#paesiarabi — Public Fediverse posts
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https://www.europesays.com/it/182470/ Corpi dei rapiti, arsenali e Paesi arabi: gli ultimi ostacoli sulla strada della pace #Cronaca #DalMondo #DalMondo #Mondo #News #Notizie #ostaggi #PaesiArabi #RelazioniDiplomatiche #StatiUniti #StatoPalestinese #UltimeNotizie #UltimeNotizieDiMondo #UltimeNotizie #UltimeNotizieDiMondo #World #WorldNews #WorldNews
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C'è un movimento dopo la Flotilla?
Palazzo Hercolani, giovedì 16 ottobre alle ore 19:00 CEST
In questi anni di genocidio, anche i paesi arabi si sono distinti per il loro silenzio e la loro complicità, ancora più evidenti in questa nuova fase di “pace” e di spartizione di interessi a Gaza e in tutta la regione. Comprendere come il genocidio e la speculazione dell’economia di guerra impattino a quelle latitudini è fondamentale per leggere gli equilibri che si stanno ridefinendo. Tuttavia, anche qui, lo spazio politico è stato attraversato da mobilitazioni dal basso che hanno fatto della solidarietà con Gaza e la Palestina il motore di un movimento capace di intrecciare relazioni in tutto il Mediterraneo e di mettere in discussione gli assetti di potere.
Come dimostrano le oceaniche proteste in Marocco, la Generazione Z non ci sta: anche sotto regimi tra i più duri, come quello del re Muhammed VI, nel paese più filo-sionista del mondo arabo, si alza una ribellione contro il capitalismo mortifero e per una politica della vita.
Ne parliamo con Patrick Zaki (Egitto) e Mohamed Dihani (Sahara Occidentale). -
C'è un movimento dopo la Flotilla?
Palazzo Hercolani, giovedì 16 ottobre alle ore 19:00 CEST
In questi anni di genocidio, anche i paesi arabi si sono distinti per il loro silenzio e la loro complicità, ancora più evidenti in questa nuova fase di “pace” e di spartizione di interessi a Gaza e in tutta la regione. Comprendere come il genocidio e la speculazione dell’economia di guerra impattino a quelle latitudini è fondamentale per leggere gli equilibri che si stanno ridefinendo. Tuttavia, anche qui, lo spazio politico è stato attraversato da mobilitazioni dal basso che hanno fatto della solidarietà con Gaza e la Palestina il motore di un movimento capace di intrecciare relazioni in tutto il Mediterraneo e di mettere in discussione gli assetti di potere.
Come dimostrano le oceaniche proteste in Marocco, la Generazione Z non ci sta: anche sotto regimi tra i più duri, come quello del re Muhammed VI, nel paese più filo-sionista del mondo arabo, si alza una ribellione contro il capitalismo mortifero e per una politica della vita.
Ne parliamo con Patrick Zaki (Egitto) e Mohamed Dihani (Sahara Occidentale).