#slowsurf — Public Fediverse posts
Live and recent posts from across the Fediverse tagged #slowsurf, aggregated by home.social.
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#slowsurf cos'è il movimento per rallentare su Internet e riprendersi il pensiero critico
@diggita @internethttps://webappsmagazine.blogspot.com/2026/08/slowsurf-cose-il-movimento-per.html
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#slowsurf cos'è il movimento per rallentare su Internet e riprendersi il pensiero critico
@diggita @internethttps://webappsmagazine.blogspot.com/2026/08/slowsurf-cose-il-movimento-per.html
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è passato già 1 anno intero da quando è nato il progetto #slowsurf, il cui scopo era quello di parlare di internet e delle sue problematicità, del #digialminimalism e #digitaldetox, della dipendenza dai social network.
A un anno di distnza, tuttavia, il risultato non è stato quello sperato. Per questo motivo oggi slowsurf riparte da qui.
@internet @filippodb @devol @[email protected]
https://open.substack.com/pub/slowsurf/p/slowsurf-un-anno-dopo
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è passato già 1 anno intero da quando è nato il progetto #slowsurf, il cui scopo era quello di parlare di internet e delle sue problematicità, del #digialminimalism e #digitaldetox, della dipendenza dai social network.
A un anno di distnza, tuttavia, il risultato non è stato quello sperato. Per questo motivo oggi slowsurf riparte da qui.
https://open.substack.com/pub/slowsurf/p/slowsurf-un-anno-dopo
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Dopo 30 giorni, eccoci che siamo più di 300 tartarughine 🐢!
Questa cosa mi rende molto felice, perché significa che stiamo crescendo come comunità, e che sempre più persone si ritrovano radunano intorno ad un profilo le cui tematiche principali, il #digitalminimalism e il #digitaldetox, che da ormai un mese sto cercando di condividere il più possibile sotto l'emblema di #slowsurf
Grazie a tutti di nuovo per il supporto, spero che questa sarà solo una delle tante tappe che percorreremo insieme
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Giorno #30
Viviamo sommersi da possibilità, stimoli e occasioni infinite, tanto da essere ingestibili. L’illusione moderna ci fa credere che fare di più significhi vivere meglio, ma accade l’opposto: più accumuliamo, meno comprendiamo ciò che conta davvero.
Scegliere meno significa recuperare la facoltà di dire no a ciò che ci drena, a ciò che frammenta la nostra attenzione.
L’essenzialità non è rinuncia, ma lucidità.
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Giorno #29
Per quanto la tecnologia ci permetta di essere sempre in contatto, non riesce a replicare la qualità del sentirsi insieme davvero.
La presenza umana non è solo condivisione di spazio, ma un ritmo comune, un respiro che si accorda, energie che si incontrano senza mediazioni digitali.
La connessione collega dispositivi, non persone. Per questo, da sola, non basta a costruire empatia, profondità, intimità.
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Giorno #28
Nella nostra società uno dei grandi fattori di destabilizzazione è la confusione dei significati: scambiamo il progresso con l’accelerazione, la produttività con la disponibilità continua, l’efficienza con l’assenza di pause.
Ma il vero avanzamento non avviene aggiungendo attività: avviene quando impariamo a interromperle.Dire “basta” non è un fallimento, è un atto di cura; non un passo indietroma uno nella direzione giusta.
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Giorno #27
Per quanto gli spazi digitali possano essere curati, gentili e ispiranti, non potranno mai sostituire la quiete che nasce dal contatto diretto con noi stessi e con gli altri.
Online possiamo trovare informazioni, opinioni, persino legami, ma non la pace.La pace richiede lentezza, silenzio, profondità, ciclicità: tutte qualità incompatibili con ecosistemi progettati per l’immediatezza e la frenesia.
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Giorno #25
La nostra mente è come l’acqua di un lago: finché la superficie è increspata, il fondo rimane invisibile.
Il rumore digitale e l’accumulo di stimoli superflui creano onde continue che distorcono ciò che siamo.Per guardarci davvero dentro non servono nuovi strumenti o app, ma quiete.
Nella calma intenzionale i pensieri si chiariscono, le idee si fanno limpide e ciò che è essenziale riemerge dal fondo della nostra mente. -
RE: https://mastodon.uno/@storiespettinate/115588594646241221
Questa è una cosa che mi rende veramente orgoglioso, possiamo annoverarlo come la prima apparizione, nel mondo "reale", di #Slowsurf, a meno di un mese dalla sua nascita!
La cosa fantastica è come questo gesto ricordi a me e a tutti voi il motivo per cui è nato: creare connessioni, nel mondo reale e digitale, tra persone che pensano non solo ad un approccio alla rete diverso, ma anche alla vita.
Un grazie dal profondo del cuore a @storiespettinate
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Giorno #23
Viviamo in un’economia costruita sul furto silenzioso della nostra attenzione. Non è che non sappiamo più concentrarci, ma abbiamo dimenticato come si fa.
Ciò che consumiamo ogni giorno non vuole informarci né arricchirci ma solo trattenerci.
Ribellarsi, oggi, significa difendere i nostri spazi cognitivi, custodire la nostra attenzione come il bene più prezioso che abbiamo dopo la vita stessa.
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A fronte di tante segnalazioni (tante da non poter essere ignorate) in merito ai limiti etici legati all'utilizzo di Substack, ho deciso di provare una nuova piattaforma per le newsletter: Ghost.
L'idea è ancora work in progress, tuttavia i costi per la gestione di una piattaforma del genere sono importanti, quindi ho bisogno di un vostro riscontro per capire se ne vale la pena.
Condividete e Iscrivetevi alla newsletter #slowsurf
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Giorno #22
In un mondo che misura il valore in click, like e visualizzazioni, il silenzio è diventato un atto rivoluzionario.
Quando rallentiamo, la mente smette di reagire al rumore esterno e torna ad agire secondo il proprio ritmo. Le nostre idee trovano, finalmente, lo spazio per emergere.
Non è fuga dal mondo: è un ritorno.
Un modo più meditato di condividere, di ascoltare, di essere presenti. -
Finalmente ci siamo!
Ecco la novità importante: #Slowsurf sbarca su Substack!
https://slowsurf.substack.com/
Per chi non la conoscesse Substack è una casa accogliente per contenuti lenti e pensieri lunghi, lontana dalla logica frenetica dei social.
L'iscrizione, ça va sans dire, è e sarà sempre gratuita, e tramite la piattaforma potremo approfondire tematiche particolari che richiedono maggior tempo e concentrazione.
Perciò iscrivetevi e condividete! 🐢
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Giorno #21
Nell’epoca dell’informazione onnipresente, non siamo più definiti da quanto accumuliamo, ma da ciò che scegliamo di lasciare entrare nella nostra mente. Dire di no diventa un atto di lucidità.
Filtrare non significa chiudersi: significa prendersi cura del proprio spazio mentale, proprio come un giardiniere seleziona i semi del suo orto.
Solo un’attenzione focalizzata trasforma il rumore in conoscenza.
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Giorno #20
Il mondo ci misura in megabit al secondo, e ci dimentichiamo che la qualità della nostra vita dalla pace interiore con cui viviamo.
La velocità è illusoria, la calma ci rende presenti. Un’anima tranquilla vede più lontano e ascolta più profondamente di qualsiasi connessione ultrarapida.
Rallentare significa recuperare una forza che nessun algoritmo potrà mai darci
La calma è la vera banda larga dell’essere umano.
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Giorno #19
Velocità, multitasking, iperreattività: ci vantiamo di quanto corriamo, come se fosse una gara.
Più siamo oberati, più sembriamo “in linea” con ciò che la società si aspetta.Fermarsi anche pochi minuti al giorno è un atto di coraggio: significa accettare il non fare, ascoltare il proprio respiro, lasciare che la produttività smetta di essere la misura del nostro valore.
Essere non è un traguardo, ma una pratica quotidiana.
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Giorno #18
Ogni notifica che riceviamo è una particella sottile che satura l’aria mentale che respiriamo.
Non le scegliamo, non le chiediamo, eppure arrivano, costanti, invisibili, invadenti.Ogni vibrazione ci sottrae attenzione e frammenta la nostra libertà.
Non possiamo fuggire dal mondo digitale, ma possiamo imparare a filtrarlo, riconoscendo ogni volta il momento in cui scegliere se cedere o restare presenti. -
Giorno #18
Ogni notifica che riceviamo è una particella sottile che satura l’aria mentale che respiriamo.
Non le scegliamo, non le chiediamo, eppure arrivano, costanti, invisibili, invadenti.Ogni vibrazione ci sottrae attenzione e frammenta la nostra libertà.
Non possiamo fuggire dal mondo digitale, ma possiamo imparare a filtrarlo, riconoscendo ogni volta il momento in cui scegliere se cedere o restare presenti. -
«Leggi l’ora senza ricordarti che hai 1249 email non lette»
Così esordisce questa pubblicità di Timex che ci invita a riscoprire il valore del tempo scollegato.
È interessante vedere come sempre più aziende sfruttino il linguaggio del digital detox nelle loro campagne pubblicitarie. Ma è veramente tutto oro quello che luccica?
Nei prossimi giorni uscirò con un long form legato proprio a questo tematica.
Voi cosa ne pensate?
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«Leggi l’ora senza ricordarti che hai 1249 email non lette»
Così esordisce questa pubblicità di Timex che ci invita a riscoprire il valore del tempo scollegato.
È interessante vedere come sempre più aziende sfruttino il linguaggio del digital detox nelle loro campagne pubblicitarie. Ma è veramente tutto oro quello che luccica?
Nei prossimi giorni uscirò con un long form legato proprio a questo tematica.
Voi cosa ne pensate?
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Giorno #17
Essere costantemente immersi in un flusso di contenuti digitali ha lentamente soffocato la nostra immaginazione.
L’isolamento è il fertilizzante della creatività.
Quando lasciamo spazio alla mente di vagare senza stimoli esterni, nascono pensieri autentici.Nel silenzio le intuizioni affiorano come iceberg.
La creatività, dopotutto, ha i suoi tempi per germogliare; silenzio e concentrazione sono la sua luce e la sua acqua.
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Giorno #16
Le nuove tecnologie ci illudono: essere in contatto non significa essere vicini. Il digitale rende tutto più accessibile ma meno profondo.
Le relazioni autentiche nascono da scelte intenzionali: richiedono attenzione, tempo e presenza.
Bisogna spegnere gli schermi, e guardarsi negli occhi per farlo.Solo così possiamo costruire intimità in un mondo frammentato.
La vera connessione non è essere online, ma essere presenti.
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In 15 giorni abbiamo raggiunto oltre le 100 persone.
Questo è il primo (spero di molti) traguardi che raggiungiamo come comunità @slowsurf 🐢 fatta di persone che credono ancora nella lentezza, nell'approfondimento, nel dedicare il giusto tempo alle cose e nel sapere che la vita ha dei suoi ritmi, che tutto non può essere vissuto alla velocità che la rete molte volte ci impone.
Grazie a tutti voi, sono contento di avervi conosciuto
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Giorno #15
Prendersi tempo lontano dagli strumenti digitali è una scelta consapevole, non un caso.
Significa creare uno spazio personale in cui respirare realtà, riflettere e tornare presenti a sé stessi.Questi momenti sono gemme preziose in cui allenare resilienza e tolleranza al silenzio.
Disconnettersi non è solo “staccare la spina” ma imparare a vivere la tecnologia come strumento e non come padrone.
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Giorno # 14
Scollegarsi non è rinuncia, ma opportunità: quella di vivere senza la mediazione costante degli schermi.
Lontano dai essi nascono le relazioni autentiche.La connessione digitale è utile, certo, ma anche fragile: è istantanea, asettica, sempre disponibile, ma la vera comunicazione richiede tempo, silenzio, intenzione.
Il tempo offline è terreno fertile: ci aiuta a distinguere le relazioni che nutrono da quelle che svuotano.
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Giorno #13
Quando guardiamo lo schermo, stiamo dando tempo e attenzione a qualcun altro senza accorgercene.
Riconoscere questo è il primo passo per riprenderci lo spazio che ci appartiene, quella quotidianità che è sempre stata nostra.
Piccoli gesti come disattivare notifiche, lasciare il telefono in un’altra stanza ci restituiscono libertà.
Atti di ribellione gentile in cui torniamo padroni del nostro tempo.
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Giorno #12
Ogni scelta digitale racconta di noi. Le app che apriamo, il tempo che dedichiamo ai contenuti, tutto plasma la nostra identità.
Non è solo efficienza o produttività: è il modo in cui permettiamo agli strumenti di influenzare il nostro pensiero.
Essere consapevoli delle scelte digitali significa riprenderci parte di noi stessi, sottraendoci dalle distrazioni.
La nostra identità si costruisce anche con ciò che non condividiamo
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Giorno #11
Siamo inondati ogni giorno di informazioni e immagini: un flusso che nessun cervello umano può contenere.
Reagiamo, scorriamo, assorbiamo.
Ma la verità è semplice: non siamo fatti per sapere tutto, in ogni istante.Il nostro equilibrio ha bisogno di pause e di silenzi che trasformano il caos in comprensione.
Selezionare ciò che conta non è ignorare il mondo, ma viverlo secondo i limiti - e la bellezza - della nostra umanità.
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Giorno #10
Glorificare la produttività è diventato il mantra moderno: dormire è tempo sprecato, gli hobby una debolezza, rallentare un rischio da evitare.
Eppure il riposo è l’atto più rivoluzionario che possiamo concederci: rigenerare corpo, mente e anima, restituirci equilibrio e lucidità.
Non siamo macchine: riposarci significa ricordarci che vivere non è solo fare, ma anche sentire, respirare, esistere pienamente.
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Day #9
The greatest battle of our time is not for power or wealth, but for attention.
Apps and social networks compete to the sound of notifications for a fragment of it.
Today the real revolution is to escape this game.
Take back the freedom to choose where to look, what to listen to, what to feed.
Defending our attention means defending our identity.
Only in this way can we direct our gaze towards what is worth.
@Internet
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Day #9
The greatest battle of our time is not for power or wealth, but for attention.
Apps and social networks compete to the sound of notifications for a fragment of it.
Today the real revolution is to escape this game.
Take back the freedom to choose where to look, what to listen to, what to feed.
Defending our attention means defending our identity.
Only in this way can we direct our gaze towards what is worth.
@Internet
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Giorno #9
La battaglia più grande del nostro tempo non è per potere o ricchezza, ma per l’attenzione.
App e social competono a suon di notifiche per un frammento di essa.Oggi la vera rivoluzione è sottrarsi a questo gioco.
Riprenderci la libertà di scegliere dove guardare, cosa ascoltare, cosa nutrire.Difendere la nostra attenzione significa difendere la nostra identità.
Solo così possiamo orientare lo sguardo verso ciò che vale. -
Giorno #9
La battaglia più grande del nostro tempo non è per potere o ricchezza, ma per l’attenzione.
App e social competono a suon di notifiche per un frammento di essa.Oggi la vera rivoluzione è sottrarsi a questo gioco.
Riprenderci la libertà di scegliere dove guardare, cosa ascoltare, cosa nutrire.Difendere la nostra attenzione significa difendere la nostra identità.
Solo così possiamo orientare lo sguardo verso ciò che vale. -
Giorno #8
La nostra attenzione è come un vaso che trattiene tutto ciò che ci interessa, ci ispira e ci muove.
Ogni notifica, ogni messaggio, è una piccola frattura. Alla lunga, quel vaso interiore si incrina, finendo in millepezzi.
Non è più solo una questione di concentrazione: è una questione di identità.
Ritrovare il silenzio mentale, oggi, è un atto di ribellione gentile.
Un modo per tornare padroni del nostro ritmo interiore
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Giorno #7
Vi è mai capitato di sentirvi “altrove” anche quando siete presenti?
Essere sempre online ci dà l’illusione di essere ovunque, ma ci toglie la possibilità di essere davvero fisicamente in ogni luogo.
Essere costantemente connessi ci sottrae frammenti di presenza reale.Quando ci disintossichiamo dal digitale non ci disconnettiamo:
ci riconnettiamo con noi stessi, con il mondo, con la realtà.