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#trizio — Public Fediverse posts

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  1. Da Alfredo Facchini

    AFFARI SPORCHI

    Ci sono bombe che non fanno rumore. Attraversano le dogane con timbri ministeriali e firme in bella copia. Basta scrivere “uso civile” sulla bolla d’accompagnamento, e il gioco è fatto. Esportazioni pulite, carte in regola, coscienze lavate.

    È il caso del nitrato di ammonio e del trizio radioattivo. È il caso dell’Italia, che sotto copertura fornisce materie prime che alimentano le demolizioni a Gaza e, forse, persino l’arsenale nucleare non dichiarato di Israele.

    Tre inchieste — Altreconomia, Redattore Sociale, Fanpage — lo documentano in modo inequivocabile.

    La copertura è quella del “doppio uso”. Il nitrato di ammonio? Fertilizzante agricolo, certo. Ma anche esplosivo da guerra. Il trizio? Serve alla ricerca scientifica. Peccato che sia impiegabile anche per raffinare armi termonucleari.

    Con un colpo di penna si aggira la legge 185/90, quella che vieta l’esportazione di materiali bellici verso Paesi in guerra o che violano i diritti umani.

    Dal nord Italia partono tonnellate di materiali sensibili, direzione Tel Aviv. A esportarle sono aziende civili, spesso piccole, ignote al pubblico. Il Ministero della Difesa non può non sapere.

    I documenti parlano chiaro: anche dopo il 7 ottobre, anche con Gaza in fiamme, anche mentre le Nazioni Unite denunciano crimini di guerra, l’Italia non ha mai smesso di fornire carburante bellico sotto forma di “componenti tecnici”.

    Un business sporco. Un business criminale. Ecco perché l’Italia, insieme alla Germania, si è opposta alla sospensione dei rapporti commerciali con Israele.

    Ogni grammo di ammonio esploso su una casa palestinese, ogni isotopo di trizio che alimenta il sogno atomico israeliano, porta anche timbri italiani.

    L’Italia è diventata una retrovia silenziosa di un genocidio.

    Non c’è neutralità in questo sterminio: c’è chi muore e chi ci guadagna. L’Italia della Meloni, oggi, è come sempre dalla parte sbagliata della Storia.

    Alfredo Facchini

    #bombe-italia-israele #trizio radioattivo #nitratodiammonio #italia-genocidio

  2. Da Alfredo Facchini

    AFFARI SPORCHI

    Ci sono bombe che non fanno rumore. Attraversano le dogane con timbri ministeriali e firme in bella copia. Basta scrivere “uso civile” sulla bolla d’accompagnamento, e il gioco è fatto. Esportazioni pulite, carte in regola, coscienze lavate.

    È il caso del nitrato di ammonio e del trizio radioattivo. È il caso dell’Italia, che sotto copertura fornisce materie prime che alimentano le demolizioni a Gaza e, forse, persino l’arsenale nucleare non dichiarato di Israele.

    Tre inchieste — Altreconomia, Redattore Sociale, Fanpage — lo documentano in modo inequivocabile.

    La copertura è quella del “doppio uso”. Il nitrato di ammonio? Fertilizzante agricolo, certo. Ma anche esplosivo da guerra. Il trizio? Serve alla ricerca scientifica. Peccato che sia impiegabile anche per raffinare armi termonucleari.

    Con un colpo di penna si aggira la legge 185/90, quella che vieta l’esportazione di materiali bellici verso Paesi in guerra o che violano i diritti umani.

    Dal nord Italia partono tonnellate di materiali sensibili, direzione Tel Aviv. A esportarle sono aziende civili, spesso piccole, ignote al pubblico. Il Ministero della Difesa non può non sapere.

    I documenti parlano chiaro: anche dopo il 7 ottobre, anche con Gaza in fiamme, anche mentre le Nazioni Unite denunciano crimini di guerra, l’Italia non ha mai smesso di fornire carburante bellico sotto forma di “componenti tecnici”.

    Un business sporco. Un business criminale. Ecco perché l’Italia, insieme alla Germania, si è opposta alla sospensione dei rapporti commerciali con Israele.

    Ogni grammo di ammonio esploso su una casa palestinese, ogni isotopo di trizio che alimenta il sogno atomico israeliano, porta anche timbri italiani.

    L’Italia è diventata una retrovia silenziosa di un genocidio.

    Non c’è neutralità in questo sterminio: c’è chi muore e chi ci guadagna. L’Italia della Meloni, oggi, è come sempre dalla parte sbagliata della Storia.

    Alfredo Facchini

    #bombe-italia-israele #trizio radioattivo #nitratodiammonio #italia-genocidio

  3. Da Alfredo Facchini

    AFFARI SPORCHI

    Ci sono bombe che non fanno rumore. Attraversano le dogane con timbri ministeriali e firme in bella copia. Basta scrivere “uso civile” sulla bolla d’accompagnamento, e il gioco è fatto. Esportazioni pulite, carte in regola, coscienze lavate.

    È il caso del nitrato di ammonio e del trizio radioattivo. È il caso dell’Italia, che sotto copertura fornisce materie prime che alimentano le demolizioni a Gaza e, forse, persino l’arsenale nucleare non dichiarato di Israele.

    Tre inchieste — Altreconomia, Redattore Sociale, Fanpage — lo documentano in modo inequivocabile.

    La copertura è quella del “doppio uso”. Il nitrato di ammonio? Fertilizzante agricolo, certo. Ma anche esplosivo da guerra. Il trizio? Serve alla ricerca scientifica. Peccato che sia impiegabile anche per raffinare armi termonucleari.

    Con un colpo di penna si aggira la legge 185/90, quella che vieta l’esportazione di materiali bellici verso Paesi in guerra o che violano i diritti umani.

    Dal nord Italia partono tonnellate di materiali sensibili, direzione Tel Aviv. A esportarle sono aziende civili, spesso piccole, ignote al pubblico. Il Ministero della Difesa non può non sapere.

    I documenti parlano chiaro: anche dopo il 7 ottobre, anche con Gaza in fiamme, anche mentre le Nazioni Unite denunciano crimini di guerra, l’Italia non ha mai smesso di fornire carburante bellico sotto forma di “componenti tecnici”.

    Un business sporco. Un business criminale. Ecco perché l’Italia, insieme alla Germania, si è opposta alla sospensione dei rapporti commerciali con Israele.

    Ogni grammo di ammonio esploso su una casa palestinese, ogni isotopo di trizio che alimenta il sogno atomico israeliano, porta anche timbri italiani.

    L’Italia è diventata una retrovia silenziosa di un genocidio.

    Non c’è neutralità in questo sterminio: c’è chi muore e chi ci guadagna. L’Italia della Meloni, oggi, è come sempre dalla parte sbagliata della Storia.

    Alfredo Facchini

    #bombe-italia-israele #trizio radioattivo #nitratodiammonio #italia-genocidio

  4. Curioso:
    Ho sentito i massimi esperti di #ArmiNucleari, i massimi al mondo, intendo, e non hanno ancora una risposta sulla questione #trizio esportato dall'Italia in #Israele,come rivelato da #ElisaBrunelli @altreconomia, ma ministro Tajani ha immediatamente una risposta

  5. Curioso:
    Ho sentito i massimi esperti di #ArmiNucleari, i massimi al mondo, intendo, e non hanno ancora una risposta sulla questione #trizio esportato dall'Italia in #Israele,come rivelato da #ElisaBrunelli @altreconomia, ma ministro Tajani ha immediatamente una risposta

  6. Curioso:
    Ho sentito i massimi esperti di #ArmiNucleari, i massimi al mondo, intendo, e non hanno ancora una risposta sulla questione #trizio esportato dall'Italia in #Israele,come rivelato da #ElisaBrunelli @altreconomia, ma ministro Tajani ha immediatamente una risposta

  7. Curioso:
    Ho sentito i massimi esperti di #ArmiNucleari, i massimi al mondo, intendo, e non hanno ancora una risposta sulla questione #trizio esportato dall'Italia in #Israele,come rivelato da #ElisaBrunelli @altreconomia, ma ministro Tajani ha immediatamente una risposta

  8. Curioso:
    Ho sentito i massimi esperti di #ArmiNucleari, i massimi al mondo, intendo, e non hanno ancora una risposta sulla questione #trizio esportato dall'Italia in #Israele,come rivelato da #ElisaBrunelli @altreconomia, ma ministro Tajani ha immediatamente una risposta

  9. Sfruttamento commerciale dell'energia da fusione nucleare. Raggiunta per la seconda volta la fusione nucleare con guadagno energetico negli USA. Gli scienziati statunitensi hanno ottenuto un guadagno netto di energia in una reazione di fusione nucleare per la seconda volta da dicembre, ha dichiarato domenica il Lawrence Livermore National Laboratory.

    #deuterio #elio #fusionenucleare #generatoreafusione #guadagnoenergetico #laser #megajoule #trizio

    scienzamagia.eu/scienza-tecnol

  10. "Secondo fonti scientifiche l'acqua della centrale colpita dal terremoto, nonostante sia stata trattata, presenta ancora il #trizio, vale a dire un isotopo radioattivo dell’idrogeno che non può essere in alcun modo filtrato e depurato al 100%."

    #Fukushima #17Marzo #Nucleare #FridaysForFuture #ClimateCrisis #SaveThePlanet

    diogeneonline.info/il-giappone

  11. "Secondo fonti scientifiche l'acqua della centrale colpita dal terremoto, nonostante sia stata trattata, presenta ancora il #trizio, vale a dire un isotopo radioattivo dell’idrogeno che non può essere in alcun modo filtrato e depurato al 100%."

    #Fukushima #17Marzo #Nucleare #FridaysForFuture #ClimateCrisis #SaveThePlanet

    diogeneonline.info/il-giappone

  12. "Secondo fonti scientifiche l'acqua della centrale colpita dal terremoto, nonostante sia stata trattata, presenta ancora il #trizio, vale a dire un isotopo radioattivo dell’idrogeno che non può essere in alcun modo filtrato e depurato al 100%."

    #Fukushima #17Marzo #Nucleare #FridaysForFuture #ClimateCrisis #SaveThePlanet

    diogeneonline.info/il-giappone

  13. "Secondo fonti scientifiche l'acqua della centrale colpita dal terremoto, nonostante sia stata trattata, presenta ancora il #trizio, vale a dire un isotopo radioattivo dell’idrogeno che non può essere in alcun modo filtrato e depurato al 100%."

    #Fukushima #17Marzo #Nucleare #FridaysForFuture #ClimateCrisis #SaveThePlanet

    diogeneonline.info/il-giappone