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CW: Libro che contiene incesto e pedofilia
Figlie di tanta madre di Pierre Louÿs
CW: incesto, pedofilia
Descrizione: Figlie di tanta madre è il romanzo più duro e trasgressivo di Pierre Louÿs (1870- 1925) «Scostata la tenda della camera da letto, che sarebbe più esatto definire un bordello,» scrive Alberto Capatti nella postfazione che accompagna questa nuova edizione «ecco apparire i protagonisti di questo libro che, secondo Louÿs, non è un romanzo, ma vita vissuta: un giovanotto e una signora di trentaquattro anni con le sue tre figliole, tutte giovani, tutte bellissime, tutte in fregola, tutte assolutamente decise a contendersi o a dividersi, in perfetto accordo sororale, il sopraddetto e provatissimo giovane stallone. Segue la Storia vera come avrebbe potuto scriverla Luciano di Samosata, cioè orgiastica e delirante. Tra prestazioni erotiche del tutto particolari e tableaux vivants che hanno dell’incredibile, la signora Teresa e le sue saffiche fanciulle recitano così la parodia della famiglia, demolendola e demolendo, oltre al giovanotto, la sacra moralità borghese». Pubblicato per la prima volta nel 1992, più volte ristampato, Figlie di tanta madre, rappresenta uno dei più grandi classici dell’erotismo del Novecento.
Vi confesso che all’inizio sono rimasta un po’ spiazzata dalla lettura di Figlie di tanta madre: dopo aver letto Aphrodite dello stesso autore, mi aspettavo un altro romanzo dell’erotismo raffinato e invece mi sono ritrovata davanti un romanzo in bilico con la pornografia. Il che non sarebbe un problema se non trovassi tanto noioso leggere di buchi che vengono riempiti a ripetizione – che il il motivo per cui non ho ancora mai letto nulla di de Sade per quanto il suo lavoro mi incuriosisca.
Quindi questa recensione parlerà dei rari momenti in cui non mi stavo maledicendo per aver comprato e deciso di leggere un romanzo che palesemente non rientra nelle mie corte e – vi dirò – lì mi sono pure divertita. Lo so, lo so, ho appena scritto che ci ho ronfato sopra, ma sono abbastanza incoerente da poter affermare che nei passaggi in cui il rovesciamento dei valori borghesi mi è stato chiaro mi ha fatto sbellicare.
Come era già successo in Aphrodite, Louÿs si diverte a essere dissacrante e in quest’ottica va letta qualunque pratica “trasgressiva” ci metta davanti l’autore – e se avevo pensato che in Aphrodite la presenza della pedofilia fosse spiacevole, qui siamo su tutto un altro livello. È così evidente che Louÿs sta provando con tutte le sue forze a disturbare ə suoə lettorə che ho iniziato ad aspettarmi un po’ di coprofilia – cos’è un romanzo osceno senza un po’ di coprofilia? E, infatti, eccola là: un altro difetto di questo genere è che tendono a diventare prevedibili.
Non è un libro che si consiglia a cuor leggero: se vi piace il genere, è sicuramente una pietra miliare; per tuttə ə altrə è da leggere se si vuole dare una possibilità alla letteratura erotica più esplicita senza andarsi a impelagare in un romanzo particolarmente lungo.
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CW: Libro con violenza, tortura, morte, pedofilia
Aphrodite di Pierre Louÿs
CW: violenza, tortura, morte, pedofilia
Descrizione: “[…] Vedremo mai tornare i giorni di Efeso e di Cirene? Ahimè! Il mondo moderno soccombe sotto un’invasione di bruttezza. Le civiltà risalgono verso nord, entrano nella nebbia, nel freddo, nel fango. Che notte! Un popolo vestito di nero circola per le strade infette. A che pensa? Non lo si sa più; ma i nostri venticinque anni rabbrividiscono all’idea di essere esiliati tra i vecchi. Perlomeno, che sia permesso a coloro che per sempre rimpiangeranno di non aver conosciuto quella giovinezza inebriante della terra, che noi chiamiamo la vita antica, che sia permesso loro di rivivere, grazie a un’illusione feconda, i tempi in cui la nudità umana, la forma più perfetta che possiamo conoscere e anche concepire, poiché la crediamo fatta a immagine di Dio, poteva svelarsi sotto la figura di una cortigiana sacra, davanti ai ventimila pellegrini che affollavano le spiagge di Eleusi; dove il più sensuale degli amori, l’amore divino da cui siamo nati, era senza sporcizia, senza vergogna, senza peccato; che sia loro permesso dimenticare diciotto secoli barbari, ipocriti e brutti, di risalire dalla palude alla sorgente, di ritornare devotamente alla bellezza originale, di ricostruire il Grande Tempio al suono dei flauti incantati e di consacrare con entusiasmo ai santuari della vera fede i cuori sempre posseduti dall’immortale Aphrodi”
Sarà difficile scrivere una recensione di questo libro perché è contemporaneamente un romanzo estremamente problematico (e sto usando un eufemismo) ed estremamente interessante. Immagino che non sorprenda nessunə il fatto che in un romanzo erotico del 1896 il nostro concetto di consenso appaia più volte violato – lo è anche in molti erotici contemporanei, figuriamoci! – ma la presenza di un rapporto pedofilo può mettere a dura prova la nostra esperienza di lettura. È vero che si tratta di un rapporto consumato nel contesto di una società fittizia dove questo è normalizzato, ma io sto leggendo nel contesto della mia società dove non c’è verso che una bambina di dieci anni abbia un rapporto consensuale con un uomo adulto.
Detto questo, Aphrodite è un romanzo sorprendente perché non ti aspetti che già a fine Ottocento sia stata scritta una storia dove si mette in evidenza che squilibri di potere importanti non portano mai a relazioni sane. Criside e Demetrio, ə protagonistə del romanzo, mettono in scena un dramma che affonda nel simbolismo e fin da subito ci fa apparire chiaro che, sebbene si avvicinino l’uno all’altra secondo i topoi dell’amore romantico, questo non potrà mai tradursi in un amore sano perché tra di loro si instaurano subito delle dinamiche di desiderio di possesso e sopraffazione che sono incompatibili con la strada incantata che conduce alla felicità senza ombre.
Ancora più sorprendente è la constatazione che nel romanzo la relazione ideale è tra due ragazze, Rodide e Mirto. È un po’ meno sorprendente alla luce del fatto che Louÿs fu amico di diverse persone omosessuali del suo tempo, come Oscar Wilde e André Gide, ma comunque questo ribaltamento della consuetudine di far finire in tragedia – o in un nulla di fatto – le coppie lesbiche della letteratura è degno di nota.
È interessante constatare che alla fine l’umana pietà venga da quei soggetti che ə contemporaneə di Louÿs avrebbero annoverato tra ə corrottə e ə edonistə deditə solo al piacere, brutta gente che non apprezza la devastazione provocata dall’ira, dall’odio e dall’indignazione. Alcuni momenti sono quasi commoventi nella loro dimostrazione di riguardo nei confronti delle vittime del furore cieco.
Non so se ne consiglierei la lettura perché gli aspetti problematici sono tanti e non da poco: se la vostra sensibilità ve lo consente, dategli una possibilità.