#bibliofiliincurabili — Public Fediverse posts
Live and recent posts from across the Fediverse tagged #bibliofiliincurabili, aggregated by home.social.
-
56 giorni — Catherine Ryan Howard
56 giorni mi è stato consigliato da mia moglie. La trama sembrava interessante, quindi, nonostante la mia reticenza, l'ho letto con poche aspettative, ma mi ha comunque deluso.
https://mannivu.wordpress.com/2026/05/01/56-giorni-catherine-ryan-howard/
-
56 giorni — Catherine Ryan Howard
56 giorni mi è stato consigliato da mia moglie. La trama sembrava interessante, quindi, nonostante la mia reticenza, l'ho letto con poche aspettative, ma mi ha comunque deluso.
https://mannivu.wordpress.com/2026/05/01/56-giorni-catherine-ryan-howard/
-
56 giorni — Catherine Ryan Howard
56 giorni mi è stato consigliato da mia moglie. La trama sembrava interessante, quindi, nonostante la mia reticenza, l'ho letto con poche aspettative, ma mi ha comunque deluso.
https://mannivu.wordpress.com/2026/05/01/56-giorni-catherine-ryan-howard/
-
56 giorni — Catherine Ryan Howard
56 giorni mi è stato consigliato da mia moglie. La trama sembrava interessante, quindi, nonostante la mia reticenza, l'ho letto con poche aspettative, ma mi ha comunque deluso.
https://mannivu.wordpress.com/2026/05/01/56-giorni-catherine-ryan-howard/
-
56 giorni — Catherine Ryan Howard
56 giorni mi è stato consigliato da mia moglie. La trama sembrava interessante, quindi, nonostante la mia reticenza, l'ho letto con poche aspettative, ma mi ha comunque deluso.
https://mannivu.wordpress.com/2026/05/01/56-giorni-catherine-ryan-howard/
-
56 giorni — Catherine Ryan Howard
56 giorni mi è stato consigliato da mia moglie. La trama sembrava interessante, quindi, nonostante la mia reticenza, l’ho letto con poche aspettative, ma mi ha comunque deluso.
Di per sé, il romanzo non è malaccio. Usa un’espediente interessante per raccontare la storia, salta tra il presente e il passato dei personaggi. Solo che lo fa continuamente: ogni capitolo è un salto temporale, ora in avanti, ora all’indietro… Certo, il periodo temporale è chiaramente indicato dal titolo del capitolo (es. 56 giorni prima, Oggi, 32 giorni prima, etc.), ma, per chi come me, non ha tempo per leggerlo con continuità risulta un po’ pesante e caotico. Specie quando le linee temporali diventano più di una, perché man mano si alternano il punto di vista della protagonista donna, del protagonista uomo, di una seconda protagonista donna e di una terza protagonista donna.
C’è poi un grosso problema:
Possibile anticipazioneAlla fine del libro uno dei capitoli iniziali viene completamente riscritto in base alle informazioni trapelate nel corso del romanzo. Il problema è che rende il primo capitolo totalmente inutile, perché, di fatto, è una completa ammissione da part dell’autrice di aver volutamente fuorviato il lettore all’inizio del libro.
La trama si regge in piedi piuttosto bene, anche se a un certo punto, quando vengono rivelate le relazioni tra i rispettivi personaggi, un po’ mi è preso il senso di schifo nei confronti di uno di loro.
Il tono dei dialoghi non mi è piaciuto molto, se devo essere sincero: i due protagonisti principali parlano tra di loro e a loro stessi come se fossero adolescenti in preda all’ormone, quando in realtà hanno entrambi tra i 25 e i 33 anni.
Grossa delusione sul finale, che dovrebbe sembrare aperto, ma lascia un senso di incompletezza enorme, quasi come se l’autrice non avesse avuto la più pallida idea di come chiudere la storia e abbia lasciato tutto in sospeso o, peggio, abbia aggiunto un capitolo finale totalmente inutile (perché, per come è scritto e per cosa c’è scritto, lo è).
Maggiori informazioni sul libro su OpenLibrary
#BibliofiliIncurabili #libri #Recensioni -
La zona morta — Stephen King
Non leggevo qualcosa di Stephen King dai tempi dell'università ormai quasi 10 anni fa, ma appena ho iniziato a leggere La zona morta ho capito cosa significa che ogni autore ha il suo stile.
https://mannivu.wordpress.com/2026/04/19/la-zona-morta-stephen-king/
-
La contessa va in crociera — Francesco Muzzopappa
La contessa va in crociera è il seguito diretto di Affari di famiglia scritto dallo stesso Muzzopappa. Nel libro ritroviamo la splendida contessa Maria Vittoria dal Pozzo della Cisterna, questa volta invitata su una nave da crociera come ospite pagato.
La storia riparte un paio di anni dopo la fine del primo romanzo, con delle dinamiche che hanno influito sulla vita dei personaggi fuori dalla narrazione.
Lo stile è tutto sommato simile al primo libro: leggero, scanzonato. E per quanto la storia sia semplice e la vicenda piuttosto statica (più che del primo romanzo), non annoia, ci sono dinamiche in gioco ben definite e verosimili, per quanto alle volte esagerate.
È una lettura molto leggera, perfetta per l’ombrellone.
Io, comunque, aspetto con trepidazione un terzo romanzo solo per sapere in quali modi la contessa appellerà il suo sciagurato figlio.
Maggiori informazioni sul libro su OpenLibrary
-
Bugiarda — Ayelet Gundar-Goshen
Bugiarda potrebbe benissimo essere riassunto con la frase «Tutti mentono, tutti sono bugiardi», ma, nonostante un’idea di partenza interessante, lo sviluppo manca il bersaglio (anche se non di molto).
Il romanzo parte in modo molto semplice: una ragazza di 17 anni accusa di molestie un uomo. Facile, semplice, chiaro. Se non fosse che, in realtà, la molestia non è mai avvenuta e quindi la protagonista si trova in un turbine generato da una bugia da cui è molto difficile uscire.
È talmente difficile uscirne che anche l’autrice si perde in tutto ciò, alle volte parlando di vicende passate dei personaggi che, spesso, non hanno conseguenze nella storia del romanzo. Sì, forse rendono più pieni i personaggi, ma tagliano il tempo della trama inutilmente, trama che è comunque intrigante e affascinante, riesce a tenere il lettore incollato quando procede spedita. Però ci sono troppi blocchi, troppi freni che rovinano un po’ la continuazione del romanzo.
Maggiori informazioni sul libro su OpenLibrary
-
Frontiera — Francesco Costa
Frontiera è un libro che vuole spiegare gli Stati Uniti d’America contemporanei, ma risente troppo dello stile dell’autore e, incredibilmente, degli avvenimenti accaduti dopo la pubblicazione.
Lo stile di Francesco Costa è molto particolare, tende a saltare da un argomento all’altro molto velocemente, alle volte senza alcuna consequenzialità logica. È uno stile che va benissimo per alcune puntate di un podcast (e i suoi podcast sono ottimi, molto semplici da seguire), ma per un libro rende un po’ disconnessa la lettura. Il modo migliore per descriverlo è chiedervi di tornare con la mente a quella scena presente molto spesso nelle sitcom nordamericane in cui un adolescente prende in mano una macchina per la prima volta e comincia ad accelerare e frenare alternativamente di continuo; ecco, Frontiera mi è sembrato così: delle volte accelera su un argomento, per poi frenare subito dopo.
Certo, non è un libro che vuole insegnare niente, vuole solo mostrare cosa sono gli Stati Uniti degli anni 2020, ma buttare insieme troppe nozioni, spesso slegate tra loro, genera un senso di confusione.
Incredibilmente, poi, ciò che è accaduto negli USA dopo la pubblicazione del libro (edito nel 2024) contraddicono tutte le previsioni di Costa, anche le più rosee (ma, diciamocelo, è stato un periodo estremamente burrascoso e nessuno si aspettava quello che è successo e quello che sta ancora succedendo).
Frontiera è ottimo per frasi un’idea di come funzionano gli Stati Uniti lontano dalle telecamere e dalle sparate dei suoi politici, se riuscite a sopportare lo stile nozionistico di Costa.
Maggiori informazioni sul libro su OpenLibrary
-
Affari di famiglia — Francesco Muzzopappa
Affari di famiglia è un libro che non si prende per nulla sul serio. È un romanzo scanzonato, leggero e che strappa un sorriso, senza la pretesa di essere un capolavoro.
https://mannivu.wordpress.com/2025/12/14/affari-di-famiglia-francesco-muzzopappa/
-
Affari di famiglia — Francesco Muzzopappa
Affari di famiglia è un libro che non si prende per nulla sul serio. È un romanzo scanzonato, leggero e che strappa un sorriso, senza la pretesa di essere un capolavoro.
Francesco Muzzopappa ha messo insieme una storia piuttosto divertente e surreale, con personaggi altrettanto surreali che, però, potrebbero esistere davvero. La forza dei personaggi è nei loro difetti, che li rendono umani, per quanto al lettore possano apparire tonti e disconnessi da quanto succede loro intorno.
La storia non è molto più che un romanzo da ombrellone eppure intrattiene molto bene, riesce a catturare, nonostante la mancanza di punteggiatura per distinguere i dialoghi dalla narrazione o dai pensieri (e, a posteriori, è un fattore che può rendere difficoltosa la comprensione delle scene a una prima lettura, tanto che in alcuni punti è bene tornare indietro, rileggere e riflettere).
Nel complesso è un libro divertente e pieno di umorismo semplice.
Maggiori informazioni sul libro su OpenLibrary
-
Lo scudo di Talos — Valerio Massimo Manfredi
Recensione personale del libro "Lo scudo di Talos" di Valerio Massimo Manfredi
https://mannivu.wordpress.com/2025/10/12/lo-scudo-di-talos-valerio-massimo-manfredi/