home.social

Search

300 results for “cincura_net”

  1. My 2nd session about is done and also Belgium 2026 is slowly becoming a history. What a great two days.

  2. My 2nd session about #EFCore #EF is done and also #Techorama Belgium 2026 is slowly becoming a history. What a great two days.

  3. europesays.com/ro/107538/ Acțiune de PR sau nebunie? Un specialist spune cum e posibil ca Lindsey Vonn să poată concura având ligamentul rupt: „Un fotbalist n-ar avea nicio șansă!” #JocurileOlimpiceDeIarna2026 #LindseyVonn #MilanoCortina #RO #Română #Romania #Romanian #schi #Sport #Sports

  4. Il Power Ranger Rosa che ha buttato giù il “Tinder dei nazisti”: i dati sono potere

    Al Chaos Communication Congress di Amburgo, un’hacker tedesca che si fa chiamare Martha Root si è presentata vestita da Power Ranger Rosa e ha cancellato in diretta tre siti suprematisti bianchi, tra cui WhiteDate, noto come “il Tinder dei suprematisti”

    Al Chaos Communication Congress di Amburgo, un’hacker tedesca che si fa chiamare Martha Root si è presentata vestita da Power Ranger Rosa e ha cancellato in diretta tre siti suprematisti bianchi, tra cui WhiteDate, noto come “il Tinder dei suprematisti”.

    https://twitter.com/i/status/2007183888377118750

    Fichissimo, applausi. Eppure serve farsi delle domande.

    Martha era dentro da mesi. Aveva messo in piedi profili fasulli di donne ariane gestiti da chatbot e racconta che quegli uomini si erano innamorati. Mentre gli utenti flirtavano con l’intelligenza artificiale, lei raccoglieva dati e informazioni, trasformando un ambiente pensato per far incontrare persone in un dispositivo che espone identità e reti. Dalle sue analisi è emerso che la piattaforma era gestita da una persona con legami con ambienti suprematisti bianchi. WhiteDate veniva venduto come sito di appuntamenti, ma gli utenti erano quasi tutti uomini: il punto non pare la ricerca di partner, ma la costruzione di un network suprematista travestito da Tinder per ariani.

    I membri della cosiddetta razza superiore si sono fatti fregare lasciando il sito senza protezioni adeguate. Un’infrastruttura che classifica, aggrega e rende operativi dati sensibili produce una forma di soft power che, se progettata male, si ribalta in una falla boomerang. Il Power Ranger Rosa non si è fermata alla distruzione: ha reso consultabili su okstupid.lol informazioni filtrate, mentre il dataset completo è stato condiviso attraverso canali dedicati a giornalisti e ricercatori. Esporre quei dati significa raccontare le persone: chi c’è dentro, come si descrive, come si colloca nello spazio, cosa cerca, a quale oggetto storico dichiara appartenenza.

    WhiteDate stava in una galassia di siti tematici: WhiteDate (dating), WhiteChild (famiglia, ancestry e donazioni di sperma/uova per suprematisti bianchi) e WhiteDeal (networking professionale per razzisti).

    Ed è interessante, non per i nazisti e basta. Perché quello che Martha Root ha mostrato non è che “la sicurezza faceva schifo” e stop, ma che un’infrastruttura di matching è, di fatto, una macchina che rende operativi dati sensibili: identità, preferenze, reti, geografia, appartenenze. E quando quella macchina si rompe, il potere che di solito esercita in silenzio diventa visibile.

    Il punto è che non servono confessioni esplicite. Bastano i data proxy: segnali indiretti che, incrociati, ti profilano. Se mangio kosher “divento” ebreo nei modelli; se segno tutte le moschee “divento” musulmano; se posto “Black Lives Matter” finisco letto in modo diverso anche da sistemi assicurativi. È profilazione per deduzione: il dato sensibile non lo dichiari, lo lasci emergere dai contorni.

    Per questo le policy non sono una cintura di sicurezza: cambiano, si reinterpretano, si aggirano. Il design invece è la decisione politica incorporata nell’architettura: cosa si collega, cosa si correla, cosa si esporta. Se una correlazione è tecnicamente possibile, prima o poi qualcuno la farà. È lo stesso motivo per cui, quando guardo infrastrutture pubbliche, mi interessa l’architettura politica oltre a quella tecnica: lo SPID nasceva con un’idea più decentralizzata proprio per evitare correlazioni tra Stato, portali e autenticazioni. Poi si è cambiata impostazione.

    E la parte più inquietante è che non serve nemmeno un WhiteDate. Noi ci autoprofiliamo ogni giorno: i social sono un flusso continuo di segnali, e i metadati in foto e video sono boe, a volte coordinate vicino casa, con ricadute anche su chi vive con noi. Zuboff lo chiama capitalismo della sorveglianza: una raccolta diffusa in cui non sai quante aziende ti prendono, come ti incrociano e in quali liste finisci. Okstupid.lol è la versione “con la luce accesa”: lo stesso principio reso pubblico. Di norma le liste sono invisibili: non meno reali, meno consultabili.

    okstupid.lol è spettacolare. Ma il suo spettacolo è una dimostrazione tecnica di quanto sia facile classificare e aggregare quando l’infrastruttura lo permette. E questa facilità, storicamente, non resta neutra. In Ruanda nel 1994 lo sterminio dei Tutsi fu facilitato anche da carte d’identità che classificavano le persone in base all’etnia. Negli anni Quaranta, dati del censimento vennero usati per localizzare e supportare misure di sorveglianza e internamento di persone di ascendenza giapponese dopo Pearl Harbor.

    La tecnologia è un apparato amministrativo e informazionale piegato agli scopi di chi la possiede e del contesto politico. E il contesto politico cambia più velocemente delle policy. Per quanto apprezzi Martha Root, non la leggo come uno show: è un promemoria. Il potere dominante queste capacità le ha già, senza Power Ranger, senza exploit, con procedure, contratti standard e con quella cosa che mi piace tanto ma che in certi casi è un problema: l’interoperabilità.

    Per approfondire

    @pirati

    Vuoi segnalare un errore o dare un suggerimento? Scrivici su FriendicaTwitterMastodon o sul gruppo telegram Comunicazione Pirata

    Segui il canale di InformaPirata https://www.informapirata.it/2026/01/09/il-power-ranger-rosa-che-ha-buttato-giu-il-tinder-dei-nazisti-e-i-dati-sono-potere/ #ChaosComputerClub #MarthaRoot informapirata.it/2026/01/09/il
  5. Il Power Ranger Rosa che ha buttato giù il “Tinder dei nazisti”: i dati sono potere

    Al Chaos Communication Congress di Amburgo, un’hacker tedesca che si fa chiamare Martha Root si è presentata vestita da Power Ranger Rosa e ha cancellato in diretta tre siti suprematisti bianchi, tra cui WhiteDate, noto come “il Tinder dei suprematisti”

    Al Chaos Communication Congress di Amburgo, un’hacker tedesca che si fa chiamare Martha Root si è presentata vestita da Power Ranger Rosa e ha cancellato in diretta tre siti suprematisti bianchi, tra cui WhiteDate, noto come “il Tinder dei suprematisti”.

    https://twitter.com/i/status/2007183888377118750

    Fichissimo, applausi. Eppure serve farsi delle domande.

    Martha era dentro da mesi. Aveva messo in piedi profili fasulli di donne ariane gestiti da chatbot e racconta che quegli uomini si erano innamorati. Mentre gli utenti flirtavano con l’intelligenza artificiale, lei raccoglieva dati e informazioni, trasformando un ambiente pensato per far incontrare persone in un dispositivo che espone identità e reti. Dalle sue analisi è emerso che la piattaforma era gestita da una persona con legami con ambienti suprematisti bianchi. WhiteDate veniva venduto come sito di appuntamenti, ma gli utenti erano quasi tutti uomini: il punto non pare la ricerca di partner, ma la costruzione di un network suprematista travestito da Tinder per ariani.

    I membri della cosiddetta razza superiore si sono fatti fregare lasciando il sito senza protezioni adeguate. Un’infrastruttura che classifica, aggrega e rende operativi dati sensibili produce una forma di soft power che, se progettata male, si ribalta in una falla boomerang. Il Power Ranger Rosa non si è fermata alla distruzione: ha reso consultabili su okstupid.lol informazioni filtrate, mentre il dataset completo è stato condiviso attraverso canali dedicati a giornalisti e ricercatori. Esporre quei dati significa raccontare le persone: chi c’è dentro, come si descrive, come si colloca nello spazio, cosa cerca, a quale oggetto storico dichiara appartenenza.

    WhiteDate stava in una galassia di siti tematici: WhiteDate (dating), WhiteChild (famiglia, ancestry e donazioni di sperma/uova per suprematisti bianchi) e WhiteDeal (networking professionale per razzisti).

    Ed è interessante, non per i nazisti e basta. Perché quello che Martha Root ha mostrato non è che “la sicurezza faceva schifo” e stop, ma che un’infrastruttura di matching è, di fatto, una macchina che rende operativi dati sensibili: identità, preferenze, reti, geografia, appartenenze. E quando quella macchina si rompe, il potere che di solito esercita in silenzio diventa visibile.

    Il punto è che non servono confessioni esplicite. Bastano i data proxy: segnali indiretti che, incrociati, ti profilano. Se mangio kosher “divento” ebreo nei modelli; se segno tutte le moschee “divento” musulmano; se posto “Black Lives Matter” finisco letto in modo diverso anche da sistemi assicurativi. È profilazione per deduzione: il dato sensibile non lo dichiari, lo lasci emergere dai contorni.

    Per questo le policy non sono una cintura di sicurezza: cambiano, si reinterpretano, si aggirano. Il design invece è la decisione politica incorporata nell’architettura: cosa si collega, cosa si correla, cosa si esporta. Se una correlazione è tecnicamente possibile, prima o poi qualcuno la farà. È lo stesso motivo per cui, quando guardo infrastrutture pubbliche, mi interessa l’architettura politica oltre a quella tecnica: lo SPID nasceva con un’idea più decentralizzata proprio per evitare correlazioni tra Stato, portali e autenticazioni. Poi si è cambiata impostazione.

    E la parte più inquietante è che non serve nemmeno un WhiteDate. Noi ci autoprofiliamo ogni giorno: i social sono un flusso continuo di segnali, e i metadati in foto e video sono boe, a volte coordinate vicino casa, con ricadute anche su chi vive con noi. Zuboff lo chiama capitalismo della sorveglianza: una raccolta diffusa in cui non sai quante aziende ti prendono, come ti incrociano e in quali liste finisci. Okstupid.lol è la versione “con la luce accesa”: lo stesso principio reso pubblico. Di norma le liste sono invisibili: non meno reali, meno consultabili.

    okstupid.lol è spettacolare. Ma il suo spettacolo è una dimostrazione tecnica di quanto sia facile classificare e aggregare quando l’infrastruttura lo permette. E questa facilità, storicamente, non resta neutra. In Ruanda nel 1994 lo sterminio dei Tutsi fu facilitato anche da carte d’identità che classificavano le persone in base all’etnia. Negli anni Quaranta, dati del censimento vennero usati per localizzare e supportare misure di sorveglianza e internamento di persone di ascendenza giapponese dopo Pearl Harbor.

    La tecnologia è un apparato amministrativo e informazionale piegato agli scopi di chi la possiede e del contesto politico. E il contesto politico cambia più velocemente delle policy. Per quanto apprezzi Martha Root, non la leggo come uno show: è un promemoria. Il potere dominante queste capacità le ha già, senza Power Ranger, senza exploit, con procedure, contratti standard e con quella cosa che mi piace tanto ma che in certi casi è un problema: l’interoperabilità.

    Per approfondire

    @pirati

    Vuoi segnalare un errore o dare un suggerimento? Scrivici su FriendicaTwitterMastodon o sul gruppo telegram Comunicazione Pirata

    Segui il canale di InformaPirata https://www.informapirata.it/2026/01/09/il-power-ranger-rosa-che-ha-buttato-giu-il-tinder-dei-nazisti-e-i-dati-sono-potere/ #ChaosComputerClub #MarthaRoot informapirata.it/2026/01/09/il
  6. Il Power Ranger Rosa che ha buttato giù il “Tinder dei nazisti”: i dati sono potere

    Al Chaos Communication Congress di Amburgo, un’hacker tedesca che si fa chiamare Martha Root si è presentata vestita da Power Ranger Rosa e ha cancellato in diretta tre siti suprematisti bianchi, tra cui WhiteDate, noto come “il Tinder dei suprematisti”

    Al Chaos Communication Congress di Amburgo, un’hacker tedesca che si fa chiamare Martha Root si è presentata vestita da Power Ranger Rosa e ha cancellato in diretta tre siti suprematisti bianchi, tra cui WhiteDate, noto come “il Tinder dei suprematisti”.

    https://twitter.com/i/status/2007183888377118750

    Fichissimo, applausi. Eppure serve farsi delle domande.

    Martha era dentro da mesi. Aveva messo in piedi profili fasulli di donne ariane gestiti da chatbot e racconta che quegli uomini si erano innamorati. Mentre gli utenti flirtavano con l’intelligenza artificiale, lei raccoglieva dati e informazioni, trasformando un ambiente pensato per far incontrare persone in un dispositivo che espone identità e reti. Dalle sue analisi è emerso che la piattaforma era gestita da una persona con legami con ambienti suprematisti bianchi. WhiteDate veniva venduto come sito di appuntamenti, ma gli utenti erano quasi tutti uomini: il punto non pare la ricerca di partner, ma la costruzione di un network suprematista travestito da Tinder per ariani.

    I membri della cosiddetta razza superiore si sono fatti fregare lasciando il sito senza protezioni adeguate. Un’infrastruttura che classifica, aggrega e rende operativi dati sensibili produce una forma di soft power che, se progettata male, si ribalta in una falla boomerang. Il Power Ranger Rosa non si è fermata alla distruzione: ha reso consultabili su okstupid.lol informazioni filtrate, mentre il dataset completo è stato condiviso attraverso canali dedicati a giornalisti e ricercatori. Esporre quei dati significa raccontare le persone: chi c’è dentro, come si descrive, come si colloca nello spazio, cosa cerca, a quale oggetto storico dichiara appartenenza.

    WhiteDate stava in una galassia di siti tematici: WhiteDate (dating), WhiteChild (famiglia, ancestry e donazioni di sperma/uova per suprematisti bianchi) e WhiteDeal (networking professionale per razzisti).

    Ed è interessante, non per i nazisti e basta. Perché quello che Martha Root ha mostrato non è che “la sicurezza faceva schifo” e stop, ma che un’infrastruttura di matching è, di fatto, una macchina che rende operativi dati sensibili: identità, preferenze, reti, geografia, appartenenze. E quando quella macchina si rompe, il potere che di solito esercita in silenzio diventa visibile.

    Il punto è che non servono confessioni esplicite. Bastano i data proxy: segnali indiretti che, incrociati, ti profilano. Se mangio kosher “divento” ebreo nei modelli; se segno tutte le moschee “divento” musulmano; se posto “Black Lives Matter” finisco letto in modo diverso anche da sistemi assicurativi. È profilazione per deduzione: il dato sensibile non lo dichiari, lo lasci emergere dai contorni.

    Per questo le policy non sono una cintura di sicurezza: cambiano, si reinterpretano, si aggirano. Il design invece è la decisione politica incorporata nell’architettura: cosa si collega, cosa si correla, cosa si esporta. Se una correlazione è tecnicamente possibile, prima o poi qualcuno la farà. È lo stesso motivo per cui, quando guardo infrastrutture pubbliche, mi interessa l’architettura politica oltre a quella tecnica: lo SPID nasceva con un’idea più decentralizzata proprio per evitare correlazioni tra Stato, portali e autenticazioni. Poi si è cambiata impostazione.

    E la parte più inquietante è che non serve nemmeno un WhiteDate. Noi ci autoprofiliamo ogni giorno: i social sono un flusso continuo di segnali, e i metadati in foto e video sono boe, a volte coordinate vicino casa, con ricadute anche su chi vive con noi. Zuboff lo chiama capitalismo della sorveglianza: una raccolta diffusa in cui non sai quante aziende ti prendono, come ti incrociano e in quali liste finisci. Okstupid.lol è la versione “con la luce accesa”: lo stesso principio reso pubblico. Di norma le liste sono invisibili: non meno reali, meno consultabili.

    okstupid.lol è spettacolare. Ma il suo spettacolo è una dimostrazione tecnica di quanto sia facile classificare e aggregare quando l’infrastruttura lo permette. E questa facilità, storicamente, non resta neutra. In Ruanda nel 1994 lo sterminio dei Tutsi fu facilitato anche da carte d’identità che classificavano le persone in base all’etnia. Negli anni Quaranta, dati del censimento vennero usati per localizzare e supportare misure di sorveglianza e internamento di persone di ascendenza giapponese dopo Pearl Harbor.

    La tecnologia è un apparato amministrativo e informazionale piegato agli scopi di chi la possiede e del contesto politico. E il contesto politico cambia più velocemente delle policy. Per quanto apprezzi Martha Root, non la leggo come uno show: è un promemoria. Il potere dominante queste capacità le ha già, senza Power Ranger, senza exploit, con procedure, contratti standard e con quella cosa che mi piace tanto ma che in certi casi è un problema: l’interoperabilità.

    Per approfondire

    @pirati

    Vuoi segnalare un errore o dare un suggerimento? Scrivici su FriendicaTwitterMastodon o sul gruppo telegram Comunicazione Pirata

    Segui il canale di InformaPirata https://www.informapirata.it/2026/01/09/il-power-ranger-rosa-che-ha-buttato-giu-il-tinder-dei-nazisti-e-i-dati-sono-potere/ #ChaosComputerClub #MarthaRoot informapirata.it/2026/01/09/il
  7. Il Power Ranger Rosa che ha buttato giù il “Tinder dei nazisti”: i dati sono potere

    Al Chaos Communication Congress di Amburgo, un’hacker tedesca che si fa chiamare Martha Root si è presentata vestita da Power Ranger Rosa e ha cancellato in diretta tre siti suprematisti bianchi, tra cui WhiteDate, noto come “il Tinder dei suprematisti”

    Al Chaos Communication Congress di Amburgo, un’hacker tedesca che si fa chiamare Martha Root si è presentata vestita da Power Ranger Rosa e ha cancellato in diretta tre siti suprematisti bianchi, tra cui WhiteDate, noto come “il Tinder dei suprematisti”.

    https://twitter.com/i/status/2007183888377118750

    Fichissimo, applausi. Eppure serve farsi delle domande.

    Martha era dentro da mesi. Aveva messo in piedi profili fasulli di donne ariane gestiti da chatbot e racconta che quegli uomini si erano innamorati. Mentre gli utenti flirtavano con l’intelligenza artificiale, lei raccoglieva dati e informazioni, trasformando un ambiente pensato per far incontrare persone in un dispositivo che espone identità e reti. Dalle sue analisi è emerso che la piattaforma era gestita da una persona con legami con ambienti suprematisti bianchi. WhiteDate veniva venduto come sito di appuntamenti, ma gli utenti erano quasi tutti uomini: il punto non pare la ricerca di partner, ma la costruzione di un network suprematista travestito da Tinder per ariani.

    I membri della cosiddetta razza superiore si sono fatti fregare lasciando il sito senza protezioni adeguate. Un’infrastruttura che classifica, aggrega e rende operativi dati sensibili produce una forma di soft power che, se progettata male, si ribalta in una falla boomerang. Il Power Ranger Rosa non si è fermata alla distruzione: ha reso consultabili su okstupid.lol informazioni filtrate, mentre il dataset completo è stato condiviso attraverso canali dedicati a giornalisti e ricercatori. Esporre quei dati significa raccontare le persone: chi c’è dentro, come si descrive, come si colloca nello spazio, cosa cerca, a quale oggetto storico dichiara appartenenza.

    WhiteDate stava in una galassia di siti tematici: WhiteDate (dating), WhiteChild (famiglia, ancestry e donazioni di sperma/uova per suprematisti bianchi) e WhiteDeal (networking professionale per razzisti).

    Ed è interessante, non per i nazisti e basta. Perché quello che Martha Root ha mostrato non è che “la sicurezza faceva schifo” e stop, ma che un’infrastruttura di matching è, di fatto, una macchina che rende operativi dati sensibili: identità, preferenze, reti, geografia, appartenenze. E quando quella macchina si rompe, il potere che di solito esercita in silenzio diventa visibile.

    Il punto è che non servono confessioni esplicite. Bastano i data proxy: segnali indiretti che, incrociati, ti profilano. Se mangio kosher “divento” ebreo nei modelli; se segno tutte le moschee “divento” musulmano; se posto “Black Lives Matter” finisco letto in modo diverso anche da sistemi assicurativi. È profilazione per deduzione: il dato sensibile non lo dichiari, lo lasci emergere dai contorni.

    Per questo le policy non sono una cintura di sicurezza: cambiano, si reinterpretano, si aggirano. Il design invece è la decisione politica incorporata nell’architettura: cosa si collega, cosa si correla, cosa si esporta. Se una correlazione è tecnicamente possibile, prima o poi qualcuno la farà. È lo stesso motivo per cui, quando guardo infrastrutture pubbliche, mi interessa l’architettura politica oltre a quella tecnica: lo SPID nasceva con un’idea più decentralizzata proprio per evitare correlazioni tra Stato, portali e autenticazioni. Poi si è cambiata impostazione.

    E la parte più inquietante è che non serve nemmeno un WhiteDate. Noi ci autoprofiliamo ogni giorno: i social sono un flusso continuo di segnali, e i metadati in foto e video sono boe, a volte coordinate vicino casa, con ricadute anche su chi vive con noi. Zuboff lo chiama capitalismo della sorveglianza: una raccolta diffusa in cui non sai quante aziende ti prendono, come ti incrociano e in quali liste finisci. Okstupid.lol è la versione “con la luce accesa”: lo stesso principio reso pubblico. Di norma le liste sono invisibili: non meno reali, meno consultabili.

    okstupid.lol è spettacolare. Ma il suo spettacolo è una dimostrazione tecnica di quanto sia facile classificare e aggregare quando l’infrastruttura lo permette. E questa facilità, storicamente, non resta neutra. In Ruanda nel 1994 lo sterminio dei Tutsi fu facilitato anche da carte d’identità che classificavano le persone in base all’etnia. Negli anni Quaranta, dati del censimento vennero usati per localizzare e supportare misure di sorveglianza e internamento di persone di ascendenza giapponese dopo Pearl Harbor.

    La tecnologia è un apparato amministrativo e informazionale piegato agli scopi di chi la possiede e del contesto politico. E il contesto politico cambia più velocemente delle policy. Per quanto apprezzi Martha Root, non la leggo come uno show: è un promemoria. Il potere dominante queste capacità le ha già, senza Power Ranger, senza exploit, con procedure, contratti standard e con quella cosa che mi piace tanto ma che in certi casi è un problema: l’interoperabilità.

    Per approfondire

    @pirati

    Vuoi segnalare un errore o dare un suggerimento? Scrivici su FriendicaTwitterMastodon o sul gruppo telegram Comunicazione Pirata

    Segui il canale di InformaPirata https://www.informapirata.it/2026/01/09/il-power-ranger-rosa-che-ha-buttato-giu-il-tinder-dei-nazisti-e-i-dati-sono-potere/ #ChaosComputerClub #MarthaRoot informapirata.it/2026/01/09/il
  8. A letra do samba da #UniãodeMaricá:
    "
    Nega da ladeira do Pelô
    Tens o som de Salvador
    E a magia que fulgura
    Revolucionar é seu papel
    E a arte do cinzel
    Tu carregas na cintura
    Junto ao tabuleiro nas manhãs
    Há o sonho das irmãs que anseiam liberdade
    Ecoa toda Nzinga de Matamba
    A mandinga e a demanda
    Realeza, identidade

    Balanço que lembra meu adarrrum
    Na armadura de Ogum, memória ancestral
    Adorno que guardo no meu Ilê
    Herança dos Malês
    É forja do metal!

    #SérieOuro2026 #Sapucaí2026 #minidesfilenacidadedosamba

  9. A letra do samba da #UniãodeMaricá:
    "
    Nega da ladeira do Pelô
    Tens o som de Salvador
    E a magia que fulgura
    Revolucionar é seu papel
    E a arte do cinzel
    Tu carregas na cintura
    Junto ao tabuleiro nas manhãs
    Há o sonho das irmãs que anseiam liberdade
    Ecoa toda Nzinga de Matamba
    A mandinga e a demanda
    Realeza, identidade

    Balanço que lembra meu adarrrum
    Na armadura de Ogum, memória ancestral
    Adorno que guardo no meu Ilê
    Herança dos Malês
    É forja do metal!

    #SérieOuro2026 #Sapucaí2026 #minidesfilenacidadedosamba

  10. Hace muchos años, cuando era un joven ingenuo y estúpido, fui un alto directivo de una startup formada por un montón de ricachones argentinos.

    Era impresionante la cantidad de talento y la cantidad de torpezas por las cuales esa empresa falló.

    Revivo de nuevo esos sentimientos porque los vuelvo a experimentar.

    Alguna vez vivieron la torpeza de gente talentosa? Me refiero a la torpeza sistemática por las cuales las cosas no se llevan adelante o fracasan.

    Es muy difícil de detectar. Y muy difícil de corregir, por lo menos para mí.

    Creo que me acabo de dar cuenta y me ha caído la ficha, bastantes años y un país después.

    Volviendo a la historia, ahí estaba yo, con un título de C-Suite, remando en dulce de leche. No me importaba porque sabía en lo que me metía y estaba comprometido a que fuese un éxito resonante.

    Todas las órdenes que daba terminaban hechas escombros por una cadena de torpezas, reinterpretaciones, y pura dejadez.

    Vivía yo muy frustrado porque no entendía cómo podía ser que gente tan talentosa terminase haciendo tantas pelotudeces juntas

    Recuerdo que el colmo fue cuando el CEO de la compañía, un oligarca ricachón muy inteligente y con mucha plata, en el orden de centenares de millones de dólares, pidió tarjetas para todos usando un color muy difícil de lograr, una especie de celeste con verde...

    Como estaba entre el verde y el celeste nadie percibía el mismo color. El imprentero estaba volviéndose loco. Y nosotros necesitábamos las tarjetas para buscar inversores en una de las tantas juntas de ricachones, en conocida potencia llena de dinero.

    Llegaba el tiempo de viajar y las tarjetas no aparecían. "El problema de las tarjetas" terminó escalando y me lo encajaron a mí. No podía cambiar de imprenta, ni de colores, ni de diseño porque todo eso estaba prohibido por este CEO.

    Tardamos un total de 200 horas hombre de distintas escalas salariales en tenerlas listas en un color verde chillón, porque cuando el imprentero logró el color apropiado, las tarjetas mutaron de color tres días después, mientras las repartíamos. 200 horas distribuidas en un montón de gente que tenía otras tareas que hacer y que no podía dedicarse a esta estupidez.

    Ahí me di cuenta que la empresa se iba a ir a la mierda. Unos años después cerraba, sin alcanzar ninguno de sus objetivos, y con una pérdida de dinero bastante importante.

    A esa altura ya no era parte del círculo áureo (áureo de cartón) en el que se formó. El dulce de leche nos llegaba a la cintura y nos iba ahogando de a uno a la vez.

    No puedo compartir todas las pavadas que se mandaron pero fueron muchas.

    Y Hoy me di cuenta que esas cosas pasan porque no paramos la pelota y estudiamos la cancha un poquito. Concretamente yo debería haberlos mandado a la mierda con tarjetas y todo.

    Mi error fue involucrarme en temas que no me competían. Lo que debería haber hecho en lugar de tratar de ayudar, es declarar un culpable que en este caso era un ingeniero de la UBA muy capaz, rajarlo junto con los dos de maestranza incompetentes, darle el trabajo a la secretaria ejecutiva y cambiar de imprentero.

    En lugar de eso, todos, incluido yo, nos declaramos experto en tarjetas y en colores. También determinamos incluido el CEO que éramos expertos jueces del carácter de los imprenteros de tarjetas.

    Y a eso me refiero con las torpezas de gente inteligente. Son muy difíciles de detectar.

    #tarjetas

  11. Hace muchos años, cuando era un joven ingenuo y estúpido, fui un alto directivo de una startup formada por un montón de ricachones argentinos.

    Era impresionante la cantidad de talento y la cantidad de torpezas por las cuales esa empresa falló.

    Revivo de nuevo esos sentimientos porque los vuelvo a experimentar.

    Alguna vez vivieron la torpeza de gente talentosa? Me refiero a la torpeza sistemática por las cuales las cosas no se llevan adelante o fracasan.

    Es muy difícil de detectar. Y muy difícil de corregir, por lo menos para mí.

    Creo que me acabo de dar cuenta y me ha caído la ficha, bastantes años y un país después.

    Volviendo a la historia, ahí estaba yo, con un título de C-Suite, remando en dulce de leche. No me importaba porque sabía en lo que me metía y estaba comprometido a que fuese un éxito resonante.

    Todas las órdenes que daba terminaban hechas escombros por una cadena de torpezas, reinterpretaciones, y pura dejadez.

    Vivía yo muy frustrado porque no entendía cómo podía ser que gente tan talentosa terminase haciendo tantas pelotudeces juntas

    Recuerdo que el colmo fue cuando el CEO de la compañía, un oligarca ricachón muy inteligente y con mucha plata, en el orden de centenares de millones de dólares, pidió tarjetas para todos usando un color muy difícil de lograr, una especie de celeste con verde...

    Como estaba entre el verde y el celeste nadie percibía el mismo color. El imprentero estaba volviéndose loco. Y nosotros necesitábamos las tarjetas para buscar inversores en una de las tantas juntas de ricachones, en conocida potencia llena de dinero.

    Llegaba el tiempo de viajar y las tarjetas no aparecían. "El problema de las tarjetas" terminó escalando y me lo encajaron a mí. No podía cambiar de imprenta, ni de colores, ni de diseño porque todo eso estaba prohibido por este CEO.

    Tardamos un total de 200 horas hombre de distintas escalas salariales en tenerlas listas en un color verde chillón, porque cuando el imprentero logró el color apropiado, las tarjetas mutaron de color tres días después, mientras las repartíamos. 200 horas distribuidas en un montón de gente que tenía otras tareas que hacer y que no podía dedicarse a esta estupidez.

    Ahí me di cuenta que la empresa se iba a ir a la mierda. Unos años después cerraba, sin alcanzar ninguno de sus objetivos, y con una pérdida de dinero bastante importante.

    A esa altura ya no era parte del círculo áureo (áureo de cartón) en el que se formó. El dulce de leche nos llegaba a la cintura y nos iba ahogando de a uno a la vez.

    No puedo compartir todas las pavadas que se mandaron pero fueron muchas.

    Y Hoy me di cuenta que esas cosas pasan porque no paramos la pelota y estudiamos la cancha un poquito. Concretamente yo debería haberlos mandado a la mierda con tarjetas y todo.

    Mi error fue involucrarme en temas que no me competían. Lo que debería haber hecho en lugar de tratar de ayudar, es declarar un culpable que en este caso era un ingeniero de la UBA muy capaz, rajarlo junto con los dos de maestranza incompetentes, darle el trabajo a la secretaria ejecutiva y cambiar de imprentero.

    En lugar de eso, todos, incluido yo, nos declaramos experto en tarjetas y en colores. También determinamos incluido el CEO que éramos expertos jueces del carácter de los imprenteros de tarjetas.

    Y a eso me refiero con las torpezas de gente inteligente. Son muy difíciles de detectar.

    #tarjetas

  12. Hace muchos años, cuando era un joven ingenuo y estúpido, fui un alto directivo de una startup formada por un montón de ricachones argentinos.

    Era impresionante la cantidad de talento y la cantidad de torpezas por las cuales esa empresa falló.

    Revivo de nuevo esos sentimientos porque los vuelvo a experimentar.

    Alguna vez vivieron la torpeza de gente talentosa? Me refiero a la torpeza sistemática por las cuales las cosas no se llevan adelante o fracasan.

    Es muy difícil de detectar. Y muy difícil de corregir, por lo menos para mí.

    Creo que me acabo de dar cuenta y me ha caído la ficha, bastantes años y un país después.

    Volviendo a la historia, ahí estaba yo, con un título de C-Suite, remando en dulce de leche. No me importaba porque sabía en lo que me metía y estaba comprometido a que fuese un éxito resonante.

    Todas las órdenes que daba terminaban hechas escombros por una cadena de torpezas, reinterpretaciones, y pura dejadez.

    Vivía yo muy frustrado porque no entendía cómo podía ser que gente tan talentosa terminase haciendo tantas pelotudeces juntas

    Recuerdo que el colmo fue cuando el CEO de la compañía, un oligarca ricachón muy inteligente y con mucha plata, en el orden de centenares de millones de dólares, pidió tarjetas para todos usando un color muy difícil de lograr, una especie de celeste con verde...

    Como estaba entre el verde y el celeste nadie percibía el mismo color. El imprentero estaba volviéndose loco. Y nosotros necesitábamos las tarjetas para buscar inversores en una de las tantas juntas de ricachones, en conocida potencia llena de dinero.

    Llegaba el tiempo de viajar y las tarjetas no aparecían. "El problema de las tarjetas" terminó escalando y me lo encajaron a mí. No podía cambiar de imprenta, ni de colores, ni de diseño porque todo eso estaba prohibido por este CEO.

    Tardamos un total de 200 horas hombre de distintas escalas salariales en tenerlas listas en un color verde chillón, porque cuando el imprentero logró el color apropiado, las tarjetas mutaron de color tres días después, mientras las repartíamos. 200 horas distribuidas en un montón de gente que tenía otras tareas que hacer y que no podía dedicarse a esta estupidez.

    Ahí me di cuenta que la empresa se iba a ir a la mierda. Unos años después cerraba, sin alcanzar ninguno de sus objetivos, y con una pérdida de dinero bastante importante.

    A esa altura ya no era parte del círculo áureo (áureo de cartón) en el que se formó. El dulce de leche nos llegaba a la cintura y nos iba ahogando de a uno a la vez.

    No puedo compartir todas las pavadas que se mandaron pero fueron muchas.

    Y Hoy me di cuenta que esas cosas pasan porque no paramos la pelota y estudiamos la cancha un poquito. Concretamente yo debería haberlos mandado a la mierda con tarjetas y todo.

    Mi error fue involucrarme en temas que no me competían. Lo que debería haber hecho en lugar de tratar de ayudar, es declarar un culpable que en este caso era un ingeniero de la UBA muy capaz, rajarlo junto con los dos de maestranza incompetentes, darle el trabajo a la secretaria ejecutiva y cambiar de imprentero.

    En lugar de eso, todos, incluido yo, nos declaramos experto en tarjetas y en colores. También determinamos incluido el CEO que éramos expertos jueces del carácter de los imprenteros de tarjetas.

    Y a eso me refiero con las torpezas de gente inteligente. Son muy difíciles de detectar.

    #tarjetas

  13. Hace muchos años, cuando era un joven ingenuo y estúpido, fui un alto directivo de una startup formada por un montón de ricachones argentinos.

    Era impresionante la cantidad de talento y la cantidad de torpezas por las cuales esa empresa falló.

    Revivo de nuevo esos sentimientos porque los vuelvo a experimentar.

    Alguna vez vivieron la torpeza de gente talentosa? Me refiero a la torpeza sistemática por las cuales las cosas no se llevan adelante o fracasan.

    Es muy difícil de detectar. Y muy difícil de corregir, por lo menos para mí.

    Creo que me acabo de dar cuenta y me ha caído la ficha, bastantes años y un país después.

    Volviendo a la historia, ahí estaba yo, con un título de C-Suite, remando en dulce de leche. No me importaba porque sabía en lo que me metía y estaba comprometido a que fuese un éxito resonante.

    Todas las órdenes que daba terminaban hechas escombros por una cadena de torpezas, reinterpretaciones, y pura dejadez.

    Vivía yo muy frustrado porque no entendía cómo podía ser que gente tan talentosa terminase haciendo tantas pelotudeces juntas

    Recuerdo que el colmo fue cuando el CEO de la compañía, un oligarca ricachón muy inteligente y con mucha plata, en el orden de centenares de millones de dólares, pidió tarjetas para todos usando un color muy difícil de lograr, una especie de celeste con verde...

    Como estaba entre el verde y el celeste nadie percibía el mismo color. El imprentero estaba volviéndose loco. Y nosotros necesitábamos las tarjetas para buscar inversores en una de las tantas juntas de ricachones, en conocida potencia llena de dinero.

    Llegaba el tiempo de viajar y las tarjetas no aparecían. "El problema de las tarjetas" terminó escalando y me lo encajaron a mí. No podía cambiar de imprenta, ni de colores, ni de diseño porque todo eso estaba prohibido por este CEO.

    Tardamos un total de 200 horas hombre de distintas escalas salariales en tenerlas listas en un color verde chillón, porque cuando el imprentero logró el color apropiado, las tarjetas mutaron de color tres días después, mientras las repartíamos. 200 horas distribuidas en un montón de gente que tenía otras tareas que hacer y que no podía dedicarse a esta estupidez.

    Ahí me di cuenta que la empresa se iba a ir a la mierda. Unos años después cerraba, sin alcanzar ninguno de sus objetivos, y con una pérdida de dinero bastante importante.

    A esa altura ya no era parte del círculo áureo (áureo de cartón) en el que se formó. El dulce de leche nos llegaba a la cintura y nos iba ahogando de a uno a la vez.

    No puedo compartir todas las pavadas que se mandaron pero fueron muchas.

    Y Hoy me di cuenta que esas cosas pasan porque no paramos la pelota y estudiamos la cancha un poquito. Concretamente yo debería haberlos mandado a la mierda con tarjetas y todo.

    Mi error fue involucrarme en temas que no me competían. Lo que debería haber hecho en lugar de tratar de ayudar, es declarar un culpable que en este caso era un ingeniero de la UBA muy capaz, rajarlo junto con los dos de maestranza incompetentes, darle el trabajo a la secretaria ejecutiva y cambiar de imprentero.

    En lugar de eso, todos, incluido yo, nos declaramos experto en tarjetas y en colores. También determinamos incluido el CEO que éramos expertos jueces del carácter de los imprenteros de tarjetas.

    Y a eso me refiero con las torpezas de gente inteligente. Son muy difíciles de detectar.

    #tarjetas

  14. Chiedo all’esperta @LaBombetta76: quelli che dicono di avvistare #UFO sono gli stessi che credono che @AstroSamantha non sia nello spazio ma abbia un problema con la lacca per capelli o sono due categorie di #Ciglioni diversi?
    ---
    RT @Flaviaventosole
    Stamattina ho visto un ufo erano le 630 di mattina guardavo la costellazione di Orione ed e’passato in mezzo alla cintura e ha lampeggiato evviva segnaliiiiiiii
    twitter.com/Flaviaventosole/st