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Corre l'anno 2005. Sotto cieli densi di metano e azoto, la sonda Huygens tocca finalmente il suolo di Titano, la luna più grande di Saturno.
La discesa, durata due ore e mezza, apre una finestra su un mondo che apparentemente non ci appartiene: rocce composte da acqua e idrocarburi, illuminate da una luce spettrale color arancio. Cosa ha a che fare con noi?
La superficie, morbida come sabbia bagnata, ha accolto il lander che si è infilato appena sotto la crosta. Le batterie hanno resistito per novanta minuti, più che abbastanza per raccontarci un paesaggio che somiglia a un sogno congelato.
A –179 °C, Titano racchiude un ambiente chimico - questa è la cosa notevole - che potrebbe ricordare la Terra prima della vita. Ben più che semplice scienza, questo è un invito a immaginare. Forse, in quelle rocce e in quell’aria densa, si nasconde un’eco del nostro stesso passato. Credo sia così: a volte si deve andare lontano, per capire davvero la propria storia.
Crediti immagine : ESA, NASA, JPL, U. Arizona, Huygens Lander
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L'immagine ha più di quindici anni ma le sorprese continuano ad arrivare. Cosa vediamo qui? Pennacchi spettacolari, sia grandi che piccoli, spruzzano ghiaccio d’acqua da molti punti lungo le celebri tiger stripes, vicino al polo sud della luna di Saturno chiamata Encelado.
Tutto noto, tutto interessante.
Ma c'è di più, adesso.
Uno studio pubblicato nell’ottobre 2025 ha analizzato i dati della missione Cassini della NASA e ha trovato prove di composti organici precedentemente non rilevati in un pennacchio di particelle di ghiaccio come quelli mostrati qui.
Le particelle di ghiaccio sono state espulse dall’oceano che si trova sotto la crosta ghiacciata di Encelado.
I ricercatori hanno individuato non solo molecole già conosciute, ma anche nuove molecole che delineano un potenziale percorso verso attività chimica o biochimica.Ancora niente di definitivo, ancora manca la *notizia epocale. *Mi sembra però molto significativo il proliferare di questi, come dire, "segnali incoraggianti". Riflettendo, mi pare alle volte che è come se dovessimo prepararci ad una grande sorpresa.
Una di quelle, per cui il cosmo non sarà mai più visto come prima.Crediti immagine:* NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute*
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Ci sembra di stare fermi, magari seduti al tavolo o sbragati sul divano, pare che non si muova niente. Epperò ci sbagliamo. Secondo gli ultimi dati il Sistema Solare (e noi con lui) si sta muovendo in questo momento alla velocità di 1357 km/s, ovvero a quasi cinque milioni di chilometri all'ora!
Abbastanza da far girare la testa eh?Rispetto a cosa, potreste chiedere. Dunque, rispetto ad un elevatissimo numero di radiogalassie, che possiamo scegliere come sistema di riferimento. O se vogliamo prendere la radiazione cosmica di fondo (l'eco del Big Bang, che riempie lo spazio) la velocità “scende” a circa un terzo. Sempre molto elevata, comunque.
Proprio questo scarto sta facendo ragionare gli scienziati. I numeri dovrebbero essere più vicini. Che c'è che non va? Anche qui, c'è chi invoca una nuova fisica, approcci totalmente nuovi che possano far vedere questo ed altri problemi, in modo fresco.
Forse siamo sulla soglia di una rivoluzione. Per intanto, corriamo come pazzi, sfrecciamo nello spazio cosmico, anche quando pensiamo di stare fermi.
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🔭 Il James Webb Space Telescope, con la sua NIRCam, ha catturato un’immagine ad altissima risoluzione della Red Spider Nebula, una affascinante nebulosa planetaria.
Tali nebulose sono immensi involucri di gas emessi da una stella che si avvia alle fasi finali della sua evoluzione, “impollinando” il cosmo di materiale pazientemente processato al suo interno.
La cosa davvero interessante è che, per la prima volta, si vedono chiaramente i suoi lobi estesi, strutture chiuse e simili a bolle che raggiungono circa 3 anni luce di diametro.
Questi lobi, tracciati dalla luce delle molecole di idrogeno, si sono formati grazie al gas espulso dalla stella centrale nel corso di migliaia di anni. Una nuova finestra sull’evoluzione delle stelle di piccola e media massa, che (oltre ad essere le più longeve) sono quelle numericamente preponderanti nel nostro splendido universo.
*Crediti immagine: NASA *