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#2agosto — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #2agosto, aggregated by home.social.

  1. 2 agosto 2026. Oggi come ieri, lo Stato uccide

    Piazza Nettuno, domenica 2 agosto alle ore 08:30 CEST

    Saremo in Piazza del Nettuno dalle ore 8.30 per ribadire che la strage è di Stato e che oggi come ieri la lotta contro il fascismo e l’autoritarismo non si ferma.

    LA STRAGE E I RESPONSABILI

    Il 2 agosto 1980, alle 10.25 di mattina, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 46 anni dopo, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.

    La recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.

    LA DOCUMENTAZIONE

    La documentazione relativa alla sentenza, già consultabile nel sito dell’associazione delle vittime del 2 agosto 1980, mostra che la strage è stata programmata e finanziata (un milione di dollari tra acconto e saldo, due tranches tra l’estate del 1979 e l’autunno 1980) da Licio Gelli e Umberto Ortolani (P2) che hanno usato i soldi del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.

    La strage è stata sostenuta con operazioni di depistaggio da Mario Tedeschi (Msi), organizzata da Federico Umberto D’Amato (a capo dell’Ufficio Affari Riservati, lo stesso di piazza Fontana e dell’omicidio di Pinelli) e attuata sul posto da almeno sei persone: Fioravanti, Mambro, Picciafuoco, Bellini, Ciavardini, Cavallini, appartenenti non solo ai NAR, ma ad altre formazioni della destra quali Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Terza Posizione.

    Gli esecutori sono stati protetti con continue operazioni di depistaggio e di manipolazione della pubblica opinione ad altissimo livello che hanno coinvolto la stessa presidenza della Repubblica di Francesco Cossiga. Tali operazioni sono evidentemente ancora in atto, oggi, con il governo Meloni.

    IL NEGAZIONISMO OGGI

    In questo senso non vanno dimenticate le parole di Azione studentesca – movimento di estrema destra di cui la presidente del Consiglio è stata responsabile nazionale – che nel 2020 scrivevano “Nessuno di noi era a Bologna” e “La verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici” a dimostrazione di un sostanziale negazionismo delle sentenze giudiziarie.

    Tendenza confermata anche dalle parole di Enzo Raisi – ex consigliere comunale di Bologna e deputato di Alleanza nazionale – che a pochi giorni dalla “sentenza Bellini” ha dichiarato in una tv locale “ci sono grandi anomalie giuridiche e storiche, è una sentenza ideologica”.

    Nonostante i continui tentativi revisionisti degli esponenti di governo la verità è una: la bomba è fascista, la strage è di Stato.

    OGGI COME IERI

    Lo Stato ordina, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.

    Perché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali, i ceti popolari, ancor più temuti se stranieri. I metodi sono cambiati, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.

    La continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Il modo con cui legittima le proprie misure liberticide è ancora creare spauracchi e capri espiatori. Ieri erano i “sovversivi”, oggi sono i migranti, i gruppi sociali marginalizzati.

    I respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori, le “zone rosse” nelle città: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.

    LA VIOLENZA DI OGGI

    Lo abbiamo visto accadere anche qui, nei nostri quartieri. Il 19 luglio scorso Abderrahim Fakir, 42 anni, bolognese da 35 anni, muore ammanettato a terra durante un fermo di polizia al Pilastro. Il video che lo ritrae chiedere aiuto per lunghi minuti, prima di restare immobile per sempre, è la fotografia più cruda di cosa siano oggi razzismo e violenza istituzionale. Mentre la sua famiglia chiede verità e giustizia, il governo ha già garantito agli agenti coinvolti lo scudo penale del decreto sicurezza.

    I decreti sicurezza, le leggi bavaglio, la repressione del dissenso, l’attacco ai diritti dei lavoratori, i respingimenti in mare e alle frontiere, i lager per migranti, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con la paura. La stessa paura che volevano seminare 46 anni fa con 85 morti innocenti.

    A BOLOGNA NON SI PASSA

    Rilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne.

    Oggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore, della solidarietà contro l’oppressione.

    Perché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito.

    https://resistentibolognesi.bida.im/

    balotta.org/event/2-agosto-202

  2. 2 agosto 2026. Oggi come ieri, lo Stato uccide

    L’assemblea del Circolo Anarchico Berneri aderisce e rilancia l’appello del Collettivo Resistenti Bolognesi per il corteo del 2 Agosto.

    Saremo in Piazza del Nettuno dalle ore 8.30 per ribadire che la strage è di Stato e che oggi come ieri la lotta contro il fascismo e l’autoritarismo non si ferma.

    LA STRAGE E I RESPONSABILI

    Il 2 agosto 1980, alle 10.25 di mattina, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 46 anni dopo, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.

    La recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.

    LA DOCUMENTAZIONE

    La documentazione relativa alla sentenza, già consultabile nel sito dell’associazione delle vittime del 2 agosto 1980, mostra che la strage è stata programmata e finanziata (un milione di dollari tra acconto e saldo, due tranches tra l’estate del 1979 e l’autunno 1980) da Licio Gelli e Umberto Ortolani (P2) che hanno usato i soldi del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.

    La strage è stata sostenuta con operazioni di depistaggio da Mario Tedeschi (Msi), organizzata da Federico Umberto D’Amato (a capo dell’Ufficio Affari Riservati, lo stesso di piazza Fontana e dell’omicidio di Pinelli) e attuata sul posto da almeno sei persone: Fioravanti, Mambro, Picciafuoco, Bellini, Ciavardini, Cavallini, appartenenti non solo ai NAR, ma ad altre formazioni della destra quali Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Terza Posizione.

    Gli esecutori sono stati protetti con continue operazioni di depistaggio e di manipolazione della pubblica opinione ad altissimo livello che hanno coinvolto la stessa presidenza della Repubblica di Francesco Cossiga. Tali operazioni sono evidentemente ancora in atto, oggi, con il governo Meloni.

    IL NEGAZIONISMO OGGI

    In questo senso non vanno dimenticate le parole di Azione studentesca – movimento di estrema destra di cui la presidente del Consiglio è stata responsabile nazionale – che nel 2020 scrivevano “Nessuno di noi era a Bologna” e “La verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici” a dimostrazione di un sostanziale negazionismo delle sentenze giudiziarie.

    Tendenza confermata anche dalle parole di Enzo Raisi – ex consigliere comunale di Bologna e deputato di Alleanza nazionale – che a pochi giorni dalla “sentenza Bellini” ha dichiarato in una tv locale “ci sono grandi anomalie giuridiche e storiche, è una sentenza ideologica”.

    Nonostante i continui tentativi revisionisti degli esponenti di governo la verità è una: la bomba è fascista, la strage è di Stato.

    OGGI COME IERI

    Lo Stato ordina, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.

    Perché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali, i ceti popolari, ancor più temuti se stranieri. I metodi sono cambiati, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.

    La continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Il modo con cui legittima le proprie misure liberticide è ancora creare spauracchi e capri espiatori. Ieri erano i “sovversivi”, oggi sono i migranti, i gruppi sociali marginalizzati.

    I respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori, le “zone rosse” nelle città: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.

    LA VIOLENZA DI OGGI

    Lo abbiamo visto accadere anche qui, nei nostri quartieri. Il 19 luglio scorso Abderrahim Fakir, 42 anni, bolognese da 35 anni, muore ammanettato a terra durante un fermo di polizia al Pilastro. Il video che lo ritrae chiedere aiuto per lunghi minuti, prima di restare immobile per sempre, è la fotografia più cruda di cosa siano oggi razzismo e violenza istituzionale. Mentre la sua famiglia chiede verità e giustizia, il governo ha già garantito agli agenti coinvolti lo scudo penale del decreto sicurezza.

    I decreti sicurezza, le leggi bavaglio, la repressione del dissenso, l’attacco ai diritti dei lavoratori, i respingimenti in mare e alle frontiere, i lager per migranti, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con la paura. La stessa paura che volevano seminare 46 anni fa con 85 morti innocenti.

    A BOLOGNA NON SI PASSA

    Rilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne.

    Oggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore, della solidarietà contro l’oppressione.

    Perché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito.

    #2Agosto #antifascismo #Bologna #Resistenza #Solidarietà #StrageDiStato
  3. 2 agosto 2026. Oggi come ieri, lo Stato uccide

    L’assemblea del Circolo Anarchico Berneri aderisce e rilancia l’appello del Collettivo Resistenti Bolognesi per il corteo del 2 Agosto.

    Saremo in Piazza del Nettuno dalle ore 8.30 per ribadire che la strage è di Stato e che oggi come ieri la lotta contro il fascismo e l’autoritarismo non si ferma.

    LA STRAGE E I RESPONSABILI

    Il 2 agosto 1980, alle 10.25 di mattina, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 46 anni dopo, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.

    La recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.

    LA DOCUMENTAZIONE

    La documentazione relativa alla sentenza, già consultabile nel sito dell’associazione delle vittime del 2 agosto 1980, mostra che la strage è stata programmata e finanziata (un milione di dollari tra acconto e saldo, due tranches tra l’estate del 1979 e l’autunno 1980) da Licio Gelli e Umberto Ortolani (P2) che hanno usato i soldi del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.

    La strage è stata sostenuta con operazioni di depistaggio da Mario Tedeschi (Msi), organizzata da Federico Umberto D’Amato (a capo dell’Ufficio Affari Riservati, lo stesso di piazza Fontana e dell’omicidio di Pinelli) e attuata sul posto da almeno sei persone: Fioravanti, Mambro, Picciafuoco, Bellini, Ciavardini, Cavallini, appartenenti non solo ai NAR, ma ad altre formazioni della destra quali Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Terza Posizione.

    Gli esecutori sono stati protetti con continue operazioni di depistaggio e di manipolazione della pubblica opinione ad altissimo livello che hanno coinvolto la stessa presidenza della Repubblica di Francesco Cossiga. Tali operazioni sono evidentemente ancora in atto, oggi, con il governo Meloni.

    IL NEGAZIONISMO OGGI

    In questo senso non vanno dimenticate le parole di Azione studentesca – movimento di estrema destra di cui la presidente del Consiglio è stata responsabile nazionale – che nel 2020 scrivevano “Nessuno di noi era a Bologna” e “La verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici” a dimostrazione di un sostanziale negazionismo delle sentenze giudiziarie.

    Tendenza confermata anche dalle parole di Enzo Raisi – ex consigliere comunale di Bologna e deputato di Alleanza nazionale – che a pochi giorni dalla “sentenza Bellini” ha dichiarato in una tv locale “ci sono grandi anomalie giuridiche e storiche, è una sentenza ideologica”.

    Nonostante i continui tentativi revisionisti degli esponenti di governo la verità è una: la bomba è fascista, la strage è di Stato.

    OGGI COME IERI

    Lo Stato ordina, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.

    Perché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali, i ceti popolari, ancor più temuti se stranieri. I metodi sono cambiati, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.

    La continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Il modo con cui legittima le proprie misure liberticide è ancora creare spauracchi e capri espiatori. Ieri erano i “sovversivi”, oggi sono i migranti, i gruppi sociali marginalizzati.

    I respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori, le “zone rosse” nelle città: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.

    LA VIOLENZA DI OGGI

    Lo abbiamo visto accadere anche qui, nei nostri quartieri. Il 19 luglio scorso Abderrahim Fakir, 42 anni, bolognese da 35 anni, muore ammanettato a terra durante un fermo di polizia al Pilastro. Il video che lo ritrae chiedere aiuto per lunghi minuti, prima di restare immobile per sempre, è la fotografia più cruda di cosa siano oggi razzismo e violenza istituzionale. Mentre la sua famiglia chiede verità e giustizia, il governo ha già garantito agli agenti coinvolti lo scudo penale del decreto sicurezza.

    I decreti sicurezza, le leggi bavaglio, la repressione del dissenso, l’attacco ai diritti dei lavoratori, i respingimenti in mare e alle frontiere, i lager per migranti, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con la paura. La stessa paura che volevano seminare 46 anni fa con 85 morti innocenti.

    A BOLOGNA NON SI PASSA

    Rilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne.

    Oggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore, della solidarietà contro l’oppressione.

    Perché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito.

    #2Agosto #antifascismo #Bologna #Resistenza #Solidarietà #StrageDiStato
  4. In qualunque Paese normale, un simile pagliaccio Fascista che fa il ministro sarebbe stato fatto dimettere in 5 minuti
    Puoi fare tutto ciò che vuoi e razzolare nella tua merda, ma non cambiano le responsabilità.
    SIETE STATI VOI!
    SONO LE VOSTRE RADICI.
    #dimissioni #2agosto

  5. In qualunque Paese normale, un simile pagliaccio Fascista che fa il ministro sarebbe stato fatto dimettere in 5 minuti
    Puoi fare tutto ciò che vuoi e razzolare nella tua merda, ma non cambiano le responsabilità.
    SIETE STATI VOI!
    SONO LE VOSTRE RADICI.
    #dimissioni #2agosto

  6. Dietro il lusso Armani , lavoratori sfruttati a 3 euro l’ora.
    "Quanto vale davvero una borsa da 1000 euro, se è stata cucita a 3?"

    #Sfruttamento #Schiavismo #Armani #lavoro #2agosto

    diogenenotizie.com/il-lato-spo

  7. Dietro il lusso Armani , lavoratori sfruttati a 3 euro l’ora.
    "Quanto vale davvero una borsa da 1000 euro, se è stata cucita a 3?"

    #Sfruttamento #Schiavismo #Armani #lavoro #2agosto

    diogenenotizie.com/il-lato-spo

  8. Dietro il lusso Armani , lavoratori sfruttati a 3 euro l’ora.
    "Quanto vale davvero una borsa da 1000 euro, se è stata cucita a 3?"

    #Sfruttamento #Schiavismo #Armani #lavoro #2agosto

    diogenenotizie.com/il-lato-spo

  9. Dietro il lusso Armani , lavoratori sfruttati a 3 euro l’ora.
    "Quanto vale davvero una borsa da 1000 euro, se è stata cucita a 3?"

    #Sfruttamento #Schiavismo #Armani #lavoro #2agosto

    diogenenotizie.com/il-lato-spo

  10. Dietro il lusso Armani , lavoratori sfruttati a 3 euro l’ora.
    "Quanto vale davvero una borsa da 1000 euro, se è stata cucita a 3?"

    #Sfruttamento #Schiavismo #Armani #lavoro #2agosto

    diogenenotizie.com/il-lato-spo

  11. Nino Cartabellotta (@cartabellotta.bsky.social)

    bsky.app/profile/cartabellotta

    > #2agosto1980 “: la democrazia italiana annientata da una bomba #neofascista Oggi ricordiamo 85 vite spezzate da #NAR e servizi deviati. Oggi ribadiamo: mai più #fascismo, mai più omertà #stragedibologna #2agosto

  12. Nino Cartabellotta (@cartabellotta.bsky.social)

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    > #2agosto1980 “: la democrazia italiana annientata da una bomba #neofascista Oggi ricordiamo 85 vite spezzate da #NAR e servizi deviati. Oggi ribadiamo: mai più #fascismo, mai più omertà #stragedibologna #2agosto

  13. Nino Cartabellotta (@cartabellotta.bsky.social)

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    > #2agosto1980 “: la democrazia italiana annientata da una bomba #neofascista Oggi ricordiamo 85 vite spezzate da #NAR e servizi deviati. Oggi ribadiamo: mai più #fascismo, mai più omertà #stragedibologna #2agosto

  14. Nino Cartabellotta (@cartabellotta.bsky.social)

    bsky.app/profile/cartabellotta

    > #2agosto1980 “: la democrazia italiana annientata da una bomba #neofascista Oggi ricordiamo 85 vite spezzate da #NAR e servizi deviati. Oggi ribadiamo: mai più #fascismo, mai più omertà #stragedibologna #2agosto

  15. Nino Cartabellotta (@cartabellotta.bsky.social)

    bsky.app/profile/cartabellotta

    > #2agosto1980 “: la democrazia italiana annientata da una bomba #neofascista Oggi ricordiamo 85 vite spezzate da #NAR e servizi deviati. Oggi ribadiamo: mai più #fascismo, mai più omertà #stragedibologna #2agosto

  16. Non ci scorderemo di quelli che mente, in quel #2agosto1980, si dirigevano verso il futuro della propria vita, una mano amica di quelli che avete posto in alti scranni, ha spazzato via per sempre una mattina in un'assolata #Bologna.
    #10e25 #2Agosto #StrageDiBologna

  17. Non ci scorderemo di quelli che mente, in quel #2agosto1980, si dirigevano verso il futuro della propria vita, una mano amica di quelli che avete posto in alti scranni, ha spazzato via per sempre una mattina in un'assolata #Bologna.
    #10e25 #2Agosto #StrageDiBologna

  18. Non ci scorderemo di quelli che mente, in quel #2agosto1980, si dirigevano verso il futuro della propria vita, una mano amica di quelli che avete posto in alti scranni, ha spazzato via per sempre una mattina in un'assolata #Bologna.
    #10e25 #2Agosto #StrageDiBologna

  19. Il #fascismo non era finito, 45 anni fa. Coperto dai servizi segreti e dalla "P2", ha attentato alla nostra democrazia uccidendo ottantacinque innocenti. Il fascismo non è sconfitto nemmeno oggi. Ricordare è un dovere. Resistere un imperativo. #Bologna #StrageDiBologna #2Agosto

  20. 2 AGOSTO. LA STRAGE DI STATO NON È STORIA PASSATA

    L’assemblea del Circolo Anarchico Berneri aderisce e rilancia l’appello del Collettivo Resistenti Bolognesi per il corteo del 2 Agosto.

    Saremo in Piazza del Nettuno dalle ore 8.30 per ribadire che la strage è di Stato e che oggi come ieri la lotta contro il fascismo e l’autoritarismo non si ferma.

    LA STRAGE E I RESPONSABILI

    Il 2 agosto 1980, alle 10.25 di mattina, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 45 anni dopo, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.

    La recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.

    LA DOCUMENTAZIONE

    La documentazione relativa alla sentenza, già consultabile nel sito dell’associazione delle vittime del 2 agosto 1980, mostra che la strage è stata programmata e finanziata (un milione di dollari tra acconto e saldo, due tranches tra l’estate del 1979 e l’autunno 1980) da Licio Gelli e Umberto Ortolani (P2) che hanno usato i soldi del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.

    La strage è stata sostenuta con operazioni di depistaggio da Mario Tedeschi (Msi), organizzata da Federico Umberto D’Amato (a capo dell’Ufficio Affari Riservati, lo stesso di piazza Fontana e dell’omicidio di Pinelli) e attuata sul posto da almeno sei persone: Fioravanti, Mambro, Picciafuoco, Bellini, Ciavardini, Cavallini, appartenenti non solo ai NAR, ma ad altre formazioni della destra quali Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Terza Posizione.

    Gli esecutori sono stati protetti con continue operazioni di depistaggio e di manipolazione della pubblica opinione ad altissimo livello che hanno coinvolto la stessa presidenza della Repubblica di Francesco Cossiga. Tali operazioni sono evidentemente ancora in atto, oggi, con il governo Meloni.

    IL NEGAZIONISMO OGGI

    In questo senso non vanno dimenticate le parole di Azione studentesca – movimento di estrema destra di cui la presidente del Consiglio è stata responsabile nazionale – che nel 2020 scrivevano “Nessuno di noi era a Bologna” e “La verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici” a dimostrazione di un sostanziale negazionismo delle sentenze giudiziarie.

    Tendenza confermata anche dalle parole di Enzo Raisi – ex consigliere comunale di Bologna e deputato di Alleanza nazionale – che a pochi giorni dalla “sentenza Bellini” ha dichiarato in una tv locale “ci sono grandi anomalie giuridiche e storiche, è una sentenza ideologica”.

    Nonostante i continui tentativi revisionisti degli esponenti di governo la verità è una: la bomba è fascista, la strage è di Stato.

    OGGI COME IERI

    Lo Stato ordina, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.

    Perché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali, i ceti popolari, ancor più temuti se stranieri. Hanno smesso momentaneamente con le bombe, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.

    La continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Gli stessi metodi, gli stessi obiettivi: creare spauracchi e capri espiatori per legittimare misure sempre più liberticide. Ieri erano i “sovversivi”, oggi sono i migranti, i gruppi sociali marginalizzati.

    Le “zone rosse” nelle città, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori, i respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici, gli accordi con Libia e Tunisia che trasformano il Mediterraneo in un cimitero: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.

    LA VIOLENZA DI OGGI

    Mentre forniscono equipaggiamenti e mezzi agli Stati del Maghreb per fermare violentemente chi cerca una vita migliore, mentre finanziano la guardia costiera libica per riportare indietro chi fugge dalla guerra, il governo Meloni replica la stessa logica stragista: usare la violenza per difendere un ordine sociale ingiusto.

    Le inchieste giornalistiche hanno documentato torture, stupri, omicidi nei lager libici finanziati dall’Italia. Non sono bombe in stazione, ma il risultato è lo stesso: morte e terrore per chi osa sperare in un futuro diverso.

    I decreti sicurezza, le leggi bavaglio, la repressione del dissenso, l’attacco ai diritti dei lavoratori, i respingimenti in mare e alle frontiere, i lager per migranti, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con i dispositivi della paura. La stessa paura che volevano seminare 45 anni fa con 85 morti innocenti.

    A BOLOGNA NON SI PASSA

    Il 9 novembre scorso Bologna ha dimostrato che quando ci sono mobilitazioni unitarie l’autoritarismo non passa. Migliaia di persone, ciascuna con le proprie pratiche, hanno impedito ai fascisti di sfilare davanti alla stazione. A Bologna non si passa.

    Rilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne. Per dire che oggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore, della solidarietà contro l’oppressione. Per esigere giustizia fino in fondo.

    Perché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito.

    #2Agosto #antifascismo #Bologna #CollettivoResistentiBolognesi #Resistenza #Solidarietà #StrageDiStato #strategiaDellaTensione

  21. #702 ancora libri e intaglio. Poi però mi è toccato interrompere l'idillio per accompagnare moglie a cantare in un posto lontanissimo.

    #365giornidainsegnante #2agosto

  22. #repost La7 su Instagram.

    Quarantaquattro anni fa, un orologio si fermò per sempre il giorno del terribile attentato alla stazione di Bologna.

    La7 presenta un formidabile documentario di inchiesta scritto e raccontato da Carlo Lucarelli.

    Questa sera, alle 21.15 su La7, “2 Agosto 1980 - Un giorno nella vita”.

    #StragediBologna #2agosto #accadeoggi

  23. #repost La7 su Instagram.

    Quarantaquattro anni fa, un orologio si fermò per sempre il giorno del terribile attentato alla stazione di Bologna.

    La7 presenta un formidabile documentario di inchiesta scritto e raccontato da Carlo Lucarelli.

    Questa sera, alle 21.15 su La7, “2 Agosto 1980 - Un giorno nella vita”.

    #StragediBologna #2agosto #accadeoggi

  24. L'archeologo di Gaza: l'inflazione è al 500% e le tende sono come un forno.

    Fadel al-Utol è stato testimone della distruzione di importanti siti archeologici, oltre che della sua stessa casa.🧵1

    #CeasefireNow #Gaza
    #GazaGenocide #Israel #IsraeliOccupation #PACE #2agosto

    theguardian.com/world/ng-inter

  25. L'archeologo di Gaza: l'inflazione è al 500% e le tende sono come un forno.

    Fadel al-Utol è stato testimone della distruzione di importanti siti archeologici, oltre che della sua stessa casa.🧵1

    #CeasefireNow #Gaza
    #GazaGenocide #Israel #IsraeliOccupation #PACE #2agosto

    theguardian.com/world/ng-inter

  26. L'archeologo di Gaza: l'inflazione è al 500% e le tende sono come un forno.

    Fadel al-Utol è stato testimone della distruzione di importanti siti archeologici, oltre che della sua stessa casa.🧵1

    #CeasefireNow #Gaza
    #GazaGenocide #Israel #IsraeliOccupation #PACE #2agosto

    theguardian.com/world/ng-inter

  27. L'archeologo di Gaza: l'inflazione è al 500% e le tende sono come un forno.

    Fadel al-Utol è stato testimone della distruzione di importanti siti archeologici, oltre che della sua stessa casa.🧵1

    #CeasefireNow #Gaza
    #GazaGenocide #Israel #IsraeliOccupation #PACE #2agosto

    theguardian.com/world/ng-inter

  28. L'archeologo di Gaza: l'inflazione è al 500% e le tende sono come un forno.

    Fadel al-Utol è stato testimone della distruzione di importanti siti archeologici, oltre che della sua stessa casa.🧵1

    #CeasefireNow #Gaza
    #GazaGenocide #Israel #IsraeliOccupation #PACE #2agosto

    theguardian.com/world/ng-inter

  29. “La politica di sicurezza di Israele, per quanto riguarda le violazioni dei diritti umani, viene solitamente spiegata con la necessità di affrontare o rispondere alla violenza palestinese.

    Ci si potrebbe aspettare che #Israele incoraggi gli elementi palestinesi nonviolenti, o almeno eviti di far loro del male.”

    Invece, è vero il contrario.

    #CeasefireNow #Gaza
    #GazaGenocide #Israel #IsraeliOccupation #PACE #2agosto #nonviolenza

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