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#audiard — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #audiard, aggregated by home.social.

  1. "J'ai bon caractère mais j'ai le glaive vengeur et le bras séculier !" Audiard.
    Donc j'ai bloqué le compte d'un pénible en l'envoyant chier en ne respectant pas mes propres principes : non violence, ni dans les mots ni dans les actes.
    Ok, j'invoque Kong Fu Zi ! (confucius) whoooooo ! (invocation)
    "Qui ne veut pas se mettre en colère est un.e sage.
    Qui ne sait pas se mettre en colère est un.e sot.te"

    #culture #Audiard #Confucius

  2. Ma premiere piste est disponible sur #BandCamp

    Une composition instrumentale qui confronte la rhétorique belliciste des dirigeants européens à des extraits de films sur la colère, la corruption et la manipulation. Portée par un gros beat hip-hop et des cuivres de fanfare.

    lucywaterz.bandcamp.com/track/

    #fanfare #macron #vonderlayen #bartdewever #europe #guerre #corruption #audiard #gabin #doncamillo #HipHop #sample #politique #film
    #touspourris

  3. @redfrog 1.Qui sont les guillotineurs? Ou sont les guillotines? Ces derniers temps j'ai surtout vu des éborgneurs...
    2. Dans une interview de juin 2020 dans le Vif, journal belge bhl déclarait " la mondialisation est globalement positive " aujourd'hui il se plaint de la menace chinoise et russe. Dire tout et son contraire c'est sans doute à ça qu'on reconnaît un grand intellectuel... il ose tout..
    . #Audiard #Ventura

  4. (Quand les tongs voleront tu seras chef d'espadrille. #ironème )

    Encore un petit bijou des "Nuits" :
    Des dialogues à la #Audiard : "Je pense que le jour où on mettra les cons sur orbite, t’as pas fini de tourner" franceculture.fr/emissions/les

    matw

  5. « Le monde se divise en deux : ceux qui ont l'UID 0 et ceux qui contactent le support. Toi, tu contactes le support. » #PSES2018 #Audiard #Unix

  6. Capitolo 178

    E anche quest’anno è passato da Roma un po’ di festival di Cannes, quanto basta per farci respirare un po’ d’aria della Croisette, resa ancora più credibile da un inaspettato incontro in sala con Nanni Moretti (presidente della Giuria), seduto a poche poltroncine di distanza da me. Visti i risultati della nazionale all’europeo, forse è meglio consolarsi con un bel film.

    Marley (2012): Presentato a febbraio a Berlino, arriva in Italia (solo per un giorno, il 26 giugno) il riuscitissimo documentario di Kevin MacDonald dedicato a Bob Marley. Più che un cantante, un guru, più che un artista, un ambasciatore di pace e speranza. Le immagini alternano riprese d’archivio con le interviste alle persone più vicine al cantante, ripercorrendo l’intera vita, dagli esordi in Giamaica fino alla morte causata da un cancro. Un’occasione splendida per (ri)scoprire le radici del reggae e del suo uomo simbolo (e occhi aperti sui titoli di coda, meravigliosi).

    Camille Redouble (2012): Cannes a Roma. Ero uscito per vedere “Amour” di Haneke, ma i biglietti erano esauriti, così ho ripiegato su questo film francese non in concorso. Sul volantino c’era scritto “con Mathieu Amalric e Jean-Pierre Leaud” (l’Antoine Doinel di Truffaut) e mi sono caricato aspettandomi un grande film: in realtà la loro presenza dura più o meno cinque minuti, e non a caso sono le scene migliori dell’intera pellicola. Noioso, senza grandi spunti, come sia arrivato a Cannes è un mistero.

    Tous les Soleils (2011): Film francese girato a Strasburgo, proprio nella città alsaziana ho comprato il dvd un mesetto fa, spinto dai commenti positivi di una mia amica e dalla presenza di Stefano Accorsi e Neri Marcorè tra i protagonisti. Il primo è un professore vedovo alle prese con la crescita della figlia adolescente, il secondo è suo fratello (“rifugiato politico” in Francia), che non intende uscire di casa finché non sarà caduta la “dittatura di Berlusconi”. Si ride, ci si diverte, Neri Marcorè è una vera sorpresa e il film sembra una bella commedia italiana pur essendo un film francese. Sarà per questo che è molto più riuscito rispetto alle nostre commedie? Purtroppo non è stato distribuito in Italia, un vero peccato.

    La Versione di Barney (2010): Altro dvd, stavolta di un film che in Italia è uscito eccome, e che ho amato moltissimo (andai a vederlo addirittura due volte). Lo straordinario Paul Giamatti rende giustizia al meraviglioso Barney Panofsky del romanzo di Mordecai Richler (da leggere!), e la storia di questo burbero dal cuore d’oro emoziona dal primo minuto fino ai titoli di coda. E poi la colonna sonora con le canzoni di Leonard Cohen, tra gli altri. Grande film, tra i migliori della scorsa annata.

    Un Sapore di Ruggine e Ossa (2012): Ancora Cannes a Roma, ancora un film francese (lo sapete, è la mia debolezza). Jacques Audiard dopo il magnifico Un Profeta conferma con questa pellicola di essere un maestro di cinema, un regista che sa come legare una storia alle emozioni. Marion Cotillard, rimasta senza gambe in seguito ad un incidente marino, stringe un’amicizia particolare con un buttafuori, lottatore di strada e padre di un bambino che conosce appena. Un gran bel film, non a caso tra i favoriti per la Palma (e a questo punto sono molto curioso di vedere il film di Haneke).

    Moonrise Kingdom (2012): Amo i film di Wes Anderson, li ho visti tutti, e li rivedrei ogni giorno, ininterrottamente. Anche stavolta il regista statunitense propone un meraviglioso circo di tinte unite e buffe trovate, mettendoci in pace con il mondo. Una fuga d’amore in piena regola, dove lontani echi truffautiani risuonano nella soffice ingenuità dei suoi protagonisti e di un regista che sa affidare all’ironia e alla buffa tenerezza del vivere il cuore pulsante del proprio cinema. In Italia uscirà il 5 dicembre, cominciate a segnarvi la data.

    #anderson #audiard #barneySVersion #bobMarley #cannes #cinefilo #Cinema #moonriseKingdom #ruggineEOssa