#lellouche — Public Fediverse posts
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Questionné sur le RN, Gilles Lellouche BOTTE EN TOUCHE
Yazid de Paroles d’Honneur
https://www.youtube.com/shorts/bJ0c0nH3BKU -
Si mépris il y a de Gilles #Lellouche à nous, il est le mépris qu’appelle, mérite, réclame un pleutre soluble dans l’extrême droite.
💬Pensez-vous qu’il est primordial pour ne pas trahir la mémoire de Jean #Moulin de combattre résolument le RN ?
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**La Vénus électrique**
De: Pierre Salvadori
Avec: Pio Marmaï, Anaïs Demoustier, Gilles Lellouche, Vimala Pons, Gustave KervernMardi 12 mai : 20H00 VF
Mercredi 27 mai : 20H30 VF
Samedi 30 mai : 20H30 VF
Dimanche 31 mai : 15H00 VF
Mardi 02 juin : 14H30 VFPlus d'infos et réservations sur notre site : https://peyrehorade-cinema.fr
#cinéma #peyrehorade #LaLutz #LaVnuslectrique #Salvadori #Marma-Pio #Demoustier-Anas #Lellouche-Gilles #Pons-Vimala -
**La Vénus électrique**
De: Pierre Salvadori
Avec: Pio Marmaï, Anaïs Demoustier, Gilles Lellouche, Vimala Pons, Gustave KervernMardi 12 mai : 20H00 VF
Mercredi 27 mai : 20H30 VF
Samedi 30 mai : 20H30 VF
Dimanche 31 mai : 15H00 VF
Mardi 02 juin : 14H30 VFPlus d'infos et réservations sur notre site : https://peyrehorade-cinema.fr
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https://www.europesays.com/fr/869905/ Cap Ferret, Bretagne, Pyla… les plus beaux refuges de stars face à l’Océan Atlantique #à #Anne #Antoine #Atlantique #beaux #DE #Divertissement #dupont #Entertainment #face #FR #France #gilles #l'océan » #lapix #lellouche #les #people #plus #refuges #Sophie #Stars
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https://www.europesays.com/ch-fr/89209/ Cap Ferret, Bretagne, Pyla… les plus beaux refuges de stars face à l’Océan Atlantique #a #anne #antoine #atlantique #beaux #Celebrities #Celebrity #de #Divertissement #Dupont #Entertainment #face #gilles #lapix #lellouche #les #locean #People #plus #refuges #sophie #stars #Suisse
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https://www.europesays.com/fr/793156/ Les plus belles maisons de stars à Barbizon #à #barbizon #belles #civil #DE #Divertissement #Entertainment #FR #France #François #Herbert #lellouche #leonard #les #Maisons #Philippe #plus #Stars
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Lu, à propos de Lellouche sur de Villepin :
Autre affaire, Madame Bouchard affirme s’être fait passer devant à la caisse de Prix Unique en 1988 par M. de Villepin. -
https://www.europesays.com/fr/734235/ sa maison de campagne de rêve à Barbizon #«Le #à #avantages #barbizon #dans #DE #Divertissement #Entertainment #Fontainebleau #FR #France #inconvenients #lellouche #les #maison #On #Paris #people #Petit #Philippe #rêve #sa #sans #village
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https://www.europesays.com/fr/680920/ sa maison paradisiaque au Cap Ferret #Atlantique #au #bordee #cap #DE #Divertissement #donnant #Entertainment #et #ferret #FR #France #gilles #Je #l'océan » #lellouche #maison #paradisiaque #sa #simplement #sur #végétation #vis
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Recensione “L’Amore Che Non Muore”: Amour Uff
Il verlan è un linguaggio gergale francese molto utilizzato dai giovani, caratterizzato dall’inversione delle sillabe di una parola. È così che la parola fou, pazzo, diventa ouf, come nel titolo originale, ovvero L’Amour Ouf. Due parole che meglio non potrebbero descrivere l’energia pulsante di questa storia, quella di un amore adolescenziale che brucia l’anima, che mantiene il fuoco acceso nonostante tutto ciò che può accadere: non è un caso se i momenti più belli di questa storia sono quelli in cui racconta l’innamoramento tra una ragazzina sveglia e un romantico teppistello, tra dischi dei Cure, giri in motorino e canzoni ascoltate alla radio da registrare su musicassetta (l’abbiamo fatto tutti, no?).
La prima parte del film funziona eccome, sospinta da un’operazione nostalgia accarezzata dal sole degli anni ’80 e resa credibile da una spontaneità coinvolgente. La storia però perde forza e interesse quando devia troppo verso i territori del gangster movie: è lì che entrano in scena Adele Exarchopoulos e François Civil, ormai adulti ma intrappolati in un mare di cliché dal quale nemmeno un interprete esperto come Gilles Lellouche, qui regista, riesce a farli emergere. Il confronto tra i luoghi comuni della trama crime e l’intensità di un sentimento così pieno e corrosivo si chiude quindi in parità, lasciandoci in dono alcune sequenze bellissime e, al tempo stesso, il rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere ben più di un compito ben svolto.
Se l’amore non muore, come cita il titolo italiano, la pazienza dello spettatore invece vacilla. Il successo al botteghino francese però è incoraggiante: magari tra le 457 parole segnate dal protagonista c’è anche quella per capire se questo amore tormentato conquisterà anche voi.
#amore #Cinema #film #filmFrancese #lAmoreCheNonMuore #lAmourOuf #lellouche #recensione
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Recensione “L’Amore Che Non Muore”: Amour Uff
Il verlan è un linguaggio gergale francese molto utilizzato dai giovani, caratterizzato dall’inversione delle sillabe di una parola. È così che la parola fou, pazzo, diventa ouf, come nel titolo originale, ovvero L’Amour Ouf. Due parole che meglio non potrebbero descrivere l’energia pulsante di questa storia, quella di un amore adolescenziale che brucia l’anima, che mantiene il fuoco acceso nonostante tutto ciò che può accadere: non è un caso se i momenti più belli di questa storia sono quelli in cui racconta l’innamoramento tra una ragazzina sveglia e un romantico teppistello, tra dischi dei Cure, giri in motorino e canzoni ascoltate alla radio da registrare su musicassetta (l’abbiamo fatto tutti, no?).
La prima parte del film funziona eccome, sospinta da un’operazione nostalgia accarezzata dal sole degli anni ’80 e resa credibile da una spontaneità coinvolgente. La storia però perde forza e interesse quando devia troppo verso i territori del gangster movie: è lì che entrano in scena Adele Exarchopoulos e François Civil, ormai adulti ma intrappolati in un mare di cliché dal quale nemmeno un interprete esperto come Gilles Lellouche, qui regista, riesce a farli emergere. Il confronto tra i luoghi comuni della trama crime e l’intensità di un sentimento così pieno e corrosivo si chiude quindi in parità, lasciandoci in dono alcune sequenze bellissime e, al tempo stesso, il rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere ben più di un compito ben svolto.
Se l’amore non muore, come cita il titolo italiano, la pazienza dello spettatore invece vacilla. Il successo al botteghino francese però è incoraggiante: magari tra le 457 parole segnate dal protagonista c’è anche quella per capire se questo amore tormentato conquisterà anche voi.
#amore #Cinema #film #filmFrancese #lAmoreCheNonMuore #lAmourOuf #lellouche #recensione
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Recensione “L’Amore Che Non Muore”: Amour Uff
Il verlan è un linguaggio gergale francese molto utilizzato dai giovani, caratterizzato dall’inversione delle sillabe di una parola. È così che la parola fou, pazzo, diventa ouf, come nel titolo originale, ovvero L’Amour Ouf. Due parole che meglio non potrebbero descrivere l’energia pulsante di questa storia, quella di un amore adolescenziale che brucia l’anima, che mantiene il fuoco acceso nonostante tutto ciò che può accadere: non è un caso se i momenti più belli di questa storia sono quelli in cui racconta l’innamoramento tra una ragazzina sveglia e un romantico teppistello, tra dischi dei Cure, giri in motorino e canzoni ascoltate alla radio da registrare su musicassetta (l’abbiamo fatto tutti, no?).
La prima parte del film funziona eccome, sospinta da un’operazione nostalgia accarezzata dal sole degli anni ’80 e resa credibile da una spontaneità coinvolgente. La storia però perde forza e interesse quando devia troppo verso i territori del gangster movie: è lì che entrano in scena Adele Exarchopoulos e François Civil, ormai adulti ma intrappolati in un mare di cliché dal quale nemmeno un interprete esperto come Gilles Lellouche, qui regista, riesce a farli emergere. Il confronto tra i luoghi comuni della trama crime e l’intensità di un sentimento così pieno e corrosivo si chiude quindi in parità, lasciandoci in dono alcune sequenze bellissime e, al tempo stesso, il rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere ben più di un compito ben svolto.
Se l’amore non muore, come cita il titolo italiano, la pazienza dello spettatore invece vacilla. Il successo al botteghino francese però è incoraggiante: magari tra le 457 parole segnate dal protagonista c’è anche quella per capire se questo amore tormentato conquisterà anche voi.
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Recensione “L’Amore Che Non Muore”: Amour Uff
Il verlan è un linguaggio gergale francese molto utilizzato dai giovani, caratterizzato dall’inversione delle sillabe di una parola. È così che la parola fou, pazzo, diventa ouf, come nel titolo originale, ovvero L’Amour Ouf. Due parole che meglio non potrebbero descrivere l’energia pulsante di questa storia, quella di un amore adolescenziale che brucia l’anima, che mantiene il fuoco acceso nonostante tutto ciò che può accadere: non è un caso se i momenti più belli di questa storia sono quelli in cui racconta l’innamoramento tra una ragazzina sveglia e un romantico teppistello, tra dischi dei Cure, giri in motorino e canzoni ascoltate alla radio da registrare su musicassetta (l’abbiamo fatto tutti, no?).
La prima parte del film funziona eccome, sospinta da un’operazione nostalgia accarezzata dal sole degli anni ’80 e resa credibile da una spontaneità coinvolgente. La storia però perde forza e interesse quando devia troppo verso i territori del gangster movie: è lì che entrano in scena Adele Exarchopoulos e François Civil, ormai adulti ma intrappolati in un mare di cliché dal quale nemmeno un interprete esperto come Gilles Lellouche, qui regista, riesce a farli emergere. Il confronto tra i luoghi comuni della trama crime e l’intensità di un sentimento così pieno e corrosivo si chiude quindi in parità, lasciandoci in dono alcune sequenze bellissime e, al tempo stesso, il rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere ben più di un compito ben svolto.
Se l’amore non muore, come cita il titolo italiano, la pazienza dello spettatore invece vacilla. Il successo al botteghino francese però è incoraggiante: magari tra le 457 parole segnate dal protagonista c’è anche quella per capire se questo amore tormentato conquisterà anche voi.
#amore #Cinema #film #filmFrancese #lAmoreCheNonMuore #lAmourOuf #lellouche #recensione
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Violences sexuelles dans le #cinema : les acteurs français Jean #Dujardin Gilles #Lellouche, Pio #Marmaï et Jean-Paul #Rouve ont été entendus le 10 mars, à huis clos, par les députés planchant sur les #violences commises dans le cinéma.https://www.francetvinfo.fr/societe/harcelement-sexuel/violences-sexuelles-dans-le-cinema-on-vous-resume-ce-que-jean-dujardin-gilles-lellouche-pio-marmai-et-jean-paul-rouve-ont-declare-devant-la-commission-d-enquete_7137081.html
lls ont "entendu" parler de "situations abjectes"
Ils disent avoir "découvert" l'ampleur des violences avec #MeToo
Certains reconnaissent avoir parfois été "lourds"
Des difficultés à intervenir en soutien des femmes qui témoignent -
Violences sexuelles dans le #cinema : les acteurs français Jean #Dujardin Gilles #Lellouche, Pio #Marmaï et Jean-Paul #Rouve ont été entendus le 10 mars, à huis clos, par les députés planchant sur les #violences commises dans le cinéma.https://www.francetvinfo.fr/societe/harcelement-sexuel/violences-sexuelles-dans-le-cinema-on-vous-resume-ce-que-jean-dujardin-gilles-lellouche-pio-marmai-et-jean-paul-rouve-ont-declare-devant-la-commission-d-enquete_7137081.html
lls ont "entendu" parler de "situations abjectes"
Ils disent avoir "découvert" l'ampleur des violences avec #MeToo
Certains reconnaissent avoir parfois été "lourds"
Des difficultés à intervenir en soutien des femmes qui témoignent -
Violences sexuelles dans le #cinema : les acteurs français Jean #Dujardin Gilles #Lellouche, Pio #Marmaï et Jean-Paul #Rouve ont été entendus le 10 mars, à huis clos, par les députés planchant sur les #violences commises dans le cinéma.https://www.francetvinfo.fr/societe/harcelement-sexuel/violences-sexuelles-dans-le-cinema-on-vous-resume-ce-que-jean-dujardin-gilles-lellouche-pio-marmai-et-jean-paul-rouve-ont-declare-devant-la-commission-d-enquete_7137081.html
lls ont "entendu" parler de "situations abjectes"
Ils disent avoir "découvert" l'ampleur des violences avec #MeToo
Certains reconnaissent avoir parfois été "lourds"
Des difficultés à intervenir en soutien des femmes qui témoignent -
Violences sexuelles dans le #cinema : les acteurs français Jean #Dujardin Gilles #Lellouche, Pio #Marmaï et Jean-Paul #Rouve ont été entendus le 10 mars, à huis clos, par les députés planchant sur les #violences commises dans le cinéma.https://www.francetvinfo.fr/societe/harcelement-sexuel/violences-sexuelles-dans-le-cinema-on-vous-resume-ce-que-jean-dujardin-gilles-lellouche-pio-marmai-et-jean-paul-rouve-ont-declare-devant-la-commission-d-enquete_7137081.html
lls ont "entendu" parler de "situations abjectes"
Ils disent avoir "découvert" l'ampleur des violences avec #MeToo
Certains reconnaissent avoir parfois été "lourds"
Des difficultés à intervenir en soutien des femmes qui témoignent