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#segni — Public Fediverse posts

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  1. Anche noi stiamo sempre a chiedere dimostrazioni a Dio?

    Riflessione sul vangelo di lunedì 16 febbraio 2026

    donpi.it/perche-questa-generaz

    #riflessioni #vangelodelgiorno #segni

  2. ‘bit’ n. 2, maggio 1967 (con un intervento di gastone novelli)

    “bit” n. 2, mag. 1967

    Gastone Novelli, sul linguaggio:

    “[…] Ha un senso fare uso di certi gruppi di immagini, o di segni conosciuti quando sono necessari al proprio linguaggio, del resto ogni forma (segno, immagine) cambia significato secondo il sistema in cui si trova integrata. Ecco perchè credo che l’esprimersi sia esplorazione-rappresentazione, anche recupero di frammenti di civiltà (i frammenti sono fruibili per la estrema facilità di equivocare i loro significati), recupero di segni, di lettere, suoni e colori, e organizzazione di tutti questi elementi secondo una regola interna ad un proprio sistema. Un continuo, per così dire, processo di erezione (gioco) che non dipende da nessun rapporto esterno individuabile, nè dalla quantità o qualità dei fruitori delle opere che si vanno compiendo.
    […]
    La geometria stessa non è attendibile quando i suoi aspetti perdono funzioni e significati se li si trasferisce in un diverso contesto. Questa indeterminatezza conta, giustifica il viaggio”.

    (p. 4)

    n.b.: nei dati di archiviazione su archive.org il numero di “bit” viene indicato come “3”, cifra che campeggia nella prima pagina visibile sopra, tuttavia il colophon dichiara che si tratta del n. 2:

    #1967 #colori #frammenti #GastoneNovelli #gioco #gruppiDiImmagini #Lettere #linguaggio #segni #segniConosciuti #segno #sulLinguaggio #suoni

  3. ‘bit’ n. 2, maggio 1967 (con un intervento di gastone novelli)

    “bit” n. 2, mag. 1967

    Gastone Novelli, sul linguaggio:

    “[…] Ha un senso fare uso di certi gruppi di immagini, o di segni conosciuti quando sono necessari al proprio linguaggio, del resto ogni forma (segno, immagine) cambia significato secondo il sistema in cui si trova integrata. Ecco perchè credo che l’esprimersi sia esplorazione-rappresentazione, anche recupero di frammenti di civiltà (i frammenti sono fruibili per la estrema facilità di equivocare i loro significati), recupero di segni, di lettere, suoni e colori, e organizzazione di tutti questi elementi secondo una regola interna ad un proprio sistema. Un continuo, per così dire, processo di erezione (gioco) che non dipende da nessun rapporto esterno individuabile, nè dalla quantità o qualità dei fruitori delle opere che si vanno compiendo.
    […]
    La geometria stessa non è attendibile quando i suoi aspetti perdono funzioni e significati se li si trasferisce in un diverso contesto. Questa indeterminatezza conta, giustifica il viaggio”.

    (p. 4)

    n.b.: nei dati di archiviazione su archive.org il numero di “bit” viene indicato come “3”, cifra che campeggia nella prima pagina visibile sopra, tuttavia il colophon dichiara che si tratta del n. 2:

    #1967 #colori #frammenti #GastoneNovelli #gioco #gruppiDiImmagini #Lettere #linguaggio #segni #segniConosciuti #segno #sulLinguaggio #suoni

  4. dal 5 luglio a matera: “dadamaino. segni, grafie, spazi”

    Sandro Ricaldone

    DADAMAINO
    Segni, grafie, spazi
    a cura di Flaminio Gualdoni
    MUSMA – Palazzo Pomarici – Matera
    5 luglio – 5 ottobre 2025

    La mostra propone una significativa selezione di opere realizzate tra il 1975 e il 1996 da Dadamaino (pseudonimo di Edoarda Emilia Maino, 1930–2004), figura centrale dell’arte visiva del Novecento italiano e internazionale. Provenienti in gran parte dall’Archivio Dadamaino, le opere in mostra includono anche alcuni lavori inediti in ceramica realizzati a Matera negli anni Settanta, presso la bottega del maestro ceramista Giuseppe Mitarotonda.

    Tra i nuclei principali in esposizione figurano le serie:
    • Inconscio razionale (1978)
    • I fatti della vita (1978–1982)
    • Costellazioni (1981–1987)
    • Il movimento delle cose (1987–1996)

    “Nel percorso espositivo emergono con forza la radicalità e la coerenza del linguaggio di Dadamaino, che – come spiega il curatore Flaminio Gualdoni, storico dell’arte e profondo conoscitore dell’artista – dichiara come il suo intento maggiore fosse la sorta di purificazione assoluta del segno nello spazio: un segno che dichiari solo se stesso, la propria fisiologia, la propria autonoma capacità di senso.”

    Un legame profondo unisce l’artista milanese alla città di Matera, già al centro, nel 1978, di una straordinaria stagione artistica che vide protagonisti artisti come Pietro Consagra, impegnati nel promuovere la salvaguardia culturale dei Sassi. Lo ricorda Simona Spinella, curatrice del MUSMA: “L’installazione I fatti della vita, per data, modalità di esplorazione e uso dello spazio come linguaggio, ci riporta proprio all’azione di Consagra. Anche lui usa la parola per denunciare, scrivendo la celebre Lettera ai materani, in cui invita a costituire un Fronte dell’Arte per salvare i Sassi. Il fronte fu costituito il 20 ottobre 1978. Tra i firmatari, oltre a Consagra, anche Dadamaino, Bonalumi, Carmi, Castellani, Dorazio, Franchina, Nigro, Perilli, Pozzati, Rotella, Santomaso e Turcato.”

    In mostra saranno esposte tre opere in ceramica – due terraglie e il piatto “Fronte dell’Arte” – prodotte nella bottega di Mitarotonda: testimonianza della sperimentazione e della versatilità tecnica di Dadamaino.

    Fernando Colombo e Nicoletta Saporiti, direttori dell’Archivio Dadamaino, sottolineano l’importanza della scoperta: “Come Archivio ci è particolarmente gradita la possibilità offertaci dal MUSMA di esporre il ciclo di opere realizzate da Dadamaino a partire dal 1975. Opere meno conosciute e tuttavia particolarmente originali. Ancor più gradito è aver scoperto, novità assoluta per l’Archivio, la presenza nel 1975 di Dada accompagnata da Andrea Cascella, a Matera presso la bottega del maestro ceramista Giuseppe Mitarotonda. Di questa visita rimangono tre opere che saranno presentate nella prossima mostra presso il MUSMA.”

    https://www.regione.basilicata.it/matera-al-musma-le-opere-di-dadamaino/

    #AndreaCascella #ArchivioDadamaino #art #arte #Bonalumi #Carmi #Castellani #ceramica #Dadamaino #direttoriDellArchivioDadamaino #Dorazio #EdoardaEmiliaMaino #FernandoColombo #FlaminioGualdoni #Franchina #FronteDellArte #GiuseppeMitarotonda #grafie #matera #mostra #MUSMA #NicolettaSaporiti #Nigro #PalazzoPomarici #Perilli #PietroConsagra #Pozzati #Rotella #SandroRicaldone #SantomasoETurcato #sassi #segni #SimonaSpinella #spazi

  5. dal 5 luglio a matera: “dadamaino. segni, grafie, spazi”

    Sandro Ricaldone

    DADAMAINO
    Segni, grafie, spazi
    a cura di Flaminio Gualdoni
    MUSMA – Palazzo Pomarici – Matera
    5 luglio – 5 ottobre 2025

    La mostra propone una significativa selezione di opere realizzate tra il 1975 e il 1996 da Dadamaino (pseudonimo di Edoarda Emilia Maino, 1930–2004), figura centrale dell’arte visiva del Novecento italiano e internazionale. Provenienti in gran parte dall’Archivio Dadamaino, le opere in mostra includono anche alcuni lavori inediti in ceramica realizzati a Matera negli anni Settanta, presso la bottega del maestro ceramista Giuseppe Mitarotonda.

    Tra i nuclei principali in esposizione figurano le serie:
    • Inconscio razionale (1978)
    • I fatti della vita (1978–1982)
    • Costellazioni (1981–1987)
    • Il movimento delle cose (1987–1996)

    “Nel percorso espositivo emergono con forza la radicalità e la coerenza del linguaggio di Dadamaino, che – come spiega il curatore Flaminio Gualdoni, storico dell’arte e profondo conoscitore dell’artista – dichiara come il suo intento maggiore fosse la sorta di purificazione assoluta del segno nello spazio: un segno che dichiari solo se stesso, la propria fisiologia, la propria autonoma capacità di senso.”

    Un legame profondo unisce l’artista milanese alla città di Matera, già al centro, nel 1978, di una straordinaria stagione artistica che vide protagonisti artisti come Pietro Consagra, impegnati nel promuovere la salvaguardia culturale dei Sassi. Lo ricorda Simona Spinella, curatrice del MUSMA: “L’installazione I fatti della vita, per data, modalità di esplorazione e uso dello spazio come linguaggio, ci riporta proprio all’azione di Consagra. Anche lui usa la parola per denunciare, scrivendo la celebre Lettera ai materani, in cui invita a costituire un Fronte dell’Arte per salvare i Sassi. Il fronte fu costituito il 20 ottobre 1978. Tra i firmatari, oltre a Consagra, anche Dadamaino, Bonalumi, Carmi, Castellani, Dorazio, Franchina, Nigro, Perilli, Pozzati, Rotella, Santomaso e Turcato.”

    In mostra saranno esposte tre opere in ceramica – due terraglie e il piatto “Fronte dell’Arte” – prodotte nella bottega di Mitarotonda: testimonianza della sperimentazione e della versatilità tecnica di Dadamaino.

    Fernando Colombo e Nicoletta Saporiti, direttori dell’Archivio Dadamaino, sottolineano l’importanza della scoperta: “Come Archivio ci è particolarmente gradita la possibilità offertaci dal MUSMA di esporre il ciclo di opere realizzate da Dadamaino a partire dal 1975. Opere meno conosciute e tuttavia particolarmente originali. Ancor più gradito è aver scoperto, novità assoluta per l’Archivio, la presenza nel 1975 di Dada accompagnata da Andrea Cascella, a Matera presso la bottega del maestro ceramista Giuseppe Mitarotonda. Di questa visita rimangono tre opere che saranno presentate nella prossima mostra presso il MUSMA.”

    https://www.regione.basilicata.it/matera-al-musma-le-opere-di-dadamaino/

    #AndreaCascella #ArchivioDadamaino #art #arte #Bonalumi #Carmi #Castellani #ceramica #Dadamaino #direttoriDellArchivioDadamaino #Dorazio #EdoardaEmiliaMaino #FernandoColombo #FlaminioGualdoni #Franchina #FronteDellArte #GiuseppeMitarotonda #grafie #matera #mostra #MUSMA #NicolettaSaporiti #Nigro #PalazzoPomarici #Perilli #PietroConsagra #Pozzati #Rotella #SandroRicaldone #SantomasoETurcato #sassi #segni #SimonaSpinella #spazi

  6. dal 5 luglio a matera: “dadamaino. segni, grafie, spazi”

    Sandro Ricaldone

    DADAMAINO
    Segni, grafie, spazi
    a cura di Flaminio Gualdoni
    MUSMA – Palazzo Pomarici – Matera
    5 luglio – 5 ottobre 2025

    La mostra propone una significativa selezione di opere realizzate tra il 1975 e il 1996 da Dadamaino (pseudonimo di Edoarda Emilia Maino, 1930–2004), figura centrale dell’arte visiva del Novecento italiano e internazionale. Provenienti in gran parte dall’Archivio Dadamaino, le opere in mostra includono anche alcuni lavori inediti in ceramica realizzati a Matera negli anni Settanta, presso la bottega del maestro ceramista Giuseppe Mitarotonda.

    Tra i nuclei principali in esposizione figurano le serie:
    • Inconscio razionale (1978)
    • I fatti della vita (1978–1982)
    • Costellazioni (1981–1987)
    • Il movimento delle cose (1987–1996)

    “Nel percorso espositivo emergono con forza la radicalità e la coerenza del linguaggio di Dadamaino, che – come spiega il curatore Flaminio Gualdoni, storico dell’arte e profondo conoscitore dell’artista – dichiara come il suo intento maggiore fosse la sorta di purificazione assoluta del segno nello spazio: un segno che dichiari solo se stesso, la propria fisiologia, la propria autonoma capacità di senso.”

    Un legame profondo unisce l’artista milanese alla città di Matera, già al centro, nel 1978, di una straordinaria stagione artistica che vide protagonisti artisti come Pietro Consagra, impegnati nel promuovere la salvaguardia culturale dei Sassi. Lo ricorda Simona Spinella, curatrice del MUSMA: “L’installazione I fatti della vita, per data, modalità di esplorazione e uso dello spazio come linguaggio, ci riporta proprio all’azione di Consagra. Anche lui usa la parola per denunciare, scrivendo la celebre Lettera ai materani, in cui invita a costituire un Fronte dell’Arte per salvare i Sassi. Il fronte fu costituito il 20 ottobre 1978. Tra i firmatari, oltre a Consagra, anche Dadamaino, Bonalumi, Carmi, Castellani, Dorazio, Franchina, Nigro, Perilli, Pozzati, Rotella, Santomaso e Turcato.”

    In mostra saranno esposte tre opere in ceramica – due terraglie e il piatto “Fronte dell’Arte” – prodotte nella bottega di Mitarotonda: testimonianza della sperimentazione e della versatilità tecnica di Dadamaino.

    Fernando Colombo e Nicoletta Saporiti, direttori dell’Archivio Dadamaino, sottolineano l’importanza della scoperta: “Come Archivio ci è particolarmente gradita la possibilità offertaci dal MUSMA di esporre il ciclo di opere realizzate da Dadamaino a partire dal 1975. Opere meno conosciute e tuttavia particolarmente originali. Ancor più gradito è aver scoperto, novità assoluta per l’Archivio, la presenza nel 1975 di Dada accompagnata da Andrea Cascella, a Matera presso la bottega del maestro ceramista Giuseppe Mitarotonda. Di questa visita rimangono tre opere che saranno presentate nella prossima mostra presso il MUSMA.”

    https://www.regione.basilicata.it/matera-al-musma-le-opere-di-dadamaino/

    #AndreaCascella #ArchivioDadamaino #art #arte #Bonalumi #Carmi #Castellani #ceramica #Dadamaino #direttoriDellArchivioDadamaino #Dorazio #EdoardaEmiliaMaino #FernandoColombo #FlaminioGualdoni #Franchina #FronteDellArte #GiuseppeMitarotonda #grafie #matera #mostra #MUSMA #NicolettaSaporiti #Nigro #PalazzoPomarici #Perilli #PietroConsagra #Pozzati #Rotella #SandroRicaldone #SantomasoETurcato #sassi #segni #SimonaSpinella #spazi

  7. dal 17 giugno a perugia: “extra. segni antichi / visioni contemporanee” @ palazzo baldeschi

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    EXTRA. Segni antichi/Visioni contemporanee è l’ultimo progetto di Fondazione Perugia che dopo le mostre dedicate ad Antonio Canova, al confronto tra Perugino-Burri e alla riflessione sul tema Natura/Utopia, presenta un’originale proposta espositiva per far dialogare l’antico e il contemporaneo in una mostra che può essere anche considerata doppia, poiché indaga il rapporto tra immagine e segno, icona e parole.

    A cura di Marco Tonelli, l’idea di questa mostra nasce nel 2024 quando Fondazione Perugia acquisisce una selezione dalla Collezione Albertini consistente in circa 1700 copertine in pergamena datate tra il XIII e il XV secolo. Si tratta di pregiati rivestimenti documentali, finemente decorati e dipinti su copertine di pergamena che avvolgevano antichi registri comunali, notarili e amministrativi, appartenuti a podestà, capitani del popolo, giudici e sindaci del Comune di Perugia: all’interno di esse compaiono elenchi, testi, annotazioni di carattere giudiziario quali testimonianze di accuse, resoconti di danneggiamenti a colture e bestiame, registri di approvvigionamenti e distribuzione di derrate alimentari.

    Su una pergamena in particolare compare la parola Extraordinariorum, che proviene dal termine latino di età imperiale cognitio extra ordinem a indicare norme giuridiche fuori dagli schemi tradizionali e passato poi nell’uso della lingua corrente per descrivere qualcosa di non consueto, inaspettato, eccezionale. Da qui l’idea di realizzare qualcosa appunto di extra-ordinario come l’accostamento di una selezione di circa 100 tra le pergamene con più di 40 opere di 18 artisti italiani e internazionali contemporanei, secondo criteri a volte molto stringenti, altri solo evocativi, altri ancora iconografici o tipologici se non tematici e materici o che mettono in relazione parola e immagine, intendendo l’immagine come parola, rebus visivo o figura parlante.

    TUTTE LE INFORMAZIONI (e alcune immagini) in questo pdf

    *

    Palazzo Baldeschi
    Corso Vannucci 66 – Perugia
    https://fondazioneperugia.it

    Ufficio stampa:
    Maria Chiara Salvanelli – email: mariachiara [at] salvanelli.it
    Anna Chiara d’Aloja – email: annachiara [at] salvanelli.it

    #AlighieroBoetti #art #arte #CollezioneAlbertini #DavidTremlett #EmilioIsgrò #EXTRA #Extraordinariorum #FondazionePerugia #GianniDessì #MarcoTonelli #MariaLai #mostra #PalazzoBaldeschi #pergamene #Perugia #segni #segniAntichi #visioniContemporanee

  8. dal 17 giugno a perugia: “extra. segni antichi / visioni contemporanee” @ palazzo baldeschi

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    EXTRA. Segni antichi/Visioni contemporanee è l’ultimo progetto di Fondazione Perugia che dopo le mostre dedicate ad Antonio Canova, al confronto tra Perugino-Burri e alla riflessione sul tema Natura/Utopia, presenta un’originale proposta espositiva per far dialogare l’antico e il contemporaneo in una mostra che può essere anche considerata doppia, poiché indaga il rapporto tra immagine e segno, icona e parole.

    A cura di Marco Tonelli, l’idea di questa mostra nasce nel 2024 quando Fondazione Perugia acquisisce una selezione dalla Collezione Albertini consistente in circa 1700 copertine in pergamena datate tra il XIII e il XV secolo. Si tratta di pregiati rivestimenti documentali, finemente decorati e dipinti su copertine di pergamena che avvolgevano antichi registri comunali, notarili e amministrativi, appartenuti a podestà, capitani del popolo, giudici e sindaci del Comune di Perugia: all’interno di esse compaiono elenchi, testi, annotazioni di carattere giudiziario quali testimonianze di accuse, resoconti di danneggiamenti a colture e bestiame, registri di approvvigionamenti e distribuzione di derrate alimentari.

    Su una pergamena in particolare compare la parola Extraordinariorum, che proviene dal termine latino di età imperiale cognitio extra ordinem a indicare norme giuridiche fuori dagli schemi tradizionali e passato poi nell’uso della lingua corrente per descrivere qualcosa di non consueto, inaspettato, eccezionale. Da qui l’idea di realizzare qualcosa appunto di extra-ordinario come l’accostamento di una selezione di circa 100 tra le pergamene con più di 40 opere di 18 artisti italiani e internazionali contemporanei, secondo criteri a volte molto stringenti, altri solo evocativi, altri ancora iconografici o tipologici se non tematici e materici o che mettono in relazione parola e immagine, intendendo l’immagine come parola, rebus visivo o figura parlante.

    TUTTE LE INFORMAZIONI (e alcune immagini) in questo pdf

    *

    Palazzo Baldeschi
    Corso Vannucci 66 – Perugia
    https://fondazioneperugia.it

    Ufficio stampa:
    Maria Chiara Salvanelli – email: mariachiara [at] salvanelli.it
    Anna Chiara d’Aloja – email: annachiara [at] salvanelli.it

    #AlighieroBoetti #art #arte #CollezioneAlbertini #DavidTremlett #EmilioIsgrò #EXTRA #Extraordinariorum #FondazionePerugia #GianniDessì #MarcoTonelli #MariaLai #mostra #PalazzoBaldeschi #pergamene #Perugia #segni #segniAntichi #visioniContemporanee

  9. dal 17 giugno a perugia: “extra. segni antichi / visioni contemporanee” @ palazzo baldeschi

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    EXTRA. Segni antichi/Visioni contemporanee è l’ultimo progetto di Fondazione Perugia che dopo le mostre dedicate ad Antonio Canova, al confronto tra Perugino-Burri e alla riflessione sul tema Natura/Utopia, presenta un’originale proposta espositiva per far dialogare l’antico e il contemporaneo in una mostra che può essere anche considerata doppia, poiché indaga il rapporto tra immagine e segno, icona e parole.

    A cura di Marco Tonelli, l’idea di questa mostra nasce nel 2024 quando Fondazione Perugia acquisisce una selezione dalla Collezione Albertini consistente in circa 1700 copertine in pergamena datate tra il XIII e il XV secolo. Si tratta di pregiati rivestimenti documentali, finemente decorati e dipinti su copertine di pergamena che avvolgevano antichi registri comunali, notarili e amministrativi, appartenuti a podestà, capitani del popolo, giudici e sindaci del Comune di Perugia: all’interno di esse compaiono elenchi, testi, annotazioni di carattere giudiziario quali testimonianze di accuse, resoconti di danneggiamenti a colture e bestiame, registri di approvvigionamenti e distribuzione di derrate alimentari.

    Su una pergamena in particolare compare la parola Extraordinariorum, che proviene dal termine latino di età imperiale cognitio extra ordinem a indicare norme giuridiche fuori dagli schemi tradizionali e passato poi nell’uso della lingua corrente per descrivere qualcosa di non consueto, inaspettato, eccezionale. Da qui l’idea di realizzare qualcosa appunto di extra-ordinario come l’accostamento di una selezione di circa 100 tra le pergamene con più di 40 opere di 18 artisti italiani e internazionali contemporanei, secondo criteri a volte molto stringenti, altri solo evocativi, altri ancora iconografici o tipologici se non tematici e materici o che mettono in relazione parola e immagine, intendendo l’immagine come parola, rebus visivo o figura parlante.

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    *

    Palazzo Baldeschi
    Corso Vannucci 66 – Perugia
    https://fondazioneperugia.it

    Ufficio stampa:
    Maria Chiara Salvanelli – email: mariachiara [at] salvanelli.it
    Anna Chiara d’Aloja – email: annachiara [at] salvanelli.it

    #AlighieroBoetti #art #arte #CollezioneAlbertini #DavidTremlett #EmilioIsgrò #EXTRA #Extraordinariorum #FondazionePerugia #GianniDessì #MarcoTonelli #MariaLai #mostra #PalazzoBaldeschi #pergamene #Perugia #segni #segniAntichi #visioniContemporanee

  10. dal 17 giugno a perugia: “extra. segni antichi / visioni contemporanee” @ palazzo baldeschi

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    EXTRA. Segni antichi/Visioni contemporanee è l’ultimo progetto di Fondazione Perugia che dopo le mostre dedicate ad Antonio Canova, al confronto tra Perugino-Burri e alla riflessione sul tema Natura/Utopia, presenta un’originale proposta espositiva per far dialogare l’antico e il contemporaneo in una mostra che può essere anche considerata doppia, poiché indaga il rapporto tra immagine e segno, icona e parole.

    A cura di Marco Tonelli, l’idea di questa mostra nasce nel 2024 quando Fondazione Perugia acquisisce una selezione dalla Collezione Albertini consistente in circa 1700 copertine in pergamena datate tra il XIII e il XV secolo. Si tratta di pregiati rivestimenti documentali, finemente decorati e dipinti su copertine di pergamena che avvolgevano antichi registri comunali, notarili e amministrativi, appartenuti a podestà, capitani del popolo, giudici e sindaci del Comune di Perugia: all’interno di esse compaiono elenchi, testi, annotazioni di carattere giudiziario quali testimonianze di accuse, resoconti di danneggiamenti a colture e bestiame, registri di approvvigionamenti e distribuzione di derrate alimentari.

    Su una pergamena in particolare compare la parola Extraordinariorum, che proviene dal termine latino di età imperiale cognitio extra ordinem a indicare norme giuridiche fuori dagli schemi tradizionali e passato poi nell’uso della lingua corrente per descrivere qualcosa di non consueto, inaspettato, eccezionale. Da qui l’idea di realizzare qualcosa appunto di extra-ordinario come l’accostamento di una selezione di circa 100 tra le pergamene con più di 40 opere di 18 artisti italiani e internazionali contemporanei, secondo criteri a volte molto stringenti, altri solo evocativi, altri ancora iconografici o tipologici se non tematici e materici o che mettono in relazione parola e immagine, intendendo l’immagine come parola, rebus visivo o figura parlante.

    TUTTE LE INFORMAZIONI (e alcune immagini) in questo pdf

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    Palazzo Baldeschi
    Corso Vannucci 66 – Perugia
    https://fondazioneperugia.it

    Ufficio stampa:
    Maria Chiara Salvanelli – email: mariachiara [at] salvanelli.it
    Anna Chiara d’Aloja – email: annachiara [at] salvanelli.it

    #AlighieroBoetti #art #arte #CollezioneAlbertini #DavidTremlett #EmilioIsgrò #EXTRA #Extraordinariorum #FondazionePerugia #GianniDessì #MarcoTonelli #MariaLai #mostra #PalazzoBaldeschi #pergamene #Perugia #segni #segniAntichi #visioniContemporanee

  11. Un'occasione assai importante - a mio giudizio - per la messa a fuoco dell'asemic writing, delle sue articolazioni: “Scrittura asemica. Il segno prima del senso e senza padroni”: dal 26 aprile a Genova.

    Come accennato nel post precedente, info e comunicato stampa qui: slowforward.net/2025/04/09/scr

    #asemic #asemicwriting #scritturaasemica #segno #segni #vincenzoaccame #feliceaccame #sandroricaldone

  12. Spogliamoci della superstizione, e cerchiamo di essere nel mondo segni eloquenti dell'Amore di Dio!

    Riflessione per mercoledì 12 marzo 2025

    donpi.it/non-cercare-segni-sii

    #riflessioni #vangelodelgiorno #segni

  13. #23settembre per la Giornata mondiale del #LinguaggiodeiSegni, un articolo #OpenAccess di #ItalianoLinguaDue propone alcune riflessioni sul #QCER - Volume Complementare (Consiglio d’Europa, 2020), un manuale innovativo e inclusivo rispetto alla versione del 2001, con un'attenzione particolare alle competenze linguistiche nelle lingue dei segni ⬇️

    doi.org/10.54103/2037-3597/195

    #segni #LinguedeiSegni

  14. #23settembre per la Giornata mondiale del #LinguaggiodeiSegni, un articolo #OpenAccess di #ItalianoLinguaDue propone alcune riflessioni sul #QCER - Volume Complementare (Consiglio d’Europa, 2020), un manuale innovativo e inclusivo rispetto alla versione del 2001, con un'attenzione particolare alle competenze linguistiche nelle lingue dei segni ⬇️

    doi.org/10.54103/2037-3597/195

    #segni #LinguedeiSegni

  15. #23settembre per la Giornata mondiale del #LinguaggiodeiSegni, un articolo #OpenAccess di #ItalianoLinguaDue propone alcune riflessioni sul #QCER - Volume Complementare (Consiglio d’Europa, 2020), un manuale innovativo e inclusivo rispetto alla versione del 2001, con un'attenzione particolare alle competenze linguistiche nelle lingue dei segni ⬇️

    doi.org/10.54103/2037-3597/195

    #segni #LinguedeiSegni

  16. #23settembre per la Giornata mondiale del #LinguaggiodeiSegni, un articolo #OpenAccess di #ItalianoLinguaDue propone alcune riflessioni sul #QCER - Volume Complementare (Consiglio d’Europa, 2020), un manuale innovativo e inclusivo rispetto alla versione del 2001, con un'attenzione particolare alle competenze linguistiche nelle lingue dei segni ⬇️

    doi.org/10.54103/2037-3597/195

    #segni #LinguedeiSegni