#comitatoinsostenibiliolimpiadi — Public Fediverse posts
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MILANO: 14 ANNI FA L’OCCUPAZIONE DI PIANO TERRA, COME SONO CAMBIATE LA METROPOLI E LE SUE LOTTE? https://www.radiondadurto.org/2026/03/02/milano-14-anni-fa-loccupazione-di-piano-terra-come-sono-cambiate-la-metropoli-e-le-sue-lotte/ #comitatoinsostenibiliolimpiadi #pianoterra #Movimento #NAZIONALI #.OFFTOPIC #metropoli #OLIMPIADI #Politica #Locale #milano #noexpo
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MANIFESTAZIONE NAZIONALE - AGAINST MILANO-CORTINA WINTER OLYMPICS
Sabato 7 febbraio, dalle 15:00 alle 18:00, presso Milano, milano
5-6-7-8 febbraio: voi Olimpiadi, noi Utopiadi!
Quattro giorni di mobilitazioni e tre giorni di TAZ per riappropriarci della città pubblica, abbandonata, privatizzata, saccheggiata.5/2: contestiamo l'arrivo della fiaccola olimpica a Milano
6/2: apertura delle Utopiadi e iniziative diffuse nel giorno della cerimonia di inaugurazione allo stadio Meazza
7/2: manifestazione nazionale
8/2: giornata di sport popolare alle UtopiadiNei giorni dell'inaugurazione delle Olimpiadi invernali più insostenibili di sempre, convochiamo una grande manifestazione nazionale sabato 7 febbraio, all'interno di giornate che saranno caratterizzate da iniziative diffuse di contestazione al grande evento privato (sponsorizzato da multinazionali come Leonardo ed Eni, sostenuto da speculatori come Coima) che sta già portando solo debito, cemento in città e montagna, sfruttamento di manodopera e precarietà, rialzo degli affitti, saccheggio di risorse idriche e devastazione delle terre alte.
Le nostre vite non sono un gioco!
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🥈IL GRANDE GIOCO - proiezione del film collettivo di CIO 🥈
Domenica 11 gennaio, dalle 21:00 alle 23:00, presso ZAM, Milano, via Sant'Abbondio 4
Proiezione gratuita del film-documentario collettivo IL GRANDE GIOCO
MILANO-CORTINA: IL ROVESCIO DELLE MEDAGLIE
📌Domenica 11 gennaio ore 21
📌 @ZAM - via Sant'Abbondio 6, Milano
Mentre Milano e Cortina si preparano a ospitare i tanto celebrati Giochi Olimpici Invernali del 2026 sbandierando valori come sostenibilità e cooperazione, una rete di attivistə si batte nei territori per spiegare come in realtà in questo grande evento vinca solo il business di pochi: una città che grazie alle Olimpiadi attira enormi flussi di capitali internazionali che rendono sempre più costoso e difficile viverci; che smantella lo sport pubblico in favore di investimenti sportivi a beneficio dei privati (che in realtà sportivi non sono, ma a beneficio dei privati sicuramente sì); che esporta anche nei delicati ecosistemi montani il suo modello di sviluppo (quello dell’iper-turismo legato allo sci alpino) miope perché i cambiamenti climatici lo hanno reso senza futuro, predatorio e distruttivo di risorse ambientali.
Anche se nessuno ha mai chiesto alle comunità interessate cosa pensano di queste Olimpiadi e se sono disposte a ospitarle nei propri territori, queste comunità hanno deciso di non essere più spettatori passivi e di partecipare al grande gioco olimpico. Da questa esperienza nasce il film documentario Il grande gioco. Il rovescio delle medaglie olimpiche, che racconta la battaglia della rete C.I.O. contro la gigantesca macchina retorica di Milano-Cortina 2026. Pensato come un film diviso in tre atti (o ”round” di una partita), ciascun “round” affronta un tema specifico: nel primo il campo di gara è quello cittadino, e più precisamente lo spicchio di città che va dallo Scalo Romana, dove si trova il villaggio olimpico, fino al quartiere di Corvetto. Qui si gioca la partita sociale più importante, fra render di nuovi e lussuosi progetti abitativi e pulsioni speculative e securitarie che mirano ad allontanare i vecchi abitanti. Il secondo round si concentra sullo sport, con l’utopico-ma-non-troppo obiettivo di riprenderci la città attraverso la pratica di uno sport popolare, inclusivo e dal basso che sconfessi quel modello di privatizzazione sportiva portato avanti dalle Olimpiadi. Mentre nel terzo e ultimo round il campo di gara si sposta in montagna, uno scenario in cui gli e le attivistə dei C.I.O. sono impegnati nel tentativo di cancellare le tracce di uno sviluppo cementizio e divoratore di risorse (gli impianti abbandonati di Cesana Torinese e Pragelato per le Olimpiadi di Torino 2006 ci ricordano qualcosa?) per restituire alla montagna il suo scenario migliore, e poi provare a immaginare insieme un futuro che sia finalmente alla nostra e alla sua portata.
Il progetto di documentario Il grande gioco nasce come laboratorio collettivo all’interno della rete di C.I.O. È un progetto durato circa due anni, totalmente autofinanziato, e composto da filmmakers, lavoratorə, ricercatorə e studentə universitariə. La particolarità del progetto - che lo differenzia dagli altri approfondimenti giornalistici sul modello dei grandi eventi olimpici - è che si tratta di un racconto fatto dall’interno e in presa diretta di un percorso politico in costruzione, con tutte le difficoltà e le incertezze che questo porta con sé.È un modo di fare cinema che parte dal basso, che ci vede allo stesso tempo “partecipanti” e narratori, e che per questo necessita di una presenza costante sul territorio e di un continuo processo di riflessione e confronto con la realtà rappresentata. Il laboratorio si è occupato in modo condiviso di tutte le fasi: ricerca, scrittura, riprese e montaggio secondo principi di orizzontalità e inclusione.
Per tuttə, è un atto di fede nel potere dell’immaginazione e nell’intelligenza collettiva.
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