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Zecche e malattie trasmesse: cosa cambia con il cambiamento climatico e cosa deve sapere il medico internista nell’estate 2026
In Italia, i casi di encefalite da zecche (TBE) sono passati da 21 nel 2020 a 67 nel 2025 (+219%); contestualmente, la distribuzione geografica di Ixodes ricinus si espande verso altitudini e latitudini prima indenni. L’estate 2026 — caratterizzata da calore estremo e umidità elevata — amplifica la pressione sulle popolazioni di zecche e sui loro ospiti vertebrati.
Il medico di area internistica deve oggi saper riconoscere le principali tick-borne diseases (TBD), conoscere le finestre temporali critiche per la profilassi e orientare la diagnosi differenziale di fronte a febbre, rash ed artralgie in un paziente con anamnesi di esposizione.
La zecca: biologia, specie in Italia e stagionalità
Le zecche sono aracnidi ectoparassiti ematofagi della famiglia Ixodidae (zecche dure) e Argasidae (zecche molli). In Italia le specie di rilevanza medica sono principalmente tre:
- Ixodes ricinus (zecca dei boschi): la più diffusa in Europa e il principale vettore umano in Italia. Predilige ambienti freschi e umidi: boschi, prati, radure, zone di transizione tra foresta e spazio aperto. Vettore di Borrelia burgdorferi s.l. (malattia di Lyme), virus TBE (tick-borne encephalitis), Anaplasma phagocytophilum, Babesia spp.
- Rhipicephalus sanguineus (zecca del cane): diffusa prevalentemente nelle regioni meridionali, in ambienti caldo-asciutti. Vettore di Rickettsia conorii (febbre bottonosa del Mediterraneo).
- Dermacentor marginatus e Dermacentor reticulatus: vettori di Rickettsia slovaca e altri patogeni; meno frequenti come causa di malattia umana in Italia.
La stagionalità di I. ricinus in Italia prevede due picchi di attività: primavera (aprile-giugno) e fine estate-autunno (agosto-ottobre). Il ciclo biologico a tre stadi (larva → ninfa → adulto) si compie nell’arco di 2-3 anni, con ogni stadio che richiede un pasto di sangue. Le ninfe — piccole quanto un granello di papavero — sono responsabili della maggior parte delle infezioni umane per la loro difficoltà di rilevamento.
Elementi chiave per la trasmissione: affinché la zecca trasmetta Borrelia burgdorferi è generalmente necessario un attaccamento di almeno 36-48 ore; per la TBE il virus può essere trasmesso in tempi molto più brevi (anche poche ore). Il morso è tipicamente indolore, perché la zecca rilascia sostanze anestetizzanti e anticoagulanti con la saliva.
Epidemiologia italiana 2025-2026: cosa dicono i numeri
I dati più recenti disegnano un quadro in evoluzione rapida:
TBE (encefalite da zecche) in Italia — casi neuro-invasivi notificati all’ISS:
2020: 21 casi | 2022: 44 casi | 2024: 59 casi | 2025: 63-67 casi (+219% rispetto al 2020)
Area endemica principale: Trentino-Alto Adige, Veneto (provincia di Belluno), Friuli-Venezia Giulia, Liguria.
Espansione documentata: nuovi foci segnalati oltre le aree tradizionalmente endemiche.Uno studio multicentrico italiano pubblicato su BMC Infectious Diseases nel 2026 (Tagliapietra et al., 2026) ha analizzato oltre 49.000 campioni umani provenienti da ospedali del Nord-Est (2015-2022). I risultati mostrano un trend in aumento dei test positivi per borreliosi di Lyme (positività 14,8%) e TBE (positività 21%), prevalentemente in maschi delle province di Belluno, Gorizia, Trento e Udine. I dati confermano l’importanza clinica del sospetto diagnostico nella valutazione di febbre + artralgie + rash in pazienti provenienti da queste aree geografiche.
Per la malattia di Lyme, la sottostima è strutturale: l’eritema migrante (EM), se presente, è patognomonico e non richiede conferma sierologica per iniziare il trattamento; ma si stima che una quota significativa di casi non presenti EM, con diagnosi ritardata.
Il cambiamento climatico come amplificatore di rischio
Il caldo estremo dell’estate 2026 non è solo un problema di termoregolazione umana. È anche un fattore di modificazione ecologica della distribuzione e dell’attività delle zecche.
Un modello quantitativo pubblicato sul Journal of the Royal Society Interface nel giugno 2026 (Brass et al., 2026) conferma che i cambiamenti climatici storici hanno già influenzato le dinamiche di popolazione di I. ricinus in Europa, con validazione su 77 popolazioni in 20 Paesi. I risultati indicano espansione della distribuzione geografica, allungamento della stagione di attività e aumento della densità di zecche in cerca di ospiti (questing ticks).
I meccanismi principali attraverso cui il clima modifica il rischio:
- Aumento delle temperature medie: accelera il ciclo biologico della zecca, aumentando il numero di generazioni per stagione e la densità di popolazione
- Espansione altitudinale: ricinus è ormai documentata fino a oltre 1.500 m di quota nelle Alpi, aree in cui in passato era assente o rara
- Inverni più miti: riducono la mortalità invernale delle zecche, amplificando le popolazioni nella stagione successiva
- Modificazioni degli ospiti serbatoio: l’espansione del cinghiale, del capriolo e di roditori selvatici favorisce la disponibilità di ospiti per tutti gli stadi del ciclo biologico
- Aumento delle attività outdoor: il turismo naturalistico, i trekking e le attività agricole in quota aumentano le occasioni di esposizione umana
Il paradosso climatico: nelle regioni meridionali italiane — inclusa la Sicilia — le estati sempre più calde e siccitose riducono le condizioni ottimali per I. ricinus (che predilige umidità), ma favoriscono R. sanguineus, vettore della febbre bottonosa. La patologia tick-borne meridionale è quindi diversa da quella settentrionale, ma non assente.
Le principali malattie trasmesse da zecche in Italia: quadro clinico e diagnosi
Il medico internista deve conoscere almeno quattro entità cliniche principali:
1. BORRELIOSI DI LYME (Borrelia burgdorferi s.l.)
Stadio 1 (localizzato, 3-30 gg dal morso): eritema migrante (EM) — lesione eritematosa espansiva ≥5 cm, spesso con decolorazione centrale. Patognomonica: NON richiede conferma sierologica.
Stadio 2 (disseminato, settimane-mesi): artralgie migranti, cardite (blocco AV), neuroborreliosi (paralisi facciale, meningite, radicolite).
Stadio 3 (tardivo): artrite di Lyme (monoartrite/oligoartrite, tipicamente ginocchio), encefalopatia cronica.
Terapia: amoxicillina 500 mg x3/die po (14-21 gg) o doxiciclina 100 mg x2/die po (14-21 gg). Per neuroborreliosi: ceftriaxone 2 g/die iv 14-28 gg.
Sierologia: ELISA IgM+IgG seguita da Western Blot di conferma (two-tier testing). Utile in stadio 2-3; può essere negativa nelle prime settimane.2. ENCEFALITE DA ZECCHE — TBE (Flavivirus, TBEV)
Decorso bifasico: prima fase (3-7 gg) — sindrome simil-influenzale (febbre, mialgie, cefalea); remissione 1-8 gg; seconda fase (30% dei casi) — meningite, encefalite, mielite.
NON ESISTE TERAPIA SPECIFICA ANTIVIRALE: trattamento di supporto. Nelle forme gravi: ricovero in TI.
PREVENZIONE: vaccino disponibile (Ticovac®, Encevir®) — 3 dosi (0-1-9 mesi); richiamo ogni 3 anni (ogni 5 anni sotto i 60 anni). Raccomandato in aree endemiche.
PROGNOSI: mortalità ~1-2% nelle forme neuro-invasive; deficit neurologici persistenti nel 10-20% dei casi.3. FEBBRE BOTTONOSA MEDITERRANEA (Rickettsia conorii)
Vettore: Rhipicephalus sanguineus. Tipica delle regioni centro-meridionali, estate.
Clinica: febbre alta, cefalea severa, rash maculopapulare diffuso (palmi e piante compresi), escara nera (tache noire) nel sito di morso.
Diagnosi: clinica + sierologia (IFA); PCR su sangue/escara. Non attendere il risultato sierologico per iniziare la terapia.
Terapia: doxiciclina 100 mg x2/die po per 7-10 giorni. Alternativa: ciprofloxacina. Risposta rapida (febbre scende entro 24-48 ore come test terapeutico).4. ANAPLASMOSI (Anaplasma phagocytophilum) / EHRLICHIOSI
Clinica: febbre, brividi, cefalea, mialgie, 1-2 settimane dopo il morso. Leucopenia, trombocitopenia, aumento transaminasi tipici.
Diagnosi: striscio periferico (morule intraneutrofile), PCR su sangue, sierologia.
Terapia: doxiciclina 100 mg x2/die — risposta rapida (48 ore). In gravidanza: rifampicina.Approccio clinico pratico: dal morso alla diagnosi
Il paziente che si presenta con storia di morso di zecca (o di attività outdoor in area endemica) richiede un approccio strutturato:
STEP 1 — Rimozione corretta della zecca (se ancora attaccata):
• Usare pinzette a punta fine, afferrare vicino alla cute, trazione costante verticale senza rotazione.
• NON: calore, vaselina, acetone, alcol, schiacciamento (aumentano il rischio di rigurgito del patogeno).
• Disinfettare la sede con antisettico. Annotare data, sede anatomica, tempo probabile di attaccamento.
STEP 2 — Osservazione:
• Sorvegliare la sede per 30 giorni. Se eritema espansivo ≥5 cm: iniziare doxiciclina empiricamente senza attendere sierologia.
STEP 3 — Profilassi antibiotica post-esposizione:
• Indicata solo in aree ad alta endemia per Lyme, se: zecca identificata come I. ricinus ninfa o adulta; attaccata ≥36 ore; entro 72 ore dalla rimozione.
• Schema: doxiciclina 200 mg dose singola (adulti non gravidi). Efficacia ~87% nella prevenzione dell’EM.
STEP 4 — Sierologia:
• NON utile nelle prime 2-4 settimane (falso-negativi). Indicata in stadio 2-3 o per follow-up.
• Schema two-tier: ELISA → se positivo/dubbio → Western Blot.La diagnosi differenziale della febbre con rash in paziente con storia di esposizione deve considerare: borreliosi di Lyme, febbre bottonosa, anaplasmosi, rickettsiosi varie, virus West Nile (trasmesso da zanzare, ma frequente nelle stesse aree). In estate 2026, con aumento delle segnalazioni di West Nile virus nel Nord Italia, il clinico deve tenere in considerazione anche questa possibilità.
Sindrome da alfa-gal: la conseguenza allergica misconosciuta
Un aspetto spesso non discusso — e clinicamente rilevante — è la sindrome da alfa-gal (o allergia alla carne rossa): una risposta allergica ritardata (3-6 ore dopo l’ingestione di carne di mammifero) indotta dalla sensibilizzazione a un oligosaccaride (galattosio-alfa-1,3-galattosio) introdotto con la saliva di zecca. La malattia di Lyme e, più recentemente, la sindrome da alfa-gal sono entrambe conseguenze di un singolo morso di zecca che possono manifestarsi a distanza di settimane o mesi.
Epidemiologia: l’alfa-gal syndrome è sottostimata e sottodiagnosticata in Italia. Il clinico deve sospettarla in pazienti con reazioni allergiche ricorrenti (orticaria, angioedema, anafilassi) in seguito all’assunzione di carne di maiale, manzo, agnello — particolarmente se l’esordio è ritardato di ore. Alcuni farmaci contenenti carragenina, cetuximab (anticorpo monoclonale), gelatine e prodotti iniettabili possono scatenare reazioni anafilattiche severe nel paziente sensibilizzato.
Commento editoriale — Una zoonosi che non è più solo “del Nord”
Lavoro in un reparto di Medicina Interna in Sicilia — quindi in una regione che la letteratura tradizionale classificava come “a basso rischio” per I. ricinus. Ma il quadro sta cambiando.
Negli ultimi anni, abbiamo visto un aumento di casi di febbre bottonosa mediterranea con presentazioni atipiche — pazienti anziani con febbre alta, trombocitopenia marcata, coinvolgimento epatico — nei quali la diagnosi veniva ritardata per mancanza di sospetto clinico. La febbre bottonosa non è la TBE, ma è una rickettsiosi potenzialmente letale in soggetti fragili, anziani, immunodepressi, e risponde rapidamente alla doxiciclina se diagnosticata tempestivamente.
Il messaggio per l’internista del Sud è diverso da quello per il collega del Nord-Est, ma ugualmente urgente: non è necessario che il paziente sia stato a Belluno per avere una malattia da zecca. R. sanguineus è ovunque nel Meridione, con il suo cane ospite. E la febbre estiva nell’anziano con leucopenia e trombocitopenia merita di avere la febbre bottonosa nella diagnosi differenziale.
Il cambio climatico spinge verso un’omologazione del rischio: le specie meridionali si espandono al Nord con le temperature; le specie settentrionali si spingono verso il Sud in quota. Tra qualche anno, la mappa delle tick-borne diseases italiane sarà ancora diversa da oggi.
Una nota critica sulla comunicazione: l’articolo che ha originato questo post (Repubblica, 13 luglio 2026) è fondamentalmente corretto e utile per il paziente comune. Ma il rischio della comunicazione divulgativa sul tema zecche è la banalizzazione: “se ti morde una zecca, vai dal medico se hai febbre”. Per un paziente over 75, immunocompromesso, anziano fragile con comorbilità cardiovascolari, la finestra terapeutica ottimale è strettissima — soprattutto per la TBE (nessuna terapia eziologica) e per la febbre bottonosa (risposta rapida se trattata precocemente, prognosi grave se ritardata). La formazione del medico di base e dell’internista di guardia è il vero firewall.
Prevenzione: cosa raccomandare al paziente
La prevenzione primaria resta il cardine:
- Abbigliamento protettivo: pantaloni lunghi infilati nei calzini, maniche lunghe, cappello. Abiti chiari facilitano l’individuazione delle zecche.
- Repellenti: DEET (20-50%) o icaridina (picaridin) su cute e abiti; permetrina su abbigliamento (non su cute). Rinnovo ogni 4-6 ore.
- Ispezione corporea sistematica: dopo ogni uscita in natura. Zone preferite dalla zecca: cuoio capelluto, collo, ascelle, popliti, inguine, ombelico, orecchie. Nei bambini: incluso il cuoio capelluto.
- Vaccino TBE: raccomandato per residenti e frequentatori regolari delle aree endemiche (Trentino-A.A., Veneto, FVG). Ciclo di 3 dosi; richiamo ogni 3-5 anni in base all’età.
- Evitare il sottobosco fitto: le zecche attendono sugli steli d’erba alta e sui cespugli a quota 50-150 cm (questing behaviour), non cadono dagli alberi.
Conclusioni
Le malattie trasmesse da zecche stanno aumentando in Italia. Non si tratta di un’emergenza acuta, ma di un’evoluzione epidemiologica progressiva — accelerata dal cambiamento climatico, dall’espansione degli ospiti vertebrati e dall’aumento delle attività outdoor — che richiede una risposta clinica aggiornata.
Il medico internista deve conoscere: la presentazione clinica delle principali TBD italiane; le finestre temporali critiche per diagnosi e trattamento; la profilassi post-esposizione con doxiciclina e le sue indicazioni precise; il vaccino TBE come strumento di prevenzione primaria raccomandabile.
In estate 2026, con il caldo estremo che spinge i cittadini verso la montagna e la natura, un morso di zecca non è un evento trascurabile: può essere l’inizio di una malattia seria. Riconoscerla in tempo è la competenza che il clinico deve avere.
Tagliapietra, V., Del Manso, M., Riccardo, F., & Palamara, A. T. (2026). Epidemiology of tick-borne diseases diagnosed in patients in north-eastern Italy, 2015-2022. BMC Infectious Diseases, 26, Article 13078. https://doi.org/10.1186/s12879-026-13078-z
Brass, D. P., White, S. M., Burthe, S. J., Schäfer, S. M., & Purse, B. V. (2026). The effect of historic climate change on the population dynamics of Ixodes ricinus. Journal of the Royal Society Interface, 23(239), 20251296. https://doi.org/10.1098/rsif.2025.1296
Rosso, F., Ferrari, G., Weil, T., Tagliapietra, V., Marini, G., Dagostin, F., Arnoldi, D., Girardi, M., & Rizzoli, A. (2024). Temporal changes in tick-borne pathogen prevalence in questing Ixodes ricinus across different habitats in the north-eastern Italian Alps. MicrobiologyOpen, e70010. https://doi.org/10.1002/mbo3.70010 | PMC: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11632159/
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https://www.europesays.com/3177487/ Health Board: Lyme’s disease and tick-borne encephalitis cases picking up in Estonia | News #Eesti #estonia #HealthBoard #Lyme'sDisease #TickBorneDiseases #TickBorneEncephalitis #ticks #Uudised
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'Spatial distribution of Ixodes ricinus in forest habitats: a comparative study of the northern and southern slopes of Mount Slavnik, Slovenia' - an article published in #ParasiteJournal by @EDPSciences on #ScienceOpen 📄🔓🔎 https://www.scienceopen.com/document?vid=e79590fa-5940-474a-9edb-e2d7b30031bc
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'Development and validation of a real-time SYBR green PCR method for the detection and differentiation of Babesia and Theileria species (Apicomplexa: Piroplasmida) in hard ticks and cattle blood from Thailand' - an article published in #ParasiteJournal by @EDPSciences on #ScienceOpen 📄🔓🔎 https://www.scienceopen.com/document?vid=a9841067-8274-494f-a08a-2140865bdd21
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