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#solidarietà — Public Fediverse posts

Live and recent posts from across the Fediverse tagged #solidarietà, aggregated by home.social.

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  1. THE SETTLERS - Louis Theroux

    Venerdì 28 agosto, dalle 21:00 alle 23:55, presso Milano Martesana, Piazza Piccoli Martiri

    THE SETTLERS - Louis Theroux

    Il doc che svela il mondo dei coloni ebrei nella Cisgiordania occupata

    La visione di questo film è caldamente consigliata anche se umanamente disturbante

    • Venerdì 28 Agosto, ore 21:00

    Milano Palestina

    #proiezione #FreePalestine #solidarietà

  2. THE SETTLERS - Louis Theroux

    Venerdì 28 agosto, dalle 21:00 alle 23:55, presso Milano Martesana, Piazza Piccoli Martiri

    THE SETTLERS - Louis Theroux

    Il doc che svela il mondo dei coloni ebrei nella Cisgiordania occupata

    La visione di questo film è caldamente consigliata anche se umanamente disturbante

    • Venerdì 28 Agosto, ore 21:00

    Milano Palestina

    #proiezione #FreePalestine #solidarietà

  3. THE SETTLERS - Louis Theroux

    Venerdì 28 agosto, dalle 21:00 alle 23:55, presso Milano Martesana, Piazza Piccoli Martiri

    THE SETTLERS - Louis Theroux

    Il doc che svela il mondo dei coloni ebrei nella Cisgiordania occupata

    La visione di questo film è caldamente consigliata anche se umanamente disturbante

    • Venerdì 28 Agosto, ore 21:00

    Milano Palestina

    #proiezione #FreePalestine #solidarietà

  4. THE SETTLERS - Louis Theroux

    Venerdì 28 agosto, dalle 21:00 alle 23:55, presso Milano Martesana, Piazza Piccoli Martiri

    THE SETTLERS - Louis Theroux

    Il doc che svela il mondo dei coloni ebrei nella Cisgiordania occupata

    La visione di questo film è caldamente consigliata anche se umanamente disturbante

    • Venerdì 28 Agosto, ore 21:00

    Milano Palestina

    #proiezione #FreePalestine #solidarietà

  5. THE SETTLERS - Louis Theroux

    Venerdì 28 agosto, dalle 21:00 alle 23:55, presso Milano Martesana, Piazza Piccoli Martiri

    THE SETTLERS - Louis Theroux

    Il doc che svela il mondo dei coloni ebrei nella Cisgiordania occupata

    La visione di questo film è caldamente consigliata anche se umanamente disturbante

    • Venerdì 28 Agosto, ore 21:00

    Milano Palestina

    #proiezione #FreePalestine #solidarietà

  6. Apple interviene in #Indonesia per supportare i soccorsi dopo il grave terremoto. Il CEO Tim Cook ha confermato la donazione per le operazioni sul campo. kiro.it/LL7tE #apple #solidarieta

  7. Apple interviene in #Indonesia per supportare i soccorsi dopo il grave terremoto. Il CEO Tim Cook ha confermato la donazione per le operazioni sul campo. kiro.it/LL7tE #apple #solidarieta

  8. Apple interviene in #Indonesia per supportare i soccorsi dopo il grave terremoto. Il CEO Tim Cook ha confermato la donazione per le operazioni sul campo. kiro.it/LL7tE #apple #solidarieta

  9. Apple interviene in #Indonesia per supportare i soccorsi dopo il grave terremoto. Il CEO Tim Cook ha confermato la donazione per le operazioni sul campo. kiro.it/LL7tE #apple #solidarieta

  10. Apple interviene in #Indonesia per supportare i soccorsi dopo il grave terremoto. Il CEO Tim Cook ha confermato la donazione per le operazioni sul campo. kiro.it/LL7tE #apple #solidarieta

  11. QUANDO LA GENTILEZZA BATTE IL CALDO TORRIDO: UN GESTO CHE SCALDA IL CUORE A LICATA (AGRIGENTO)! 🐾❤️👏
    In questi giorni di caldo africano, con temperature che superano spesso e volentieri i 40 gradi in Sicilia, la vita per gli animali randagi diventa una vera e propria lotta per la sopravvivenza. Ma a Licata, in provincia di Agrigento, una luce di speranza e umanità ha squarciato l'afa soffocante.
    Presso il supermercato Lidl, i dipendenti hanno deciso di non restare indifferenti. Hanno aperto le porte automatiche dell'ingresso a diversi cani randagi della zona, permettendo loro di trovare rifugio e ristoro nel fresco dell'aria condizionata. Un piccolo gesto di compassione che ha fatto tutta la differenza per queste povere anime assetate ed esauste.
    Le immagini dei cani che si riposano pacificamente sul tappeto all'ingresso, finalmente al riparo dal sole cocente, stanno facendo il giro del web, scatenando un'ondata di commozione e ammirazione. È un esempio straordinario di empatia e sensibilità che ci ricorda l'importanza di prenderci cura delle creature più vulnerabili che condividono il nostro mondo.
    Un plauso immenso a tutto lo staff della Lidl di Licata per la loro nobile azione! Avete dimostrato un cuore d'oro e un amore per gli animali che merita di essere celebrato e preso a modello. 🤩
    In un mondo troppo spesso segnato da indifferenza ed egoismo, storie come questa ci riempiono di speranza e ci spronano a essere più gentili e compassionevoli.
    #GestoUmano #AmoreAnimali #Sicilia #Caldo #Solidarietà
  12. La riunione dei ministri europei è andata bene per la #Spagna

    Dopo giorni di critiche al governo di #Sánchez per la crisi migratoria a #Ceuta, ora tutti i paesi gli hanno espresso #solidarietà

    #Italia #Meloni #Salvini #Sovranisti #Europa #Migranti

    ilpost.it/2026/08/04/riunione-.

  13. La riunione dei ministri europei è andata bene per la #Spagna

    Dopo giorni di critiche al governo di #Sánchez per la crisi migratoria a #Ceuta, ora tutti i paesi gli hanno espresso #solidarietà

    #Italia #Meloni #Salvini #Sovranisti #Europa #Migranti

    ilpost.it/2026/08/04/riunione-.

  14. La riunione dei ministri europei è andata bene per la #Spagna

    Dopo giorni di critiche al governo di #Sánchez per la crisi migratoria a #Ceuta, ora tutti i paesi gli hanno espresso #solidarietà

    #Italia #Meloni #Salvini #Sovranisti #Europa #Migranti

    ilpost.it/2026/08/04/riunione-.

  15. La riunione dei ministri europei è andata bene per la #Spagna

    Dopo giorni di critiche al governo di #Sánchez per la crisi migratoria a #Ceuta, ora tutti i paesi gli hanno espresso #solidarietà

    #Italia #Meloni #Salvini #Sovranisti #Europa #Migranti

    ilpost.it/2026/08/04/riunione-.

  16. La riunione dei ministri europei è andata bene per la #Spagna

    Dopo giorni di critiche al governo di #Sánchez per la crisi migratoria a #Ceuta, ora tutti i paesi gli hanno espresso #solidarietà

    #Italia #Meloni #Salvini #Sovranisti #Europa #Migranti

    ilpost.it/2026/08/04/riunione-.

  17. 🎮 Un bundle di 127 giochi dimostra che il gaming sa fare squadra: divertimento, valore e solidarietà in un’unica iniziativa. #Gaming #Solidarietà

    🔗 spaziogames.it/notizie/un-bund

  18. 🎮 Un bundle di 127 giochi dimostra che il gaming sa fare squadra: divertimento, valore e solidarietà in un’unica iniziativa. #Gaming #Solidarietà

    🔗 spaziogames.it/notizie/un-bund

  19. 🎮 Un bundle di 127 giochi dimostra che il gaming sa fare squadra: divertimento, valore e solidarietà in un’unica iniziativa. #Gaming #Solidarietà

    🔗 spaziogames.it/notizie/un-bund

  20. 🎮 Un bundle di 127 giochi dimostra che il gaming sa fare squadra: divertimento, valore e solidarietà in un’unica iniziativa. #Gaming #Solidarietà

    🔗 spaziogames.it/notizie/un-bund

  21. Apple sostiene i soccorsi in #Giappone dopo il terremoto di magnitudo 6.8 nella prefettura di Kumamoto, che ha causato almeno 34 vittime. L'azienda ha annunciato una donazione per aiutare le popolazioni colpite e i primi soccorritori. #solidarieta #apple kiro.it/bl341

  22. Apple sostiene i soccorsi in #Giappone dopo il terremoto di magnitudo 6.8 nella prefettura di Kumamoto, che ha causato almeno 34 vittime. L'azienda ha annunciato una donazione per aiutare le popolazioni colpite e i primi soccorritori. #solidarieta #apple kiro.it/bl341

  23. Apple sostiene i soccorsi in #Giappone dopo il terremoto di magnitudo 6.8 nella prefettura di Kumamoto, che ha causato almeno 34 vittime. L'azienda ha annunciato una donazione per aiutare le popolazioni colpite e i primi soccorritori. #solidarieta #apple kiro.it/bl341

  24. Apple sostiene i soccorsi in #Giappone dopo il terremoto di magnitudo 6.8 nella prefettura di Kumamoto, che ha causato almeno 34 vittime. L'azienda ha annunciato una donazione per aiutare le popolazioni colpite e i primi soccorritori. #solidarieta #apple kiro.it/bl341

  25. Apple sostiene i soccorsi in #Giappone dopo il terremoto di magnitudo 6.8 nella prefettura di Kumamoto, che ha causato almeno 34 vittime. L'azienda ha annunciato una donazione per aiutare le popolazioni colpite e i primi soccorritori. #solidarieta #apple kiro.it/bl341

  26. Prende vita la prima scuola nazionale dedicata alla formazione di operatori, enti e amministrazioni che vogliono rafforzare le reti di comunità. Un percorso che unisce innovazione sociale, intelligenza artificiale e welfare collaborativo per rispondere ai bisogni dei territori #formazione #solidarietà

    greenplanner.it/2026/07/31/scu

  27. Guerrieri di Glitter! Cerchiamo con urgenza una casa a Reggio Emilia e dintorni per una famiglia di 4 persone con un cagnolino piccolo e ben educato. Il padre lavora a Reggio da 20 anni, ma la famiglia è divisa da una grave malattia: una figlia è in cura per un tumore al tronco encefalico. Tra rifiuti, prezzi insostenibili e discriminazioni, chiediamo aiuto. Video qui: vm.tiktok.com/ZN8euAcXQ/ Grazie di ❤️ #sociale #aiuto #solidarieta #emergenza

  28. Guerrieri di Glitter! Cerchiamo con urgenza una casa a Reggio Emilia e dintorni per una famiglia di 4 persone con un cagnolino piccolo e ben educato. Il padre lavora a Reggio da 20 anni, ma la famiglia è divisa da una grave malattia: una figlia è in cura per un tumore al tronco encefalico. Tra rifiuti, prezzi insostenibili e discriminazioni, chiediamo aiuto. Video qui: vm.tiktok.com/ZN8euAcXQ/ Grazie di ❤️ #sociale #aiuto #solidarieta #emergenza

  29. Guerrieri di Glitter! Cerchiamo con urgenza una casa a Reggio Emilia e dintorni per una famiglia di 4 persone con un cagnolino piccolo e ben educato. Il padre lavora a Reggio da 20 anni, ma la famiglia è divisa da una grave malattia: una figlia è in cura per un tumore al tronco encefalico. Tra rifiuti, prezzi insostenibili e discriminazioni, chiediamo aiuto. Video qui: vm.tiktok.com/ZN8euAcXQ/ Grazie di ❤️ #sociale #aiuto #solidarieta #emergenza

  30. Guerrieri di Glitter! Cerchiamo con urgenza una casa a Reggio Emilia e dintorni per una famiglia di 4 persone con un cagnolino piccolo e ben educato. Il padre lavora a Reggio da 20 anni, ma la famiglia è divisa da una grave malattia: una figlia è in cura per un tumore al tronco encefalico. Tra rifiuti, prezzi insostenibili e discriminazioni, chiediamo aiuto. Video qui: vm.tiktok.com/ZN8euAcXQ/ Grazie di ❤️ #sociale #aiuto #solidarieta #emergenza

  31. Passamano di Besozzo: raccolti 388 euro per due associazioni no profit: è questa la nuova frontiera della beneficienza che, attraverso iniziative di raccolta fondi, mette assieme riuso e valore economico #Bulletinnoprofit #solidarietà

    greenplanner.it/2026/07/27/pas

  32. AGOSTO SENZA CHIEDERE PERMESSO

    Parchetto, giovedì 6 agosto alle ore 17:00 CEST

    In un momento in cui il vero volto di questa democrazia razzista e assassina è sotto agli occhi di tuttx, mentre si somma il dolore per tutte le morti di Stato e la rabbia contro il braccio armato di questo sistema che ricatta, tortura e uccide, diventa rabbia collettiva, pensiamo sia ancora piú importante non lasciare le strade a militari e polizia. Ci vediamo perciò, ancora e di nuovo, giovedì 6 agosto.

    ⚡ Dalle 17 allestimento e microfono aperto. Aggiornamenti su lotte e repressione in città e dintorni. Qui come funziona.

    🦋 Birrette fresche per l’autogestione, drink e intrugli dissetanti benefit inguaiatx con la legge.

    🖤 Cena vegan a sostegno della stampa anarchica, carta e inchiostri.

    ✉️ Cassetta della posta complice e solidale, continuiamo a scrivere a chi è reclusx.

    ☢️ Musichette.

    SAPPIAMO CHI È STATO

    balotta.org/event/agosto-senza

  33. 2 agosto 2026. Oggi come ieri, lo Stato uccide

    L’assemblea del Circolo Anarchico Berneri aderisce e rilancia l’appello del Collettivo Resistenti Bolognesi per il corteo del 2 Agosto.

    Saremo in Piazza del Nettuno dalle ore 8.30 per ribadire che la strage è di Stato e che oggi come ieri la lotta contro il fascismo e l’autoritarismo non si ferma.

    LA STRAGE E I RESPONSABILI

    Il 2 agosto 1980, alle 10.25 di mattina, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 46 anni dopo, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.

    La recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.

    LA DOCUMENTAZIONE

    La documentazione relativa alla sentenza, già consultabile nel sito dell’associazione delle vittime del 2 agosto 1980, mostra che la strage è stata programmata e finanziata (un milione di dollari tra acconto e saldo, due tranches tra l’estate del 1979 e l’autunno 1980) da Licio Gelli e Umberto Ortolani (P2) che hanno usato i soldi del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.

    La strage è stata sostenuta con operazioni di depistaggio da Mario Tedeschi (Msi), organizzata da Federico Umberto D’Amato (a capo dell’Ufficio Affari Riservati, lo stesso di piazza Fontana e dell’omicidio di Pinelli) e attuata sul posto da almeno sei persone: Fioravanti, Mambro, Picciafuoco, Bellini, Ciavardini, Cavallini, appartenenti non solo ai NAR, ma ad altre formazioni della destra quali Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Terza Posizione.

    Gli esecutori sono stati protetti con continue operazioni di depistaggio e di manipolazione della pubblica opinione ad altissimo livello che hanno coinvolto la stessa presidenza della Repubblica di Francesco Cossiga. Tali operazioni sono evidentemente ancora in atto, oggi, con il governo Meloni.

    IL NEGAZIONISMO OGGI

    In questo senso non vanno dimenticate le parole di Azione studentesca – movimento di estrema destra di cui la presidente del Consiglio è stata responsabile nazionale – che nel 2020 scrivevano “Nessuno di noi era a Bologna” e “La verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici” a dimostrazione di un sostanziale negazionismo delle sentenze giudiziarie.

    Tendenza confermata anche dalle parole di Enzo Raisi – ex consigliere comunale di Bologna e deputato di Alleanza nazionale – che a pochi giorni dalla “sentenza Bellini” ha dichiarato in una tv locale “ci sono grandi anomalie giuridiche e storiche, è una sentenza ideologica”.

    Nonostante i continui tentativi revisionisti degli esponenti di governo la verità è una: la bomba è fascista, la strage è di Stato.

    OGGI COME IERI

    Lo Stato ordina, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.

    Perché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali, i ceti popolari, ancor più temuti se stranieri. I metodi sono cambiati, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.

    La continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Il modo con cui legittima le proprie misure liberticide è ancora creare spauracchi e capri espiatori. Ieri erano i “sovversivi”, oggi sono i migranti, i gruppi sociali marginalizzati.

    I respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori, le “zone rosse” nelle città: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.

    LA VIOLENZA DI OGGI

    Lo abbiamo visto accadere anche qui, nei nostri quartieri. Il 19 luglio scorso Abderrahim Fakir, 42 anni, bolognese da 35 anni, muore ammanettato a terra durante un fermo di polizia al Pilastro. Il video che lo ritrae chiedere aiuto per lunghi minuti, prima di restare immobile per sempre, è la fotografia più cruda di cosa siano oggi razzismo e violenza istituzionale. Mentre la sua famiglia chiede verità e giustizia, il governo ha già garantito agli agenti coinvolti lo scudo penale del decreto sicurezza.

    I decreti sicurezza, le leggi bavaglio, la repressione del dissenso, l’attacco ai diritti dei lavoratori, i respingimenti in mare e alle frontiere, i lager per migranti, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con la paura. La stessa paura che volevano seminare 46 anni fa con 85 morti innocenti.

    A BOLOGNA NON SI PASSA

    Rilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne.

    Oggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore, della solidarietà contro l’oppressione.

    Perché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito.

    #2Agosto #antifascismo #Bologna #Resistenza #Solidarietà #StrageDiStato
  34. 2 agosto 2026. Oggi come ieri, lo Stato uccide

    L’assemblea del Circolo Anarchico Berneri aderisce e rilancia l’appello del Collettivo Resistenti Bolognesi per il corteo del 2 Agosto.

    Saremo in Piazza del Nettuno dalle ore 8.30 per ribadire che la strage è di Stato e che oggi come ieri la lotta contro il fascismo e l’autoritarismo non si ferma.

    LA STRAGE E I RESPONSABILI

    Il 2 agosto 1980, alle 10.25 di mattina, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 46 anni dopo, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.

    La recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.

    LA DOCUMENTAZIONE

    La documentazione relativa alla sentenza, già consultabile nel sito dell’associazione delle vittime del 2 agosto 1980, mostra che la strage è stata programmata e finanziata (un milione di dollari tra acconto e saldo, due tranches tra l’estate del 1979 e l’autunno 1980) da Licio Gelli e Umberto Ortolani (P2) che hanno usato i soldi del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.

    La strage è stata sostenuta con operazioni di depistaggio da Mario Tedeschi (Msi), organizzata da Federico Umberto D’Amato (a capo dell’Ufficio Affari Riservati, lo stesso di piazza Fontana e dell’omicidio di Pinelli) e attuata sul posto da almeno sei persone: Fioravanti, Mambro, Picciafuoco, Bellini, Ciavardini, Cavallini, appartenenti non solo ai NAR, ma ad altre formazioni della destra quali Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Terza Posizione.

    Gli esecutori sono stati protetti con continue operazioni di depistaggio e di manipolazione della pubblica opinione ad altissimo livello che hanno coinvolto la stessa presidenza della Repubblica di Francesco Cossiga. Tali operazioni sono evidentemente ancora in atto, oggi, con il governo Meloni.

    IL NEGAZIONISMO OGGI

    In questo senso non vanno dimenticate le parole di Azione studentesca – movimento di estrema destra di cui la presidente del Consiglio è stata responsabile nazionale – che nel 2020 scrivevano “Nessuno di noi era a Bologna” e “La verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici” a dimostrazione di un sostanziale negazionismo delle sentenze giudiziarie.

    Tendenza confermata anche dalle parole di Enzo Raisi – ex consigliere comunale di Bologna e deputato di Alleanza nazionale – che a pochi giorni dalla “sentenza Bellini” ha dichiarato in una tv locale “ci sono grandi anomalie giuridiche e storiche, è una sentenza ideologica”.

    Nonostante i continui tentativi revisionisti degli esponenti di governo la verità è una: la bomba è fascista, la strage è di Stato.

    OGGI COME IERI

    Lo Stato ordina, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.

    Perché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali, i ceti popolari, ancor più temuti se stranieri. I metodi sono cambiati, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.

    La continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Il modo con cui legittima le proprie misure liberticide è ancora creare spauracchi e capri espiatori. Ieri erano i “sovversivi”, oggi sono i migranti, i gruppi sociali marginalizzati.

    I respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori, le “zone rosse” nelle città: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.

    LA VIOLENZA DI OGGI

    Lo abbiamo visto accadere anche qui, nei nostri quartieri. Il 19 luglio scorso Abderrahim Fakir, 42 anni, bolognese da 35 anni, muore ammanettato a terra durante un fermo di polizia al Pilastro. Il video che lo ritrae chiedere aiuto per lunghi minuti, prima di restare immobile per sempre, è la fotografia più cruda di cosa siano oggi razzismo e violenza istituzionale. Mentre la sua famiglia chiede verità e giustizia, il governo ha già garantito agli agenti coinvolti lo scudo penale del decreto sicurezza.

    I decreti sicurezza, le leggi bavaglio, la repressione del dissenso, l’attacco ai diritti dei lavoratori, i respingimenti in mare e alle frontiere, i lager per migranti, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con la paura. La stessa paura che volevano seminare 46 anni fa con 85 morti innocenti.

    A BOLOGNA NON SI PASSA

    Rilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne.

    Oggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore, della solidarietà contro l’oppressione.

    Perché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito.

    #2Agosto #antifascismo #Bologna #Resistenza #Solidarietà #StrageDiStato
  35. 2 agosto 2026. Oggi come ieri, lo Stato uccide

    L’assemblea del Circolo Anarchico Berneri aderisce e rilancia l’appello del Collettivo Resistenti Bolognesi per il corteo del 2 Agosto.

    Saremo in Piazza del Nettuno dalle ore 8.30 per ribadire che la strage è di Stato e che oggi come ieri la lotta contro il fascismo e l’autoritarismo non si ferma.

    LA STRAGE E I RESPONSABILI

    Il 2 agosto 1980, alle 10.25 di mattina, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 46 anni dopo, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.

    La recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.

    LA DOCUMENTAZIONE

    La documentazione relativa alla sentenza, già consultabile nel sito dell’associazione delle vittime del 2 agosto 1980, mostra che la strage è stata programmata e finanziata (un milione di dollari tra acconto e saldo, due tranches tra l’estate del 1979 e l’autunno 1980) da Licio Gelli e Umberto Ortolani (P2) che hanno usato i soldi del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.

    La strage è stata sostenuta con operazioni di depistaggio da Mario Tedeschi (Msi), organizzata da Federico Umberto D’Amato (a capo dell’Ufficio Affari Riservati, lo stesso di piazza Fontana e dell’omicidio di Pinelli) e attuata sul posto da almeno sei persone: Fioravanti, Mambro, Picciafuoco, Bellini, Ciavardini, Cavallini, appartenenti non solo ai NAR, ma ad altre formazioni della destra quali Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Terza Posizione.

    Gli esecutori sono stati protetti con continue operazioni di depistaggio e di manipolazione della pubblica opinione ad altissimo livello che hanno coinvolto la stessa presidenza della Repubblica di Francesco Cossiga. Tali operazioni sono evidentemente ancora in atto, oggi, con il governo Meloni.

    IL NEGAZIONISMO OGGI

    In questo senso non vanno dimenticate le parole di Azione studentesca – movimento di estrema destra di cui la presidente del Consiglio è stata responsabile nazionale – che nel 2020 scrivevano “Nessuno di noi era a Bologna” e “La verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici” a dimostrazione di un sostanziale negazionismo delle sentenze giudiziarie.

    Tendenza confermata anche dalle parole di Enzo Raisi – ex consigliere comunale di Bologna e deputato di Alleanza nazionale – che a pochi giorni dalla “sentenza Bellini” ha dichiarato in una tv locale “ci sono grandi anomalie giuridiche e storiche, è una sentenza ideologica”.

    Nonostante i continui tentativi revisionisti degli esponenti di governo la verità è una: la bomba è fascista, la strage è di Stato.

    OGGI COME IERI

    Lo Stato ordina, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.

    Perché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali, i ceti popolari, ancor più temuti se stranieri. I metodi sono cambiati, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.

    La continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Il modo con cui legittima le proprie misure liberticide è ancora creare spauracchi e capri espiatori. Ieri erano i “sovversivi”, oggi sono i migranti, i gruppi sociali marginalizzati.

    I respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori, le “zone rosse” nelle città: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.

    LA VIOLENZA DI OGGI

    Lo abbiamo visto accadere anche qui, nei nostri quartieri. Il 19 luglio scorso Abderrahim Fakir, 42 anni, bolognese da 35 anni, muore ammanettato a terra durante un fermo di polizia al Pilastro. Il video che lo ritrae chiedere aiuto per lunghi minuti, prima di restare immobile per sempre, è la fotografia più cruda di cosa siano oggi razzismo e violenza istituzionale. Mentre la sua famiglia chiede verità e giustizia, il governo ha già garantito agli agenti coinvolti lo scudo penale del decreto sicurezza.

    I decreti sicurezza, le leggi bavaglio, la repressione del dissenso, l’attacco ai diritti dei lavoratori, i respingimenti in mare e alle frontiere, i lager per migranti, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con la paura. La stessa paura che volevano seminare 46 anni fa con 85 morti innocenti.

    A BOLOGNA NON SI PASSA

    Rilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne.

    Oggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore, della solidarietà contro l’oppressione.

    Perché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito.

    #2Agosto #antifascismo #Bologna #Resistenza #Solidarietà #StrageDiStato
  36. 2 agosto 2026. Oggi come ieri, lo Stato uccide

    L’assemblea del Circolo Anarchico Berneri aderisce e rilancia l’appello del Collettivo Resistenti Bolognesi per il corteo del 2 Agosto.

    Saremo in Piazza del Nettuno dalle ore 8.30 per ribadire che la strage è di Stato e che oggi come ieri la lotta contro il fascismo e l’autoritarismo non si ferma.

    LA STRAGE E I RESPONSABILI

    Il 2 agosto 1980, alle 10.25 di mattina, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 46 anni dopo, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.

    La recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.

    LA DOCUMENTAZIONE

    La documentazione relativa alla sentenza, già consultabile nel sito dell’associazione delle vittime del 2 agosto 1980, mostra che la strage è stata programmata e finanziata (un milione di dollari tra acconto e saldo, due tranches tra l’estate del 1979 e l’autunno 1980) da Licio Gelli e Umberto Ortolani (P2) che hanno usato i soldi del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.

    La strage è stata sostenuta con operazioni di depistaggio da Mario Tedeschi (Msi), organizzata da Federico Umberto D’Amato (a capo dell’Ufficio Affari Riservati, lo stesso di piazza Fontana e dell’omicidio di Pinelli) e attuata sul posto da almeno sei persone: Fioravanti, Mambro, Picciafuoco, Bellini, Ciavardini, Cavallini, appartenenti non solo ai NAR, ma ad altre formazioni della destra quali Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Terza Posizione.

    Gli esecutori sono stati protetti con continue operazioni di depistaggio e di manipolazione della pubblica opinione ad altissimo livello che hanno coinvolto la stessa presidenza della Repubblica di Francesco Cossiga. Tali operazioni sono evidentemente ancora in atto, oggi, con il governo Meloni.

    IL NEGAZIONISMO OGGI

    In questo senso non vanno dimenticate le parole di Azione studentesca – movimento di estrema destra di cui la presidente del Consiglio è stata responsabile nazionale – che nel 2020 scrivevano “Nessuno di noi era a Bologna” e “La verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici” a dimostrazione di un sostanziale negazionismo delle sentenze giudiziarie.

    Tendenza confermata anche dalle parole di Enzo Raisi – ex consigliere comunale di Bologna e deputato di Alleanza nazionale – che a pochi giorni dalla “sentenza Bellini” ha dichiarato in una tv locale “ci sono grandi anomalie giuridiche e storiche, è una sentenza ideologica”.

    Nonostante i continui tentativi revisionisti degli esponenti di governo la verità è una: la bomba è fascista, la strage è di Stato.

    OGGI COME IERI

    Lo Stato ordina, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.

    Perché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali, i ceti popolari, ancor più temuti se stranieri. I metodi sono cambiati, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.

    La continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Il modo con cui legittima le proprie misure liberticide è ancora creare spauracchi e capri espiatori. Ieri erano i “sovversivi”, oggi sono i migranti, i gruppi sociali marginalizzati.

    I respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori, le “zone rosse” nelle città: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.

    LA VIOLENZA DI OGGI

    Lo abbiamo visto accadere anche qui, nei nostri quartieri. Il 19 luglio scorso Abderrahim Fakir, 42 anni, bolognese da 35 anni, muore ammanettato a terra durante un fermo di polizia al Pilastro. Il video che lo ritrae chiedere aiuto per lunghi minuti, prima di restare immobile per sempre, è la fotografia più cruda di cosa siano oggi razzismo e violenza istituzionale. Mentre la sua famiglia chiede verità e giustizia, il governo ha già garantito agli agenti coinvolti lo scudo penale del decreto sicurezza.

    I decreti sicurezza, le leggi bavaglio, la repressione del dissenso, l’attacco ai diritti dei lavoratori, i respingimenti in mare e alle frontiere, i lager per migranti, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con la paura. La stessa paura che volevano seminare 46 anni fa con 85 morti innocenti.

    A BOLOGNA NON SI PASSA

    Rilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne.

    Oggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore, della solidarietà contro l’oppressione.

    Perché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito.

    #2Agosto #antifascismo #Bologna #Resistenza #Solidarietà #StrageDiStato
  37. 2 agosto 2026. Oggi come ieri, lo Stato uccide

    L’assemblea del Circolo Anarchico Berneri aderisce e rilancia l’appello del Collettivo Resistenti Bolognesi per il corteo del 2 Agosto.

    Saremo in Piazza del Nettuno dalle ore 8.30 per ribadire che la strage è di Stato e che oggi come ieri la lotta contro il fascismo e l’autoritarismo non si ferma.

    LA STRAGE E I RESPONSABILI

    Il 2 agosto 1980, alle 10.25 di mattina, una bomba scoppia alla stazione di Bologna. Il suo risultato: 85 morti e 200 feriti. 46 anni dopo, la verità è cristallina nonostante decenni di depistaggi e menzogne: si tratta di una bomba ordinata dallo Stato e messa dai fascisti.

    La recente conferma definitiva da parte della Cassazione dell’ergastolo per Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale, ha sigillato una volta per tutte la matrice neofascista della strage. Ma soprattutto ha messo nero su bianco il ruolo di primo piano di apparati dello Stato e della loggia P2 per finanziare fascisti e depistatori.

    LA DOCUMENTAZIONE

    La documentazione relativa alla sentenza, già consultabile nel sito dell’associazione delle vittime del 2 agosto 1980, mostra che la strage è stata programmata e finanziata (un milione di dollari tra acconto e saldo, due tranches tra l’estate del 1979 e l’autunno 1980) da Licio Gelli e Umberto Ortolani (P2) che hanno usato i soldi del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi.

    La strage è stata sostenuta con operazioni di depistaggio da Mario Tedeschi (Msi), organizzata da Federico Umberto D’Amato (a capo dell’Ufficio Affari Riservati, lo stesso di piazza Fontana e dell’omicidio di Pinelli) e attuata sul posto da almeno sei persone: Fioravanti, Mambro, Picciafuoco, Bellini, Ciavardini, Cavallini, appartenenti non solo ai NAR, ma ad altre formazioni della destra quali Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Terza Posizione.

    Gli esecutori sono stati protetti con continue operazioni di depistaggio e di manipolazione della pubblica opinione ad altissimo livello che hanno coinvolto la stessa presidenza della Repubblica di Francesco Cossiga. Tali operazioni sono evidentemente ancora in atto, oggi, con il governo Meloni.

    IL NEGAZIONISMO OGGI

    In questo senso non vanno dimenticate le parole di Azione studentesca – movimento di estrema destra di cui la presidente del Consiglio è stata responsabile nazionale – che nel 2020 scrivevano “Nessuno di noi era a Bologna” e “La verità trionfa da sola, la menzogna ha sempre bisogno di complici” a dimostrazione di un sostanziale negazionismo delle sentenze giudiziarie.

    Tendenza confermata anche dalle parole di Enzo Raisi – ex consigliere comunale di Bologna e deputato di Alleanza nazionale – che a pochi giorni dalla “sentenza Bellini” ha dichiarato in una tv locale “ci sono grandi anomalie giuridiche e storiche, è una sentenza ideologica”.

    Nonostante i continui tentativi revisionisti degli esponenti di governo la verità è una: la bomba è fascista, la strage è di Stato.

    OGGI COME IERI

    Lo Stato ordina, i fascisti eseguono. Ieri come oggi.

    Perché quella strage non è storia passata. È cronaca di oggi, quando il governo Meloni – erede politico di quella stessa destra – promuove misure liberticide che colpiscono le lotte sociali, i ceti popolari, ancor più temuti se stranieri. I metodi sono cambiati, ma non sono meno efficienti nel reprimere chi lotta per cambiare la società in senso più egualitario e libertario.

    La continuità è evidente: la stessa cultura fascista e autoritaria che ha partorito la strategia della tensione e le stragi è oggi al governo. Il modo con cui legittima le proprie misure liberticide è ancora creare spauracchi e capri espiatori. Ieri erano i “sovversivi”, oggi sono i migranti, i gruppi sociali marginalizzati.

    I respingimenti dei migranti finanziati con soldi pubblici, la criminalizzazione delle lotte dei lavoratori, le “zone rosse” nelle città: tutto serve a seminare paura e giustificare la repressione.

    LA VIOLENZA DI OGGI

    Lo abbiamo visto accadere anche qui, nei nostri quartieri. Il 19 luglio scorso Abderrahim Fakir, 42 anni, bolognese da 35 anni, muore ammanettato a terra durante un fermo di polizia al Pilastro. Il video che lo ritrae chiedere aiuto per lunghi minuti, prima di restare immobile per sempre, è la fotografia più cruda di cosa siano oggi razzismo e violenza istituzionale. Mentre la sua famiglia chiede verità e giustizia, il governo ha già garantito agli agenti coinvolti lo scudo penale del decreto sicurezza.

    I decreti sicurezza, le leggi bavaglio, la repressione del dissenso, l’attacco ai diritti dei lavoratori, i respingimenti in mare e alle frontiere, i lager per migranti, una legislazione che a colpi di decreti rinchiude in carcere i poveri e diversi sono le armi di oggi per governare i nostri corpi e le nostre vite con la paura. La stessa paura che volevano seminare 46 anni fa con 85 morti innocenti.

    A BOLOGNA NON SI PASSA

    Rilanciamo con forza quindi il corteo che ogni anno il 2 agosto si svolge nella nostra città. Per ribadire che la verità non può essere sepolta sotto cumuli di menzogne.

    Oggi come ieri alziamo la bandiera della libertà contro il terrore, della solidarietà contro l’oppressione.

    Perché nessuno dei responsabili politici – esecutori e mandanti – resti impunito.

    #2Agosto #antifascismo #Bologna #Resistenza #Solidarietà #StrageDiStato
  38. Appello per il sostegno al convoglio di solidarietà per l’Ucraina 

    Tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, il popolo ucraino si troverà ancora una volta, per la quinta volta, ad affrontare la terribile prospettiva di un altro inverno in guerra, nel bel mezzo di un conflitto di logoramento che è già durato più a lungo della prima guerra mondiale. Questo inverno potrebbe rivelarsi ancora più rigido dell’ultimo, che era già stato eccezionalmente crudele.  […]

    andream94.wordpress.com/2026/0

  39. Significativo l'impegno della Fondazione anche nell'ambito della #sostenibilità ambientale, con particolare attenzione alle fonti energetiche, ai consumi dell'acqua e allo smaltimento dei rifiuti #solidarietà #greenplanner

    greenplanner.it/2026/07/17/leg

  40. Da Judicael Ouango
    #judicaelOuango

    Guardavo i bimbi giocare sotto la canicola con la classica espressione del bambino che gioca; felice e spensierata. Era Agosto, e l’afa aveva svuotato le strade dalle poche persone rimaste in città. Persino i turisti sembravano una chimera. Quei bambini, stavano lì, tutti di origine straniera, in quel di napoli, ad animare una città spenta.
    L’estate finirà laddove è cominciato, e finirà lì. Poi torneranno a scuola, e non diranno niente. La normalità, per i bimbi, è niente. Non diranno delle loro vacanze, poiché vacanze non ci sono state. Un mutismo di vergogna, ed in un bambino, è una cosa orrenda.
    Era poco dopo il 2010.
    Fu allora che pensai ad una vacanza sociale. Una vacanza alla portata di tutti, dove bambini, migranti ed italiani si sentano “uguali”. Chiunque volesse venire, doveva fare solo il biglietto del treno.
    Bastó l’idea, e le persone giuste. Viviana Rasulo in primis, ed il tutto fu così semplice e bello. La chiamata era semplice, inusuale, forse presa poco sul serio. Diceva “condividiamo un pezzo di letto, ed uno scorcio di mare. Se non potete andare al mare ma avete tempo, venite da noi. Organizziamo una vacanza sociale senza costi dando in precedenza le famiglie con figli piccoli ma siamo aperti a tutte le anime in cerca di un abbraccio”.
    Forse fu troppo poetico, ma signori che meraviglia che ha la vita da offrire! 30 persone di cui bambini, donne, uomini, neri e bianchi, 15 tende montate nel giardino, la brace sempre accesa, la musica che faceva ballare i più piccoli ed i più, i sorrisi che non smettevano mai.
    Polllica tuttora si ricorda di questo gruppo misto che eravamo. Sulle spiagge, i ragazzi suonavano il Djembé ed insegnavano a centinaia di persone a ballare. Il nostro gruppo misto era sotto i fuochi dei riflettori perché era inusuale. Kyle del Sri Lanka, Joanna della Polonia, David degli USA, chi del Senegal, dell’Italia, del Burkina Faso, tutte persone escluse che erano lì, ed erano felici.
    Quante emozioni, quante storie da raccontare, quanta gioia.
    Per la prima volta, dei ragazzi avevano conosciuto la vacanza, qualcuno appreso a nuotare, altri, semplicemente a parlare, confidarsi. Era bastata un idea.
    Ne facemmo 3 in totale. Furono la conferma che discriminare porta isolamento e rabbia. Abbiamo messo insieme non una struttura, ma più anime per accogliere più anime.
    Mi è impossibile oggi proseguire in una tale direzione. Ma vorrei.
    Vorrei che tutti noi ci accorgessimo che la maggior parte dei nostri figli vanno dallo psicologo o hanno bisogno di un seguito costante, il che è arduo per chi non ha sostegno in loco. San Patrignano ed altre strutture di cui il numero è sempre in aumento testimoniano insieme alla profusione di psicologi lo stato mentale della gioventù italiana.
    Ma…
    Chi guarda ai figli dei migranti? Chi nota il fatto che quegli adolescenti non hanno nemmeno la 10 euro settimanale per uscire e bere una coca cola con gli amici? Chi dice nulla quando tutti raccontano di vacanze e loro muti e costretti a ritornare sulla solita storia del ritorno al paese di origine. Chi vede quei ragazzi in perenne conflitto con i loro genitori ma con una frattura di natura diversa? Chi gli spiega perché le guardie di sicurezza li seguono come ombre quando entrano in un negozio formalizzando un accusa ingiusta nei loro confronti? Chi gli spiega perché non possono entrare in certi posti? Chi si occupa dell’emergenza psicologica che affligge il mondo migrante?
    É brutale vivere in un mondo che ostenta senza lasciarti entrare. I ragazzi migranti vanno seguiti esattamente quanto i ragazzi italiani. La loro rabbia e delusione è esplosa per le strade, le loro speranze deluse li rendono incuranti delle leggi, ma sopratutto, quel conflitto interiore che è cresciuto in loro senza che nessuno di noi intervenga li ha allontanati da loro stessi.
    La normalità è la soluzione.
    Ho cercato di parlare con dei ragazzi qualche tempo fa. Credo lo si chiami “maranza”. Ammetto di non aver capito se è un termine buono o no. Erano su una strada nota di napoli e per strada parlavano ad alta voce, bevevano e fumavano di tutto di più mentre passavano delle famiglie con piccoli al seguito. Mi fermai a chiedere una sigaretta( li avevo) e me la diedero. Mi chiesero se volessi un po di fumo ma ringraziai e proposi a loro un po di caffè ed acqua dal bar alle loro spalle. Ridendo mi dissero che preferivano la birra. Ed io mentendo dissi di essere musulmano e di non poterla comprare né per me per nessuno. Risero di buon gusto perché erano tutti mussulmani. Pensai in quel momento a chi parla di islamizzazione. La gente a volte è così sprovvista di buon senso che non si accorge che il capitalismo inibisce ogni religione. Chiesi di fumarmi la sigaretta con loro e mi sembrarono scettici. Forse perché erano lì per quell’altro scopo. Gli dissi che non avevano niente da temere, che ero un scrittore Dj che insegnava anche a scuola. E chiesi a loro come facevano ad essere per strada quando forse qualcuno non aveva nemmeno 15 anni. Risero ancora. Ma poi si aprirono.
    Se pregassi, avrei pregato per giorni per scacciare il demone dai loro cuori. Si sentono soli, fragili, costretti, umiliati. Non ho visto ragazzini, ho visto chi è pronto a tutto per farsi rispettare, vedere.
    Dei piccoli guerrieri pronti a fare la storia come i trecento. Prima combattere, poi spiegarsi. Sentono le bombe dí indifferenza che gli cadono attorno, pallottole di frustrazione che gli squarcia le carni, vivono in trincea. Parlavo con ragazzi che avevano incubi, ma erano svegli. Mi rattristò il loro dolore, la mia impotenza. Qualche volta, dei loro clienti si fermavano, e c’era un rapido passaggio. I clienti, perlopiu, erano italiani. Quanto possa essere stupidì rischiare così tanto per così poco… per loro una sfida, per lo Stato un reato. Fecero degli apprezzamenti a delle donne che affettarono il passo mentre ridevano, e con qualcuno quasi se la presero ma la lite si sedò subito per via di una volante della polizia che passava in quel preciso momento. Sembrava di essere al cinema, ma non era altro che una lacerante e dolorosa realtà. Quei ragazzi, hanno bisogno dello psicologo. Molti però nelle nostre culture considerano lo psicologo come medico dei pazzi, e l’Italia non ha mai compreso che l’inclusione passa per la conoscenza e la cura dell’altro. L’Italia non ha considerato avere degli uomini, ma semplicemente delle braccia. E braccia sono, ma completate dal resto. E ciò ci rende uguali.
    Dobbiamo con la nostra utilità sociale trasformare le cose, non separare le vite nella stessa società. È una schiavitu moderna, senza frustra, ma ferisce l’anima, e destabilizza lo spirito.
    Torniamo buoni, per non alimentare la cattiveria. Offriamo vacanze quando possiamo, un sorriso per strada, un attenzione della maestra, facciamoci complimenti a vicenda, diamoci una chance , permetteteci di vivere vite come le vostre. Il confinamento nella stalla pesa.
    Ps. Se avete una camera in più nella vostra residenza di vacanza ed avete colleghi migranti che non andranno da nessuna parte, invitatelo 🙂Buondì amici

    #vacanze #senzavacanze
    #solidarietà #ragazzifragili

    @societa
    @attualita

  41. Da Judicael Ouango
    #judicaelOuango

    Guardavo i bimbi giocare sotto la canicola con la classica espressione del bambino che gioca; felice e spensierata. Era Agosto, e l’afa aveva svuotato le strade dalle poche persone rimaste in città. Persino i turisti sembravano una chimera. Quei bambini, stavano lì, tutti di origine straniera, in quel di napoli, ad animare una città spenta.
    L’estate finirà laddove è cominciato, e finirà lì. Poi torneranno a scuola, e non diranno niente. La normalità, per i bimbi, è niente. Non diranno delle loro vacanze, poiché vacanze non ci sono state. Un mutismo di vergogna, ed in un bambino, è una cosa orrenda.
    Era poco dopo il 2010.
    Fu allora che pensai ad una vacanza sociale. Una vacanza alla portata di tutti, dove bambini, migranti ed italiani si sentano “uguali”. Chiunque volesse venire, doveva fare solo il biglietto del treno.
    Bastó l’idea, e le persone giuste. Viviana Rasulo in primis, ed il tutto fu così semplice e bello. La chiamata era semplice, inusuale, forse presa poco sul serio. Diceva “condividiamo un pezzo di letto, ed uno scorcio di mare. Se non potete andare al mare ma avete tempo, venite da noi. Organizziamo una vacanza sociale senza costi dando in precedenza le famiglie con figli piccoli ma siamo aperti a tutte le anime in cerca di un abbraccio”.
    Forse fu troppo poetico, ma signori che meraviglia che ha la vita da offrire! 30 persone di cui bambini, donne, uomini, neri e bianchi, 15 tende montate nel giardino, la brace sempre accesa, la musica che faceva ballare i più piccoli ed i più, i sorrisi che non smettevano mai.
    Polllica tuttora si ricorda di questo gruppo misto che eravamo. Sulle spiagge, i ragazzi suonavano il Djembé ed insegnavano a centinaia di persone a ballare. Il nostro gruppo misto era sotto i fuochi dei riflettori perché era inusuale. Kyle del Sri Lanka, Joanna della Polonia, David degli USA, chi del Senegal, dell’Italia, del Burkina Faso, tutte persone escluse che erano lì, ed erano felici.
    Quante emozioni, quante storie da raccontare, quanta gioia.
    Per la prima volta, dei ragazzi avevano conosciuto la vacanza, qualcuno appreso a nuotare, altri, semplicemente a parlare, confidarsi. Era bastata un idea.
    Ne facemmo 3 in totale. Furono la conferma che discriminare porta isolamento e rabbia. Abbiamo messo insieme non una struttura, ma più anime per accogliere più anime.
    Mi è impossibile oggi proseguire in una tale direzione. Ma vorrei.
    Vorrei che tutti noi ci accorgessimo che la maggior parte dei nostri figli vanno dallo psicologo o hanno bisogno di un seguito costante, il che è arduo per chi non ha sostegno in loco. San Patrignano ed altre strutture di cui il numero è sempre in aumento testimoniano insieme alla profusione di psicologi lo stato mentale della gioventù italiana.
    Ma…
    Chi guarda ai figli dei migranti? Chi nota il fatto che quegli adolescenti non hanno nemmeno la 10 euro settimanale per uscire e bere una coca cola con gli amici? Chi dice nulla quando tutti raccontano di vacanze e loro muti e costretti a ritornare sulla solita storia del ritorno al paese di origine. Chi vede quei ragazzi in perenne conflitto con i loro genitori ma con una frattura di natura diversa? Chi gli spiega perché le guardie di sicurezza li seguono come ombre quando entrano in un negozio formalizzando un accusa ingiusta nei loro confronti? Chi gli spiega perché non possono entrare in certi posti? Chi si occupa dell’emergenza psicologica che affligge il mondo migrante?
    É brutale vivere in un mondo che ostenta senza lasciarti entrare. I ragazzi migranti vanno seguiti esattamente quanto i ragazzi italiani. La loro rabbia e delusione è esplosa per le strade, le loro speranze deluse li rendono incuranti delle leggi, ma sopratutto, quel conflitto interiore che è cresciuto in loro senza che nessuno di noi intervenga li ha allontanati da loro stessi.
    La normalità è la soluzione.
    Ho cercato di parlare con dei ragazzi qualche tempo fa. Credo lo si chiami “maranza”. Ammetto di non aver capito se è un termine buono o no. Erano su una strada nota di napoli e per strada parlavano ad alta voce, bevevano e fumavano di tutto di più mentre passavano delle famiglie con piccoli al seguito. Mi fermai a chiedere una sigaretta( li avevo) e me la diedero. Mi chiesero se volessi un po di fumo ma ringraziai e proposi a loro un po di caffè ed acqua dal bar alle loro spalle. Ridendo mi dissero che preferivano la birra. Ed io mentendo dissi di essere musulmano e di non poterla comprare né per me per nessuno. Risero di buon gusto perché erano tutti mussulmani. Pensai in quel momento a chi parla di islamizzazione. La gente a volte è così sprovvista di buon senso che non si accorge che il capitalismo inibisce ogni religione. Chiesi di fumarmi la sigaretta con loro e mi sembrarono scettici. Forse perché erano lì per quell’altro scopo. Gli dissi che non avevano niente da temere, che ero un scrittore Dj che insegnava anche a scuola. E chiesi a loro come facevano ad essere per strada quando forse qualcuno non aveva nemmeno 15 anni. Risero ancora. Ma poi si aprirono.
    Se pregassi, avrei pregato per giorni per scacciare il demone dai loro cuori. Si sentono soli, fragili, costretti, umiliati. Non ho visto ragazzini, ho visto chi è pronto a tutto per farsi rispettare, vedere.
    Dei piccoli guerrieri pronti a fare la storia come i trecento. Prima combattere, poi spiegarsi. Sentono le bombe dí indifferenza che gli cadono attorno, pallottole di frustrazione che gli squarcia le carni, vivono in trincea. Parlavo con ragazzi che avevano incubi, ma erano svegli. Mi rattristò il loro dolore, la mia impotenza. Qualche volta, dei loro clienti si fermavano, e c’era un rapido passaggio. I clienti, perlopiu, erano italiani. Quanto possa essere stupidì rischiare così tanto per così poco… per loro una sfida, per lo Stato un reato. Fecero degli apprezzamenti a delle donne che affettarono il passo mentre ridevano, e con qualcuno quasi se la presero ma la lite si sedò subito per via di una volante della polizia che passava in quel preciso momento. Sembrava di essere al cinema, ma non era altro che una lacerante e dolorosa realtà. Quei ragazzi, hanno bisogno dello psicologo. Molti però nelle nostre culture considerano lo psicologo come medico dei pazzi, e l’Italia non ha mai compreso che l’inclusione passa per la conoscenza e la cura dell’altro. L’Italia non ha considerato avere degli uomini, ma semplicemente delle braccia. E braccia sono, ma completate dal resto. E ciò ci rende uguali.
    Dobbiamo con la nostra utilità sociale trasformare le cose, non separare le vite nella stessa società. È una schiavitu moderna, senza frustra, ma ferisce l’anima, e destabilizza lo spirito.
    Torniamo buoni, per non alimentare la cattiveria. Offriamo vacanze quando possiamo, un sorriso per strada, un attenzione della maestra, facciamoci complimenti a vicenda, diamoci una chance , permetteteci di vivere vite come le vostre. Il confinamento nella stalla pesa.
    Ps. Se avete una camera in più nella vostra residenza di vacanza ed avete colleghi migranti che non andranno da nessuna parte, invitatelo 🙂Buondì amici

    #vacanze #senzavacanze
    #solidarietà #ragazzifragili

    @societa
    @attualita

  42. Da Judicael Ouango
    #judicaelOuango

    Guardavo i bimbi giocare sotto la canicola con la classica espressione del bambino che gioca; felice e spensierata. Era Agosto, e l’afa aveva svuotato le strade dalle poche persone rimaste in città. Persino i turisti sembravano una chimera. Quei bambini, stavano lì, tutti di origine straniera, in quel di napoli, ad animare una città spenta.
    L’estate finirà laddove è cominciato, e finirà lì. Poi torneranno a scuola, e non diranno niente. La normalità, per i bimbi, è niente. Non diranno delle loro vacanze, poiché vacanze non ci sono state. Un mutismo di vergogna, ed in un bambino, è una cosa orrenda.
    Era poco dopo il 2010.
    Fu allora che pensai ad una vacanza sociale. Una vacanza alla portata di tutti, dove bambini, migranti ed italiani si sentano “uguali”. Chiunque volesse venire, doveva fare solo il biglietto del treno.
    Bastó l’idea, e le persone giuste. Viviana Rasulo in primis, ed il tutto fu così semplice e bello. La chiamata era semplice, inusuale, forse presa poco sul serio. Diceva “condividiamo un pezzo di letto, ed uno scorcio di mare. Se non potete andare al mare ma avete tempo, venite da noi. Organizziamo una vacanza sociale senza costi dando in precedenza le famiglie con figli piccoli ma siamo aperti a tutte le anime in cerca di un abbraccio”.
    Forse fu troppo poetico, ma signori che meraviglia che ha la vita da offrire! 30 persone di cui bambini, donne, uomini, neri e bianchi, 15 tende montate nel giardino, la brace sempre accesa, la musica che faceva ballare i più piccoli ed i più, i sorrisi che non smettevano mai.
    Polllica tuttora si ricorda di questo gruppo misto che eravamo. Sulle spiagge, i ragazzi suonavano il Djembé ed insegnavano a centinaia di persone a ballare. Il nostro gruppo misto era sotto i fuochi dei riflettori perché era inusuale. Kyle del Sri Lanka, Joanna della Polonia, David degli USA, chi del Senegal, dell’Italia, del Burkina Faso, tutte persone escluse che erano lì, ed erano felici.
    Quante emozioni, quante storie da raccontare, quanta gioia.
    Per la prima volta, dei ragazzi avevano conosciuto la vacanza, qualcuno appreso a nuotare, altri, semplicemente a parlare, confidarsi. Era bastata un idea.
    Ne facemmo 3 in totale. Furono la conferma che discriminare porta isolamento e rabbia. Abbiamo messo insieme non una struttura, ma più anime per accogliere più anime.
    Mi è impossibile oggi proseguire in una tale direzione. Ma vorrei.
    Vorrei che tutti noi ci accorgessimo che la maggior parte dei nostri figli vanno dallo psicologo o hanno bisogno di un seguito costante, il che è arduo per chi non ha sostegno in loco. San Patrignano ed altre strutture di cui il numero è sempre in aumento testimoniano insieme alla profusione di psicologi lo stato mentale della gioventù italiana.
    Ma…
    Chi guarda ai figli dei migranti? Chi nota il fatto che quegli adolescenti non hanno nemmeno la 10 euro settimanale per uscire e bere una coca cola con gli amici? Chi dice nulla quando tutti raccontano di vacanze e loro muti e costretti a ritornare sulla solita storia del ritorno al paese di origine. Chi vede quei ragazzi in perenne conflitto con i loro genitori ma con una frattura di natura diversa? Chi gli spiega perché le guardie di sicurezza li seguono come ombre quando entrano in un negozio formalizzando un accusa ingiusta nei loro confronti? Chi gli spiega perché non possono entrare in certi posti? Chi si occupa dell’emergenza psicologica che affligge il mondo migrante?
    É brutale vivere in un mondo che ostenta senza lasciarti entrare. I ragazzi migranti vanno seguiti esattamente quanto i ragazzi italiani. La loro rabbia e delusione è esplosa per le strade, le loro speranze deluse li rendono incuranti delle leggi, ma sopratutto, quel conflitto interiore che è cresciuto in loro senza che nessuno di noi intervenga li ha allontanati da loro stessi.
    La normalità è la soluzione.
    Ho cercato di parlare con dei ragazzi qualche tempo fa. Credo lo si chiami “maranza”. Ammetto di non aver capito se è un termine buono o no. Erano su una strada nota di napoli e per strada parlavano ad alta voce, bevevano e fumavano di tutto di più mentre passavano delle famiglie con piccoli al seguito. Mi fermai a chiedere una sigaretta( li avevo) e me la diedero. Mi chiesero se volessi un po di fumo ma ringraziai e proposi a loro un po di caffè ed acqua dal bar alle loro spalle. Ridendo mi dissero che preferivano la birra. Ed io mentendo dissi di essere musulmano e di non poterla comprare né per me per nessuno. Risero di buon gusto perché erano tutti mussulmani. Pensai in quel momento a chi parla di islamizzazione. La gente a volte è così sprovvista di buon senso che non si accorge che il capitalismo inibisce ogni religione. Chiesi di fumarmi la sigaretta con loro e mi sembrarono scettici. Forse perché erano lì per quell’altro scopo. Gli dissi che non avevano niente da temere, che ero un scrittore Dj che insegnava anche a scuola. E chiesi a loro come facevano ad essere per strada quando forse qualcuno non aveva nemmeno 15 anni. Risero ancora. Ma poi si aprirono.
    Se pregassi, avrei pregato per giorni per scacciare il demone dai loro cuori. Si sentono soli, fragili, costretti, umiliati. Non ho visto ragazzini, ho visto chi è pronto a tutto per farsi rispettare, vedere.
    Dei piccoli guerrieri pronti a fare la storia come i trecento. Prima combattere, poi spiegarsi. Sentono le bombe dí indifferenza che gli cadono attorno, pallottole di frustrazione che gli squarcia le carni, vivono in trincea. Parlavo con ragazzi che avevano incubi, ma erano svegli. Mi rattristò il loro dolore, la mia impotenza. Qualche volta, dei loro clienti si fermavano, e c’era un rapido passaggio. I clienti, perlopiu, erano italiani. Quanto possa essere stupidì rischiare così tanto per così poco… per loro una sfida, per lo Stato un reato. Fecero degli apprezzamenti a delle donne che affettarono il passo mentre ridevano, e con qualcuno quasi se la presero ma la lite si sedò subito per via di una volante della polizia che passava in quel preciso momento. Sembrava di essere al cinema, ma non era altro che una lacerante e dolorosa realtà. Quei ragazzi, hanno bisogno dello psicologo. Molti però nelle nostre culture considerano lo psicologo come medico dei pazzi, e l’Italia non ha mai compreso che l’inclusione passa per la conoscenza e la cura dell’altro. L’Italia non ha considerato avere degli uomini, ma semplicemente delle braccia. E braccia sono, ma completate dal resto. E ciò ci rende uguali.
    Dobbiamo con la nostra utilità sociale trasformare le cose, non separare le vite nella stessa società. È una schiavitu moderna, senza frustra, ma ferisce l’anima, e destabilizza lo spirito.
    Torniamo buoni, per non alimentare la cattiveria. Offriamo vacanze quando possiamo, un sorriso per strada, un attenzione della maestra, facciamoci complimenti a vicenda, diamoci una chance , permetteteci di vivere vite come le vostre. Il confinamento nella stalla pesa.
    Ps. Se avete una camera in più nella vostra residenza di vacanza ed avete colleghi migranti che non andranno da nessuna parte, invitatelo 🙂Buondì amici

    #vacanze #senzavacanze
    #solidarietà #ragazzifragili

    @societa
    @attualita

  43. Da Judicael Ouango
    #judicaelOuango

    Guardavo i bimbi giocare sotto la canicola con la classica espressione del bambino che gioca; felice e spensierata. Era Agosto, e l’afa aveva svuotato le strade dalle poche persone rimaste in città. Persino i turisti sembravano una chimera. Quei bambini, stavano lì, tutti di origine straniera, in quel di napoli, ad animare una città spenta.
    L’estate finirà laddove è cominciato, e finirà lì. Poi torneranno a scuola, e non diranno niente. La normalità, per i bimbi, è niente. Non diranno delle loro vacanze, poiché vacanze non ci sono state. Un mutismo di vergogna, ed in un bambino, è una cosa orrenda.
    Era poco dopo il 2010.
    Fu allora che pensai ad una vacanza sociale. Una vacanza alla portata di tutti, dove bambini, migranti ed italiani si sentano “uguali”. Chiunque volesse venire, doveva fare solo il biglietto del treno.
    Bastó l’idea, e le persone giuste. Viviana Rasulo in primis, ed il tutto fu così semplice e bello. La chiamata era semplice, inusuale, forse presa poco sul serio. Diceva “condividiamo un pezzo di letto, ed uno scorcio di mare. Se non potete andare al mare ma avete tempo, venite da noi. Organizziamo una vacanza sociale senza costi dando in precedenza le famiglie con figli piccoli ma siamo aperti a tutte le anime in cerca di un abbraccio”.
    Forse fu troppo poetico, ma signori che meraviglia che ha la vita da offrire! 30 persone di cui bambini, donne, uomini, neri e bianchi, 15 tende montate nel giardino, la brace sempre accesa, la musica che faceva ballare i più piccoli ed i più, i sorrisi che non smettevano mai.
    Polllica tuttora si ricorda di questo gruppo misto che eravamo. Sulle spiagge, i ragazzi suonavano il Djembé ed insegnavano a centinaia di persone a ballare. Il nostro gruppo misto era sotto i fuochi dei riflettori perché era inusuale. Kyle del Sri Lanka, Joanna della Polonia, David degli USA, chi del Senegal, dell’Italia, del Burkina Faso, tutte persone escluse che erano lì, ed erano felici.
    Quante emozioni, quante storie da raccontare, quanta gioia.
    Per la prima volta, dei ragazzi avevano conosciuto la vacanza, qualcuno appreso a nuotare, altri, semplicemente a parlare, confidarsi. Era bastata un idea.
    Ne facemmo 3 in totale. Furono la conferma che discriminare porta isolamento e rabbia. Abbiamo messo insieme non una struttura, ma più anime per accogliere più anime.
    Mi è impossibile oggi proseguire in una tale direzione. Ma vorrei.
    Vorrei che tutti noi ci accorgessimo che la maggior parte dei nostri figli vanno dallo psicologo o hanno bisogno di un seguito costante, il che è arduo per chi non ha sostegno in loco. San Patrignano ed altre strutture di cui il numero è sempre in aumento testimoniano insieme alla profusione di psicologi lo stato mentale della gioventù italiana.
    Ma…
    Chi guarda ai figli dei migranti? Chi nota il fatto che quegli adolescenti non hanno nemmeno la 10 euro settimanale per uscire e bere una coca cola con gli amici? Chi dice nulla quando tutti raccontano di vacanze e loro muti e costretti a ritornare sulla solita storia del ritorno al paese di origine. Chi vede quei ragazzi in perenne conflitto con i loro genitori ma con una frattura di natura diversa? Chi gli spiega perché le guardie di sicurezza li seguono come ombre quando entrano in un negozio formalizzando un accusa ingiusta nei loro confronti? Chi gli spiega perché non possono entrare in certi posti? Chi si occupa dell’emergenza psicologica che affligge il mondo migrante?
    É brutale vivere in un mondo che ostenta senza lasciarti entrare. I ragazzi migranti vanno seguiti esattamente quanto i ragazzi italiani. La loro rabbia e delusione è esplosa per le strade, le loro speranze deluse li rendono incuranti delle leggi, ma sopratutto, quel conflitto interiore che è cresciuto in loro senza che nessuno di noi intervenga li ha allontanati da loro stessi.
    La normalità è la soluzione.
    Ho cercato di parlare con dei ragazzi qualche tempo fa. Credo lo si chiami “maranza”. Ammetto di non aver capito se è un termine buono o no. Erano su una strada nota di napoli e per strada parlavano ad alta voce, bevevano e fumavano di tutto di più mentre passavano delle famiglie con piccoli al seguito. Mi fermai a chiedere una sigaretta( li avevo) e me la diedero. Mi chiesero se volessi un po di fumo ma ringraziai e proposi a loro un po di caffè ed acqua dal bar alle loro spalle. Ridendo mi dissero che preferivano la birra. Ed io mentendo dissi di essere musulmano e di non poterla comprare né per me per nessuno. Risero di buon gusto perché erano tutti mussulmani. Pensai in quel momento a chi parla di islamizzazione. La gente a volte è così sprovvista di buon senso che non si accorge che il capitalismo inibisce ogni religione. Chiesi di fumarmi la sigaretta con loro e mi sembrarono scettici. Forse perché erano lì per quell’altro scopo. Gli dissi che non avevano niente da temere, che ero un scrittore Dj che insegnava anche a scuola. E chiesi a loro come facevano ad essere per strada quando forse qualcuno non aveva nemmeno 15 anni. Risero ancora. Ma poi si aprirono.
    Se pregassi, avrei pregato per giorni per scacciare il demone dai loro cuori. Si sentono soli, fragili, costretti, umiliati. Non ho visto ragazzini, ho visto chi è pronto a tutto per farsi rispettare, vedere.
    Dei piccoli guerrieri pronti a fare la storia come i trecento. Prima combattere, poi spiegarsi. Sentono le bombe dí indifferenza che gli cadono attorno, pallottole di frustrazione che gli squarcia le carni, vivono in trincea. Parlavo con ragazzi che avevano incubi, ma erano svegli. Mi rattristò il loro dolore, la mia impotenza. Qualche volta, dei loro clienti si fermavano, e c’era un rapido passaggio. I clienti, perlopiu, erano italiani. Quanto possa essere stupidì rischiare così tanto per così poco… per loro una sfida, per lo Stato un reato. Fecero degli apprezzamenti a delle donne che affettarono il passo mentre ridevano, e con qualcuno quasi se la presero ma la lite si sedò subito per via di una volante della polizia che passava in quel preciso momento. Sembrava di essere al cinema, ma non era altro che una lacerante e dolorosa realtà. Quei ragazzi, hanno bisogno dello psicologo. Molti però nelle nostre culture considerano lo psicologo come medico dei pazzi, e l’Italia non ha mai compreso che l’inclusione passa per la conoscenza e la cura dell’altro. L’Italia non ha considerato avere degli uomini, ma semplicemente delle braccia. E braccia sono, ma completate dal resto. E ciò ci rende uguali.
    Dobbiamo con la nostra utilità sociale trasformare le cose, non separare le vite nella stessa società. È una schiavitu moderna, senza frustra, ma ferisce l’anima, e destabilizza lo spirito.
    Torniamo buoni, per non alimentare la cattiveria. Offriamo vacanze quando possiamo, un sorriso per strada, un attenzione della maestra, facciamoci complimenti a vicenda, diamoci una chance , permetteteci di vivere vite come le vostre. Il confinamento nella stalla pesa.
    Ps. Se avete una camera in più nella vostra residenza di vacanza ed avete colleghi migranti che non andranno da nessuna parte, invitatelo 🙂Buondì amici

    #vacanze #senzavacanze
    #solidarietà #ragazzifragili

    @societa
    @attualita