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#larivoluzionedelleondegravitazionali — Public Fediverse posts

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  1. [libro] La rivoluzione delle onde gravitazionali

    Autrice: Matteo Barsuglia
    Titolo: La rivoluzione delle onde gravitazionali
    Editore: Hoepli
    Altro: ISBN 9788836018642; 206 p.; 19,90€; I ed. 2025; genere: divulgazione scientifica

    Voto: 8/10

    10^-18 metri. È una misura che è difficilissima da immaginare. Un miliardesimo di miliardesimo di metro. Se un protone fosse una pallina – non lo è – avrebbe più o meno quel raggio. Lo spessore di un capello, circa 10^-4 m, è una misura gigantesca di fronte a 10^-18 metri. Quando andai a visitare Virgo, a Cascina, la nostra guida ci disse: è come tentare di misurare di quanto si è alzato il livello del mare versandoci dentro un bicchiere d’acqua.

    10^-18 m è quanto bisogna misurare su una distanza di 3 km. Qualsiasi fenomeno fisico sulla Terra genera spostamenti molto superiori a questa misura. Un trattore che ara nelle vicinanze del rivelatore, le onde del mare che si infrangono sulla costa. Un terremoto dall’altra parte del pianeta. Il riscaldamento della strumentazione durante il suo utilizzo. Tutto quello che vi viene in mente può disturbare questa misura. I fisici ci hanno aggiunto tutto quello che viene in mente a loro. Una specie di incubo.

    Bisogna partire da qui per capire quanto è stato difficile rilevare le onde gravitazionali. Secondo la teoria della relatività generale di Einstein lo spazio in cui siamo immersi non è una struttura rigida uniforme. Si allunga e si accorcia a seconda della materia che lo popola. E quanto questa materia si scontra può generare nello spazio delle onde, proprio come fa un sasso gettato in uno stagno. Quando le masse che si scontrano sono inimmaginabili, tipo due buchi neri che si scontrano e si fondono, queste onde allungano e restringono lo spazio (e in contemporanea accelerano e rallentano il tempo) di frazioni minuscole. Quando queste onde arrivano a noi, l’ordine di grandezza di questi allungamenti e accorciamenti si misurano appunto in 10^-18 m su 3 km.

    Teorizzate quindi da Einstein nel 1916, nel 1957 alcuni fisici poco sani di mente si misero in testa che le onde gravitazionali potessero essere in qualche modo rilevabili. Sì, ma come? 58 anni di studi, prove, delusioni, idee geniali e nel settembre del 2015 la prima conferma: abbiamo misurato gli effetti di un’onda gravitazionale!

    Barsuglia in questo libro ci porta per mano nelle varie fasi di questa avventura: perché è importante misurare queste onde, le sfide che sono state superate, gli obiettivi ambiziosi prossimi venturi, cosa ci riserverà il futuro. Come direttore di ricerca del CNRS di Parigi, coordinatore del gruppo francese dei fisici di Virgo per la sua messa a punto, attualmente responsabile del progetto di ricerca per la Francia, Barsuglia è la persona ideale per raccontarci questa avventura incredibile.

    Buona lettura!

    Avvertenza: Per via di strane coincidenze, ho ricevuto questo libro in regalo dall’autore stesso. Mi riservo di fargli due domande se lo incontro di nuovo: che cavolo è il vuoto compresso? E perché fare un rilevatore di onde gravitazionali in Giappone, patria dei terremoti, visto che anche gli starnuti degli scienziati possono disturbare le rivelazioni?

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