#bfcj — Public Fediverse posts
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Pasturismo come cambia l'Appennino
Vag61, martedì 12 maggio alle ore 18:00 CEST
Martedì 12 maggio, 18:00, VAG61
Pasturismo:come cambia l’Appennino?
Il turismo è un moderno rituale di massa, un fenomeno dai contorni globali che organizza luoghi, nature e culture in una fiorente industria economica, un settore che sempre più rivolge l’attenzione verso le aree rurali e i territori marginali. Valli, fiumi, pecore e pratiche tradizionali, un tempo simbolo di povertà e arretratezza, oggi promettono al viaggiatore contemporaneo un’esperienza esclusiva e autentica. Percorrendo le montagne al confine di Albania, Kosovo e Montenegro, il film prova a riflettere sulle contraddizioni e i conflitti che attraversano il turismo delle terre alte: possibilità di rinascita e futuro o banale oggetto di consumo?
Ne vogliamo parlare con uno sguardo particolare all’Appennino Bolognese, che attraverseremo dal 22 al 24 maggio con la terza edizione della Summer School della Climate Justice University.
Programma:
18:00 dibattito con contributi di Boschilla e APE Bologna
20:00 cena sociale
21:00 proiezione di Pasturismo -
Un futuro per niente remoto
Vag61, giovedì 7 maggio alle ore 18:00 CEST
Nell’ambito della Climate Justice University
18:00-20:00 | long read pubblico
Un futuro per niente remoto. Subsidenza, alluvioni, innalzamento dei mari e infrastrutture CCS in Emilia Romagna
con Recommon
“Ravenna CCS” è il progetto di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica promosso da una joint venture tra le due grandi corporation fossili italiane a controllo pubblico: ENI e Snam. Il progetto, attualmente nella sua fase pilota, mira a realizzare una serie di infrastrutture su terra e in mare orientate a raccogliere e trasportare la CO2 dall’Emilia Romagna e dal Veneto verso i giacimenti esausti di ENI nell’Alto Adriatico (Porto Corsini Mare Ovest, con le piattaforme PCW-T, PCW B-C; Agostino C; Garibaldi C e Garibaldi D). Con non poche criticità.
20:00 | cena sociale di autofinanziamento per l’azionariato popolare del piano di reindustrializzazione dal basso (Un azione contro il riarmo) del Collettivo di Fabbrica ex GKN.
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L’ultimo fiume libero. Il Tagliamento
Vag61, giovedì 26 marzo alle ore 18:00 CET
Nell’ambito della Climate Justice University
18:00-20:00 | talk pubblico
L’ultimo fiume libero. Il Tagliamento
con Francesco Franz (comitato Tagliamento Libero), Sofia Turati (giornalista di Altreconomia) e Michele Lapini (photo reporter)
L’ultimo fiume selvaggio d’Europa è a un bivio. Comitati e associazioni si battono contro le grandi opere previste lungo l’ultimo fiume che conserva ancora le caratteristiche originali di molti corsi d’acqua alpini, come l’ampio alveo dinamico a canali intrecciati.
20:00 | cena sociale di autofinanziamento per VAG61
https://balotta.org/event/lultimo-fiume-libero-il-tagliamento
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Geografie d'acqua
Libreria Modo Infoshop, mercoledì 8 aprile alle ore 18:00 CEST
Presentazione del libro Geografie d’acqua: paesaggi ibridi
con l’autore Francesco Visentin, discussione con la partecipazione di Wu Ming 1IL LIBRO
I fiumi entrano nel radar della nostra vita, mediatica e materiale, soprattutto in occasione delle loro estreme manifestazioni di assenza (siccità) e presenza (inondazioni). Queste polarità permettono di comprendere come le geografie d’acqua possano essere identificate sia come “fasce di conflittualità” che come “laboratori concettuali e politici” in cui individuare le dinamiche più generali che caratterizzano contesti territoriali a diversa scala. Nell’ampio palinsesto di cambiamenti climatici, sociali, culturali, spaziali o politici, l’acqua rappresenta una possibile lente attraverso la quale studiare l’instabilità e la policronicità dei territori e dei suoi abitanti (umani e non). Proprio per questo diventa fondamentale apprezzare l’assetto dell’idrografia in quanto grande assemblaggio tecnico, un “ibrido paesaggistico” in cui la trasformazione della natura non è un’eccezione, bensì la regola. Indagare questa potenziale conflittualità in relazione alla trasformazione fa sì che questa non diventi solo strumento di controllo, ma di dialogo per raggiungere un efficace connubio tra società e idraulica.di Francesco Visentin
Marsilio Editore
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Il clima dell'informazione
Libreria Modo Infoshop, mercoledì 13 maggio alle ore 18:00 CEST
Presentazione del libro Il clima dell’informazione. La costruzione di uno spazio pubblico di discussione tra giornalismo ambientale ed ecologia della comunicazione
con gli autori Marco Deriu e Niccolò Bertuzzi
IL LIBRO
La crisi ecologica e climatica, pur essendo la sfida più urgente, resta marginale nei media e nel dibattito pubblico. L’informazione ambientale mainstream è spesso frammentaria, sensazionalistica e poco approfondita, incapace di restituire la complessità dei cambiamenti in corso. Raccontare ambiente e clima significa infatti raccontare gli interessi, i conflitti e le passioni che attraversano società e territori. In questo volume, alcune tra le voci più autorevoli del giornalismo ambientale italiano dialogano con il mondo accademico per analizzare limiti e lacune dell’informazione, ma anche per proporre strumenti e pratiche comunicative capaci di stimolare un coinvolgimento più consapevole nelle scelte che riguardano la salute del pianeta e di chi lo abita.di Marco Deriu, Niccolò Bertuzzi, Osman Arrobbio (a cura di), Il clima dell’informazione
Castelvecchi Editore
Con i contributi di Elisabetta Ambrosi, Osman Arrobbio, Rosy Battaglia, Niccolò Bertuzzi, Sabia Braccia, Paolo Cacciari, Stefano Caserini, Marinella Correggia, Marco Deriu, Jacopo Dri, Laura Fazzini, Marina Forti, Martina Gerosa, Laura Gherardi, Sabrina Giannini, Stefano Liberti, Gianluca Maestri, Daniela Passeri, Marcello Pastonesi, Annalisa Perricone, Monica Lisa Rossi, Daniel Spadacini, Lorenzo Tecleme, Elisabetta Tola, Andrea Turco, Serena Zaninetta.
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Il clima dell'informazione
Libreria Modo Infoshop, mercoledì 13 maggio alle ore 18:00 CEST
Presentazione del libro Il clima dell’informazione. La costruzione di uno spazio pubblico di discussione tra giornalismo ambientale ed ecologia della comunicazione
con gli autori Marco Deriu e Niccolò Bertuzzi
IL LIBRO
La crisi ecologica e climatica, pur essendo la sfida più urgente, resta marginale nei media e nel dibattito pubblico. L’informazione ambientale mainstream è spesso frammentaria, sensazionalistica e poco approfondita, incapace di restituire la complessità dei cambiamenti in corso. Raccontare ambiente e clima significa infatti raccontare gli interessi, i conflitti e le passioni che attraversano società e territori. In questo volume, alcune tra le voci più autorevoli del giornalismo ambientale italiano dialogano con il mondo accademico per analizzare limiti e lacune dell’informazione, ma anche per proporre strumenti e pratiche comunicative capaci di stimolare un coinvolgimento più consapevole nelle scelte che riguardano la salute del pianeta e di chi lo abita.di Marco Deriu, Niccolò Bertuzzi, Osman Arrobbio (a cura di), Il clima dell’informazione
Castelvecchi Editore
Con i contributi di Elisabetta Ambrosi, Osman Arrobbio, Rosy Battaglia, Niccolò Bertuzzi, Sabia Braccia, Paolo Cacciari, Stefano Caserini, Marinella Correggia, Marco Deriu, Jacopo Dri, Laura Fazzini, Marina Forti, Martina Gerosa, Laura Gherardi, Sabrina Giannini, Stefano Liberti, Gianluca Maestri, Daniela Passeri, Marcello Pastonesi, Annalisa Perricone, Monica Lisa Rossi, Daniel Spadacini, Lorenzo Tecleme, Elisabetta Tola, Andrea Turco, Serena Zaninetta.
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Il clima dell'informazione
Libreria Modo Infoshop, mercoledì 13 maggio alle ore 18:00 CEST
Presentazione del libro Il clima dell’informazione. La costruzione di uno spazio pubblico di discussione tra giornalismo ambientale ed ecologia della comunicazione
con gli autori Marco Deriu e Niccolò Bertuzzi
IL LIBRO
La crisi ecologica e climatica, pur essendo la sfida più urgente, resta marginale nei media e nel dibattito pubblico. L’informazione ambientale mainstream è spesso frammentaria, sensazionalistica e poco approfondita, incapace di restituire la complessità dei cambiamenti in corso. Raccontare ambiente e clima significa infatti raccontare gli interessi, i conflitti e le passioni che attraversano società e territori. In questo volume, alcune tra le voci più autorevoli del giornalismo ambientale italiano dialogano con il mondo accademico per analizzare limiti e lacune dell’informazione, ma anche per proporre strumenti e pratiche comunicative capaci di stimolare un coinvolgimento più consapevole nelle scelte che riguardano la salute del pianeta e di chi lo abita.di Marco Deriu, Niccolò Bertuzzi, Osman Arrobbio (a cura di), Il clima dell’informazione
Castelvecchi Editore
Con i contributi di Elisabetta Ambrosi, Osman Arrobbio, Rosy Battaglia, Niccolò Bertuzzi, Sabia Braccia, Paolo Cacciari, Stefano Caserini, Marinella Correggia, Marco Deriu, Jacopo Dri, Laura Fazzini, Marina Forti, Martina Gerosa, Laura Gherardi, Sabrina Giannini, Stefano Liberti, Gianluca Maestri, Daniela Passeri, Marcello Pastonesi, Annalisa Perricone, Monica Lisa Rossi, Daniel Spadacini, Lorenzo Tecleme, Elisabetta Tola, Andrea Turco, Serena Zaninetta.
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Il clima dell'informazione
Libreria Modo Infoshop, mercoledì 13 maggio alle ore 18:00 CEST
Presentazione del libro Il clima dell’informazione. La costruzione di uno spazio pubblico di discussione tra giornalismo ambientale ed ecologia della comunicazione
con gli autori Marco Deriu e Niccolò Bertuzzi
IL LIBRO
La crisi ecologica e climatica, pur essendo la sfida più urgente, resta marginale nei media e nel dibattito pubblico. L’informazione ambientale mainstream è spesso frammentaria, sensazionalistica e poco approfondita, incapace di restituire la complessità dei cambiamenti in corso. Raccontare ambiente e clima significa infatti raccontare gli interessi, i conflitti e le passioni che attraversano società e territori. In questo volume, alcune tra le voci più autorevoli del giornalismo ambientale italiano dialogano con il mondo accademico per analizzare limiti e lacune dell’informazione, ma anche per proporre strumenti e pratiche comunicative capaci di stimolare un coinvolgimento più consapevole nelle scelte che riguardano la salute del pianeta e di chi lo abita.di Marco Deriu, Niccolò Bertuzzi, Osman Arrobbio (a cura di), Il clima dell’informazione
Castelvecchi Editore
Con i contributi di Elisabetta Ambrosi, Osman Arrobbio, Rosy Battaglia, Niccolò Bertuzzi, Sabia Braccia, Paolo Cacciari, Stefano Caserini, Marinella Correggia, Marco Deriu, Jacopo Dri, Laura Fazzini, Marina Forti, Martina Gerosa, Laura Gherardi, Sabrina Giannini, Stefano Liberti, Gianluca Maestri, Daniela Passeri, Marcello Pastonesi, Annalisa Perricone, Monica Lisa Rossi, Daniel Spadacini, Lorenzo Tecleme, Elisabetta Tola, Andrea Turco, Serena Zaninetta.
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Il clima dell'informazione
Libreria Modo Infoshop, mercoledì 13 maggio alle ore 18:00 CEST
Presentazione del libro Il clima dell’informazione. La costruzione di uno spazio pubblico di discussione tra giornalismo ambientale ed ecologia della comunicazione
con gli autori Marco Deriu e Niccolò Bertuzzi
IL LIBRO
La crisi ecologica e climatica, pur essendo la sfida più urgente, resta marginale nei media e nel dibattito pubblico. L’informazione ambientale mainstream è spesso frammentaria, sensazionalistica e poco approfondita, incapace di restituire la complessità dei cambiamenti in corso. Raccontare ambiente e clima significa infatti raccontare gli interessi, i conflitti e le passioni che attraversano società e territori. In questo volume, alcune tra le voci più autorevoli del giornalismo ambientale italiano dialogano con il mondo accademico per analizzare limiti e lacune dell’informazione, ma anche per proporre strumenti e pratiche comunicative capaci di stimolare un coinvolgimento più consapevole nelle scelte che riguardano la salute del pianeta e di chi lo abita.di Marco Deriu, Niccolò Bertuzzi, Osman Arrobbio (a cura di), Il clima dell’informazione
Castelvecchi Editore
Con i contributi di Elisabetta Ambrosi, Osman Arrobbio, Rosy Battaglia, Niccolò Bertuzzi, Sabia Braccia, Paolo Cacciari, Stefano Caserini, Marinella Correggia, Marco Deriu, Jacopo Dri, Laura Fazzini, Marina Forti, Martina Gerosa, Laura Gherardi, Sabrina Giannini, Stefano Liberti, Gianluca Maestri, Daniela Passeri, Marcello Pastonesi, Annalisa Perricone, Monica Lisa Rossi, Daniel Spadacini, Lorenzo Tecleme, Elisabetta Tola, Andrea Turco, Serena Zaninetta.
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Inondati di futuro
Porta Pratello, sabato 22 marzo alle ore 17:30 CET
“Inondati di Futuro: giustizia climatica e alluvioni. Un incontro per riflettere e agire” è un evento che unisce reportage, ricerca e attivismo, per affrontare le sfide urgenti della giustizia climatica e delle alluvioni, fenomeni che stanno colpendo con crescente frequenza il nostro territorio.
Partendo dalle esperienze delle alluvioni del 2023 in Romagna e del 2024 a Bologna, l’incontro vuole stimolare una riflessione sulle loro cause.
L’obiettivo dell’incontro è quello di creare un dialogo tra diverse visioni e prospettive per affrontare queste tematiche in modo completo e integrato, cercando soluzioni per affrontare insieme la crisi climatica e costruire un futuro più giusto e sostenibile.
Partendo dalle esperienze delle alluvioni del 2023 in Romagna e del 2024 a Bologna, l’incontro vuole stimolare una riflessione sulle loro cause. L’obiettivo dell’incontro è quello di creare un dialogo tra diverse visioni e prospettive per affrontare queste tematiche in modo completo e integrato, cercando soluzioni per affrontare insieme la crisi climatica e costruire un futuro più giusto e sostenibile.
L’incontro sarà moderato dalla meteorologa Sofia Farina, e vedrà la partecipazione di espertə e attivistə che ci offriranno diverse chiavi di lettura:
• Stella de Luca: PhD candidate in Urban Planning
• Michele Lapini: fotogiornalista freelance
• Bologna For Climate Justice: collettivo impegnato per la giustizia climatica.
Inoltre, avremo il privilegio di ospitare la mostra “Fango” di Elena Zanfanti, che documenta le tracce lasciate dalle alluvioni del 2023 in Romagna, esplorando la devastazione e la lotta per conservare ciò che è stato travolto dal fango.
L’evento sarà realizzato con il contributo del Programma Erasmus+ dell’Unione Europea nell’ambito del progetto RYSE.
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Verso il Climate Pride: ASSEMBLEA CITTADINA
Vag61, giovedì 27 marzo alle ore 18:00 CET
Verso il Climate Pride: ASSEMBLEA CITTADINA
Il 12 aprile saremo collettivamente nelle strade di Bologna per il Climate Pride. In questi mesi abbiamo scritto che “agli intrecci mortiferi che ci trascinano nella crisi climatica, vogliamo contrapporre intrecci collettivi capaci di darci gli strumenti di ri-progettare collettivamente i nostri spazi di vita”.
D’altra parte, In un territorio come quello bolognese, che negli ultimi due anni ha più volte fatto i conti con l’alluvione, i grandi progetti infrastrutturali – come l’allargamento fino a 18 corsie dell’autostrada che attraversa la città – continuano a essere definiti opere strategiche, mentre migliaia di famiglie contano i danni delle alluvioni. L’Emilia-Romagna è tra le prime per consumo di suolo, e Bologna vive fenomeni di turistificazione che aumentano le diseguaglianze, mentre le ondate di calore la rendono invivibile per gran parte dell’estate. Le strategie per affrontare la crisi climatica hanno fallito: per questo, vogliamo costruire pratiche dal basso, coniugando nello spazio urbano verbi come ‘desigillare’ e ‘forestare’.
E’ attorno a queste riflessioni che vogliamo costruire insieme il Climate Pride, in una città che in tante occasioni è stata spazio di intersezione delle lotte e di convergenze: pensiamo al 22 ottobre 2022, quando in migliaia abbiamo sfilato in corteo sulla tangenziale; alle maree transfemministe, alle mobilitazioni ecologiste, studentesche e universitarie, alle lotte per il diritto all’abitare e per lo spazio pubblico. Alle tante assemblee e incontri nelle quali ci siamo incontrate alla ricerca dei nessi. Perché, come abbiamo condiviso tante volte, fine del mondo e fine del mese sono la stessa lotta; perché la nostra vita è una e tanta, contiene un caleidoscopio di esperienze e bisogni, e di conseguenza sono tante le cose che dobbiamo avere l’ambizione di conquistare.
Vogliamo spazi per le ecologie urbane dove affiancare alle rivendicazioni le pratiche che possano attraversare la città; è con queste ambizioni che ci immaginiamo il Climate Pride del 12 aprile: una convergenza di convergenze, perché le tante dimensioni della giustizia climatica e sociale possano sfilare contaminandosi.
Di fronte a un mondo che ci offre l’orizzonte dell’alluvione, dell’escalation bellica, delle ondate di calore, del patriarcato, dello sfruttamento, delle catastrofi ecologiche, dei licenziamenti, della cementificazione, della precarietà, vogliamo provare a costruire pratiche di altrove possibili. Il Climate Pride sarà spazio delle ecologie urbane e traiettoria verso gli stati generali della giustizia climatica e sociale. Ma sarà, soprattutto, quel che collettivamente sapremo costruire in quella giornata con le performance artistiche e gli striscioni, i cartelli e le parole, i fiati e le percussioni, le maschere e i colori. Per questo invitiamo Bologna, le tante reti e soggettività con le quali condividiamo progetti e immaginari, tutte coloro che vogliono essere parte del Climate Pride, a un’assemblea cittadina il 27 marzo alle ore 18:00 a Vag61.
Leggi l’invito al Climate Pride
https://balotta.org/event/verso-il-climate-pride-assemblea-cittadina
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Verso il Climate Pride: ASSEMBLEA CITTADINA
Vag61, giovedì 27 marzo alle ore 18:00 CET
Verso il Climate Pride: ASSEMBLEA CITTADINA
Il 12 aprile saremo collettivamente nelle strade di Bologna per il Climate Pride. In questi mesi abbiamo scritto che “agli intrecci mortiferi che ci trascinano nella crisi climatica, vogliamo contrapporre intrecci collettivi capaci di darci gli strumenti di ri-progettare collettivamente i nostri spazi di vita”.
D’altra parte, In un territorio come quello bolognese, che negli ultimi due anni ha più volte fatto i conti con l’alluvione, i grandi progetti infrastrutturali – come l’allargamento fino a 18 corsie dell’autostrada che attraversa la città – continuano a essere definiti opere strategiche, mentre migliaia di famiglie contano i danni delle alluvioni. L’Emilia-Romagna è tra le prime per consumo di suolo, e Bologna vive fenomeni di turistificazione che aumentano le diseguaglianze, mentre le ondate di calore la rendono invivibile per gran parte dell’estate. Le strategie per affrontare la crisi climatica hanno fallito: per questo, vogliamo costruire pratiche dal basso, coniugando nello spazio urbano verbi come ‘desigillare’ e ‘forestare’.
E’ attorno a queste riflessioni che vogliamo costruire insieme il Climate Pride, in una città che in tante occasioni è stata spazio di intersezione delle lotte e di convergenze: pensiamo al 22 ottobre 2022, quando in migliaia abbiamo sfilato in corteo sulla tangenziale; alle maree transfemministe, alle mobilitazioni ecologiste, studentesche e universitarie, alle lotte per il diritto all’abitare e per lo spazio pubblico. Alle tante assemblee e incontri nelle quali ci siamo incontrate alla ricerca dei nessi. Perché, come abbiamo condiviso tante volte, fine del mondo e fine del mese sono la stessa lotta; perché la nostra vita è una e tanta, contiene un caleidoscopio di esperienze e bisogni, e di conseguenza sono tante le cose che dobbiamo avere l’ambizione di conquistare.
Vogliamo spazi per le ecologie urbane dove affiancare alle rivendicazioni le pratiche che possano attraversare la città; è con queste ambizioni che ci immaginiamo il Climate Pride del 12 aprile: una convergenza di convergenze, perché le tante dimensioni della giustizia climatica e sociale possano sfilare contaminandosi.
Di fronte a un mondo che ci offre l’orizzonte dell’alluvione, dell’escalation bellica, delle ondate di calore, del patriarcato, dello sfruttamento, delle catastrofi ecologiche, dei licenziamenti, della cementificazione, della precarietà, vogliamo provare a costruire pratiche di altrove possibili. Il Climate Pride sarà spazio delle ecologie urbane e traiettoria verso gli stati generali della giustizia climatica e sociale. Ma sarà, soprattutto, quel che collettivamente sapremo costruire in quella giornata con le performance artistiche e gli striscioni, i cartelli e le parole, i fiati e le percussioni, le maschere e i colori. Per questo invitiamo Bologna, le tante reti e soggettività con le quali condividiamo progetti e immaginari, tutte coloro che vogliono essere parte del Climate Pride, a un’assemblea cittadina il 27 marzo alle ore 18:00 a Vag61.
Leggi l’invito al Climate Pride
https://balotta.org/event/verso-il-climate-pride-assemblea-cittadina