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#boicottaggio — Public Fediverse posts

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  1. Chiara Pedrocchi: “Fuga da Big Tech” (guerredirete, 13 mag. 2026)

    [...] Ma cosa – o meglio chi – sono queste piattaforme? Tra quelle citate, si possono raggruppare Facebook e Instagram (e WhatsApp), del gruppo Meta fondato da Mark Zuckerberg. C’è poi YouTube, proprietà come Google della holding Alphabet Inc., di cui i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, sono ancora i maggiori azionisti e membri del consiglio di amministrazione, detenendo di fatto il controllo dell’azienda, pur non essendo più amministratori delegati. Meta ha […]

    differx.noblogs.org/2026/08/12

  2. Chiara Pedrocchi: “Fuga da Big Tech” (guerredirete, 13 mag. 2026)

    [...] Ma cosa – o meglio chi – sono queste piattaforme? Tra quelle citate, si possono raggruppare Facebook e Instagram (e WhatsApp), del gruppo Meta fondato da Mark Zuckerberg. C’è poi YouTube, proprietà come Google della holding Alphabet Inc., di cui i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, sono ancora i maggiori azionisti e membri del consiglio di amministrazione, detenendo di fatto il controllo dell’azienda, pur non essendo più amministratori delegati. Meta ha […]

    differx.noblogs.org/2026/08/12

  3. Chiara Pedrocchi: “Fuga da Big Tech” (guerredirete, 13 mag. 2026)

    [...] Ma cosa – o meglio chi – sono queste piattaforme? Tra quelle citate, si possono raggruppare Facebook e Instagram (e WhatsApp), del gruppo Meta fondato da Mark Zuckerberg. C’è poi YouTube, proprietà come Google della holding Alphabet Inc., di cui i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, sono ancora i maggiori azionisti e membri del consiglio di amministrazione, detenendo di fatto il controllo dell’azienda, pur non essendo più amministratori delegati. Meta ha […]

    differx.noblogs.org/2026/08/12

  4. Chiara Pedrocchi: “Fuga da Big Tech” (guerredirete, 13 mag. 2026)

    [...] Ma cosa – o meglio chi – sono queste piattaforme? Tra quelle citate, si possono raggruppare Facebook e Instagram (e WhatsApp), del gruppo Meta fondato da Mark Zuckerberg. C’è poi YouTube, proprietà come Google della holding Alphabet Inc., di cui i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, sono ancora i maggiori azionisti e membri del consiglio di amministrazione, detenendo di fatto il controllo dell’azienda, pur non essendo più amministratori delegati. Meta ha […]

    differx.noblogs.org/2026/08/12

  5. Chiara Pedrocchi: “Fuga da Big Tech” (guerredirete, 13 mag. 2026)

    [...] Ma cosa – o meglio chi – sono queste piattaforme? Tra quelle citate, si possono raggruppare Facebook e Instagram (e WhatsApp), del gruppo Meta fondato da Mark Zuckerberg. C’è poi YouTube, proprietà come Google della holding Alphabet Inc., di cui i fondatori di Google, Larry Page e Sergey Brin, sono ancora i maggiori azionisti e membri del consiglio di amministrazione, detenendo di fatto il controllo dell’azienda, pur non essendo più amministratori delegati. Meta ha […]

    differx.noblogs.org/2026/08/12

  6. Economia del genocidio: aziende complici, rapporti ONU e boicottaggio dei prodotti israeliani

    Indice dei contenuti

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    • Settore alimentare e beni di consumo
    • Le aziende italiane e la Difesa
    • Tecnologia, logistica e sponsorizzazioni
    • Infrastrutture, energia e finanza B2B
    • Energia e logistica marittima
      • Guida al consumo critico e consapevole

    Il dibattito sulla complicità aziendale nel conflitto israelo-palestinese ha ricevuto un nuovo impulso con la pubblicazione del rapporto From the Economy of Occupation to the Economy of Genocide (2025), redatto da Francesca Albanese, Relatrice Speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei Territori Palestinesi Occupati.

    Questo rapporto, chiave per la comprensione di chi finanzia la guerra a Gaza, ha delineato la transizione da una semplice economia dell’occupazione a una vera e propria economia del genocidio. Il rapporto analizza in dettaglio le aziende coinvolte nel genocidio a Gaza, evidenziando come i flussi economici globali contribuiscano al mantenimento dell’assedio e alla distruzione delle infrastrutture civili palestinesi.

    Parallelamente, il database indipendente Who Profits e il movimento BDS – Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni hanno documentato i legami di numerose aziende globali con l’occupazione israeliana e gli insediamenti illegali.

    Questa lista aggiornata di aziende complici dell’occupazione israeliana incrocia i dati fondamentali per il consumo critico e consapevole in Italia:

    • Rapporto Albanese (ONU, 2025) – Economia del genocidio, analisi
    • Database Who Profits – Aziende e occupazione
    • Campagne BDS internazionali – Marchi da evitare secondo il movimento BDS

    L’obiettivo è offrire una panoramica verificata delle aziende complici dell’occupazione israeliana, permettendo ai cittadini di orientare le proprie scelte economiche e adottare un consumo realmente consapevole.

    ⚠️ Avvertenza importante:

    La presenza di un’azienda in queste fonti non implica una condanna legale, ma indica segnalazioni o campagne pubbliche basate su analisi indipendenti, inchieste giornalistiche o rapporti di ONG. Molte aziende contestano le accuse o hanno modificato le proprie politiche.

    Settore alimentare e beni di consumo

    In questa sezione si concentrano i marchi di largo consumo e i prodotti più facilmente individuabili nei supermercati italiani, al centro del boicottaggio alimentare etico.

    Azienda / MarcaProdotti e Marchi in ItaliaLegame ContestatoFonteNestléBaci Perugina, KitKat, Nescafé, S.Pellegrino, Levissima, Buitoni, PurinaDetiene una quota di controllo (>50%) del gruppo israeliano Osem, attivo anche nei Territori Occupati.Who Profits – Osem GroupPepsiCoLay’s, Gatorade, 7Up, Quaker, TropicanaJoint venture con Strauss Group (israeliana), accusata di sostegno economico all’esercito israeliano.BDS Movement – SabraMcDonald’s / Coca-ColaFast food / BevandeLe filiali israeliane hanno fornito pasti e supporto logistico alle forze armate.Al JazeeraSodaStreamMacchine per bibite gassateEx fabbrica in insediamento in Cisgiordania (chiusa nel 2015, ma simbolo storico del boicottaggio).Who Profits – SodaStreamProdotti agricoli israeliani (Jaffa, Carmel)Datteri, avocado, agrumiProduzioni provenienti da insediamenti nella Valle del Giordano.Who Profits – Agricultural Exports

    Le aziende italiane e la Difesa

    Sebbene in misura minore rispetto ai colossi internazionali, esistono aziende italiane coinvolte nel conflitto israelo-palestinese, sia per collaborazioni industriali sia per progetti di difesa congiunti. Il loro ruolo è stato oggetto di indagine nel Rapporto ONU Francesca Albanese (2025).

    Azienda ItalianaSettoreSegnalazione / CoinvolgimentoLeonardo S.p.A.Aerospazio e difesaCitata nel Rapporto Albanese per partnership con Elbit Systems e programmi congiunti di difesa (droni e radar).BarillaAlimentareNon risulta citata né in Who Profits né tra i target BDS.

    Tecnologia, logistica e sponsorizzazioni

    Molte aziende che finanziano Israele lo fanno attraverso partnership tecnologiche, servizi cloud o infrastrutture di sicurezza, rendendo il boicottaggio tecnologico una delle aree più discusse del movimento BDS.

    AziendaTipo di CoinvolgimentoFonteMicrosoft, Amazon Web Services, Google (Alphabet)Fornitura di servizi cloud e AI per il Progetto Nimbus, a supporto delle infrastrutture militari israeliane.The InterceptHewlett-Packard (HP)Servizi IT per database e sistemi biometrici nei checkpoint.Who Profits – HPCaterpillarFornitura di bulldozer usati nella demolizione di case palestinesi.Who Profits – CaterpillarPuma e ReebokSponsorizzazione della Israel Football Association (IFA), che include squadre in insediamenti illegali.BDS Movement – PumaAirbnb, Booking.comPromozione di strutture turistiche negli insediamenti.Who Profits – TourismTeva PharmaceuticalsMultinazionale israeliana boicottata per il suo ruolo economico nei territori occupati.Who Profits – Teva

    Infrastrutture, energia e finanza B2B

    Questa sezione include aziende essenziali per l’infrastruttura israeliana e gli investimenti nelle colonie, menzionate nel Rapporto ONU 2025 di Francesca Albanese per il loro ruolo nel sostegno strutturale all’occupazione.

    Azienda / SettoreTipo di CoinvolgimentoFonteGlencore / Drummond CompanyEnergia e carbone: principali fornitori di carbone per Israele.UN Report, 2025 – A/HRC/59/23ChevronEstrazione di gas naturale dai giacimenti di Leviathan e Tamar.UN Report, 2025 – A/HRC/59/23SiemensCoinvolta in progetti elettrici come l’Interconnettore Euro-Asia.BDS MovementBanche e Fondi d’InvestimentoInvestimenti in aziende attive negli insediamenti.UN Report, 2025 – A/HRC/59/23CAF (Spagna)Costruzione della ferrovia leggera di Gerusalemme.Who Profits – CAF

    Energia e logistica marittima

    Azienda / SettoreTipo di CoinvolgimentoFonteEni S.p.A. (Italia)Esplorazione Gas: Ha ottenuto licenze per l’esplorazione di gas (Blocco 9/Alon D) nel Mediterraneo orientale, per conto di Israele, vicino alle aree marittime contese.[Rapporto Greenpeace / Stampa Italiana]ZIM Integrated Shipping (Israele)Logistica Marittima: Principale compagnia di navigazione israeliana, considerata vitale per l’economia israeliana e obiettivo primario del boicottaggio logistico per le sue operazioni globali.[BDS Movement]APL, ZIM, OOCL (Logistica Container)Assicurazione/Riasicurazione: Molte compagnie marittime e assicurative sono citate per il trasporto di merci da/per insediamenti o per la copertura di rischi di infrastrutture militari.[Who Profits / Rapporto Albanese]Axon Enterprise (Taser)Sicurezza/Polizia: Fornitura di bodycam e armi non letali utilizzate dalle forze di sicurezza israeliane (Polizia, IDF, Amministrazione Penitenziaria).[Who Profits]

    Guida al consumo critico e consapevole

    Il boicottaggio etico dei prodotti israeliani è oggi uno strumento di pressione civile sempre più utilizzato.

    Per i consumatori che cercano di agire tramite il consumo consapevole, queste indicazioni pratiche possono essere d’aiuto:

    • 🔍 Verificare l’origineevitare prodotti etichettati “Israele” o marchi agricoli noti (Jaffa, Carmel, Jordan River).
    • 📦 Codice a barre 729: è l’identificativo dei prodotti israeliani.
    • 📱 App utiliBoycat e No Thanks permettono di scansionare i prodotti e verificare se sono tra gli obiettivi BDS.
    • 🌍 Database ufficiali: consultare WhoProfits.org e il Rapporto ONU di Francesca Albanese per approfondire i legami economici e di investimento.

    #boicottaggio #controinformazione #Israele #Palestina

  7. Una piccola buona notizia è che se la voce si alza qualcosa si ottiene.
    Il Comune di #ReggioEmilia ha deciso di non rinnovare gli accordi con #Mekorot per i servizi idrici.
    ilfattoquotidiano.it/2024/02/1
    Mekorot è una delle aziende israeliane più importanti per la gestione dei servizi idrici ed è presente in molti comuni di Italia.
    #Boicottaggio