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  1. Voyager 1 is 25.69 billion km/15.96 billion miles away from Earth and will reach 1 light-day from Earth in 68 days, 18 hours: eyes.nasa.gov/apps/solar-syste

    Voyager 2 is 21.49 billion km/13.35 billion miles away from Earth: eyes.nasa.gov/apps/solar-syste

    #Voyager1 #Voyager2 #voyager #nasa #space

  2. Voyager 1 is 25.69 billion km/15.96 billion miles away from Earth and will reach 1 light-day from Earth in 69 days, 6 hours: eyes.nasa.gov/apps/solar-syste

    Voyager 2 is 21.49 billion km/13.35 billion miles away from Earth: eyes.nasa.gov/apps/solar-syste

    #Voyager1 #Voyager2 #voyager #nasa #space

  3. Voyager 1 is 25.69 billion km/15.96 billion miles away from Earth and will reach 1 light-day from Earth in 69 days, 18 hours: eyes.nasa.gov/apps/solar-syste

    Voyager 2 is 21.49 billion km/13.35 billion miles away from Earth: eyes.nasa.gov/apps/solar-syste

    #Voyager1 #Voyager2 #voyager #nasa #space

  4. Voyager 1 is 25.69 billion km/15.96 billion miles away from Earth and will reach 1 light-day from Earth in 70 days, 6 hours: eyes.nasa.gov/apps/solar-syste

    Voyager 2 is 21.48 billion km/13.35 billion miles away from Earth: eyes.nasa.gov/apps/solar-syste

    #Voyager1 #Voyager2 #voyager #nasa #space

  5. According to @voyagers I’ve got just over 70 days to finish this commemorative cross-stitch before the #Voyager1 one light day celebration

    I can do this 🤞🏻

    #CrossStitch #WIP

  6. According to @voyagers I’ve got just over 70 days to finish this commemorative cross-stitch before the #Voyager1 one light day celebration

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  7. According to @voyagers I’ve got just over 70 days to finish this commemorative cross-stitch before the #Voyager1 one light day celebration

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    #CrossStitch #WIP

  8. According to @voyagers I’ve got just over 70 days to finish this commemorative cross-stitch before the #Voyager1 one light day celebration

    I can do this 🤞🏻

    #CrossStitch #WIP

  9. Voyager 1 is 25.68 billion km/15.96 billion miles away from Earth and will reach 1 light-day from Earth in 70 days, 18 hours: eyes.nasa.gov/apps/solar-syste

    Voyager 2 is 21.48 billion km/13.35 billion miles away from Earth: eyes.nasa.gov/apps/solar-syste

    #Voyager1 #Voyager2 #voyager #nasa #space

  10. Voyager 1 is 25.68 billion km/15.96 billion miles away from Earth and will reach 1 light-day from Earth in 71 days, 6 hours: eyes.nasa.gov/apps/solar-syste

    Voyager 2 is 21.48 billion km/13.35 billion miles away from Earth: eyes.nasa.gov/apps/solar-syste

    #Voyager1 #Voyager2 #voyager #nasa #space

  11. After nearly half a century in #deepspace, every ping from #Voyager1 is a bonus
    Powered by #plutonium, running on pure stubbornness
    Although engineers reckon that the aging spacecraft might survive well into the 2030s before eventually passing out of range of the #DeepSpaceNetwork, the #spacecraft's cosmic ray subsystem was switched off in 2025. More of the probe's instruments are earmarked for termination as engineers eke out Voyager's power supply for a few more years.
    theregister.com/2025/09/07/48_

  12. Voyager 1 riattiva i propulsori dormienti

    Prima dell’interruzione programmata delle comunicazioni fra la sonda Voyager 1 e la Terra, gli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory della NASA hanno voluto riattivare una serie di propulsori dello storico veicolo spaziale, considerati guasti nel 2004.

    L’operazione di ripristino ha richiesto creatività e anche una certa dose di rischio, ma l’obiettivo del team ingegneristico è stato quello di avere questi propulsori disponibili come riserva di un altro set di motori le cui linee di alimentazione del propellente stanno evidenziando un accumulo di residui il quale potrebbe già dal prossimo autunno, bloccarne il funzionamento. Si è dovuto inoltre completare la procedura entro il 4 maggio, in quanto in quella data, l’antenna che invia i comandi dal nostro pianeta alla Voyager 1 e alla sua gemella Voyager 2 è stata messa offline per un periodo di manutenzioni e aggiornamenti che durerà qualche mese.

    Tubi intasati

    Le due navicelle Voyager sono state lanciate nel 1977 e da allora hanno intrapreso un viaggio cosmico senza precedenti; basti pensare che attualmente stanno solcando lo spazio interstellare alla velocità di 56.000 km/h e ad una distanza dal nostro pianeta di 23 ore luce Voyager 1 e di 19 ore luce Voyager 2.

    Per la regolazione del proprio assetto, entrambe le Voyager fanno affidamento su di un gruppo di propulsori primari alimentati da idrazina, i quali permettono alle loro antenne di mantenere l’orientamento verso la Terra in modo tale da poter inviare dati e ricevere i comandi. Alcuni di questi propulsori principali hanno il compito di controllare il movimento di rollio della sonda, rollio che permette a ciascuna Voyager di mantenere il proprio “sensore stellare” (in inglese star tracker) puntato verso una determinata stella guida, in modo tale da potersi orientare durante il suo viaggio siderale. Entrambe le sonde sono dotate di set primari e di backup di questi propulsori deputati al movimento di rollio.

    Con il passare degli anni, alcune delle tubazioni attraverso cui fluisce il propellente hanno iniziato a manifestare la presenza di residui di idrazina i quali riducevano il nominale flusso di propellente dal serbatoio agli ugelli. Per gestire questa problematica, all’inizio gli ingegneri avevano iniziato ad alternare l’impiego delle tipologie di propulsori passando dai primari, a quelli di backup e ai propulsori per il controllo della traiettoria, sempre su entrambe le navicelle. Purtroppo, nel 2004 su Voyager 1 i propulsori primari di rollio avevano cessato di funzionare a causa della perdita di potenza di due piccoli riscaldatori del sistema propulsivo. Dopo un’attenta analisi, gli ingegneri avevano stabilito l’improbabilità di riuscire a ripristinare il funzionamento dei due riscaldatori in avaria, optando così per l’utilizzo del sistema di backup per mantenere il puntamento del sensore stellare.

    Tuttavia, senza la possibilità di controllare il rollio della sonda, sarebbero potuti insorgere diversi problemi che avrebbero potuto mettere a rischio la sua missione, pertanto gli ingegneri hanno voluto riesaminare il guasto dei propulsori del 2004, sospettando che un disturbo o un’anomalia avesse potuto far scattare un interruttore nella posizione sbagliata. Se i controllori avessero potuto riposizionare il l’interruttore nella posizione corretta, si sarebbe potuto ripristinare il funzionamento del propulsori di rollio primari, qualora quelli di backup in uso sin dal 2004 si dovessero guastare a causa degli inevitabili depositi di idrazina nelle condutture.

    Questa foto di archivio mostra un ingegnere al lavoro sulla costruzione di una delle antenne paraboliche ad alto guadagno da 3,7 metri destinate alle missioni Voyager. L’immagine risale al 9 luglio 1976. Credits: NASA/JPL-Caltech

    Antenna in manutenzione

    La soluzione del problema ha richiesto un po’ di ingegno e di rischio. Infatti il team ha dovuto accendere il sistema propulsivo guasto per tentare di ripristinare il funzionamento dei suoi riscaldatori. Se durante queste operazioni il sensore stellare della navicella si fosse scostato troppo dalla stella guida, i propulsori del sistema primario inattivo dal 2004 sarebbero entrati in funzione automaticamente e senza l’ausilio dei riscaldatori si sarebbe potuta effettuare una piccola esplosione. Pertanto, è stato necessario mantenere il sensore stellare puntato con più precisione possibile sulla sua stella guida.

    Di per sé già sarebbe stata una corsa contro il tempo, ma a mettere più fretta agli ingegneri del Jet Propulsion Laboratory ci ha pensato anche il periodo di manutenzione programmata dell’antenna da 70 metri Deep Space Station 43 (DSS-43) di Canberra in Australia. L’antenna, che fa parte della rete ricetrasmittente Deep Space Network (DSN) dell’Agenzia spaziale statunitense, sarà inattiva sostanzialmente dal 4 maggio 2025 al febbraio 2026, con delle brevi finestre operative in agosto e a dicembre. Benché il Deep Space Network abbia a disposizione tre strutture equamente distanziati attorno al globo (Goldstone in California, Canberra in Australia e Madrid in Spagna) per garantire un omogeneo e costante contatto con le varie sonde spaziali mentre la Terra ruota, il disco del DSS-43 è l’unica antenna con sufficiente potenza di segnale da poter inviare i vari comandi alle Voyager.

    Alla luce di ciò, gli ingegneri del JPL hanno voluto essere sicuri che i propulsori che sono stati inattivi per così tanto tempo, fossero disponibili quando l’antenna tornerà brevemente attiva in agosto, quando si ritiene appunto che le linee dei propulsori attualmente in uso possano essere completamente ostruite.

    Questo “gioco di anticipo” del team ha dato i suoi frutti lo scorso 20 marzo, quando è stato possibile osservare la sonda eseguire i comandi inviati da terra. A causa della distanza fra il nostro pianeta e la Voyager 1, i segnali radio impiegano oltre 23 ore per viaggiare dalla navicella alla Terra e ciò implica che tutto quello che il team ha visto, era successo quasi un giorno prima. Pertanto, se il test fosse fallito, la Voyager 1 poteva già essere in pericolo. Invece, entro 20 minuti dall’acquisizione del segnale, i controllori hanno potuto osservare che la temperatura dei riscaldatori dei propulsori stava alzandosi in maniera decisa, rendendosi così conto che la loro procedura aveva avuto successo.

    L’antenna da 70 metri della Deep Space Station 43 di Canberra in Australia. Credits: Canberra Deep Space Communication Complex/NASA

    Voyager 1 e 2 sono attualmente a 25 miliardi e 21 miliardi di km dalla Terra rispettivamente. Sono gli unici veicoli spaziali ad aver inviato dati dallo spazio interstellare, la regione al di là di tutti i pianeti e all’esterno della bolla di particelle e campi magnetici generati dal Sole, chiamata eliosfera.

    Fonte: NASA

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    #DeepSpaceNetwork #DSS43 #JPL #NASA #Voyager1 #Voyager2

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