#vag61 — Public Fediverse posts
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Il Fondo Roberto Roversi presso il Centro di documentazione dei movimenti “Francesco Lorusso – Carlo Giuliani”, a Bologna
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https://differx.noblogs.org/2026/08/13/il-fondo-roberto-roversi-presso-il-centro-di-documentazione-dei-movimenti-francesco-lorusso-carlo-giuliani-a-bologna/#archivi #links #ricostruzioni #SegnaliEAzioni #CentroDiDocumentazione #CentroDiDocumentazioneFrancescoLorussoCarloGiuliani #FondoRobertoRoversi #libri #materiali #riviste #Vag61 #VAG61 #VAG61 #bologna #antagonismo
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Li/ber (terzo tempo) | Abolizionismo carcerario e "Far finta di esserne fuori" con Filo Sottile
Vag61, sabato 29 novembre alle ore 18:00 CET
𝗧𝗲𝗿𝘇𝗼 𝗮𝗽𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗟𝗶/𝗯𝗲𝗿 – 𝗳𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗼𝗺𝗼𝗹𝗼𝗴𝗮𝘁𝗶: 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗯𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗰𝗮𝗿𝗰𝗲𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼.
𝘗𝘳𝘰𝘨𝘳𝘢𝘮𝘮𝘢:
𝟭𝟴:𝟬𝟬 _ presentazione dei libri “𝗔𝗯𝗼𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗿𝗰𝗲𝗿𝗲. 𝗜𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶” di Giulia De Rocco (Eris, 2025) & “𝗢𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗳𝗮𝗯𝗯𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝘀𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲. 𝗟’𝗮𝗯𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗰𝗮𝗿𝗰𝗲𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝘁𝗼𝗽𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮” di Ludovica Cherubini Scarafoni (Cronache Ribelli, 2023)
Le autrici ne parlano con Vag61 e Filo Sottile
18:30 _ cena sociale
21:30_ Spettacolo di Filo Sottile: “Far finta di esserne fuori”
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“𝗔𝗯𝗼𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗿𝗰𝗲𝗿𝗲. 𝗜𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶” di Giulia De Rocco (Eris, 2025) –> L’abolizione del carcere è un progetto concreto. Giulia De Rocco ce lo racconta immaginando un futuro prossimo in cui si è realizzato. Mescola saggistica e narrazione, concentrandosi sui passaggi individuali e collettivi che hanno tracciato le tappe di questa trasformazione. Non si parla solo del superamento degli istituti di detenzione: è un processo che parte dalla nostra intimità, dalle nostre relazioni e dalle nostre comunità per stravolgere quegli assunti che ci sembrano irrinunciabili come i binomi vittima/carnefice, innocente/colpevole. Assunti che sottendono la logica punitiva che guarda solo alla violenza privata, interpersonale, soggettiva, senza guardare a contesto, cause, strutture di potere di cui istituzioni e mercati hanno bisogno per sopravvivere. Abolire il carcere significa lavorare per il superamento delle oppressioni e la decostruzione dei sistemi di potere. Significa abbandonare la punizione per una giustizia che trasforma e guarisce basata su benessere e cura. Soprattutto bisogna iniziare dall’alleanza tra chi è dentro e chi sta fuori. Per rendere quei muri sempre più permeabili sino a farli sparire. https://www.erisedizioni.org/prodotto/aboliamo-il-carcere/
“𝗢𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗳𝗮𝗯𝗯𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝘀𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲. 𝗟’𝗮𝗯𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗰𝗮𝗿𝗰𝗲𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝘁𝗼𝗽𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮” di Ludovica Cherubini Scarafoni (Cronache Ribelli, 2023) –> Nella visione dominante il carcere rappresenta uno strumento indispensabile al corretto funzionamento della società. Il suo ruolo di istituzione d’ordine ne garantisce la longevità e l’immutabilità, rendendo sostanzialmente impossibile metterne in discussione l’esistenza. In realtà, una volta dismesse le lenti deformate attraverso cui guardiamo il sistema detentivo, possiamo renderci conto che quest’ultimo, oltre a essere uno spazio di segregazione e violenza, è produttore di insicurezza sociale. Non soltanto poiché per molti detenuti il carcere si trasforma in “una scuola a delinquere”, ma soprattutto perché, costituendo la risposta principale alla marginalità, esso diventa uno scudo dietro cui nascondere la completa latitanza dello stato nelle politiche sociali. Questo libro ricostruisce l’origine dell’istituzione detentiva: lo fa mostrando la sua reale funzione e analizzando la composizione e la condizione della popolazione reclusa, mostrando il carcere per quello che è realmente. Di fronte a questa fabbrica di pregiudizio, sofferenza e ingiustizia, l’abolizionismo ci appare l’unica autentica alternativa. https://cronacheribelli.it/.../oltre-la-fabbrica...
“𝗙𝗮𝗿 𝗳𝗶𝗻𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗻𝗲 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶” di Filo Sottile –> Voi vi sentite al sicuro nelle vostre tiepide tane. Voi che da voi potete procurarvi il cibo caldo e godere di visi amici: considerate la vita in gabbia. La vita di chi sta nella penuria di spazio e aria e luce;la vita cattiva, che di contatto e parole ha fame; che pende e oscilla al vento mutevole di un sì o no; che deve penare per meritare di esistere e fornire prove di merito per alleviare la pena. Considerate voi le mura e le sbarre che si chiudono su corpi e nomi, vite congelate e occultate, orizzonti svuotati, il ghiaccio del controllo, il fuoco della costrizione.
Meditate che gabbia e carcere e reclusione sono realtà e non solo parole. Meditate qual è il prezzo e il privilegio di starne fuori. Meditate se davvero ve ne potete chiamare fuori.
“Far finta di esserne fuori” è uno spettacolo di monologhi renitenti e canzoncine di evasione della punkastorie Filo Sottile. Una requisitoria antica, ukulele e voce, sul nostro presente securitario, con in mente una concretissima utopia: abolire il carcere è possibile ed è giusto. https://filosottile.noblogs.org/.../far-finta-di-esserne.../ -
BOLOGNA: IL RICORDO DI FRANCESCO LORUSSO E QUEL “FILO CHE UNISCE LE NOSTRE LOTTE CON QUELLE DEL PASSATO” https://www.radiondadurto.org/2025/03/11/bologna-il-ricordo-di-francesco-lorusso-e-quel-filo-che-unisce-le-nostre-lotte-con-quelle-del-passato/ #CentrodidocumentazionedeimovimentiLorusso-Giuliani #FrancescoLorusso #NAZIONALI #bologna #vag61 #News