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#vag61 — Public Fediverse posts

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  1. Li/ber (terzo tempo) | Abolizionismo carcerario e "Far finta di esserne fuori" con Filo Sottile

    Vag61, sabato 29 novembre alle ore 18:00 CET

    𝗧𝗲𝗿𝘇𝗼 𝗮𝗽𝗽𝘂𝗻𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗟𝗶/𝗯𝗲𝗿 – 𝗳𝗲𝘀𝘁𝗶𝘃𝗮𝗹 𝗱𝗶 𝘃𝗶𝗻𝗶 𝗲 𝗹𝗶𝗯𝗿𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝗼𝗺𝗼𝗹𝗼𝗴𝗮𝘁𝗶: 𝗽𝗮𝗿𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗱𝗶 𝗮𝗯𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗰𝗮𝗿𝗰𝗲𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼.

    𝘗𝘳𝘰𝘨𝘳𝘢𝘮𝘮𝘢:

    𝟭𝟴:𝟬𝟬 _ presentazione dei libri “𝗔𝗯𝗼𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗿𝗰𝗲𝗿𝗲. 𝗜𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶” di Giulia De Rocco (Eris, 2025) & “𝗢𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗳𝗮𝗯𝗯𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝘀𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲. 𝗟’𝗮𝗯𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗰𝗮𝗿𝗰𝗲𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝘁𝗼𝗽𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮” di Ludovica Cherubini Scarafoni (Cronache Ribelli, 2023)

    Le autrici ne parlano con Vag61 e Filo Sottile

    18:30 _ cena sociale

    21:30_ Spettacolo di Filo Sottile: “Far finta di esserne fuori”

    ***

    “𝗔𝗯𝗼𝗹𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗿𝗰𝗲𝗿𝗲. 𝗜𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗮𝗿𝗲 𝘂𝗻 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶” di Giulia De Rocco (Eris, 2025) –> L’abolizione del carcere è un progetto concreto. Giulia De Rocco ce lo racconta immaginando un futuro prossimo in cui si è realizzato. Mescola saggistica e narrazione, concentrandosi sui passaggi individuali e collettivi che hanno tracciato le tappe di questa trasformazione. Non si parla solo del superamento degli istituti di detenzione: è un processo che parte dalla nostra intimità, dalle nostre relazioni e dalle nostre comunità per stravolgere quegli assunti che ci sembrano irrinunciabili come i binomi vittima/carnefice, innocente/colpevole. Assunti che sottendono la logica punitiva che guarda solo alla violenza privata, interpersonale, soggettiva, senza guardare a contesto, cause, strutture di potere di cui istituzioni e mercati hanno bisogno per sopravvivere. Abolire il carcere significa lavorare per il superamento delle oppressioni e la decostruzione dei sistemi di potere. Significa abbandonare la punizione per una giustizia che trasforma e guarisce basata su benessere e cura. Soprattutto bisogna iniziare dall’alleanza tra chi è dentro e chi sta fuori. Per rendere quei muri sempre più permeabili sino a farli sparire. https://www.erisedizioni.org/prodotto/aboliamo-il-carcere/

    “𝗢𝗹𝘁𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗳𝗮𝗯𝗯𝗿𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗲𝘀𝗰𝗹𝘂𝘀𝗶𝗼𝗻𝗲. 𝗟’𝗮𝗯𝗼𝗹𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗰𝗮𝗿𝗰𝗲𝗿𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘂𝘁𝗼𝗽𝗶𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮” di Ludovica Cherubini Scarafoni (Cronache Ribelli, 2023) –> Nella visione dominante il carcere rappresenta uno strumento indispensabile al corretto funzionamento della società. Il suo ruolo di istituzione d’ordine ne garantisce la longevità e l’immutabilità, rendendo sostanzialmente impossibile metterne in discussione l’esistenza. In realtà, una volta dismesse le lenti deformate attraverso cui guardiamo il sistema detentivo, possiamo renderci conto che quest’ultimo, oltre a essere uno spazio di segregazione e violenza, è produttore di insicurezza sociale. Non soltanto poiché per molti detenuti il carcere si trasforma in “una scuola a delinquere”, ma soprattutto perché, costituendo la risposta principale alla marginalità, esso diventa uno scudo dietro cui nascondere la completa latitanza dello stato nelle politiche sociali. Questo libro ricostruisce l’origine dell’istituzione detentiva: lo fa mostrando la sua reale funzione e analizzando la composizione e la condizione della popolazione reclusa, mostrando il carcere per quello che è realmente. Di fronte a questa fabbrica di pregiudizio, sofferenza e ingiustizia, l’abolizionismo ci appare l’unica autentica alternativa. https://cronacheribelli.it/.../oltre-la-fabbrica...

    “𝗙𝗮𝗿 𝗳𝗶𝗻𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗻𝗲 𝗳𝘂𝗼𝗿𝗶” di Filo Sottile –> Voi vi sentite al sicuro nelle vostre tiepide tane. Voi che da voi potete procurarvi il cibo caldo e godere di visi amici: considerate la vita in gabbia. La vita di chi sta nella penuria di spazio e aria e luce;la vita cattiva, che di contatto e parole ha fame; che pende e oscilla al vento mutevole di un sì o no; che deve penare per meritare di esistere e fornire prove di merito per alleviare la pena. Considerate voi le mura e le sbarre che si chiudono su corpi e nomi, vite congelate e occultate, orizzonti svuotati, il ghiaccio del controllo, il fuoco della costrizione.
    Meditate che gabbia e carcere e reclusione sono realtà e non solo parole. Meditate qual è il prezzo e il privilegio di starne fuori. Meditate se davvero ve ne potete chiamare fuori.
    “Far finta di esserne fuori” è uno spettacolo di monologhi renitenti e canzoncine di evasione della punkastorie Filo Sottile. Una requisitoria antica, ukulele e voce, sul nostro presente securitario, con in mente una concretissima utopia: abolire il carcere è possibile ed è giusto. https://filosottile.noblogs.org/.../far-finta-di-esserne.../

    balotta.org/event/liber-terzo-

  2. Il carcere è tra noi… liberiamoci dal carcere

    Vag61, venerdì 21 febbraio alle ore 19:45 CET

    – alle 19,45: cena sociale a sostegno della trasmissione radiofonica “Mezz’ora d’aria” (sulle frequenze di Radio Città Fujiko)

    – alle 21,15: presentazione del numero 25 della rivista Jacobin Italia con lo speciale sull’universo carcerario “Speciale di massima sicurezza”; discussione sulla situazione del carcere di Bologna e sulla pubblicazione di Antigone sul disegno di legge Meloni/Salvini, “Il più grande attacco alla libertà di protesta della storia repubblicana italiana”, guardando alle norme che introduce e ai comportamenti che reprime.

    Interverranno:

    Martina Lo Cascio della redazione di Jacobin Italia – docente all’Università di Palermo

    Cecco Bellosi dell’Associazione Comunità Il Gabbiano che, in Lombardia, si occupa di tossicodipendenti, persone con problemi di sofferenza psichica, detenuti, minori in difficoltà

    Giula Fabini, presidente di Antigone Emilia-Romagna

    Il carcere incombe nella nostra società. Nelle esortazioni a «gettare la chiave» delle celle, nelle detenzioni amministrative per i migranti e nelle norme del Ddl Sicurezza del governo Meloni.

    Il numero 25 di Jacobin Italia ci permette di indagare le prigioni come spia della fase politica più generale, cercando di rompere l’isolamento concettuale e materiale tra la situazione dentro le prigioni e il mondo circostante. Ma è anche un modo per indagare su nuovi punti di vista e immaginare collettivamente una giustizia alternativa a quella penitenziaria. Mentre il governo Meloni è in procinto di approvare il Ddl Sicurezza, ci sembra ancora più urgente proporre un rifiuto netto al giustizialismo e un radicale ripensamento del regime carcerario. Pensiamo infatti che i rischi correlati ai contenuti delle norme presenti nel pacchetto sicurezza, l’introduzione di “zone rosse”, l’aumento delle pene e di misure preventive i Daspo urbani e i fogli di via non facciano altro che alimentare la repressione e il sovraffollamento delle carceri producendo così maggiore marginalità sociale e disuguaglianze.

    La presentazione del numero speciale di Jacobin e della pubblicazione di Antigone sul Ddl Sicurezza sarà un’occasione per fare un viaggio nella situazione carceraria e penale nel nostro paese, concentrandoci su cosa significa attraversare il carcere.

    E sabato 22 febbraio tutte/i alla manifestazione regionale contro il Ddl Sicurezza, alle 15 in piazza XX Settembre

    balotta.org/event/il-carcere-e