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#strage-di-stato — Public Fediverse posts

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  1. 2 agosto 2026. Oggi come ieri, lo Stato uccide

    L’assemblea del Circolo Anarchico Berneri aderisce e rilancia l’appello del Collettivo Resistenti Bolognesi per il corteo del 2 Agosto.

    Saremo in Piazza del Nettuno dalle ore 8.30 per ribadire che la strage è di Stato e che oggi come ieri la lotta contro il fascismo e l’autoritarismo non si ferma.

    LA STRAGE E I RESPONSABILI

    Il 2 agosto 1980, alle 10.25 di mattina, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 46 anni dopo, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.

    La recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.

    LA DOCUMENTAZIONE

    La documentazione relativa alla sentenza, già consultabile nel sito dell’associazione delle vittime del 2 agosto 1980, mostra che la strage è stata programmata e finanziata (un milione di dollari tra acconto e saldo, due tranches tra l’estate del 1979 e l’autunno 1980) da Licio Gelli e Umberto Ortolani (P2) che hanno usato i soldi del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.

    La strage è stata sostenuta con operazioni di depistaggio da Mario Tedeschi (Msi), organizzata da Federico Umberto D’Amato (a capo dell’Ufficio Affari Riservati, lo stesso di piazza Fontana e dell’omicidio di Pinelli) e attuata sul posto da almeno sei persone: Fioravanti, Mambro, Picciafuoco, Bellini, Ciavardini, Cavallini, appartenenti non solo ai NAR, ma ad altre formazioni della destra quali Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Terza Posizione.

    Gli esecutori sono stati protetti con continue operazioni di depistaggio e di manipolazione della pubblica opinione ad altissimo livello che hanno coinvolto la stessa presidenza della Repubblica di Francesco Cossiga. Tali operazioni sono evidentemente ancora in atto, oggi, con il governo Meloni.

    IL NEGAZIONISMO OGGI

    In questo senso non vanno dimenticate le parole di Azione studentesca – movimento di estrema destra di cui la presidente del Consiglio è stata responsabile nazionale – che nel 2020 scrivevano “Nessuno di noi era a Bologna” e “La verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici” a dimostrazione di un sostanziale negazionismo delle sentenze giudiziarie.

    Tendenza confermata anche dalle parole di Enzo Raisi – ex consigliere comunale di Bologna e deputato di Alleanza nazionale – che a pochi giorni dalla “sentenza Bellini” ha dichiarato in una tv locale “ci sono grandi anomalie giuridiche e storiche, è una sentenza ideologica”.

    Nonostante i continui tentativi revisionisti degli esponenti di governo la verità è una: la bomba è fascista, la strage è di Stato.

    OGGI COME IERI

    Lo Stato ordina, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.

    Perché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali, i ceti popolari, ancor più temuti se stranieri. I metodi sono cambiati, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.

    La continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Il modo con cui legittima le proprie misure liberticide è ancora creare spauracchi e capri espiatori. Ieri erano i “sovversivi”, oggi sono i migranti, i gruppi sociali marginalizzati.

    I respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori, le “zone rosse” nelle città: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.

    LA VIOLENZA DI OGGI

    Lo abbiamo visto accadere anche qui, nei nostri quartieri. Il 19 luglio scorso Abderrahim Fakir, 42 anni, bolognese da 35 anni, muore ammanettato a terra durante un fermo di polizia al Pilastro. Il video che lo ritrae chiedere aiuto per lunghi minuti, prima di restare immobile per sempre, è la fotografia più cruda di cosa siano oggi razzismo e violenza istituzionale. Mentre la sua famiglia chiede verità e giustizia, il governo ha già garantito agli agenti coinvolti lo scudo penale del decreto sicurezza.

    I decreti sicurezza, le leggi bavaglio, la repressione del dissenso, l’attacco ai diritti dei lavoratori, i respingimenti in mare e alle frontiere, i lager per migranti, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con la paura. La stessa paura che volevano seminare 46 anni fa con 85 morti innocenti.

    A BOLOGNA NON SI PASSA

    Rilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne.

    Oggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore, della solidarietà contro l’oppressione.

    Perché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito.

    #2Agosto #antifascismo #Bologna #Resistenza #Solidarietà #StrageDiStato
  2. FORLÌ: Lunedì 30/03
    Un saluto sotto il carcere di Forlì, con volantinaggio, musica e lettura di testi, é stato fatto oggi, in occasione dell'udienza sull'archiviazione del processo per il massacro avvenuto a marzo 2020 nel carcere Sant'Anna di Modena (l'udienza al tribunale di Modena é stata rinviata al 14 Aprile).
    È stato ricordato anche il compagno Alfredo ancora in regime di 41bis.

    #forli #presidio #carcere
    #anticarceraria #stragedistato #carceredimodena #41bis

  3. 56 anni fa, Pinelli “cade” dalla finestra della questura

    di Lorenzo Tosa Giuseppe Pinelli, detto Pino, era un ferroviere. Lavorava alle Ferrovie dello Stato come manovratore. Era nato a Milano nel 1928, quartiere Porta Ticinese. Aveva cominciato a lavorare prestissimo per aiutare la famiglia. Garzone, magazziniere. Manovale. Nel frattempo studiava da solo, leggeva voracemente qualunque cosa gli capitasse a tiro; a un certo punto si metterà pure a studiare l’Esperanto. Credeva, Pino, che la cultura fosse l’unica arma per emanciparsi per un proletario come lui. […]

    andream94.wordpress.com/2025/1

  4. Sono passati 56 anni dalla strage (di Stato e fascista) avvenuta il 12 dicembre 1969 con una bomba all'interno della banca dell'agricoltura in Piazza Fontana a Milano, dalla morte dell'anarchico Giuseppe Pinelli, fatto volare la notte del 15 dicembre dello stesso anno dalla finestra al 4° piano della questura, e dell'arresto di Pietro Valpreda subito indicato dalla stampa come il "mostro" ma anche degli altri anarchici che innocenti resteranno tre anni imprigionati nelle galere di quello stesso Stato che aveva ordito le trame stragiste assieme ai neofascisti.
    In ricordo degli anarchici Giuseppe Pinelli e Pietro Valpreda, il pensiero corre a tutte le persone recluse, in particolare alle compagne e ai compagni anarchicx e rivoluzionari/e prigionieri/e.

    #piazzafontana #stragedistato
    #pinelli #valpreda #antifascismo

  5. IL FILO NERO DELLA STORIA. Da Piazza Fontana al presente militarizzato. 

    Il 12 dicembre cade l’anniversario della strage di Piazza Fontana a Milano (1969). Una bomba alla banca dell'agricoltura causò 17 morti e 88 feriti. Fu commessa dai neofascisti, voluta e coperta dagli apparati statali, con la complicità – anc

    piccolifuochivagabondi.noblogs

    #antifascismo #antimilitarismo #guerra #PiazzaFontana #Pinelli #SpeseMilitari #StrageDiStato #valpreda

  6. strage di Piazza Fontana, strage di Stato, strage fascista

    12 dicembre, Piazza Fontana, strage di stato: non dimentichiamo
    differx.noblogs.org/2025/12/12…

    #piazzafontana #stragidistato #ordinenuovo #stragifasciste #stragedistato

  7. 🖤 :anarchism: ❤️ VALPREDA INNOCENTE, PINELLI ASSASSINATO: LA STRAGE È DI STATO

    Con gli attentati di #Roma e #Milano del 12 dicembre 1969 e l'omicidio di #GiuseppePinelli nella notte tra il 15 e il 16 nei locali della questura di Milano iniziavano gli #annidipiombo.

    #Pinelli #Valpreda #StrageDiStato #anarchia #anarchismo #anarchism #anarchici #anarchiche

  8. La strage di Stato non è storia passata

    <p>Piazza del Nettuno, sabato 2 agosto alle ore 08:30 CEST</p><p>Il 2 agosto 1980, alle 10.25 di mattina, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 45 anni dopo, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: <strong>si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti</strong>.</p><p>La recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell'ergastolo per Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.</p><p>La documentazione relativa alla sentenza, già consultabile nel sito dell'associazione delle vittime del 2 agosto 1980, mostra che la strage è stata programmata e finanziata (un milione di dollari tra acconto e saldo, due tranches tra l'estate del 1979 e l'autunno 1980) da Licio Gelli e Umberto Ortolani (P2) che hanno usato i soldi del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi, sostenuta con operazioni di depistaggio da Mario Tedeschi (Msi), organizzata da Federico Umberto D'Amato (a capo dell'Ufficio Affari Riservati, lo stesso di piazza Fontana e dell'omicidio di Pinelli) e attuata sul posto da almeno sei persone, Fioravanti, Mambro, Picciafuoco, Bellini, Ciavardini, Cavallini, appartenenti non solo ai NAR, ma ad altre formazioni della destra quali Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Terza Posizione.&nbsp;</p><p>Gli esecutori sono stati protetti con continue operazioni di depistaggio e di manipolazione della pubblica opinione ad altissimo livello che hanno coinvolto la stessa presidenza della Repubblica di Francesco Cossiga. Tali operazioni sono evidentemente ancora in atto, oggi, con il governo Meloni.</p><p>In questo senso non vanno dimenticate le parole di Azione studentesca - movimento di estrema destra di cui la presidente del Consiglio è stata responsabile nazionale - che nel 2020 scrivevano "Nessuno di noi era a Bologna" e "La verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici" a dimostrazione di un sostanziale negazionismo delle sentenze giudiziarie.</p><p>Tendenza confermata anche dalle parole di Enzo Raisi - ex consigliere comunale di Bologna e deputato di Alleanza nazionale - che a pochi giorni dalla "sentenza Bellini" ha dichiarato in una tv locale "ci sono grandi anomalie giuridiche e storiche, è una sentenza ideologica".&nbsp;</p><p>Nonostante i continui tentativi revisionisti degli esponenti di governo la verità è una: la bomba è fascista, la strage è di Stato.</p><p><strong>Lo Stato ordina, i fascisti eseguono</strong>. Ieri come oggi.</p><p>Perché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi, quando il governo Meloni - erede politico di quella stessa destra - promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali, i ceti popolari, ancor più temuti se stranieri. Hanno smesso momentaneamente con le bombe, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.</p><p>La continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Gli stessi metodi, gli stessi obiettivi: creare spauracchi e capri espiatori per legittimare misure sempre più liberticide. Ieri erano i "sovversivi", oggi sono i migranti, i gruppi sociali marginalizzati. Le "zone rosse" nelle città, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori, i respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici, gli accordi con Libia e Tunisia che trasformano il Mediterraneo in un cimitero: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.</p><p>Mentre forniscono equipaggiamenti e mezzi agli Stati del Maghreb per fermare violentemente chi cerca una vita migliore, mentre finanziano la guardia costiera libica per riportare indietro chi fugge dalla guerra, il governo Meloni replica la stessa logica stragista: usare la violenza per difendere un ordine sociale ingiusto. Le inchieste giornalistiche hanno documentato torture, stupri, omicidi nei lager libici finanziati dall'Italia. Non sono bombe in stazione, ma il risultato è lo stesso: morte e terrore per chi osa sperare in un futuro diverso.</p><p>I decreti sicurezza, le leggi bavaglio, la repressione del dissenso, l'attacco ai diritti dei lavoratori, i respingimenti in mare e alle frontiere, i lager per migranti, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con i dispositivi della paura. La stessa paura che volevano seminare 45 anni fa con 85 morti innocenti.</p><p>Il 9 novembre scorso Bologna ha dimostrato che quando ci sono mobilitazioni unitarie l'autoritarismo non passa. Migliaia di persone, ciascuna con le proprie pratiche, hanno impedito ai fascisti di sfilare davanti alla stazione. A Bologna non si passa.</p><p>Rilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne. Per dire che oggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore, della solidarietà contro l'oppressione. Per esigere giustizia fino in fondo.</p><p>Perché nessuno dei responsabili politici - esecutori e mandanti - resti impunito.</p><blockquote><p><strong>2 AGOSTO 2025 H8:30, PIAZZA DEL NETTUNO</strong></p></blockquote><p><strong>TERRORISTA È LO STATO!</strong></p><p><strong>ORA E SEMPRE RESISTENZA!</strong></p><p><em>COLLETTIVO RESISTENTI BOLOGNESI&nbsp;<br></em><a href="resistentibolognesi.bida.im" target="_blank"><em>resistentibolognesi.bida.im</em></a></p>

    balotta.org/event/la-strage-di

  9. 2 AGOSTO. LA STRAGE DI STATO NON È STORIA PASSATA

    L’assemblea del Circolo Anarchico Berneri aderisce e rilancia l’appello del Collettivo Resistenti Bolognesi per il corteo del 2 Agosto.

    Saremo in Piazza del Nettuno dalle ore 8.30 per ribadire che la strage è di Stato e che oggi come ieri la lotta contro il fascismo e l’autoritarismo non si ferma.

    LA STRAGE E I RESPONSABILI

    Il 2 agosto 1980, alle 10.25 di mattina, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 45 anni dopo, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.

    La recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.

    LA DOCUMENTAZIONE

    La documentazione relativa alla sentenza, già consultabile nel sito dell’associazione delle vittime del 2 agosto 1980, mostra che la strage è stata programmata e finanziata (un milione di dollari tra acconto e saldo, due tranches tra l’estate del 1979 e l’autunno 1980) da Licio Gelli e Umberto Ortolani (P2) che hanno usato i soldi del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.

    La strage è stata sostenuta con operazioni di depistaggio da Mario Tedeschi (Msi), organizzata da Federico Umberto D’Amato (a capo dell’Ufficio Affari Riservati, lo stesso di piazza Fontana e dell’omicidio di Pinelli) e attuata sul posto da almeno sei persone: Fioravanti, Mambro, Picciafuoco, Bellini, Ciavardini, Cavallini, appartenenti non solo ai NAR, ma ad altre formazioni della destra quali Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Terza Posizione.

    Gli esecutori sono stati protetti con continue operazioni di depistaggio e di manipolazione della pubblica opinione ad altissimo livello che hanno coinvolto la stessa presidenza della Repubblica di Francesco Cossiga. Tali operazioni sono evidentemente ancora in atto, oggi, con il governo Meloni.

    IL NEGAZIONISMO OGGI

    In questo senso non vanno dimenticate le parole di Azione studentesca – movimento di estrema destra di cui la presidente del Consiglio è stata responsabile nazionale – che nel 2020 scrivevano “Nessuno di noi era a Bologna” e “La verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici” a dimostrazione di un sostanziale negazionismo delle sentenze giudiziarie.

    Tendenza confermata anche dalle parole di Enzo Raisi – ex consigliere comunale di Bologna e deputato di Alleanza nazionale – che a pochi giorni dalla “sentenza Bellini” ha dichiarato in una tv locale “ci sono grandi anomalie giuridiche e storiche, è una sentenza ideologica”.

    Nonostante i continui tentativi revisionisti degli esponenti di governo la verità è una: la bomba è fascista, la strage è di Stato.

    OGGI COME IERI

    Lo Stato ordina, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.

    Perché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali, i ceti popolari, ancor più temuti se stranieri. Hanno smesso momentaneamente con le bombe, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.

    La continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Gli stessi metodi, gli stessi obiettivi: creare spauracchi e capri espiatori per legittimare misure sempre più liberticide. Ieri erano i “sovversivi”, oggi sono i migranti, i gruppi sociali marginalizzati.

    Le “zone rosse” nelle città, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori, i respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici, gli accordi con Libia e Tunisia che trasformano il Mediterraneo in un cimitero: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.

    LA VIOLENZA DI OGGI

    Mentre forniscono equipaggiamenti e mezzi agli Stati del Maghreb per fermare violentemente chi cerca una vita migliore, mentre finanziano la guardia costiera libica per riportare indietro chi fugge dalla guerra, il governo Meloni replica la stessa logica stragista: usare la violenza per difendere un ordine sociale ingiusto.

    Le inchieste giornalistiche hanno documentato torture, stupri, omicidi nei lager libici finanziati dall’Italia. Non sono bombe in stazione, ma il risultato è lo stesso: morte e terrore per chi osa sperare in un futuro diverso.

    I decreti sicurezza, le leggi bavaglio, la repressione del dissenso, l’attacco ai diritti dei lavoratori, i respingimenti in mare e alle frontiere, i lager per migranti, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con i dispositivi della paura. La stessa paura che volevano seminare 45 anni fa con 85 morti innocenti.

    A BOLOGNA NON SI PASSA

    Il 9 novembre scorso Bologna ha dimostrato che quando ci sono mobilitazioni unitarie l’autoritarismo non passa. Migliaia di persone, ciascuna con le proprie pratiche, hanno impedito ai fascisti di sfilare davanti alla stazione. A Bologna non si passa.

    Rilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne. Per dire che oggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore, della solidarietà contro l’oppressione. Per esigere giustizia fino in fondo.

    Perché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito.

    #2Agosto #antifascismo #Bologna #CollettivoResistentiBolognesi #Resistenza #Solidarietà #StrageDiStato #strategiaDellaTensione

  10. Pino Pinelli, un racconto musicale

    Biblioteca "Miriam Ridolfi" Borgo Panigale, venerdì 9 maggio alle ore 17:30 CEST

    Venerdì 9 maggio alle ore 17,30

    presentazione del libro, curato assieme a Franco Schirone, "Pino Pinelli: un racconto musicale".

    Testo pubblicato dalla Bruno Alpini che ripercorre le canzoni che hanno raccontato nei decenni
    la morte di Pino, l'innocenza di Valpreda, la morte di Saltarelli e l'inizio della Strategia della Tensione. 

    Enri Volta dialoga con Gianni Cavicchioli, accompagnamento musicale di Riccardo Dodi.

     

    presso la Biblioteca "Miriam Ridolfi" di Borgo Panigale (Via Legnano 2, Bologna)

    balotta.org/event/pino-pinelli

  11. salvatore borsellino: familiari delle vittime inascoltati. la deriva di regime è evidente

    5 aprile 2025

    È stato ieri approvato dal consiglio dei ministri quell’attentato ai principi della nostra Costituzione noto come “Decreto Sicurezza”.

    È una cosa di una gravità estrema, è un decreto e quindi entra immediatamente in vigore dopo la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, si esclude anche il Parlamento, anche se dovrà da questo essere approvato entro sessanta giorni, e purtroppo mi risulta che sia stato già controfirmato dal Presidente della Repubblica.

    Il presidente del Senato, al quale ci eravamo rivolti, ha rifiutato di ascoltare l’associazione dei familiari delle vittime che dell’operato dei servizi sono state le prime vittime e purtroppo anche il successivo appello alla presidenza della repubblica è rimasto senza risposta.

    Quello che fino ad oggi hanno fatto questi servizi, come l’istigazione e la partecipazione alle stragi, sarà oggi coperto dalla legge.

    Dovranno risponderne solo al capo del governo.

    È peggio dell’Ovra e del ventennio fascista.

    Questo stesso presidente del consiglio, a cui viene data la facoltà anche di autorizzare componenti dei servizi a guidare associazioni terroristiche e commettere omicidi, ha detto che il provvedimento è stato emanato come decreto e non discusso in parlamento per questioni di urgenza e per rispondere alle aspettative dei cittadini.

    Ma quei cittadini che sono stati colpiti non solo come cittadini di questo stato ma anche nei propri affetti, i rappresentati delle associazioni dei familiari di vittime di stragi e di assassini non sono stati neppure ascoltati, nonostante avessero chiesto di esserlo, sia dalle commissioni parlamentari sia dal Presidente della Repubblica.

    Mi vergogno di essere cittadino di uno stato guidato da un sistema di potere che si sta rivelando peggiore del regime fascista.

    Non ne ho le prove e nessuna sentenza lo ha finora mai affermato con sicurezza, ma sono fermamente convinto che questi servizi a cui viene oggi data, per legge, la facoltà di delinquere e di uccidere, sono quelli che hanno partecipato alla preparazione e all’esecuzione delle stragi di Via D’Amelio e di Capaci, e non soltanto di quelle.

    E credo anche che mio fratello, negli ultimi giorni della sua vita se ne fosse reso conto e per questo sia stata affrettata l’esecuzione di quella strage e sia stata sottratta la sua agenda.

    Salvatore Borsellino

    *

    (grazie a Ilaria Giovinazzo per la condivisione di questo testo, reperibile anche ai link che seguono)

    “Questo decreto consente alle attività di rispondere direttamente al governo, finora sottoposte al giudizio della magistratura invece adesso saranno autorizzate dopo un omicidio a risponderne solo a capo del Governo. Questo è inammissibile. Per i motivi spiegati, nonostante la legge sia passata alla Camera, abbiamo chiesto di essere sentiti al Senato” (https://www.notizie.com/2025/03/08/ddl-sicurezza-la-denuncia-di-salvatore-borsellino-familiari-delle-vittime-di-mafia-esclusi-dal-dibattito/)

    https://www.19luglio1992.com/salvatore-borsellino-ddl-sicurezza-mi-vergogno-di-essere-cittadino-di-questo-stato/

    https://wordnews.it/2025/04/05/decreto-sicurezza-la-denuncia-un-attentato-alla-costituzione/

    https://www.micromega.net/approvato-il-decreto-sicurezza-salvatore-borsellino-e-peggio-dellovra-e-del-ventennio

    https://cavalierenews.it/attualita/28101/salvatore-borsellino,-approvazione-decreto-sicurezza-un-attentato-alla-costituzione-video.html

    https://www.liberainformazione.org/2025/04/04/il-decreto-sicurezza-un-attentato-ai-principi-della-nostra-costituzione/

    #accordiStatoMafia #agendaRossa #agendeRosse #associazioniVittimeDelleStragi #attentati #audizione #decretoSicurezza #fascismo #governo #governoFascista #governoNeofascista #mafia #mafie #neofascismo #PaoloBorsellino #Parlamento #PresidenteDellaRepubblica #SalvatoreBorsellino #statoDiPolizia #strage #strageDiCapaci #strageDiStato #strageDiViaDAmelio #stragi #stragiDiStato #stragismo #trattativeStatoMafia #vittimeDelleStragi

  12. #12dicembre: il giorno dell'infamia.

    Un altro anno è passato da quando i criminali fascio-atlantisti hanno insanguinato l'Italia.

    #PiazzaFontana #StrageDiStato
    👇🏾

  13. PIAZZA FONTANA, la strage di Stato e il filo nero della Storia. Incontro a Forlì il 12 dicembre

    GIOVEDÌ 12 DICEMBRE DALLE ORE 19.15
    presso Circolo Arci Asyoli, Corso Garibaldi 280, Forlì

    * Buffet vegan
    * Esposizione della mostra “Piazza Fontana, sappiamo chi è Stato!”
    * Proiezione dei documenti video:
    — “Falsi miti su Piazza Fontana e la strategia della tensione” (dalle idee confuse sulla responsabilità ai miti dei “servizi deviati” e dei “golpe da operetta”)
    — “La notte che Pinelli” (testimonianza dell’anarchico Valitutti, presente nella questura milanese quando Pinelli fu ucciso la notte del 15 dicembre 1969)
    * Dibattito aperto sulle analogie con i tempi attuali
    Troverai anche un banchetto con materiale informativo.

    Collettivo Samara – [email protected]

    #piazzafontana #stragedistato #collettivosamara #forlì #noddl1660

  14. PIAZZA FONTANA, la strage di Stato e il filo nero della Storia. Incontro a Forlì il 12 dicembre

    Riceviamo e diffondiamo questa iniziativa che si terrà a Forlì giovedì 12 dicembre e il testo che l'accompagna.

    GIOVEDÌ 12 DICEMBRE DALLE ORE 19.15
    presso Circolo Arci Asyoli, Corso Garibaldi 280, Forlì

    * Buffet vegan
    * Esposizione de

    piccolifuochivagabondi.noblogs

    #decreti #guerra #iniziative #PiazzaFontana #StrageDiStato

  15. "Morirono 94 persone, mentre il numero dei dispersi è ancora ignoto.
    Il naufragio di #Cutro può essere considerato una #strageDiStato alla luce delle politiche italiane ed europee sull’immigrazione, non basate sull’accoglienza ma sul contenimento."

    #HumanRights #26febbraio #ShamEUrope🇪🇺

    micromega.net/naufragio-di-cut

  16. ... era il #12dicembre1969, ore 16:37. Una bomba fascista a Milano, nella filiale di #PiazzaFontana della Banca Nazionale dell'Agricoltura, uccideva 17 persone e ne feriva 88. È la madre di tutte le stragi compiute durante gli anni della strategia della tensione. Una strage di stato che ha portato alla morte Giuseppe #Pinelli, un anarchico innocente scaraventato dal 4° piano della questura, e alla persecuzione di un altro anarchico innocente: Pietro #Valpreda. Fu la prima di una lunga serie di stragi fascisteche insanguinarono l'Italia.
    #stragedipiazzafontana #stragedistato

  17. #12Dicembre1969

    Gli anni passano, ma ogni #12dicembre è ancora il giorno della #StrageDiStato.

    Il giorno dell'infamia, in cui noti apparati dello Stato decisero di assassinare scientemente dei cittadini.

    «Nell'ottobre-novembre 1969 venne effettuata la prova pratica di
    >

  18. #12Dicembre1969
    #StrageDiStato

    Nell'ottobre-novembre 1969 venne effettuata la prova pratica di collegamento dell'innesco a un timer "anche questa volta nell'ufficio del dr. Freda".

    Queste, in sintesi, le parole Tullio Fabris, l'elettricista che assemblò il timer della bomba.

    Questa frase l'ho estratta dal libro "La Strage Di Piazza Fontana" di Saverio Ferrari del "Osservatorio Democratico sulle Nuove Destre".

    Ferrari ha scritto questo libro con la filosofia del contabile che registra entrate e uscite in partita doppia.

    Praticamente non ci sono commenti e giudizi, ma solo meticolosi estratti da documenti ufficiali e resoconti incontestati, trascritti uno sotto l'altro, con puntigliosa precisione.

    Questa asetticità trasforma ogni paragrafo in una stilettata che ti lascia senza fiato.

  19. #12dicembre1969 50 anni dalla #stragediStato vi riproponiamo una riflessione sull'uso pubblico della storia delle stragi e il paradigma vittimario che egemonizza il dibattito pubblico italiano sugli anni 60 e 70
    👉🏼 frama.link/NBX0j-S6

  20. Umanità Nova Anno 99 – N. 37
    Sommario:
    Pag. 1/ 3 - 1969 : 50 Anni : Capire #PiazzaFontana – L’assassinio di Pinelli

    Pag. 3/ 5 – 1969 : 50 Anni – Per non dimenticare Milano – Per non dimenticare Roma – Per non dimenticare Avola

    Pag. 6/ 7 – Attività di movimento : 50 Anni dalla #stragedistato : Iniziative a Roma e Milano.

    Pag.8 – Cultura e Anarchia : Sentieri libertari – Dopo le bombe
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    #uenne

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