Per il caro vita non hanno un piano. Per controllare le piazze, un decreto dopo l’altro.
Il governo Meloni voleva assegnare ai militari inviati a Milano compiti di polizia giudiziaria: ci sono volute le obiezioni del Quirinale per fermarlo.
Ma la stretta sulla sicurezza resta. E racconta una scelta politica precisa: trattare il disagio sociale come un problema di ordine pubblico.
A settembre l’inflazione ha raggiunto il 4,2%. I salari reali sono ancora il 6,1% sotto i livelli del 2021. Intanto affitti insostenibili e liste d’attesa interminabili tolgono alle persone la libertà di costruirsi una vita.
Chi commette violenze deve risponderne: ma chi protesta ha diritto a essere ascoltato, non trattato come una minaccia.
La vera sicurezza è poter pagare le bollette, trovare casa, curarsi: servono investimenti nelle rinnovabili, edilizia pubblica, salari dignitosi, una sanità che funzioni.
I decreti sicurezza non abbassano gli affitti, non aumentano gli stipendi e non accorciano le liste d’attesa.
Governare dovrebbe significare risolvere i problemi delle persone, non cercare continuamente qualcuno contro cui puntare il dito.
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