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#disinformazione — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #disinformazione, aggregated by home.social.

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  1. Anche se "nessuna prima pagina di destra griderà all’emergenza #sicurezza" il #governoMeloni "per coerenza con il proprio panpenalismo oggi dovrebbe varare il decreto anti- #minicar, anzi il decreto anti-figli dei carabinieri."

    #razzismo #15ottobre #DISinformazione

    left.it/2026/10/15/emergenza-s

  2. Via libera un corno: il Consiglio degli Stati ha votato una modifica al pacchetto di accordi già negoziati con l'UE (#Bilaterali III). Ammesso che anche il Consiglio Nazionale (l'altra camera del parlamento federale) lo voti è tutto da vedere che l'UE sia d'accordo con questa modifica (di fatto alcuni esponenti si sono già espressi contro) e che il pacchetto bilaterali III ottenga al voto popolare la doppia maggioranza di popolo e cantoni. #Disinformazione #Svizzera #UE
    tg24.sky.it/economia/2026/10/0

  3. Viviamo in un mondo complesso, ma spesso cerchiamo risposte semplici.

    Uno slogan, un colpevole, una soluzione immediata, tutto sembra più facile quando la realtà viene ridotta a una frase. Ma questo ci porta fuori strada.

    Rallentare e cercare di capire la complessità non significa arrendersi, significa imparare a leggere meglio il mondo senza cadere nelle semplificazioni che ci ingannano.

    @attualita

    #PensieroCritico #Disinformazione #Società #Informazione

    psicospace.it/realta-complessa

  4. Piani di droni russi su Italia, Francia e Spagna?

    Anche Macron ha smentito la notizia del giornale El Mundo

    youtube.com/shorts/b5h5aDy5JqY

    #disinformazione #Russia

  5. El Mundo ha un orientamento politico liberal-conservatore, ed è considerato vicino alle posizioni del Partito Popolare spagnolo.

    Secondo l'inchiesta pubblicata dal giornalista Xavier Colás su El Mundo, la CIA avrebbe avvisato circa un piano strategico del Cremlino per portare la guerra ibrida nel cuore del Mediterraneo.

    Sia le autorità italiane (tramite il Ministro Crosetto) che quelle francesi (tramite il Presidente Macron) hanno negato di aver ricevuto una simile allerta.

    #disinformazione

  6. Questa informazione è stata smentita, non vi è alcun riscontro, eppure viene presentata come proveniente dalla CIA mentre proviene da un giornale che ritiene di avere prove della CIA in tal senso, prove che tuttavia non possiede.

    Secondo El Mundo, i servizi segreti russi avrebbero pianificato di nascondere droni leggeri all'interno di container a bordo di navi commerciali in transito nel Mediterraneo.

    youtube.com/watch?v=BuDcRsIIcpo

    #RAI #Russia #disinformazione #mediawatch

  7. "Parliamo dell'avvertimento della CIA sui droni russi in Italia"

    Annalisa Girardi sta trasformando la Fanpage che conoscevamo e apprezzavamo in un'altra cosa.

    youtube.com/watch?v=yENo-STvTwc

    L'indiscrezione pubblicata dal quotidiano spagnolo El Mundo riguardante presunti piani russi per lanciare attacchi con droni contro Italia, Francia e Spagna è stata smentita ufficialmente dai governi dei Paesi coinvolti. Ma la Girardi ci costruisce un'intera puntata.

    #Russia #disinformazione

  8. Del caso #Revolut impressiona come ne escono negativamente le istituzioni italiane, un esempio di ignoranza #informatica
    Ignoranza che colpisce anche la #salute di italiani, e parte degli europei, alimentata dalla #disinformazione atta a dividerci e far perdere fiducia nelle istituzioni.

    RE: https://bsky.app/profile/did:plc:ef4htvgr73vdw3avm6zknwci/post/3mvz46euqgs23

  9. Pensiamo di essere razionali, ma spesso la mente prende scorciatoie senza avvisarci.

    I bias cognitivi influenzano il modo in cui leggiamo le notizie, prendiamo decisioni, giudichiamo gli altri e difendiamo le nostre convinzioni.

    Conoscerli non ci rende immuni, ma ci aiuta a rallentare, dubitare meglio e diventare un po’ meno manipolabili.

    @attualita

    #BiasCognitivi #Psicologia #PensieroCritico #Disinformazione
    #SocialMedia #Informazione

    psicospace.it/bias-cognitivi-c

  10. 🧵 Dai Paesi Bassi alla Svezia, passando per l’Ungheria: come la disinformazione russa interferisce nelle elezioni nazionali
    valigiablu.it/elezioni-svezia-

    #svezia #elezioni #disinformazione #bot #russia #europa

  11. Complottismo: non è (solo) una questione di cultura, ma di psicologia

    Perché persone istruite, informate e apparentemente razionali finiscono per credere che il mondo sia governato da poteri occulti? Un nuovo studio pubblicato su Applied Cognitive Psychology prova a rispondere spostando l’attenzione dai contenuti delle teorie del complotto ai tratti psicologici che le rendono attraenti, indipendentemente da istruzione, censo o credo religioso (Furnham et al., 2026).

    Un fenomeno che non risparmia nessuno

    Nella mia pratica clinica quotidiana mi capita sempre più spesso di confrontarmi con pazienti, e talvolta con colleghi, che mettono in discussione l’origine di una malattia, l’utilità di una vaccinazione o l’indipendenza della ricerca scientifica, attribuendo questi ambiti a presunti interessi occulti di governi, agenzie regolatorie o industria farmaceutica. Non si tratta più di un fenomeno marginale confinato a nicchie isolate: il pensiero cospirazionista attraversa oggi classi sociali, livelli di istruzione e orientamenti politici in modo trasversale, come confermano diverse rassegne sul tema (Douglas, Sutton & Cichocka, 2017). Se internet e i social network hanno indubbiamente amplificato la diffusione di narrazioni non verificate, il nuovo studio guidato da Adrian Furnham, docente alla Norwegian Business School, suggerisce che il carburante di questo fenomeno vada cercato altrove: in due predisposizioni psicologiche stabili, presenti ben prima che una persona incontri una specifica teoria del complotto.

    Come è stato condotto lo studio

    Il gruppo di ricerca, composto da Furnham, Cuppello e Semmelink, ha coinvolto 253 adulti di lingua inglese provenienti da diversi Paesi (in particolare Regno Unito, Stati Uniti, Canada e Sudafrica), con un’età media di circa 49 anni e un livello di istruzione mediamente elevato. Ai partecipanti è stata somministrata una scala di dieci item per misurare la mentalità cospirazionista, comprensiva di affermazioni relative all’idea di “insabbiamento” (cover-up) da parte di governi e istituzioni, un aspetto che secondo gli autori era stato finora poco indagato dalla letteratura scientifica in modo sistematico. Parallelamente sono stati raccolti dati su variabili demografiche, orientamento politico e religioso, ottimismo, autostima e su un test di personalità (High Potential Trait Indicator) che misura tra l’altro la Tolerance of Ambiguity, ovvero la tolleranza all’incertezza.

    I due tratti psicologici che emergono dai dati

    Su 14 variabili complessivamente analizzate, l’analisi di regressione ne ha isolate tre come predittori statisticamente significativi, capaci di spiegare circa un quinto della varianza nei punteggi di adesione al pensiero cospirazionista:

    • Bassa tolleranza dell’ambiguità — la difficoltà a convivere con informazioni vaghe, contraddittorie o incomplete, che genera disagio di fronte a eventi complessi o multifattoriali e spinge verso spiegazioni nette, lineari, con cause chiare e responsabili identificabili.
    • Convinzione di vivere in un mondo ingiusto — la percezione che la realtà sia strutturalmente iniqua, che genera cinismo verso le istituzioni e un bisogno di attribuire eventi negativi ad attori potenti piuttosto che al caso o alla complessità dei sistemi.
    • Religiosità — un terzo predittore minore, coerente con la letteratura precedente sul rapporto fra credo religioso e adesione a narrazioni cospirazioniste.

    Un dato interessante emerge anche dal confronto con la ricerca precedente dello stesso Furnham sul rapporto fra convinzione di un mondo ingiusto e complottismo, che aveva già suggerito come le credenze sull’ingiustizia del mondo (Unjust World Beliefs) fossero un predittore più solido di quanto non lo fossero le semplici variabili demografiche (Furnham, 2021).

    Perché funziona così: la funzione psicologica delle teorie del complotto

    Come clinico, trovo particolarmente utile la chiave di lettura funzionale proposta dagli autori: la teoria del complotto non va letta solo come un errore cognitivo, ma come una strategia, per quanto disadattiva, di regolazione dell’ansia. Di fronte a un evento complesso — una crisi sanitaria, una decisione politica opaca, un cambiamento improvviso e non pienamente spiegabile — la narrazione cospirativa offre ordine, coerenza e confini netti tra vittime e colpevoli, riducendo il disagio prodotto dall’incertezza e dal senso di ingiustizia. Non stupisce che studi precedenti abbiano trovato risultati analoghi anche in relazione a specifiche teorie, come quelle sull’11 settembre, dove i tratti di personalità individuali risultavano associati alla propensione cospirazionista indipendentemente dal contenuto specifico della teoria (Swami, Chamorro-Premuzic & Furnham, 2010).

    Istruzione, età e ideologia: le sorprese dei dati

    Un elemento che trovo clinicamente rilevante è che, in questo studio, il livello di istruzione non è risultato un fattore protettivo significativo. Anzi, gli autori osservano che in alcuni casi sono proprio le persone con un maggiore bagaglio culturale e una spiccata curiosità intellettuale a spingersi più a fondo nell’esplorazione di narrazioni cospirazioniste, un dato che smonta lo stereotipo del “complottista disinformato“. Anche l’età incide meno di quanto si potrebbe pensare: nel campione i più giovani risultavano leggermente più inclini a queste credenze rispetto ai partecipanti più anziani. Coerentemente con la letteratura, orientamento religioso e politico conservatore restano invece associati a punteggi più elevati di mentalità cospirazionista. Un quadro non troppo distante da quello osservato anche nel contesto italiano, dove un’indagine longitudinale ha mostrato come le teorie del complotto tendano comunque, nel tempo, a indebolirsi più che a consolidarsi in modo permanente (Mancosu & Vassallo, 2022).

    I limiti dello studio

    Gli stessi autori invitano alla cautela nell’interpretazione dei risultati: il campione, per quanto internazionale, è relativamente piccolo (253 partecipanti), non rappresentativo della popolazione generale e composto in prevalenza da adulti di mezza età con un elevato livello di istruzione. I tre predittori individuati, inoltre, spiegano solo una parte della varianza complessiva: restano quindi ampi margini legati a fattori sociali, cognitivi e situazionali non colti da questo disegno di ricerca, che meriterebbero approfondimenti su campioni più ampi ed eterogenei.

    Commento editoriale

    Da internista, questo studio mi offre una chiave di lettura preziosa per il lavoro quotidiano con i pazienti che esprimono dubbi su vaccinazioni, terapie o indicazioni delle società scientifiche. Se il nodo centrale non è la carenza di informazioni corrette ma l’intolleranza all’incertezza e il senso di ingiustizia percepita, allora la sola correzione fattuale — per quanto necessaria — rischia di essere uno strumento spuntato. Comunicare la medicina significa anche, e forse soprattutto, aiutare le persone a convivere con il margine di incertezza che la scienza porta fisiologicamente con sé, senza sentirsi per questo defraudate di un ordine che in realtà nessuna disciplina può garantire in modo assoluto. Ascoltare la funzione che una convinzione cospirazionista svolge per chi la sostiene, prima ancora di correggerne il contenuto, mi sembra la lezione più operativa che possiamo trarre da questi dati per la pratica clinica e per la relazione di cura.

    Douglas, K. M., Sutton, R. M., & Cichocka, A. (2017). The psychology of conspiracy theories. Current Directions in Psychological Science, 26(6), 538–542. https://doi.org/10.1177/0963721417718261

    Furnham, A. (2021). Just world beliefs, personal success and beliefs in conspiracy theories. Current Psychology, 42, 2636–2642. https://doi.org/10.1007/s12144-021-01576-z

    Furnham, A., Cuppello, S., & Semmelink, D. S. (2026). Conspiracy theory mentality, injustice and tolerance of ambiguity. Applied Cognitive Psychology. Advance online publication. https://doi.org/10.1002/acp.70151

    Mancosu, M., & Vassallo, S. (2022). The life cycle of conspiracy theories: Evidence from a long-term panel survey on conspiracy beliefs in Italy. Italian Political Science Review/Rivista Italiana di Scienza Politica, 52(1), 1–17. https://doi.org/10.1017/ipo.2021.57

    Swami, V., Chamorro-Premuzic, T., & Furnham, A. (2010). Unanswered questions: A preliminary investigation of personality and individual difference predictors of 9/11 conspiracist beliefs. Applied Cognitive Psychology, 24(6), 749–761. https://doi.org/10.1002/acp.1583

    De Rosa, N. (2026, 7 gennaio). Ci sono due tratti psicologici che ci rendono vulnerabili al complottismo: cosa dice la scienza. Fanpage.it. https://www.fanpage.it/innovazione/scienze/ci-sono-due-tratti-psicologici-che-ci-rendono-vulnerabili-al-complottismo-cosa-dice-la-scienza/

    #AdrianFurnham #benesserePsicologico #complottismo #comunicazioneScientifica #disinformazione #fakeNews #intolleranzaAllAmbiguità #medicinaDivulgativa #mondoIngiusto #negazionismoScientifico #pensieroCospirazionista #pensieroCritico #pregiudiziCognitivi #psicologiaCognitiva #psicologiaSociale #relazioneMedicoPaziente #salutePubblica #teorieDelComplotto #vaccitazioneEComplottismo
  12. Ovviamente i giornali di mezzo mondo continuano a divulgare a spruzzo queste CAGATE terroristiche senza capo né coda

    Per quanti giorni/settimane continuerà questa roba ?!?

    E' veramente molto triste 😞

    #ai #analfabetismofunzionale #disinformazione #marketing #apocalisse #skynet

  13. "Affermazioni che #OcasioCortez non ha mai pronunciato e che ha portato in #Italia (in modo totalmente distorto, manipolatorio e decontestualizzato) una narrazione tossica dell'estrema destra americana."

    #Woke #Conte #Renzi #USA #DISinformazione #24agosto

    valigiablu.it/dibattito-woke-i

  14. Quando ho letto la dichiarazione attribuita ai genitori, che giustificavano la mancata vaccinazione con il timore che la bimba sviluppasse i disturbi dello spettro autistico di cui soffre una cugina, ho faticato non poco a recuperare il self-control.
    open.online/2026/08/20/palermo

    #vaccini #difterite #autismo #disinformazione

  15. Questa è la realtà con cui ogni giorno fanno i conti famiglie e imprese.
    E il Governo Meloni che fa? Invece di cambiare le cose, cambia il racconto. Dipinge un’Italia che non c’è, celebra risultati che nessuno vede e pretende pure che gli italiani applaudano.

    Ma la propaganda non paga le bollette, non accorcia le liste d’attesa e non riempie il frigorifero.

    #Propaganda #Disinformazione #Politica #GovernoMeloni

  16. RE: psicospace.it/come-disinformaz

    La paura non nasce sempre dai fatti: spesso viene costruita, amplificata e trasformata in consenso, visibilità e denaro.

    Dalla crisi di Ceuta alla propaganda sui social, questo articolo racconta come persone in difficoltà e cittadini impauriti possano diventare strumenti dello stesso meccanismo.

    Riconoscerlo è il primo passo per non farsi usare.

    #Disinformazione #Propaganda #Violenza #Democrazia #FakeNews #PensieroCritico #Ceuta #SocialMedia #Informazione

  17. La Fabbrica della Paura: Come disinformazione e odio stanno avvelenando la Democrazia

    Mentre migliaia di persone cercavano di raggiungere Ceuta, alcune attraversando il confine terrestre, altre tentando di superarlo a nuoto, altrove era già cominciato lo spettacolo. Prima ancora che fosse possibile comprendere pienamente che cosa stesse accadendo, erano già stati individuati i colpevoli, stabilite le cause e pronunciate le condanne. Immagini confuse, numeri provvisori, testimonianze parziali e ipotesi non dimostrate venivano trasformati in una narrazione completa, pronta […]

    psicospace.it/come-disinformaz

  18. Lupo di Camaiore, non c’è stato alcun attacco al bambino: non c’erano persone in giardino quando è arrivato l’animale.

    In un clima già molto acceso sul tema lupo e grandi carnivori nel nostro paese, andrebbe trattato con estrema cautela, per evitare di strumentalizzare episodi non verificati che non fanno altro che alimentare allarmismo e disinformazione.

    fanpage.it/kodami/lupo-di-cama

    #Animali #Caccia #Disinformazione #ViolenzaSugliAnimali #UccisioneDiAnimali

  19. RE: psicospace.it/che-cose-il-pens

    Pensare criticamente non significa diffidare di tutto o avere sempre ragione.

    Significa fermarsi, valutare le fonti, distinguere fatti e opinioni, riconoscere i propri limiti e non lasciarsi trascinare dalla prima reazione emotiva.

    In un mondo pieno di informazioni, slogan e soprattutto #disinformazione, il pensiero critico è una forma di #libertà.

    @attualita

    #PensieroCritico #Consapevolezza #Informazione #Bias #Cultura #Democrazia

  20. Cos’è il Pensiero Critico e perché oggi è così difficile praticarlo

    Tutti pensiamo di pensare criticamente. È normale, nessuno ama immaginarsi manipolabile, superficiale o incapace di valutare le informazioni. Quando leggiamo una notizia, ascoltiamo un’opinione o partecipiamo a una discussione, tendiamo a credere di essere abbastanza lucidi da capire cosa sia vero, cosa sia falso e cosa sia solo propaganda. Ma il pensiero critico è più difficile di così. Non significa semplicemente “avere un’opinione”. Non significa diffidare di tutto. Non […]

    psicospace.it/che-cose-il-pens

  21. Il paradosso della crema solare su TikTok: perché la disinformazione (anche se poca) diventa virale


    Con l’arrivo dell’estate si riaccende puntualmente il dibattito sui solari. Se da un lato la medicina ribadisce da decenni l’importanza fondamentale della protezione dai raggi UV, dall’altro i social network sono diventati terreno fertile per teorie alternative. Un recente studio condotto dai ricercatori dell’Università dell’Alberta e pubblicato sulla rivista scientifica PLOS Digital Health ha gettato nuova luce su come la protezione solare viene raccontata su TikTok, rivelando una realtà tanto rassicurante quanto paradossale.

    Poca disinformazione, ma incredibilmente rumorosa

    Analizzando un campione di quasi 1.000 tra i video più visti sulla piattaforma (associati ad hashtag popolarissimi come #sunscreen o #spf), gli studiosi hanno scoperto che l’86,8% dei contenuti promuove attivamente l’uso della crema solare. La narrazione dominante sul social network è quindi corretta e scientificamente orientata.

    I video contrari o apertamente critici rappresentano appena il 6% del totale, con percentuali minime dedicate a tesi estreme, come l’idea che le creme siano tossiche o cancerogene (1,5%) o che blocchino l’assorbimento dei benefici naturali del sole come la Vitamina D (1,2%).

    Dov’è allora il problema? Sta nel modo in cui l’algoritmo premia l’interazione. Lo studio ha dimostrato che questa piccolissima minoranza di video scettici o complottisti genera un livello di engagement (like, commenti e condivisioni) sproporzionatamente più alto rispetto ai contenuti scientificamente corretti. Le fake news e i toni provocatori solleticano l’emotività, lo shock e il senso di novità degli utenti, accumulando interazioni a una velocità nettamente superiore.

    Il cortocircuito della “Beauty Culture”

    Un altro dato sorprendente emerso dalla ricerca riguarda le motivazioni per cui la crema viene promossa. L’uso dei solari viene incentivato principalmente come parte di una skincare routine estetica: il 17,4% dei video ne parla per prevenire imperfezioni e danni cutanei generali, il 15,3% per combattere l’acne e l’11,5% in chiave anti-invecchiamento.

    Al contrario, solo il 6,1% dei video menziona esplicitamente l’efficacia della protezione solare nella prevenzione dei tumori della pelle. Questo approccio sbilanciato declassa un presidio medico di salute pubblica a un mero prodotto cosmetico opzionale, rendendo il pubblico più vulnerabile ai contenuti scettici che lo presentano come “evitabile” o “sospetto”.

    Cosa possiamo fare?

    Il fenomeno evidenzia che la disinformazione non ha bisogno di dominare quantitativamente una piattaforma per essere pericolosa: basta che sia abbastanza polarizzante da spingere gli utenti a interagire. Per difendersi, la regola d’oro resta quella di affidarsi alla divulgazione scientifica ufficiale e ricordare che la crema solare non serve solo a evitare una scottatura o le rughe, ma a proteggere attivamente la salute della nostra pelle.

    #algoritmi #benessere #cremaSolare #disinformazione #fakeNews #plosDigitalHealth #protezioneSolare #salutePubblica #skincare #socialMedia #tiktok
  22. Viviamo sommersi da notizie, dati, opinioni e aggiornamenti continui. Ma avere accesso a tante informazioni significa davvero "conoscere"?

    In questo articolo riflettiamo sulla differenza tra #informazione e #conoscenza, sul sovraccarico informativo e sull’importanza del pensiero critico.

    psicospace.it/linformazione-no

    @cultura @attualita

    #PensieroCritico #Disinformazione #Infodemia #Consapevolezza

  23. 🧭 La propaganda russa diventa benchmark per i modelli AI: un segnale sull’urgenza di misurare bias, robustezza e resilienza informativa. #AI #Disinformazione

    🔗 tomshw.it/business/propaganda-

  24. E se il vero obiettivo non fosse convincerti di una bugia, ma farti dubitare della verità?

    Interessante riflessione dopo aver letto un articolo di Francesca Santolini su La Stampa dedicato alla disinformazione climatica.

    Da anni lavoro tra meteorologia, energia e climate risk e sono sempre più convinto che il clima non sia soltanto una questione ambientale, ma anche una questione di resilienza, sicurezza e fiducia.

    #ClimateChange #ClimateRisk #Geopolitica #Disinformazione

  25. 🧠 La propaganda russa diventa un banco di prova per l’AI: misurare bias e resilienza dei modelli è cruciale per difendere informazione e democrazia. #AI #Disinformazione

    🔗 tomshw.it/business/propaganda-

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