potere dello Stato, questo non è qualcosa che si vede in una democrazia.

    Altro che Telemeloni.
    Questa è roba da Ungheria di Orban.

    Oggi in gioco non c’è solo una riforma inutile e ideologica, ma c’è un’idea di politica che usa il proprio potere come clava e vendetta politica nei confronti di un altro potere “colpevole” solo di aver fatto il proprio lavoro con disciplina e onore. Sull’Albania. Sui migranti. Sul Ponte. Sempre.

    Io sto coi giudici. Con la loro autonomia. La loro indipendenza. Anzi, sono loro grato per quello che stanno fancendo in un clima infame.

    La scelta è facile: o stai con questo governo o dalla parte della Costituzione.

    #telemeloni #MeloniSpottoneRai1
    #melonivsmagistratura

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  12. Lorenzo Tosa

    La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni si è presentata al primo telegiornale della prima rete nazionale e, per 3 minuti e 20 secondi, ha letteralmente occupato il Servizio pubblico con uno spottone elettorale pagato dagli italiani nel quale ha attaccato ancora una volta i giudici e la magistratura italiana.

    Non una (vera) domanda.

    Non un sopracciglio alzato quando ha definito la riforma della Giustizia “un’occasione storica di avere una giustizia più efficiente e più giusta”.

    Non un fiato quando ha vergognosamente politicizzato un referendum.
    “Chi pensa che nella giustizia va tutto bene voterà contro la riforma, quindi voterà No. Chi pensa che invece possa migliorare, voterà a favore della riforma, quindi voterà Sì”.

    Una Presidente del Consiglio che usa la prima rete pubblica nazionale come proprio canale di propaganda per attaccare frontalmente un altro potere dello Stato, questo non è qualcosa che si vede in una democrazia.

    Altro che Telemeloni.
    Questa è roba da Ungheria di Orban.

    Oggi in gioco non c’è solo una riforma inutile e ideologica, ma c’è un’idea di politica che usa il proprio potere come clava e vendetta politica nei confronti di un altro potere “colpevole” solo di aver fatto il proprio lavoro con disciplina e onore. Sull’Albania. Sui migranti. Sul Ponte. Sempre.

    Io sto coi giudici. Con la loro autonomia. La loro indipendenza. Anzi, sono loro grato per quello che stanno fancendo in un clima infame.

    La scelta è facile: o stai con questo governo o dalla parte della Costituzione.

    #telemeloni #MeloniSpottoneRai1
    #melonivsmagistratura

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  13. Rai, “No Other Land”: il film sull’occupazione israeliana in Cisgiordania sparisce dal palinsesto. Quando la paura diventa censura.

    Succede di nuovo.
    Un film che racconta la verità palestinese viene fatto sparire dal palinsesto della Rai.
    No Other Land, documentario vincitore dell’Oscar 2024, doveva andare in onda a ottobre.
    La messa in onda è stata rinviata “a non prima di metà novembre”.
    Forse più avanti. Forse mai.

    La motivazione ufficiale lascia interdetti.
    Il direttore di Rai Cinema, Paolo Del Brocco, attraverso il dirigente Nicola De Maio, ha spiegato che il film “non è in sintonia con il clima di speranza per la pace che poi è stato firmato”.
    E ha aggiunto: “I contenuti del film avrebbero rischiato strumentalizzazioni, con l’alzarsi del livello delle manifestazioni di piazza anche violente”.

    Due frasi bastano per capire quanto la verità continui a spaventare.
    Perché No Other Land non è un film d’odio.
    È un racconto civile.
    Mostra la vita dei palestinesi sotto occupazione in Cisgiordania, le demolizioni, gli sgomberi, le proteste nonviolente, e lo fa con un linguaggio di testimonianza, non di propaganda.
    Parla di amicizia, di perdita, di dignità umana.
    Non di violenza.

    Eppure, in Italia, raccontare la Palestina sembra diventato un tabù.
    Basta mostrare i fatti per essere accusati di “alimentare divisioni”.
    Meglio tacere, meglio rimandare.
    Meglio cancellare.

    Si chiama censura.
    Ma oggi la censura non si annuncia: si nasconde dietro i comunicati, si veste di prudenza, si traveste da “clima di pace”.
    In realtà, è paura del dissenso.
    È il timore che il pubblico pensi, che rifletta, che riconosca un’ingiustizia quando la vede.

    Un servizio pubblico dovrebbe difendere la libertà d’informazione, non limitarla.
    Ma la Rai, ancora una volta, preferisce la cautela del potere alla verità dei fatti.
    Toglie spazio alla cultura per non disturbare gli equilibri politici.
    Oscura un film per non contraddire la linea dei governi “alleati”.

    No Other Land è un film scomodo, ma necessario.
    Racconta ciò che molti fingono di non vedere: l’occupazione, la spoliazione di un popolo, la memoria negata.
    E forse proprio per questo è stato fermato.
    Perché non urla, non accusa — mostra.
    E ciò che mostra è inconfutabile.

    Non è un semplice rinvio di programmazione.
    È un atto politico.
    Un modo elegante per dire che la verità può aspettare.
    Che la realtà, se non conviene, va spostata più in là.

    Chiamiamolo col suo nome.
    Non è prudenza.
    È censura.
    E ogni censura è una ferita alla democrazia.

    Perché la libertà di informare è l’ultimo confine tra il potere e la coscienza.
    E quando anche quel confine viene spostato, non resta che il silenzio.
    Un silenzio che non profuma di pace, ma di paura.

    Paolo Consiglio

    Fonti principali
    – La Repubblica, 22 ottobre 2025 – “Rai rinvia la messa in onda del documentario No Other Land”.
    – Il Fatto Quotidiano, 23 ottobre 2025 – “Rinviato il film sulla Palestina vincitore dell’Oscar: ‘Non in linea con il clima di pace’”.
    – Al Jazeera English, 23 ottobre 2025 – “No Other Land postponed again by Italian broadcaster”.
    – Variety e The Guardian, 2024–2025 – Report su premi, diffusione e censura del documentario.
    – Dichiarazioni ufficiali di Nicola De Maio, direttore di Rai Cinema, riportate da ANSA e Adnkronos (22–23 ottobre 2025).

    Nota editoriale
    Questo articolo rielabora fatti, fonti giornalistiche e dichiarazioni pubbliche nel rispetto del diritto di cronaca e della libertà di critica, garantiti dall’art. 21 della Costituzione Italiana e dall’art. 10 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo.
    Le opinioni espresse riflettono una valutazione civile e culturale degli eventi e non hanno finalità diffamatorie verso individui o istituzioni.
    Ogni citazione tra virgolette è attribuita alle fonti ufficiali indicate.

    #noOtherLand
    #raicensura
    #censuraRai
    #censura #telemeloni
    #documentari #cisgiordaniaoccupata #cisgiordania

    @[email protected] @[email protected]

  14. Era il Governo che aveva promesso ai #boccaloni che li hanno votati che gli avrebbe tolto le tasse (soprattutto le famose #accise), e invece... OPS! Altre tasse sul gasolio 🤡

    Manovra economica semplicemente #IMBARAZZANTE

    Ma ovviamente se accendete #Telemeloni tutto il giorno e H24 con le lingue a dire che il governo ha fatto questo e ha fatto quello, come no!

  15. Era il Governo che aveva promesso ai #boccaloni che li hanno votati che gli avrebbe tolto le tasse (soprattutto le famose #accise), e invece... OPS! Altre tasse sul gasolio 🤡

    Manovra economica semplicemente #IMBARAZZANTE

    Ma ovviamente se accendete #Telemeloni tutto il giorno e H24 con le lingue a dire che il governo ha fatto questo e ha fatto quello, come no!

  16. Era il Governo che aveva promesso ai #boccaloni che li hanno votati che gli avrebbe tolto le tasse (soprattutto le famose #accise), e invece... OPS! Altre tasse sul gasolio 🤡

    Manovra economica semplicemente #IMBARAZZANTE

    Ma ovviamente se accendete #Telemeloni tutto il giorno e H24 con le lingue a dire che il governo ha fatto questo e ha fatto quello, come no!

  17. Era il Governo che aveva promesso ai #boccaloni che li hanno votati che gli avrebbe tolto le tasse (soprattutto le famose #accise), e invece... OPS! Altre tasse sul gasolio 🤡

    Manovra economica semplicemente #IMBARAZZANTE

    Ma ovviamente se accendete #Telemeloni tutto il giorno e H24 con le lingue a dire che il governo ha fatto questo e ha fatto quello, come no!

  18. Era il Governo che aveva promesso ai #boccaloni che li hanno votati che gli avrebbe tolto le tasse (soprattutto le famose #accise), e invece... OPS! Altre tasse sul gasolio 🤡

    Manovra economica semplicemente #IMBARAZZANTE

    Ma ovviamente se accendete #Telemeloni tutto il giorno e H24 con le lingue a dire che il governo ha fatto questo e ha fatto quello, come no!

  19. #LeccaLecca

    Quando qualche settimana fa parlavo degli #EmiliiFede "molto più pericolosi e infidi", mi riferivo a sta roba qua.
    Tra l'altro oggi non ci sono nemmeno più i pochi anticorpi politici che allora esistevano ancora.

    #TeleMeloni #Bonolis #Ferilli #Venier #22settembre

  20. #LeccaLecca

    Quando qualche settimana fa parlavo degli #EmiliiFede "molto più pericolosi e infidi", mi riferivo a sta roba qua.
    Tra l'altro oggi non ci sono nemmeno più i pochi anticorpi politici che allora esistevano ancora.

    #TeleMeloni #Bonolis #Ferilli #Venier #22settembre

  21. #LeccaLecca

    Quando qualche settimana fa parlavo degli #EmiliiFede "molto più pericolosi e infidi", mi riferivo a sta roba qua.
    Tra l'altro oggi non ci sono nemmeno più i pochi anticorpi politici che allora esistevano ancora.

    #TeleMeloni #Bonolis #Ferilli #Venier #22settembre

  22. #LeccaLecca

    Quando qualche settimana fa parlavo degli #EmiliiFede "molto più pericolosi e infidi", mi riferivo a sta roba qua.
    Tra l'altro oggi non ci sono nemmeno più i pochi anticorpi politici che allora esistevano ancora.

    #TeleMeloni #Bonolis #Ferilli #Venier #22settembre

  23. #LeccaLecca

    Quando qualche settimana fa parlavo degli #EmiliiFede "molto più pericolosi e infidi", mi riferivo a sta roba qua.
    Tra l'altro oggi non ci sono nemmeno più i pochi anticorpi politici che allora esistevano ancora.

    #TeleMeloni #Bonolis #Ferilli #Venier #22settembre

  24. @andre123 @concavi ho i miei dubbi che venga mandata in onda su #TeleMeloni
    Condividiamo il più possibile

  25. Cose (GRAVISSIME) che financo il #Corriere mette in minuscoli trafiletti nascosti (chissà come mai...), e che cmq su #telemeloni non vedrete MAI

  26. :: Ma voi sapevate che Sechi, andrà a sostituire Alessandro Barbero nel programma RAI STORIA?
    Non so se ridere o vomitare...dico solo "POVERA PATRIA" e beata Ignoranza!

    #Telemeloni

  27. E adesso arriva la marketta sul giornale straniero

    Quale efficienza: l'#istitutoluce made in #garbatella comincia ad estendere la forza comunicativa del sistema #telemeloni anche all'estero

    Tale sistema, infatti, è riuscito (tuttora) con sempre maggiore difficoltà, a mostrare un paese dei balocchi che non esiste - in realtà in rovina - da quasi 3 anni tenendo i consensi incredibilmente al 30%

    Per la gente ormai il mondo *è* la TV

    Sono disgustato 🤮

    #time #giornalismospazzatura

  28. "In #Italia sta andando tutto bene.
    Sarà vero? […]
    In sintesi, sono aumentate la pressione fiscale, il debito pubblico e la spesa per interessi.
    E nei prossimi anni si prevede un peggioramento."

    #TeleMeloni #GovernoMeloni #6maggio

    volerelaluna.it/economie/2025/

  29. L’Italia sprofonda al 49° posto nella classifica mondiale della #libertà di #stampa. Il peggior risultato tra tutti i Paesi dell’Europa occidentale.

    Peggio della Slovacchia di Fico. Peggio del regno di Tonga. Peggio della Macedonia del Nord.

    E no, non è un caso. Né un’eredità del passato. A dirlo è #ReporterSansFrontières : «Sì, è colpa del #governo Meloni. Ha contribuito in modo cospicuo al peggioramento della #libertà dei #media ».

    Lo ha fatto con le pressioni politiche sulla #Rai. Con le #querele temerarie contro le testate più #critiche . Con la #leggebavaglio . Con le #intimidazioni ai #cronisti . Con i tentativi di minare la #segretezza delle fonti. E perfino con episodi di #sorveglianza come il caso #Paragon che ricordano – parole loro – gli #abusi dell’Ungheria e della Grecia.

    Nel 2023 eravamo già finiti nella lista nera dei “Paesi problematici”. Nel 2024 siamo scesi di altri cinque posti. E ora, nel 2025, l’Italia scivola ancora.

    Ma tranquilli, #TeleMeloni non esiste.

    facebook.com/share/15ECbr9vB9/

  30. L’Italia sprofonda al 49° posto nella classifica mondiale della #libertà di #stampa. Il peggior risultato tra tutti i Paesi dell’Europa occidentale.

    Peggio della Slovacchia di Fico. Peggio del regno di Tonga. Peggio della Macedonia del Nord.

    E no, non è un caso. Né un’eredità del passato. A dirlo è #ReporterSansFrontières : «Sì, è colpa del #governo Meloni. Ha contribuito in modo cospicuo al peggioramento della #libertà dei #media ».

    Lo ha fatto con le pressioni politiche sulla #Rai. Con le #querele temerarie contro le testate più #critiche . Con la #leggebavaglio . Con le #intimidazioni ai #cronisti . Con i tentativi di minare la #segretezza delle fonti. E perfino con episodi di #sorveglianza come il caso #Paragon che ricordano – parole loro – gli #abusi dell’Ungheria e della Grecia.

    Nel 2023 eravamo già finiti nella lista nera dei “Paesi problematici”. Nel 2024 siamo scesi di altri cinque posti. E ora, nel 2025, l’Italia scivola ancora.

    Ma tranquilli, #TeleMeloni non esiste.

    facebook.com/share/15ECbr9vB9/

  31. L’Italia sprofonda al 49° posto nella classifica mondiale della #libertà di #stampa. Il peggior risultato tra tutti i Paesi dell’Europa occidentale.

    Peggio della Slovacchia di Fico. Peggio del regno di Tonga. Peggio della Macedonia del Nord.

    E no, non è un caso. Né un’eredità del passato. A dirlo è #ReporterSansFrontières : «Sì, è colpa del #governo Meloni. Ha contribuito in modo cospicuo al peggioramento della #libertà dei #media ».

    Lo ha fatto con le pressioni politiche sulla #Rai. Con le #querele temerarie contro le testate più #critiche . Con la #leggebavaglio . Con le #intimidazioni ai #cronisti . Con i tentativi di minare la #segretezza delle fonti. E perfino con episodi di #sorveglianza come il caso #Paragon che ricordano – parole loro – gli #abusi dell’Ungheria e della Grecia.

    Nel 2023 eravamo già finiti nella lista nera dei “Paesi problematici”. Nel 2024 siamo scesi di altri cinque posti. E ora, nel 2025, l’Italia scivola ancora.

    Ma tranquilli, #TeleMeloni non esiste.

    facebook.com/share/15ECbr9vB9/

  32. L’Italia sprofonda al 49° posto nella classifica mondiale della #libertà di #stampa. Il peggior risultato tra tutti i Paesi dell’Europa occidentale.

    Peggio della Slovacchia di Fico. Peggio del regno di Tonga. Peggio della Macedonia del Nord.

    E no, non è un caso. Né un’eredità del passato. A dirlo è #ReporterSansFrontières : «Sì, è colpa del #governo Meloni. Ha contribuito in modo cospicuo al peggioramento della #libertà dei #media ».

    Lo ha fatto con le pressioni politiche sulla #Rai. Con le #querele temerarie contro le testate più #critiche . Con la #leggebavaglio . Con le #intimidazioni ai #cronisti . Con i tentativi di minare la #segretezza delle fonti. E perfino con episodi di #sorveglianza come il caso #Paragon che ricordano – parole loro – gli #abusi dell’Ungheria e della Grecia.

    Nel 2023 eravamo già finiti nella lista nera dei “Paesi problematici”. Nel 2024 siamo scesi di altri cinque posti. E ora, nel 2025, l’Italia scivola ancora.

    Ma tranquilli, #TeleMeloni non esiste.

    facebook.com/share/15ECbr9vB9/