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50 results for “piecritic”

  1. #Gumtree will not only support stacked PRs, but they will be stacked by default. A stack of 1 is a normal PR, and anything else is stacked. Merge queues rule the world.

    gumtree.necessary.nu

  2. #Gumtree will not only support stacked PRs, but they will be stacked by default. A stack of 1 is a normal PR, and anything else is stacked. Merge queues rule the world.

    gumtree.necessary.nu

  3. will not only support stacked PRs, but they will be stacked by default. A stack of 1 is a normal PR, and anything else is stacked. Merge queues rule the world.

    gumtree.necessary.nu

  4. #Gumtree will not only support stacked PRs, but they will be stacked by default. A stack of 1 is a normal PR, and anything else is stacked. Merge queues rule the world.

    gumtree.necessary.nu

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    gumtree.necessary.nu

  6. Today in #Gumtree: real service accounts.

    Instead of having to make a personal account with all the risks that entails, you can create a service account that shares the namespace with orgs and users, and can be owned by a user or an org.

    Shared services can be "installed" into an org or a repo so you can give public access to your bot infra if you want.

  7. Today in #Gumtree: real service accounts.

    Instead of having to make a personal account with all the risks that entails, you can create a service account that shares the namespace with orgs and users, and can be owned by a user or an org.

    Shared services can be "installed" into an org or a repo so you can give public access to your bot infra if you want.

  8. Today in : real service accounts.

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    Shared services can be "installed" into an org or a repo so you can give public access to your bot infra if you want.

  9. Today in #Gumtree: real service accounts.

    Instead of having to make a personal account with all the risks that entails, you can create a service account that shares the namespace with orgs and users, and can be owned by a user or an org.

    Shared services can be "installed" into an org or a repo so you can give public access to your bot infra if you want.

  10. Today in #Gumtree: real service accounts.

    Instead of having to make a personal account with all the risks that entails, you can create a service account that shares the namespace with orgs and users, and can be owned by a user or an org.

    Shared services can be "installed" into an org or a repo so you can give public access to your bot infra if you want.

  11. Another little teaser of :

    gumtree.necessary.nu/examples/

    This is the beginnings of the design language. :)

  12. Alright, so I am now announcing #Gumtree, a git forge written in Rust.

    gumtree.necessary.nu

    It is not yet available, but I wanted to get a page up explaining what was in it to see who is interested. :)

  13. Alright, so I am now announcing #Gumtree, a git forge written in Rust.

    gumtree.necessary.nu

    It is not yet available, but I wanted to get a page up explaining what was in it to see who is interested. :)

  14. Alright, so I am now announcing , a git forge written in Rust.

    gumtree.necessary.nu

    It is not yet available, but I wanted to get a page up explaining what was in it to see who is interested. :)

  15. Alright, so I am now announcing #Gumtree, a git forge written in Rust.

    gumtree.necessary.nu

    It is not yet available, but I wanted to get a page up explaining what was in it to see who is interested. :)

  16. Alright, so I am now announcing #Gumtree, a git forge written in Rust.

    gumtree.necessary.nu

    It is not yet available, but I wanted to get a page up explaining what was in it to see who is interested. :)

  17. Who do I know who can write JNI code in Rust? Brendan needs to call a threading function because omg and I have enough Redmi phones already.

    #jni #rust

  18. Ah, another day, another Rust drama where people take an entire project so incredibly personally they seem to completely lose it. Hmm.

  19. I did the thing, do you want access to it?

  20. Well I crashed the swift compiler again, so that's great

  21. Four days of my domain being randomly seized. Ovh now wants proof of my postal address. Apparently my passport isn’t enough.

    Don’t use ovh.

  22. John Collins's Introduction (p.598) asserts that #Esther is entirely fictional, ahistorical, & that scholars who "try to salvage a historical core from this fantastic story are only slightly less gullible than their precritical ancestors"! He makes 5 arguments against its historicity:

    1. Mordechai was exiled by Nebuchadnezzar (597) but was active in reign of Xerxes (r. 486-465)
    2. Esther says 127 satrapies, but only 20-23 existed.

    1/?
    #HebrewBible

  23. Diciamolo in italiano @diciamoloinitaliano.wordpress.com@diciamoloinitaliano.wordpress.com ·

    Il reato di “freezing” e il congelamento della lingua italiana

    Di Antonio Zoppetti

    La settimana scorsa, in Parlamento, ci sono stati duri scontri sul cosiddetto “Ddl stupri” per riformare la legge sui reati sessuali, anche se alla fine non è stato raggiunto alcun accordo e tutto si è per il momento arenato.

    Dal punto di vista legislativo la questione spinosa era legata alle modalità di esprimere il consenso all’atto sessuale: deve essere “esplicito” (dunque senza un “sì” ci può essere la punibilità) o più semplicemente “riconoscibile” (dunque un’accettazione manifestata in altre modalità rispetto a quelle verbali)? Oppure è violenza solo in caso di manifesto “dissenso”?

    Mentre infuriava la polemica su questo passaggio, dal punto di vista linguistico è emerso un anglicismo che ha tutte le caratteristiche per attecchire, se il dibattito tornerà in primo piano, e cioè il concetto di “freezing” che moltissimi giornali si sono immediatamente affannati a divulgare. E, come al solito, ci hanno martellato con il “nuovo reato di freezing” in modo improprio, visto che non è il “congelamento” (mentale) a essere un reato, e soprattutto questa parola non è affatto inclusa nella proposta di legge, ma ricorre solo nel dibattito in proposito.

    Nel sommario della discussione avvenuta in Senato, per esempio, il freezing è stato esplicitamente utilizzato due volte, come fosse un tecnicismo ricorrente, per indicare il “blocco emotivo” davanti a un approccio sessuale inaspettato, dunque il rimanere paralizzati, impietriti, pietrificati, sbigottiti, incapaci di reagire… in altre parole un concetto antico e vecchio come il mondo – congelamento in senso letterale o lato – che però oggi si vuole esprimere in inglese come fosse una novità, in una più ampia ri-concettualizzazione delle cose in questa lingua (il “lessico del nuovismo”).

    Colpisce che nella discussione sia proprio il presidente Giulia Bongiorno (lo riporto la maschile come piace a lei) a citare il “cosiddetto freezing” per indicare il “congelamento mentale” e l’impossibilità di esprimere il proprio dissenso/consenso davanti a un approccio a sorpresa. Nel 2018, infatti, quando la Bongiorno era ministro della Pubblica Amministrazione, si era espressa esplicitamente (dissenso esplicito?) contro l’eccesso di inglese nel settore su cui si riproponeva di intervenire. Ma si sa che tra il dire e il “parlare” c’è di mezzo la lingua d’oltremare… dunque da dove viene questo “freezing” che sgorga proprio dalla sua bocca?

    Freezing: dalla lingua di settore a quella comune

    L’espressione circola già da qualche anno in ambito legislativo, e proviene da quello psicologico. Il fatto è che se l’inglese si configura come la lingua internazionale della scienza, poi anche tutta la concettualizzazione terminologica finisce per essere importata in inglese, e dunque la paralisi o il congelamento della mente diventa freezing, ma in questo modo è la lingua italiana a essere congelata.

    Come andrà a finire?

    La questione degli anglicismi incipienti è molto complessa, perché quotidianamente siamo bombardati da centinaia e centinaia di parole inglesi che vengono “virgolettate” senza alcuna traduzione in ogni settore, in una sorta di gara in cui ogni addetto ai lavori privilegia le parole d’oltreoceano (vedi il “board of peace” che impazza solo in italiano, visto che francesi, spagnoli portoghesi, tedeschi… traducono il concetto nella propria lingua). Ho paragonato questo fenomeno a quello della “panspermia”, che è il modo di riprodursi delle ostriche e di molti animali che spargono migliaia e migliaia di larve nell’ambiente. La maggior parte è destinata a morire o a diventare cibo per altri animali, ma la conservazione della specie è garantita dai pochi sopravvissuti che riescono a crescere e a riprodursi. Se la strategia di riproduzione dei mammiferi si basa perlopiù su una prole dal numero molto ridotto che però viene educata e protetta dai genitori sino all’età adulta, quella delle tartarughe consiste in un gran numero di esemplari che vengono invece abbandonati, tanto qualcuno in qualche modo si salverà e potrà a sua volta riprodursi. Gli anglicismi si moltiplicano nell’italiano con questo stesso schema: vengono sparsi in tutto il mondo dall’espansione dell’inglese globale e la maggior parte è destinata a non attecchire, a rappresentare delle espressioni usa e getta che passata la contingenza svaniscono, ma un piccolo numero al contrario attecchisce, si radica e quel punto tende alla moltiplicazione: se un congelatore è freezer e la pratica di congelare gli ovuli per una maternità futura è chiamata “social freezing”, poi freezing entra nel linguaggio degli psicologi al posto di paralisi mentale, e viene ripreso da chi legifera, mentre a livello più popolare si comincia a parlare di freezare (o frizare) in sempre più ambiti e contesti anche in senso lato.

    Davanti a questo fenomeno, molti linguisti ritengono che gli anglicismi siano una moda passeggera destinata a svanire o parole usa e getta dalla vita breve – dunque non rappresenterebbero un problema – ma questo punto di vista non tiene conto del fattore “panspermia” che regola con successo la riproduzione di molte specie da milioni di anni, e soprattutto l’obsolescenza è un fenomeno che non riguarda solo gli anglicismi incipienti, ma un po’ tutti i neologismi, anche quelli in italiano. Dunque tra i neologismi – inglesi e italiani – registrati della Treccani la maggior parte svaniranno (il che non significa che “tutti” i neologismi siano obsolescenti), ma tra quegli elenchi ci saranno anche le parole che attecchiranno ed entreranno nei dizionari del futuro.

    Se tra queste ci sarà anche “freezing” è difficile dirlo, di sicuro la parola sta facendo il salto da tecnicismo alla lingua comune, visto che i giornali lo stanno divulgando e affermando. E tutto lascia presagire che se il dibattito politico sulla legge sulla violenza sessuale prossimamente si riaprirà con le stesse polemiche della settimana scorsa – amplificate dai titoli e dalle sintesi mediatiche – si radicherà come è avvenuto nel caso di mobbing, stalking e simili, altrimenti rimarrà una parola “congelata” nel proprio ambito psicologico da cui proviene e forse regredirà.

    Certo, se davanti all’italiano smettessimo di fare le ostriche e ci comportassimo da mammiferi – come auspicava la Bongiorno quando era ministro – la nostra lingua si arricchirebbe, invece di regredire. Ma a questo punto poco importa che freezing si radichi o svanisca: in fondo è solo uno degli oltre 4000 anglicismi già radicati e registrati dai dizionari, e un anglicismo in più o in meno non fa differenza. La battaglia per la tutela del nostro patrimonio linguistico non sta nelle singole scelte lessicali – che studiano i linguisti – bensì nella nostra attuale anglomania, un terreno che andrebbe studiato da un punto di vista sociologico e in qualche caso anche psicologico.

    Per evitare di frizare l’italiano occorre un cambio di paradigma: dovremmo smettere di considerare l’inglese e gli anglicismi come qualcosa di più solenne e prestigioso, dovremmo in fin dei conti smetterla di vergognarci della nostra lingua e riappropriarcene con orgogliosa gioia. Solo così, le parole inglesi, a poco a poco, regredirebbero spontaneamente e potremmo ritornare a parlare di tesserino invece di badge, di luogo invece di location, di tavola da sci invece di snowboard, di scarpe sportive invece di sneakers e via dicendo.

    Purtroppo, le attuali contingenze storiche, politiche, culturali e sociali indicano che la direzione che abbiamo preso è un’altra, e anche se freezing dovesse svanire ci sarebbero altri 100 anglicismi pronti a prenderne il posto. E invece di ragionare sull’obsolescenza degli anglicismi, certi linguisti farebbero meglio a occuparsi di quella dell’italiano che davanti alla moltiplicazione dissennata delle nuove parole a base inglese, non fa altro che perdere terreno.

    #anglicismiNellItaliano #inglese #interferenzaLinguistica #itanglese #linguaItaliana #paroleInglesiNellItaliano #politicaLinguistica #rassegnaStampa

  24. Young man presenting to the ED with a weeks history of fever, pleuritic chest pain and dyspnea. No need for CXR here! #FOAMed #FOAMus #POCUS