#bengvir — Public Fediverse posts
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Ja, das berichten mir viele. Dem Ansehen von Israel in Deutschland schaden Weimthals Hassmails sehr. Aber das gilt eben auch für den Rassismus von Ben-Gvir insgesamt, der W. wiederum vor Strafverfolgung schützt.
Immerhin ergibt sich so eine Chance, dass immer mehr Menschen die Gefahren durch Rechtsdualismus & digitale Radikalisierung (Thymotisierung) begreifen.
#Deutschland #Israel #DigitaleGewalt #Radikalisierung #Thymotisierung #Trolling #Weinthal #BenGvir #Psychologie #Dualismus #Rechtsdualismus
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Ja, das berichten mir viele. Dem Ansehen von Israel in Deutschland schaden Weimthals Hassmails sehr. Aber das gilt eben auch für den Rassismus von Ben-Gvir insgesamt, der W. wiederum vor Strafverfolgung schützt.
Immerhin ergibt sich so eine Chance, dass immer mehr Menschen die Gefahren durch Rechtsdualismus & digitale Radikalisierung (Thymotisierung) begreifen.
#Deutschland #Israel #DigitaleGewalt #Radikalisierung #Thymotisierung #Trolling #Weinthal #BenGvir #Psychologie #Dualismus #Rechtsdualismus
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Ja, das berichten mir viele. Dem Ansehen von Israel in Deutschland schaden Weimthals Hassmails sehr. Aber das gilt eben auch für den Rassismus von Ben-Gvir insgesamt, der W. wiederum vor Strafverfolgung schützt.
Immerhin ergibt sich so eine Chance, dass immer mehr Menschen die Gefahren durch Rechtsdualismus & digitale Radikalisierung (Thymotisierung) begreifen.
#Deutschland #Israel #DigitaleGewalt #Radikalisierung #Thymotisierung #Trolling #Weinthal #BenGvir #Psychologie #Dualismus #Rechtsdualismus
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Ja, das berichten mir viele. Dem Ansehen von Israel in Deutschland schaden Weimthals Hassmails sehr. Aber das gilt eben auch für den Rassismus von Ben-Gvir insgesamt, der W. wiederum vor Strafverfolgung schützt.
Immerhin ergibt sich so eine Chance, dass immer mehr Menschen die Gefahren durch Rechtsdualismus & digitale Radikalisierung (Thymotisierung) begreifen.
#Deutschland #Israel #DigitaleGewalt #Radikalisierung #Thymotisierung #Trolling #Weinthal #BenGvir #Psychologie #Dualismus #Rechtsdualismus
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L'unica democrazia del Medio Oriente. “Nessun perdono per Yuval Abraham e Rachel Shor”: manifestazione sotto casa della regista di “Naza”. È delle ultime ore infatti un video diffuso su Instagram da Ziv Baranes, uomo della “gang” di Ben Gvir molto popolare sui social. Nel video si vede una manifestazione degli estremisti organizzata proprio sotto casa della famiglia di Rachel Szor.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/17/documentario-naza-venezia-israele-manifestazione-video/
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L'unica democrazia del Medio Oriente. “Nessun perdono per Yuval Abraham e Rachel Shor”: manifestazione sotto casa della regista di “Naza”. È delle ultime ore infatti un video diffuso su Instagram da Ziv Baranes, uomo della “gang” di Ben Gvir molto popolare sui social. Nel video si vede una manifestazione degli estremisti organizzata proprio sotto casa della famiglia di Rachel Szor.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/17/documentario-naza-venezia-israele-manifestazione-video/
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L'unica democrazia del Medio Oriente. “Nessun perdono per Yuval Abraham e Rachel Shor”: manifestazione sotto casa della regista di “Naza”. È delle ultime ore infatti un video diffuso su Instagram da Ziv Baranes, uomo della “gang” di Ben Gvir molto popolare sui social. Nel video si vede una manifestazione degli estremisti organizzata proprio sotto casa della famiglia di Rachel Szor.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/17/documentario-naza-venezia-israele-manifestazione-video/
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L'unica democrazia del Medio Oriente. “Nessun perdono per Yuval Abraham e Rachel Shor”: manifestazione sotto casa della regista di “Naza”. È delle ultime ore infatti un video diffuso su Instagram da Ziv Baranes, uomo della “gang” di Ben Gvir molto popolare sui social. Nel video si vede una manifestazione degli estremisti organizzata proprio sotto casa della famiglia di Rachel Szor.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/17/documentario-naza-venezia-israele-manifestazione-video/
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Israele, Ben-Gvir invoca l’omicidio dei palestinesi
da Agence Media Palestine Il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir ha rilasciato dichiarazioni sempre più razziste, incitando all'omicidio dei palestinesi e promuovendo impiccagioni pubbliche ed esecuzioni sommarie. "Ho promesso di peggiorare le condizioni di detenzione per i terroristi: abbiamo mantenuto la promessa. Ho promesso di approvare la legge sulla pena di morte per i terroristi: l'abbiamo fatto. E oggi, anche il braccio della morte e il luogo delle esecuzioni stanno iniziando a prendere forma". […]https://andream94.wordpress.com/2026/08/26/israele-ben-gvir-invoca-lomicidio-dei-palestinesi/
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Israele, Ben-Gvir invoca l’omicidio dei palestinesi
da Agence Media Palestine Il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir ha rilasciato dichiarazioni sempre più razziste, incitando all'omicidio dei palestinesi e promuovendo impiccagioni pubbliche ed esecuzioni sommarie. "Ho promesso di peggiorare le condizioni di detenzione per i terroristi: abbiamo mantenuto la promessa. Ho promesso di approvare la legge sulla pena di morte per i terroristi: l'abbiamo fatto. E oggi, anche il braccio della morte e il luogo delle esecuzioni stanno iniziando a prendere forma". […]https://andream94.wordpress.com/2026/08/26/israele-ben-gvir-invoca-lomicidio-dei-palestinesi/
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Israele, Ben-Gvir invoca l’omicidio dei palestinesi
da Agence Media Palestine Il ministro israeliano Itamar Ben-Gvir ha rilasciato dichiarazioni sempre più razziste, incitando all'omicidio dei palestinesi e promuovendo impiccagioni pubbliche ed esecuzioni sommarie. "Ho promesso di peggiorare le condizioni di detenzione per i terroristi: abbiamo mantenuto la promessa. Ho promesso di approvare la legge sulla pena di morte per i terroristi: l'abbiamo fatto. E oggi, anche il braccio della morte e il luogo delle esecuzioni stanno iniziando a prendere forma". […]https://andream94.wordpress.com/2026/08/26/israele-ben-gvir-invoca-lomicidio-dei-palestinesi/
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L'USO DEL LUTTO COME PREMESSA DI "SOLUZIONE FINALE".
- NETANYAHU e BEN-GVIR "PARLANO" DAL FUNERALE DELL'ULTIMO OSTAGGIO.
di Lavinia Marchetti
A Meitar, il 28 gennaio 2026, la sepoltura di Ran Gvili chiude il conteggio degli ostaggi riportati dalla Striscia di Gaza dopo ottocentoquarantatré giorni di prigionia e operazioni militari. Questo evento sancisce la fine di una fase del conflitto. Lo Stato utilizza il corpo dell'ultimo rapito per stabilire nuove regole d'ingaggio definitive. Benjamin Netanyahu ha rimosso la spilla gialla dal proprio abito durante l'elogio funebre. Questo atto simbolico indica il passaggio dalla gestione della crisi alla proclamazione di un obiettivo finale di cancellazione territoriale e di sterminio. Il Primo Ministro ha dichiarato:
«Per 843 giorni, questa spilla gialla è rimasta appuntata al mio petto, un peso costante, un promemoria del debito che avevamo verso Ran e verso ogni singola anima rapita in quel giorno nero. Oggi, con il ritorno di Ran Gvili, l'ultimo dei nostri figli, la missione nazionale di riportarli a casa è ufficialmente compiuta. Posso finalmente toglierla, ma non illudetevi: se oggi cade la spilla, la nostra spada resta sguainata e più affilata che mai» (Benjamin Netanyahu, Discorso al funerale di Ran Gvili, Meitar, 28 gennaio 2026).
Questa affermazione lega la fine dell'attesa alla ripresa di una violenza che non prevede più il limite del negoziato. L'obiettivo dichiarato diventa la trasformazione di Gaza in un luogo privo di vita civile. Netanyahu prosegue definendo lo spazio nemico attraverso la categoria del nulla:
«Continueremo a setacciare ogni centimetro della Striscia finché Gaza non sarà altro che un deserto smilitarizzato dove il nome di Hamas sarà solo un monito per i secoli a venire. Chi ha toccato Ran ha pagato con la vita, e chiunque oserà sfidarci ancora vedrà la propria casa rasa al suolo».
Itamar Ben-Gvir ha integrato questa visione con una richiesta che incide sulla materia biologica dei prigionieri. Il Ministro della Sicurezza Nazionale ha invocato l'applicazione della pena capitale come strumento ordinario. Le sue parole definiscono un'alterità assoluta priva di diritti elementari:
«Non è più tempo di prigioni, non è più tempo di nutrire questi animali umani con le tasse dei nostri cittadini. Chiedo ufficialmente al governo di approvare ora la legge sulla pena di morte. Ogni terrorista che ha partecipato a quell'orrore deve uscire dalle nostre carceri solo dentro una bara» (Itamar Ben-Gvir, Elogio funebre per Ran Gvili, Meitar, 28 gennaio 2026).
La richiesta di trasformare il sistema carcerario in un apparato di eliminazione fisica riflette l'impianto argomentativo del colonialismo d'insediamento e si avvicina ad un nazismo dichiarato. La vita del nemico viene considerata priva di valore giuridico. La morte diventa l'unico esito possibile del processo di custodia. Ben-Gvir ha concluso ribadendo la necessità di una forza che esclude concessioni umanitarie:
«Non ci può essere pietà per chi non ha umanità. Per Ran, per il suo sangue, la nostra risposta deve essere una forza schiacciante e definitiva, senza concessioni e senza aiuti umanitari per chi ha protetto i suoi rapitori».
- Al di là del delirio che possiamo facilmente scorgere in queste parole, si può notare anche come questa retorica trasforma il rito del commiato in una ratifica della violenza sovrana. Il corpo di Gvili funge da fondamento per la fondazione di "Renanim", una nuova comunità nel Negev che sorgerà sopra la memoria del conflitto. La distribuzione territoriale degli insediamenti segue la logica della sostituzione della popolazione locale. La conclusione della missione per gli ostaggi apre la fase della desertificazione di Gaza. Ogni azione viene presentata come necessaria per la sicurezza dello Stato. Il lutto si fa pretesto per la cancellazione dell'altro. Il genocidio continua. Per tutte le anime belle che credevano che restituendo gli ostaggi si sarebbero fermati.
#funeraliGvili #nethanyahu #bengvir #sionismoOmicida #penadimorte
#israele #israelegenocida -
L'USO DEL LUTTO COME PREMESSA DI "SOLUZIONE FINALE".
- NETANYAHU e BEN-GVIR "PARLANO" DAL FUNERALE DELL'ULTIMO OSTAGGIO.
di Lavinia Marchetti
A Meitar, il 28 gennaio 2026, la sepoltura di Ran Gvili chiude il conteggio degli ostaggi riportati dalla Striscia di Gaza dopo ottocentoquarantatré giorni di prigionia e operazioni militari. Questo evento sancisce la fine di una fase del conflitto. Lo Stato utilizza il corpo dell'ultimo rapito per stabilire nuove regole d'ingaggio definitive. Benjamin Netanyahu ha rimosso la spilla gialla dal proprio abito durante l'elogio funebre. Questo atto simbolico indica il passaggio dalla gestione della crisi alla proclamazione di un obiettivo finale di cancellazione territoriale e di sterminio. Il Primo Ministro ha dichiarato:
«Per 843 giorni, questa spilla gialla è rimasta appuntata al mio petto, un peso costante, un promemoria del debito che avevamo verso Ran e verso ogni singola anima rapita in quel giorno nero. Oggi, con il ritorno di Ran Gvili, l'ultimo dei nostri figli, la missione nazionale di riportarli a casa è ufficialmente compiuta. Posso finalmente toglierla, ma non illudetevi: se oggi cade la spilla, la nostra spada resta sguainata e più affilata che mai» (Benjamin Netanyahu, Discorso al funerale di Ran Gvili, Meitar, 28 gennaio 2026).
Questa affermazione lega la fine dell'attesa alla ripresa di una violenza che non prevede più il limite del negoziato. L'obiettivo dichiarato diventa la trasformazione di Gaza in un luogo privo di vita civile. Netanyahu prosegue definendo lo spazio nemico attraverso la categoria del nulla:
«Continueremo a setacciare ogni centimetro della Striscia finché Gaza non sarà altro che un deserto smilitarizzato dove il nome di Hamas sarà solo un monito per i secoli a venire. Chi ha toccato Ran ha pagato con la vita, e chiunque oserà sfidarci ancora vedrà la propria casa rasa al suolo».
Itamar Ben-Gvir ha integrato questa visione con una richiesta che incide sulla materia biologica dei prigionieri. Il Ministro della Sicurezza Nazionale ha invocato l'applicazione della pena capitale come strumento ordinario. Le sue parole definiscono un'alterità assoluta priva di diritti elementari:
«Non è più tempo di prigioni, non è più tempo di nutrire questi animali umani con le tasse dei nostri cittadini. Chiedo ufficialmente al governo di approvare ora la legge sulla pena di morte. Ogni terrorista che ha partecipato a quell'orrore deve uscire dalle nostre carceri solo dentro una bara» (Itamar Ben-Gvir, Elogio funebre per Ran Gvili, Meitar, 28 gennaio 2026).
La richiesta di trasformare il sistema carcerario in un apparato di eliminazione fisica riflette l'impianto argomentativo del colonialismo d'insediamento e si avvicina ad un nazismo dichiarato. La vita del nemico viene considerata priva di valore giuridico. La morte diventa l'unico esito possibile del processo di custodia. Ben-Gvir ha concluso ribadendo la necessità di una forza che esclude concessioni umanitarie:
«Non ci può essere pietà per chi non ha umanità. Per Ran, per il suo sangue, la nostra risposta deve essere una forza schiacciante e definitiva, senza concessioni e senza aiuti umanitari per chi ha protetto i suoi rapitori».
- Al di là del delirio che possiamo facilmente scorgere in queste parole, si può notare anche come questa retorica trasforma il rito del commiato in una ratifica della violenza sovrana. Il corpo di Gvili funge da fondamento per la fondazione di "Renanim", una nuova comunità nel Negev che sorgerà sopra la memoria del conflitto. La distribuzione territoriale degli insediamenti segue la logica della sostituzione della popolazione locale. La conclusione della missione per gli ostaggi apre la fase della desertificazione di Gaza. Ogni azione viene presentata come necessaria per la sicurezza dello Stato. Il lutto si fa pretesto per la cancellazione dell'altro. Il genocidio continua. Per tutte le anime belle che credevano che restituendo gli ostaggi si sarebbero fermati.
#funeraliGvili #nethanyahu #bengvir #sionismoOmicida #penadimorte
#israele #israelegenocida